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Forse è in arrivo una soluzione anche per i più scettici nei confronti dell’intelligenza artificiale (AI), di cui si fa già ampio utilizzo in più settori, soprattutto nel contatto e nella gestione del rapporto con il cliente: si pensi ai customer care gestiti da chatbot e alla marketing automation.

Si tratta di un sistema in grado di permettere una sorta di controllo della modalità con la quale i dati raccolti dalle macchine vengono poi analizzati, un espediente che permetterebbe quindi di non lasciare completamente in balìa dell’informatica il processo decisionale.

Il superamento dell’ostacolo della black box

È quanto sostiene la CEO di Quantum Leap Emilia Garito, che sembra aver trovato la chiave di lettura per mettere d’accordo informatici e umanisti, questi ultimi da sempre diffidenti in materia, per via del rischio di errore in cui l’algoritmo potrebbe incappare.

Questo è sempre stato infatti il limite della black box, il punto oscuro che allontanava l’intelligenza artificiale dall’approccio baconiano – osservazione, raccolta dati, produzione idee generalizzabili – che ora finalmente può essere superato da AI Shaper.

Questo algoritmo intelligente permetterebbe di superare la cosiddetta black box, lo step in cui l’algoritmo definisce autonomamente i risultati secondo una logica non nota e non conoscibile dall’essere umano, dunque non controllabile. Tramite training dell’algoritmo stesso, si giungerebbe a responsabilizzarlo tramite i grafi di conoscenza.

In questo modo, saremmo in grado di tracciare i passaggi effettuati dall’algoritmo e identificare compiutamente tutto il ragionamento effettuato, trasformando la black box in una light box.

Con i grafi di coscienza, l’AI può allargare i suoi confini

Ecco perché potrebbe segnare una svolta definitiva nell’utilizzo dell’AI, con il conseguente risultato di un sistema informatico scevro da pregiudizi e in grado di compiere un’analisi trasparente e controllabile.

Un cambiamento del genere porterebbe certamente a una diffusione ancora più ampia dell’uso dell’intelligenza artificiale e di un miglioramento di quella già esistente, come quella impiegata da Starcasino per lo studio dei comportamenti dei giocatori, finalizzato a prevenire quelli potenzialmente pericolosi e a intervenire per tempo.

Ma anche in questo caso potrebbe giovarne l’aspetto del marketing, in quanto un algoritmo intelligente operante tramite grafi di coscienza potrebbe trovare soluzioni personalizzate e ideali per ogni singolo utente, differenziando ad esempio l’offerta attuale dei bonus casinò ADM, emblema della più efficace azione di marketing messa in campo dagli operatori di gioco.

Insomma, potremmo essere vicini alla risoluzione dell’annoso problema dell’impiego dell’intelligenza artificiale che, epurata dagli aspetti negativi, può davvero cambiare la vita di ognuno di noi.

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