L'articolo Palermo, al Planetario di Villa Filippina un corso di astronomia di base: ecco come iscriversi proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Gli appuntamenti saranno condotti e moderati dal dottore Marcello Barrale, filosofo della scienza e divulgatore scientifico, in collaborazione con ricercatori, studenti di fisica ed esperti di fotografia astronomica.
IL PROGRAMMA
Il primo appuntamento di venerdì 25 marzo alle 21.00 è un incontro dal titolo “Il sole, la nostra stella. Formazione ed evoluzione”. Si continua venerdì 1° aprile con l’incontro “Il sistema solare. Pianeta e corpi minori”. Venerdì 8 aprile in programma l’appuntamento “Stelle ed evoluzione stellare. Dalle nebulose ai buchi neri”, mentre il 15 aprile l’appuntamento è con il ricercatore INAF Palermo, il dottore Mario Guarcello, che condurrà il seminario “L’avventura del James Webb Space Telescope. Il nuovo telescopio spaziale. Dalla costruzione al programma di ricerca”. A seguire lezione sotto la cupola del Planetario per conoscere le stelle e le costellazioni. Il quinto appuntamento di venerdì 22 aprile è dedicato a “Via Lattea. Esopianeti (accenni). Galassie ed evoluzioni dell’universo“.







Verrà rilasciato ai corsisti un attestato di partecipazione ed il materiale didattico utilizzato durante le lezioni, in formato digitale.
Nel fine settimana dal 29 aprile al 1° maggio si conclude con uno “Star Party”, a contatto con telescopi e strumenti di osservazione, aperto sia ai partecipanti del corso che non partecipanti, con una tre giorni all’interno del Parco delle Madonie, presso la Masseria Rocca di Gonato, con incontri scientifici, osservazioni e fotografie astronomiche, escursioni naturalistiche e buon cibo. Per info relative allo “Star Party” contattare il 389 1335731.
Tutti gli incontri del corso saranno serali, dalle 21.00 alle 23.00. Per maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione, sui costi del corso e sui programmi contattare il Planetario di Palermo al numero 389 1335731 o al 347 8119078 o all’indirizzo [email protected].


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]]>L'articolo Scoperto un pianeta extrasolare speculare alla Terra e con le stesse caratteristiche proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Proprio lo studio scientifico ha evidenziato come il pianeta extrasolare abbia caratteristiche compatibili alla Terra. Densità, dimensioni ed età, ma anche pressione atmosferica.
La distanza tra la Terra e GJ 1132 b è circa di 41 anni luce (un anno luce è circa 9461 miliardi di kilometri). Con esattezza il nuovo pianeta al centro delle ricerche astronomiche è situato nella costellazione delle Vele.
GJ 1132 b nasce inizialmente come un pianeta gassoso e con caratteristiche molto differenti dalla Terra, essendo quest’ultimo un pianeta roccioso. Un pianeta gassoso nella propria atmosfera ha maggiormente elementi chimici come idrogeno ed elio. Come ad esempio il più vicino, si fa per dire, Nettuno.
Da gassoso il pianeta dalle caratteristiche simili alla Terra sarebbe diventato roccioso. Secondo la NASA il passaggio è avvenuto grazie alle altissime radiazioni di una stella che colpiscono GJ 1132 b.
Attualmente il pianeta presente nella costellazione Vele ha un cuore interamente roccioso. Nella sua atmosfera è presenta un mix di idrogeno, cianuro di idrogeno, metano e ammoniaca.
A spiegare meglio le caratteristiche gli scienziati: “In qualche modo GJ 1132 b, situato a circa 41 anni luce dalla Terra, ha allettanti similitudini con la Terra, ma per certi versi è molto diverso”.
E poi continuano: “Entrambi hanno densità simili, dimensioni simili e età simili, avendo circa 4,5 miliardi di anni. Entrambi hanno iniziato con un’atmosfera dominata dall’idrogeno ed entrambi erano caldi prima di raffreddarsi. Il lavoro del team suggerisce persino che GJ 1132 be la Terra hanno una pressione atmosferica simile sulla superficie“.
Anche se c’è un però. “Tuttavia i pianeti hanno storie di formazione profondamente diverse. Si ritiene che la Terra non sia il nucleo superstite di un mininettuno. E la Terra orbita a una comoda distanza dal nostro Sole“.
Infatti il pianeta simile alla Terra sembra riuscire a fare un giro intorno alla propria stella in meno di 2 giorni. “GJ 1132 b è così vicino alla sua stella nana rossa che completa un’orbita attorno alla sua stella ospite una volta al giorno e mezzo. Tale vicinanza estremamente ravvicinata mantiene GJ 1132 b saldamente bloccato, in modo da mostrare sempre la stessa faccia alla sua stella, proprio come la nostra Luna mantiene un emisfero permanentemente rivolto verso la Terra”.
A dare ulteriori informazioni in merito sarà il telescopio della Nasa James Webb. Lo scopo sarà quello di analizzare le caratteristiche magmatiche e di attività geologica del pianeta. “Questo genererà più emissioni, e quindi rileveranno potenzialmente l’effettiva attività geologica, e questo è eccitante!”, dice estasiato lo scienziato Mark Swain.
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]]>L'articolo Palermo. Parte il tour virtuale tra i tesori del Museo della Specola proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il Museo della Specola è situato sulla cima della Torre Pisana (o Torre di Santa Ninfa) del Palazzo dei Normanni, nel sito che ospitava l’antico Osservatorio Astronomico di Palermo (o Specola Panormitana), istituito nel 1790 per volere del Re Ferdinando I di Borbone e realizzato dal padre teatino Giuseppe Piazzi, che ne fu il primo direttore.
I visitatori virtuali possono muoversi liberamente tra le sale, guidati da commenti audio e immagini ad alta risoluzione, lasciandosi coinvolgere in un percorso online alla scoperta dei tesori del museo e della terrazza panoramica con una suggestiva veduta sulla città di Palermo.
Il tour contiene i panorami delle sale con contenuti multimediali quali voce narrante, schede degli strumenti e dei quadri . Per alcuni strumenti principali è possibile mediante la navigazione web visualizzare i dettagli più minuti con la funzionalità zooming dell’oggetto.
Il tour virtuale è stato ideato, progettato e realizzato da Salvatore Speziale dell’INAF Osservatorio Astronomico di Palermo. Alla definizione del progetto hanno collaborato il direttore dell’INAF Osservatorio Astronomico di Palermo, Fabrizio Bocchino, Ileana Chinnici, Laura Daricello, Laura Leonardi, Francesca Martines, Flavio Morale, Donatella Randazzo. La voce guida è di Laura Leonardi.
Per accedere al virtual tour clicca qui
Gli strumenti scientifici delle collezioni storiche nell’area palermitana
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]]>L'articolo Team di ricercatori con docente Unipa osserva pulsazioni nella luce visibile di una pulsar proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Si tratta di una stella di neutroni in rapidissima rotazione, che emette impulsi periodici, come un potentissimo faro cosmico. Fino ad oggi le pulsazioni sono state osservate nelle tradizionali bande del spettro elettromagnetico per le pulsar, cioè il radio e i raggi X. Oggi sappiamo che le pulsazioni sono presenti anche nella luce visibile. Mai prima d’ora era stato registrato un simile comportamento in un oggetto celeste di questa categoria.
La scoperta è stata pubblicata in un articolo sulla rivista Nature Astronomy ed è stata effettuata grazie alle osservazioni condotte al Telescopio Nazionale Galileo (TNG) dell’Inaf alle Isole Canarie, equipaggiato per l’occasione con lo strumento SiFAP un fotometro ottico ad altissima risoluzione sviluppato presso il Dipartimento di fisica della Sapienza – Università di Roma. SiFAP è uno strumento in grado di misurare l’arrivo dei singoli fotoni di luce visibile da una sorgente celeste con una accuratezza pari a 25 nanosecondi, ovvero la quarantamilionesima parte di un secondo. Lo strumento è stato poi trasferito al telescopio Galileo dell’Inaf situato a La Palma nelle isole Canarie (Spagna), appositamente modificato dallo staff del Galileo.
Le pulsar sono stelle di neutroni che si comportano come veri e propri fari cosmici. Quando la stella ruota abbastanza velocemente, i loro intensi campi magnetici riescono ad accelerare particelle ad energie ben superiori a quelle raggiungibili dal Large Hadron Collider (LHC) del Cern di Ginevra, il più potente acceleratore di particelle mai costruito dall’uomo. A ogni rotazione della stella, gli elettroni così accelerati producono degli impulsi di radiazione osservabile dalle onde radio ai raggi gamma, consentendoci di conoscerne il periodo di rotazione con precisione elevatissima.
Alcune pulsar hanno proprietà estreme, in quanto ruotano su sé stesse con un periodo di qualche millisecondo e compiono centinaia di rotazioni attorno al proprio asse ogni secondo. Un oggetto che si trovasse sul loro equatore viaggerebbe alla incredibile velocità pari al 10 per cento della velocità della luce.
Questa scoperta è importante perché dimostra per la prima volta che anche stelle di neutroni in rapida rotazione possono generare pulsazioni di luce visibile, aprendo un campo di investigazione totalmente nuovo per questo tipo di oggetti.
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]]>L'articolo Articolo di un ricercatore Unipa sul sito della Nasa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’articolo, scritto con S. Orlando (INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo) e J. Drake (Harvard-Smithsonian CfA) è sulla stella nova ricorrente V745 Scorpii ed è stato pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
Un dettagliato modello idrodinamico tridimensionale mostra l’interazione dello shock prodotto dall’esplosione della nova con il mezzo circumstellare. La sorgente in esame è caratterizzata da esplosioni ricorrenti, osservate già nel 1937, 1989 e, recentemente, nel 2014, con il telescopio per i raggi X Chandra. La combinazione fra l’analisi dei dati nei raggi X e lo sviluppo del modello idrodinamico ha permesso di comprendere l’origine della particolare emissione osservata, dimostrando l’importanza dell’interazione fra l’onda d’urto ed il disco circumstellare, che rallenta lo shock e ne assorbe, parzialmente, l’emissione X.
La NASA ha anche creato dei file per ricostruire un modello in scala della sorgente con una stampante 3D.
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]]>L'articolo L’Osservatorio Astronomico di Palermo organizza attività di divulgazione dell’astronomia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Si inizia mercoledì 10 agosto con l’affascinante appuntamento celeste con le “lacrime di San Lorenzo”, ovvero le meteore appartenenti allo sciame delle Perseidi. Le scie luminose che si potranno osservare in quei giorni alzando lo sguardo al cielo sono prodotte da piccolissimi frammenti della cometa Swift-Tuttle che incrociano la nostra orbita. Entrando con grandissima velocità nell’atmosfera terrestre, queste particelle, grandi anche solo come un granello di sabbia, la ionizzano, creando le caratteristiche scie luminose. Quest’anno il massimo della loro attività è previsto nella notte tra l’11 e il 12, ma anche le notti tra il 10 e il 15 potranno essere adatte per dar loro la caccia. Nuvole permettendo, la loro osservazione sarà solo marginalmente disturbata dalla Luna, che in quei giorni apparirà solo per qualche ora dopo il tramonto.
A Palermo, al SanLorenzo Mercato (via San Lorenzo 288), mercoledì 10 agosto dalle ore 21 alle ore 23, divulgatori e astronomi dell’Osservatorio Astronomico di Palermo consentiranno al pubblico di osservare il cielo con due speciali telescopi, adatti a osservare tutti gli “oggetti” più affascinanti della volta celeste in questo periodo: Marte, Giove, Saturno, la Luna, alcune nebulose e le costellazioni più celebri. Attraverso l’osservazione guidata dagli astronomi e divulgatori dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, Mario Guarcello, Daniela Cirrincione e Barbara Truden, sarà possibile quindi guardare “da vicino” gli astri e i pianeti, imparando a distinguere tra gli oggetti del cielo visibili ad occhio nudo, aspettando di vedere le tanto attese “stelle cadenti” che quest’anno si preannunciano numerose. Gli astronomi spiegheranno come riconoscere le costellazioni e come cercare nel cielo i pianeti, ma anche tutti i perché legati al fenomeno delle stelle cadenti e le sue ragioni storiche, rispondendo a tutte le domande di grandi e piccoli.
L’Osservatorio partecipa all’evento Pas De Trai che si svolgerà a San Fratello dal 15 al 20 agosto.
Dal 30 agosto al 4 settembre l’Osservatorio è coinvolto nel Festival della Scienza di Pollina. In allegato il programma.
Per maggiori info sul programma e le attività proposte è possibile contattare i numeri: 388 1579389 o [email protected] per info generali – 393 9039665 o [email protected] per le attività ludico-scientifiche per gli Astrogiochi il numero massimo di partecipanti è 40, per cui è necessario prenotare.
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]]>L'articolo Su Science i risultati di un gruppo di cui fa parte assegnista di Ricerca Unipa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Nell’articolo sono stati studiati il meccanismo di collimazione e l’emissione in raggi X di getti stellari combinando per la prima volta i risultati di esperimenti con laser e campi magnetici intensi con simulazioni numeriche che utilizzano supercalcolatori e confrontando le predizioni teoriche con le osservazioni ottenute con il satellite della NASA Chandra.
Il risultato mostra come si possano riprodurre in laboratorio le proprietà di getti da stelle giovani, spiegandone la collimazione come un effetto dovuto alla presenza del campo magnetico. Tale lavoro, nato da una collaborazione interdisciplinare, ha visto anche lo sviluppo di un dispositivo sperimentale unico recentemente brevettato. I risultati conseguiti sono il frutto delle collaborazioni internazionali da diverso tempo portate avanti dalla dott.ssa Bonito del gruppo di Astrofisica del Dipartimento.
L'articolo Su Science i risultati di un gruppo di cui fa parte assegnista di Ricerca Unipa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Al via selezione per assegno di ricerca sui “pianeti intorno a stelle di piccola massa” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>I candidati che si presenteranno alla selezione dovranno essere italiani o stranieri in possesso di un Dottorato in Fisica, Astronomia o titolo equivalente rilasciato da un istituto superiore o Università anche estera o una Laurea di vecchio ordinamento o specialistica di nuovo ordinamento in Fisica, Astronomia o titolo equivalente. Tra i requisiti minimi richiesti documentata esperienza di almeno 3 anni in attività scientifiche o tecnologiche e maturata esperienza nei seguenti campi:
Per partecipare alla selezione, è necessario presentare le domande di ammissione in carta libera, datate e firmate dai candidati, con la documentazione richiesta e presentarle presso la sede dell’Inas. È possibile, inoltre, far pervenire le domande presso corriere autorizzato o per mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, indirizzandole al Direttore dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo “Giuseppe S. Vaiana”, piazza del Parlamento n. 1, 90134. I candidati dovranno specificare nome, cognome , indirizzo e la dicitura Assegno di Ricerca “Ricerca di pianeti intorno a stelle di piccola massa”. Domande incomplete e prive di firma saranno escluse dalla selezione.
La ricerca si svolgerà presso l’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo Giuseppe S. Vaiana, sotto la responsabilità scientifica della professoressa Giuseppina Micela. Il vincitore dell’assegno dovrà occuparsi dell’analisi di osservazioni spettroscopiche di stelle di piccola massa ottenute con HARPS-N, dell’identificazione di esopianeti e determinazione dei loro parametri orbitali, dell’analisi delle proprietà delle stelle osservate e di eventuali osservazioni di supporto.
Per ulteriori informazioni sulla selezione e sulla documentazione richiesta e per stampare la domanda per la partecipazione alla selezione cliccare qui.
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]]>L'articolo Un meteorite sulla terra? Improbabile ma non impossibile proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>In particolare si reputa la caduta di un meteorite come improbabile ma ciò è vero solo in parte. La frequenza con cui meteoriti di una certa massa cascano sulla Terra decresce con la massa: più grossi sono e meno frequentemente ne cascano. Ma non è impossibile che un grosso meteorite caschi sulla Terra, più probabilmente in mare oppure in una zona scarsamente abitata. La probabilità che centri zone densamente abitata è relativamente bassa perché queste occupano un’area limitata sulla Terra.
Il bombardamento da meteoriti è stato intensissimo nelle prime fasi del nostro sistema solare, circa 4.5 miliardi di anni fa, ed ha contribuito a formare i pianeti. Man mano che questi oggetti minori sono andati a formare i pianeti, il loro numero è diminuito drasticamente ed adesso un urto con uno di questi oggetti è molto raro. Ma non impossibile.
I corpi minori del sistema solare sono di varia natura, si va dalle comete, palle di neve sporca costituite prevalentemente da ghiaccio d’acqua e d’anidride carbonica misto a materiale più consistente a formare oggetti anche di diversi chilometri ma poco coesi, sino alle condriti, formate da materiali più consistenti quali l’olivina, fino a solidissimi blocchi di ferro e nichel.
Tali oggetti, quando cascano sulla Terra, hanno una velocità tipica di 40000 km/h. Combinandosi con quella tangenziale di rotazione della superficie della Terra e al moto nel sistema solare si possono o raggiungere velocità elevatissime (fino a decine di km/s) o, talvolta, anche velocità più basse, a secondo se le varie velocità si sommano o si sottraggono.
Il comportamento dell’oggetto nell’atmosfera dipende fortemente dalla coesione dell’oggetto: se il materiale è molto denso e coeso, ad esempio ferro e nichel, un grosso oggetto può raggiungere il suolo relativamente integro, al più con tracce di ablazione e fusione negli strati esterni. Se il materiale è molto poco coeso, anche un oggetto grande si frantuma già negli strati più esterni dell’atmosfera, come sarà avvenuto a Chelyabinsk.
Non tutte le informazioni sono disponibili ma sembra che a Chelyabinsk un grosso oggetto si sia frantumato ad alta quota, liberando parte della propria energia cinetica nell’alta atmosfera (a 20 km di altezza) causando una grande esplosione (circa 90 kiloton) la cui onda d’urto ha causato parecchi danni; i frammenti più solidi hanno raggiunto il suolo dove hanno liberato la restante energia cinetica, per un totale di 440 kiloton. Se l’oggetto fosse stato più massiccio o se fosse esploso a 1 o 2 km dal suolo gli effetti sarebbero stati ben più devastanti.
Un sistema di allerta identifica e segue quegli asteroidi e comete la cui orbita passa vicino la Terra (detti Near Earth Object o NEO) e che pertanto sono pericolosi. Gli oggetti più massicci sono più rari, più pericolosi ma più facilmente rilevabili con gli strumenti a disposizione, quelli piccoli, frequenti e relativamente meno pericolosi sono più difficili da identificare e monitorare. La scala che misura il rischio connesso con questi oggetti è detta scala di Palermo, quale riconoscimento sia per il contributo storico dell’Osservatorio di Palermo dove fu scoperto il primo asteroide, sia per avere ospitato un’importante conferenza sull’argomento.
Foto da Flickr (Earth Horizon di DonkeyHotey)
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