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Lo Stato non può contrastare la pandemia, è un dato di fatto ma ha l’obbligo di curare i cittadini dall’infezione da Covid-19. Il tasso di mortalità nella seconda ondata del covid-19 è più basso di quello dell’influenza stagionale e le cure sono sufficienti per affrontare il virus. C’è da chiedersi se i governi stanno davvero scegliendo il giusto approccio attraverso politiche del NON fare come le restrizioni, i lockdown ed il distanziamento sociale o, se gli sforzi sarebbero dovuti e dovrebbero essere concentrati maggiormente sulle politiche del FARE.

I tassi di mortalità del covid e delle influenze stagionali

Fonti autorevoli come la Fondazione Veronesi, attestano che “nelle ultime settimane, complice l’arrivo in Italia dell’epidemia provocata dal Coronavirus in concomitanza con il picco dell’influenza, in molti hanno messo confronto l’impatto delle due infezioni respiratorie.

Nello specifico dei numeri, le due infezioni mostrano anche un diverso tasso di letalità (numero dei decessi sul totale dei casi). Quanto al Coronavirus, il dato nostrano è (attualmente) quantificabile nello 0.026 per cento. Negli ultimi anni, invece, il tasso di letalità dovuta all’influenza è stato all’incirca dello 0.1 per cento. Nel complesso, tra il 2013 e il 2017, più di 68mila italiani sono deceduti a causa della presenza di complicanze determinate dal «comune» virus influenzale. Per lo più polmoniti e problematiche cardiovascolari (infarti e arresti cardiaci). ” In sostanza, se ci fossero strutture ospedaliere e medici a sufficienza, la sanità non sarebbe congestionata ed oggi la pandemia farebbe meno paura.

Cosa può e deve fare lo Stato?

Innanzitutto costruire terapie intensive da campo. A Milano ci sono voluti 8 giorni per crearne una nel padiglione della ex fiera. Quante se ne sarebbero potute creare mentre si diceva alla gente di viaggiare da una regione all’altra, con la cosapevolezza che in autunno il virus avrebbe nuovamente preso piede?



Iniziare a progettare ospedali di nuova generazione in grado un domani di sostituire le fatiscenze degli attuali casermoni presenti in quasi tutta Italia, dando anche una spinta all’economia, costruendo e attivando nuovi cantieri.

Assumere medici ed infermieri con contratti dignitosi e non cercare di mandarli subdolamente il trincea proponendo come per il bando per 2000 infermieri in Sicilia, contratti di tre mesi per i quali il rischio non è neanche lontanamente commisurato ai benefici.

Sono davvero utili i lockdown o servono terapie intensive?

Viene quindi da pensare che le misure contenitive messe in atto dallo Stato in un momento di grande confusione, siano ammissibili e comprensibili ma allo stesso modo inutili senza guardare il problema da un’altra prospettiva.

La gente non deve avere paura di ammalarSi come non ha paura di prendere un’influenza, perché lo Stato deve solo pensare a curarci.

Lo Stato faccia lo Stato, garantisca ciò che è in suo potere e soprattutto non sarà terrorizzando i cittadini e le imprese o utilizzando con criteri confusi e strampalati i soldi dell’Europa, che usciremo da questa crisi sanitaria ed economica che sta assumendo connotati apocalittici.

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