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Il Report 2020 del Centro Nazionale Trapianti

Secondo il Report 2020 del Centro nazionale trapianti (Cnt), sono aumentate le dichiarazioni di opposizione alla donazione degli organi, da parte dei cittadini italiani. Il report è condotto attraverso le registrazioni di volontà dei cittadini nelle loro carte d’identità rilasciate dai comuni.

Lo scorso anno ha detto “no” alla donazione il 33,6% dei dichiaranti. Un punto percentuale in più rispetto al 2019. Il diniego viene registrato soprattutto nelle volontà degli over 60. Mentre è più alta la propensione alla donazione nella fascia di età che va tra i 30 e i 40 anni, in cui la percentuale del consenso si attesta al 75%. Più generose in percentuale le donne, rispetto agli uomini.

In generale si evince, inoltre, che nel 2020 sono diminuite globalmente le registrazioni della volontà – favorevole o contraria – alla donazione.

Il calo è stato sicuramente influenzato anche dalla chiusura dei servizi anagrafici durante il primo lockdown e dalla decisione del governo di prorogare la scadenza dei vecchi documenti d’identità.

Secondo il Cnt comunque, una delle ragioni della crescita delle opposizioni alla donazione degli organi, è la scarsa informazione ai cittadini su questo argomento.

La manifestazione del consenso o diniego in Italia

La manifestazione del consenso o del diniego alla donazione costituisce in Italia una facoltà e non un obbligo.

Esprimere in vita il consenso alla donazione degli organi, in caso di morte, è semplicissimo. Basta rinnovare il documento in concomitanza con la sua scadenza e, contemporaneamente, può avvenire l’invio telematico della volontà di ogni cittadino al Cnt (Centro nazionale trapianti) tramite l’Anagrafe dei comuni. Un sistema aggiorna in tempo reale la banca dati del Ministero della salute e al cittadino viene rilasciata una copia della dichiarazione. È possibile dare il consenso o il diniego della donazione modificando in qualunque momento la volontà espressa. Per tale operazione ci si può rivolgere alle aziende sanitarie locali, compilando e firmando un modulo oppure attraverso altre modalità da richiedere alla stessa asl o informandosi presso l’anagrafe dei comuni.

Diventare donatori di organi e tessuti significa restituire un’opportunità di vita a chi è in attesa di ricevere un trapianto.

Il risvolto umano della donazione organi

Probabilmente in molti non sanno che c’è l’opportunità di esprimere questa volontà e quindi non lo fanno. Ma l’aumento di coloro che esprimono in maniera consapevole un diniego alla donazione di organi e tessuti dopo la morte è preoccupante. La cosa che più allarma è il fatto che il maggior dissenso a questo atto di altruismo, è espresso dai più anziani. Cioè da quella fascia di popolazione che più di tutti dovrebbe sapere quanto, nella vita di ognuno, l’aiuto e la solidarietà del prossimo possono essere importanti.

Il dato che siano i giovani i più generosi, invece, è una cosa che quindi lascia ben sperare. Sicuramente la disinformazione e la mancanza di campagne informative su questo argomento giocano un ruolo fondamentale nella ritrosia di chi dichiara un diniego alla donazione di organi dopo la morte.

Probabilmente sarebbe necessaria una maggiore sensibilizzazione su questo tema, da parte delle istituzioni competenti.

Perché in questo mondo in cui tutto è diventato effimero e relativo e in cui tutti ci stiamo chiudendo in un pericoloso egoismo, l’altruismo ci può salvare. Un gesto di solidarietà che non comporta alcuno sforzo da parte di chi lo compie (se doniamo i nostri organi siamo già morti, a cosa potrebbero servirci?) può significare nuova vita per qualcuno.

Pensateci su. Nessuno si salva da solo, ma ognuno può essere speranza di vita per il prossimo.


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Venerdì scorso è stato siglato un accordo tra l’Università degli Studi di Palermo e il Centro Nazionale Trapianti nell’ambito della campagna Diamo il Meglio di noi, iniziativa nazionale dedicata alle organizzazioni di volontariato, istituzioni, enti pubblici o privati e aziende.

L’iniziativa vede coinvolte le grandi realtà del nostro paese per contribuire all’informazione sui temi della donazione e del trapianto, mettendo in campo delle semplici azioni di comunicazione mirate ai propri dipendenti, soci, sostenitori e stakeholder. Le realtà che hanno formalmente sottoscritto un accordo-quadro di collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti per diffondere al proprio interno messaggi informativi sulla donazione e il trapianto sono state ventisei, tra cui grandi realtà pubbliche e private come il Coni, l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Eataly, Fondazione Telethon e Fondazione Umberto Veronesi. La rete dei partner ad oggi aderenti a Diamo il meglio di noi ha consentito di raggiungere con una comunicazione personalizzata circa due milioni di persone, tra dipendenti e soci. A queste si devono aggiungere centinaia di migliaia di contatti indiretti, provenienti da un lato dalla promozione che ogni realtà aderente ha esercitato sui propri canali social e web e dall’altro dai numerosi eventi organizzati in collaborazione con i partner della campagna.

Erano presenti il rettore Fabrizio Micari e il direttore del Centro Nazionale Trapianti Alessandro Nanni Costa.

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