L'articolo Orestiadi di Gibellina: a luglio parte la 40esima edizione proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Tornano anche quest’anno dirette da Alfio Scuderi e realizzate dalla Fondazione Orestiadi. Con il sostegno istituzionale dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana e il progetto speciale al Cretto di Burri grazie all’Assessorato ai Beni Culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia.
Nel 1983, Corrao proponeva la recita dell’Orestea nel “siciliano poetico” ideato da Emilio Isgrò. Un vigoroso messaggio di rinascita culturale per tutti i popoli minacciati dai sismi della storia e dai non meno potenti terremoti di civiltà operati dalla guerra. L’Orestea segnava idealmente l’inizio di una profonda germinazione di incontri culturali tra artisti, architetti, musicisti, poeti, contadini, artigiani, operai, donne e giovani che insieme rifondano la città e riscoprono l’eternità di Arte e Bellezza.
L’obiettivo di questa edizione è rinnovare l’impegno sul territorio, celebrare la storia di un Festival contemporaneo e celebrare un importante traguardo. “Abbiamo immaginato quest’anno un Festival “speciale”– spiega il direttore Alfio Scuderi –. Un racconto che possa tracciare la storia delle Orestiadi e l’identità artistica della Città di Gibellina dopo la sua ristrutturazione urbanistica. Partendo dalla ricostruzione culturale e guardando al futuro. Dopo 40 edizioni possiamo affermare con orgoglio che Gibellina è il suo Festival, e che le Orestiadi si riconoscono nella loro città. Un’avventura unica nel suo genere. Un progetto che ha segnato la rinascita di un territorio attraverso l’arte contemporanea, di cui il Festival teatrale ha rappresentato una parte determinante.”
Il Festival partirà proprio da “L’Orestea di Gibellina – Agamènnuni”, quel testo scritto da Emilio Isgrò, e che diede il nome alle Orestiadi. Dall’Orestea di allora all’Orestea di oggi – (9 luglio), grazie alla lettura scenica di Vincenzo Pirrotta, con le musiche eseguite dal vivo da Alfio Antico. Verrà raccontata una figura poetica della cultura popolare del mediterraneo, come Giufà, con il “Labortorio Giufà” (10 e 11 luglio) un progetto in due appuntamenti guidato da Francesca Corrao, composto dallo spettacolo inedito “Aspettando Giufà” di Claudia Puglisi e dalla performance narrativa di Ascanio Celestini. Le Orestiadi racconteranno anche di quel particolarissimo rapporto tra arte visiva e teatro, idea di un’arte universale che a Gibellina ha trovato la sua casa, grazie ad un progetto teatrale in prima nazionale, immaginato per le Orestiadi, dedicato proprio alle muse femminili dell’arte “Pezzi da Museo” (17 luglio) di e con Silvia Ajelli, con la partecipazione straordinaria di Simona Marchini.
Il progetto teatrale intorno all’arte avrà un altro punto di forza nella proiezione della creazione video di Roberto Andò e Marco Betta “Il Quadro nero” con le parole di Andrea Camilleri, ispirata alla Vucciria di Renato Guttuso: l’arte a Gibellina prende vita e si racconta sulla scena. L’impegno civile e sociale delle Orestiadi è sempre stato, e lo è ancora oggi, un’importante matrice del percorso artistico del Festival, che oggi continua anche in scena, attraverso “Mafia, singolare femminile” (18 luglio) con la regia di Enrico Stassi e fuori rassegna (19 luglio) “Sono Emanuela Loi” con la regia di Alessio Piazza, per ricordare Paolo Borsellino. Un’attenzione sempre importante è rivolta anche alle giovani generazioni, guardando al futuro con curiosità, per questa ragione si conferma anche quest’anno il premio under 35 #cittàlaboratorio, giunto alla sua quarta edizione, che si arricchisce della collaborazione con il Comune di Gibellina: a partecipare in anteprima i due progetti vincitori di quest’anno: “My name is Patrick Zaki – 45 Days” (23 luglio) di Alessandro Lenzi e “Ezechiele 43/11 Italia” (24 luglio) di Salvatore Cannova.
Questa edizione vuole segnare anche un filo rosso con gli artisti che hanno scritto la storia del Festival. E in questa storia non poteva mancare un omaggio a Franco Scaldati, il debutto del suo storico “Totò e Vicè” (30 luglio) in una versione nuova e inedita con la regia di Giuseppe Cutino.
Chiudono il Festival due progetti speciali: nel centenario dalla nascita di Leonardo Sciascia, un progetto in collaborazione con il Ministero Beni Culturali, per raccontare Leonardo Sciascia e il suo importante rapporto con Gibellina, “La Sicilia, il suo cuore” (31 luglio). Un video a cura di Dario Palermo, un’installazione a cura di Umberto Cantone, una drammaturgia di Roberto Andò, da “La notte delle lucciole” di Sciascia, letta in scena da Claudio Gioè.
Parlando di ricorrenze culturali e di simboli di rinascita, non si poteva non ricordare l’incredibile opera di Dante nel settecentesimo anniversario dalla sua morte, guardando soprattutto all’influenza che la sua scrittura ha avuto sulle future generazioni di scrittori e artisti. Per questo abbiamo immaginato un progetto in collaborazione con l’Assessorato ai Beni Culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia e la Soprintendenza di Trapani, che abbia al centro quella “commedia divina” che ha ispirato e continua ad ispirare gli autori contemporanei. Il progetto partirà dalla scrittura di Dante per declinare tre eventi al Cretto di Burri.
Nasce così “La Nuova Commedia” (5, 6 e 7 agosto) ovvero un percorso artistico inedito ispirato all’opera di Dante grazie a tre grandi artisti del nostro tempo: Virgilio Sieni con “PARADISE NOW#GIBELLINA”, un viaggio performativo che si conclude nello spazio senza tempo della felicità; Sergio Rubini con “La Vita Nuova”, la prima opera di attribuzione certa di Dante Alighieri, che l’artista rilegge, racconta, reinterpreta; per chiudere con Vinicio Capossela e la sua “Bestiale Comedìa”, un viaggio tra parola e musica nell’opera dantesca, per ricordare e festeggiare Dante Alighieri al Cretto di Burri.
“La straordinaria avventura dell’annuale festival teatrale di Gibellina è iniziata nel 1982 – racconta CALOGERO PUMILIA, Presidente Fondazione Orestiadi -. In quell’anno, tra i tanti artisti che risposero all’appello di Ludovico Corrao, Emilio Isgrò, artista siciliano da tempo esponente di punta nel panorama internazionale, ebbe il compito di indicare la direzione e avviare quell’esperienza, che iniziò proprio con la sua opera “Gibella del Martirio”. Da allora per quaranta anni, a Gibellina si sono succeduti registi e attori di valore internazionale e il festival è diventato un appuntamento di richiamo costante nel panorama siciliano e nazionale e ha saputo tenere il passo con i tempi anche per il valore dei direttori artistici che si sono succeduti. La quarantesima edizione, quasi un’analogia con l’iniziale riferimento alla tragedia del terremoto, coincide con l’augurabile ritorno alla normalità dopo la pandemia. Ancora una volta il teatro è chiamato a dare un contributo alla speranza e alla vita delle nostre comunità”.
“Le Orestiadi di Gibellina si confermano una certezza nel ricco panorama culturale della Sicilia e una sfida a rinnovare l’impegno per la rinascita del territorio attraverso il teatro e l’arte contemporanea – dichiara l’assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, Manlio Messina. – Rappresentano una sorta di metafora dello spirito di ricostruzione che deve animare l’intera popolazione siciliana in questo anno ancora di emergenza pandemica. Le Orestiadi diventano, quindi, anche un formidabile attrattore per il turismo.” Manlio Messina, Assessore del Turismo, dello sport e dello spettacolo.
“40 anni di Orestiadi a Gibellina, 40 di impegno per il contemporaneo per far rinascere un territorio umiliato e devastato dal terremoto e anche dal post terremoto. Quest’anno le Orestiadi saranno una festa nl segno sempre di più dal contemporaneo: dall’Orestea di Emilio Isgrò riletta da un misto di musica con Alfio Antico e teatro con Vincenzo Pirrotta, alla chiusura e al gran finale al Creto di Burri in un insieme tra danza teatro e musica con Sergio Rubini, Vinicio Capossela, Virgilio Sieni, tre grandi artisti per raccontare 40 anni speciali, e l’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia non poteva non esserci. Viva Gibellina e Viva le Orestiadi. “Alberto Samonà, Assessore dei Beni Culturali e dell’identità siciliana.
“Dal 1982 le Orestiadi sono per Gibellina la concreta manifestazione della rinascita della sua comunità, il simbolo della profonda capacità rigenerativa dell’arte, che ha reso una piccola cittadina dell’entroterra siciliano famosa in tutto il mondo. Le grandi produzioni delle Orestiadi invitavano in scena la popolazione insieme ai grandi maestri del teatro, coinvolgevano le maestranze locali nella realizzazione di spettacolari scenografie accanto ai maestri dell’arte, permettevano ai Gibellinesi di vivere in prima persona esperienze indimenticabili a contatto con l’arte. Le Orestiadi sono un patrimonio della città, non soltanto da custodire nei ricordi e da tramandare, ma soprattutto da vivere ancora oggi, allo straordinario traguardo delle quaranta edizioni raggiunto grazie all’instancabile lavoro della Fondazione Orestiadi che dal 1992 organizza e produce il festival.” Salvatore Sutera, Sindaco di Gibellina.
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]]>L'articolo Bonus cultura 500 euro: ecco come fare domanda proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il buono sarà spendibile entro il 28 febbraio 2022.
“Il Bonus cultura per i diciottenni è un’iniziativa di successo e un investimento importante che in questi anni ha visto crescere sia il volume dei giovani iscritti, arrivati a quasi 1,6 milioni, sia i fondi spesi che hanno superato i 730 milioni di euro. Risorse significative tanto più in questo momento di emergenza”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Dario Franceschini.
Il bonus può essere speso attraverso buoni spesa individuali e nominativi, esclusivamente dai giovani che si sono registrati sull’apposito portale. In fase di acquisto bisogna esibire in negozio il buono stampato oppure salvato in pdf sul proprio smartphone. Per gli acquisti online, invece, basta indicare nell’apposita sezione il codice identificativo alfanumerico di 8 cifre.
Il bonus può essere speso sia nei negozi fisici che in quelli online che aderiscono all’iniziativa. Il ministero della Cultura ha messo sul web l’elenco degli esercenti che finora hanno aderito (guarda qui), facilmente individuabili sul sito tramite una ricerca per nome, indirizzo e Comune. I negozianti che non avevano aderito alle precedenti edizioni del bonus, possono iscriversi anche loro al portale a partire dal 1° aprile 2021.
Ecco per quali acquisti i 18enni possono utilizzare il bonus cultura:
La somma riconosciuta potrà essere utilizzata anche per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani, sia in formato cartaceo che digitale.
Non ci sono limiti di spesa per un singolo acquisto. Non è, tuttavia, possibile comprare più di una unità di uno stesso bene o servizio: non si possono quindi acquistare ad esempio più biglietti per uno stesso spettacolo al cinema o più copie dello stesso libro.
Per usufruire del bonus i neo-maggiorenni devono scaricare la app “18App” o registrarsi sul sito 18app.italia.it in modo da ottenere il voucher elettronico da spendere nel corso dell’anno, presso i negozi fisici o online che hanno aderito all’iniziativa (qui trovate l’elenco degli esercenti che hanno aderito al programma).
Per completare l’operazione è necessario:
Il bonus non viene erogato in contanti ma è virtuale. È vietato monetizzare il bonus o i prodotti acquistati con la card.
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]]>L'articolo Crisi scolastica, 168 milioni di studenti hanno perso un anno di scuola e cultura proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Per 168 milioni di bambini in tutto il mondo le scuole sono state completamente chiuse per quasi un anno intero a causa dei lockdown per il Covid-19. Inoltre, circa 214 milioni di bambini a livello globale – ovvero 1 su 7 – hanno perso più di tre quarti di scuola in presenza”. Questo il dato sulla crisi scolastica.
Nel dettaglio, l’analisi dimostra che “tra marzo 2020 e febbraio 2021, le scuole sono rimaste in gran parte chiuse in 14 Paesi nel mondo. Due terzi di questi Paesi sono in America Latina e nei Caraibi, colpendo circa 98 milioni di studenti. Di questi 14 Paesi, Panama ha tenuto le scuole chiuse più a lungo, seguita da El Salvador, Bangladesh e Bolivia”.
Il direttore generale Unicef Henrietta Fore dichiara la “catastrofica emergenza dell’istruzione che le chiusure a libello mondiale hanno creato”
“Ogni giorno che passa – ha affermato – i bambini che non possono accedere all’istruzione in presenza rimangono sempre più indietro e i più emarginati pagano il prezzo più alto. Non possiamo permetterci di passare a un secondo anno di apprendimento limitato o addirittura assente per questi bambini. Non si dovrebbe risparmiare alcuno sforzo per tenere aperte le scuole o dare loro la priorità nei piani di riapertura””.
La chiusura delle scuole infatti “ha conseguenze devastanti sull’apprendimento e sul benessere dei bambini”. Questa la posizione in base ai dati pubblicati da Unicef.
A pagarne le conseguenze i più deboli. “I più vulnerabili e coloro che non possono accedere all’apprendimento da remoto sono esposti a maggiori rischi di non tornare mai a scuola, o anche di essere costretti a matrimoni precoci o sfruttamento del lavoro minorile“.
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]]>L'articolo “Non leggo un libro da tre anni”, adesso è sottosegretaria alla cultura proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La nomina ai Beni Culturali promette di alimentare qualche polemica visto che di Lucia Borgonzoni si ricorda, tra le tente dichiarazioni fatte nella sua lunga carriera con la Lega, una celebre frase: “Leggo poco, studio sempre cose per lavoro. L’ultima cosa che ho riletto per svago è Il Castello di Kafka, tre anni fa. Ora che mi dedicherò alla cultura magari andrò più al cinema e a teatro”, disse a Un Giorno da Pecora, su Radio 1 con Geppi Cucciari, quando già ricopriva lo stesso incarico di sottosegretaria nel Governo Conte I, ovvero quasi due anni fa. E già allora la sua uscita non mancò di alimentare qualche ironia.
A smuoversi contro questa candidatura molti intelettuali e scrittori, in primis Michela Murgia. L’attivista e scrittrice da anni è celebre per le sue lotte femministe e per alcuni suoi libri diventati celebri.
Su questa candidatura e sulla frase, che pronunciò la Borgonzoni tre anni fa, dichiara: “Ciascuno del suo tempo fa quel che gli pare”.
Anche se sottolinea: “Ma trovo significativo che la massima carica dello stato chiamata a occuparsi della cultura pensi che la lettura sia una cosa che si fa quando non si ha nient’altro da fare”, ha scritto Michela Murgia sul suo profilo Facebook.
Per poi sottolineare: “Per fortuna, sebbene meno dello sperabile, in Italia molti leggono ancora e pensano che la lettura non sia un hobby per oziosi, ma un esercizio indispensabile a mantenere l’anima tonica, l’intelligenza scomoda e il cuore pronto allo slancio. Gente che, per dirla con Allen, legge per legittima difesa“.
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]]>L'articolo In Sicilia nasce la “Rete delle case-Museo” dei personaggi illustri proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La giunta, coordinata da Nello Musumeci, ha ufficialmente approvato la nascita della “Rete delle Case-Museo”. La nuova realtà metterà in collegamento tutte le strutture museali isolane legate alla storia, al vissuto quotidiano e alle esperienze di esponenti della cultura nati in Sicilia o di coloro che hanno trovato un forte legame col territorio per le loro svariate arti.
Gli esempi più celebri di case museo sono quelle di: Giovanni Verga, Luigi Capuana, Vincenzo Bellini, Salvatore Quasimodo, Luigi Pirandello, Franca Florio. E inoltre: Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Federico De Roberto e Maria Occhipinti.

Dedicati a loro, preziosi musei e piccole stanze o case adornate a museo che, come bauli preziosi, racchiudono momenti di vita, di magia e di estro artistico. Emozioni in luoghi dove il ricordo diventa elemento dinamico di un territorio, potenziandone i motivi di interesse turistico e culturale. Si cercherà di creare un unione più forte per esempio tra la casa di Verga e quella di Pirandello. O anche tra Il museo Florio e la dimora di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, padre del romanzo il Gattopardo.
Lieto dell’iniziativa raggiunta l’Assessore ai Beni Culturali Alberto Samonà dichiara: “L’obiettivo è collegare il ricco patrimonio di testimonianze esistenti e renderlo conosciuto e fruibile attraverso i musei”.
Al centro del progetto la valorizzazione di un circuito di esperienze preziose custodite all’interno delle Case-Museo, sia pubbliche che private, spesso prive della visibilità che meriterebbero per il valore delle testimonianze che ospitano.
Una bella iniziativa per ridare agli orgogli siciliani il lustro che meritano. La Regione Sicilia, attraverso un comunicato, dichiara che accetterà qualsiasi aiuto esterno dato da enti e associazioni volenterose.
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]]>L'articolo “Sicilia Archeologica”, L’app gratuita per i tour virtuali tra le bellezze di Sicilia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Mentre siamo costretti a stare a casa a causa dell’emergenza Covid-19, cresce la voglia di uscire e assaporare le bellezze del nostro territorio.
In questo periodo in cui non è possibile andare in giro per parchi e musei, dai propri dispositivi è, infatti, possibile godere di tour multimediali nei vari siti che fino a poche settimane fa erano invasi da migliaia di turisti e attualmente chiusi al pubblico per l’emergenza Coronavirus.
“Vogliamo offrire, da un lato – sottolinea il governatore Nello Musumeci – una ricca e variegata proposta multimediale per rimanere vicini ai tanti appassionati e turisti virtuali, fornendo spunti per un approfondimento e un momento di conoscenza, anche rimanendo a casa. Ma, dall’altro, anche rinnovare l’invito a non uscire, evitando così il proliferare del contagio”.
Il web però offre altre possibilità per i malinconici della cultura siciliana. A disposizione ci sono anche i siti internet dei Parchi, dei musei, delle biblioteche e delle Aree archeologiche. I portali del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, del Parco di Selinunte, del Parco di Naxos e Taormina, della Villa romana del Casale, del Parco di Catania, del Parco di Segesta, del Parco Lilibeo offrono numerosi spunti di approfondimento e una ricca galleria di immagini. Anche il Museo Pepoli di Trapani, il Museo Riso di Palermo e il Palazzo D’Aumale di Terrasini consentono una visita delle collezioni online. Disponibili anche le consultazioni online per le Biblioteche regionali di Palermo e Messina, nonché i materiali e le pubblicazioni scaricabili (in formato pdf) del Centro regionale dell’inventario e catalogazione e del Centro per la progettazione e il restauro. La Soprintendenza del Mare offre la possibilità di accedere alle pubblicazioni editoriali prodotte fin dal 2004 e di potere ammirare gli itinerari culturali subacquei sul suo canale youtube.
E grazie a “Google Arts & Culture” (raccolta online di immagini in alta risoluzione di siti culturali di tutto il mondo), il Parco della Valle dei Templi di Agrigento è accessibile in maniera virtuale con tour guidati e approfondimenti sulle bellezze del sito archeologico più visitato di Sicilia. Un viaggio possibile sia da computer che da dispositivi mobili, grazie all’App “Arts&Culture”. L’accesso può essere effettuato dal sito della Valle dei Templi (www.parcovalledeitempli.it), oppure scaricando l’applicazione “Google Arts & Culture”.
Anche Coopculture, concessionario dei servizi aggiuntivi per la Regione Siciliana, consente di navigare all’interno dei luoghi culturali dell’Isola con “Culture at home”, una piattaforma web con la quale si possono realizzare interessanti esperienze di visita, gioco e intrattenimento, anche per i più piccoli, in vari siti come il Palazzo della Zisa e il Museo Salinas di Palermo, la Valle dei Templi ad Agrigento, il Chiostro del Duomo di Monreale. In questo periodo le audioguide sono gratuite grazie all’App “Audio Culture” (https://cultureathome.coopculture.it/).
Sul sito web di Aditusculture, concessionario dei servizi aggiuntivi per la Sicilia orientale, infine, vengono presentati con testi e immagini il Museo Paolo Orsi di Siracusa, la Neapolis, il Castello Maniace, la Galleria di Palazzo Bellomo, il Museo di Messina, la zona archeologica di Tindari, la Villa romana di Patti e il Museo di Lipari.
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]]>L'articolo “Nuove musiche”, anche Unipa collabora alla seconda edizione del festival proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Nuove musiche, in ideale collegamento con quelle Settimane Internazionali Nuova Musica che, negli anni Sessanta, resero Palermo protagonista del dibattito musicale e culturale.
Ma nuove anche perché propongono al pubblico brani recentissimi – alcuni dei quali commissionati nell’occasione dal Teatro Massimo – o interpretazioni che ribaltano ogni attesa, seguendo il filo di una contemporaneità sorprendente e mai scontata.
Dieci appuntamenti che tessono Oriente e Occidente, che vedono tra i protagonisti il cantore del venerabile Dalai Lama Ngawang Tashi Bapu; Vladimir Luxuria per Chansons de Bilitis di Debussy; Cabaret Contemporain che interpreta Kraftwerk con strumenti tradizionali, e che propongono musiche che raccontano tutto il Novecento, da Luigi Nono a Sofia Gubaidulina, da Steve Reich a Salvatore Sciarrino.
Il festival, vede inoltre la collaborazione del Conservatorio V. Bellini di Palermo, il Conservatorio A. Scontrino di Trapani, l’Ambasciata di Francia in Italia, l’Institut Français, l’Accademia di Belle Arti di Palermo, la Gaîté Lyrique di Parigi, e vede la partecipazione degli artisti dell’Orchestra, del Coro, del Corpo di ballo e del Coro di voci bianche del Teatro Massimo.
«Una manifestazione – dice Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente della Fondazione Teatro Massimo – che conferma il ruolo trainante che il Teatro svolge nel tessuto culturale della città, ma che anche rilancia il suo ruolo nel tessere rapporti e collaborazioni internazionali che pongono Palermo all’attenzione del grande pubblico e che ne fanno una delle città più vivaci e stimolante per la musica e le arti».
«Un’occasione per conoscere la musica contemporanea – dice Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Massimo – e per confermare l’attenzione del Teatro Massimo nei confronti dei linguaggi del contemporaneo. Un teatro che ha scelto la chiave dell’innovazione e della curiosità per il nuovo, senza barriere».
«Interpretazioni che ribaltano tutte le aspettative – aggiunge il direttore artistico Oscar Pizzo – incontri nei quali il pubblico viene portato a interrogarsi sulla paura o coinvolto nella coreografia dello spettacolo, con una salutare perdita dei punti di riferimento».
La manifestazione si apre sabato 21 novembre alle 20:30 con un concerto affidato al direttore musicale del Teatro Massimo, Gabriele Ferro, con la partecipazione eccezionale del Cantore del Venerabile Dalai Lama, Ngawang Tashi Bapu; un programma che traccia le vie della trascendenza partendo dal Libro tibetano dei morti (Bardo Thodol) per procedere con le musiche di Glass, Stockhausen e Wagner.
Si prosegue domenica 22 novembre, alle 17:30, con Kraftwerk-L’Uomo macchina, rielaborazioni di opere dei Kraftwerk a cura di Cabaret Contemporain, gruppo parigino composto da cinque musicisti che sono anche compositori e improvvisatori. Insieme alla cantante svedese Linda Olah, il gruppo riprende le canzoni dei Kraftwerk, gruppo fondato a Düsseldorf nel 1970 da Ralf Hütter e Florian Schneider, entrambi allievi di Stockhausen, che ha avuto un’influenza fondamentale sul pop inglese, l’hip-hop e la techno. Sotto le loro dita creative basso, pianoforte, chitarra, tamburi cigolano, scricchiolano, trasformando il suono dei loro strumenti fino a evocare i suoni analogici degli anni ’70 e ricreandolo in una nuova dimensione legata alla possibilità di improvvisazione collettiva.
L’indomani, lunedì 23 novembre, alle 11:30, Let’s Reich, Let’s Dance, una nuova produzione del Teatro Massimo basata su Music for 18 Musicians, tra le composizioni più importanti del compositore statunitense Steve Reich. Un gioco che, partendo dall’impulso iniziale di un accordo, si svolge in più spirali ritmiche. In occasione di questa esecuzione, l’ascoltatore sarà chiamato non solo a essere passivamente invaso dall’onda sonora, ma a divenire parte di quell’oscillazione che è il suono: nascerà in tempo reale una coreografia vivace ed esilarante, che mira a liberare il corpo e le menti grazie all’unione di musica e danza.
Martedì 24 novembre alle 17:30 Quadrifonie, con alcuni brani commissionati dalla Fondazione Teatro Massimo ed eseguiti in prima assoluta, direttore Francesco La Licata: un incrocio di strade sonore, che vedono snodarsi le musiche di quattro compositori profondamente legati a Palermo: due di loro vi sono nati, Armando Gagliano Candela e Salvatore Sciarrino (che, applaudito in tutto il mondo, da decenni risiede in Umbria, a Città di Castello); il cagliaritano Lucio Garau, che vive a Palermo pur mantenendo un forte legame con la natia Sardegna; il catanese Emanuele Casale che insegna Composizione elettroacustica e Sound Design al Conservatorio “Bellini” di Palermo.
Mercoledì 25 e giovedì 26 novembre due appuntamenti dedicati a Sofia Gubaidulina, la più importante compositrice russa del Novecento.
Mercoledì 25 alle 21:00, nella Sala Scarlatti del Conservatorio Bellini, Frammenti di visioni, un progetto a cura della Fondazione Teatro Massimo e del Conservatorio, in collaborazione con AlterAzione. Progetto donne per la musica, un recente progetto didattico-artistico nato in seno al Conservatorio con lo scopo di focalizzare l’attenzione sul contributo creativo femminile alla musica – un contributo che ancora oggi, purtroppo, non ha sufficiente visibilità e riconoscimento – valorizzando in primo luogo il talento delle studentesse dell’Istituto. Da ciò l’idea di coinvolgere il dipartimento di Composizione del Conservatorio di Palermo, sollecitando le studentesse dei corsi più avanzati a comporre un brano liberamente ispirato ad Aus den Visionen der Hildegard von Bingen, lavoro per voce sola di contralto scritto da Gubaidulina nel 1994.
Giovedì 26 alle 20:30 nella chiesa del Gesù di Casa Professa protagonista sarà proprio la musica di Sofia Gubaidulina. Venerdì 27 alle 20:30 A Floresta, musiche di Luigi Nono. A Floresta é jovem e cheja de vida, del 1965, è un lavoro portante all’interno dell’opera del compositore, dal quale verrà la linfa vitale per molte composizioni successive, con il suo impegno e la partecipazione alle lotte anti-imperialiste di quegli anni. A presentare A Floresta sarà in collegamento video Luigi Pestalozza, musicologo autore di testi fondamentali sul Novecento musicale, che è stato amico di Nono.
Sabato 28 alle 20:30 Paura della paura, con il filosofo Maurizio Ferraris, che affronterà il ruolo della paura, e di tutto quello che vi si agita intorno (aver paura è bello o brutto? Si tratta di un’emozione positiva o negativa?) in un incontro che si muove intorno alla raccolta Death Speaks del compositore David Lang, tra i più affermati autori degli Stati Uniti degli ultimi anni.
Lunedì 30 novembre alle 20:30 Selon Sade, omaggio al compositore Sylvano Bussotti a distanza di cinquanta anni dall’esecuzione, il 5 settembre 1965, in prima mondiale, al Teatro Biondo di Palermo, de La Passion selon Sade. Lo spettacolo attrasse e scandalizzò, fin dal titolo, tanto che sui manifesti “Passion” venne sostituito con una X.
Infine, martedì 1 dicembre alle 20:30, nel foyer del Teatro Massimo, Afrodite, un programma che parte dalla sensualità della Francia di fine Ottocento di Debussy, con le Chansons de Bilitis su testi di Pierre Louys, per arrivare fino ai giorni nostri, con Aphrodite di Giorgio Battistelli che racconta le sofferenze amorose della cortigiana Criside nell’Alessandria del periodo ellenistico, e La via del Sexo di Nino Gennaro, del quale ricorre nel 2015 il ventennale della morte. Interprete ideale di questi personaggi che si muovono sempre in una dimensione ambigua e piena di suggestioni, audace e insinuante ma che non si sottrae all’impegno civile, è Vladimir Luxuria, che per La via del Sexo dialogherà con l’attore e regista Massimo Verdastro.
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]]>L'articolo Cari ragazzi, coltivate la memoria proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le domande erano davvero semplici, del tipo «chi è Di Matteo» o la data della strage di Capaci o di Via D’Amelio; ebbene, le risposte sono state a dir poco sconvolgenti. Di Matteo è diventato un boss mafioso, la strage di Capaci si è consumata negli anni settanta e Grasso è diventato presidente di Libera.
Da anni mi occupo di legalità e ho sempre cercato non solo di fornire dati, date e contenuti ai miei alunni, ma ho cercato contemporaneamente di fare cogliere loro il valore e l’importanza di queste conoscenze, come atto di crescita, di maturità e di edificazione del proprio essere.
Quando avevo diciotto anni non c’era la sensibilità e l’informazione su determinati temi che oggi è invece presente e che dunque dovrebbe spingere i nostri giovani ad interessarsi a queste tematiche, anche se, forse sarebbe meglio dire che siamo noi adulti che dovremmo farli interessare a certe questioni.
Non si può non conoscere la data della strage di Capaci, perché non è possibile immaginare di non sapere cosa sia successo il 23/05/1992, qui, a casa nostra, su un’autostrada che percorriamo regolarmente; un ragazzo dovrebbe chiedersi cosa ci stanno a fare quelle due steli li, all’altezza più o meno dello svincolo di Capaci, così come dovrebbe sapere che a Palermo opera un magistrato che vive in costante pericolo di vita perché si sta occupando di fare luce su uno dei capitoli più bui della nostra storia repubblicana e cioè quello della trattativa tra Stato e mafia; i ragazzi hanno il dovere di conoscere tutto ciò, hanno il dovere di coltivare la memoria, perché solo attraverso la conoscenza si può evitare che certe situazioni si ripresentino, solo attraverso la conoscenza si può acquisire una coscienza della legalità, una coscienza che ai miei tempi, mi permetto di dire, non esisteva così come invece oggi esiste, anche se ciò, evidentemente non è abbastanza.
Da docente, però, mi permetto di dire che non mi sento di colpevolizzare i nostri giovani, quanto piuttosto mi chiedo quanto noi docenti, abbiamo la capacità di affrontare questi argomenti, quanto noi docenti non consideriamo una perdita di tempo, soffermarci su chiarimenti relativi alla trattativa stato mafia o altro.
È vero che i nostri giovani hanno il dovere di conoscere e di coltivare la memoria, ma siamo innanzi tutto noi adulti, noi docenti, noi genitori che abbiamo l’obbligo morale di condividere con i nostri figli e con i nostri studenti questa memoria.
Non possiamo chiedere ai ragazzi di sapere chi sia Di Matteo se per primi noi adulti non ne parliamo con loro; è inutile prenderci in giro, i ragazzi di oggi non guardano notiziari, non leggono giornali, hanno un modo di attingere informazioni in relazione solo a ciò che a loro interessa, sono preparatissimi su ciò che li incuriosisce, su ciò verso cui nutrono le loro passioni, hanno enormi potenzialità ed enormi quantità di fonti ove attingere informazioni; se però i nostri giovani non sono interessati a qualcosa, quel qualcosa non assume nella loro vita alcuna importanza, non è degna di essere affrontata, analizzata, studiata. È per questi motivi che corre a noi il dovere morale (lo ripeto) di fare loro conoscere la nostra storia, di fare loro conoscere che in quel maledetto 23/05/1992, saltò in aria un’autostrada perché si volle uccidere l’uomo che più di ogni altro in quel momento storico rappresentava la legalità, rappresentava le persone oneste, rappresentava le persone che avevano scelto di proteggerlo e che viaggiavano con lui, disposte a sacrificare la loro vita per quell’uomo della legalità.
Cari ragazzi, non commettete gli errori della mia generazione, abbiate il coraggio di aprire gli occhi sul nostro passato, abbiate il coraggio di coltivare la memoria, ne trarrete beneficio, imparerete che la società non è solo quella che anonimamente vi si presenta dinnanzi e che giustamente spesso criticate; essa è stata anche vissuta da persone che hanno sacrificato la loro vita per difendere un ideale, un sogno, un progetto. Imparerete a sognare con loro, a condividere quei sogni di legalità e di un mondo migliore che hanno alimentato questi illustri uomini che ancora non avete avuto l’onore di conoscere, imparerete a «sentire la bellezza del fresco profumo di libertà» (P. Borsellino).
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]]>Un percorso di iniziative rivolte alla città: anteprime cinematografiche, incontri, seminari universitari e l’avvio di nuove collaborazioni.
Anche quest’anno l’Università di Palermo sarà partner della realizzazione di Prospettiva Queer, ciclo di seminari sulle diverse forme di discriminazione, accompagnati dalla visione guidata di film, rivolto agli studenti delle Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze della Formazione e dedicati quest’anno al tema del Tabù.
Tra gli ospiti di quest’anno Walter Siti, vincitore del Premio Strega con “Resistere non serve a niente”, Stefano Ricci e Gianni Forte, che verranno a ritirare al Festival il Premio Nino Gennaro.
Altro ospite d’eccezione il regista Alain Guiraudie, autore del fortunato “Lo sconosciuto del lago”, giudicato dai Cahiers du cinéma come il miglior film in assoluto di tutto il 2013. A firmare il trailer della quarta edizione del festival sarà il grande maestro del cinema mondiale Paul Vecchiali.
Per maggiori informazioni, collegarsi al sito del Sicilia Queer FilmFest.
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]]>Si tratta di una visita guidata presso la casa Museo “Stanze al genio” di via Garibaldi 11, a Palermo, curata da Pio Mellina, dove sono presenti circa 2300 esemplari, datati dal 1500 al 1800. Per la visita, che verrà svolta con guida in italiano è obbligatoria la prenotazione telefonica al numero 340.0971561 o via e-mail [email protected].
Alla visita bisognerà presentarsi muniti di certificato attestante la qualifica di studente Erasmus Incoming.
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