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Su iOS e Android c’è una app che mette insieme tutti i pezzi del proprio viaggio, dai voli al cibo passando per il meteo e i contenuti da pubblicare sui social, ma soprattutto offre possibilità di viaggi low cost per 190 paesi.
Quanto sarebbe comodo poter effettuare tutte le fasi di un viaggio senza dover continuamente passare da un’applicazione all’altra? E ancora di più, quanto risulterebbe vantaggioso e pratico avere la possibilità di attivare a tariffe convenienti un’eSim che consenta la navigazione in qualsiasi destinazione, eliminando ogni preoccupazione? Questo rappresenta il concetto fondamentale di Trzmo, un’applicazione che sta suscitando interesse nelle recenti settimane e che mira a fungere da estesa piattaforma per le esperienze di viaggio internazionali.
Trzmo riunisce in un unico punto i dati e i dettagli relativi ai voli, al calendario, alle condizioni meteorologiche, alle opzioni culinarie e agli acquisti (sia in città che in aeroporto), nonché ai programmi fedeltà a cui l’utente è iscritto. Inoltre, essa offre la possibilità di organizzare le foto e i video catturati durante il viaggio, preparandoli per la condivisione sui social media. Tuttavia, la caratteristica di maggior rilievo è la fornitura di connettività internet in modo semplice e rapido.
Fondata da Myank Jain, un imprenditore di Dover, Massachusetts, con una vasta esperienza nel campo dei big data, l’azienda mira a eliminare la necessità di utilizzare oltre venti diverse applicazioni per svolgere singole funzioni (come la gestione dei voli, la prenotazione degli hotel, la chiamata di veicoli come auto o taxi, e così via). Per i viaggiatori internazionali, l’azienda offre la possibilità di attivare una eSim in pochi secondi (sui dispositivi compatibili con piani tariffari digitali), consentendo il roaming internazionale a costi notevolmente ridotti. Inoltre, semplifica l’intera logistica del viaggio, dalla partenza all’arrivo, attraverso un’unica dashboard. Questa dashboard fornisce aggiornamenti in tempo reale sui voli, dettagli sugli alloggi e servizi di ride-sharing, informazioni sul fuso orario locale, nonché previsioni meteorologiche e raccomandazioni gastronomiche.
Per sfidare l’attuale e costoso stato delle reti cellulari internazionali, Trzmo ha instaurato una collaborazione con Celitech e ha sviluppato una soluzione mirata a offrire il roaming internazionale in 190 paesi. Al momento del lancio, questa soluzione viene fornita gratuitamente con un pacchetto iniziale di 1GB. Alla base delle strategie di questa startup vi è un team di esperti “veterani” nel settore dei viaggi, impegnati a creare nuove partnership che coprano tutti gli aspetti di un viaggio.
Ma quale sarà la fonte di guadagno per Trzmo? La piattaforma adotterà un modello conosciuto come “freemium”. Ciò significa che l’app stessa sarà gratuita, ma i ricavi deriverranno dalla vendita del traffico dati, acquisito a prezzi all’ingrosso ridotti del 50%. Questo approccio trova solida base nel fatto che il mercato globale della connettività in roaming ha raggiunto i 62,7 miliardi di dollari nel 2022 e si prevede che crescerà ulteriormente, superando i 75 miliardi entro il 2028. Inoltre, Trzmo offrirà anche piani di abbonamento che includono pacchetti di dati, utili soprattutto per i frequent flyer, insieme a una serie di commissioni applicate ai vari partner.
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]]>L'articolo Le migliori App per prendere appunti proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Ecco, dunque, una lista di applicazioni per prendere appunti che possono fare al vostro caso
Evernote. Disponibile sia per Android e iOS che per Windows e macOS. Tra i suoi punti di forza c’è proprio la possibilità di iniziare a prendere appunti da smartphone e tablet e, successivamente, riprendere la stessa nota da computer.

OneNote. L’applicazione gratuita di Microsoft per prendere appunti, disponibile per Android e iOS ma anche per Windows e macOS. Consente di creare dei blocchi di appunti in maniera semplice e veloce, con la possibilità di allegare anche foto e note vocali, che vengono sincronizzati con tutti i dispositivi sui quali è disponibile OneNote ed è stato effettuato l’accesso con lo stesso account Microsoft.

Squid. App per prendere appunti a mano col tablet o smartphone. Tra le funzioni la possibilità di sincronizzare le tue note con ogni dispositivo, cambiare le dimensioni e il colore dei tuoi appunti, spostarli, usare una vasta gamma di strumenti come penne, evidenziatori, inserire note vocali o immagini.

Xodo PDF reader & Editor. Disponibile per Android e iOS, è una delle migliori applicazioni per la gestione dei PDF. Hai il grande vantaggio di caricare su Drive solo le note prese, in maniera tale che se il tuo documento su cui hai preso appunti ha dimensioni molto grandi, questa funzione ti permette di risparmiare dati e memoria.

Google Keep. App pratica, essenziale e funzionale. Si possono inserire collaboratori, etichette, sincronizzare con Google drive, inserire promemoria.

SimpleNote. Consente di aggiornare le note pur da dispositivi differenti

Dragon Dictation. app perfetta per gli appunti “vocali”. Per sbobinare le note vocali o le registrazioni, Dragon Dictation fa sicuramente al caso tuo.

GoodReader. questa applicazione permette di condividere con i tuoi amici gli appunti direttamente dal tuo device Apple, grazie alla connessione WiFi o il collegamento USB.

Dropbox. app utile per portare sempre con te documenti importanti, come ad esempio la tua tesi.

Penultimate. App per prendere appunti e disegnare a mano libera.

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]]>L'articolo Record di uso di app nel mondo, quasi 5 ore al giorno: ecco la più scaricata del 2021 proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il dato che emerge, appunto, è che passiamo sempre più tempo della nostra giornata davanti al display dei dispositivi mobili e sulle app. In media quasi cinque ore al giorno (esattamente 4 ore e 48 minuti, nel rapporto precedente era di 4,2 ore), un tetto che viene sforato in Corea del Sud e Brasile. Il tempo viene speso prevalentemente sui social (42%) e sulle app di foto e video (25%), l’8% viene dedicato ai giochi, il 3% all’intrattenimento.
Anche quest’anno l’app più scaricata globalmente è stata TikTok, seguita da Instagram, Facebook e WhatsApp. Nella top 10 c’è posto anche per Zoom. In Italia, invece, nel 2021 le applicazioni più scaricate sono state quelle collegate alla pandemia: PosteID, IO, Verifcac19, Immuni, tra cui si inserisce Vinted, per comprare e vendere vestiti usati anche firmati.
Sempre nel nostro paese, in termini di utenti attivi mensili ci sono al top WhatsApp, Facebook, Instagram e Messenger, tra le prime dieci anche Amazon, Spotify e Netflix. La classifica delle app con le quali si spende di più, vede in testa Dazn, Disney+, Google One, Tinder e Netflix. Tra i giochi, il più scaricato è stato Count Masters.


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]]>L'articolo Arriva Poparazzi: la nuova app dove il profilo te lo fanno i tuoi amici proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>E’ sempre un’applicazione che permette di condividere foto ma gli utenti possono solo pubblicare foto di altri. Possono per l’appunto essere dei paparazzi.
Quindi i selfie sono tassativamente vietati. La app inibisce l’uso della telecamera frontale. E soprattutto – almeno negli intenti dato che le foto dovrebbero essere spontanee – non c’è la ricerca della perfezione maniacale che spospola su Instagram. Ma ci sono tutte gli strumenti per divertirsi con gli amici: filtri, effetti speciali per creare gif, chat.
Su poparazzi ciò che viene pubblicato sul “nostro” profilo non è scelto da noi, ma dai nostri amici. Loro possono caricare le immagini e i video che vogliono in una sorta di bacheca contenitore che porta il nostro nome. Facendo un paragone con i social tradizionali, se su Instagram apriamo noi un profilo e siamo noi a decidere cosa pubblicare, qui la palla passa interamente agli amici. Loro possono sfruttare il nostro profilo trasformandosi in “paparazzi” che pubblicano foto per conto nostro.
L’idea è divertente e mescola bene le carte rispetto alla staticità dei network più grandi. Ma soprattutto offre numerosi meccanismi di tutela per evitare che la situazione degeneri in bullismo o nella pubblicazione di foto imbarazzanti o offensive. Anche se non potrai pubblicare immagini sul profilo che porta il tuo nome, Poparazzi chiederà ai tuoi amici una mail o un numero di telefono per verificare la tua identità e registrarti all’interno del portale. Questo sarà il tuo accesso all’app per caricare immagini dei tuoi amici e controllare ciò che viene condiviso su di te. Ogni volta che qualcuno caricherà una nuova immagine si riceverà una notifica e se questo utente fa parte della cerchia di amici autorizzata l’upload sarà automatico. In caso contrario potrete fare una prima verifica sulla foto caricata prima dell’effettiva pubblicazione sul social network. Sarà possibile bloccare un utente, impedendogli di caricare altre immagini, così come potrai decidere di chiedere la rimozione di una foto già pubblicata da tempo.
Il team di Poparazzi – in un articolo che titolava «The Anti-Selfie App» – ha scritto proprio che la piattaforma vuole preservare l’autenticità dei momenti passati con gli amici e che vuole eliminare la pressione della perfezione. Con questo obbiettivo l’hanno lanciata a fine maggio i fratelli Austen e Alex Ma, già noti ai venture capitalisti per il social TTYL («talk to you later» e cioè «ci sentiamo dopo»), app simile a Clubhouse che però non ha mai sfondato.
Con Poparazzi le cose sono molto diverse: i Ma hanno già ottenuto oltre 130milioni di dollari di finanziamenti, e i download continuano incessanti.
Fino a quando? È la domanda che si stanno ponendo in molti che credono che Poparazzi metta a rischio la privacy (negli Stati Uniti è considerato un «privacy nightmare», cioè un incubo). Anche se non è l’unico social che lo permette, dato che sia su Facebook che su Instagram chiunque può pubblicare foto di noi senza chiederci il permesso. Questo aspetto di privacy sulla piattaforma rischia di essere esasperato perché è il fulcro intorno al quale ruota tutto il suo funzionamento. Certo, c’è possibilità di controllare dato che i protagonisti delle foto vengono avvisati con delle notifiche, in seguito alle quali si può decidere di far cancellare il contenuto o di bloccare chi lo ha pubblicato, ma nel frattempo trascorre tempo (prezioso).
Esistono anche delle linee guida, in cui i creatori scrivono che «vogliono che Poparazzi sia una community sicura» in cui nessuno «violi le leggi e tutti trattino tutti con rispetto senza postare spam, nudi, spacciare persone per altre». Ma tra le intenzioni e la realtà c’è sempre un abbisso. Il timore è che nessuna linea guida possa essere efficacie, soprattutto per i più giovani che, sin da ora – sbirciando tra i profili -sembrano essere i primi grandi estimatori della novità. Non resta che aspettare per capire cosa cambierà. Potrebbe essere un successo o un fuoco di paglia come tanti. Intanto, se avete un iphone vi consiglio di scaricarla e sbirciare un po’!
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]]>L'articolo Esprimi un desiderio e… Voilà, diventi un personaggio Disney proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Ci sarebbe davvero l’imbarazzo della scelta. Ma essere per un attimo nel mondo Disney adesso non sarà più una cosa esclusiva del Carnevale, grazie alla tecnologia ogni nostro selfie potrebbe catapultarci in un altro mondo, quello appunto magico della Walt Disney.
Nasce infatti Voilà, conosciuta come ‘Voilà AI Artist Cartoon Photo”, una nuova applicazione per iOS e Android che trasforma i selfie in personaggi Disney, sfruttando l’intelligenza artificiale applicata alle foto.
Così ogni scatto, o meglio ogni autoscatto ovvero i famosi selfie, possono adesso trasformarci in un cartoon, regalandoci la magia di essere nei panni di un personaggio Disney Pixar, in maniera gratuita. Una volta ottenuta l’immagine, questa può essere postata sui social o utilizzata come avatar su tante piattaforme.
A pochi giorni dalla pubblicazione l’app è balzata alle stelle, guadagnandosi oltre 30.000 recensioni su Google Play e una posizione nella Top 20 nella sezione “Foto e video” su App Store. Ma con la privacy come siamo messi? Come già successo con FaceApp, che trasforma i volti delle persone tramite IA, anche nel caso di Voilà si è palesato qualche dubbio.
Secondo un’analisi dei termini di utilizzo, le foto utilizzate nell’app diventano di proprietà dell’azienda, che potrebbe utilizzarle anche per altri scopi. Anche se al momento Voilà risulta affidabile, siamo così sicuri di non ritrovarci un giorno chissà da quale parte del mondo? Intanto però divertiamoci!
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]]>L'articolo Come programmare l’invio di un messaggio su WhatsApp: il trucco proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Quante volte sappiamo di dover mandare assolutamente un messaggio importante un dato giorno ad una data ora. Ma dimenticarcene è molto semplice. La prima cosa che di solito si fa è scriverlo a penna su vari fogli, poi attaccare dei post-it alla scrivania, poi mettersi una sveglia mezz’ora prima di quel fatidico momento.
Ma i fogli si perdono, i post-it si staccano e la sveglia neanche la senti.
Esiste però un trucco più sicuro, quasi infallibile, per programmare un messaggio su WhatsApp in modo che siamo sicuri arrivi a destinazione il giorno e l’ora in cui c’è bisogno che arrivi.
Quello che bisogna fare è scaricare l’app SKEDit, gratuita e facile da usare. Purtroppo funziona solo per Android ma la puoi usare anche post su Facebook, messaggi su Messenger e mail su Gmail.
L’app ti permette di scrivere il messaggio e di selezionare un contatto dalla tua rubrica. Naturalmente si può scrivere la data e l’ora a cui si desidera venga recapitato. Inoltre si può scegliere di essere avvertiti un po’ prima dell’invio per apportare le ultime modifiche, nel caso si avesse qualche ripensamento.
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]]>L'articolo WhatsApp Pink: ecco perché non scaricare la nuova versione “glam” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Com’è noto, le possibilità di personalizzare il tema di WhatsApp non sono tantissime. Proprio per questo, è più facile che molti utenti caschino nella nuova trappola attrattiva, convinti di poter personalizzare l’interfaccia classica dell’applicazione. Ma i rischi a cui si va incontro sono diversi.
Dietro ad un nome così curioso, che promette di trasformare l’applicazione in un confetto rosa, si nasconde in realtà un pericoloso virus. La truffa è stata individuata dal ricercatore di sicurezza indiano Rajshekhar Rajaharia. All’apparenza, si tratterebbe di un’applicazione Android che sfrutta il nome dell’applicazione di messaggistica istantanea più famosa per intrufolarsi nei dispositivi degli utenti e sottrarre i dati sensibili.
I malcapitati utenti ricevono un link che invita a scaricare una fantomatica versione di WhatsApp che promette di cambiare il colore dell’interfaccia, dal classico verde al rosa. Un’iniziativa “accattivante”, soprattutto per le più giovani. Ma una volta installata, l’app scompare dalla schermata principale del dispositivo e resta attiva in background, mettendo in pericolo la sicurezza dei dati sensibili dell’utente. Il malware, inoltre, può prendere pieno controllo della rubrica o ancora inviare dei messaggi ai contatti e chiedendo a sua volta di effettuare il download dell’applicazione.
Se siete tra i malcapitati della nuova truffa “in rosa”, ecco cosa fare. Prima di tutto, è necessario procedere alla disinstallazione immediata dell’applicazione. Successivamente, aprire la vera applicazione di WhatsApp e dalla funzione WhatsApp Web/Desktop, accessibile dalle impostazioni, cancellate la cache del browser e revocate i permessi concessi ad applicazioni sospette. Ricordate di controllare sempre le iniziative che circolano e di far affidamento solo alle fonti ufficiali.
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]]>L'articolo Whatsapp, pronti a lanciare una novità assoluta: ecco di cosa si tratta proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Diverse le possibili funzionalità che in questi mesi fanno tanto chiacchierare. Si passa dall’utilizzo di uno stesso account su più dispositivi, al cambio di logo e colore, passando per la possibilità che alcune funzioni si debbano pagare.
La principale novità riguarda gli accoount business e la versione beta 2.21.9.1 per Android. Il team di sviluppatori starebbe lavorando per ridisegnare le scorciatoie della chat presenti in ‘business info’, legate appunto agli account business.

L’attuale interfaccia, come si vede nell’immagine qui sopra, mostra i collegamenti per inviare messaggi, fare chiamate vocali e videochiamate. Con la nuova, oltre alla riprogettazioni dei pulsanti già esistenti, si aggiungeranno un collegamento al catalogo e l’azione ‘Avanti’ per inoltrare in un solo clic il profilo aziendale ad altri utenti Whatsapp.

Al momento, come già accennato, tale novità è riservata agli account business. Non ci sono notizie in merito alla possibilità che si passi ad adottarla anche per gli account comuni.
La novità non è ancora disponibile perché in fase di beta testing, ma sarà disponibile prossimamente. Questo è quanto riferito dai colleghi esperti di WaBetaInfo.
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]]>L'articolo Instagram lancia i remix: ecco cosa sono proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Instagram ha lanciato Remix, una nuova feature legata ai Reels che da la possibilità di creare ciò che su TikTok esiste da tempo: i duetti. Questi non sono altro che una reaction ai video che si incontrano durante lo scroll rispondendo difatti all’autore del Reel postato.
La funzione Remix è in rilascio e a breve sarà disponibile per tutti gli utenti e vi sarà la possibilità di rispondere non solo ai nuovi Reel ma anche a quelli che sono stati postati qualche tempo fa. Una volta pubblicato il video di risposta il Reel mostrato affiancherà di fatto i due Reels: uno in cui si potrà visualizzare il video dell’autore e uno in cui vi sarà la risposta, cioè il Remix.
Ma come si crea un Remix? Che passaggi dovrei fare? Di seguito una breve guida:
In quanti aspettavate che questa funzione, gia presente su TikTok, sbarcasse su Instagram? Beh, se apprezzavate questa feature su altre piattaforme continuerete ad amarla anche su Instagram.
Buone Remixate a tutti!
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]]>L'articolo Zoom Escaper: l’app per disertare le noiose videoconferenze proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La pandemia ci ha ormai insegnato a convivere con lo smart working, e con questo ci siamo abituati alle riunioni in videochiamata con colleghi e dirigenti. Bisogna però ammetterlo, non tutte le videoconferenze sono stimolanti. Ad alcune siamo costretti ad assistere perché obbligati e con totale inerzia. Ecco che a venirci in soccorso c’è Zoom Escaper, la nuova applicazione sviluppata da Sam Lavigne.
L’app è in grado di riprodurre suoni fastidiosi ed interferenze che “sporcano” il vostro flusso audio in una videochiamata su Zoom o su altri software utilizzati. Insomma, un vero e proprio auto-sabotaggio provocato da falsi imprevisti sonori che vi permettono di abbandonare la videocall con tranquillità. Un vecchio rimedio, come quello di fingere di non sentire o quello di simulare errori di connessione coprendo il microfono, ma Zoom Escaper vi toglierà anche da questo tipo di imbarazzo scegliendo direttamente per voi i suoni più sofisticati e credibili. Dai lavori di ristrutturazione all’eco indesiderato della propria voce, dall’abbaio di un cane al pianto di un neonato, sono questi gli escamotage sonori che Zoom Escaper vi offre.
Zoom Escaper può sembrarvi una stramba soluzione in grado di suscitarvi anche una risata, ma l’applicazione è ispirata ad una reale attuale patologia, sempre più diffusa, soprannominata Zoom fatigue, ovvero l’affaticamento da videoconferenza. Alcuni studi, infatti, dimostrano come lo smart working e le videochiamate possano creare un vero e proprio esaurimento psicofisico.
ATTENZIONE! Non vi venga in mente di utilizzare Zoom Escaper in DAD o durante gli esami online, lì è la concentrazione a far da padrone!
Per utilizzare Zoom Escaper occorre scaricare il software audio gratuito VB-Audio, che consente di instradare l’audio attraverso un sito web. Successivamente, bisognerà modificare l’input audio di Zoom, o di qualsiasi altro software utilizzato per effettuare le videochiamate, dal microfono al VB-Audio. A quel punto, non vi resterà che scegliere l’effetto sonoro che preferite per abbandonare la vostra noiosa videocall!
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]]>L'articolo L’app che ti evita le brutte figure quando sei ubriaco, ecco come funziona proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Uno degli effetti collaterali però dell’uso smisurato dello smartphone è il rischio di usarlo anche in situazioni che possano mettere a rischio la nostra reputazione. Ad esempio, potrebbe capitare che, dopo aver alzato un po’ il gomito e tolto qualche freno inibitore, ci mettiamo a far col cellulare cose sconvenienti, di cui potremmo pentirci il giorno dopo, quando sareo ritornati sobri. Ad esempio se uno è ubriaco potrebbe scattare selfie inopportuni, scrivere commenti fuori luogo sui social e fare altre figuracce che possano complicare, e persino rovinare la vita nel tempo di un like.
Per questo motivo Gree, un’azienda cinese da poco entrata nel mondo della telefonia mobile, ha realizzato e brevettato un filtro anti-sbronza che ha come obiettivo principale quello di salvaguardare la faccia delle persone. E la loro dignità.
La modalità “sbronza” è un’impostazione, preconfigurata interamente dall’utente, che stabilisce quali app sono vietate e quali consentite una volta che sarà attivato il filtro sbronza. Ma, soprattutto, registra la sequenza di sblocco che dovrà essere riprodotta per consentire la disattivazione. Quest’ultima è una complicata sequenza di codici alfanumerici. Segni e gesti da tracciare sullo schermo, praticamente impossibile da portare a termine se l’alcol ha preso il sopravvento sulle nostre capacità di coordinazione.
La modalità “sbronza” permette anche di limitare i numeri di telefono contattabili. Dunque, una volta attivata, sarà possibile chiamare (purché siano stati precedentemente inseriti nella lista dei numeri utilizzabili) un taxi o l’amico più fidato perché ci riportino a casa, ma, per dire, il numero del capoufficio sarà momentaneamente irraggiungibile.
Una volta attivato, questo singolare filtro, attiverà anche funzioni che renderanno il telefono più facilmente utilizzabile a chi ha alzato un po’ il gomito, per esempio mostrando numeri più grandi sulla tastiera o inviando, alla semplice pressione di un tasto, la posizione GPS a qualcuno che può venirci a recuperare. Resta però un dubbio: chissà se una app del genere sarà davvero sufficiente per salvare la reputazione! O se non sia, al contrario, la sua stessa presenza nello smartphone a demolire la dignità del proprietario….Probabilmente ci sono ancora delle cose da affinare. Ma certo l’idea è buona e potrebbe essere molto utile a chi è incline all’abbandno dei freni inibitori e non regge troppo bene l’alcool.
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]]>L'articolo Imparare l’inglese gratis? Con queste app sarà una passeggiata! proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Se siete alle prime armi o volete comunque cominciare il vostro percorso da zero, Duolingo è sicuramente l’app perfetta per voi. Si tratta di una piattaforma che mette a disposizione lezioni giornaliere che aumentano in maniera graduale la loro difficoltà. In questo modo imparerete varie nozioni relative alla grammatica e alla pronuncia poco alla volta, così da non avere un carico di lavoro eccessivo. Ogni lezione può durare dai 2 o 3 minuti fino ai 15-20 minuti per i livelli più difficili. ciò che la distingue dalle altre applicazioni concorrenti è sicuramente il suo settaggio, che ricorda quello di un classico videogioco suddiviso in stage (livelli). Tale struttura è pensata appositamente per rendere l’app più avvincente, in quanto non potrete fare più a meno di ‘’giocarci’’ imparando nuove parole e regole grammaticali senza neanche rendervene conto!

Pro: gratuita; intuitiva; insegna in modo graduale
Contro: alcune lezioni potrebbero risultare monotone
Se volete evitare di partecipare a corsi, lezioni e video in cui vengono spiegate le solite nozioni di grammatica e fonetica, ma preferite ascoltare discussioni interessanti, Ted Talks è la piattaforma ideale per voi. Si tratta di un sito no-profit il cui obiettivo è quello di condividere Idee di Valore tramite dei ‘’Talks’’, ovvero discussioni in cui esperti di vari settori raccontano delle loro esperienze nella vita reale. La piattaforma mette a disposizione video relativi a qualsiasi ambito, spaziando dalla tecnologia, alla salute e il benessere, al design, alla scienza, all’attivismo, al futuro e molto altro. Ognuno degli interlocutori parla in lingua inglese, e ogni video dispone di sottotitoli accurati e precisi. La funzione particolare di Ted Talks è quella di mettere a disposizione l’intero script: in questo modo è possibile leggere l’intera conversazione in più di 20 lingue diverse. Utilizzare una piattaforma come Ted Talks non è soltanto utile per imparare nuovi vocaboli, ma anche per distinguere i vari accenti inglesi in base alla provenienza degli interlocutori, in quanto provenienti da ogni parte del mondo. Inoltre, è un ottimo modo per assimilare nozioni davvero interessanti.

Pro: gratuita; migliaia di video disponibili; più lingue di traduzione
Contro: adatta a chi parla un inglese intermedio (B1-B2)
Anch’essa in formato app, Wilingua è una delle migliori opportunità per imparare l’inglese tramite il proprio cellulare. Si tratta di un’applicazione completa contenente più di 600 lezioni studiate appositamente per portarvi dal livello A1 al B2. Tale app si rivela essere adatta a chi sta muovendo i primi passi verso l’apprendimento della lingua inglese, ed è molto utilizzata dagli studenti universitari. Infatti, offre delle specifiche lezioni di ripasso, utilissime per prepararsi in vista di un esame. Sfruttando la versione a pagamento, inoltre, è possibile sbloccare ulteriori funzionalità per portare la vostra conoscenza dell’inglese a livelli superiori.

Pro: funzione ripasso; versione gratuita; lezioni studiate da professori
Contro: le funzionalità più importanti si sbloccano pagando
Se vi state preparando per superare un esame di lingua inglese nel formato Cambridge ufficiale, non potete non conoscere Flo-Joe! Si tratta di una piattaforma totalmente gratuita che offre delle simulazioni dei test ufficiali KET, PET, FCE, CAE, CPE, IELTS. Più simulazioni farete, più acquisirete sicurezza per il vostro esame. Inoltre, Flo-Joe mette a disposizione dei veri e propri corsi (a pagamento) che vi aiuteranno ad imparare l’inglese nel migliore dei modi. Sfruttare le simulazioni, soprattutto per gli studenti universitari della facoltà di lingue straniere, può fare davvero la differenza ai fini del superamento degli esami.

Pro: gratuita; test ufficiali; tutti i livelli disponibili
Contro: il numero di simulazioni disponibili è, per ovvi motivi, limitato
L'articolo Imparare l’inglese gratis? Con queste app sarà una passeggiata! proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Lo voglio ora! Gli smartphone influenzano le nostre vite proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>A volte sembra quasi che sia questo a gestirci il tempo e a monitorare per fino le nostre abitudini quotidiane.
Studi scientifici dimostrano che passare molto tempo davanti ai nostri smartphone non è solo un atteggiamento sbagliato, ma addirittura dannoso in termini di influenza sul nostro comportamento.
Infatti, avere tra le mani per molto tempo lo smartphone, soprattutto se utilizzato per social e giochi, rende più impulsivi. Ma non solo. E’ stato dimostrato che questo attaccamento allo smartphone, e alle sue App che ormai ci permettono di fare tutto, genera inconsciamente anche la tendenza a pretendere una gratificazione immediata. Da qui l’atteggiamento: lo voglio ora e subito!
A parlarne è uno studio tedesco pubblicato su PLOS ONE, dove uno dei ricercatori spiega che utilizzare lo smartphone per tanto e troppo tempo ci rende disposti ad accettare ricompense piccole ma immediate, sotto forma di like nel caso dei social, di bonus e premi nel caso dei giochi.
La tendenza a preferire piccole ricompense a breve termine, come dimostrano i diversi studi, rappresenta una spia di comportamenti negativi. Questo comportamento potrebbe, addirittura, portare a delle conseguente dannosa che riguardano le nostre scelte di vita. In casi estremi, infatti, potrebbe essere la causa dell’uso di droghe o della dipendenza dall’alcool e dal gioco d’azzardo.
«Sono stato sorpreso nel constatare quanto tempo alcune persone passano su social e app di gioco»
Lo ha dichiarato van Endert. Grazie ad un esperimento sociale, ha potuto constatare che in alcuni casi il tempo trascorso davanti allo schermo superava addirittura le dieci ore giornaliere.
Questo dato ha una duplice valenza. Se da un lato è necessario per condannare l’uso sbagliato ed eccessivo che noi molto spesso facciamo dei nostri device, dall’altro è sicuramente un buon punto di partenza per riflettere su questo e provare a limitarne i danni. D’altronde ci è stato sempre detto che la tecnologia è un’arma a doppio taglio.
Siamo noi a decidere, con il nostro comportamento più o meno responsabile, se impugnare il manico, avendone il pieno controllo o lasciarci trafiggere dalla lama.
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]]>L'articolo Unipa. Ecco come prenotare il posto in Biblioteca tramite l’App proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La sezione “Biblioteca in Tasca” all’interno dell’APP MyUniPa, consente di accedere facilmente alle risorse e ai servizi delle Biblioteche dell’Università di Palermo
La versione attuale dell’App si rivolge principalmente agli studenti iscritti o che intendono iscriversi all’Università degli Studi di Palermo.
All’interno dell’APP MyUniPa è presente la sezione Biblioteca in tasca che consente di accedere in modo semplice e amichevole alle risorse e ai servizi offerti dalle biblioteche dell’Università.
Si tratta di uno strumento di facile utilizzo pensato per la navigazione su dispositivi mobile e che permette di:
– verificare in tempo reale la disponibilità dei posti nelle sale lettura
– conoscere orari, eventi, news e localizzazione delle biblioteche UniPa
– effettuare ricerche bibliografiche sul catalogo online e su UniPa Discovery Service
– prenotare e rinnovare i prestiti online
– accedere ai servizi e alle collezioni digitali
– richiedere informazioni ai bibliotecari tramite chat, telefono e e-mail
Inoltre, tra i principali servizi offerti dall’App
Scarica l’APP MyUniPa disponibile su Android e iOs
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L'articolo Unipa. Ecco come prenotare il posto in Biblioteca tramite l’App proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Usa valutano il divieto di TikTok. Ecco perché l’App può finire nella lista nera proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Un divieto per prevenire che la Cina ottenga dati personali tramite la piattaforma social.
Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali una delle proposte che l’amministrazione Trump sta valutando e’ quella di inserire ByteDance, la societa’ a cui fa capo TikTok, sulla lista nera del Dipartimento del Commercio che include Huawei.

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]]>L'articolo Tre studenti di Unict lanciano“Distantia” l’app di per il distanziamento proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’app “Distantia”, nel pieno rispetto della privacy, una volta installata sul proprio cellulare, consente di rilevare automaticamente tramite il segnale Bluetooth, la presenza di altri dispositivi, segnalandone con un apposito segnale sonoro l’eventuale eccessiva vicinanza. L’intensità del segnale, infatti, consente una stima approssimata della distanza relativa, agendo da controllore “rigoroso” e quanto mai efficace nelle future strategie di prevenzione primaria e secondaria in ambito sanitario e sociale.
“Garantire il rispetto delle distanze di sicurezza è di fondamentale importanza nella gestione dell’emergenza pandemica in corso – spiegano i docenti Battiato e Stanco -. Sono numerose e diverse le misure che si stanno prendendo a vario titolo per limitare la diffusione della malattia e contestualmente permettere un graduale riavvio delle attività economiche e sociali della popolazione e il rispetto della distanza, per una specie ‘sociale’ come quella umana, diventa spesso un problema e soprattutto non consente un regolare avvio di attività economiche, sociali e ricreative/sportive che vedono il coinvolgimento di piccole-grandi comunità. È però possibile fare uso delle nuove tecnologie per segnalare in tempo reale se e come abbiamo superato il limite di sicurezza“.
Da questa esigenza nasce l’app “Distantia” frutto di un lavoro di gruppo istituito dall’Università di Catania per la redazione della policy di utilizzo e dell’infrastruttura informatica, dei dettagli tecnici e di usabilità, con il contributo di alcuni studenti developer laureandi in Informatica. A far parte del gruppo, insieme con gli studenti, anche i giovani ricercatori Dario Allegra e Alessandro Ortis che hanno contribuito al coordinamento dei lavori di sviluppo e di testing del software.
Per la fase di progettazione e design dei casi d’uso è stato fondamentale il supporto dei docenti Cristoforo Pomara (ordinario di Medicina legale) e di Antonio Terrasi e Filippo Caraci (delegati al Trasferimento tecnologico e ai rapporti con le imprese). Lo staff dell’ufficio Brevetti del Trasferimento tecnologico dell’ateneo si è occupato degli aspetti legali e brevettuali fornendo in tempi brevi la consulenza per la relativa proprietà intellettuale e lo studio di fattibilità oltre che di impatto privacy relativo compatibilmente con gli obiettivi primari di tutela della salute.
Nei prossimi giorni l’app, già disponibile in forma prototipale, sarà rilasciata in maniera gratuita negli store Google e Apple, inizialmente a un numero ristretto di beta tester, con il compito di verificarne il funzionamento in ambienti diversi e sotto diverse condizioni operative.
Il piano di sviluppo prevede, inoltre, la realizzazione di funzionalità aggiuntive che consentiranno oltre l’utilizzo individuale anche la possibilità di monitorare ambienti chiusi o attività commerciali da parte degli addetti alla sicurezza che avranno così un ulteriore strumento di prevenzione.

L'articolo Tre studenti di Unict lanciano“Distantia” l’app di per il distanziamento proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
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]]>L’idea di Valentina Di Felice e Dario Saguto, in forza all’Istituto di Anatomia Umana del Dipartimento BIND dell’Universita di Palermo, è risultata tra le vincitrici della University specific challenges nel settore Remote working and education di EUvsVirus, l’Hackaton organizzato dalla Commissione europea con l’obiettivo di sviluppare soluzioni innovative per vincere le sfide connesse al coronavirus.
A EUvsVirus hanno partecipato oltre 20.000 persone, provenienti da quasi 150 nazioni, con 2160 soluzioni proposte. I vincitori sono stati 43. I vincitori, oltre a ricevere un premio in denaro, saranno invitati al Matchathon che si svolgerà dal 22 al 25 maggio sulla nuova EIC COVID Platform, un processo che identificherà le esigenze dei team e faciliterà l’incontro con gli utilizzatori finali e gli investitori provenienti da tutta Europa.
I ricercatori realizzeranno una APP che consentirà, attraverso un sistema di CHECK-IN rapido, di accedere agli spazi tramite una gestione dinamica delle prenotazioni on-line e degli accessi non programmati, permettendo così all’utente finale di ottimizzare tempo e spostamenti tenendo conto della disponibilità residua di postazioni visualizzabile in tempo reale.
Questo favorirà il distanziamento sociale che si è dimostrata la misura più utile per contenere l’epidemia di COVID-19.
L’Hackaton paneuropero è stato un invito affinché i cittadini Europei mettessero in campo le proprie competenze per contrastare attivamente il COVID-19. << L’esigenza della comunità accademica di poter tornare presto e in totale sicurezza a fruire degli spazi lavorativi e non solo, ha spinto noi ricercatori a rispondere alla chiamata del Consiglio europeo per l’innovazione >>, spiega Valentina Di Felice, docente di Anatomia Umana del Dipartimento BIND dell’Università di Palermo.
<< La nostra APP potrà aiutare a regolare il flusso degli utenti e l’accesso a spazi condivisi, pubblici e privati, rispettando il distanziamento sociale e le altre misure atte a prevenire il contagio da SARS-Cov-2. In particolare, DYNAMIC consentirà, attraverso un sistema di CHECK-IN rapido, di accedere agli spazi tramite una gestione dinamica delle prenotazioni on-line e degli accessi non programmati, permettendo così all’utente finale di ottimizzare tempo e spostamenti tenendo conto della disponibilità residua di postazioni visualizzabile in tempo reale >>.
Alla prima fase di sviluppo hanno contribuito due developer, un portoghese e un venezuelano, e un’avvocatessa greca, che attraverso la piattaforma DEVPOST si sono uniti al team iniziale. La soluzione non necessita di apparati hardware dedicati, di cablaggi né tantomeno di corrente elettrica e ciò comporterà l’immediato funzionamento dopo l’attivazione e un notevole abbattimento dei costi di installazione e manutenzione, nonché un ridottissimo impatto ambientale.
<< Inoltre >> conclude Dario Saguto, studente interno presso il BIND << stiamo lavorando per rendere il sistema da noi ideato interfacciabile con sistemi elettronici e di controllo accessi di terze parti nonché con altre APP aventi lo stesso scopo, ovvero implementare il distanziamento interindividuale che si è mostrata essere l’arma più efficace nel contrastare il diffondersi del COVID-19 >>.
La realizzazione di questa APP consentirà di visualizzare il numero di posti disponibili nei laboratori, nelle biblioteche o in altro luogo frequentato da ricercatori, dottorandi, post-doc, tesisti, favorendo il distanziamento sociale. La app sarà disponibile in 4 settimane e sarà scaricabile gratuitamente su iPhone e Android.
Guarda il breve video esplicativo:
https://devpost.com/software/dynamic-w3a0hg
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]]>L'articolo Le migliori App per prepararsi ai test di ammissione Università proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le aspiranti matricole per verificare il proprio grado di preparazione, possono prendere in considerazione le app che consentono di prepararsi ai test d’ammissione all’università e simulare i test d’ingresso.
Il vostro smartphone può esservi davvero utile per lo studio. Infatti, negli Store non ci sono solo giochi o applicazioni inutili, ci sono anche diverse App per la vostra preparazione ai test d’ammissione all’Università
Ecco una lista delle App che possono tornarvi utili a rigardo.
UniversitApp (Android/iOS): Applicazione gratuita sviluppata da Zanichelli Editore che consente di prepararsi alle prove d’ammissione di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Professioni sanitarie. Sono disponibili oltre 300 quiz di Logica, Biologia, Chimica, Fisica e Matematica tratti dalle prove ufficiali.
Con questa App puoi rispondere alle domande, superare i livelli e allenarti per affrontare molti quesiti del test di ammissione. Si può scegliere la materia su cui allenarsi e cominciare il test del primo livello: finché non si risponde correttamente a tutte le domande non si può passare al livello successivo. Un modo per memorizzare con il tuo smartphone i concetti base utili per il test.

Hoepli Test per iPhone, iPad e iPod Touch. App valida ed efficace per verificare la propria preparazione ed essere pronti per affrontare il test di ammissione all’Università delle seguenti facoltà: Ingegneria, Architettura e ingegneria edile, Economia, Formazione primaria, Psicologia, Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, Lauree Professioni sanitarie, Scienza della comunicazione, Scienze motorie, Saperi minimi – Lauree umanistiche, Saperi minimi – Lauree scientifiche
Tramite questa App si può simulare un test di ammissione con tempo reale, rispondere con riserva e quindi modificare la propria risposta prima della fine del test, memorizzare i risultati, rivedere i risultati attraverso un’elaborazione statistica e grafica, scoprire le proprie lacune e sapere come risolverle.
Test Università. App per dispositivi Android scaricabile gratis da Google Play. Costantemente aggiornata contiene tantissimi quesiti di cultura generale, biologia, chimica, fisica, geografia, informatica, inglese, italiano, letteratura, logica, matematica e storia.
L’App permette di mettersi alla prova in diverse tipologie di test. Test Veloce: 2 domande per ogni materia, Test su Argomento: 10 domande su argomento a scelta, Test Completo: 4 domande per ogni materia (personalizzabile con l’editor integrato)
L’app, inoltre, mette a disposizione delle statistiche, memorizza una classifica per test con i migliori punteggi e calcola un indice di onniscienza.

Alpha Test. App sia per iPad e iPhone che Android. Contiene fino a 1000 quesiti tratti dalle prove ufficiali (nella versione completa), con soluzioni commentate dagli esperti Alpha Test. Tramite l’App si possono comporre un numero illimitato di prove simulate e analizzare i tuoi risultati anche in forma grafica.
I test di Alpha Test disponibili:
Esercitazione per i test di ammissione alle facoltà di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria. Valido anche per Biotecnologie, Farmacia, Scienze biologiche, CFT.
Esercitazione per i test di ammissione alle facoltà di Architettura, Design, Ingegneria edile-architettura, Urbanistica, Disegno industriale, Restauro e conservazione.
Esercitazione per tutti i corsi di laurea dell’area Comunicazione.
Esercitazione per i test di ammissione alle facoltà delle Lauree triennali professioni sanitarie.
Esercitazione per tutti i corsi di laurea dell’area Psicologia
Esercitazione per i corsi di laurea in Scienze della Formazione Primaria, Sociologia, Educazione e Servizio Sociale.
Università Bocconi, Luiss e Liuc e per i corsi di laurea delle aree: Economica, Giuridica, Politica.

Ammesso.it L’app offre oltre 2.500 quiz di cultura generale, ragionamento logico, biologia, chimica, matematica e fisica. Al termine del test si possono consultare gli errori commessi, e il sistema può suggerire quali argomenti studiare di più.

Just Quiz. App per i test di accesso ai corsi di laurea Professioni sanitarie (App fucsia) e di laurea in Medicina e Chirurgia (App gialla)
Ad ogni risposta corretta è abbinato un approfondimento e sono presenti grafici e immagini aiutano a memorizzare i contenuti.

Cosa Studio. L’App contiene un motore di ricerca dei test d’ammissione, con un simulatore delle prove di ammissione a tempo, per imparare a gestirlo. E’ possibile esercitarsi anche in modalità “training”, qualora non si voglia usufruire del conto alla rovescia.

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]]>L'articolo “Sicilia Archeologica”, L’app gratuita per i tour virtuali tra le bellezze di Sicilia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Mentre siamo costretti a stare a casa a causa dell’emergenza Covid-19, cresce la voglia di uscire e assaporare le bellezze del nostro territorio.
In questo periodo in cui non è possibile andare in giro per parchi e musei, dai propri dispositivi è, infatti, possibile godere di tour multimediali nei vari siti che fino a poche settimane fa erano invasi da migliaia di turisti e attualmente chiusi al pubblico per l’emergenza Coronavirus.
“Vogliamo offrire, da un lato – sottolinea il governatore Nello Musumeci – una ricca e variegata proposta multimediale per rimanere vicini ai tanti appassionati e turisti virtuali, fornendo spunti per un approfondimento e un momento di conoscenza, anche rimanendo a casa. Ma, dall’altro, anche rinnovare l’invito a non uscire, evitando così il proliferare del contagio”.
Il web però offre altre possibilità per i malinconici della cultura siciliana. A disposizione ci sono anche i siti internet dei Parchi, dei musei, delle biblioteche e delle Aree archeologiche. I portali del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, del Parco di Selinunte, del Parco di Naxos e Taormina, della Villa romana del Casale, del Parco di Catania, del Parco di Segesta, del Parco Lilibeo offrono numerosi spunti di approfondimento e una ricca galleria di immagini. Anche il Museo Pepoli di Trapani, il Museo Riso di Palermo e il Palazzo D’Aumale di Terrasini consentono una visita delle collezioni online. Disponibili anche le consultazioni online per le Biblioteche regionali di Palermo e Messina, nonché i materiali e le pubblicazioni scaricabili (in formato pdf) del Centro regionale dell’inventario e catalogazione e del Centro per la progettazione e il restauro. La Soprintendenza del Mare offre la possibilità di accedere alle pubblicazioni editoriali prodotte fin dal 2004 e di potere ammirare gli itinerari culturali subacquei sul suo canale youtube.
E grazie a “Google Arts & Culture” (raccolta online di immagini in alta risoluzione di siti culturali di tutto il mondo), il Parco della Valle dei Templi di Agrigento è accessibile in maniera virtuale con tour guidati e approfondimenti sulle bellezze del sito archeologico più visitato di Sicilia. Un viaggio possibile sia da computer che da dispositivi mobili, grazie all’App “Arts&Culture”. L’accesso può essere effettuato dal sito della Valle dei Templi (www.parcovalledeitempli.it), oppure scaricando l’applicazione “Google Arts & Culture”.
Anche Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi per la Regione Siciliana, consente di navigare all’interno dei luoghi culturali dell’Isola con “Culture at home”, una piattaforma web con la quale si possono realizzare interessanti esperienze di visita, gioco e intrattenimento, anche per i più piccoli, in vari siti come il Palazzo della Zisa e il Museo Salinas di Palermo, la Valle dei Templi ad Agrigento, il Chiostro del Duomo di Monreale. In questo periodo le audioguide sono gratuite grazie all’App “Audio Culture” (https://cultureathome.coopculture.it/).
Sul sito web di Aditusculture, concessionario dei servizi aggiuntivi per la Sicilia orientale, infine, vengono presentati con testi e immagini il Museo Paolo Orsi di Siracusa, la Neapolis, il Castello Maniace, la Galleria di Palazzo Bellomo, il Museo di Messina, la zona archeologica di Tindari, la Villa romana di Patti e il Museo di Lipari.
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]]>L'articolo Immuni: cosa è e come funziona l’app italiana contro il coronavirus proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>i chiama “Immuni” ed è sviluppata dall’italiana Bending Spoons l’applicazione per iOS e Android prescelta dal Governo italiano per il contact tracing dei soggetti risultati positivi al virus, nella “Fase 2” dell’emergenza covid-19.
Vediamo quindi come si è arrivati a questa scelta, come scaricare l’app – il download sarà gratis e su base volontaria quando sarà disponibile a tutti, entro inizi maggio – e quali sono le caratteristiche della soluzione, anche con un confronto con i sistemi di tracciamento dei contatti adottati in altri Paesi.
La motivazione della scelta di Bending Spoons e dell’app Immuni (con contratto firmato il 20 aprile dal ministero della Salute) poggia su tre considerazioni, ovvero:
Gli ultimi due aspetti (considerando che il Consorzio PEPP-PT ha sempre escluso un approccio basato su GPS per i rischi privacy connessi) confermano che Bending Spoons sia stata scelta anche perché ha escluso un’invasiva soluzione basata su GPS, non in linea con le linee guida europee.

L’app potrà essere scaricata, su base volontaria e gratis, dal play store Android e dall’Apple store per dispositivi iOS (il download non sarà quindi disponibile, almeno inizialmente, su Windows Phone, su feature phone e su telefoni Android sprovvisti del play store).
Il Governo ha precisato che l’app sarà inizialmente sperimentata in alcune regioni pilota (oltre che, a quanto sembra, nelle sedi di Maranello e Modena della Ferrari, nell’ambito del progetto Back on Track), per poi essere adottata a livello nazionale.
Venendo alle caratteristiche dell’app Immuni, questa sarà composta di due parti, una dedicata al contact tracing vero e proprio (via Bluetooth) e l’altra destinata ad ospitare una sorta di “diario clinico” in cui l’utente possa annotare tempo per tempo dati relativi alle proprie condizioni di salute, come la presenza di sintomi compatibili con il virus.
L’applicazione si fonda, come le soluzioni di Singapore, Apple e Google, sulla tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE) e mantiene i dati dell’utente sul proprio dispositivo, assegnandogli un ID temporaneo, che varia spesso e viene scambiato tramite Bluetooth con i dispositivi vicini.
La trasmissione dei dati, stando allo standard del progetto PEPP-PT, cui Bending Spoons aderisce, è cifrata e firmata digitalmente per garantire la massima sicurezza e riservatezza in questa fase di “uscita” del dato dallo smartphone del singolo utente.
Ancora il Governo non ha fatto sapere (né probabilmente ha deciso) quale sarà questo server; l’app Bending Spoon è pensata per funzionare con un server in cloud (come di prassi per tutte le app smartphone).
Va evidenziato che l’app (per esplicita ammissione di Bending Spoons) potrebbe essere pregiudicata nel suo funzionamento dai sistemi operativi Android e iOS, che limitano le funzionalità delle applicazioni in background, possono terminare forzatamente il processo e (soprattutto iOS) impediscono che un’app abbia il completo controllo del modulo Bluetooth.
La soluzione ideata da Bending Spoons è comunque flessibile e potrebbe implementare moduli ulteriori in fase di sviluppo, così da costituire un vero e proprio “hub” della gestione tecnologica dell’emergenza.
Tra questi “moduli ulteriori”, va segnalato che Bending Spoons non esclude di poter adeguare il proprio software alle API che saranno rilasciate da Google e Apple. Le API sono interfacce di programmazione app che, in questo caso, consentono finalmente l’accesso alle funzioni bluetooth degli smartphone Android e iPhone.
Lo scopo è risolvere le citate criticità nel funzionamento delle app in background e l’attuale alto rischio di falsi positivi e negativi dovuti al fatto che mai prima d’ora il bluetooth era stato usato per un tracking (ma solo per una comunicazione fra due device).
In effetti, a quanto risulta, Bending Spoons sta lavorando in questi giorni a stretto contatto con Apple e Google per migliorare l’app sfruttando le loro API.
Varie fonti riportano inoltre che la commissione tecnico-scientifica del governo sul coronavirus sta per formalizzare una proposta per rendere l’app quasi obbligatoria, di fatto.
La leva potrebbe essere renderla condizione necessaria per poter fruire dei vantaggi di mobilità della fase 2 e abbinandola all’autocertificazione coronavirus. Un’ipotesi – con la collaborazione di Domenico Arcuri e della task force di Vittorio Colao – che potrebbe formalizzarsi nei prossimi giorni.
I tempi del rilascio possono dipendere dal fatto che tutte le forze politiche parlamentari chiedono che sia lanciata l’app solo dopo una legge, che possa votare il parlamento. Non un decreto delle presidenza del consiglio, quindi, come ipotizzato in precedenza. Che serva un decreto l’aveva comunque già indicato il Garante privacy. L’attesa della conversione in legge da parte del parlamento richiederebbe tempi più lunghi, ma è possibile che l’app venga lanciata anche subito dopo il decreto e nelle more della conversione.
Nota positiva dell’approccio italiano, che ci si augura verrà condivisa negli altri stati membri dell’Unione, è poi l’impegno da parte del Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione a rendere il codice dell’applicazione open source e quindi utilizzabile da altri governi nella lotta contro il virus e studiabile e revisionabile da chiunque vi abbia interesse, impegno che trova conferma nell’ordinanza del 16 aprile per la contrattualizzazione di Bending Spoons, dove si fa esplicito riferimento al fatto che la società, per spirito di solidarietà, si è resa disponibile a concedere licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua al Commissario e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Bending Spoons è un primario sviluppatore di applicazioni per Android e iOS con sede a Milano, che ha già sviluppato applicativi per la gestione dell’emergenza sanitaria in collaborazione con il Centro Medico Santagostino.
Secondo alcune fonti di stampa, l’app Immuni è stata fino all’ultimo in ballottaggio con l’applicativo CovidApp, una soluzione non troppo dissimile, basata su BLE ma che prevedeva (con scelta su base volontaria dell’utente) la possibilità di azionare un “secondo livello” di tracciamento basato su GPS.
L’applicativo si componeva poi di una app sorella utilizzabile dal personale sanitario, chiamata CovidDoc.
La Commissione, nelle proprie linee guida, oltre a precisare che la scelta tecnologica dell’Unione è quella di utilizzare soluzioni basate su Bluetooth, ha inoltre scandagliato la situazione nei vari stati membri (e membri EFTA) evidenziando che solo Cipro e Norvegia stanno vagliando soluzioni blended che sfruttano sia Bluetooth che GPS.
Essenziale, in questa fase, è appunto il coordinamento con le autorità europee, per arrivare ad una soluzione il più possibile omogenea che consentirà, quando sarà il momento, un più rapido ripristino dei movimenti di persone infra-comunitari.
Sul punto non resta quindi che augurarsi che l’Italia segua le indicazioni diffuse il 9 aprile scorso dall’ECDPC (European Centre for Disease Prevention and Control) in un report tecnico dettagliato, di cui parleremo di seguito, che contiene anche una proposta di algoritmo per gestire le segnalazioni di soggetti positivi o potenziali positivi e che lo sviluppo confluisca in un progetto comune europeo.
Da questo punto di vista è senz’altro positivo che nell’ordinanza firmata dal Commissario Straordinario Arcuri il 16 di aprile vi sia il riferimento al fatto che Bending Spoons (lo sviluppatore dell’app Immuni) è stato scelto anche perché fa parte del menzionato progetto PEPP-PT (Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing), il che fa ben sperare circa un approccio in linea con le istituzioni europee, anche se non va dimenticato che il progetto PEPP-PT non è un progetto istituzionale ma nasce dal raggruppamento di vari soggetti privati, sebbene la Commissione lo abbia esplicitamente menzionato tra le iniziative europee di interesse nelle proprie linee guida.
Chi ha lavorato a Immuni conferma ad Agendadigitale.eu che il modello seguito è ibrido. Pepp-PT originario seguirebbe una decentralizzazione pura, ma si è scelto di abbinare a questo modello un server centralizzato (come detto sopra), però di terze parti. In questo modo si può avere un compromesso tra minimizzazione del dato ed efficienza, sicurezza del trattamento.
Si noti che lo stesso Pepp-PT di recente, dopo lo sviluppo di quest’app, ha scelto di virare verso un modello centralizzato (per gli stessi motivi), laddove il progetto Decentralised Privacy-Preserving Proximity Tracing (DP-3T) vi si è separato perseguendo un modello del tutto decentralizzato.
L’app seconda arrivata in Italia, Coronavirus Outbreak Control, segue al contrario un modello più centralizzato su server, per consentire un più ampio e profondo tracciamento dei contagiati asintomatici.
Prima di arrivare alla scelta di immuni, l’Italia ha vagliato varie proposte, la maggior parte delle quali basate su Bluetooth BLE, che dovranno quindi confrontarsi con le problematiche già note delle proposte di Google ed Apple.
Il Ministro per l’Innovazione Tecnologica ha precisato che la soglia (condivisa anche dal Garante Privacy) di efficacia dell’applicativo è l’adozione da parte di almeno il 60% degli italiani. Trattandosi di uno strumento del tutto volontario e visto il fatto che in Italia non tutte le fasce di popolazione hanno adeguata dimestichezza con gli smartphone, è evidente che il problema principale (che determinerà il successo o il fallimento dell’applicazione) sarà proprio quello di raggiungere questa soglia di adesione.
Per risolvere questo problema si sta pensando a misure che incentivino il download dell’applicazione (con il rischio però di rendere così sostanzialmente imposta e solo formalmente volontaria l’adesione al servizio).
Altro problema di cui tener conto è quello delle misure complementari a supporto dell’iniziativa di contact tracing.
Come dimostrato dai successi riscontrati dalla soluzione adottata della Corea del Sud, la soluzione tecnologica non può prescindere dagli ulteriori due elementi di cui è composto l’ormai noto assioma delle “tre T”, composto da Testing, Tracing, Treating.
Il che significa che la tecnologia deve trovare il proprio complemento in un sistema in grado di effettuare controlli, tramite tamponi, per individuare i positivi, nonché di isolare i casi meno gravi, per i quali l’assistenza sanitaria potrà avvenire anche a distanza.
Recentemente, si è poi tornati a parlare, per l’app italiana, di soluzioni blended che uniscono ai dati BLE un tracciamento basato sulla geolocalizzazione.
Bending Spoons, lo sviluppatore della app “Immuni” scelta con ordinanza del 16 aprile dal Commissario Straordinario Arcuri, aveva inizialmente adottato proprio questo approccio “misto” salvo poi eliminare l’opzione per il GPS nel progetto presentato al Ministero, visto il clima sfavorevole verso queste soluzioni (scelta che poi si è rivelata vincente).
La notizia dell’utilizzo del GPS da parte di molte delle applicazioni proposte al Ministero aveva destato preoccupazioni perché rischiava di allontanare la soluzione italiana da quelle condivise a livello europeo, anche se c’è da dire che una soluzione che sfrutti sia Bluetooth che GPS sarebbe molto più efficace nella valutazione “qualitativa” dei contatti tracciati.
Con il Bluetooth è possibile tracciare un contatto a prescindere da dove questo sia avvenuto. Per gli applicativi basati unicamente su tale dato, quindi, un passante incrociato per strada ed un collega di lavoro con cui si condivide l’ufficio non fanno differenza.
L'articolo Immuni: cosa è e come funziona l’app italiana contro il coronavirus proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
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