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Da una campagna pubblicitaria a una canzone, da un set a una collaborazione nella quale Chiara Ferragni fa da stylist (e recita) nel nuovo video di Baby K “Non mi basta più”. Due icone, biondissime, che si sono conosciute sul set del nuovo spot Pantene per i trattamenti e balsami della linea Oro e da lì hanno avviato un sodalizio artistico diventato poi un’amicizia.

Un aeroporto, un piano, due amiche e un’estate diversa. Nel suo nuovo video lei e Chiara Ferragni siete due vacanziere molto atipiche. Come è andata?
Nonostante le riprese siano state difficoltose perché eravamo a cavallo della Fase 3 e c’erano molte regole da rispettare sul set con questo video sentivo di voler trasmettere un messaggio per questa estate un po’ diversa. Un’estate incerta, piena di interrogativi come ‘riusciremo a viaggiare?’ o ‘sarà tutto come prima?’. Così ho deciso di girare il video in un aeroporto, tra la pista e un aereo che però non decolla mai, per spiegare che l’amicizia, la musica e la fantasia bastano per vivere comunque un viaggio simbolico. Ma senza dimenticare mai lo stile. 

Tra jungle print di Versace e stiletto Saint Laurent, gli abiti  che indossate nel video sono da passerella. Chi li ha scelti?
Chiara Ferragni mi ha fornito la sua consulenza da stylist ed è stato un modo per fondere i nostri mondi, la musica e la moda. Ci siamo conosciute sul set dello spot di Pantene, marchio che ha curato anche i nostri capelli nel video. Con Chiara mi sono subito sentita a mio agio, c’è stata molta naturalezza nel conoscersi e approfondire il rapporto. Tra di noi è nata una simpatia e quando lei ha dimostrato interesse nella mia canzone ci siamo dette ‘uniamo le forze’. Io l’ho portata nella mia canzone e lei ha portato la moda nel mio video musicale. Siamo due donne provenienti da settori diversi ma siamo riuscite a collaborare in una modalità molto nuova. 

Tutto è nato dalla campagna della linea Oro per la quale il brand ha collaborato con Yale per uno studio che  dimostra che i capelli sono un elemento chiave per la nostra autostima. Ma le cose non vanno sempre bene dal parrucchiere, ricorda qualche errore di look che non rifarebbe?
Da ogni errore si impara sempre qualcosa e anche io ne ho alcuni nel cassetto. Ricordo che negli anni Novanta avevo circa 12 anni e andava molto di moda un taglio cortissimo. Io ho i capelli ricci e quel corto non mi donava affatto, a scuola mi presero tutti in giro e ci sono voluti mesi prima che tornassi ad avere un aspetto che mi piacesse. In età adulta però è tutto cambiato e mi piace molto giocare con il look, specialmente con i capelli. Così azzardo sempre e alla fine non me ne pento perché questi cambiamenti di colori e tagli, poi caratterizzano i periodi della mia vita. Con il tempo ho capito però che i capelli lunghi mi donano di più.

E a chi si ritrova con un taglio sbagliato, a quella dodicenne che anche lei è stata, cosa consiglia per superare un momento di bassa autostima?
La cosa più importante è avere capelli sani e saper portare con stile i propri errori. Ragazze, no panic. Tutte sbagliamo e a tutte può succedere di uscire dal parrucchiere in lacrime perché ha esagerato con le forbici. I capelli ricrescono ed è importante ricordarsi che da un errore può nascere una novità o qualcosa di più creativo. 

Il mito di Sansone racconta che i capelli possono rendere invincibili. Qual è il suo punto di forza e cosa non vorrebbe mai perdere?
Quello su cui punto perché mi da forza è lo stile, l’attitudine, l’atteggiamento, qualcosa che non ricordi solamente l’estetica in maniera superficiale ma che riconduca a una espressione. Ci tengo molto allo stile e alla maniera in cui mi esprimo attraverso i look per comunicare un’attitudine. Quello che non vorrei mai perdere è la mia indipendenza, musicalmente parlando mi rendo conto che più posso affidarmi alle mie forze e meno sono vincolata. Per questo sono arrivata a coprodurre, a scrivere le sceneggiature dei miei video, a scrivere le canzoni sia a livello di testo che di melodia. Poi per uscire dagli schemi mi affido anche alle collaborazioni ma l’indipendenza mi dà la forza di essere libera.

Il suo ultimo progetto musicale è nato durante il lockdown, come è riuscita a prendersi cura del lavoro e anche di sé stessa in quarantena?
Il lockdown è stato un’occasione per dedicarci a noi, per il self care, lontane dalla frenesia della vita precedente. Senza parrucchiere ed estetista è stata dura ma mi sono affidata ai tanti video e tutorial, alcuni anche molto divertenti. Per quanto riguarda il lavoro ho scritto Non mi basta più nella fase più difficile della quarantena, c’era incertezza e confusione ma io mi sono immaginata che nel momento della pubblicazione ci sarebbe già stata la luce. Alla fine è andata così. Per questo la canzone parla di un prospettiva che si raggiunge, di vedere un bicchiere mezzo pieno e di non fermarsi lì ma volerne anche un altro.

Il mito della bionda, colore che lei sfoggia attualmente, è stato per anni legato, complice anche una certa cinematografia, a una donna frivola e poco intelligente. Crede sia un cliché completamente debellato?
Lo citavo in una mia canzone ‘l’attacco è vincente quando è inaspettato’. a volte alcune donne usano questa apparente leggerezza, questa fragilità nel modo di fare per colpire quando l’altro meno se lo aspetta. Se non dai quella certezza di forza nel carattere poi c’è modo di sorprendere. Per fortuna le donne sono cambiate, così come le sfumature di biondo, basti pensare al biondo quasi grigio con ricrescita che Kim Kardashian ha imposto.

Se potesse rinascere vorrebbe i capelli come quelli di?
Se penso al biondo penso alla Madonna degli anni Ottanta quella di Like a Virgin che sì citava Marilyn Monroe ma che è riuscita a fare molto suo quel colore. Vorrei provare almeno una volta un biondo Brigitte Bardot, con quella frangia un po’ leggera. In verità prima o poi tornerò al mio colore e  se parliamo di capelli scuri mi piacerebbe rinascere con quelli di Cher.

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