L'articolo Donne e uomini più ricchi d’Italia: la classifica 2022 vi stupirà proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Ad aprire le danze c’è Francesco Gaetano Caltagirone (3.9 miliardi di dollari), imprenditore edile romano che è anche proprietario di diverse testate giornalistiche quali Il Messaggero, Il Gazzettino, Leggo, Il Mattino e il Corriere Adriatico.
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Segue al nono posto una donna, Miuccia Prada, il cui cognome parla da sé. Con 4 miliardi di dollari la stilista nipote di Mario Prada si aggiudica un posto nella classifica, grazie anche alle sue collezioni che l’hanno resa famosa per la sua creatività e il suo genio nel mondo della moda.
Patrizio Bertelli si attesta all’ottavo posto con poco più di 4 miliardi di dollari; l’imprenditore toscano, marito dell’appena citata Miuccia Prada, attualmente è l’amministratore delegato del gruppo Prada dove gestisce la parte commerciale.
l settimo posto è più dolce che mai in quanto è occupato dai fratelli Giorgio e Augusto Perfetti i presidenti della Perfetti Van Melle la nota azienda produttrice di dolciumi e caramelle. 4.1 miliardi di dollari per loro.
4.2 miliardi di dollari per Piero Ferrari che raggiunge il sesto posto. Nuova entrata nella classifica 2022 di Forbes, Piero Ferrari, figlio di Enzo è proprietario del 10,23% del gruppo Ferrari di cui è anche vice presidente.
Giuseppe De Longhi è al quinto posto, con 4.4 miliardi di dollari guadagnati dall’omonima azienda e dalle acquisite Ariete e Kenwood.
Ad un passo dal podio c’è Massimiliana Landini Aleotti la donna più ricca d’Italia con 5.4 miliardi di dollari. Vedova di Alberto Aleotti, fondatore del marchio farmaceutico Menarini, la Aleotti ha portato avanti l’azienda di famiglia.
Al terzo posto tra gli uomini più ricchi d’Italia c’è Silvio Berlusconi. L’ex premiere ha un patrimonio di ben 7.1 miliardi di dollari.
Medaglia d’argento per uno dei più noti stilisti del mondo: Giorgio Armani. Nel 2015 il fatturato della sua azienda è stato di 2,5 miliardi e, secondo People With Money, nel 2018 è stato lo stilista più pagato al mondo, oggi vanta un patrimonio di 7.8 miliardi di dollari.
Come per lo scorso anno, in cima alla classifica c’è Giovanni Ferrero l’uomo più ricco d’Italia con 36.2 miliardi di dollari. Il figlio di Michele Ferrero è alla guida dell’azienda di famiglia che nel solo 2020 ha fatturato 12,3 miliardi di euro.
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]]>L'articolo Quali sono le migliori imprese che assumono in Italia? La classifica proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La ricerca dell’Istituto Tedesco Qualità ITQF — leader in Europa nelle indagini di qualità — arrivata quest’anno alla sua quinta edizione, e che, assieme al suo Media Partner La Repubblica Affari&Finanza, riconosce i migliori datori di lavoro italiani nella gestione del personale, partendo da un numero considerevole di dati online, che valutano le imprese come luogo di lavoro ideale.
La classifica si basa infatti sul social listening, ovvero l’”ascolto delle conversazioni” che avvengono sul web attorno all’azienda: più di 2 milioni di commenti, analizzati negli ultimi 12 mesi, di clienti e dipendenti che rispondono positivamente su social media, forum, blog, video e portali di lavoro.
Sono più di 2000 le aziende esaminate nel sondaggio e solo 400 quelle che rientrano nella “Top Job – Best Employers 2022/2023”, e che hanno rispecchiato dunque i 27 paramenti selezionati dall’Istituto tedesco, tra i quali i valori aziendali, lo sviluppo professionale, il clima lavorativo, le prospettive di crescita e la sostenibilità.
Come un brand viene percepito sul web è una domanda che ogni impresa dovrebbe porsi, poiché il web è un canale/strumento tra i più utilizzati dalle persone per esprimersi, e di riflesso integrare il social listening nelle proprie strategie digitali è fondamentale per sopperire alle richieste dei clienti e al fabbisogno dei dipendenti.
Il metodo del Social Listening Index è quello utilizzato dall’Istituto Tedesco Qualità ITQF, ormai testato da anni e con successo già in diversi Paesi europei. Tre le fasi che lo comprendono:
Per un approfondimento sulle tre fasi consultare la sezione “Top Job – Best Employers 2022/2023” del sito dell’Istituto Tedesco Qualità ITQF.
Numerose sono le note imprese italiane che offrono il migliore ambiente lavorativo e facenti parte di diversi settori. Tra i grandi marchi alimentari figurano Campari (“bevande alcoliche”), Lavazza (“bevande analcoliche”), Ferrero (“dolciario”), Parmalat (“latticini e uova”) e Barilla (“multiproduzione”); nel settore automobilistico spiccano Ferrari (“produzione di auto”), Pirelli (“componentistica”).
Nell’area del commercio si distinguono Amazon (“e-commerce”), Coop, Lidl ed Esselunga (“grande distribuzione”), Mediamarkt (Mediaworld) (“commercio di elettronica”) e Thun (“beni non alimentari”); nella “ristorazione” eccelle Eataly, tra i fast food McDonald’s, nel settore viaggi MSC Crociere e in quello alberghiero la catena Starhotel.
Enel vince nella categoria “energia, materie e costruzioni” mentre nel campo delle “biotecnologie e farmaceutica” il primato è della multinazionale Pfizer, dell’anglosvedese Astrazeneca e della svizzera Novartis Farma; per la chimica si segnalano l’azienda lombarda Mapei e per le tecnologie mediche la Medtronic.
Dominano il settore dei beni di consumo Gucci (abbigliamento e moda), Decathlon (articoli sportivi), Buffetti (articoli ufficio e scuola), Scarpe&Scarpe (calzature, borse e accessori), Casalgrande Padana (ceramiche), Cem (contenitori e imballaggi), L’Oreal (cosmetica e igiene), De’ Longhi (elettrodomestici), Bijour Brigitte (gioielli e orologi), Ikea (mobili e complementi di arredo), Salmoiraghi (occhialeria), Dior (pelli e cuoio), Clementoni (prodotti per bambini) e Philip Morris (tabacco).
Nei trasporti primeggiano Thales Alenia Space (aerospazio e difesa), Fedex Express (logistica), Trenitalia (mobilità) e Leaseplan (noleggio); per la finanza Allianz (assicurazioni), Intesa Sanpaolo (banche) e Banca Generali (servizi finanziari); e ancora nelle telecomunicazioni Vodafone, nella consulenza Deloitte, nell’editoria Mondadori, nei “servizi di pubblica utilità” Poste Italiane, nei “servizi di pubblica utilità-autostrade” Autostrade per l’Italia.
Tra i settori classificati anche il “tempo libero”, che nella società italiana sta acquistando sempre maggiore rilevanza e dove nel settore dell’intrattenimento e della cultura emergono l’Inter (F.C. Internazionale Milano) e la Rai-Radiotelevisione Italiana. Spazio anche alle cooperative meno conosciute come Apofruit (agricoltura), Maschio Gaspardo (“macchine agricole”) e Savio Macchine Tessili (“l’industria meccanica”).
Qui la tabella delle imprese top attive in Italia che hanno ottenuto un punteggio superiore a 50.
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]]>L'articolo Le 10 migliori città universitarie italiane: c’è anche Palermo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Di seguito, la classifica:
I criteri scelti per valutare la vivibilità per uno studente sono stati i seguenti:
L’ Università degli Studi di Palermo si aggiudica il terzo posto, dietro Padova e Pisa.nIl tasso di occupazione dei laureati presso l’Università di Palermo ad un anno dal conseguimento del titolo è del 65,1%; dopo cinque anni invece il tasso è del 85,3%.
Bike sharing a Palermo
Il bike sharing di Palermo è gestito da amiGO, una piattaforma che permette ai cittadini di Palermo di usufruire del servizio, sostituendo alle auto e ai mezzi pubblici un’alternativa totalmente green.
Con l’Università degli Studi di Palermo c’è una convenzione dedicata agli studenti e al personale docente che prevede tariffe agevolate giornaliere e abbonamenti con postazioni all’interno stesso dell’Ateneo.
Abbonamenti mezzi di trasporto a Palermo
Il trasporto urbano è gestito dall’azienda AMAT le cui linee sono diffuse in tutto il territorio cittadino. Oltre alle agevolazioni dedicate a studenti e persone di giovane età, esistono dei bandi appositi per fare richiesta di rimborso spese. Gli studenti universitari possono fare richiesta e richiedere quindi l’importo pagato per potersi spostare sui mezzi pubblici.
Convenzioni varie studenti a Palermo
Ci sono diversi enti e associazione a sostegno dello studente universitario di Palermo che mettono a disposizione carte speciali per ottenere sconti e vantaggi a loro dedicati. La stessa Università offre la UniPa Smart Card ossia un documento riconoscitivo che permette di ricevere sconti presso negozi, ristoranti e strutture varie come il CUS.
Divertimento & social life a Palermo
La vita sociale a Palermo è molto attiva, non è solo studio. Oltre alle innegabili bellezze culturali e i posti da visitare durante i fine settimana, la sera Palermo offre tanto svago e divertimento tra centro storico e quartieri come Ballarò e la Vucciria.

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]]>L'articolo Qualità della vita, Palermo “infernale” per giovani: la CLASSIFICA proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Per quanto riguarda la classifica della qualità della vita per i bambini, sul podio si piazzano anche Arezzo e Siena, mentre l’ultima posizione è occupata da Napoli, preceduta da Reggio Calabria, Palermo, Matera e Caltanissetta. Nel ranking dei giovani, invece, al secondo posto c’è Ferrara, seguita da Ravenna. Al terzultimo posto, a sorpresa, la provincia di Roma, mentre quella di Genova è al 103/mo posto. Chiudono Sud Sardegna e Barletta.
Nella classifica sulla qualità degli anziani, alle spalle di Cagliari si piazzano Bolzano e Trento. Chiude Pistoia, preceduta da Massa-Carrara e Lucca. Confermati 31 indicatori su 36 tra quelli selezionati lo scorso anno per documentare servizi e condizioni di vita. Come new entry debuttano la percentuale di edifici scolastici con mensa tra i 12 parametri che compongono la classifica dei bambini; le imprese che fanno ecommerce tra quelli per i giovani; la presenza di medici specialisti, la dipendenza rispetto alla popolazione in età attiva e i farmaci anti-depressivi tra quelli per gli anziani.


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]]>L'articolo “Non ce n’è per nessuno”: la Sicilia è fra le isole più belle al mondo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Immenso orgoglio ed un ottimo biglietto da visita per la nostra Terra. La Sicilia si è infatti piazzata al sesto pesto nella top-ten delle isole più belle al mondo, ottenendo il primato italiano. Prima di lei, le isole greche Milos e Folegandros (le prime due classificate), Saint Vincent e Grenadine nelle Piccole Antille, Madera in Portogallo e le Isole Andamane nel Golfo del Bengala.
La classifica, stilata ogni anno da Travel + Leisure, rivista di viaggi con sede a New York, prende in considerazione le esperienze di viaggio dei suoi lettori, turisti in giro per il mondo. Tra i diversi fattori, ritroviamo: l’accoglienza, il cibo, i luoghi di cultura, il patrimonio artistico e architettonico.
“Un riconoscimento importante anche e soprattutto per il fatto che la nostra Isola è stata inserita nella prestigiosa top-ten per il secondo anno consecutivo, scalando tre posizioni rispetto al 2020 quando era arrivata al nono posto“. Così commenta la classifica Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. “Finalmente, nel mondo si parla sempre più diffusamente della Sicilia per le sue bellezze naturalistiche, paesaggistiche e culturali ed è questo il biglietto da visita principale che vogliamo offrire per la nostra terra e per il quale il governo regionale sta lavorando incessantemente: puntiamo sulla bellezza per costruire il nostro futuro”.
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]]>L'articolo Eurostat, in Italia sempre meno laureati: penultimo posto in Europa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il 29% contro una media europea del 40,5%. È questo la realtà italiana sul fronte dei laureati. Stando ai dati attuali, l’Italia è ancora ben distante dall’obiettivo che l’Unione Europea ha deciso di prefissare per il 2030: portare al 45% la percentuale dei giovani che ha completato l’istruzione universitaria.
Da premettere che il nostro è un ritardo che trova radici nel passato. Già dieci anni fa, la vicina Francia contava il doppio dei nostri laureati. E mentre adesso i giovani laureati francesi sfiorano la percentuale del 50%, noi progrediamo ancora troppo lentamente, non riuscendo a reggere il confronto con gli altri Paesi dell’Unione. Peggio di noi, solo la Romania, che ha addirittura peggiorato il suo trend tornando alla quota del 24,9%.
Per diminuire questo divario, è necessario procedere su due fronti inevitabilmente legati tra loro. Da un lato, bisognerebbe ampliare l’offerta formativa dei vari Atenei, assicurando sostengo alle famiglie che non hanno i mezzi sufficienti per far studiare i propri figli. Dall’altro, rafforzare il legame tra la formazione universitaria e il mondo del lavoro, agevolando e favorendo così lo sviluppo delle competenze tecniche di tutti gli studenti.
Secondo la classifica stilata dall’Eurostat, in cima troviamo il Lussemburgo, con il 61% dei giovani laureati. Subito dopo, Irlanda e Cipro, con il 58%, che assieme a Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Slovenia e Svezia compongono il gruppo di stati che ha già raggiunto l’obiettivo definito da Bruxelles. In quest’ultimi, infatti, nel 2020 il 41% della popolazione complessiva di età compresa tra 25 e 34 anni aveva completato l’istruzione universitaria.

La percentuale, inoltre, sale fino al 46% tra le donne mentre si ferma al 35% tra gli uomini. Un divario di genere, osserva Eurostat, che continua ad aumentare nel tempo: da 9,4 punti percentuali registrati nel 2011 a 10,8 nel 2020.
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]]>L'articolo Le lauree più richieste nei prossimi 5 anni: economia e giurisprudenza in cima alla classifica proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Con la pandemia da Covid-19, il mercato del lavoro è profondamente cambiato. In base a tale dato, una ricerca ha stimato i titoli di laurea più richiesti nei prossimi cinque anni. Sempre secondo lo studio, nel quinquennio 2021-2025, in Italia serviranno circa 1,2 milioni di laureati.
La classifica si apre con l’indirizzo economico-statistico. Si stima, infatti, che nei prossimi cinque anni siano quasi 40 mila le richieste di laureati in economia all’anno: 35.000-38.500 unità dell’indirizzo economico e oltre 1.300 unità dell’indirizzo statistico. Seguono poi i laureati in giurisprudenza e scienze politiche. Trend in crescita anche per l’indirizzo medico-sanitario (terza posizione) e per gli indirizzi di ingegneria (quarta posizione). A seguire, troviamo le lauree per l’insegnamento e formazione (comprese scienze motorie). La posizione successiva è occupata dall’area letteraria, filosofica, storica-artististica, seguita dalle lauree nel settore urbanistico-territoriale e da quello linguistico, di traduzione e interpretariato.
Nelle ultime posizioni, troviamo le lauree nel settore scientifico, matematico e fisico, seguiti da quelle nell’area psicologica e quelle del settore geo-biologico e delle biotecnologie. Dodicesima posizione per il settore chimico-farmaceutico. Chiudono la classifica le lauree nel settore agroalimentare, dal momento che la richiesta di laureati si ferma a poco più di 3mila neo laureati all’anno
Lo studio rileva che il fabbisogno generale sarà costituito per il 61-62% da lavoratori del settore privato e per il 38-39% da lavoratori dipendenti nel settore pubblico. Quest’ultimo, inoltre, sarà composto per oltre il 60% da laureati. La tendenza si conferma per mezzo della pubblicazione dei bandi della Pubblica Amministrazione, numerosi anche questi nei prossimi anni.
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]]>L'articolo Le migliori 25 aziende per far carriera in Italia: la classifica proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’obiettivo del social network più diffuso in ambito business, è quello di dare ai propri milioni di utenti uno strumento in più per orientarli nella ricerca della loro professione, soprattutto in un periodo come questo. «La pandemia che stiamo ancora affrontando, ma anche l’impatto dell’automazione, l’ascesa dell’intelligenza artificiale fino al recente incremento del lavoro da remoto hanno contribuito a trasformare la nostra vita professionale e quello che ci aspettiamo dalle aziende», questa la premessa evidenziata da LinkedIn Notizie.
La classifica delle 25 grandi imprese, si basa fondamentalmente su sette criteri. Tra questi, la capacità di avanzamento dell’azienda e la stabilità della stessa, l’aumento delle competenze dei suoi dipendenti, le opportunità esterne ed affinità aziendali, diversità di genere e background accademico. Inoltre, tutte le aziende, per poter entrare a far parte della Top 25, dovevano avere più di 500 dipendenti al 31 dicembre ed un tasso di abbandono o licenziamento inferiore al 10%.
La classifica premia, soprattutto, la cultura aziendale e la capacità dell’impresa di mettere i dipendenti al primo posto, offrendo loro opportunità di crescita. Gran parte delle aziende appartengono al settore bancario e assicurativo. Inserite anche quelle del campo dell’informatica, elettronica, energia e telecomunicazioni. Questa le posizione dell’intera classifica:
Per stilare la classifica, dall’analisi posta in essere dal social network professionale sono state escluse: le aziende nel mercato del lavoro del recruitment, per la ricerca e la selezione del personale, gli istituti didattici e le agenzie governative. Grande esclusa, la società Microsoft e le sue filiali, società madre di LinkedIn.
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]]>L'articolo I quartieri più pericolosi d’Italia, medaglia d’oro in Sicilia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Ma se questa è una classifica delle città, ne esiste una anche dei quartieri più pericolosi d’Italia. Una lista, più che un elenco diviso su gradini, in cui ci sono luoghi sparsi in varie parti d’Italia.
Da Nord a Sud, dove vivono migliaia e migliaia di persone, ancora oggi vivono in condizioni estreme dove regna la delinquenza (soprattutto quella minorile), dove la qualità della vita è ridotta al minimo e dove l’igiene è scarsa, insomma dove regna il degrado assoluto.
La classifica:
Situato nella periferia di Catania, il quartiere Librino è attualmente considerato il più pericoloso e malfamato d’Italia.
Il quartiere Librino è attualmente considerato “La Culla delle criminalità siciliana” dove il traffico di armi e di droga e gli omicidi sono all’ordine del giorno.
Inizialmente questo quartiere era stato concepito come luogo di cultura ed innovazione ma purtroppo è stato abbandonato al suo triste destino.

Nella periferia di Milano, è da sempre noto per essere la sede delle principali attività criminose del capoluogo lombardo. E negli anni, nonostante i vari sforzi fatti, la situazione non è mutata completamente. Quarto Oggiaro è un quartiere sicuramente poco controllato dalla Polizia di Stato. Sembra che, proprio in questa zona, la vendita della metanfetamina sia ai suoi massimi livelli. Se si pensa che questa è tra le droghe più pericolose in assoluto, si capisce bene la portata del fenomeno.
A Quarto Oggiaro non è affatto complicato trovare dei minorenni completamente immersi nel mondo degli stupefacenti, sia come spacciatori che come utilizzatori, e non pochi sono i giovani che per questo perdono la vita nella solitudine dei vicoli del quartiere. La dispersione scolastica supera il 30% ed è, quindi, a livelli non indifferenti. Abbastanza recente è un caso di cronaca che ha riguardato Quarto Oggiaro e che è balzato agli onori della cronaca su tutte le televisioni nazionali. Questo riguardava una lotta tra clan e l’uccisione di un esponente del clan dei Tatone.

Per quel che si voglia pensare, i quartieri più pericolosi di Napoli non è Scampia oppure i Quartieri Spagnoli ma il Rione Forcella.
Napoli è una delle città meraviglie d’Italia conosciuta, stimata ed apprezzata in tutto il mondo ma si fregia, purtroppo, di tristi realtà come il quartiere Forcella dove regna la disoccupazione, l’abbandono scolastico, l’emarginazione sociale, la micro e macro criminalità e lo spaccio di droga.
Scampia ed i Quartieri Spagnoli stanno mutando in meglio, fortunatamente.

Il quartiere genovese di Begato è tra i quartieri malfamati italiani in cui si può davvero dire che la morte sia all’ordine del giorno. Non è, infatti, un caso se questa zona della periferia di Genova è tristemente nota come il quartiere dei morti ammazzati. Inoltrarsi per le strade del Bergato è quasi disarmante, specialmente quando non si è abituati a questo tipo di realtà. Vige, infatti, la desolazione più assoluta. In varie zone, poi, sui marciapiedi si trovano sparsi dei mazzolini di fiori, a ricordare un omicidio magari avvenuto in quel luogo poco prima.
Lo scenario, poi, è completato da carcasse d’auto abbandonate, altre bruciate, edifici bui e fatiscenti. Uno scenario particolare. Pochissimi gli scenari che richiamano alla vita normale. La farmacia della zona, infatti, si trova solamente nelle parte alta per cui, per arrivarci, bisogna attraversare tutto il rione. Lo stesso dicesi per il solo supermercato esistente. In questo quartiere dimenticato, vittima di degrado e malavita, vivono circa 2.500 persone di cui una percentuale superiore ai 3/4 si trova ai servizi sociali. E questo, di certo, è un dato che la dice lunga sulla situazione al Bergato.
Il quartiere Zen di Palermo è purtroppo la triste realtà dell’Italia abbandonata a se stessa.
All’interno di questo quartiere si spaccia in maniera incontrollabile, c’è una delle cosiddette “dispersioni scolastiche” tra le più alte in Italia (2 ragazzi su 3 abbandonano la scuola per entrare nella micro criminalità), tantissime famiglie sono povere e vivono ammassate in dei veri e propri tuguri e spesso i bambini giocano tra rifiuti.
Ormai da anni la situazione è diventata ingestibile.
Il quartiere di Corviale, a Roma, entra a pieno titolo tra i quartieri più malfamati del Belpaese. In questo quartiere romano, tra degrado e disperazione totale, un ruolo di grandissimo rilievo è ricoperto dalla cosiddetta polvere bianca e, comunque, in genere da qualsiasi tipologia di droga. Gli scambi della sostanza, le vendite e persino l’utilizzo tra le vie del quartiere avvengono in totale libertà e con una facilità quasi disarmante.
Il Serpentone è il luogo simbolo del quartiere di Corviale. Si tratta di edifici dedicati per lo più alle attività della camorra e della criminalità organizzata romana. Vi si verificano spacci di droga e omicidi e sembrano quasi blindati contro i blitz delle forze dell’ordine. Sembra, comunque, che il quartiere sia oggi oggetto di una tentata opera di riqualificazione degli enti sociali della zona e della Chiesa.
Le nuove uscite Netflix di marzo 2021
Operai in nero con il Reddito di cittadinanza, scoperti due furbetti a Palermo
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]]>L'articolo 100 SERIE TV da guardare su Netflix e Amazon Prime [MARZO 2021] proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Sei lì, davanti alla tua smart tv, al tuo pc o al tuo tablet. Hai voglia di guardare qualcosa su Netflix o Amazon Prime , serie da vedere che ti mantengano incollato allo schermo, e finisci per cadere nella solita trappola: passi tutta la sera a sfogliare il catalogo, a sbirciare i trailer sopraffatto dall’indecisione e da un’offerta in cui è facile perdersi come dentro un labirinto. La serata finisce così, a sfogliare serie tv senza vederne una. Bene, siccome ci siamo passati anche noi, siamo qui per porre rimedio alla cosa. Siamo qui per guidarvi in una fitta giungla fatta di episodi e stagioni, colpi di scena e cliffhanger. Siamo qui per darvi in mano una pratica ed essenziale guida alle serie TV da vedere su Netflix e Amazon Prime assolutamente.
Genere: pulp
Dai creatori de “La casa di carta” arriva questa nuova produzione originale spagnola che ruota attorno a Coral, Wendy e Gina, che scappano dal locale notturno dove sono costrette a lavorare. Sulle loro tracce ci sono Moisés e Christian, gli scagnozzi del proprietario del locale e protettore delle tre donne.

Genere: educational
La serie segue le avventure di due amici, Waffles e Mochi, che sognano di diventare chef e un giorno vengono assunti come dipendenti in uno stravagante supermercato. Grazie all’aiuto di nuovi amici tra cui la proprietaria del negozio, interpretata da Michelle Obama, i due partono per un viaggio alla scoperta di cucine, ristoranti, fattorie e case di tutto il mondo, cucinando ricette con ingredienti di tutti i giorni insieme a rinomati chef, cuochi casalinghi, bambini e celebrità.

Genere: storico
Ambientata nel nono secolo tra la Scandinavia e le isole britanniche, “Vikings” racconta le gesta del leggendario eroe norreno Ragnar Lothbrok (Travis Fimmel), contadino che riesce a razziare l’Inghilterra acquistando fama e potere che lo porteranno a diventare re di Scandinavia. Dopo la quarta stagione, lo show passa a raccontare le avventure dei figli di Ragnar tra Scandinavia, Inghilterra e Mediterraneo.
Genere: comedy
Iniziata nel 2009 e conclusasi nel 2020 con l’undicesima stagione, “Modern Family” è un’amatissima serie comedy creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan, incentrata sulle vicende di una famiglia allargata molto lontana dai canoni tradizionali: c’è il capofamiglia Jay Pritchett, che si è risposato con la colombiana Gloria, molto più giovane di lui e già con un figlio a carico; e i figli di Jay, Claire e Mitchell. Claire ha un marito agente immobiliare e tre figli, mentre Mitch e il marito Cameron hanno adottato una bambina vietnamita di nome Lilly.
Genere: comedy
Oltre a far ridere grazie alle situazioni surreali e ai personaggi sopra le righe, “The Good Place” offre anche lo spunto per alcune riflessioni sull’esistenza umana e il libero arbitrio. Ruota attorno a Eleanor Shellstrop (Kristen Bell), che muore travolta da un tir e si risveglia nella Parte Buona, il Good Place, un paradiso in cui finiscono le persone che in vita si sono distinte con le loro buone azioni. C’è solo un problema: Eleanor in vita è stata una buona a nulla egoista e sboccata, ed è finita nella Parte Buona per un caso di omonimia.
La sua presenza nella Parte Buona inizia ad alterarne gli equilibri, quindi decide di provare a diventare buona sul serio, prendendo lezioni di etica da Chidi (William Jackson Harper), insegnante di filosofia che dopo essere finito nella Parte Buona è stato affiancato a Eleanor in qualità di anima gemella.

Genere: drammatico
Ginny Miller ha quindici anni e si sente spesso più matura di sua madre Georgia, che l’ha avuta da giovanissima e ora è appena trentenne. Dopo anni passati a muoversi di città in città, Georgia decide di mettere radici in una cittadina del New England e dare alla sua famiglia una vita normale. Ma il suo passato bussa alla sua porta, e lei farà di tutto per proteggere chi ama.
Genere: teen drama
Non c’è davvero bisogno di presentazioni per “Dawson’s Creek”, teen drama in sei stagioni interamente disponibile su Netflix. Un piccolo ripasso per chi non se lo ricorda più: la serie ruota attorno alle vicende di Dawson Leery (James Van Der Beek), adolescente che sogna di diventare regista, e dei suoi amici Joey (Katie Holmes), Pacey (Joshua Jackson) e Jen (Michelle Williams).
Genere: heist
Assane Diop (Omar Sy) è un inserviente del Louvre che decide di usare il libro “Arsène Lupin, ladro gentiluomo” come ispirazione per un furto che gli servirà per vendicare il padre, morto venticinque anni prima dopo essere stato accusato di un crimine che non aveva commesso. Nel cast anche Hervé Pierre, Nicole Garcia, Clotilde Hesme, Ludivine Sagnier, Antoine Gouy, Shirine Boutella e Soufiane Guerrab.
Genere: fantastico/teen
“Fate: The Winx Saga” è una rivisitazione in chiave più dark e matura della saga di Winx Club, cartone animato creato da Iginio Straffi. La serie racconta il viaggio di formazione di cinque fate che frequentano Alfea, collegio magico dove imparano a controllare e manipolare i loro poteri tra amori, rivalità e mostri terrificanti che minacciano la scuola e la comunità.
Genere: comedy
Tra le serie più divertenti attualmente in circolazione c’è sicuramente “Brooklyn Nine-Nine”, di cui trovate le prime quattro stagioni su Netflix (in America sono arrivati alla sesta). La serie, che ha vinto due Golden Globe e ha dimostrato di saper affrontare tematiche attuali e delicate – dalle molestie sul lavoro al razzismo del corpo di polizia – con leggerezza e disincantata ironia, racconta le vicende di agenti e detective dell’immaginario 99esimo distretto di polizia di New York.
Una curiosità: dopo cinque stagioni, a maggio 2018 la Fox ha annunciato la cancellazione dello show, e dopo appena 24 ore la NBC ha annunciato i diritti per la serie. Tutto grazie al putiferio nato su Twitter, con fan di tutto il mondo che chiedevano il rinnovo dello show. E che fan: anche il regista Guillermo Del Toro, Mark Hamill (Luke Skywalker nella saga di Star Wars) e Sean Astin (noto soprattutto per il ruolo di Sam ne “Il Signore degli Anelli”) si sono uniti al coro di fan su Twitter nella speranza che qualche altro network televisivo salvasse la serie. Nella sesta stagione, Sean Astin è anche comparso in un cameo.
Genere: action thriller/post-apocalittico
Tratta dall’omonimo film del regista premio Oscar Bong Joon-Ho (a sua volta basato sul fumetto francese “Le Transperceneige”), “Snowpiercer” racconta di un futuro in cui il pianeta è diventato un inabitabile deserto di ghiaccio come disastroso effetto collaterale ai tentativi dell’umanità di contrastare il riscaldamento globale. Sette anni dopo l’inizio di questa nuova era glaciale, gli unici superstiti sono i passeggeri di un treno gigantesco, in perpetuo movimento intorno alla Terra. Ma i passeggeri della prima classe possono condurre una vita tutto sommato agiata a scapito degli operai che abitano in fondo al treno, una classe operaia decisa a ribellarsi.
Genere: in costume
Tratta da una serie di romanzi ambientati nell’epoca Regency, “Bridgerton” segue l’ingresso in società di Daphne (Phoebe Dynevor), figlia maggiore della ricca famiglia Bridgerton, alle prese con il competitivo mercato matrimoniale londinese. Quando il fratello maggiore Anthony, capo della famiglia, inizia a scartare alcuni papabili pretendenti, Daphne stringe un’insolita alleanza con il duca di Hastings (Regé-Jean Page). Coinvolti in una battaglia di astuzia e sentimenti, dovranno fare i conti con le aspettative dell’alta società per il loro futuro.
Genere: teen drama/horror
“Le terrificanti avventure di Sabrina”, ispirata all’omonima serie a fumetti, racconta le vicende di Sabrina (Kiernan Shipka), adolescente per metà strega e per metà mortale che vive con le zie e che deve affrontare sia i problemi da normale liceale che quelli più strettamente sovrannaturali.
Peccato però che, secondo la tradizione, dovrà rinunciare a tutti i suoi legami mortali e alla vita “umana” al compimento del suo sedicesimo compleanno, quando dovrà entrare a far parte della Chiesa della Notte e mettersi al servizio di Satana. Ma Sabrina preferisce di gran lunga mantenere la propria libertà e indipendenza (senza rinunciare ai poteri magici, però).

Genere: comedy
Composta da sette stagioni, “New girl” è una serie comedy creata da Elizabeth Meriwether che racconta i problemi e le relazioni di quattro coinquilini trentenni. Jess (Zooey Deschanel) si ritrova single e senza più una casa dopo aver sorpreso il suo fidanzato e convivente con un’altra. Risponde a un annuncio e va a condividere l’appartamento con Nick (Jake Johnson), Winston (Lamorne Morris) e Schmidt (Max Greenfield), con cui stringe subito amicizia.
Genere: storico
“The Crown”, che con la sua prima stagione ha ottenuto due Golden Globe (miglior serie tv drammatica e miglior attrice protagonista), ripercorre il regno della regina Elisabetta II concentrandosi sia sulla sua vita pubblica che su quella privata tra guerre, crisi politiche e scandali familiari. La prima stagione copre gli anni dal 1947 (le nozze con il principe Filippo) al 1955; la seconda va dalla Crisi del Canale di Suez del 1956 alle dimissioni, nel 1963, del primo ministro Macmillan in seguito a uno scandalo politico.
La quarta stagione inizia alla fine degli Anni 70, con Elisabetta (Olivia Colman) e il resto della famiglia reale occupati a salvaguardare la linea di successione, assicurandosi di trovare la sposa più adatta per il principe Carlo (Josh O’Connor), che a trent’anni è ancora scapolo.
L’Inghilterra intanto inizia a risentire dell’impatto delle politiche controverse introdotte da Margaret Thatcher (Gillian Anderson), la prima donna inglese investita della carica di primo ministro. Tra lei e la regina sorgono tensioni che peggioreranno quando la Thatcher guiderà il Paese nella guerra delle Falkland, generando conflitti all’interno del Commonwealth. E anche se la storia d’amore di Carlo e della giovane Lady Diana Spencer (Emma Corrin) fornisce la distrazione ideale per unire il popolo britannico, tra le mura del palazzo la famiglia reale è sempre più divisa.
Genere: comedy
“Derry Girls” è una piccola gemma del catalogo di Netflix (c’è chi ne parla come della miglior teen comedy attualmente in circolazione). La serie segue la vita di cinque adolescenti nella città nordirlandese di Derry negli anni ‘90 dei Troubles, il conflitto nordirlandese. Città di confine ricordata all’estero soprattutto per essere stata teatro, nel 1972, del Bloody Sunday, Derry fa qui da sfondo alle disavventure ordinarie e tipicamente adolescenziali di Erin, sua cugina Orla, la nevrotica Clare, la strafottente Michelle e il cugino di quest’ultima, James, appena trasferitosi dall’Inghilterra (e costantemente preso in giro per il suo essere inglese).
Frequentano un istituto cattolico femminile (sì, anche James, perché in un istituto maschile sarebbe stato tormentato dai bulli in quanto inglese) e affrontano i problemi di qualunque altro adolescente, con trovate spesso esilaranti per una serie che dimostra come sia possibile vivere una vita normale, essere adolescenti e ridere anche tra perquisizioni della polizia e allarmi bomba.
Genere: animazione
“BoJack Horseman” dimostra che l’animazione si presta bene anche a raccontare storie per un pubblico più maturo. La serie Netflix creata da Raphael Bob-Waksberg immagina un mondo in cui gli esseri umani convivono con animali antropomorfi. Seguiamo allora le vicende di BoJack, un cavallo ex-star della televisione ormai in declino depresso, tossicodipendente, alcolizzato e dai comportamenti autodistruttivi.
La serie è una satira sullo star system e l’industria cinematografica e televisiva, ma con i suoi personaggi animali “umanizzati” fa riflettere in maniera più ampia sull’esistenza umana, con le sue luci e ombre, e sulle inquietudini che tutti noi ci portiamo dietro.
Genere: crime/drammatico
Prequel dell’omonimo film di Stefano Sollima, “Suburra” è una serie crime thriller ambientata a Roma che segue lo scontro tra Chiesa, politici e criminalità organizzata scontrarsi per il controllo di alcuni terreni utili alla loro scalata al potere. Al centro di tutto ci sono Aureliano (Alessandro Borghi), Spadino (Giacomo Ferrara) e Lele (Eduardo Valdarnini), tre giovani dalle origini diverse che formano un’improbabile alleanza per realizzare le loro ambizioni.
Genere: horror
Dopo “L’incubo di Hill House”, “The haunting of Bly Manor” è il nuovo capitolo della serie antologica horror di Mike Flanagan. Dagli Stati Uniti passiamo all’Inghilterra degli anni ‘80: dopo la tragica morte dell’istitutrice, Henry Wingrave (Henry Thomas) assume una giovane bambinaia americana (Victoria Pedretti) per prendersi cura dei nipoti orfani (Amelie Bea Smith e Benjamin Evan Ainsworth) che vivono a Bly Manor con il cuoco Owen (Rahul Kohli), la giardiniera Jamie (Amelia Eve) e la governante, la signora Grose (T’Nia Miller). Ma al castello l’apparenza inganna e secoli di segreti oscuri d’amore e morte stanno per tornare a galla.
Genere: drammatico
Tratta dal romanzo di Walter Tevis, la miniserie è una storia di formazione che racconta la vita di Beth Harmon (Anya Taylor-Joy), orfana del Kentucky che negli anni ‘50 scopre di avere un talento incredibile per gli scacchi mentre sviluppa un problema di dipendenza dai tranquillanti che lo stato somministrava ai bambini come sedativi. Tormentata dai propri demoni e sospinta da una miscela di narcotici e ossessioni, Beth si trasforma in una figura eccentrica, decisa a superare i confini tradizionali del mondo prettamente maschile delle gare di scacchi.
Genere: commedia drammatica
Lily Collins è Emily, un’ambiziosa direttrice marketing venticinquenne americana che ottiene inaspettatamente il lavoro dei sogni a Parigi, dove dovrà occuparsi di rinnovare la strategia dei social media della compagnia di lusso appena acquisita dalla sua azienda. La nuova vita di Emily è ricca di avventure ad alto tasso alcolico e sfide sorprendenti che la vedranno impegnata a conquistare i colleghi di lavoro, farsi nuovi amici e destreggiarsi tra nuove storie d’amore.
Genere: teen/drammatico
A metà settembre su Netflix arriva la terza e ultima stagione di “Baby”, la serie italiana che racconta la vita degli adolescenti della Roma bene ispirandosi liberamente allo scandalo delle baby squillo dei Parioli. Nei nuovi episodi, la verità su Chiara (Benedetta Porcaroli) e Ludovica (Alice Pagani) viene a galla e la loro amicizia è messa in discussione dall’evoluzione degli eventi, tra interventi della polizia e processi in tribunale.

Genere: commedia drammatica
Jane Fonda e Lily Tomlin sono Grace e Frankie, due settantenni che si ritrovano a condividere casa e problemi della terza età dopo che i rispettivi mariti, soci in affari, confessano loro di essere amanti da più di vent’anni e di voler finalmente uscire allo scoperto e vivere insieme. Grace è una donna d’affari meticolosa e cinica, mentre Frankie è una hippie creativa e sognatrice: tra gli alti e bassi del rapporto tra le due protagoniste, la serie racconta con ironia e delicatezza la difficoltà di stare invecchiando in un mondo che sembra voler fingere che gli anziani non esistano.
Genere: comedy
Creata da Dan Harmon, “Community” è una serie comedy che ruota attorno alle vicende e dinamiche di un variegato gruppo di studio in un community college, sviscerando e parodiando i cliché e gli stratagemmi narrativi di cinema e tv. Il gruppo è composto da Jeff Winger, avvocato a cui è stata sospesa la licenza; Britta Perry, attivista convinta; Abed, tipo bizzarro appassionato di cinema e tv; Troy, ex atleta di punta del suo liceo; Annie, che al liceo invece era poco popolare; l’anziano (e razzista) Pierce e Shirley, mamma di due bambini.
Genere: sit-com
Nel 2030, l’architetto Ted Mosby inizia a raccontare ai suoi due figli adolescenti gli eventi che lo hanno portato, oltre vent’anni prima, a conoscere la loro madre. Da questo pretesto si snodano nove stagioni che ruotano attorno alla vita di Ted (Josh Radnor) e del suo gruppo di amici, composto da Marshall (Jason Segel), Lily (Alyson Hannigan), Barney (Neil Patrick Harris) e Robin (Cobie Smulders), tra problemi sentimentali e di vita.
Genere: fantasy contemporaneo/crime
Basata sul personaggio dei fumetti creato da Neil Gaiman, “Lucifer” ruota attorno a Lucifer Morningstar, signore degli inferi, che decide di lasciare il suo regno per trasferirsi sulla Terra perché annoiato dai suoi affari infernali. A Los Angeles apre un night club e, dopo una serie di vicissitudini, si ritrova a dare una mano alla detective Chloe Decker con i suoi casi. Ma dovrà vedersela anche con minacce sovrannaturali.
Genere: fantastico/supereroi
Tratta dai fumetti ideati e scritti da Gerard Way, “The Umbrella Academy” racconta la storia di una famiglia molto particolare (e decisamente disfunzionale) di supereroi: nati nello stesso momento in diverse parti del mondo da donne che fino al parto non avevano mostrato segni di gravidanza, sono stati adottati da un milionario che, sfruttando le loro abilità sovrannaturali, li ha addestrati come supereroi. E adesso che sono adulti, tra un dramma familiare e l’altro, devono sventare l’apocalisse.
Nella seconda stagione, un salto nel tempo sparpaglia i fratelli Hargreeves per tutta Dallas in un periodo di tre anni a partire dal 1960. Alcuni di loro sono rimasti bloccati nel passato per anni e si sono costruiti una nuova vita sicuri di essere gli unici sopravvissuti, ma scopriranno che non è così e cercheranno di ricongiungersi per fermare l’apocalisse e tornare nel loro tempo (dove li attende un’altra apocalisse…).
Genere: commedia
Ispirata alla collana di romanzi bestseller per l’infanzia, segue l’amicizia e le avventure di Kristy Thomas (Sophie Grace), Mary-Anne Spier (Malia Baker), Claudia Kishi (Momona Tamada), Stacey McGill (Shay Rudolph) e Dawn Schafer (Xochitl Gomez), cinque ragazzine che decidono di aprire un’agenzia di babysitter a Stoneybrook, nel Connecticut. Nel cast anche Alicia Silverstone nel ruolo di Elizabeth Thomas-Brewer, la madre single di Kristy Thomas, e Mark Feuerstein.
Genere: comedy
Non c’è davvero bisogno di presentazioni per “Boris”, serie tv italiana dal 2007 che negli anni è diventata un vero e proprio piccolo fenomeno di culto, con citazioni che ormai fanno parte della nostra cultura popolare. Composta da tre stagioni, la serie ci porta sul set di una fiction italiana, facendo ironia sul mondo degli addetti ai lavori.
Genere: drammatico/racconto di formazione
Liberamente ispirata all’autobiografia di Deborah Feldman, “Unorthodox” è una miniserie in quattro episodi che ruota attorno a Esther (Shira Haas) detta Esty, diciannovenne che scappa dal marito e dalla comunità chassidica del quartiere newyorchese di Williamsburg per rifugiarsi a Berlino, dove spera di iniziare una nuova vita e inseguire quei sogni che prima le erano preclusi. “Unorthodox” è un racconto di formazione che ci avvicina a una realtà generalmente poco conosciuta, quella delle comunità ebree ultraortodosse.
Genere: fantascienza
Miniserie diretta da Cary Fukunaga con protagonisti Emma Stone e Jonah Hill, “Maniac” è basata sull’omonima serie norvegese del 2014 e racconta la storia di Annie Landsberg (Stone) e Owen Milgrim (Hill), sconosciuti che si ritrovano coinvolti nello stesso esperimento farmaceutico. Lei è delusa, ha perso il controllo della sua vita ed è ossessionata dal rapporto tormentato con la madre e la sorella; lui è il quinto figlio di una ricca famiglia di imprenditori di New York e conduce la sua vita combattendo contro una forma di schizofrenia.
Annie e Owen non vedono un grande futuro davanti a loro, ma trovano una speranza nella cura del Dr. James K. Mantleray (Justin Theroux). Si tratta di un nuovo percorso farmaceutico che consiste in una precisa sequenza di pillole in grado di riparare ogni danno della mente, apparentemente senza effetti collaterali. Ma non tutto va come programmato.
Genere: drammatico
Ambientata nella Hollywood del secondo dopoguerra, la nuova miniserie di Ryan Murphy immagina un passato alternativo in cui anche le classi storicamente più discriminate – le persone di colore, le donne e gli omosessuali – possono giocare un ruolo di spicco nell’industria cinematografica.
“Hollywood” segue un gruppo di aspiranti attori e registi che cercano a tutti i costi di sfondare nell’industria del cinema. Anche se in chiava ucronistica, mette in evidenza favoritismi, pregiudizi e discriminazioni che hanno caratterizzato l’America degli Anni 50, e ipotizza un futuro più egualitario.
Genere: teen
Remake di una serie norvegese diventata fenomeno sul web, “SKAM Italia” segue la quotidianità di un gruppo di liceali romani, affrontando senza cliché né stereotipi tematiche importanti come la solitudine, le prime relazioni, l’orientamento sessuale, i disturbi mentali e le molestie, e lo fa con un approccio realistico e autentico.
La nuova stagione si concentra su Sana (Beatrice Bruschi), italiana di seconda generazione e musulmana praticante. Negli anni è riuscita a creare un equilibrio tra i suoi valori e quelli delle amiche e della società italiana, a cui sente orgogliosamente di appartenere. Ma la sua armonia verrà messa a dura prova dagli eventi che la vedranno allontanarsi dalle sue migliore amiche e avvicinarsi a Malik (Mehdi Meskar), un amico di suo fratello.
Genere: heist/azione
La serie non in lingua inglese più vista su Netflix è “La casa di carta”, serie spagnola del 2017 che segue le vicende di un gruppo di ladri decisi a mettere a segno la più grande rapina di tutti i tempi: vogliono sottrarre due miliardi e quattrocento milioni di euro alla Zecca spagnola. Nella quarta parte, il Professore è convinto che Lisbona sia stata giustiziata, Rio e Tokio hanno distrutto un carro armato e Nairobi lotta tra la vita e la morte. La banda sta affrontando uno dei momenti più difficili di sempre e la presenza di un nemico tra i suoi stessi ranghi ostacola seriamente la riuscita del colpo.
Genere: teen drama
Ispirata al romanzo di Federico Moccia “Tre metri sopra il cielo”, “Summertime” racconta la storia d’amore tra Summer (l’esordiente Coco Rebecca Edogamhe) e Ale (Ludovico Tersigni, noto per il ruolo di Giovanni in “Skam Italia”). Lei è una ragazza indipendente e responsabile che sogna di lasciare la riviera; lui è un ribelle ex campione di moto deciso a darsi una regolata e iniziare un nuovo capitolo della sua vita. Una normale estate si trasformerà in un viaggio alla scoperta l’uno dell’altra e di se stessi.
Genere: fantascienza
Produzione originale tedesca di Netflix, “Dark” è una complessa saga familiare con risvolti soprannaturali. È ambientata in una tranquilla cittadina tedesca dove l’improvvisa scomparsa di due ragazzini mette a nudo la doppia vita e le difficili relazioni dei membri di quattro famiglie. Presto però gli eventi iniziano a ricollegarsi misteriosamente a quanto già accaduto nella stessa cittadina nel 1986, tra salti temporali e viaggi nel tempo.
Genere: drammatico/crime
Spin-off di “Breaking bad”, “Better Call Saul” segue la lenta trasformazione di Jimmy McGill (Bob Odenkirk) in Saul Goodman, da normale avvocato penalista a criminale (nonché vero e proprio consulente per il mondo del crimine). Nel cast anche Jonathan Banks, Michael McKean, Rhea Seehorn e Giancarlo Esposito.
Genere: teen comedy
Ha riscosso un discreto successo “Sex Education”, serie teen che ruota attorno alle vicende di Otis (Asa Butterfield), un adolescente che, grazie alle conoscenze apprese dalla madre sessuologa (Gillian Anderson), decide di aprire una clinica clandestina a scuola per offrire terapia sessuale ai compagni.
Nella seconda stagione Otis dovrà dividersi tra la nuova relazione con Ola (Patricia Allison) e l’amicizia con Maeve (Emma Mackey). Nel frattempo, il liceo Moordale dovrà vedersela con un’epidemia di clamidia, che renderà evidente la necessità di una migliore educazione sessuale scolastica. Inoltre, nuovi arrivi in città sconvolgeranno gli equilibri tra i protagonisti.
Genere: fantasy
Tratta dall’omonima saga letteraria da cui è stata tratta anche una famosa serie di videogiochi, “The Witcher” è una fiaba epica che ruota attorno a Geralt di Rivia (Henry Cavill), un solitario cacciatore di mostri che lotta per trovare il suo posto in un mondo in cui gli esseri umani si rivelano spesso più crudeli delle bestie. Quando incrocia una potente strega e una giovane principessa, i tre dovranno affrontare un pericoloso viaggio.
Genere: teen drama
La prima serie di Ryan Murphy in esclusiva per Netflix segue le vicende politiche di Payton Hobart (Ben Platt), ricco studente di una scuola di Santa Barbara deciso a diventare Presidente degli Stati Uniti. Ha già programmato la sua vita e carriera accademica in modo da aumentare le sue chance di farcela, e una tappa fondamentale naturalmente è riuscire a farsi eleggere come presidente del corpo studentesco.
Lo seguiamo quindi in una campagna elettorale senza esclusione di colpi, che nulla ha da invidiare alle campagne dei grandi politici in quanto a sotterfugi, stratagemmi e macchinazioni machiavelliche. La serie, già rinnovata per una seconda stagione, per Murphy dovrebbe essere idealmente composta da cinque stagioni, ognuna su una diversa sfida elettorale di Payton. Nel cast anche Gwyneth Paltrow e Jessica Lange.
Genere: commedia drammatica
Chuck Lorre è il geniale co-creatore di sit-com come “The Big Bang Theory” e “Dharma e Greg”, ed è anche la mente dietro “Il metodo Kominsky”, che ha già vinto due Golden Globe (miglior serie comedy e miglior attore protagonista di una comedy per Michael Douglas).
Douglas e Alan Arkin interpretano Sandy e Norman, cioè un attore che ha avuto un breve momento di gloria nel passato e il suo agente nonché amico di vecchia data alle prese con la terza età e con le difficoltà di vivere in una Los Angeles dove a nessuno è davvero consentito invecchiare.
Genere: drammatico
Acclamata serie di Ryan Murphy, “Pose” ci catapulta nella New York di fine anni ‘80 e ci guida nella sottocultura LGBT latinoamericana e afroamericana delle ballroom, la cosiddetta ball culture, in cui squadre rivali si sfidavano in competizioni a base di costumi, mosse di danza e per l’appunto “pose” per aggiudicarsi un trofeo.
La serie, che segue anche l’ascesa degli yuppie e il dilagare dell’HIV, si concentra in particolare su Blanca, transessuale sieropositiva che decide di fondare una nuova casa (cioè una nuova squadra), la Casa di Evangelista, in cui accoglie outsider per competere ai ball.
Genere: fantascienza
Citazioni e riferimenti alla cultura pop anni ‘80 e in particolare alle opere di Stephen King e Steven Spielberg, misteri, mostri e personaggi già diventati vere e proprie icone hanno decretato il successo di “Stranger Things”, la serie creata dai fratelli Duffer tra le più famose del catalogo Netflix, ormai giunta alla terza stagione.
Ambientata negli anni ‘80 nella cittadina immaginaria di Hawkins, Indiana, la serie inizia con la scomparsa del dodicenne Will Byers mentre torna a casa dopo una sessione di D&D con i suoi amici, proprio quando da un vicino laboratorio fugge una ragazzina dotata di poteri telecinetici approfittando della confusione causata da un mostro.
Genere: drammatico/commedia
Si è conclusa con la settima stagione la serie originale Netflix che ha rivoluzionato il modo di fare tv. La serie di Jenji Kohan ispirata alle memorie di Piper Kerman sul suo anno in un carcere femminile, infatti, ha dato voce alle minoranze, con personaggi femminili diversi per colore della pelle, orientamento sessuale, età e corporatura ritratti senza filtri né maschere. Una serie a suo modo rivoluzionaria che ha anche attirato l’attenzione sulle ingiustizie del sistema carcerario americano, affrontando temi delicati in maniera schietta e diretta.
Genere: fantascienza
Tra i titoli più famosi e popolari di Netflix c’è sicuramente “Black Mirror”, la serie antologica creata da Charlie Brooker che esplora gli estremi a cui può spingersi l’essere umano grazie a (o forse sarebbe meglio dire per colpa di) tecnologie sempre più avanzate.
Le prime due stagioni, composte da tre episodi l’una, sono andate in onda in Gran Bretagna su Channel 4; Netflix ha poi acquistato i diritti della serie nel 2015, producendo le stagioni successive: al momento siamo arrivati a cinque, con lo speciale interattivo “Bandersnatch”.
Genere: comedy
Creata da Carly Mensch e Liz Flahive, “GLOW” si ispira all’omonimo programma di wrestling femminile degli anni ‘80 (“Gorgeous Ladies Of Wrestling”). La serie, composta per il momento da tre stagioni (la terza è uscita nell’estate 2019), segue le vicende di Ruth Wilder (Alison Brie), aspirante attrice, che si ritrova a essere protagonista insieme ad altre donne di uno show televisivo sul wrestling.
Genere: drammatico/in costume
Tra le serie presenti sul catalogo Netflix che non dovete proprio perdervi c’è “Peaky Blinders”, serie BBC che racconta le vicende, nella Birmingham del primo dopoguerra, della gang nota come i Peaky Blinders (che è esistita davvero, anche se nella realtà è stata attiva negli anni immediatamente precedenti alla Prima Guerra Mondiale). A guidare la gang è Thomas Shelby (Cillian Murphy), che nel corso delle stagioni deve vedersela non solo con la polizia ma anche con la mafia e altre organizzazioni criminali. Tra gli attori più noti nel cast anche Tom Hardy, che fa la sua comparsa nella seconda stagione, e Adrien Brody, presente invece nella quarta. Su Netflix sono disponibili le prime quattro stagioni; la quinta arriverà a ottobre.
Genere: horror
“Hill House” è una serie da non perdere, e non solo per gli amanti del genere horror. Ispirata al romanzo “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson, definito da Stephen King uno dei romanzi horror più importanti del secolo scorso, la serie segue le vicende della famiglia Crane che, ventisei anni dopo aver trascorso l’estate nell’infestata Hill House, che ha rovinato per sempre le loro vite, sono costretti a tornare a rivangare vecchi ricordi e affrontare l’incubo ancora una volta.
Messa così, “Hill House” potrebbe sembrare l’ennesima storia di una casa infestata, e invece il regista Mark Flanagan ha saputo costruire un delicato – per quanto inquietante – racconto psicologico, la storia di una famiglia a pezzi e della loro elaborazione del lutto. Però siete avvisati: fa anche davvero paura.
Il successo della serie ne ha decretato la prosecuzione: sarà una serie antologica e la seconda stagione si ispirerà al romanzo “Giro di vite” di Henry James.
Genere: comedy
Riguardare un episodio di “Friends” è il miglior rimedio contro una giornata storta, e su Netflix sono disponibili tutte le dieci stagioni della sit-com simbolo degli anni ‘90. A distanza di venticinque anni dalla messa in onda del primo episodio (era il 22 settembre 1994), le avventure di Ross, Rachel, Monica, Chandler, Phoebe e Joey restano intramontabili.
Consigliatissimo il rewatch in lingua originale, per non perdersi alcuni giochi di parole che si sono inevitabilmente persi nell’adattamento italiano, così come alcune delle battute simbolo della serie (il famosissimo saluto di Joey, «How you doin’?», poi realmente entrato nel linguaggio comune in America, ne è un esempio, così come il ricorrente «We were on a break!» – «Avevamo rotto!» – di Ross: entrambe le frasi hanno avuto traduzioni diverse nel corso delle stagioni).
Genere: fantascienza/drammatico
Creata dalle sorelle Wachowski, “Sense8” ruota attorno a otto sconosciuti diversi per provenienza, cultura e orientamento sessuale che, dopo aver avuto una visione, scoprono di essere uniti da una misteriosa connessione mentale che permette loro di condividere pensieri, emozioni e conoscenze. Dopo un iniziale spaesamento impareranno a conoscersi a vicenda e dovranno sfuggire a un’organizzazione decisa a catturarli e ucciderli.
Genere: animazione
Dal creatore di “The walking dead” arriva “Invincible”, serie animata per adulti che racconta la storia del diciassettenne Mark Grayson, un ragazzo come tanti alla sua età, se non fosse per il fatto che suo padre è Omni-man, il più potente supereroe del pianeta. Ma mano a mano che Mark inizia a sviluppare i suoi super poteri, scopre che l’eredità di suo padre potrebbe non essere così eroica come sembra.
Genere: drammatico
Ambientata alla fine del diciannovesimo secolo, “La templanza” racconta la storia della self-made woman Soledad Montalvo e di Mauro Larrea, i cui destini si incontrano in un luogo e un tempo affascinanti. La serie porta gli spettatori tra le tumultuose comunità di minatori messicani del 1800 passando attraverso i salotti più esclusivi dell’alta società londinese, fino ad arrivare alla Cuba della tratta degli schiavi e alla gloriosa Jerez, dove si trovavano le più importanti cantine.
Genere: commedia
Basato sull’omonimo film di Paolo Genovese del 2014, “Tutta colpa di Freud” racconta la storia di Francesco (Claudio Bisio), psicanalista cinquantenne con tre figlie ormai adulte. Quando anche l’ultima sta spiccando il volo, una serie di eventi le riporta tutte e tre nella casa paterna, e Francesco si ritrova a non sapere gestire la situazione. Nel cast anche Claudia Pandolfi e Max Tortora.
Genere: serie antologica
“Soulmates” è una serie antologica ambientata in un futuro prossimo in cui la vita di tutti è stata cambiata da una scoperta scientifica rivoluzionaria: ora esiste un test in grado di stabilire in maniera inequivocabile chi è la tua anima gemella. La serie è composta da sei episodi che esplorano diverse situazioni di coppia.
Genere: sit-com
Su Amazon Prime Video sono disponibili anche le prime undici stagioni (su dodici) di “The Big Bang Theory”, sit-com creata da Chuck Lorre e Bill Prady che ruota attorno a un gruppo di amici nerd composto dal fisico teorico Sheldon (Jim Parsons), il fisico sperimentale Leonard Hofstadter (Johnny Galecki), l’ingegnere aerospaziale Howard Wolowitz (Simon Helberg) e l’astrofisico Rajesh Koothrappali (Kunal Nayyar).
Genere: fantastico
Tratta dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman, “American Gods” racconta lo scontro tra i nuovi e gli antichi dei: questi ultimi stanno perdendo sempre più seguaci perché ormai le persone seguono le “divinità” del mondo contemporaneo, come la tecnologia e i media. Protagonista della serie è Shadow (Ricky Whittle), uomo ordinario che viene assoldato dal misterioso Mr. Wednesday (Ian McShane) come autista e assistente nel viaggio di reclutamento per convincere gli antichi dei a entrare in guerra.
Nella terza stagione, Shadow cerca disperatamente di sfuggire al suo destino dopo aver scoperto la verità sul suo legame con Mr. Wednesday. Si trasferisce quindi nella nevosa cittadina di Lakeside, in Wisconsin. Ma presto scoprirà che la città non è così idilliaca come sembra, e nasconde un terribile segreto.
Genere: comedy
Su Amazon Prime Video c’è anche “It’s always sunny in Philadelphia”, dissacrante serie comedy che segue le vicende di quattro amici (e il padre di due di loro, interpretato da Danny DeVito) che gestiscono un Irish pub a Philadelphia. Egoisti, meschini e disonesti, cercano sempre di migliorare le loro condizioni economiche con piani arditi che gli si ritorcono puntualmente contro, sabotandosi a vicenda di continuo.
Genere: survival
“The Wilds” segue un gruppo di ragazze che si ritrovano a dover sopravvivere su un’isola deserta dopo un disastro aereo. Tra segreti, alleanze e litigi, presto scopriranno che non sono finite su quell’isola per caso.
Genere: fantastico
Tratta dal romanzo scritto a quattro mani da Terry Pratchett e Neil Gaiman, “Good Omens” è una miniserie in sei episodi che riesce a rendere divertente anche la fine del mondo. Interamente scritta da Gaiman (che ha anche supervisionato la produzione in qualità di showrunner), racconta le vicende dell’angelo Aziraphale (Michael Sheen) e del demone Crowley (David Tennant) che, dopo aver trascorso migliaia di anni tra gli umani, si sono così affezionati alla loro vita terrena che ormai non sono granché entusiasti all’idea dell’arrivo imminente del Giorno del Giudizio. Decidono quindi di unire le forze per impedire l’Apocalisse, e per farlo devono trovare l’Anticristo, un undicenne destinato a dare inizio alla fine del mondo. Peccato che, per colpa di uno scambio di culla, né Crowley né Aziraphale sappiano dove sia il bambino.
Aggiungete delle suore sataniste, la discendente di una strega autrice di un libro di profezie estremamente accurate, cacciatori di streghe, una medium distratta e, naturalmente, i quattro cavalieri dell’Apocalisse (che si muovono su motociclette invece che a cavallo, e con Inquinamento che ha preso il posto di Pestilenza), e il risultato sarà un bizzarro e improbabile inno a ciò che ci rende umani e al libero arbitrio. Il tutto narrato da Dio in persona, che ha la voce dell’attrice premio Oscar Frances McDormand.
Genere: drammatico
Si piange un sacco con “This is us”, la serie creata da Dan Fogelman che racconta la storia della famiglia Pearson nel corso degli anni: da Jack (Milo Ventimiglia) e Rebecca (Mandy Moore), che diventano genitori negli anni ’80, fino alle vicende in età adulta dei tre figli ormai 37enni Kevin (Justin Hartley), Kate (Chrissy Metz) e Randall (Sterling K. Brown).
Genere: azione/thriller
“The Widow” è una serie action thriller in otto episodi con protagonista Kate Beckinsale. Racconta la storia di Georgia Wells (Beckinsale), che ha perso il marito in un incidente aereo in Congo. Il lutto l’ha portata a rinchiudersi nella sua casa in Galles, lontana da tutto e tutti, ma la situazione cambia quando, tre anni dopo l’incidente, intravede proprio il marito sullo sfondo di un servizio tv girato in Congo. Decide così di tornare in Africa per mettersi sulle tracce del marito. Lì ritrova Judith (Alex Kingston), vecchia socia d’affari di Will, ed Emmanuel (Jacky Ido), giornalista congolese conosciuto tre anni prima.
Genere: conspiracy thriller
Ispirata alla serie britannica con lo stesso titolo, “Utopia” è una serie in otto episodi che ruota attorno a un bislacco gruppo di appassionati di fumetti convinti che la loro graphic novel preferita nasconda tra le sue tavole messaggi nascosti che hanno previsto epidemie e catastrofi. Dopo essere entrati in possesso del sequel, intitolato Utopia, cercheranno di salvare il mondo proprio insieme alla misteriosa protagonista del fumetto, Jessica Hyde (Sasha Lane). Nel cast anche John Cusack (per la prima volta membro fisso del cast di una serie televisiva) e Rainn Wilson. Showrunner e sceneggiatrice della serie è Gillian Flynn.
Genere: horror
Basata sul romanzo di Joe Hill (figlio di Stephen King), ruota attorno alle vicende di Vic (Ashleigh Cummings), una ragazza col dono paranormale di trovare ciò che si è perso. È proprio grazie al suo dono che troverà Charlie Manx (Zachary Quinto), essere immortale che rapisce i bambini per nutrirsi delle loro anime, lasciando i loro corpo a Christmasland, dove è sempre Natale e la tristezza è bandita.
La seconda stagione fa un salto in avanti di otto anni. Vic è più determinata che mai a distruggere Charlie Manx che, dopo essersi confrontato con la propria mortalità, ritorna assetato di vendetta nei confronti di Vic. Questa volta si concentra sulla persona a cui lei tiene di più, suo figlio Wayne.
Genere: horror
Spin-off della celebre “The Walking Dead”, questa nuova serie è ambientata dieci anni dopo l’apocalisse zombie e ruota attorno a un gruppo di adolescenti, la prima generazione di esseri umani cresciuta nello scenario zombie-apocalittico. È un racconto di formazione a tinte horror, in cui i protagonisti cresceranno e matureranno diventando eroi o cattivi.
Genere: commedia horror
Scritta e creata da Simon Pegg, Nick Frost, Nat Saunders e James Serafinowicz, “Truth Seekers” segue una squadra di investigatori paranormali part-time alla ricerca di fantasmi da filmare per il loro canale online.
Mentre sorvegliano chiese infestate da fantasmi, bunker sotterranei e ospedali abbandonati con la loro gamma di aggeggi casalinghi che rilevano i fantasmi, le loro esperienze soprannaturali diventano sempre più frequenti, più terrificanti e persino mortali e conducono alla scoperta di una cospirazione che potrebbe causare l’estinzione dell’intera razza umana.
Genere: drammatico/storico
Su Amazon Prime Video è possibile recuperare tutte le sei stagioni della serie britannica in costume creata da Julian Fellowes. Ricordata anche come la serie non americana con il più alto numero di nomination nella storia degli Emmy (per la precisione, sono sessantanove), “Downton Abbey” si è distinta per il suo cast eccezionale, la scrittura e l’accuratezza storica, particolarmente acclamata dalla critica. La serie è ambientata nell’immaginaria tenuta di Downton Abbey, nello Yorkshire, e segue le vicende della famiglia Crawley e dei loro servitori negli anni che vanno dal 1912 al 1926. Nel cast, tra gli altri, anche Maggie Smith, Hugh Bonneville e Dan Stevens.
Genere: supereroi
Tratta dall’omonima serie a fumetti, “The boys” segue le vicende di uno sgangherato gruppo di normali esseri umani decisi a far fuori i supereroi più potenti del pianeta, in un mondo in cui questi ultimi sono non solo delle supercelebrità potenti quanto i politici, ma anche profondamente corrotti, disonesti e convinti di essere al di sopra della legge.
La seconda stagione vede i Boys in fuga dalla legge, con i Supes a dargli la caccia, mentre cercano disperatamente di riunirsi e combattere la Vought. Hughie (Jack Quaid), Mother’s Milk (Laz Alonso), Frenchie (Tomer Capon) e Kimiko (Karen Fukuhara) rimangono nascosti e cercano di adattarsi a questa nuova normalità, mentre Butcher (Karl Urban) sembra introvabile. Nel frattempo, Starlight (Erin Moriarty) deve trovare il suo nuovo ruolo nei Seven ora che Homelander (Antony Starr) punta ad acquisirne il controllo completo. Il suo potere è minacciato dall’arrivo nel team di Stormfront (Aya Cash), una nuova Supe esperta di social media, anche lei con le proprie mire.
Genere: supereroi
Robotman (Brendan Fraser), Negative Man (Matt Bomer), Elasti-Woman (April Bowlby) e Crazy Jane (Diane Guerrero) compongono la Doom Patrol dei fumetti DC, al centro della nuova serie omonima. Tutti hanno subito un incidente traumatico che ha conferito loro abilità sovrannaturali, e a salvarli dal trauma è lo scienziato Niles Caulder (Timothy Dalton), che li riunisce per indagare sui più strani fenomeni dell’esistenza. Quando lui scompare, gli eroi vengono chiamati all’azione da Cyborg (Joivan Wade) per una nuova missione.
Nella seconda stagione ritroviamo i Doom Patrol in miniatura, bloccati sulla pista di auto da corsa giocattolo di Cliff. Mentre ognuno di loro affronta in modo diverso il tradimento di The Chief e cerca di superare i vecchi traumi, il gruppo si riunisce attorno al nuovo membro della famiglia, Dorothy Spinner (Abigail Shapiro), i cui poteri misteriosi rappresentano una vera minaccia in grado di portare alla fine del mondo.
Genere: action horror
Su Prime Video sono disponibili tutte le sette stagioni di “Buffy L’ammazzavampiri”, serie cult degli anni ‘90 creata da Joss Whedon e andata in onda dal 1997 al 2003. Ruota attorno alle vicende di Buffy Summers, adolescente che vuole solo vivere una normale vita da liceale ma è chiamata a combattere vampiri e altre minacce sovrannaturali perché è la nuova Cacciatrice, prescelta destinata a proteggere il mondo e l’umanità. Ad aiutarla c’è la sua “Scooby Gang” composta dai suoi migliori amici e dal suo mentore, Giles, bibliotecario della scuola.
Genere: drammatico
Non solo produzioni originali: nel catalogo di Amazon Prime Video ci sono anche titoli che hanno fatto la storia della televisione come “Lost”, completa di tutte le sue sei stagioni. Andata in onda dal 2004 al 2010 per un totale di 121 episodi, la serie creata da J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber viene ancora oggi considerata una delle migliori serie tv mai realizzate. Ed è sempre un buon momento per riguardarla dall’inizio e tornare a seguire le vicende dei passeggeri del volo 815 della Oceanic Airlines alle prese con la sopravvivenza su un’isola misteriosa.
Genere: spionaggio
Ambientata negli anni ‘80, “The American” segue Elizabeth e Philip Jennings, due ufficiali sovietici del KGB che da ormai quindici anni si fingono una coppia di americani in Virginia con i figli Paige ed Henry. Il loro vicino invece è un agente dell’FBI che lavora nel controspionaggio.
Genere: fantascienza
Non c’è bisogno di presentazioni per “X-Files”, la serie di fantascienza creata da Chris Carter con David Duchovny e Gillian Anderson nei panni degli agenti FBI Mulder e Scully, incaricati di indagare su casi di natura paranormale. Su Amazon Prime Video trovate le nove stagioni della serie originale, andati in onda in Italia tra il 1994 e il 2002, e la decima stagione, trasmessa nel 2016.
Genere: azione
Basata sul film del 2011, questa serie racconta la storia di Hanna (Esme Creed-Miles), ragazzina che ha trascorso tutta la sua infanzia allenandosi per combattere e difendersi da coloro che danno la caccia a lei e a suo padre, il mercenario Erik Heller (Joel Kinnaman). Improvvisamente separata dal padre, si ritrova a viaggiare da sola per l’Europa nel tentativo di ritrovarlo e insieme di liberarsi dagli agenti CIA che li stanno seguendo.
Nella nuova stagione, Hanna mette a rischio la propria libertà per salvare l’amica Clara dal programma Utrax, stringendo un’inaspettata alleanza con la sua vecchia nemesi, l’agente della CIA Marissa Wiegler. Conoscerà altri ragazzi come lei e inizierà a porsi domande sul proprio ruolo nel programma omicida Utrax e su quale sia davvero il suo posto nel mondo.
Genere: drammatico
Prodotta e interpretata da Reese Witherspoon e Kerry Washington, “Little fires everywhere” è una miniserie basata sull’omonimo romanzo di Celeste Ng, e segue i destini incrociati dei Richardson, famiglia modello, e di una madre enigmatica e sua figlia che stravolgeranno le loro vite. Reese Witherspoon interpreta Elena Richardson mentre Kerry Washington è Mia Warren. Nel cast anche Joshua Jackson, Rosemarie DeWitt, Jade Pettyjohn, Jordan Elsass, Gavin Lewis, Megan Stott, Lexi Underwood e Huang Lu.
Genere: in costume/drammatico
Se non avete mai visto “Mad Men”, potete recuperare tutte le sette stagioni su Prime Video. La serie di Matthew Weiner sui pubblicitari di Madison Avenue – da cui il titolo – nella New York degli anni ‘60. Le vicende di Don Draper (Jon Hamm) e soci in questa serie dall’ambientazione incredibilmente accurata e suggestiva non sono altro che un pretesto per raccontare i cambiamenti dell’America di quegli anni e, insieme, far riflettere anche sull’attualità, il tutto tratteggiando un disincantato ritratto dei valori di quel decennio.
La serie ha vinto sedici Emmy e cinque Golden Globe. Nel cast anche Elisabeth Moss (“The Handmaid’s Tale”) e Christina Hendricks.
Genere: comedy
Tra le comedy più amate dagli americani c’è “Modern Family”, la serie creata da Christopher Lloyd e Steven Levitan che racconta le vicende di una famiglia allargata molto lontana dai canoni tradizionali: c’è il capofamiglia Jay Pritchett, che si è risposato con la colombiana Gloria, molto più giovane di lui e già con un figlio a carico; e i figli di Jay, Claire e Mitchell. Claire ha un marito agente immobiliare e tre figli, mentre Mitch è sposato con Cameron, con cui ha adottato una bambina vietnamita di nome Lily.
Genere: drammatico
“Dispatches From Elsewhere” è una serie antologica creata e interpretata da Jason Segel. Ruota attorno alle vicende di quattro persone che incappano in un enigma che si cela dietro il velo delle loro vite di tutti i giorni. Si ritrovano così a vivere un profondo mistero. Nel cast anche Richard E. Grant, Sally Field, Eve Lindley e Andre Benjamin.
Genere: thriller/noir
Dopo l’acclamata prima stagione con protagonista Julia Roberts, torna su Amazon Prime Video “Homecoming”, basata sull’omonimo podcast. Protagonista dei nuovi episodi è Janelle Monáe nei panni di una donna senza nome che si risveglia su una barca al largo di un lago senza ricordare la sua identità né come sia finita lì. La ricerca della verità la porta nel cuore del Geist Group, la compagnia che si occupa dell’iniziativa Homecoming che abbiamo iniziato a conoscere nella prima stagione. Stephan James ritorna nel ruolo di Walter Cruz, che sta cercando di costruirsi una nuova vita e di riprendersi dai traumi della guerra e dal progetto Homecoming, quando si accorge che ne esiste una versione ancora più insidiosa.
Genere: fantascienza/comedy
Greg Daniels è il creatore di “Upload”, nuova commedia fantascientifica ambientata in un futuro prossimo tecnologicamente avanzato in cui il capitalismo governa anche la morte. Prima di morire infatti è possibile caricare la propria coscienza in un aldilà digitale in cui continuare a esistere sborsando parecchi soldi. Dopo un misterioso incidente, lo sviluppatore di app Nathan Brown (Robbie Amell) viene “caricato” nel lussuoso aldilà di Lakeview dalla sua ricca fidanzata. Qui fa conoscenza con Nora Anthony (Andy Allo), impiegata dell’assistenza clienti della compagnia che gestisce Lakeview: insieme cercheranno di scoprire la verità sull’incidente di Nathan.
Genere: fantascienza
Basata sui lavori dell’artista svedese Simon Stålenhag, “Tales from the Loop” racconta le storie di una cittadina e di tutti coloro che vivono sotto il Loop, una macchina costruita per esplorare i misteri dell’universo rendendo possibili cose che fino a quel momento erano concepibili solo per la fantascienza. Tra gli altri, nel cast troviamo Rebecca Hall, Paul Schneider, Daniel Zolghardi, Duncan Joiner e Jonathan Pryce.
Genere: poliziesco
È disponibile anche su Prime Video “Il Cacciatore”, serie Rai ispirata alla storia vera del magistrato antimafia Alfonso Sabella. Ruota attorno alle vicende di Saverio Barone (Francesco Montanari), giovane PM che nei primi anni ‘90 diventa il protagonista della lotta alla mafia subito dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio.
Genere: giallo
Se vi piacciono i gialli vecchio stile e vi sentite particolarmente nostalgici, su Prime Video trovate anche le prime sette stagioni di “Colombo”, con Peter Falk nei panni dell’indimenticabile tenente con l’impermeabile. La serie è andata in onda negli Stati Uniti dal 1968 al 2003 per un totale di undici stagioni e diversi episodi speciali. Una curiosità: il primo episodio ufficiale della prima stagione, del 1971, è stato girato da un ancora esordiente Steven Spielberg.
Genere: drammatico
Basata sull’omonimo romanzo premio Pulitzer di Lawrence Wright, “The Looming Tower” ripercorre la crescente minaccia di Osama Bin Laden e Al-Qaeda alla fine degli anni ’90, fornendo una visione controversa su come la rivalità tra CIA e FBI possa aver involontariamente gettato le basi per l’attentato dell’11 settembre.
La serie segue le vicissitudini dei membri della squadra I-49 di New York e dell’Alec Station di Washington D.C., ovvero le unità anti-terrorismo rispettivamente di FBI e CIA, e la loro lotta per contendersi le informazioni nonostante l’obiettivo comune, cioè la prevenzione di un attacco sul suolo statunitense.
Genere: thriller
C’è anche Al Pacino in “Hunters”, una delle serie più attese della prima metà del 2020. Ambientata nella New York di fine anni ‘70, ruota attorno a un gruppo di cacciatori di nazisti che scopre che in America si nasconde un gruppo di ufficiali decisi a creare il quarto Reich proprio negli Stati Uniti.
Prodotta dal premio Oscar Jordan Peele, nel cast di “Hunters” ci sono anche Logan Lerman, Jerrika Hinton, Josh Radnor, Kate Mulvany, Tiffany Boone, Greg Austin, Louis Ozawa Changchien, Carol Kane, Saul Rubinek, Dylan Baker e Lena Olin.
Genere: fantascienza
Dopo le sette stagioni di “Star Trek: Next Generation”, Patrick Stewart torna a interpretare Jean-Luc Picard in “Star Trek: Picard”, nuova serie che seguirà le vicende dell’ammiraglio ora in pensione che abbiamo visto per l’ultima volta nel film del 2002 “Star Trek: La nemesi”.
Oltre a Stewart, nel cast della serie ci saranno anche Alison Pill, Harry Treadaway, Isa Briones, Santiago Cabrera, Evan Evagora e Michelle Hurd.
Genere: commedia
“La fantastica signora Maisel” non ha bisogno di presentazioni. La serie di Amy Sherman-Palladino su una donna che negli Anni 50 decide di diventare una stand-up comedian, arrivata su Prime Video a dicembre 2017, ha vinto tutto quello che poteva vincere: cinque Emmy (miglior serie comedy, miglior attrice protagonista e miglior attrice non protagonista, miglior sceneggiatura e miglior regia) e tre Golden Globe (miglior serie comedy nel 2018, miglior attrice in una serie comedy sia nel 2018 che nel 2019). Tutti premi meritatissimi per una serie dalla scrittura brillante, con dialoghi dal ritmo forsennato e personaggi che, anche nel loro essere a volte ai limiti del surreale, riescono a sembrare comunque “veri”. Nella terza stagione troveremo Midge impegnata con la sua prima tournée di spettacoli.
Genere: fantascienza
Cancellata dopo tre stagioni dal network americano Syfy, Amazon ne ha acquistato i diritti per continuare a produrla facendo felici i fan e soprattutto la comunità scientifica, che apprezza particolarmente la serie per il realismo con cui affronta i problemi legati alla vita a gravità zero.
“The Expanse” è tratta dall’omonima saga letteraria creata da James S. A. Corey, pseudonimo collettivo di Daniel Abraham e Ty Franck, e parla di un futuro neanche troppo lontano (è il 24esimo secolo) in cui il sistema solare è in uno stato di guerra fredda tra la Terra, i coloni di Marte e gli abitanti della fascia principale degli asteroidi.
Nella quarta stagione, l’equipaggio della Rocinante abbandonerà lo spazio per andare in avanscoperta su un nuovo pianeta.
Genere: drammatica/horror
Abby Arcane (Crystal Reed) è una dottoressa che indaga su un virus mortale proveniente da una palude che colpisce una piccola cittadina della Louisiana. Ma quando una misteriosa creatura emerge dal torbido acquitrino, Abby si trova a fronteggiare gli incubi di un mondo soprannaturale in cui nessuno può sentirsi al sicuro.
La serie è ricca di colpi di scena in stile gotico, con l’atmosfera tipica del sud degli Stati Uniti e personaggi corrotti dalle forze soprannaturali che circondano l’apparentemente tranquilla cittadina della Louisiana in cui si svolge la vicenda.
Genere: spionaggio/azione
Dopo Alec Baldwin, Harrison Ford, Ben Affleck e Chris Pine, è John Krasinski a indossare i panni di Jack Ryan, l’agente della CIA creato dalla penna di Tom Clancy per la prima volta sul piccolo schermo.
Nella prima stagione di questo nuovo adattamento Jack è ancora un analista emergente della CIA alle prese con il suo primo incarico sul campo, in un thriller di spionaggio ricco d’azione. Incaricato di indagare sulla comunicazione tra alcuni terroristi, si ritrova al centro di un pericoloso piano escogitato da un gruppo di sovversivi che minaccia distruzione su scala globale.
Nella seconda stagione ritroviamo Jack alle prese con una cospirazione tra Russia e Venezuela guidata dallo stesso presidente venezuelano, mentre il Paese è nel bel mezzo di una crisi umanitaria. New entry nel cast: Noomi Rapace e Michael Kelly.
Genere: distopico
Come sarebbe il mondo se fosse stato Hitler a vincere la Seconda Guerra Mondiale? È ciò che immagina “The man in the high castle”, in Italia anche nota come “L’uomo nell’alto castello”, serie Amazon basata sul romanzo “La svastica del sole” di Philip K. Dick (per intenderci, lo stesso autore de “Il cacciatore di androidi”, da cui è stato tratto “Blade runner”).
In questa ucronia, la Germania ha inventato l’atomica e ora controlla la costa est degli Stati Uniti, mentre la zona ovest è sotto il controllo del Giappone. Al centro, le Montagne Rocciose sono territorio neutrale ed è lì che si nasconde la Resistenza, mentre le due potenze sono ai ferri corti e in uno stato di guerra fredda.
Il 15 novembre su Prime Video arriverà la quarta e ultima stagione, con Juliana Crain (Alexa Davos) alla guida della Resistenza, mentre i nazisti sembrano aver creato un portale per accedere ad altri universi.
Genere: legal drama
Spin-off di “The good wife”, “The good fight” parte circa un anno dopo il finale della serie originale e ci presenta una Diane Lockhart (Christine Baranski) ormai pronta a trasferirsi in Provenza per godersi gli anni della pensione.
Ma i suoi piani di riposo dovranno aspettare, perché un’enorme truffa finanziaria le porta via tutti i risparmi, distruggendo al tempo stesso la reputazione della giovane avvocatessa Maia Rindell (Rose Leslie, Ygritte di «Game of Thrones»). Le due quindi si uniscono a Lucca Quinn (Cush Jumbo) in uno studio legale di Chicago.
Genere: poliziesco
Grazie all’accordo tra Amazon e Rai, su Prime Video c’è anche il poliziotto più politicamente scorretto della tv italiana, nato dalla penna di Antonio Manzini. Sboccato, cinico, burbero e assiduo fumatore di spinelli, odia il suo lavoro ma ha talento. Trasferito ad Aosta come punizione per i suoi metodi di indagine poco ortodossi, lo seguiamo alle prese con vari casi.
Oltre a Marco Giallini, nel cast anche Isabella Ragonese, che interpreta la defunta moglie di Schiavone che lui vede sotto forma di allucinazione; Ernesto D’Argenio nei panni di Italo Pierron, il fidato collaboratore di Schiavone; e Claudia Vismara, l’ispettrice Caterina Rispoli. E poi Christian Ginepro e Massimiliano Caprara nei ruoli di Deruta e D’Intino, e Massimo Reale nei panni del medico legale Fumagalli.
Disponibile da ottobre
Genere: comedy
Se chiedete a un medico quale sia la serie che rappresenta nella maniera più realistica la routine ospedaliera e la vita di infermieri, dottori e chirurghi, non dirà “E.R. – Medici in prima linea” né “Grey’s Anatomy” ma bensì “Scrubs”, che tra l’altro è anche una delle serie comedy migliori di sempre – scritta così bene che, anche a distanza di quasi vent’anni dalla messa in onda del primo episodio, non sembra invecchiata di un giorno.
Per chi non lo sapesse, “Scrubs” racconta la vita di alcuni medici dell’Ospedale Sacro Cuore dal punto di vista dello specializzando – e poi medico di ruolo – J.D. (Zach Braff), un sognatore che fa da voce narrante e che spesso si perde in fantasticherie e sogni a occhi aperti (che vengono davvero resi su schermo in sketch e gag). Al di là dei momenti comici e del tono generalmente scanzonato della serie, “Scrubs” riesce anche a toccare tematiche più serie in maniera delicata e toccante.
Genere: horror
Basato sulla serie dei film di successo de “La notte del giudizio”, prodotti dalla Blumhouse Productions, “The Purge” è ambientata in un’America governata da un partito politico totalitario, e narra le storie di diversi personaggi di una piccola città apparentemente non collegati tra loro. Gli episodi li seguono nell’arco delle dodici ore in cui tutti i reati, omicidio compreso, diventano legali.
Genere: comedy
Creata da Alan Yang (co-creatore di “Master of none”) e Matt Hubbard, “Forever” è una serie Prime Original che racconta la storia di una coppia sposata composta da June (Maya Rudolph) e Oscar (Fred Armisen). Per dodici anni hanno portato avanti le stesse conversazioni, mangiato le stesse cose e passato le vacanze nella stessa casa sul lago, in una vita confortevole ma monotona. Quando June convince Oscar a cambiare un po’ le carte in tavola portandolo a fare una vacanza sugli sci, succede l’impensabile: Oscar muore, e alcuni mesi dopo la stessa sorte tocca a June. Si ritrovano nell’Aldilà e devono adattarsi alla nuova “vita”.
Genere: fantascienza
Chi ha grande nostalgia degli anni ‘80 sarà felice di sapere che su Amazon Prime Video è disponibile “Automan”, la serie sci-fi andata in onda nel 1985 (e composta da sola sola stagione: in America non fece molti ascolti e il network decise di non rinnovarla).
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, “Automan” racconta le avventure del programmatore della polizia Walter, che un giorno mette a punto un programma di intelligenza artificiale con un ologramma che è il perfetto alleato nella lotta contro il crimine, in grado durante la notte di uscire dal computer e diventare in qualche modo reale.
Disponibile dal 18 ottobre
Genere: commedia romantica (antologica)
La nuova serie antologica di Amazon è ispirata alle storie reali dell’omonima rubrica settimanale del New York Times. Composta otto episodi da mezz’ora basati su altrettante tra le storie più amate pubblicate sulla rubrica negli ultimi dieci anni, vanta un cast d’eccezione.
Oltre all’attrice premio Oscar Anne Hathaway troviamo, tra gli altri, Tina Fey, John Gallagher Jr., Andy Garcia, Dev Patel, Cristin Milioti, John Slattery, Catherine Keener, Jane Alexander e Sofia Boutella.
Genere: dark comedy
“Fleabag” è la serie di cui ultimamente parlano tutti, ma proprio tutti. La prima stagione ha vinto un BAFTA, mentre la seconda è stata nominata a undici Emmy (di cui ben cinque solo per le categorie legate alla recitazione) e dobbiamo aspettare settembre per sapere se e quanti ne vincerà. Ma anche senza premi possiamo dirvi che “Fleabag” merita di essere guardata e ci si mette poco: si è conclusa con la seconda stagione per un totale di dodici episodi di meno di mezz’ora l’uno.
La serie creata, scritta e interpretata da Phoebe Waller-Bridge, segue le vicende di un’anonima protagonista, la Fleabag del titolo, una quasi trentenne che vive a Londra ed è alle prese con un lutto, una caffetteria senza clienti, una vita sentimentale disastrosa e in generale con tutti gli alti (pochi) e i bassi (moltissimi) della vita adulta. Il motivo per cui la serie è stata così tanto acclamata da pubblico e critica non sta tanto in ciò che racconta ma in come lo racconta, con un’onestà drammatica e viscerale e, soprattutto, l’ironia disarmante e pungente con cui Waller-Bridge riesce a regalarci una delle migliori rappresentazioni della vita da millennial.
Genere: comedy
A volte succede che i remake diventino più famosi del prodotto originale. È il caso di “The Office”, versione tutta americana dell’omonima serie britannica co-creata dal comico inglese Ricky Gervais sulla vita d’ufficio degli impiegati di un’azienda distributrice di carta. Dopo una prima stagione un po’ zoppicante perché troppo fedele al format originario, ha trovato la sua identità, conquistando il pubblico e proseguendo per un totale di nove stagioni.
La comicità di “The Office” è intramontabile, merito soprattutto del manager di filiale, Michael Scott (Steve Carell), a cui si finisce col voler bene nonostante le sue innumerevoli uscite discutibili e fuori luogo e la sua totale incapacità di rendersi conto di quanto sia inopportuno. Attorno a lui altri personaggi memorabili, dai principali come Jim (John Krasinski), Dwight (Rainn Wilson) e Pam (Jenna Fisher) ai più secondari, che col passare delle stagioni diventano più reali e “veri”.
“The Office” è girata in stile mockumentary, ovvero come se fosse un documentario: l’inquadratura a volte traballa oppure capita che la telecamera si nasconda per riuscire a riprendere anche le conversazioni più private dei dipendenti, che non fingono di non essere ripresi ma anzi spesso ammiccano direttamente alla telecamera a mo’ di commento muto su cosa succede in ufficio, e concedono brevi interviste in cui, lontano dalle orecchie dei colleghi, dicono la loro.
Genere: horror
“The Terror” è una serie horror antologica, con una seconda stagione appena arrivata su Prime Video (con un episodio a settimana). La prima stagione, composta da dieci episodi, è basata sul romanzo “La scomparsa dell’Erebus” di Dan Simmons, a sua volta ispirato a una storia vera: quella della spedizione perduta dei comandante Franklin. Racconta il pericoloso viaggio di due navi della Royal Navy Britannica, l’Erebus e la Terror, alla ricerca del Passaggio a Nord-ovest. Rimasti bloccati tra i ghiacci artici, i due equipaggi devono affrontare condizioni climatiche estreme, la fame… e un mostro.
La seconda stagione, “The Terror: Infamy”, è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale e si concentra su numerosi decessi all’interno di una comunità giapponese in America, raccontando la storia di Chester Nakayama e della sua famiglia a Terminal Island in California, costretti ad affrontare le persecuzioni perpetrate del governo americano nei loro confronti e a combattere contro uno spirito malvagio che minaccia il loro futuro.
Algida sceglie la Sicilia per il suo nuovo “Cornetto Cannolo”
Covid, la variante inglese invade la Sicilia: 3 casi sospetti ricoverati a Palermo
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]]>L'articolo Sanremo 2021, la classifica della seconda serata: Ermal Meta primo, Bugo ultimo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>1) ERMAL META – Un milione di cose da dirti
2) IRAMA – La genesi del tuo colore
3) MALIKA AYANE – Ti piaci così
4) LO STATO SOCIALE – Combat Pop
5) WILLIE PEYOTE – Mai dire mai (la locura)
6) GAIA – Cuore Amaro
7) FULMINACCI – Santa Marinella
8) LA RAPPRESENTANTE DI LISTA – Amare
9) EXTRALISCIO con Davide Toffolo – Bianca Luce Nera
10) GIO EVAN – Arnica
11) ORIETTA BERTI – Quando ti sei innamorato
12) RANDOM – Torno a te
13) BUGO – E invece sì.
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]]>L'articolo La qualità della vita secondo il “Sole-24 Ore”: Palermo prima tra le siciliane, ultima Caltanissetta proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La classifica ci racconta il differente impatto della pandemia sulle varie aree del Paese. Medaglia d’argento per Bolzano e bronzo a Trento, che hanno saputo tenere le posizioni anche nell’anno della pandemia, benché siano ora attese alla prova di un inverno difficile per l’economia della montagna.
A parte le prime tre posizioni però, quello che emerge è che è stato soprattutto il Nord a uscire penalizzato dagli effetti su larga scala del virus. Le province lombarde hanno segno negativo, in peggioramento rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Sondrio e Mantova. Colpita anche Milano – vincitrice sia nel 2018 sia nel 2019 – che perde 11 posizioni.
E la Sicilia? E’ in fondo alla classifica praticamente con tutte le sue città. Palermo è alla posizione 89, seguita da Catania e Messina. Ma le province più piccole fanno anche peggio: Agrigento 98esima, Ragusa 99esima e perde ben il 19% della sua vivibilità dopo essere stata a lungo la migliore provincia siciliana. Trapani alla posizione 101, Enna 103, Siracusa 105 e Caltanissetta penultima in Italia alla posizione 106
La Sicilia tutta in fondo alla classifica
Se il Nord scende,il Sud non scala la classifica ma resta al fondo con i problemi di sempre. Questo anno chiude la classifica Crotone, preceduta da Caltanissetta, ultima lo scorso anno.
Per evidenziare e comprendere meglio l’impatto della pandemia che ha sconvolto il 2020 – e inevitabilmente ha influito sulla la qualità della vita nelle province – l’indagine del Sole 24 Ore ha stretto il focus su 25 indicatori, aggiornati tra il 30 giugno e ottobre di quest’anno.
Ad emergere è la crisi economica e sociale, per ora tenuta a bada da ammortizzatori, contributi e ristori statali: il Reddito di cittadinanza, per esempio, aumenta nelle grandi metropoli e al Sud. A Milano, dove gli assegni sono poco meno di 13 ogni 1.000 abitanti, tra dicembre 2019 e agosto 2020 ne sono stati emessi il 40,3% in più. A Napoli e Palermo si tocca quota 49 e 51,5 contributi ogni 1,000 abitanti, in salita del 36% e del 33,2 per cento.
Rimane comunque il fatto che il Sud resta fermo nella parte bassa della classifica, con i sui problemi di sempre. Le aree metropolitane del Mezzogiorno guadagnano posizioni al capitolo Demografia e salute, proprio perché il virus ha picchiato più duro altrove, ma restano sul fondo nelle altre categorie dove pesano i divari strutturali ereditati dal passato.
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]]>L'articolo I 5 migliori caffè di Palermo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Ideal Caffè Stagnitta, Discesa dei giudici 42
situato nel cuore del centro di Palermo, tra Via Roma e Via Maqueda, in una cornice suggestiva storica e decadente tra vecchi palazzi, il Comune e la chiesa della Martorana, la torrefazione Stagnitta ha una lunga storia alle sue spalle: la quarta generazione della famiglia Stagnitta ha preso le redini della celebre torrefazione fondata ormai quasi cent’anni fa, nel 1928. Lì troverete una storia lunga quasi un secolo, gli odori inebrianti dei chicchi tostati di caffè più ricercati e le miscele migliori d’importazione a prezzi unici in tutta la città, ma accessibili a tutti. Personale giovane e dinamico, oltre che gentile.
Bar Pasticceria Alba, Viale Margherita di Savoia 2
Mondello. Basta la parola per suggerire temi come caldo, estate, spiaggia, mare. Ma Mondello è anche caffè: nello storico Bar Pasticceria Alba, il caffè a Mondello è sempre un rito rispettatissimo 365 giorni all’anno. Pur non avendo una sua propria torrefazione, l’acquisto delle miscele di caffè è all’ordine del giorno: le migliori qualità arabica sono dispensate dai baristi del locale nel modo migliore. Cura per le macchine del caffè, gusto inebriante e servizio impeccabile sono le parole d’ordine per servire un ottimo caffè. E il Bar Pasticceria Alba non è da meno.
Caffè Pasticceria Spinnato Via Principe di Belmonte 111
Torniamo in centro, adesso. Il nome Spinnato riecheggia nelle orecchie dei palermitani come un’istituzione del ristoro, della colazione, del brunch, della premiata forneria. Il caffè non è da meno: in mezzo alla parte “altolocata” del centro di Palermo, il caffè di Spinnato è veramente democratico, per tutti. Nell’attesa, dicevo, di riprendere il caffè al bancone, Spinnato ci fa “spinnare” – non a caso – per i suoi interni in legno pregiatissimo dove sorseggiare tranquillamente un ottimo caffè in assoluta tranquillità nell’atmosfera della cortesia e dell’ironia contagiose dei lavoratori del bar.
Torrefazione al Moretto, via Rosolino Pilo 22
Altra storica torrefazione palermitana, anche se più “recente” della Stagnitta. L’attività, fondata da Giuseppe de Caro alla fine degli anni sessanta, è un noto punto di ritrovo dei lavoratori che operano nei dintorni (via Ruggero Settimo, Via Cavour), nuove miscele d’importazione ogni giorno e personale preciso, educato e puntuale. Le miscele in vendita sono anche disponibili per bar e privati cittadini. Da provare la miscela Casa Excelsior!
Bar Pasticceria Massaro, via Ernesto Basile 24-26-30 Non poteva mancare l’arcinoto Bar Massaro. Ritrovo di studenti universitari, laureati e non, che fornisce un servizio impeccabile e simpatico per la simpatia dei loro baristi e lavoratori. Il bar serve al bancone miscele commerciate dalle varie torrefazioni siciliane e i prezzi sono i più bassi della città: insomma, qualità e prezzo ottimi per iniziare la giornata con un ottimo caffè.
L'articolo I 5 migliori caffè di Palermo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Maradona. La classifica dei 10 gol più belli proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Riconosciuto come il calciatore del secolo, Diego Armando Maradona ha dato prova del suo grandioso talento calcistico durante tutta la sua carriera professionale. I tifosi lo ricordano per la partecipazione ai quattro Mondiali con la nazionale argentina, per il gol del secolo durante i quarti di finale contro l’Inghilterra, per il Pallone d’oro alla carriera nel 1995 e per la sua perseveranza come allenatore e dirigente sportivo. Consapevoli che l’accostamento del nome di Maradona e del sostantivo “classifica” costituiscano un ossimoro di fronte ad una stella polare del calcio, anche noi di Skuola.net abbiamo voluto omaggiare il campione proponendo i suoi 10 gol più belli e indimenticabili. Vediamoli insieme.
Il portiere Hugo Gatti, prima della competizione con la squadra di Maradona, definì il campione come “parecchio gordo per farmi paura”. In poche parole, disse ai giornalisti che non aveva paura di lui. Diego, però, gli fece 4 gol e la sua squadra vinse la partita.
Gol con la maglia del Barcellona contro il Real Madrid nello stadio Bernabeu. La partita si concluse 2-1.
Gol in rovesciata da terra di Maradona durante Pescara-Napoli in occasione della Coppa Italia 1984-85 giocata davanti a 25.000 spettatori.
Durante la partita del 20 ottobre 1985 il Napoli sta battendo il Verona 2-0 quando Maradona, ricevuto un lancio dalle retrovie, trasforma una palla innocua in una magia da ricordare.
Negli anni ottanta tutti credevano che fosse impossibile battere la Juventus. Maradona ci riuscì.
Gol di Maradona durante Inter-Napoli che si concluderà con il risultato di 1-1.
Il gol di Maradona contro l’Italia con il racconto di Victor Hugo Morales. Un gol indimenticabile e non banale, tipico del campione.
Secondo gol di Diego Armando Maradona nei quarti di finale della Coppa del Mondo 1986 tra l’Argentina e l’Inghilterra del 22 giugno 1986 allo Stadio Azteca di Città del Messico.
Secondo gol di Diego Armando Maradona nella competizione Argentina-Belgio durante il Campionato mondiale di calcio 1986. Il torneo sarà poi vinto dall’Argentina, riconfermandosi campione del mondo per la seconda volta.
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Uno degli ultimi gol del campione durante la partita della sua squadra, Boca Juniors, con Belgrano. Vinta 2-0.
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Il rapporto “Ecosistema urbano 2020” definisce la classifica in base alle trasformazioni urbane in chiave green, quindi si parla di: smog, trasporti, rifiuti e rete idrica. Insomma, tutto quello che comprende e riguarda l’impatto ambientale. In testa alla classifica delle città più green: Trento, Mantova e Pordenone. Le tre ultime posizioni sono occupate da: Pescara, Palermo e Vibo Valentia.
Un rapporto lungo 207 pagine per affrontare il delicato tema dell’impatto ambientale – che si intreccia a quello dell’emergenza sanitaria – e di come le città italiane stanno cambiando i loro profili sempre più rivolti al green.
«Dopo la fine del lockdown – scrive Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – le città hanno subìto alcuni cambiamenti visibili. Alcuni sicuramente negativi: è ripartita la corsa al monouso di plastica, graziato dall’incomprensibile proroga della plastic tax; i fiumi sono tornati a tingersi dei colori a cui eravamo abituati; l’aria delle grandi città ha riacquisito l’odore tipico dello smog.
Altri decisamente positivi: si sono moltiplicate le corsie ciclabili grazie alle modifiche al codice della strada; si sono diffusi i mezzi elettrici a 2 ruote, spinti anche dagli incentivi all’acquisto; si è esteso il ricorso al lavoro a distanza.
Il rapporto 2020 di Legambiente – oltre alla classifica generale, premia 17 buone pratiche. Si tratta di trasformazioni, più o meno significative, già avviate in alcuni centri urbani del nostro Paese. Esperienze riproducibili, spesso senza spendere troppi soldi, che consentono di mettere in campo azioni per ridurre gli impatti ambientali e migliorare la vivibilità delle città e la qualità della vita. Le uniche due città siciliane ad essere state inserite all’interno di questo elenco sono: Catania e Ragusa.
Nel nostro Paese la sfida, ora, deve essere quella di pianificare gli interventi dandogli continuità. Copiare dalle altre città europee. Far sì che il Governo istituisca finalmente una cabina di regia per le città e, utilizzando con criterio il Recovery Fund europeo, sostenga e spinga i sindaci affinché imbocchino con decisione la strada della sostenibilità, dando gambe a quei progetti che rappresentano l’unica via per stare al passo con l’Europa e il resto del mondo, guardando con fiducia a un futuro più sostenibile, condiviso, salubre. I cittadini delle nostre città, in gran parte, lo chiedono con forza».
Il quadro non è certo positivo per la città di Palermo che si classifica 103esima nel rapporto 2020 di Legambiente. La vera sorpresa in coda è Palermo, penultima.
Il capoluogo regionale siciliano è vittima di un lieve calo nel punteggio percentuale che però, messo assieme con un generale abbassamento della media generale dei capoluoghi e un conseguente lieve movimento di alcune città nella coda della graduatoria, basta a farla scivolare in basso.
In generale Palermo conferma performance non esaltanti in settori chiave dello studio come nei rifiuti. Basti pensare che nella percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti fanno peggio solo altre 3 città: Palermo si ferma appena al 19,2% di differenziata. Calano i passeggeri trasportati dal trasporto pubblico, e scende la superficie dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità, facendo del capoluogo siculo uno dei peggiori del Paese con poco più di un metro equivalente ogni 100 abitanti. Palermo poi arretra anche nell’indice dedicato al suolo consumato dove si ferma solo a 7,60 su 10 mentre lo scorso anno faceva registrare un più confortante 8,25/10.
I quartieri del disagio economico nelle aree metropolitane Rapporto % tra le famiglie con figli in cui la persona di riferimento ha fino a 64 anni e nelle quali nessun componente lavora o è pensionato e il totale delle famiglie

Il rapporto Legambiente 2020 completo QUI.
Le città (per un totale di 104) vengono esaminate per:
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]]>E così ho effettuato un viaggio gastronomico e turistico per i borghi, alla ricerca del gusto e di quei sapori genuini di una volta. Posso tranquillamente affermare di avere trovato alcuni locali, che mi hanno riportato all’infanzia e che mai dimenticherò per ospitalità e genuinità. Così ho stilato una lista delle 10 cose da fare in assoluto per le vie della città. Perché diciamocelo, Palermo è anche un luogo dove si può degustare di tutto dagli squisiti dolci allo street food, senza dimenticare i piatti della tradizione e quelli che si combinano con la fusione di altre culture.
La classifica delle 10 migliori gelaterie di Palermo
Ma è anche un ritrovo turistico amato soprattutto dagli stranieri. Ogni anno vengono numerosi per visitare la nostra città e rimangono estasiati dalla bellezza dei nostri monumenti e dalla magnifica accoglienza che ricevono. L’ospitalità del sud è famosa in tutto il mondo e i Palermitani sono apprezzati per i loro modi affabili e schietti.
Da sempre, la Sicilia terra di conquista ha saputo farsi strada grazie alla solidarietà reciproca dei suoi abitanti e alla capacità di andare avanti anche nelle situazioni più difficili. Questo ha lasciato un’impronta storica visibile sia a livello di monumenti, che attraverso l’esistenza di numerose impronte culturali e religiose.
Ma non solo, tutta la regione produce quelle che vengono chiamate le eccellenze del gusto. Prodotti tipici locali esportati in tutto il mondo: I vini, la frutta secca, i formaggi, salumi, i limoni e le arance, prodotti da forno e dolci. Ecco una mia lista personalissima delle cose da fare assolutamente a Palermo.
Per prima cosa e per iniziare la giornata con sprint occorrere una buona colazione. E per questo bisogna andare in una delle migliori caffetterie del centro, se non la migliore secondo il sito specializzato Tripadvisor. Si tratta della “Caffetteria del corso” che si trova nel cuore pulsante della città e più precisamente in Corso Vittorio Emanuele 370. In questo locale si può degustare un buon gelato fatto secondo la tradizione e lavorato artigianalmente e un caffè espresso composto secondo le più pregiate miscele arabiche. Nel centro della città non si può non visitare il Teatro Massimo situato fra la via Cavour e corso Vittorio Emanule. Si tratta di un teatro dell’opera già costruito nel 1859.
La sua edificazione si deve a Ferdinando II di Borbone. E’ il più grande teatro dell’opera dell’intera Europa. Un edificio imponente e bello che ogni anno da libero accesso alle rappresentazioni liriche di successo. E come potere dimenticare la chiesa di San Cataldo, nei pressi di piazza Pretoria e ricca di fregi antichi Medievali.
Per terza cosa, non si può non effettuare un giro presso i mercati caratteristici di Palermo, solo a due passi dal Teatro Massimo si trova “ il Capo” situato all’entrata di via porta Carini. Si tratta di uno dei luoghi commerciali più caratteristici della città, risalente alla dominazione araba in Sicilia. Le sue bancarelle variopinte offrono ancora un suggestivo spettacolo al pubblico e prodotti freschi e genuini.
Occorre rifocillarsi da una giornata densa e ricca avvenimenti con un buon pranzo a base magari di pesce, altra produzione della bella Trinacria. Ottimo il cibo e magnifica l’accoglienza presso il ristorante “ Cibus Sicilian food factory”. Secondo Tripadvisor il migliore ristorante con specialità di pesce, situato in via principe di Belmonte 23. Offre una gran varietà di pescato del giorno.
Per quinta cosa, e dopo un bel pranzo si può degustare un ottimo gelato, sia digestivo che di ottima qualità alla “Gelateria del Cassaro” . Il locale si trova in via Vittorio Emanule 214 e offre di solito i migliori sorbetti al limone della città.
Giusto po’ di shopping. Niente di meglio della Via Ruggero Settimo e la via Roma per fare acquisti di ogni genere. In queste vie si trovano i negozi di abbigliamento più rinomati come la “Rinascente,” oppure di bellezza come “Bottega verde” e perché no anche di dolciumi “ Roma Cash” di via Enrico Toti 118.
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Come settima cosa è d’obbligo assistere ad una rappresentazione teatrale al famoso “teatro Biondo”, restando sempre nelle vicinanze del centro, il teatro si trova in via Roma 258. Questo edificio è stato inaugurato nel 1903. Ogni anno con l’apertura della stagione offre spettacoli di prosa di largo respiro. Dalle opere drammatiche alle commedie e i classici, si può fruire sia degli rappresentazioni pomeridiane, che serali. E’ un posto di ritrovo di largo respiro per tutti gli intellettuali di Palermo.
Nel pomeriggio non si può non degustare una fresca granita, al limone, alla fragola, alla mandorla, alla menta e al caffè . Il posto migliore è il “Bar Marocco”, in via Vittorio Emanuele 494. Secondo sempre Tripavisor , il luogo migliore dove conciliare gusto , prezzo e tradizione.
E per cena, perché no una bella crêpes , è un ottimo intermezzo culinario. Le migliori poi possono degustare al “New Paradise” via Giovanni Campolo 7. Gusto e raffinatezza non mancano davvero in questo locale rinnovato e stimato dai migliori Gourmet.
E infine fra le 10 cose da fare assolutamente a Palermo, occorre certamente partecipare alla movida, restando sempre al centro della città, discesa Maccheronai alla “Taverna azzurra”gustando un drink magari in compagnia di amici.
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]]>Secondo la classifica dell’associazione, il modello OnePlus 8 Pro si aggiudica il premio per il miglior smartphone, «mostrando come la tecnologia hardware all’avanguardia può combinarsi con un ottimo design», si legge sul sito web degli esperti. Il dispositivo è dotato dell’ultimo processore Qualcomm Snapdragon 865, un display da 6,78 pollici, 8 GB o 12 GB di RAM e una fotocamera con quattro obiettivi.
La LISTA dei 10 Migliori Film in Uscita nel 2020
Oppo Find X2 è stato nominato, invece, lo smartphone più avanzato dell’anno. Gli esperti sottolineano il suo «design sensazionale», in particolare la sua finitura in pelle vegan touch, così come il display HDR AMOLED da 6,7 pollici e la tripla fotocamera, tra le caratteristiche che lo distinguono dalla concorrenza.
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Il premio per la migliore fotocamera mobile è andato all’Huawei P40 Pro, configurato con quattro obiettivi Leica, di cui una fotocamera principale da 50 megapixel, uno zoom ottico 5x, una ultra videocamera grandangolo da 40 megapixel, sensore di profondità 3D ToF.
Samsung Galaxy Z Flip è stato riconosciuto come il miglior smartphone pieghevole e Sony Xperia 1 II come il telefono cellulare con la migliore esperienza multimediale.
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]]>Nella classifica del Censis, sale di una posizione l’Università di Pisa, classificandosi quinta con un punteggio pari a 84,7, con un incremento di 9 punti per l’occupabilità e di 13 per la comunicazione e i servizi digitali. L’Università di Torino (81,8 punti) perde due posizioni e retrocede al settimo posto, dopo la Statale di Milano (83,3). Ultima è l’Università di Napoli Federico II, preceduta dall’Università di Catania. L’Università di Bari si conferma in terzultima posizione.
Tra i grandi atenei non statali (oltre 10.000 iscritti) è in prima posizione anche quest’anno l’Università Bocconi (98,2 punti), seguita dall’Università Cattolica (81,8). Tra i medi (da 5.000 a 10.000 iscritti) è quest’anno la Luiss a collocarsi al primo posto (94,6), seguita dalla Lumsa (89,2), con lo Iulm (82,0) al terzo posto. E’ quanto emerge dalla nuova Classifica Censis delle Università italiane edizione 2020-2021.
Il Censis rileva che tra i piccoli (fino a 5.000 iscritti), la Libera Università di Bolzano continua a occupare il vertice della classifica (101,4), seguita dall’Università Roma Europea (90,6), che scala una posizione, sorpassando la Liuc-Università Cattaneo (90,0). Chiude l’Università Lum Jean Monnet (70,6), preceduta dall’Università di Roma Link Campus (80,6)
Il dato da rilevare è che l’Università degli Studi di Palermo passa da 79,3 a all’84.2 ma preoccupano soprattutto due dati: Borse di Studio e Occupabilità. Unipa riconquista la 12° posizione. Nel 2019 era stata superata pure dall’Università di Messina. Unipa risale la classifica grazie ad un sostanziale aumento percentuale di tutti i parametri tenuti in considerazione eccetto uno: le Borse di Studio erogate che registrano ancora una volta un peggioramento della prestazioni del ranking.
Diversa la valutazione per quanto riguarda la comunicazione e i servizi digitali, qui UNIPA registra un notevole incremento percentuale che le permette di superare altri Atenei italiani.

Spulciando i dati della classifica Censis, è bene evidenziare l’unico prima posizione che raggiunge Unipa: La didattica di scienze motorie biennale. In questo caso l’ateneo Palermitano è il migliore d’Italia tra i grandi Atenei statali .

Il rapporto Censis 2020/2021 mostra un netto miglioramento di Unipa in quasi tutti i parametri tenuti in considerazioni. Le prestazioni sono aumentate rispetto all’ultimo rapporto. Comunque sempre meglio dell’Ateneo catanese che si classifica sempre dietro a Unipa.
Le valutazioni del Censis certificano la continua crescita dell’Università di Palermo. Tutti gli indicatori strettamente collegati all’azione ed alle strategie di Unipa – sottolinea il rettore – raggiungono ottimi risultati. Abbiamo infatti ottenuto un punteggio molto positivo per quanto riguarda i servizi, sulla cui qualità stiamo da tempo perseguendo un continuo miglioramento ponendo al centro il sostegno e l’attenzione ai nostri studenti e ai loro bisogni, e per quanto riguarda le strutture, segnale dei considerevoli investimenti fatti per gli ambienti di studio, come aule, biblioteche e laboratori didattici, rendendoli sempre più confortevoli e attrezzati. A fronte di questi dati positivi – continua Micari – bisogna puntare con le altre istituzioni e le imprese sull’occupabilità, il cui punteggio sottolinea la necessità di perseguire nuove politiche di crescita e di sviluppo economico, mirate alla creazione di lavoro qualificato per i nostri laureati, che sono in possesso di una solida preparazione che contribuisce in maniera decisiva sulle loro competenze e professionalità. Con l’elevato punteggio medio raggiunto la nostra Università, inserita nella classifica che le compete, quella dei mega Atenei, si posizionerebbe al sesto posto davanti a prestigiose Università del Nord Italia, come Milano e Torino, e del Sud, come Bari, Catania e Napoli Federico II. Questi dati, insieme ad una crescita del numero delle matricole negli ultimi anni pari al 33%, ci premiano inquadrando il profilo di una realtà universitaria stabile, solida e competitiva. Un Ateneo che fa il suo dovere – conclude il rettore – andando incontro alle esigenze degli studenti con un’offerta formativa sempre più ampia e il sostegno al diritto allo studio con l’allargamento della no tax area fino a 25 mila euro di reddito Isee.












Nota di Unipa sul tonfo in classifica Censis 2019
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]]>Decaro, presidente dell’Anci, raccoglie un ampio 69,4%, affiancato sul podio dal messinese De Luca e da Giorgio Gori, sindaco della Bergamo martoriata dall’epidemia, ex aequo con Marco Bucci che a Genova si è trovato il mandato “invaso” dal crollo del ponte Morandi.
Leoluca Orlando a Palermo e Virginia Raggi a Roma, sono appaiati all’ultimo posto con un solo decimale di scarto (38,1% contro 38,2%). A condividere con loro i piani più bassi della classifica ci sono Salvo Pogliese a Catania, Giuseppe Falcomatà a Reggio Calabria, Rinaldo Melucci a Taranto e Luigi De Magistris a Napoli.
Chiara Appendino, che dopo i primi mesi a Palazzo di Città alla guida di Torino vinceva di slancio la corsa del Governance Poll, ora scende alla casella numero 97; un po’ meglio della collega del Campidoglio e un poco peggio rispetto al Nisseno Roberto Gambino, che al 91° posto chiude la non esaltante terna a Cinque Stelle alla guida dei capoluoghi di Provincia. Indietro anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris (al 100° posto con un calo di 24 punti).
Tra le grandi città, in lieve crescita i sindaci di Firenze Dario Nardella (34° posto) e di Milano Giuseppe Sala (52°).
Per le Regioni, l’indicazione più evidente è l’en plein del centrodestra con i quattro governatori più popolari d’Italia: subito dopo Zaia, infatti, si piazzano Massimiliano Fedriga (Friuli V.G., Lega, 59,8%), Donatella Tesei (Umbria, Lega, 57,5%) e Jole Santelli (Calabria, Forza Italia, 57,5%). Al quinto posto, con consensi in crescita rispetto al giorno delle elezioni (dal 51,4 al 54%), si classifica il primo governatore del centrosinistra, quello dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Il progresso più significativo è quello di Giovanni Toti in Liguria (dal 34,4 al 48%), mentre gli arretramenti più vistosi sono accusati da Michele Emiliano in Puglia (dal 47,1 al 40%) e Attilio Fontana in Lombardia (da 49,7 a 45,3%). All’ultimo posto nel Governance Poll delle Regioni c’è il governatore del Lazio e segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, la cui performance è praticamente allineata al risultato – poco più del 30%, il più basso tra i governatori – ottenuto il giorno delle elezioni.
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]]>La recente pubblicazione dei rankings internazionali delle Università considerate come le migliori al mondo, ha comportato la condivisione dei risultati da parte degli Atenei italiani posizionati nei posti più alti e di diverse testate giornalistiche, rivendicando la grande vittoria conseguita.
Avremo voluto anche noi gioire per questo risultato, ma non possiamo, né vogliamo, farlo: prima di cantare vittoria è infatti necessario capire quali sono gli indicatori utilizzati per stilare quelle graduatorie. In poche parole, ciò che conta è la competitività a livello internazionale, la qualità di una didattica basata su prospettive produttivistiche e di mercato, la produzione di ricerca intesa alla formazione di capitale fisico e umano.
Competitività, eccellenza, qualità, mercato, capitale: ecco gli indicatori che riflettono il risultato di aziendalizzazione e managerializzazione degli Atenei italiani, il dispiegarsi dei saperi e della conoscenza alle logiche di mercato e di profitto.
Nessun riferimento è fatto, da questi indicatori, alla reale condizione in cui si trovi l’università italiana se si guarda al suo ruolo di ascensore sociale e di motore sociale, di apertura a un futuro migliore per le studentesse e gli studenti e per il Paese tutto, dal punto di vista più sociale che economico.
I rankings internazionali ci consegnano quindi un’immagine di una Università che, invece di andare avanti, è tornata indietro: classista, elitaria, accessibile solo a pochi privilegiati, escludente.
Già da decenni l’università italiana ha intrapreso il percorso che l’ha portata in questa direzione e a conseguire questo risultato: sotto la retorica di eccellenza e qualità, è stata definanziata, smantellata, i saperi e la ricerca sono stati circoscritti a quelli utili per il mercato, è stata ulteriormente chiusa dal moltiplicarsi del numero chiuso, dall’aumento vertiginoso nei costi delle contribuzioni studentesche, dall’incapacità di coprire tutte le borse di studio, è stata ridotta nel numero di personale docente, assegnist*, dottorand*, ricercatori e ricercatrici.
Riportando i dati numerici per dare un quadro più specifico, ad oggi, l’Università in Italia è ridotta dell’8% nella dimensione finanziaria dell’investimento pubblico rispetto a quella del 2008; rispetto al 2014-15, il numero di immatricolati si è ridotto di 37mila studentesse e studenti, quello dei docenti del 17% e quello del personale tecnico amministrativo del 18%; il numero dei corsi di studio è sceso del 18%, il FFO è diminuito del 22,5% in termini reali.
Non possiamo vedere alcuna eccellenza, nessuna qualità, in questo modello di università. L’università deve essere aperta a tutte e tutti, gratuita e accessibile, i saperi e la ricerca devono essere liberi e critici: su queste parole chiave dovrebbero basarsi gli indicatori internazionali.
Il dato ancora più grave, tuttavia, emerge se si considera l’attuale fase: da un lato, la redazione del Piano Colao, che ancora una volta mette al centro il mercato e la competitività, senza dare alcuna considerazione alla componente studentesca, dall’altro lato, la mala gestione della sospensione della didattica e della sostituzione di quella fisica con quella telematica.

Il risultato è stato l’allargamento della forbice tra chi si può permettere di studiare e chi non può: nessun investimento reale nel diritto allo studio si è visto, perché per quanto siano stati stanziati diversi milioni, i requisiti all’accesso alle borse di studio permangono ancora; nessuna volontà nell’abolire l’ultima rata delle tasse universitarie, ma tantomeno di ridurle; nessun interesse a riaprire le aule studio e a ricalendarizzati gli appelli; nessuna volontà di abolire il numero chiuso.
Non solo, si è anche acuita ulteriormente la differenza tra Atenei del Nord e del Sud del Paese, ma anche tra quelli collocati nelle grandi città produttive, e tutti gli altri: un ottimo ritratto di questa differenziazione è riportato proprio da quali atenei sono riusciti a rientrare nella parte più alta della classifica e quali no. Chiaramente, gli Atenei ad avere scalato i rankings sono stati quelli più finanziati alla luce della loro capacità di regalare forza lavoro precaria al tessuto produttivo del loro territorio.
Crediamo che un’università classista, in cui le sperequazioni si fanno sempre più pesanti, in cui la ricerca e la conoscenza non sono libere e critiche, in cui i fondi stanziati non sono abbastanza se non accompagnati da reali misure a sostegno delle studentesse e degli studenti, non possa essere posta realmente ai posti più alti dei rankings internazionali.
Rivendichiamo un’università che pone al centro le studentesse e gli studenti, i loro sogni e il loro futuro, che mette in essere tutte le azioni positive per garantire a tutte e tutti di studiare, nessun* esclus*.
Continueremo a lottare per cambiare le nostre Università, per sottrarle da logiche competitive e di mercato, da rankings falsati e basati su un modello neoliberista di Università, e per ridarle nelle mani di chi le università le vive e le vivrà di giorno in giorno.
Come prima, tanto più oggi, è necessario invertire la rotta di sottofinanziamenti e disinvestimento nell’Università pubblica, è doveroso interrompere il modello attuale basato su logiche premiali e meritocratiche che porta avanti i più avvantaggiati lasciando indietro tutti gli altri. Non possiamo accettare che durante una crisi globale, al centro del Paese non siano posti anche il diritto allo studio e l’accessibilità all’università
: servono fondi, servono garanzie, servono investimenti nell’Università e nella ricerca, non per scalare i rankings internazionali ma per garantire un presente e un futuro degni per le studentesse e gli studenti!
Link Coordinamento Universitario
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