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MAGMA PRIMITIVO: Qualcosa di potente, impressionante e allo stesso tempo spaventoso. È la lava dell’Etna che in questi giorni sta dando spettacolo con le sue continue esplosioni.

Il professor Marco Viccaro, neo presidente dell’associazione dei vulcanologi italiani, spiega la vivace attività eruttiva del vulcano. “Il magma proviene dal profondo e non ha avuto ancora il tempo di perdere il quantitativo originario di gas”.

Cosa ha scatenato le esplosioni di magma e che cosa sta accadendo in Sicilia?

Ce lo dice l’Ingv di Catania. Il direttore Stefano Branca intanto rassicura: “Non è niente di assolutamente preoccupante”. Le eruzioni “fanno parte della normale attività del vulcano”, spiega. Per l’Ingv, comunque, si tratta di un “evento parossistico”, ovvero di una serie di fenomeni esplosivi con i quali il vulcano è entrato in attività in questi ultimi giorni. Gli esperti hanno collocato la sorgente del tremore nel cratere di Sud-Est, tra i 2.900 e i 3.000 metri di quota dal livello del mare. È a quell’altezza che sono emersi i primi trabocchi lavici che hanno generato i vari flussi piroclastici.

Cosa vuol dire magma più primitivo?

Per “magma primitivo” intendiamo un magma che mantiene la composizione molto vicina a quella acquisita al momento della sua formazione nel mantello terrestre. La risalita verso la superficie determina successivamente una modifica di questa composizione originaria verso termini più evoluti.

Dal vulcano Etna sono emessi magmi con composizione trachibasaltica che rientrano all’interno di composizioni definibili “basiche”. Assistere ad una variazione composizionale dei magmi verso termini più “primitivi” sta a significare che il sistema di alimentazione del vulcano è progressivamente permeato da magmi provenienti dal profondo, i quali non hanno avuto ancora il tempo sufficiente per perdere il loro quantitativo originario di gas e di modificare la propria composizione attraverso processi di cristallizzazione che avvengono principalmente per perdita di calore durante lo stazionamento nella crosta terrestre.

Ciò significa che il magma, in questo momento del ciclo vitale dell’Etna, riesce a entrare molto facilmente nel sistema di alimentazione profondo e altrettanto facilmente riesce a migrare verso i livelli intermedi e superficiali, sostandovi davvero per poco tempo».

Lo spettacolo è stato visto persino dalle Eolie. Il vulcanologo dell’Ingv Boris Behncke ha voluto commentare così gli eventi: “Abbiamo assistito a quel che è stato certamente fra i parossismi più intensi e magnifici” dell’Etna. Le immagini non lo smentiscono.


Foto dal web

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Fabio C.

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