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Con l’approvazione del Decreto-legge n. 87 del 2018, dal titolo “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, avvenuta da parte del Consiglio dei Ministri, il mondo del gioco d’azzardo ha subito una repentina evoluzione in Italia, soprattutto per quel che concerne alcuni settori (relativi alla materia pubblicitaria e informativa). Tra i tanti settori che sono stati oggetto di cambiamento – di seguito riportati in macroaree -, quello del gioco d’azzardo è apparso sicuramente tra i più colpiti. In effetti, la normativa alla quale i luoghi di gioco d’azzardo legale devono sottostare, impone che il comportamento dell’intero mercato del gioco d’azzardo subisse delle enormi differenze, soprattutto per quel che concerne la promozione del gambling. Vale la pena sottolineare nel dettaglio le aree di intervento del Decreto Dignità, a partire dalla scansione dello stesso nei seguenti capi:

  • il I dal titolo “Misure per il contrasto al precariato”,
  • il I bis “Misure finalizzate alla continuità didattica,
  • il II “Misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali”,
  • il III “Misure per il contrasto del disturbo del gioco d’azzardo”,
  • il IV “Misure in materia di semplificazione fiscale”,
  • il V “Disposizioni finali e di coordinamento”.

Le norme del Decreto Dignità a proposito del gioco d’azzardo

Il primo grande cambiamento, relativamente alla nuova gestione del gioco d’azzardo in Italia per mezzo del Decreto Dignità, riguarda il divieto di pubblicità di giochi e scommesse, oltre che di attività promozionali realizzate attraverso differenti modalità. Il divieto di pubblicizzazione proibisce qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta, relativa a giochi d’azzardo, scommesse, casinò e a tutte le tipologie di gioco connesse alle prime. Attraverso il decreto dignità, inoltre, è stata introdotta la locuzione di disturbo da gioco d’azzardo, che sostituisce la precedente espressione di ludopatia

Per tutti quei contratti di pubblicità che erano stati realizzati a partire dal 14 luglio del 2018, è stata permessa l’applicazione in virtù della normativa vigente, fino alla scadenza dei contratti. Inoltre, a partire dal 2019, anche le sponsorizzazioni sono state incluse all’interno delle forme dei divieti. La pena amministrativa, prevista per la violazione della legge, è stata stabilita nel pagamento di una sanzione pecuniaria di una somma pari al 5% del valore della sponsorizzazione e, in ogni caso, mai inferiore a €50.000 per ogni violazione. Inoltre, è stato anche innalzato il valore del prelievo erariale unico sugli apparecchi idonei al gioco lecito. Il governo si è poi assunto la responsabilità di ottenere una riforma complessiva per quel che concerne i giochi pubblici, inseriti all’interno di sale da gioco, bar e altri luoghi di interesse popolare, per cercare di eliminare quanto più possibile tutti i rischi connessi al disturbo del gioco d’azzardo, contrastando, contemporaneamente, anche il gioco illegale e le frodi e derivassero dalla realizzazione del gambling. Infine, tra gli altri divieti, è stato introdotto quello relativo a tutte le forme di pubblicità riguardanti il mondo delle scommesse online e offline, in materia calcistica e sportiva, che promettessero vincite in denaro ottenuto sulla base della propria puntata. Ciò ha riguardato, naturalmente, non soltanto le pubblicità televisive di siti di scommesse e di piattaforme adibite al gioco d’azzardo sportivo, ma anche tutti quegli articoli e prodotti informativi (o pubblicizzati) che si sono moltiplicati, negli ultimi anni, sul web, fornendo una promozione, diretta o indiretta, al mondo delle scommesse sportive.

Le specifiche ai divieti ottenuti dal Decreto Dignità

A proposito dei divieti che sono stati sanciti in merito alla pubblicità rivolta al mondo delle scommesse online e sportive, c’è da offrire una precisazione in merito, dal momento che il divieto in questione, per quel che concerne i suoi caratteri generali, è stato affiancato a una serie di restrizioni che erano già state introdotte, da parte del governo italiano, relativamente alla pubblicità di giochi e scommesse. In particolar modo, il riferimento più importante è la disciplina che vieta i messaggi pubblicitari che riguardano le vincite in denaro, presenti all’interno di trasmissione televisive rivolte a minori, secondo il cosiddetto Decreto Balduzzi, che ha limitato la possibilità di inserire le pubblicità all’interno di programmi televisivi di chiaro indirizzo infantile. 

Allo stesso tempo, altro riferimento è stato ottenuto dalla disciplina che imponeva formule di avvertimento a proposito del rischio dipendenza dalla pratica di giochi che permettono di ottenere vincite in denaro, tra cui scommesse, slot machine e videolottery. Infine, gli ultimi riferimenti sono alle discipline che, pur presupponendo la legittimità della pubblicità a giochi d’azzardo e scommesse online, vietano alcune specifiche modalità, tra cui la promozione in trasmissioni cosiddette generaliste, presenti nella fascia oraria che va dalle 7 alle 22:00 di ogni giorno. 

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