Commenti a: L’iscrizione part-time: espediente per raggirare la spending review? https://www.younipa.it/liscrizione-part-time-espediente-per-raggirare-la-spending-review/ Notizie a voce alta: la tua Sun, 20 Jan 2013 16:32:56 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 Di: Fausto Melluso https://www.younipa.it/liscrizione-part-time-espediente-per-raggirare-la-spending-review/#comment-58 Mon, 17 Dec 2012 16:30:29 +0000 https://www.younipa.it/?p=375#comment-58 è da sottolineare che lo studente che si iscriva part time non avendo sostenuto 12 crediti potrà sostenere, oltre alla metà di crediti dell’anno successivo, tutti i crediti precedentemente già acquistati e non sostenuti. Dal momento che un anno accademico è in media 55 crediti, vuol dire che lo studente che si trovi nella condizione di doversi iscrivere part time avrà comunque ancora più di 70 crediti da sostenere.

E’ una norma paternalista, ma va analizzata nel quadro normativo descritto, e che quindi potrebbe scongiurare provvedimenti molto più penalizzanti.

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Di: Francesco Di Liberto https://www.younipa.it/liscrizione-part-time-espediente-per-raggirare-la-spending-review/#comment-56 Mon, 17 Dec 2012 10:15:37 +0000 https://www.younipa.it/?p=375#comment-56 Credo che l’iscrizione part-time possa essere un aiuto a razionalizzare il pagamento delle tasse, ma credo che questa pratica incentivi gli studenti ad allungare il proprio percorso di studi, abbandonandolo alla rassegnazione di una anno accademico dai risultati dimezzati sin dall’inizio.
Da studente universitario mi aspetterei piuttosto che l’università indaghi sulle cause del fenomeno dei laureati “ritardatari” fornendo strumenti idonei a migliorare la preparazione degli studenti creando un circolo virtuoso di competitività e passione per lo studio.
Non sarebbe troppo dispendioso, credo, attivare dei “punti di approvvigionamento” di materiali didattici, quali lezioni e videolezioni on-line, sull’esempio dell’università di Napoli o di ITunesU, che forniscono materiali utili ad intensificare l’attività didattica, accompagnando lo studente nei momenti più disparati della giornata.
Personalmente, da studente-lavoratore-padre, sto per coronare a marzo (imprevisti permettendo) il sogno di laurearmi senza l’appellativo di fuori corso, e questo senza usufruire di iscrizioni part-time, che avrebbero reso lunghissimo il mio percorso di studi, ma grazie soprattutto alla disponibilità di colleghi che privatamente, ma con tanta solidarietà e voglia di fare, hanno fatto quello che l’università dovrebbe fare: creare siti dove incontrarsi e studiare a qualunque ora del giorno, scambiando appunti, lezioni, pareri, svolgendo esercizi su gruppi di studio condivisi sui forum o su facebook.
Dato l’ampio panorama di tecnologie a basso costo ed accessibili praticamente da tutti, l’università avrebbe l’opportunità di innalzare il proprio standard qualitativo, “producendo” laureati più competenti e dinamici, attenuando considerevolmente il fenomeno dei “fuori corso”.
Nella speranza di un favorevole accoglimento del suggerimento di queste aspettative passo e chiudo.
Francesco
http:\\www.freeniversity.org

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