esplosione Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Mon, 13 Dec 2021 17:38:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp esplosione Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Ravanusa, la lettera del prof Carmina ai suoi studenti prima della morte: “Ragazzi miei, mordete la vita” https://www.younipa.it/ravanusa-la-lettera-del-prof-carmina-ai-suoi-studenti-prima-della-morte-ragazzi-miei-mordete-la-vita/ Mon, 13 Dec 2021 12:00:40 +0000 https://www.younipa.it/?p=80007 La lettera del Prof Carmina – Tra le sette vittime accertate della tragica esplosione di...

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La lettera del Prof Carmina – Tra le sette vittime accertate della tragica esplosione di Ravanusa c’è il professore di storia e filosofia Pietro Carmina.

Un docente appassionato e innamorato dei suoi ragazzi ai quali aveva anche dedicato una commovente e profonda lettera prima della pensione. Di seguito, ecco il testo integrale.

La lettera del Prof. Carmina ai suoi studenti

Ai miei ragazzi, di ieri e di oggi. Ho appena chiuso il registro di classe. Per l’ultima volta. In attesa che la campanella liberatoria li faccia sciamare verso le vacanze, mi ritrovo a guardare i ragazzi che ho davanti. E, come in un fantasioso caleidoscopio, dietro i loro volti ne scorgo altri, tantissimi, centinaia, tutti quelli che ho incrociato in questi ultimi miei 43 anni. 

Di parecchi rammento tutto, anche i sorrisi, le battute, i gesti di disappunto, il modo di giustificarsi, di confidarsi, di comunicare gioie e dolori, di altri, molti in verità, solo il viso o il nome. Con alcuni persistono, vivi, rapporti amichevoli, ma il trascorrere del tempo e la lontananza hanno affievolito o interrotto, ahimè, quelli con tantissimi altri. Sono arrivato al capolinea ed il magone più lancinante sta non tanto nell’essere iscritto di diritto al club degli anziani, quanto nel separarmi da questi ragazzi. A tutti credo aver dato tutto quello che ho potuto, ma credo anche di avere ricevuto di più, molto di più.

Vorrei salutarvi tutti, quelli che incontro per strada, quelli che mi siete amici sui social, e, tramite voi, anche tutti gli altri, tutti, ed abbracciarvi ovunque voi siate. Vorrei che sapeste che una delle mie felicità consiste nel sentirmi ricordato; una delle mie gioie è sapervi affermati nella vita; una delle mie soddisfazioni la coscienza e la consapevolezza di avere tentato di insegnarvi che la vita non è un gratta e vinci: la vita si abbranca, si azzanna, si conquista.


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Ho imparato qualcosa da ciascuno di voi, e da tutti la gioia di vivere, la vitalità, il dinamismo, l’’entusiasmo, la voglia di lottare. Gli anni del liceo, per quanto belli, non sempre sono felici né facili, specialmente quando avete dovuto fare i conti con un prof. che certe mattine raggiungeva livelli eccelsi di scontrosità e di asprezza, insomma… rompeva alla grande. Ma lo faceva di proposito, nel tentativo di spianarvi la strada, evidenziandone ostacoli e difficoltà.

Vi chiedo scusa se qualche volta non ho prestato il giusto ascolto, se non sono riuscito a stabilire la giusta empatia, se ho giudicato solo le apparenze, se ho deluso le aspettative, se ho dato più valore ai risultati e trascurato il percorso ed i progressi, se, in una parola, non sono stato all’altezza delle vostre aspettative e non sono riuscito a farvi percepire che per me siete stati e siete importanti, perché avete costituito la mia seconda famiglia.

Un’ultima raccomandazione, mentre il mio pullman si sta fermando: usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha; non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non “adattatevi”, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa: voi non siete il futuro, siete il presente. 

Vi prego: non siate mai indifferenti, non abbiate paura di rischiare per non sbagliare, non state tutto il santo giorno incollati a cazzeggiare con l’iphone. Leggete, invece, viaggiate, siate curiosi (rammentate il coniglio del mondo di sofia?). Io ho fatto, o meglio, ho cercato di fare la mia parte, ora tocca a voi.

Le nostre strade si dividono, ma ricordate che avete fatto parte del mio vissuto, della mia storia e, quindi, della mia vita. Per questo, anche ora che siete grandi, per un consiglio, per una delusione, o semplicemente per una risata, un ricordo o un saluto, io ci sono e ci sarò. Sapete dove trovarmi.
Ecco. Il pullman è arrivato. Io mi fermo qui.

A voi, buon viaggio. Pietro Carmina“.

Il ricordo del Prof. Carmina nelle parole dei suoi studenti

Dopo aver appreso della sua tragica scomparsa, centinaia di studenti hanno voluto ricordare il Prof. Carmina sui social. Innumerevoli gli attestati di stima rivolti alla sua persona. Riportiamo le parole degli studenti

Il Professore Pietro Carmina, è stato il professore che tutti avremmo voluto e che molti, come me, hanno avuto la fortuna di avere. Era impossibile andare sotto la sufficienza col Prof. Carmina, aleggiava nell’aria quella sorta di timore misto ad una forma superiore di rispetto, quelle cose alle quali tutti i professori in Italia aspirano.

Non studiavi storia e filosofia con lui, ma molto di più: Cominciavi a conoscere Hegel e finivi ad intendere la logica della realtà e il concetto di infinito. Sì, proprio, l’infinito può essere spiegato con poche parole, quelle che ha lasciato dentro tutti noi, IL PROFESSORE PIETRO CARMINA e la voglia di formare quelle menti scombussolate dai tempi in cui viviamo.

Perché, proprio Lui, conosceva il nostro tempo e si è sempre evoluto insieme ad esso.
I suoi compiti in classe una prova di vita, test di logica che parlavano di storia e filosofia, le sue interrogazioni colloqui di lavoro nelle quali le sfaccettature psicologiche ti forgiavano al mondo dopo il liceo, proprio così.

Il prof. non viveva la sua professione dentro la classe, ma per il mondo là fuori, perchè sapeva bene che trascorsi gli anni del liceo ci saremmo ritrovati soli in mezzo alla società che non era fatta di Prof. Pietro Carmina, ma di test, numeri e competenze acquisite e prove da superare e, soprattutto, una vita da vivere.

Mi piace ripetere il suo titolo e il suo nome, perchè per sempre quando penserò ad un Professore non ricorderà altro che Lui, colui che al primo giorno di filosofia aprì un libro e cominciò a leggere e capimmo da quell’istante che tutti saremmo cambiati.

Grazie Prof., grazie di avermi donato il suo sapere, il senso critico, la voglia di viaggiare, di leggere e di volere un mondo più equo. Tommaso Mancuso, III D.


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Custodisco con cura, da più di 20 anni, questa lettera che mi ha scritto per consolarmi della perdita di mio padre.

Ho pensato fosse giusto condividerla per far conoscere a tutti la gentilezza, l’eleganza e la bontà che hanno fatto innamorare di Lei centinaia di studenti.

Aveva proprio ragione in queste righe: la saggezza o la filosofia in circostanze simili servono a poco! Rimarrà per sempre nei nostri pensieri Prof. Pietro Carmina.

Lo studente, Gioacchino

Nutro rispetto per il ciclo della vita ma gli incidenti, quelli non li capisco, anzi rifiuto a capirli. Questione di pochi attimi e tutto potrebbe andare diversamente.

È da tutto il giorno che mi domando “Com’è possibile? Com’è potuto accadere? Avrà avuto il tempo di capire?..” .Centinaia di ex studenti oggi visitiamo la sua pag. e col pensiero ci ritroviamo seduti ai banchi del liceo, assistendo ad una sua lezione (che fosse storia o filosofa erano tutte coinvolgenti quando era Lei a parlare).

No, non serviva questo incidente a dimostrare il successo ottenuto nel lavoro che ha diligentemente svolto fino alla fine. Questo penso e spero lo sapeva. I prossimi anni li avrebbe dedicati a Sè stesso (con piacere ho appreso la notizia dell’uscita del suo libro) ed ai tuoi cari.

Come società abbiamo tacitamente accettato che gli anni della pensione siano i nostri anni di libertà. E provo una gran rabbia che per alcuni attimi Lei abbia perso la libertà di vivere. Addio prof Pietro Carmina.

La studentessa, Elettra


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Una tremenda esplosione ha scosso il quartiere dello Sperone a Palermo. Secondo le prime informazioni, la deflagrazione sarebbe stata causata da una bombola del gas. Al momento rimane ignota l’entità del danno, da appurare l’eventuale presenza di feriti.

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Palermo, fusti di olio esausto gettati nei cassonetti: feriti due operatori Rap (VIDEO) https://www.younipa.it/palermo-esplode-olio-esausto-feriti-due-operatori-rap-video/ Thu, 28 Jan 2021 14:40:38 +0000 https://www.younipa.it/?p=51626 Esplode olio esausto impropriamente smaltito. L’esplosione è avvenuta in zona Sperone questa mattina a Palermo....

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Esplode olio esausto impropriamente smaltito. L’esplosione è avvenuta in zona Sperone questa mattina a Palermo. Due operai Rap sono rimasti feriti durante il loro quotidiano servizio di svuotamento dei cassonetti.

Due taniche di olio esautso minerale, che si trovavano impropriamente nei cassonetti per la spazzatura indifferenziata, sono esplose durante il travaso per la pressione della pala dell’autocompattatore.

A rendere noto l’espisodio è lo stesso presidente della Rap Giuseppe Norata: “Un episodio molto grave – ha detto -. Qua non si tratta solo di inciviltà o di mal costume, tali comportamenti possono causare gravi lesioni ai dipendenti non considerando il pericolo che può nuocere l’olio esausto al pianeta”.

I due dipendenti Rap che sono rimasti feriti, sono stati trasferiti in ospedale e loro condizioni appaiono fortunatamente non troppo gravi. In pochi giorni dovrebbero poter essere dimessi dall’ospedale.

Sul luogo sono sopraggiunte due pattuglie, una dei carabinieri e una squadra dei vigili urbani che hanno verbalizzato l’accaduto.

VIDEO DI PALERMOLIVE

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Si barrica in casa e minaccia di fare esplodere tutto, panico a Palermo https://www.younipa.it/si-barrica-in-casa-e-minaccia-di-fare-esplodere-tutto-panico-a-palermo/ Sat, 23 Jan 2021 09:58:19 +0000 https://www.younipa.it/?p=50887 Attimi di apprensione in via Albricci, a Palermo, dove un uomo si è barricato in casa minacciando di fare esplodere...

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Attimi di apprensione in via Albricci, a Palermo, dove un uomo si è barricato in casa minacciando di fare esplodere l’abitazione. Sul posto i vigili del fuoco e i sanitari del 118.

Attualmente è in corso una trattativa con l’uomo. A richiedere l’intervento dei vigili del fuoco sono stati i sanitari del 118.

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Beirut. “L’aria è tossica, chi può lasci la città”. Agente CIA: “non c’era solo nitrato di ammonio” FOTO e VIDEO https://www.younipa.it/beirut-laria-e-tossica-chi-puo-lasci-la-citta-agente-cia-non-cera-solo-nitrato-di-ammonio-foto-e-video/ Wed, 05 Aug 2020 09:25:33 +0000 https://www.younipa.it/?p=36975 Dici Beirut e pensi subito ad una città simbolo, ad una “città immaginario” in cui...

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Dici Beirut e pensi subito ad una città simbolo, ad una “città immaginario” in cui tutto è sempre stato ed è il contrario di tutto. C’è la città cristiana e quella islamica, quella drusa e quella armena, quella che si chiude in sé stessa ma solo per riaprirsi subito dopo agli altri e al mondo, con dinamismo e grande vivacità culturale.

Beirut è, come è stata definita recentemente, “il punto zero della nostra storia”, il luogo in cui si intrecciano tutte le storie che influenzano il nostro presente, il luogo di convergenza di tutti quei conflitti religiosi, etnici, politici e militari che influenzano la politica mondiale.

Il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut, devastata ieri da due potenti esplosioni che hanno causato almeno 100 morti, altrettanto dispersi e oltre 4.000 feriti. Hasan – citato dai media locali – afferma infatti che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali.

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Non è convinto che il nitrato di ammonio sia l’unico responsabile delle potenti esplosioni che hanno devastato Beirut un ex agente della Cia con grande esperienza in Medio Oriente. Secondo Robert Baer, citato dalla Cnn, i video delle esplosioni mostrano che il nitrato di ammonio potrebbe essere stato presente nel magazzino da cui è partita l’esplosione, ma l’ex agente della Cia non crede che sia stato l’unico responsabile della massiccia esplosione che ne è seguita. Baer ritiene ci fossero munizioni militari e cariche esplosive e che si trattava forse di un deposito di armamenti. “Era chiaramente esplosivo militare – ha detto – Non era fertilizzante, come nitrato di ammonio. Ne sono abbastanza sicuro“. “Guardate la palla (di fuoco) arancione e chiaramente – ha affermato – è esplosivo militare”. Tutto il bianco che si vede nei filmati prima dell’esplosione più potente, ha aggiunto, è probabilmente segno della presenza e della combustione di nitrato di ammonio. “Sembra – ha aggiunto – un incidente”. “Ho lavorato in Libano per anni e – ha concluso – nessuno vuole ammettere che tenevano esplosivi militari nel porto“.

UN AUSTRALIANO E DUE FILIPPINI TRA LE VITTIME

Ci sono anche un cittadino australiano e due delle Filippine tra le vittime delle esplosioni che ieri hanno devastato parte della città di Beirut. “Posso confermare che un australiano è stato ucciso”, ha detto il premier Scott Morrison, in dichiarazioni riportate dai media australiani. Il primo ministro ha dichiarato solidarietà al Libano, dove vive una “grande comunità australiana”. Il ministero degli Esteri di Manila ha invece confermato che ci sono due morti, 11 dispersi e otto feriti tra i cittadini delle Filippine. Tutte le vittime si trovavano nelle abitazioni dei loro datori di lavoro quando sono avvenute le terribili esplosioni, ha detto il portavoce Eduardo Menez, citato dai media locali. Nel Paese dei Cedri vivono e lavorano circa 33.

A provocare le esplosioni che hanno dilaniato Beirut, nel Libano, sarebbe stato un carico di nitrato di ammonio di oltre 2700 tonnellate che era conservato in un magazzino nei pressi del porto dopo esser stato confiscato sei anni fa. Il ministro degli interni Mohammed Fahmi ha riferito spiegando che da una prima ricostruzione il nitrato di ammonio sarebbe stato posizionato nel magazzino dopo esser stato sequestrato da una nave mercantile nel 2014. Testimoni hanno riferito di aver visto una nuvola arancione come quella che appare quando viene rilasciato gas tossico di biossido di azoto dopo un’esplosione che coinvolge nitrati e nel Paese è forte la preoccupazione anche per le tossine presenti ora nell’aria.

TRE OSPEDALI DISTRUTTI DA ESPLOSIONI, DANNI IN ALTRI DUE

Tre ospedali di Beirut sono stati “completamente distrutti” e altri due “parzialmente distrutti” dalle devastanti esplosioni di ieri nella capitale libanese. Lo ha confermato ad al-Jazeera Mirna Doumit, presidente dell’Ordine degli infermieri di Beirut. “Abbiamo dovuto trasferire i pazienti in altri ospedali – ha detto – Altri due ospedali sono parzialmente distrutti. E’ una catastrofe“. I pazienti vengono ora curati nei parcheggi degli ospedali o di quello che resta di queste strutture dopo la devastante esplosione di ieri nella capitale libanese. Al Arabiya racconta di medici e paramedici impegnati a liberare le strade di accesso dalle macerie, mentre i feriti che continuano a essere trasportati ricevono le prime cure nei parcheggi.

DONALD TRUMP IPOTIZZA UN ATTACCO CAUSATO DA UNA BOMBA MILITARE

Donald Trump afferma che secondo quanto appreso da fonti della Difesa statunitense le terribili esplosioni avvenute a Beirut, in Libano, potrebbero esser state causate da causato da una bomba. Il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca ha detto di aver incontrato alcuni generali secondo i quali si sarebbe trattato di un’esplosione indotta, di “un attacco, provocato da un qualche tipo di bomba“. I funzionari libanesi affermano di non aver determinato la causa dell’esplosione, che ha distrutto gran parte di un porto e danneggiato edifici in tutta la capitale, causando almeno 78 morti e oltre 4000 feriti.

SI CERCANO VITTIME NEL MARE E SOTTO LE MACERIE

I soccorritori libanesi stanno cercando “in mare” e “sotto le macerie” i corpi di eventuali ulteriori vittime delle due potenti esplosioni avvenute ieri al porto di Beirut, che hanno causato in un bilancio provvisorio oltre 100 morti e 4.000 feriti. E questo mentre il capo della Croce Rossa libanese ammette che non si è mai sentito prima “così impotente” di fronte a una tragedia di queste dimensioni. “E’ la prima volta che vediamo gli ospedali dire ‘non possiamo più ricevere’ feriti“, ha detto all’emittente locale LBCI il segretario generale della Croce Rossa libanese, George Katanah.

Le operazioni di ricerca proseguono – ha continuato – ma la situazione è drammatica. E’ la prima volta che ci sentiamo impotenti”. Da parte sua il capo della Difesa Civile, Raymon Khattar, interpellato da LBCI, ha detto che “le nostre squadre stanno cercano le vittime al mare“, e anche “sotto le macerie” spiegando che la sua struttura “ha urgente bisogno di ingegneri e bulldozer perché diverse strutture sono in pericolo di crollo“.

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Palermo. Un abitante: “Boato fortissimo, sembrava una bomba” https://www.younipa.it/palermo-un-abitante-boato-fortissimo-sembrava-una-bomba/ Wed, 10 Jun 2020 05:16:42 +0000 https://www.younipa.it/?p=34580 Il boato poco dopo le 6.30, questa mattina. Tanta paura per lo scoppio dello pneumatico...

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Il boato poco dopo le 6.30, questa mattina. Tanta paura per lo scoppio dello pneumatico di un tir, ma nessuno è rimasto ferito

Palermo. Momenti di paura ed apprensione questa mattina in viale del Fante, zona stadio. In tanti si sono affacciati dalle abitazioni, intorno le 06.30, in viale del Fante, all’altezza del condominio “Tre Torri”, nei pressi della piscina comunale, si è udito un botto fortissimo.

«Sembrava lo scoppio di un ordigno, oppure era come fosse caduto dall’alto un grosso carico, visto che qui ci sono tanti camion che transitano dalla strada.» hanno riferito passanti e il vicinato, alcuni accorsi in strada per sincerarsi cosa fosse accaduto. L’allarme bomba è svanito ben presto, lo pneumatico di tir che trasportava terriccio è esplosa facendo un grande rumore. Nessuno si è ferito ma il boato ha fatto preoccupare chi l’ha sentito ad alcune centinaia di metri di distanza. Prima di riparare lo pneumatico si dovrà procedere a scaricare il materiale trasportato, portare potrebbero crearsi disagi per la circolazione anche per la presenza di detriti in strada.

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