9 maggio 1978 Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Mon, 09 May 2022 09:22:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp 9 maggio 1978 Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Peppino Impastato e Aldo Moro: il ricordo degli uomini in lotta contro i mali del tempo https://www.younipa.it/peppino-impastato-e-aldo-moro-il-ricordo-degli-uomini-in-lotta-contro-i-mali-del-tempo/ Mon, 09 May 2022 09:20:34 +0000 https://www.younipa.it/?p=88375 Ricorre oggi il 44esimo anniversario dell’ uccisione di Aldo Moro e di Peppino Impastato, due...

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Ricorre oggi il 44esimo anniversario dell’ uccisione di Aldo Moro e di Peppino Impastato, due eroi simboli delle lotte contro i mali del tempo: il terrorismo e la mafia.

9 maggio 1978

Il 9 maggio, ricorre il Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo. La data è stata scelta in considerazione del fatto che il 9 maggio del 1978 Aldo Moro, politico e statista italiano, fu ucciso delle Brigate Rosse. Sempre lo stesso giorno a Cinisi, in Sicilia, veniva assassinato il giornalista e speaker radiofonico Peppino Impastato, in prima linea contro Cosa Nostra.

Giuseppe Impastato

Giuseppe (“Peppino”) Impastato nasce a Cinisi (Palermo) il 5 gennaio 1948. La sua è una famiglia facente parte del sistema mafioso locale, sistema che lo stesso Peppino tenterà di scardinare con una lotta condotta pubblicamente, tramite iniziative politiche e sociali a sostegno della legalità. Il suo attivismo contro la mafia lo porta a scontrarsi spesso col padre, fino all’inevitabile allontanamento da casa. Nel 1965 fonda “L’idea socialista”, giornale di denuncia ritenuto “scomodo” per qualche personaggio influente. Ma Peppino non si ferma.

Nel 1976, promuove la formazione di un’associazione culturale denominata “Musica e cultura” e un anno dopo fonda “Radio Aut”, un’emittente radiofonica libera che Peppino utilizza come mezzo di denuncia audace nei confronti dei boss locali, in particolare del capomafia Gaetano Badalamenti, “Tano seduto”. Nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, Peppino viene barbaramente ucciso, legato ai binari ferroviari con una carica di tritolo sotto il suo corpo. Inizialmente, la stampa e la magistratura lo dipingono come un possibile attentatore rimasto vittima del suo stesso atto terroristico. Ma ciò non bastò a compromettere la reputazione e l’immagine di Impastato, viva ancora oggi.


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Aldo Moro

Aldo Moro nasce a Maglie, in provincia di Lecce, il 23 settembre 1916. Si iscrive a Giurisprudenza nell’Università di Bari, e, dopo la laurea, inizia la carriera accademica. Nel 1946 è eletto all’Assemblea Costituente come rappresentante della DC di cui è uno dei fondatori.  Nel 1955, con il primo governo Segni, è ministro di Grazia e Giustizia. Due anni dopo, è ministro della Pubblica Istruzione nel governo Zoli. Nel 1963 è presidente del Consiglio di un governo che vede la partecipazione dei socialisti.

Alle elezioni amministrative del 1975, il PCI ottiene un grande consenso, e riporta al centro del dibattito politico la strategia che Moro sostiene da tempo: coinvolgere il PCI nella compagine governativa per dare una nuova spinta riformista al paese. Il 16 marzo del 1978 un commando delle Brigate Rosse rapisce Moro, presidente della DC, uccidendo gli uomini della scorta. Durante i giorni della prigionia, in Italia si apre un dibattito drammatico fra coloro che sostengo la necessità di trattare con le BR e coloro che, invece, rifiutano di scendere a compromessi. Il 9 maggio 1978 si scopre il cadavere del presidente dentro il bagagliaio di una Renault 4 a Roma, in via Michelangelo Caetani. È uno degli episodi più drammatici dell’intera storia dell’Italia repubblicana.

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Il 9 maggio 1978, il corpo dilaniato di Giuseppe Impastato viene ritrovato nei pressi di un binario ferroviario della stazione di Cinisi-Terrasini. Inizialmente si parlò di un atto terroristico, poi di suicidio, ma tutti sapevano fin dall’inizio che dietro all’uccisione di Peppino c’era Cosa nostra. Quella “montagna di merda” che più volte aveva affrontato a viso aperto, minandola con la sua Radio Aut.

9 maggio 1978

La data del 9 maggio 1978 ha segnato per sempre la storia del nostro Paese. Nello stesso giorno, il corpo di Aldo Moro, fondatore di Democrazia Cristiana, viene ritrovato a Roma, trucidato dai terroristi delle Brigate Rosse, mentre quello di Giuseppe, “Peppino” Impastato giaceva sui binari di Cinisi.

La storia di Peppino Impastato

Giuseppe Impastato nasce il 5 gennaio 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo, da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato. La famiglia Impastato era inserita nell’ attività mafiosa presente nella provincia di Cinisi. La zia di Peppino aveva sposato il boss Cesare Manzella, mentre il padre, Luigi, era un amico di Gaetano Badalamenti, il capomafia di Cinisi, che abitava soli “cento passi” dalla casa di Peppino.

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Ma lui era diverso. Per Peppino, gli unici valori irrinunciabili e in cui credeva profondamente erano legalità e giustizia. Decise allora di non poter star fermo a guardare, ma che l’eco delle sue idee dovesse raggiungere più gente possibile. Nacque così Radio Aut.


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Radio Aut

Radio Aut fu è l’emittente radiofonica fondata da Peppino nel 1976, e aveva sede a Terrasini, poco distante da Cinisi. La Radio era lo strumento di Peppino per denunciare i boss malavitosi, prendendoli in giro e dichiarando apertamente, alla luce del sole, i loro traffici loschi. Questo fino alla notte fra l’8 e il 9 maggio 1978, in cui Peppino fu assassinato. Qui di seguito trovate alcune delle più importanti trasmissioni di Radio Aut.

La morte di Peppino Impastato

Peppino viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, con un’impressionante quantità di tritolo posta sotto il suo esile corpo, adagiato sui binari della ferrovia. Le forze dell’ordine e la magistratura non hanno dubbi: atto terroristico. L’attentatore, in questo caso, sarebbe rimasto vittima. Poi, un cambio di versione. La scoperta di una lettera, scritta molti mesi prima, ribalta il quadro degli inquirenti: Peppino era un suicida. Intanto, sui muri di Cinisi appare un manifesto: “Peppino Impastato è stato assassinato dalla mafia“. Un messaggio che riempie le strade, le bocche e le menti non solo di Cinisi, ma dell’Italia intera.

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Le indagini

Nel 1998, 20 anni dopo la morte di Peppino, presso la Commissione parlamentare antimafia viene costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 viene approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini, pubblicata successivamente nel volume Peppino Impastato: “anatomia di un depistaggio“. Il 5 marzo 2001, la Corte d’Assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002, Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo. Peppino non c’è più, ma il suo coraggio ha ispirato milioni di giovani, diventando una vera e propria icona nella lotta alla cultura mafiosa.

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