L'articolo Covid, capienza al 100% nei cinema e teatri in zona bianca: le nuove regole proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Dopo diversi scontri nell’esecutivo, la richiesta di “allentare” le restrizioni è stata finalmente accolta dal Premieri Mario Draghi, che ha accettato a prevedere delle modifiche rispetto allo schema suggerito dal Cts. Le disposizioni sull’aumento dei nuovi limiti percentuali delle presenze saranno in vigore da lunedì 11 ottobre. Il pacchetto delle nuove misure meno restrittive per i luoghi di cultura è valido solo per le attività in zona bianca.
E così in zona bianca si torna a pieno regime, con la capienza al 100% per cinema e teatri. Per la zona gialla restano in vigore le norme precedenti, con la capienza massima consentita non superiore al 50% rispetto a quella massima autorizzata.
Per le discoteche, e i luoghi da ballo in generale, l’asticella sarà fissata al 50% al chiuso, 75% all’aperto. “Nei locali al chiuso ove si svolgono le predette attività – si legge inoltre nella bozza – deve essere garantita la presenza di impianti di aereazione senza ricircolo dell’aria, e restano fermi gli obblighi di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie previsti dalla vigente normativa, ad eccezione del momento del ballo”.
Cambiano le regole anche per gli stadi e i luoghi dove, in generale, si assiste a competizioni agonistiche. Sempre nel segno di un graduale ritorno alla normalità. In zona gialla, si legge nel decreto, “la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 35 per cento al chiuso. In zona bianca, l’accesso agli eventi e alle competizioni non può essere superiore al 75% di quella massima autorizzata all’aperto e al 60% al chiuso”.
Novità anche per i musei. Con l’aumento della capienza massima consentita al 100% anche per i musei, teatri e luoghi di cultura, viene meno l’obbligo di mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.
I trasgressori, i gestori che non faranno rispettare i limiti di capienza, dovranno abbassare la saracinesca per qualche giorno: “Dopo una violazione delle disposizioni” si applica “la sanzione amministrativa accessoria della chiusura da uno a dieci giorni”, così si legge nella bozza del decreto appena approvato.


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]]>Di seguito, elenchiamo le tappe fondamentali del calendario delle nuove riaperture:
19 maggio: coprifuoco spostato alle ore 23.00;
22 maggio: centri commerciali aperti nel weekend;
24 maggio: riaprono le palestre;
1° giugno: bar e ristoranti aperti a pranzo e a cena anche al chiuso, fino a chiusura; apertura al pubblico degli eventi sportivi all’aperto;
7 giugno: coprifuoco spostato alle 24.00;
15 giugno: ripartono i matrimoni, feste e parchi divertimenti con green pass alla mano. Restano al momento sospese le attività in sale da ballo e discoteche;
21 giugno: abolizioni del coprifuoco;
1° luglio: riaprono le piscine al chiuso, centri culturali ed eventi sportivi al chiuso.
Un’altra novità introdotta nel nuovo decreto Covid riguarda l’ingresso delle regioni nelle, ormai ben note, zone colorate: rosse, arancioni, gialle e bianche. A definire il colore, infatti, non sarà più l’RT (indice di trasmissione del contagio) ma l’incidenza dei contagi rispetto alla popolazione e il tasso di occupazione die posti letto in area medica e in terapia intensiva. Dal primo giugno, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Molise, Sardegna e Veneto passeranno in zona bianca.
Per quanto riguarda i viaggi all’estero, si può rientrare in Italia senza obbligo di quarantena dai Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen. Prevista, invece, una quarantena di 10 giorni per i Paesi extra UE. Sono momentaneamente vietati gli ingressi da India, Bangladesh e Sri Lanka, ad eccezione dei cittadini italiani con residenza in Italia e senza sintomi Covid-19 e dei cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.
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]]>Gli indirizzi operativi contenuti nelle precedenti linee Guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreativè nella prima versione maggio 2020, si sono dimostrati efficaci per favorire l’applicazione delle misure di prevenzione e contenimento.
Nel’aggiornamento delle linee guida ci saranno anche le indicazioni per la ripartenza delle cerimonie. Protocolli, ad esempio, per i banchetti per matrimoni e congressi che riprendono quelli adottati nel 2020.
Alcune indicazioni rimangono invariate, come quella di redigere e mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni. Ma anche di riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso alla sede dell’evento in modo ordinato, per evitare assembramenti di persone e assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra i partecipanti.
Rimane la raccomandazione di creare, quando possibile, percorsi separati per l’entrata e per l’uscita. Così come la disposizione dei tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra gli ospiti. E di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto.
Nel documento si legge anche che: “Laddove possibile bisognerà privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (es. giardini, terrazze), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno un metro”.
Gli ospiti dovranno indossare la mascherina negli ambienti interni, quando non sono seduti al tavolo, e negli ambienti esterni quando non è possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro. Invece il personale di servizio a contatto con gli ospiti deve utilizzare sempre la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti.
Le linee guida dicono anche che è possibile organizzare una modalità di cerimonia a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per ospiti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie.
La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali. Inoltre dovranno essere altresì valutate idonee misure per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet.
Per quanto riguarda i centri benessere le indicazioni delle regioni dicono che gli ospiti devono sempre indossare la mascherina nelle aree comuni al chiuso. Il personale è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro.
Bisogna evitare l’uso promiscuo di oggetti e biancheria. Per questo è raccomandato agli utenti di accedere ai servizi muniti di tutto l’occorrente, preferibilmente fornito dalla stessa struttura.
Per quanto riguarda i “trattamenti alla persona”(massoterapia, sauna, bagno turco) l’operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui, per l’espletamento della prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro, devono indossare, una mascherina a protezione delle vie aeree. Compatibilmente con la natura dello specifico servizio.
In particolare, dicono ancora le raccomandazioni, per i servizi che richiedono una distanza ravvicinata, l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola. Per i clienti, uso della mascherina obbligatorio nelle zone interne di attesa e comunque secondo le indicazioni esposte dalla struttura.
E’ consentito praticare massaggi senza guanti, purchè l’operatore prima e dopo ogni cliente proceda al lavaggio e alla disinfezione delle mani e dell’avambraccio. Drante il massaggio è comunque raccomadato che l’operatore non si tocchi mai viso, naso, bocca e occhi. Tale raccomandazione vale anche in caso di utilizzo di guanti monouso. Per tutti i trattamenti personali è raccomandato l’uso di teli monouso. Il cliente deve utilizzare mascherina a protezione delle vie aeree durante il trattamento, tranne che nella doccia e nel caso di trattamenti sul viso. Deve inoltre provvedere a una corretta igiene delle mani prima di accedere e al termine del trattamento.
Tra le indicazioni per i centri benessere c’è anche quella di inibire l’accesso ad ambienti altamente caldo-umidi, come il bagno turco. E’ invece consentito l’uso della sauna con caldo a secco e temperatura regolata in modo da essere sempre compresa tra 80 e 90 C. Dovrà essere previsto un accesso alla sauna in numero proporzionato alla superficie, assicurando il distanziamento interpersonale di almeno 2 metri. La sauna dovrà essere sottoposta a ricambio d’aria naturale prima di ogni turno, evitando il ricircolo dell’aria. Dovrà inoltre essere soggetta a pulizia e disinfezione prima di ogni turno.
In merito ai circoli culturali e ricreativi, le indicazioni che saranno sottoposte al vaglio del governo, dicono che bisogna riorganizzare gli spazi, i percorsi e il programma di attività in modo da assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro. Due metri in caso di attività fisica. Sono fatte salve le eccezioni previste dalle normative vigenti, la cui applicazione afferisce alla responsabilità dei singoli. Potrà essere valutata una diminuzione della capienza massima dei locali.
Vine detto che è opportuno privilegiare, laddove possibile, lo svolgimento di attività all’aria aperta, garantendo comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale. Privilegiando attività a piccoli gruppi di persone, Cercando di garantire sempre il rispetto della distanza interpersonale anche durante le attività di tipo ludico.
Il documento dice anche che sno consentite le attività ludiche come i giochi con le carte, che prevedono l’utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione. Nel caso di utilizzo di carte da gioco è consigliata una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi. In questi casi inoltre è necessario rispettate le seguenti indicazioni: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro sia tra giocatori dello stesso tavolo sia tra tavoli adiacenti.
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]]>La data chiave fissata al 14 maggio. Per allora si capirà se le riaperture avranno influito sull’andamento dei contagi e sulla tenuta delle strutture sanitarie. Il dibattito è in corso sia all’interno dell’esecutivo sia nei partiti, con posizioni talvolta distanti. Anche dentro la Lega le sensibilità sulle scelte del governo in tema di riaperture sono diverse.
Nel provvedimento che scade il 31 luglio è specificato che le misure in vigore saranno rimodulate in base ai dati che ogni settimana danno ci danno contezza dell’epidemia. Influirà anche il risultato della campagna vaccinale nelle diverse regioni. Ma il coprifuoco è una misura nazionale, quindi dovrà essere fissato in maniera che possa valere in tutta Italia, dunque tenendo conto anche delle aree dove l’incidenza è ancora alta.
Il primo monitoraggio per valutare la situazione è quello di domani, venerdì 30 aprile. Anche se si tratta di dati antecedenti all’entrata in vigore del nuovo decreto, che quindi non forniscono la fotografia istantanea perché si basano su rilevamenti della settimana precedente. Ma consentono comunque all’Istituto superiore di Sanità e al ministero della Salute di individuare le aree di maggior rischio.
Molto più significativo e indicativo sarà invece il bollettino del 7 maggio. Per allora saranno passati 15 giorni dall’entrata in vigore. Due settimane quindi dalla ripresa della scuola per l 70% degli studenti in presenza, più affollamento per i mezzi pubblici, libera circolazione dei cittadini dalle 5 alle 22, ristoranti e pub aperti. E ci sarà anche il weekend del primo maggio di mezzo.
Nella settimana successiva sarà convocata la cabina di regia e le forze di maggioranza si confronteranno sull’opportunità di allungare l’orario concesso per star furi la sera e spostare il coprifuoco. Una misura che il leader della Lega Salvini, la Meloni e una parte di Forza Italia – appoggiati dai governatori del centrodestra, vorrebbero addirittura venisse abolito. Scelta che al momento non sembra percorribile. Fino ad ora si è parlato soltanto di un possibile ritocco all’orario di coprifuoco, che comunque dovrebbe rimanere. La decisione finale sarà presa guardando i dati del 14 maggio. Se si tratterà di dati positivi, già dal 17 maggio potrebbe essere ermesso di rimanere di più in giro la sera. Intanto le Regioni si attrezzano in vista delle nuove scadenze e ieri hanno consegnato al governo i protocolli messi a punto per le attività che riapriranno il 15 maggio.
Da metà maggio in fascia gialla sarà possibile andare nelle piscine all’aperto e negli stabilimenti balneari. Le misure proposte dai governatori prevedono di “assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri quadrati a postazione“. Tra lettini e sedie a sdraio quando non posizionate nel posto ombrellone dovrà invece essere garantita una distanza di almeno 1 metro.
Saranno vietati i giochi di gruppo, mentre gli sport individualio in acqua (nuoto, surf, windsurf, kitesurf) possono essere regolarmente praticati, nel rispetto delle misure di distanziamento. Consentiti il beach-volley e il beach-soccer ma seguendo le disposizioni delle istituzioni competenti.
Dal 1° giugno nelle zone gialle, via libera ai ristoranti al chiuso dalle 5 alle 18. Sarà quello l’ultimo passaggio prima delle ultime riaperture del 1° luglio. Quando partiranno eventi, fiere e congressi. Ma sempre tenendo sotto controllo la curva dei contagi per scongiurare il rischio di tornare indietro nel pieno dell’estate.
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]]>Le posizioni sul nuovo decreto riaperture sono ormai chiare da giorni. In particolar modo, quelle sul coprifuoco. Da una parte, abbiamo i partiti del centro-destra e Italia Viva, favorevoli a rivedere il limite delle 22.00. Dall’altra, il PD ed una parte dei M5s che preferiscono, invece, mantenerlo. Tra i nervi tesi delle varie fazioni, si è finalmente giunti ad un accordo.
Il testo del decreto, riformulato così da giungere all’accordo, impegna il governo a valutare la nuova misura nel mese di maggio. “Sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico, oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale” si prevede “uno slittamento dell’orario rispetto alle 22 stabilito dal decreto riaperture, anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento“, si specifica. Ciò significa che, se i numeri lo consentiranno, da metà maggio il coprifuoco potrebbe slittare dalle 22 fino alle 23, forse anche di più.
L’intesa raggiunta dall’opposizione, non ha di certo entusiasmato i maggiori sostenitori del governo, che si sono mostrati profondamente contrariati. “Mi auguro che la maggioranza comprenda che l’unità e la coesione non vadano mai messe davanti all’interesse di questo o quel partito ma all’interesse nazionale” , ha detto la capogruppo del Pd alla Camera, Debora Serracchiani, intervenendo in Aula. Contrario alla proroga del coprifuoco anche Sergio Abrignani, componente del Cts: “Pur non essendoci nessun dato scientifico su cosa voglia dire tenere i locali un’ora in più aperti, l’indicazione punta a mitigare il rischio dal momento che allungare il coprifuoco darebbe più possibilità al virus di circolare“, sostiene l’esperto. A metà maggio (intorno al 12-14) ci sarà il primo attesissimo check dopo il decreto riaperture del 26 aprile. Da lì, si vedrà come intervenire.
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]]>L'articolo Settore Wedding ignorato dal decreto riaperture: la protesta di sposi e operatori di settore proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Sono tantissime le coppie di sposi in attesa di avere notizie. Non si sa cosa succederà per i matrimoni. E di certo un matrimonio non è unevento che si può improvvisare la sera per il mattino.
Così, gli operatori del settore hanno deciso di far sentire la propria voce organizzando diverse manifestazioni in tutta Italia. A partire da oggi, 26 aprile. Perchè questa situazione di standby è diventata oltre che insostenibile, anche inaccettabile.
“Dopo 14 mesi di inattività con conseguente calo del fatturato del 90% non possiamo tollerare la totale mancanza di considerazione per il nostro settore da parte del governo. La stagione dei matrimoni è alle porte: non avere ancora una data per la ripartenza significa bruciare mesi di lavoro che rappresentano una boccata d’ossigeno per le nostre 50mila imprese, per i 500mila lavoratori e per decine di migliaia di coppie di sposi costretti all’ennesimo rinvio”, scrive Unanime, la confederazione che raccoglie 15 associazioni del comparto, annunciando l’adesione alle manifestazioni indette dall’associazione “Insieme per il Wedding” il cui presidente è Stefania Vismara.
“Pare evidente che la strategia in atto è quella di dividere categorie economiche di questo Paese, dando vita a palesi e inaccettabili discriminazioni. Noi – spiega la presidente di Federmep Serena Ranieri – rispondiamo mettendo da parte le etichette associative e unendo le forze. Con il solo obiettivo di salvare le nostre attività, i posti di lavoro, il patrimonio di professionalità riconosciuto in Italia e all’estero. Non è più tollerabile l’atteggiamento paternalistico di uno Stato che non si fida di attori economici che hanno dimostrato e dimostrano responsabilità, come attesta il nostro protocollo per la ripartenza”.
Le manifestazioni si terranno lunedì 26 aprile dalle 12 in quasi tutti i capoluoghi di regione, davanti alle sedi delle Giunte regionali e a Roma davati a Montecitorio.
Oltre agli operatori economici del settore parteciperanno anche coppie di sposi giunte al terzo o quarto rinvio, giovani che non potranno festeggiare la laurea e numerose altre categorie penalizzate dal divieto.
Oltre ai presidi le associazioni che fanno parte di Unanime stanno dando vita a una class action impugnando numerosi articoli della Costituzione, dal riconoscimento della pari dignità sociale, al diritto al lavoro, all’inviolabilità della libertà personale.
“La class action, aperta anche agli operatori economici non iscritti alle nostre associazioni – spiega Silvia Daniele presidente WPI – è la legittima richiesta di risarcimento nei confronti di governi inadempienti e sordi di fronte al grido lanciato da decine di migliaia di imprese. Così come risarcimenti saranno presentati dalle coppie provate psicologicamente ed economicamente da questa non più sostenibile incertezza”.
“Con il nostro lavoro non produciamo solo ricchezza, ma valorizziamo i territori e le eccellenze locali, creiamo identità sociale. Non darci modo di riprendere in sicurezza le nostre attività significa gettare al macero questo patrimonio. Rivolgiamo un appello a tutti i presidenti delle Giunte regionali: scendano in piazza con noi per far comprendere al governo che non considerarci è un errore foriero di gravi conseguenze”, conclude Vitantonio Marzano Presidente PWPA.
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]]>Dal 15 maggio riprendono a funzionare stabilimenti balneari e piscine scoperte.
Il 1° giugno tocca alle palestre anche al chiuso. Da luglio via libera a cobgressi e fiere.
Torna la zona gialla ma con alcuni cambiamenti rispetto al passato. Tra questi, la possibilità di spostarsi liberamente tra Regioni classificate in questo colore e la ripresa di diverse attività, soprattutto all’aperto.
A scuola in presenza in zona gialla e arancione tutte le scuole diventano in presenza. In zona rossa lezioni in presenza fino alla terza media, mentre alle superiori l’attività si svolge almeno al 50% in presenza.
Il pass per muoversi liberamente Il nuovo decreto prevede l’introduzione di un pass che attesta la sussistenza di una delle seguenti condizioni: avvenuta vaccinazione, esecuzione di un test Covid negativo in un arco temporale da definire, avvenuta guarigione dal Covid. Chi ottiene il pass ha la possibilità di spostarsi liberamente in tutto il territorio nazionale e di accedere a determinati eventi – culturali e sportivi – riservati ai soggetti che ne sono muniti. Gli spostamenti dal 26 aprile sono consentiti tra Regioni gialle. Tra Regioni di colori diversi lo spostamento diventa possibile con il ‘pass’, che di fatto anticiperebbe sul territorio nazionale il ‘green pass’ europeo previsto a giugno nell’Ue e che in quel caso prevederà lo spostamento tra Paesi dell’Unione.
Resta il coprifuoco alle 22, almeno per adesso. Il coprifuoco è uno degli argomenti più dibattuti del momento, insieme al piano delle riaperture.
Al ristorante anche a cena ma solo all’aperto. In zona gialla, da lunedì 26 aprile e fino a tutto il mese di maggio, sarà possibile pranzare o cenare solo nei luoghi di ristorazione con tavoli all’aperto. Dal primo giugno si mangia nei ristoranti con tavoli al chiuso solo a pranzo. In zona arancione mantenuta la sola possibilità di asporto, così come in quella rossa. Nelle linee guida stilate dalle Regioni, e che dovranno essere vagliate dal Cts, è stato proposto un metro di distanza nei ristoranti all’aperto o al chiuso – se la situazione pandemica lo consente – per aumentare a due laddove la condizione di diffusione del virus si dovesse aggravare.
Riaprono teatri, cinema e musei. Da lunedì teatri, cinema e spettacoli tornano ad essere consentiti in zona gialla all’aperto. Al chiuso gli spettacoli saranno consentiti con i limiti di capienza fissati per le sale dai protocolli anti contagio. Musei aperti in zona gialla. Il piano delle riaperture prevede che le attività fieristiche ripartiranno il primo luglio. Nelle linee guida proposte dalle Regioni, si era ipotizzato almeno un metro di distanza – frontale o laterale – tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla.
Cosa cambia per sport e palestre. Consentiti gli sport all’aperto dal 26 aprile, mentre il primo giugno riapriranno al chiuso anche le palestre. Nelle linee guida delle Regioni è stato chiesto di regolamentare l’accesso agli attrezzi, delimitando le zone per garantire almeno un metro di distanza tra le persone che in quel momento non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l’attività fisica e di evitare lo sport da contatto fisico.
A metà maggio aprono anche le piscine all’aperto Le piscine all’aperto riapriranno il 15 maggio e per la stessa data dovrebbe essere previsto il ritorno alle attività anche per gli stabilimenti balneari. Dal primo luglio ripartono gli stabilimenti termali e parchi tematici. Le linee guida proposte dalle Regioni chiedono prenotazioni per l’accesso alle piscine e liste da conservare almeno per 14 giorni, oltre a postazioni che permettano la distanza di almeno due metri tra le persone.
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