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Sì a bar, ristoranti, palestre e viaggi per chi ha avuto il vaccino. L’immunologa Antonella Viola lancia la sua proposta per un rilancio dell’economia in piena epidemia. Dopo alcuni giorni decisamente complicati che hanno rallentato la campagna vaccinale, si riparte adesso a pieno ritmo, forti anche delle maggiori dosi e dei nuovi vaccini in arrivo. Se fino ad ora il fattore limitante nella vaccinazione della popolazione è stato rappresentato dalla scarsità di dosi, a breve questo problema non ci sarà più.

In questo scenario di ampia disponibilità di dosi e vaccini due problemi potrebbero rallentarci: una strategia inadeguata o la scarsa adesione dei cittadini. Per quanto riguarda il primo punto, il Commissario straordinario per l’emergenza Covid 19 Figliuolo sembra avere le idee chiare e la situazione sotto controllo. La macchina organizzativa dovrebbe riuscire a vaccinare 500 mila persone al giorno a partire dalla seconda metà di aprile. Naturalmente tutti ci auguriamo che le cose andranno esattamente così.

Al momento la situazione è però poco rassicurante, vista la gran parte della popolazione italiana fragile ancora non vaccinata. Un cambio di strategia da questo punto di vista è essenziale:

Se vogliamo ridimensionare questa infezione e renderla compatibile con una ripresa delle nostre abitudini e dell’economia è necessario dare priorità ai più fragili, cosa che finora non abbiamo

Passaporto vaccinale per andare a cena al ristorante e in palestra

E se nel Lazio proprio da ieri è possibile scaricare il certificato vaccinale, documento che attesta il completamento del ciclo vaccinale, sempre da Roma arriva la proposta di poter andare al ristorante a cena o allenarsi in palestra usufruendo della “green card”.

Come spiega Andrea Coia al Messaggero, molte attività sono da tempo alle prese con aperture e chiusure a intermittenza e interi settori sono piegati dalla crisi.

Quella di utilizzare il passaporto vaccinale per andare al ristorante o in palestra è un’ipotesi per dare una mano a molte categorie. Un documento che potrebbe permettere a molte persone di cenare fuori e di allenarsi in totale sicurezza. 

La proposta

Perché quindi non permettere a chi ha completato il ciclo di vaccinazioni di riprendere una vita normale? L’Europa sta pensando a un passaporto vaccinale che consenta a chi è protetto di spostarsi liberamente;

Negli Stati Uniti chi è vaccinato può evitare la quarantena se entra in contatto con positivi. Non deve fare il tampone e può incontrare altre persone senza utilizzare la mascherina (a meno che non incontri persone a rischio o non frequenti luoghi affollati).

Non sarebbe dunque questa la migliore motivazione per spingere gli italiani ad aderire alla campagna di vaccinazione? Rivediamo le regole per chi è vaccinato: basta tamponi e quarantena, libertà di spostamento tra regioni, possibilità di non usare la mascherina all’aria aperta, accesso a musei, bar, ristoranti e palestre. Iniziamo immediatamente a programmare quello che tra poche settimane diventerà un’esigenza, perché saranno proprio i vaccinati a poter rilanciare l’economia del paese”.


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Fabio C.

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