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]]>Camilla soffriva di una patologia autoimmune familiare, la piastriopenia, che determina una carenza di piastrine nel sangue. Sulla scheda di anamnesi della giovane però, come riferisce il Corriere della Sera, non c’è traccia della sua patologia. Inoltre, la giovane di Sestri Levante, che ricordiamo essersi vaccinata il 25 maggio usufruendo dell’iniziativa Open Day AstraZeneca indetta dalla regione Liguria, il 29 maggio avrebbe iniziato ad assumere una doppia terapia ormonale. La patologia e i farmaci avrebbero comportato un alto rischio trombotico, causa del decesso della ragazza avvenuto qualche giorno dopo.
Adesso, l’obiettivo degli investigatori è capire l’effettiva incidenza di questa terapia correlata al decesso della ragazza, e fare luce sul motivo per cui l’autocertificazione presentata da Camilla non contenesse tutte queste fondamentali informazioni. Con una patologia legata alla carenza di piastrine ed una terapia ormonale che, come tutte, implica un rischio trombosi, la ragazza non avrebbe dovuto ricevere il siero di AstraZeneca.
Camilla si è sentita male un paio di giorni dopo aver iniziato a prendere quei farmaci. La ragazza accusava forte mal di resta e disturbi alla vista. Il 3 giugno si reca al pronto soccorso, dove trascorre una notte in osservazione. Il mattino seguente la dimettono, ma le sue condizioni peggiorano e la sera del 5 giugno torna in ospedale, dove verrà sottoposta a due delicati interventi: il primo per la rimozione del trombo e poi per ridurre la pressione intracranica. Ma per Camilla non c’è stato nulla fare. Dopo il dramma, i genitori hanno acconsentito alla donazione degli organi. “Un gesto ammirevole, un grande gesto d’amore“, ha dichiarato il direttore generale della struttura ospedaliera.
E mentre il governo, dietro “forte raccomandazione” del Cst, ha deciso di imporre lo stop all’uso del vaccino AstraZeneca alle categorie di età compresa sotto i 60 anni, il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha pubblicato sul suo profilo Facebook la lettera inviata dal Cts alle regioni qualche giorno fa. Nella nota, si si autorizza l’utilizzo del siero anglo-svedese AstraZeneca negli Open Day indirizzati ai più giovani. “Il Cts non rileva motivi ostativi a che vengano organizzate dalle differenti realtà regionali iniziative mirare a offrire, i seguito ad adesione/richiesta volontaria, i vaccini a vettore adenovirale a tutti o soggetti di età superiore ai 18 anni”, si legge nella nota.
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]]>Il dibattito sul rapporto rischi-benefici legato all’inoculazione del vaccino, è seguito subito dopo la morte di Camilla, la giovane 18enne ricoverata a Genova per trombosi dopo 10 giorni dalla somministrazione di AstraZeneca. La ragazza, il 25 maggio scorso aveva ricevuto la prima dose del siero anglo-svedese aderendo all’Open day indetto dalla regione Liguria. Secondo quanto appreso, Camilla soffriva di una malattia autoimmune e assumeva una doppia terapia ormonale. Si cerca di capire se le patologie fossero state indicate nell’anamnesi prima della somministrazione.
Le raccomandazioni dell’Aifa circa il vaccino AstraZeneca erano quelle di somministrare il siero “preferibilmente” alla popolazione over 60. Proprio su questo punto dovrebbe pronunciarsi oggi il Cts, e ci si aspetta che rendi di fatto vincolante quella che finora era solo una raccomandazione.
Nell’attesa di un verdetto dei vertici della sanità, in queste ore le regioni si sono mosse in maniera del tutto autonoma. Nella giornata di ieri, la Sicilia ha sospeso in via precauzionale la somministrazione di AstraZeneca per coloro al di sotto dei 60 anni, continuando l’Open day soltanto con il siero statunitense della Janssen. Oggi, tutte le regioni hanno bloccato le iniziative legate alla somministrazione del siero anglo-svedese senza prenotazione per la categoria under 60.
Finora, la campagna vaccinale in Italia ha fatto ricevere AstraZeneca a 2 milioni e 80mila persone sotto i 60 anni. Di questi, circa 1 milione e 20mila devono ancora fare il richiamo. Ed è proprio l’inoculazione della seconda dose a creare confusione in queste ore. Dal punto di visto scientifico, sarebbe stata confermata la possibilità di ricevere la seconda dose anche con un vaccino diverso da quello anglo-svedese. Secondo l’orientamento del Cts, infatti, chi ha meno di 60 anni potrebbe far il richiamo con il vaccino a Mrna (Pfizer o Moderna). Nei giorni scorsi sono state intanto già inoculate le seconde dosi del siero angolo-svedese, ma l’Ema sostiene che non bisogna preoccuparsi. Si sostiene che le manifestazioni, seppur molto rare, intervengono dopo la prima dose, entro un numero di giorni limitato, al massimo due settimane.
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]]>“I benefici” del vaccino AstraZeneca “superano i rischi”. A dichiararlo l’Ema in una nota al termine della sua valutazione che parla di “eventi rari” di trombosi cerebrale “sono effetti collaterali molto rari” del vaccino di AstraZeneca. “Ciò che abbiamo appreso dalla dettagliata valutazione dei casi – si legge sempre nella nota – è che c’è un forte legame tra il vaccino di AstraZeneca e gli eventi collaterali rari. Per questo motivo c’è una probabile causalità tra gli eventi e la somministrazione del vaccino”.
L’Ema dà consigli su cosa fare in caso ci si trovasse davanti ad un caso di trombosi: “Le persone che hanno ricevuto il vaccino devono cercare immediatamente assistenza medica se sviluppano sintomi di combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse”. Lo scrive l’Ema nella sua nota di oggi. Inoltre si sottolinea che “il PRAC ha osservato che i coaguli di sangue si sono verificati nelle vene del cervello (trombosi del seno venoso cerebrale, CVST) e dell’addome (trombosi della vena splancnica) e nelle arterie. Insieme a bassi livelli di piastrine e talvolta sanguinamento”.
Gli esperti europei sottolineano anche la sicurezza del vaccino: “Non abbiamo ritenuto necessario raccomandare misure specifiche. Non ci sono rischi”.
Inoltre l’Ema sottolinea come i rischi del vaccino siano minori rispetto a quelli di contrarre il Covid-19. Nelle valutazioni dell’Ema “il rischio di mortalità a causa del Covid è molto maggiore del rischio di mortalità per gli effetti collaterali” che possono manifestarsi a seguito della vaccinazione. La direttrice dell’Ema ha spiegato ribadendo che “gli effetti collaterali” causati dai vaccini “sono molto rari”. “Dobbiamo ripetere il messaggio che i vaccini ci aiuteranno nella lotta contro il Covid e dobbiamo continuare ad utilizzarli”, ha aggiunto.

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]]>E poi aggiunge di essere il costante destinatario di minacce di morte: “C’è un ministero che dovrebbe rispondere, che dovrebbe tranquillizzare la gente e, invece, è diventato un gioco al massacro dove ogni giorno c’è qualcuno che fa piovere insulti su noi medici. Solo a me ne arrivano quotidianamente almeno 300. Ecco perché serve una posizione chiara del ministero: che ci mettessero la faccia! Lo Stato italiano, mi chiedo, vuole fare una vaccinazione seria? Oppure ogni giorno vogliamo andar dietro alla pancia di questo o dell’altro?”.
Inoltre il direttore della clinica di Malattie infettive al San Martino di Genova espone la sua sicurezza sul vaccino inglese Astrazeneca. Il medico si mette in opposizione a qualsiasi tipo di allarmismo: “Nessuno è qui a dire che non esistono effetti collaterali da vaccini o, più in generale, da farmaci. Però, cerchiamo di essere chiari. Ogni anno l’aspirina fa 3 mila morti, è accaduto persino da noi con un paziente. Quindi, se in questo caso abbiamo dei dubbi, allora bisognerebbe avere anche il coraggio di fermare le vaccinazioni con AstraZeneca trovando, però, un’alternativa“.
Sul tema delle riaperture di ristorantanti, cinema, tetari e palestra Bassetti sembra abbastanza favorevole. “Sì” dunque al ritorno di bar, ristoranti e palestre: «Chiuderle è servito a qualcosa? I contagi sono scesi? Ce lo dicano. A me non pare. Ora, passate queste due settimane, visto che la terza ondata si sta spegnendo, iniziamo a regolamentare in maniera diversa certe attività economiche”.
E sottolinea: “Si tratta solo di buonsenso: io preferisco vedere un ristorante ordinato che un lungomare, come quello di Genova, preso d’assalto da gente che, a terra, beveva il caffè preso, d’asporto, al bar. Perché si può fare il pic-nic ai giardinetti e non andare al ristorante? Questa è ipocrisia. Riapriamo ma con rigidi controlli. Tu apri ma, se sgarri, ti chiudo. Stesso discorso per le palestre, con orari differenziati e distanziamento“.

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]]>L'articolo Covid, il vaccino Astrazeneca e i casi di trombosi: il rapporto dell’Oms proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Dalla Gran Bretagna e da altri Paesi continuano ad arrivare dati che sono analizzati dai nostri esperti. Per il momento è importante ribadire che i benefici” di AstraZeneca “continuano a superare i rischi“, ha detto annunciando per questa sera o domani le conclusioni del comitato dell’Oms sul vaccino.
Il rapporto rischi-benefici del vaccino AstraZeneca “e’ ancora largamente positivo”, ha sottolineato il direttore del dipartimento di regolamentazione e prequalificazione Roge’rio Paulo Pinto de Sa Gaspar. “Non c’è al momento nessun motivo per cambiare la valutazione del rapporto rischi-benefici”, ha ribadito il funzionario dell’Oms.


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