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Un’incredibile vicenda arriva da Sesto Fiorentino, in Toscana. Un uomo deceduto a maggio del 2019 è stato condannato in appello per peculato 6 mesi dopo il suo decesso. Dopo la condanna, è arrivata anche la richiesta di interdizione in carcere.

Morto da due anni ma adesso rischia anche il carcere: la vicenda

Nel 2010, l’uomo protagonista della vicenda venne indagato dalla procura di Firenze per peculato. Nel 2012 fu condannato in primo grado ad un anno e quattro mesi. Per il giorno dell’udienza d’appello, nel 2019, il legale dell’uomo non riuscì a contattare il suo cliente. Poco prima dell’emissione della sentenza, l’avvocato scoprì della morte dell’imputato, avendone conferma da un amico in comune. I giudici però avevano già confermato l’aumento della pena a due anni e due mesi di reclusione. Ma non è tutto.


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L’assurda notifica

Un’ulteriore assurdità accompagna la paradossale storia. In questi giorni, il legale del defunto si è visto notificare un ordine di esecuzione pena diventata nel frattempo definitiva. Nel documento viene specificato che il condannato ormai defunto avrebbe diritto di richiedere misure alternative alla detenzione, come ad esempio i domiciliari, il tutto entro il termine di 20 giorni dalla notifica dell’esecuzione di pena. Insomma, l’uomo è morto per tutti da due anni e mezzo, fatta eccezione per la legge.

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