ebreo Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Tue, 25 Jan 2022 09:48:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp ebreo Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Bimbo di 12 anni insultato e picchiato perché “ebreo”, la denuncia di un bimbo di 12 anni https://www.younipa.it/bimbo-di-12-anni-insultato-e-picchiato-perche-ebreo-la-denuncia-di-un-bimbo-di-12-anni/ Tue, 25 Jan 2022 09:45:15 +0000 https://www.younipa.it/?p=82617 “Questa mattina un padre ha chiamato in comune per mettere a conoscenza la sindaca di...

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“Questa mattina un padre ha chiamato in comune per mettere a conoscenza la sindaca di quanto accaduto ieri al figlio di 12 anni. Domenica pomeriggio al parco Altobelli di Venturina Terme. Il bambino è stato aggredito, insultato, preso a calci, colpito da sputi. Autrici di questo grave atto due ragazzine di 15 anni, motivate dal fatto che il bambino è ebreo“. Lo comunica sulle proprie pagine social il Comune di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno.

“Sconcerto, commozione e solidarietà – aggiunge il comune – da chi ha raccolto la telefonata a seguito della quale la sindaca si è messa in contatto con il padre del bambino. La stessa prima cittadina, Alberta Ticciati, commenta: “una situazione incredibile, da pelle d’oca, sembra di essere ripiombati nei tempi più bui della storia del nostro paese.

L’Amministrazione comunale non intende sottacere o banalizzare quanto accaduto che è di una gravità inaudita. Abbiamo invitato la famiglia a fare i propri passi. Mi confronterò tra oggi e domani con le forze dell’ordine e la scuola e faremo il possibile perché la cosa non venga archiviata e banalizzata. Il fatto che nel 2022 succeda una cosa tale in una realtà come la nostra è di una gravità massima che va indagata, approfondita, compresa, e fortemente stigmatizzata”.

L’Amministrazione comunale esprime la più profonda solidarietà al ragazzo e alla sua famiglia. “Tutta la nostra comunità è con loro. Contro la violenza, contro la discriminazione, contro l’orrore che questi atti suscitano. Stop all’antisemitismo”, scrive il comune. 

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«Non voglio sedere vicino a una donna», costretta a cambiare posto: EasyJet dovrà risarcirla https://www.younipa.it/non-voglio-sedere-vicino-a-una-donna-costretta-a-cambiare-posto-easyjet-dovra-risarcirla/ Sat, 13 Mar 2021 09:47:45 +0000 https://www.younipa.it/?p=56821 Una passeggera di un volo EasyJet, costretta a cambiare di posto per la richiesta di un altro passeggero, sarà risarcita...

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Una passeggera di un volo EasyJet, costretta a cambiare di posto per la richiesta di un altro passeggero, sarà risarcita dalla compagnia aerea. Che ha ammesso di aver violato le proprie linee di condotta. Un caso che ha fatto molto discutere, quello della passeggera costretta a spostarsi dopo che il suo vicino di posto si era lamentato con gli assistenti di volo:

«Non voglio sedermi accanto a una donna». 

La passeggera a cui spetterà l’indennizzo è una donna dalla doppia cittadinanza, britannica e israeliana, che vive a Tel Aviv. Melanie Wolfson, dopo aver denunciato quanto accaduto alla fine del 2019, aveva avviato una causa contro EasyJet.

Lo stesso episodio si era poi ripetuto pochi mesi dopo, sempre su un volo EasyJet da Tel Aviv a Londra

Anche in quel caso, un ebreo ultra-ortodosso le aveva chiesto di spostarsi, per poi insultarla e umiliarla al primo rifiuto.

Alla fine, per il timore di decollare in ritardo, Melanie Wolfson aveva deciso di cambiare posto ma anche in quel caso aveva protestato con gli assistenti di volo, senza tuttavia ricevere il minimo appoggio.

Da qui ne è nata una battaglia legale con EasyJet, dal momento che per Melanie la compagnia aerea aveva violato la legge israeliana. La legge punisce la discriminazione dei clienti su base razziale, nazionale, religiosa, di genere e di orientamento sessuale.

Il caso si è risolto con un’ammissione di colpa di EasyJet. «Siamo pienamente consapevoli che alcuni uomini sono a disagio quando siedono accanto a una donna che non sia una familiare, a causa delle loro credenze religiose» – spiega la compagnia aerea in una nota – «Le nostre politiche, però, prevedono che i passeggeri di sesso femminile non debbano cambiare di posto per il semplice fatto di essere donne. Quelle politiche sono state violate e siamo disposti a risarcire la passeggera, oltre a migliorare le nostre politiche e la loro applicazione tramite una formazione aggiuntiva del nostro equipaggio». Alla fine, EasyJet rimborserà a Melanie Wolfson 66.438 shekel, poco meno di 18mila euro.

fonte The Guardian


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