L'articolo “Basta munnizza”, a Ballarò i bambini creano il gazebo del decoro- VIDEO proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Proprio l’angolo di via Tommaso De Vigilia, che si unisce con il museo geologico, viene con regolarità riempito di spazzatura e oggetti vari. A nulla possono l’azione della Rap o altri tipi di interventi specialistici. A mettere, forse, questa volta una pietra sopra la vicenda sono stati i più piccoli con la loro forza gentile e pura.
In quella piccola area delimitata da una capanna bianca si trovano cartelloni dedicati alla cura dell’ambiente e della città di Palermo in tutti e quattro i lati. “L’ambiente è nelle tue mani”, “Differenziare fa la differenza”, sono solo alcune delle frasi presenti nel gazebo del decoro.
Al momento non si trovano rifiuti in quella via di Ballarò. La comunità sembra aver rispetto la richiesta portata dalla scuola a favore dell’ambiente. Importante supporter dell’azione è stata la Prima circoscrizione di Palermo, con il presidente Castiglia e i consiglieri Nicolao e Venturella.
I rappresentati della Prima Circoscrizione hanno le idee chiare sul gazebo del decoro a Ballarò. “Purtroppo ci stiamo mettendo un po’ a rivoluzionare la nostra cultura palermitana. Per fortuna non siamo negli anni 80, quando non si poteva dire chiamo la polizia. Sono sicuro che il futuro possa essere migliore. Io sono convinto che stiamo vivendo un periodo migliore rispetto a 20/30 anni fa”.

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]]>Due elefanti si sono scontrati scatenando il panico in un circo russo con gli spettatori costretti a scappare dagli spalti. Il pubblico dei bambini e dei loro genitori è scappato dai posti, soprattutto nelle prime file.
Attimi di panico durante uno spettacolo circense a Kazan, in Russia: due elefantesse adulte hanno iniziato a lottare e sono finite oltre i confini dell’arena, vicinissimi al pubblico sugli spalti. Gli spettatori sono fuggiti via, mentre i domatori sono riusciti, non senza difficoltà, a separare i due animali. L’intervento dei domatori ha evitato che le elefantesse potessero fuggire dal circo.
Le immagini girate nel circo e pubblicate sui social e sui media locali mostrano uno delle due elefantesse caricare l’altra più volte, fino a spingerla con violenti colpi oltre la recinzione, tra lo spavento del pubblico, tra cui erano presenti numerosi bambini. Un portavoce del Kazan State Circus ha detto ai giornalisti che non ci sono stati feriti e che i due animali sono stati riportati alla calma dai loro addestratori.
Secondo uno degli impresari del circo, la rissa potrebbe essere stata causata dalla gelosia per l’attenzione dell’allenatore, dopo che una voce nel filmato sul lato del ring è stata sentita dire: “Gli elefanti sono impazziti”. La rissa è andata in scena nella sede del Kazan State Circus nello spettacolo degli elefanti. Di seguito il video dei momenti concitati.
Alcuni domatori hanno commentato sui social: “Tra gli elefanti vige il matriarcato, e succede così che si contendono il primato, per far capire alla rivale chi è la padrona di casa”. Nessun danno né per le elefantesse né per il pubblico.
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]]>L'articolo Parco Cassarà, di questo passo i bimbi ci andranno a giocare da vecchi (o forse no) proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’immagine perfetta per descrivere i palermitani che aspettano il parco Cassarà è quella di Rose, di Titanic, che invecchia sperando di ritrovare qualcosa del suo Jack. Solo che i palermitani non sono come Rose, che ha fatto morire il suo amato per non dargli spazio su quella gigantesca tavola nel mare gelido.
Le vicende legate a questo spazio verde ormai sono storia. Il luogo dedicato a Cassarà, in zona Villaggio Santa Rosalia, apre per un paio di anni, con esattezza le porte aprono nel novembre del 2011. Il Parco Cassarà è grande circa 300.000 metri quadri. Sembra la scommessa giusta per confermare una rinascita palermitana.
Poi avviene l’amara scoperta: il parco contiene nella sua vasta area residui di amianto. Il 16 aprile 2014 è stato chiuso a causa dell’accertata presenza di amianto sotto la superficie.
La sua gestione è affidata al Comune di Palermo. Nel frattempo i genitori promettono ai figli che un giorno li riporteranno lì. Anche se è più probabile che i figli riporteranno lì i loro futuri figli. E che quei genitori, che avevano promesso un ritorno, saranno accompagnati da figli e vedranno con un bastone in mano giocare i nipoti.
Gli scenari sembravano questi. Invece no. L’altro ieri arriva la notizia inaspettata: i rilevi ambientali sono completi.
I risultati verranno entro due settimane. Leoluca Orlando ha detto: “Speriamo davvero che finalmente si possa compiere questo importante passo per restituire ai cittadini un importante spazio dove poter svolgere attività all’aperto”.
Al Parco Cassarà sono stati recentemente completati i rilievi ambientali nella “sub area verde”, che copre circa il 60% del parco chiuso nel 2014 in seguito al rinvenimento di agenti inquinanti nel terreno.
I risultati delle analisi, al cui esito è subordinata la riapertura alla pubblica fruizione, sono attesi entro due settimane. Forse i bambini potranno ritornarci a giocare in tempi brevi. Ma forse.
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]]>L'articolo Autolesionismo e suicidi in aumento tra i bambini. Le conseguenze sociali del covid proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il grido di allarme è di Stefano Vicari, primario dell’unità operativa complessa di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del nosocomio pediatrico Bembin Gesù.
“E’ anche a causa del Covid-19 . si legge sul quotidiano La Repubblica – e di questo periodo (con o senza lockdown) se sono aumentati atti autolesionistici e suicidari che hanno segnato una crescita di disturbi mentali sia nei ragazzi che nei bambini: irritabilità, ansia, sonno disturbato”.
Dallo scorso ottobre a oggi si è registrato un aumento dei ricoveri del 30% circa. E se nel 2011 i ricoveri per attività autolesionistica, a scopo suicidario e non, sono stati 12, nel 2020 se ne sono contati oltre 300: quasi uno al giorno. “Tutto questo – spiega Stefano Vicari – è assolutamente associato al periodo di chiusura, gli adolescenti vivono con grande preoccupazione questo periodo e quindi c’è una ripercussione sui loro vissuti particolarmente importante. Mi comincio a chiedere quando tutta questa emergenza sarà finita quello che dovremo gestire. Sarà un’onda lunga”.
“C’è un altra fetta nel mondo di giovani – prosegue – che si chiudono sempre di più dentro casa, dentro la stanza, che trascorrono ore ai videogiochi senza nessun interesse sociale. Che vivono l’inutilità della relazione e confinano sempre più questo mondo ai tablet o agli strumenti tecnologici. Finita l’emergenza sarà molto difficile farli uscire di casa. È li che trovano rassicurazione. È lì che gli si rinforza il sintomo di una fobia sociale che spesso si accompagna a forme più o meno acute di depressione”
Alla fine, Vicari dà un consiglio ai genitori: “State con gli occhi aperti, condividete tempo e spazi con i figli”
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]]>L'articolo Obbligo delle mascherine per i bambini. Le indicazioni dell’OMS-UNICEF proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>I bambini dovrebbero indossare una maschera?
L’OMS consiglia alle persone di consultare e attenersi sempre alle indicazioni delle autorità locali sulle pratiche consigliate nella loro area.
Un gruppo di esperti internazionale e multidisciplinare riunito dall’OMS ha esaminato le prove sulla malattia e la trasmissione da COVID-19. Nei bambini e le prove disponibili limitate sull’uso delle maschere da parte dei bambini.
Sulla base di questo e di altri fattori come i bisogni psicosociali dei bambini e le tappe dello sviluppo, l’OMS e l’UNICEF consigliano quanto segue:
Ai bambini di età pari o inferiore a 5 anni non dovrebbe essere richiesto di indossare maschere. Ciò si basa sulla sicurezza e sull’interesse generale del bambino e sulla capacità di utilizzare in modo appropriato una maschera con l’assistenza minima.

L’OMS e l’UNICEF consigliano che la decisione di utilizzare mascherine per bambini di età compresa tra 6 e 11 anni dovrebbe essere basata sui seguenti fattori:
Se c’è una trasmissione diffusa nell’area in cui risiede il bambino
La capacità del bambino di utilizzare in modo sicuro e appropriato una maschera
Accesso alle maschere, nonché riciclaggio e sostituzione di maschere in determinati contesti (come scuole e servizi di assistenza all’infanzia)
Adeguata supervisione di un adulto e istruzioni al bambino su come indossare, togliere e indossare in sicurezza le maschere
Potenziale impatto dell’uso di una maschera sull’apprendimento e sullo sviluppo psicosociale, in consultazione con insegnanti, genitori / tutori e / o operatori sanitari
Le interazioni specifiche che il bambino ha con altre persone ad alto rischio di sviluppare malattie gravi, come gli anziani e quelli con altre condizioni di salute sottostanti
L’OMS e l’UNICEF consigliano ai bambini di età pari o superiore a 12 anni di indossare una maschera nelle stesse condizioni degli adulti. In particolare quando non possono garantire una distanza di almeno 1 metro dagli altri e vi è una trasmissione diffusa nella zona.
In generale, ai bambini di età pari o inferiore a 5 anni non dovrebbe essere richiesto di indossare maschere. Questo consiglio si basa sulla sicurezza e l’interesse generale del bambino e sulla capacità di utilizzare in modo appropriato una maschera con assistenza minima.
Potrebbero esserci requisiti locali per i bambini di età pari o inferiore a 5 anni per indossare maschere, o esigenze specifiche in alcune situazioni, come essere fisicamente vicino a qualcuno che è malato.
In queste circostanze, se il bambino indossa una maschera, un genitore o un altro tutore dovrebbe trovarsi nel campo visivo diretto per supervisionare l’uso sicuro della maschera.
L’uso di maschere per bambini di qualsiasi età con disturbi dello sviluppo, disabilità o altre condizioni di salute specifiche. Non dovrebbe essere obbligatorio, ed essere valutato caso per caso dal genitore, tutore, educatore e / o medico del bambino.
In ogni caso, ai bambini con gravi disabilità cognitive o respiratorie con difficoltà a tollerare una maschera non dovrebbe essere richiesto di indossare maschere.
I bambini che hanno problemi di salute o una condizione medica che compromette il loro sistema immunitario dovrebbero indossare una maschera?
I bambini con condizioni di salute sottostanti come la fibrosi cistica o il cancro dovrebbero indossare una maschera medica in consultazione con i loro fornitori di servizi medici.
Una maschera medica fornisce protezione alla persona che indossa la maschera e impedisce la trasmissione ad altri. È consigliato a tutti coloro che hanno condizioni di salute sottostanti che li mettono a maggior rischio di malattie gravi.
I bambini che godono di una buona salute generale possono indossare una maschera non medica o in tessuto . Ciò fornisce il controllo del codice sorgente, il che significa che impedisce al virus di essere trasmesso ad altri se sono infetti e non sono consapevoli di essere infetti.
L’adulto che fornisce la maschera, deve assicurarsi che la maschera in tessuto sia della misura corretta e copra sufficientemente il naso, la bocca e il mento del bambino.
I bambini con condizioni di salute già precarie come la fibrosi cistica, il cancro o l’immunosoppressione, dovrebbero, in consultazione con i loro medici, indossare una mascherina medica.
Una mascherina medica controlla la diffusione del virus e la protezione a chi lo indossa. E’ consigliata a chiunque sia a maggior rischio di ammalarsi gravemente a causa di COVID-19.
I bambini dovrebbero seguire gli stessi principi degli adulti quando indossano le maschere.
Ciò include la pulizia delle mani per almeno 20 secondi se si utilizza uno sfregamento a base di alcol, o almeno 40 secondi se si utilizza acqua e sapone. Prima di indossare la maschera.
Assicurarsi che la maschera sia della misura giusta per coprire naso, bocca e mento.
Ai bambini dovrebbe essere insegnato come indossare la maschera correttamente. Compreso il non toccarne la parte anteriore e non tirarla sotto il mento o nella bocca.
Dovrebbero conservare la maschera in una borsa o in un contenitore e non condividerla con altri.
Qualsiasi bambino che abbia sintomi indicativi di COVID-19 dovrebbe indossare una maschera medica , purché possa tollerarlo. Il bambino deve essere isolato e deve essere richiesto un parere medico non appena iniziano a sentirsi male, anche se i sintomi sono lievi. Anche i familiari / assistenti che si trovano a meno di 1 metro dal bambino malato a casa dovrebbero indossare una maschera.
Un membro della famiglia che è malato o è risultato positivo al test del virus che causa COVID-19. Dovrebbe essere isolato da tutti gli altri, se possibile.
Se il bambino si trova a meno di 1 metro dal malato a casa, l’adulto e il bambino devono indossare una mascherina medica durante questo periodo.
Nelle zone dove la trasmissione è diffusa, tutti gli adulti di età inferiore ai 60 anni e che in generale godono di buona salute dovrebbero indossare mascherine in tessuto.
Quando non possono garantire una distanza di almeno 1 metro dagli altri. Ciò è particolarmente importante per gli adulti che lavorano con bambini che possono avere uno stretto contatto con i bambini e tra di loro.
Gli adulti di età pari o superiore a 60 anni o che hanno condizioni di salute di base come malattie cardiache, diabete o cancro ai polmoni. Dovrebbero indossare una mascherina medica a causa del loro maggior rischio di ammalarsi gravemente a causa del COVID-19.
I bambini non dovrebbero indossare una maschera quando praticano sport o svolgono attività fisiche, come correre, saltare o giocare nel parco giochi, in modo che non comprometta la respirazione.
Quando si organizzano queste attività per i bambini, è importante incoraggiare tutte le altre misure critiche di salute pubblica:
Mantenere una distanza di almeno 1 metro dagli altri, limitare il numero di bambini che giocano insieme. Fornire l’accesso alle strutture per l’igiene delle mani e incoraggiarne l’uso.
Esistono alternative alle maschere in tessuto come le visiere?
Nel contesto di COVID-19, alcuni bambini potrebbero non essere in grado di indossare una maschera a causa di disabilità o situazioni specifiche come le lezioni di linguaggio in cui l’insegnante ha bisogno di vedere la bocca. In questi casi, gli schermi per il viso possono essere considerati un’alternativa alle maschere, ma non forniscono una protezione equivalente per impedire la trasmissione del virus ad altri.
Se si decide di utilizzare una visiera, questa dovrebbe coprire l’intero viso, avvolgere i lati del viso ed estendersi fino al di sotto del mento. È necessario prestare attenzione quando si indossa, per evitare lesioni che potrebbero romperla e danneggiare gli occhi o il viso.
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]]>L'articolo Covid. Secondo i pediatri solo l’8% dei bambini trasmette il virus proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il dato emerge da un’ampia rassegna di studi internazionali sulla contagiosità dei bambini, presentata nel corso della sessione Sitip (Società italiana di infettivologia pediatrica) al congresso straordinario digitale della Società italiana di pediatria.
“Un’ampia analisi di molti studi scientifici conclude che i bambini raramente sono i ‘carrier’, i vettori di Covid: si parla di un 8%. Per fare un confronto basta pensare che nell’epidemia di influenza aviaria H5N1 i bambini avevano, invece, portato l’infezione in famiglia in circa il 50% dei casi“, affermano il presidente Sitip, Guido Castelli Gattinara, e Giangiacomo Nicolini, specialista in malattie infettive all’ospedale San Martino di Belluno e componente del Consiglio direttivo Sitip.
“Il ritorno a scuola è da alcuni associato al ruolo dei bambini nella diffusione del coronavirus di questo autunno.
In realtà – sottolineano Castelli Gattinara e Nicolini – tutte le indagini effettuate in vari Paesi del mondo dimostrano che la trasmissione avviene quasi sempre altrove e all’interno delle famiglie e gli studi in ambito scolastico mostrano una bassa trasmissibilità nelle scuola.
Ecco perché gli asili e le scuole primarie possono rimanere aperte, con le opportune precauzioni e raccomandazioni di legge per la prevenzione dell’infezione da Sars-Cov-2. Anzi devono, data la loro importanza fondamentale per l’educazione e la socializzazione dei bambini”.
Secondo una vasta metanalisi pubblicata a fine settembre sulla rivista ‘Jama Pediatrics’ su un campione di 41.600 bambini e adolescenti, più 269.000 adulti, la condizione di ‘contatto infetto’ è circa la metà nei bambini rispetto agli adulti e anziani.
Anche la revisione di 81 articoli effettuata da Reza Sinaei della Kerman University of Medical Sciences, e pubblicata a settembre su ‘World Journal of Pediatrics’, mostra come i bambini riportino una minore percentuale di infezioni con manifestazioni meno gravi rispetto agli adulti.
Che i più piccoli presentino una scarsa capacità di trasmettere il virus lo dimostrano pure gli studi sui focolai nelle scuole.
“A giugno in Inghilterra su 30 focolai scolastici la trasmissione dai e ai bambini ha interessato solo 8 casi e da bambino a bambino solo 2 casi su 30. In Germania tra marzo e agosto sono stati registrati vari focolai scolastici che hanno rilevato come le infezioni sono state meno comuni nei bambini di 6-10 anni rispetto ai bambini più grandi e agli adulti che lavoravano nelle scuole”, chiariscono i due infettivologi.
Anche uno studio italiano, condotto da Danilo Buonsenso, pediatra della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, sembrerebbe confermare questo quadro.
“Al 5 ottobre un singolo caso di infezione veniva riportato in più del 90% delle scuole, mentre un cluster epidemico con più di 10 studenti è stato riportato da una sola scuola”, concludono Castelli Gattinara e Nicolin. (adkronos)
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]]>L'articolo Ecco l’immagine di una terribile Bufala postata su FB proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Questa immagine “forte” di un bambino avvolto nella plastica, presumibilmente durante un trattamento anti-COVID, era stata inizialmente da molti data per vera. Peccato che l’ospedale Guglielmo da Bugliano non esiste e l’immagine rappresenta una bambola nel suo involucro e non un bambino vero.
Trovata a dir poco di cattivo gusto e completamente inappropriata, che è stata bruscamente criticata da una valanga di commenti sul post. Va bene la satira, ma ci vuole intelligenza e sensibilità anche per poterla fare.
Maledetti Negazionisti. Il Coronavirus non è uno scherzo
Sindaci propongono l’abolizione dei gruppi Whatsapp delle mamme. La “finta” ordinanza virale
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]]>L'articolo Mascherine pericolose per i Bambini? Ecco i 5 falsi miti spiegati dalla Società Italiana di Pediatria proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La Società italiana di pediatria (Sip), sul suo sito ufficiale, smonta in un video i 5 falsi miti più diffusi sull’argomento.
1. L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad alcalosi?
Falso: la quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile;
2. L’uso prolungato della mascherina nei bambini porta ad ipossia?
Falso: i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia.
3. La mascherina chirurgica può indebolire il sistema immunitario nei bambini?
Falso: la mascherina chirurgica previene il diffondersi delle infezioni e va portata dai bambini per evitare la trasmissione del coronavirus tra soggetti asintomatici.
4. La mascherina chirurgica può causare una alterazione della flora intestinale nei bambini?
Falso: non ci sono evidenze scientifiche in letteratura che documentino che un corretto utilizzo della mascherina possa comportare un’alterazione della flora batterica o disbiosi intestinale.
5. La mascherina chirurgica è obbligatoria per tutti i bambini?
Falso: ci sono bambini che sono esentati dall’uso della mascherina, ossia quelli sotto i 6 anni di età e quelli affetti da disabilità non compatibile con un uso prolungato mascherina.
Il video, spiega la Società Italiana di Pediatria, è stato realizzato con l’intento di diffondere corretta informazione sul tema
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]]>L'articolo Coronavirus. Scoperto il meccanismo che scatena l’infiammazione nei bambini proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le due patologie hanno manifestazioni simili, ma caratteristiche immunologiche differenti.
La ricerca apre la strada a diagnosi precoci con test specifici e a trattamenti mirati. I risultati sono stati pubblicati su Cell.
I ricercatori hanno cioè scoperto il meccanismo che scatena la grave risposta infiammatoria nei bambini con COVID-19.
Inizialmente confusa con la malattia di Kawasaki, questa malattia infiammatoria è sistemica e causata nei bambini dall’infezione da SARS-Cov2. (Ansa)
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]]>L'articolo UNICEF/COVID19: 1,2 miliardi di bambini colpiti dalla chiusura delle scuole. proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“L’accesso alle tecnologie e ai materiali necessari per continuare ad apprendere mentre le scuole sono chiuse è ampiamente diseguale. Allo stesso modo, i bambini con un sostegno limitato all’apprendimento a casa non hanno quasi nessun mezzo per sostenere la loro istruzione. Fornire una serie di strumenti di apprendimento e accelerare l’accesso a internet per ogni scuola e per ogni bambino è fondamentale”, ha dichiarato il responsabile UNICEF per l’Istruzione Robert Jenkins. “La crisi dell’apprendimento esisteva già prima che il COVID-19 colpisse. Adesso ci troviamo di fronte a una crisi dell’istruzione ancora più grave e profonda”.
Ultimi dati sull’accesso all’apprendimento da remoto:
Internet
Televisione
Radio
SMS/Telefono Cellulare/Social Media
Elettricità
ITALIA –Una recente indagine ISTAT ha messo in luce come il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni non ha un computer o un tablet a casa, la quota raggiunge quasi un quinto nel Mezzogiorno (470 mila ragazzi). Solo il 6,1% vive in famiglie dove è disponibile almeno un computer per ogni componente. Inoltre, oltre un quarto delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo, la quota sale al 41,9% tra i minori.
“Si sta chiudendo l’anno scolastico in Italia, un anno segnato dall’emergenza COVID-19: che ha messo in luce una serie di disparità e diseguaglianze a livello nazionale per i bambini e le loro famiglie nell’accesso a internet e conseguentemente alla didattica online. Nonostante gli sforzi messi in campo dalle Istituzioni per garantire la didattica a distanza, questo tipo di modalità di apprendimento rischia di lasciare indietro i bambini e gli adolescenti più vulnerabili”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia.
“In previsione della riapertura delle scuole a settembre prossimo, è necessaria una risposta coordinata per garantire a tutti i bambini – in particolare a quelli con disabilità o in condizione di grave disagio familiare – di continuare il percorso di studi. E’ importante mettere a punto entro l’estate un piano che preveda il rientro in sicurezza dei bambini nelle aule scolastiche, garantendo omogeneità sul territorio nazionale, senza gravare troppo sui singoli Istituti scolastici”, ha concluso Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia.
Adesso è ufficiale: il Covid-19 è una pandemia
Telemedicina: lo stato attuale e le prospettive future
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]]>L'articolo Gli psichiatri: “Mascherina sopra i 2 anni” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Un conto è la legge: un bambino sotto i sei anni fermato in strada senza mascherina non è passibile di multa. Ma resta inteso che è molto meglio indossarla sopra i 2 anni. Il limite – notevolmente più stringente – ribadito oggi da diverse associazioni, tra cui ACP, proviene da un libretto curato da Isabella Continisio insieme a colleghe e colleghi psicologi clinici dell’Università Federico II di Napoli e poi sottoposto e condiviso con i pediatri che già avevano sottoscritto e diffuso a marzo l’opuscolo “I consigli dei pediatri”. Si tratta di una raccolta di raccomandazioni estremamente utile in questa fase, che vanno dall’uso corretto delle mascherine all’alimentazione alle norme igieniche all’attività fisica. Nelle slide sotto, tutti i dettagli.
[ngg src=”galleries” ids=”7″ display=”basic_imagebrowser”]L'articolo Gli psichiatri: “Mascherina sopra i 2 anni” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Coronavirus. “L’oca in quarantena” un gioco per insegnare le regole ai bambini proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Sono alcuni dei testi che compaiono nelle caselle de “L’oca in quarantena”, una rivisitazione al tempo del coronavirus del tradizionale Gioco dell’oca.
Ideato da Paula Benevene, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’università Lumsa, e dalle studentesse del corso di laurea magistrale in Psicologia dell’ateneo Maria Vittoria Bigliardo, Mirifique Icyimanishaka e Paola Mazzarone, “L’oca in quarantena” si propone come strumento educativo per insegnare, attraverso il gioco e il divertimento, concetti e comportamenti altrimenti di difficile comprensione per i più piccoli: “Dal distanziamento sociale al focolaio epidemico – spiega la professoressa Paula Benevene – dal restare informati attraverso le fonti ufficiali alle norme di prevenzione legate all’utilizzo della mascherina e dei guanti”. E aggiunge: “Mettiamo questo gioco a disposizione di tutti, gratuitamente”.
Si segue il tradizionale meccanismo del Gioco dell’oca: ci vogliono almeno due giocatori, di cui, idealmente, almeno uno è un adulto, il tabellone e un tradizionale dado a sei facce che ciascun giocatore lancerà a turno.
Ogni casella del tabellone presenta testi, e disegni, che riguardano nozioni e comportamenti virtuosi, che permettono al giocatore di avanzare, o pericolosi, che invece fanno retrocedere il giocatore.
Ecco, allora che se si finisce nella casella dove c’è scritto che si è andati al supermercato senza guanti, si retrocede di due caselle. Se si è giocato con il proprio fratello mentre i genitori erano in smartworking si va avanti di due caselle. Si sta fermi per un turno se si è in attesa del risultato del tampone.
Si retrocede di quattro caselle se si è usato più disinfettante di quanto ne servisse per cui qualcun altro dovrà farne a meno. Vince chi arriva primo al traguardo, alla casella 63, dove finalmente risulta che il virus è stato sconfitto.
“Abbiamo lavorato con passione a questo progetto – hanno detto le studentesse Bigliardo, Icyimanishaka e Mazzarone – divertendoci e mettendo in pratica gli insegnamenti appresi a lezione. Insieme abbiamo realizzato un gioco da tavolo educativo e vogliamo renderlo disponibile, gratuitamente, per chiunque ne abbia bisogno: genitori, insegnanti ed educatori”.
Clicca qui per il Tabellone di gioco
Clicca qui per il Dado a sei facce
(fonte ministero della salute)
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]]>L'articolo Coronavirus. Bambino disperato: Basta voglio uscire proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>«Io non posso vivere tutta la giornata in casa, io metto nella valigia tutto quello che mi serve e mi accompagni dal nonno», dice il bimbo. La madre spiega che a causa del coronavirus «non si può uscire» e che lei vorrebbe farlo uscire ma non può. Il dialogo è commovente col bambino che in lacrime dice: «Io non ce la faccio a stare sempre a casa, a non andare a scuola, a non andare in piscina a non vedere gli altri… sono stanco me ne voglio andare da qui». Alla fine il bambino dice “Voglio stare un pochino da solo e si nasconde dietro le tende di casa”.
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]]>L'articolo Una mamma alla scoperta dei Sicani proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Sono così anch’io e il mio orgoglio siciliano, unito al mio essere mamma e al lavoro che ho scelto, mi porta a percorrere i sentieri della Sicilia alla ricerca di luoghi e itinerari a misura di bambino.
Oggi, per la prima volta ospite in questo blog, vorrei chiedere il tuo contributo per promuovere le cose belle del territorio dei Monti Sicani divulgando questo sondaggio. Poche domande, rivolte a genitori e operatori turistici, mirate a individuare strutture ricettive, ristorative e attività che siano adatte alle famiglie che viaggiano con bambini.
Il sondaggio online fa parte della ricerca I Sicani a misura di bambino che sto conducendo per l’Università degli Studi di Palermo. La ricerca ha l’obiettivo di individuare e promuovere 4 itinerari kids friendly sui Sicani e per raggiungere lo scopo ho scelto di coinvolgere i residenti dei comuni interessati per recepire informazioni da chi il territorio lo vive e lo conosce bene.
I comuni coinvolti sono 32: Alessandria della Rocca, Aragona, Bisacquino, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cammarata, Casteltermini, Castronovo di Sicilia, Cattolica Eraclea, Chiusa Sclafani, Cianciana, Contessa Entellina, Giuliana, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Montallegro, Montevago, Palazzo Adriano, Prizzi, Raffadali, Realmonte, Sambuca di Sicilia, San Biagio platani, San Giovanni Gemini, Sant’angelo Muxaro, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Santo Stefano Quisquina, Siculiana, Villafranca sicula.
Se vuoi aiutarmi a promuovere il tuo territorio, ti basterà copiare questo link e condividerlo sul tuo profilo Facebook invitando i tuoi concittadini a rispondere alle domande.
Da siciliano la prima cosa che penserai è forse che il tuo paese non ha strutture adatte alle famiglie, che non ci sono servizi a sufficienza. Ma pensa di avere davanti un turista: un giro sul mulo tra gli abbeveratoi del paese, una visita al fornaio che impasta una farina scura, un soggiorno in quell’agriturismo disperso in mezzo al nulla possono essere l’ingrediente perfetto che renderanno una semplice vacanza un’indimenticabile esperienza per un bambino che viaggia con mamma e papà.
Per ulteriori informazioni sulla ricerca puoi contattarmi all’indirizzo [email protected].
L'articolo Una mamma alla scoperta dei Sicani proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo L’unità operativa Chirurgia pediatrica del Policlinico “all’altezza dei bambini” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Quattro le aree prese in esame: Accoglienza e supporto (bollino verde), Diritti dei bambini, degli adolescenti, dei familiari ed informazioni (bollini rosso), Continuità delle cure ed integrazione (bollino blu), Specificità delle cure (bollino giallo). In seguito ad un minuzioso e attento esame le quattro aree sono state valutate positivamente con l’aggiudicazione al Reparto dei quattro bollini.
«Questo importante risultato è stato ottenuto – dichiara il prof. De Grazia – con la collaborazione attiva e sentita degli operatori sanitari del Reparto, dei vertici Aziendali, del personale Aziendale coinvolto a vario titolo nei processi di qualità e dei volontari ABIO Palermo. Soltanto il corale, costante lavoro e il serio impegno protratto nel tempo hanno consentito di superare il controllo della JCI. Segna un punto di arrivo e di riflessione sulle pratiche svolte e un punto di partenza per il raggiungimento di standard sempre più a misura d’uomo, necessari per il benessere dei piccoli pazienti e dei loro familiari e del personale tutto che ivi opera con il riconoscimento della sua professionalità».
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]]>L'articolo Carnevale, all’Università dei Piccoli “Pulcini in maschera” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La messa in scena avrà inizio alle 17, in viale delle Scienze, nella sede del nido, che si trova vicino al Dipartimento di Scienze della Formazione, edificio 15, e si concluderà alle 19.
Nel corso del pomeriggio sono previsti per i piccini giochi, intrattenimenti di varia natura, sfilate delle maschere con successiva premiazione di quella ritenuta più bella.
Non mancherà, naturalmente, la merenda per rendere ancora più dolce questa colorata festa.
Il costo di ingresso per i bambini è di 10 euro, mentre è di 5 euro quello per un accompagnatore, se si tratta di un fratello o una sorella.
Per avere maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti numeri di telefono: 091 421111 o 389 1150536.
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