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Poco dopo le 15, una grossa parte del cimitero di Camogli, in via Jacopo Ruffini, è franata in mare.

Molte bare sono finite in acqua, mentre un gruppo di operai che stava lavorando in zona è riuscito a salvarsi. Sono intervenuti gli agenti di polizia municipale e i vigili del Fuoco di Rapallo

Il cedimento ha coinvolto due cappelle e fatto precipitare in mare oltre 200 bare.

Le bare trascinate via, in parte finite in mare a Camogli (Genova) a seguito del crollo di una porzione del cimitero, situato sulla linea di costa della località turistica, a circa 50 metri sul livello del mare.

 La frana ha distrutto e fatto scivolare in acqua anche due cappelle con le salme contenute all’interno.

Il crollo sarebbe stato provocato dall’erosione della falesia sotto all’area cimiteriale, aggravata con ogni probabilità dalle violente mareggiate che hanno colpito la Liguria negli ultimi anni.

Tino Revello, assessore ai Lavori Pubblici del comune di Camogli, ha spiegato all’ANSA. La zona del cimitero era sotto osservazione da tempo ed erano in corso lavori per il consolidamento della falesia rocciosa sotto al cimitero:

“L’area era stata anche transennata perché negli ultimi giorni si erano uditi strani scricchiolii“.

L’area del cimitero

Sul luogo del crollo si sono recate squadre di sommozzatori dei vigili del fuoco, imbarcazioni della Guardia Costiera e degli stessi pompieri. Oltre a un elicottero dei Vigili del Fuoco.

Alcune bare sono finite in mare e sono in corso le operazioni per recuperarle e riportarle in porto a Camogli. Molte, rimaste incastrate sugli scogli e nella terra portata dalla frana. Il loro recupero viene definito al momento complicato.


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Fabio C.

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