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]]>Ovviamente non mancano coloro che hanno fatto parte o fanno parte dell’Università di Palermo. Ecco la lettera di Trasparenza e Merito:
“Ora che molte Procure della Repubblica hanno avviato, in larga parte su segnalazione di nostri iscritti, approfondite indagini sui procedimenti di selezione di professori e ricercatori nelle Università italiane. Basti pensare a “Università bandita” a Catania, di “Università allegra” a Palermo, di “Magnifica” a Reggio Calabria, di “Concorsopoli” e “Chiamata alle armi” a Firenze, e poi ancora a Milano, Perugia, Roma Tor Vergata, Pisa, Chieti”.
“… L’affermazione della Ministra Maria Cristina Messa – unitamente a quella di molti rettori e politici – che sottolinea la sostanziale residualità dei casi di abusi (“poche mele marce”), può essere decisamente smentita dai fatti e dai numeri. Giova sottolineare, inoltre, che i gravissimi casi emersi alla luce del sole (centinaia) rappresentano solo la punta di un iceberg. Solo perché non si possono prendere in considerazione, ovviamente, tutti quei candidati ingiustamente bocciati”.
“Molti di loro hanno deciso di non denunciare, per timore di sicure ritorsioni e intimidazioni. Come non si possono scordare anche tutti quei casi di familismo, nepotismo e clientele varie che hanno prodotto la vittoria ai concorsi di candidati “unici” e “interni”.
“Il risultato è sotto gli occhi di tutta l’opinione pubblica. Ora più che mai, della magistratura, che interviene sempre più spesso aprendo fascicoli per reati contro la pubblica amministrazione. Il sistema autoreferenziale universitario continua imperterrito a procedere allo stesso modo, incurante delle inchieste, sicuro dell’impunità, con le stesse dinamiche e gli stessi linguaggi pseudo-mafiosi. E ora di dire basta“.

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]]>L’intercettazione fa parte dell’inchiesta che coinvolge oltre 20 tra docenti. Tutto è partito da un’indagine della Guardia di finanza che era partita dopo che il Tar, alla fine del 2020 aveva annullato, su ricorso di una candidata esclusa. Ovvero un concorso da ricercatore in diritto tributario che era stato vinto dal figlio dei uno dei docenti oggi indagati.
Nelle oltre duecento pagine che la Procura ha inviato al gip, nate dalla denuncia della tributarista Caterina Corrado Oliva, emergono mercanteggiamenti di ruoli e concorsi per 7 bandi. Per dirla ancora una volta con il prof Costanzo, che si rivolge a Daniele Granara in merito alla scelta della cattedra in Diritto costituzionale o Diritto pubblico comparato per il noto avvocato amministrativista, “è solo una tua preferenza soggettiva, se vuoi il bigné o la torta o il cannolo”.
Però le loro conversazioni non trattavano di leccornie dolciarie, ma di persone. O meglio del loro presente e futuro accademico. Proprio l’autrice dell’esposto, Caterina Corrado Oliva, che concorre con il figlio del professor Costanzo e con un altro candidato per un assegno di ricerca in Diritto Tributario, è la destinataria di una mail del docente emerito.
In cui, con parole eleganti, Costanzo le propone di accettare una cattedra a Imperia pur di ritirarsi dalla corsa a Genova. Un “gentlemen agreement” che Costanzo nella mail spiega così: “Si chiederà perché mi prenda a cuore la questione. Ma l’intento è scoperto. Va oltre a quello di un collega di Victor (Uckmar, deceduto, nel cui noto studio lavora la Oliva, ndr) e di un docente dell’Università di Genova. Quello di un padre che ha la ventura di un figlio innamorato della materia dal momento della laurea in poi”.

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]]>L'articolo “Non vincerai mai, aspetta il tuo turno”, così i baroni truccavano i concorsi all’Università proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Nel 2008 l’università di Reggio bandisce un concorso da ricercatore al quale lei partecipa. La commissione parla di «candidato» e «candidata», nonostante i temi siano anonimi. Gonfia i titoli del vincitore e omette i suoi. Lei perde e per cinque volte in dieci anni fa ricorso al Tar vincendo sempre. Per ben quattro volte l’Università ripete la gara con lo stesso esito.
La professoressa di cui è allievo il vincitore del concorso la convoca in facoltà: “Esterna il suo dissenso, suggerisce di ritirare il ricorso, la invita a chiedere scusa al presidente della commissione, amareggiato per la sua iniziativa giudiziaria”. Fino alla fatidica frase: “Non si fa così nell’università. Mettiti il cuore in pace, non vincerai mai. Aspetta il tuo turno”.
Clara però va in Procura e parte l’inchiesta. Dopo quattro anni l’indagine, ferma la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, non si limita a ricostruire “un patto corruttivo”. Svela che lei è solo una delle vittime di una “associazione a delinquere in totale spregio delle regole e del principio di meritocrazia, con illegalità quotidiane e senza soluzione di continuità”.


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]]>Le assunzioni sono previste in vari profili professionali a tempo indeterminato e pieno – categoria C – posizione economica C1.
L’ateneo ha sede principale a Sassari, oltre ad aver attivato corsi nelle città di Alghero, Olbia, Nuoro e Oristano. Con i suoi 10 dipartimenti e gli oltre 650 docenti provenienti dagli atenei di tutta l’Italia, l’Università di Sassari propone formazione in presenza e a distanza (e-learning e teledidattica) in campo umanistico escientifico.
Le figure professionali richieste sono:
Per partecipare ai concorsi rè necessario possedere i requisiti generali seguenti:
Per l’area amministrativa è richiesta esperienza professionale di almeno 1 anno presso la pubblica amministrazione nell’ambito amministrativo e/o contabile.
Per l’area tecnico-scientifica ed elaborazione dati occorre essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado ad indirizzo informatico, oppure diploma conseguito in base al Piano Nazionale Informatica, oppure diploma di maturità scientifica con opzione scienze applicate oppure diploma di perito industriale per l’elettronica e le telecomunicazioni ed avere maturato un’esperienza lavorativa di minimo 2 anni in ambito pubblico o privato con mansioni attinenti al profilo richiesto.
Le domande devono essere inviate entro le 13.00 dell’8 Novembre 2021.
Per consultare il bando cliccare qui per area amministrativa e qui per area tecnico scientifica


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]]>L'articolo Università, la ministra Messa contro i “baroni”: “Così elimineremo i concorsi farsa” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Se è arrivato il momento di mettere in discussione l’autonomia degli atenei italiani? L’autonomia è un bene che ha prodotto più vantaggi che svantaggi, un bene costitutivo che non va toccato perché garantisce la libertà dell’insegnamento – spiega -. L’autonomia ha consentito al sistema universitario italiano di restare il settimo nel mondo per pubblicazioni scientifiche anche in un momento in cui i finanziamenti erano scarsi. I ricercatori italiani sono bravi e capaci e il sistema bandisce ogni anno tra 2.300 e 3.200 concorsi, una realtà complessa”.
Sul modo in cui dovrebbero cambiare i concorsi italiani, poi, Messa è chiara: “Le falle principali sono nel metodo di abilitazione e nei bandi locali. Oggi il sistema è confuso tra l’abilitazione esterna, i rettori che non entrano nei contenuti della prova, i dipartimenti che possono fare scelte di cui poi non si prendono la responsabilità. La vera rivoluzione arriverà quando ci ispireremo alle pratiche realizzate all’estero. Si devono identificare i candidati migliori, le figure che possono coprire un’area, avviare un sistema di cooptazione a un livello molto alto. E poi avere commissioni allargate al mondo esterno, all’industria, all’estero. I commissari devono essere eccellenti per giudicare candidati eccellenti. A volte in alcuni atenei prevale una cultura localistica”.


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