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Nel giro di poche settimane arriva il secondo caso a Palermo di presunti agenti che molestano, o addirittura obbligano a rapporti sessuali, le modelle della loro agenzia. Un mese fa si parlava di Luca Longo e della sua Umilty Modelsharing Organization, oggi si parla della Vanity Models Management, guidata da Francesco Pampa e Massimiliano Vicari.

Questi ultimi due agenti, sembra, secondo l’accusa, che abbiano addirittura obbligato una ragazzina di 15 anni a prostituirsi per 150 euro a sera, ne abbiamo parlato in questo articolo. 

Se per il primo caso si parla di un capo (Longo) che adottava questo comportamento e modus operandi con tutte le modelle, in questa seconda storia i due agenti lo facevano solo con determinate ragazze, tra cui la 15enne che ha denunciato. Tanto che la maggior parte delle modelle appena maggiorenni o minorenni, che lavorano in quel settore, hanno raccontato di non essere mai state a conoscenza di questi comportamenti dei due proprietari. Nello specifico la Vanity Models era molto conosciuta in Italia, tanto che le loro modelle posavano e posano ancora a Milano, anche per brand nazionali. 

Un tema che però hanno in comune i due casi è la ferocia dell’opinione pubblica. No contro dei depravati seriali e sessuali, ma contro le ragazze, colpevoli di voler entrare nel mondo della moda. E proprio contro di loro che il cittadino medio commenta in maniera saggia sui vari giornali online locali le proprie impressioni attraverso un commento lasciato così, a caso. Tanto se offendono delle ragazze, che già si trovano in una situazione spinosa e complessa, a loro non costa nulla. Costa ad una 15enne che, invece di pensare alla versione di latino per domani, pensa alla versione da dare ai carabinieri per un circolo di prostituzione.

Gli attacchi alle modelle

Questi alcuni commenti dedicati all’accaduto:

“Si però il fatto dell’alcol e le canne. La ragazzina pare a mia ca una ntichiedda ci piaciu”. 

“Un po’ di cervello nel capire cosa stesse facendo no? Mi sale una rabbia perchè penso, ma è mai possibile che delle ragazzine si siano fatte abbindolare? Loro hanno fatto una cosa schifosa, ma mi chiedo proprio questo, queste povere ragazze non vedevano tutto? Scusate è uno sfogo, certe cose non le posso vedere, io sono a favore delle ragazzine. Ma i dubbi giustamente uno se li fa. Mi dispiace troppo”. 

“Vi sentite tutte modelle e poi fati i pulli!”

Un altro dice: “Siete così attratte dalla visibilità che la dignità passa in secondo piano. Che schifo!”

Noi di Younipa, da sempre legati al tema, abbiamo cercato di offrire la nostra pagina bianca per lo sfogo e il racconto di queste giovani modelle della Vanity. La prima, che abbiamo contatto, ha detto che non vuole parlarne. Prima vuole capire la situazione legale attorno all’evento. Ma ci ha detto di aver ricevuto decine di insulti, per una questione di cui non sapeva nulla, dato che i due agenti adottavano tali comportamenti solo con determinate persone. La seconda modella ci dice la stessa cosa. Ma anche lei ribadisce di aver ricevuto una marea di insulti, le definiscono “consenzienti” e “silenti”, ovviamente questi sono i commenti più delicati.

Le giovani ragazze, attraverso i social, hanno sempre dichiarato di non essere state al corrente della situazione. 

Insomma alla fine si arriva al punto che le modelle ricevono più attacchi e insulti dei colpevoli, un po’ nello stile “ma se l’è cercata, aveva la gonna troppo corta”.


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A proposito dell'autore

Alessandro Morana

Mi chiamo Morana Alessandro, classe 2000, palermitano. “non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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