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La verginità non esiste. È la conclusione a cui è giunto il Royal College of Obstetricians and Gynecologists (Rcog), che rappresenta gli ostetrici e i ginecologi inglesi. I medici hanno firmato un appello sul British Medical Journal per chiedere al governo di bandire i test di verginità, visite “invasive e prive di basi scientifiche” volte a verificare l’integrità dell’imene.

Il test, si legge nell’editoriale, è offerto da diverse cliniche private del Regno Unito. A richiederlo in diversi paesi occidentali sono soprattutto donne e famiglie di religione musulmana. In realtà ci sono eccezioni come quella rappresentata dal rapper americano T.I. che ha dichiarato di imporlo ogni anno alla figlia.

“La messa al bando dei test è compromessa senza il divieto di imenoplastica, visto che le due pratiche sono inestricabilmente legate”. Parliamo della ricostruzione chirurgica dell’imene rappresenta una pratica di chirurgia estetica sempre più diffusa.

In Italia numerosi siti offrono interventi di chirurgia intima. Alcuni ne illustrano i vantaggi in italiano e arabo. Uno spiega: “La chirurgia moderna può restituire lo stato di verginità. Dopo questa operazione, alla prima penetrazione si presenteranno nuovamente la difficoltà e il dolore tipico della lacerazione con conseguente perdita di sangue”.

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