gomblotto Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Thu, 19 Nov 2020 12:23:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp gomblotto Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 “Ecco cosa contiene una mascherina dopo soli 20 minuti”. Il Gomblotto https://www.younipa.it/ecco-cosa-contiene-una-mascherina-dopo-soli-20-minuti-il-gomblotto/ https://www.younipa.it/ecco-cosa-contiene-una-mascherina-dopo-soli-20-minuti-il-gomblotto/#comments Thu, 19 Nov 2020 10:00:08 +0000 https://www.younipa.it/?p=43758 “Ecco cosa contiene una mascherina dopo soli 20 minuti”. Grida a gran voce un post...

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“Ecco cosa contiene una mascherina dopo soli 20 minuti”. Grida a gran voce un post che vorrebbe mettere in guardia i genitori dal far indossare il dispositivo di protezione ai propri bambini. Ciò che vediamo è una piastra – calmi, ci arriviamo – che conterrebbe funghi e batteri – calmi, ci arriviamo – che secondo la letteratura dei disinformatori seriali e dei condivisori compulsivi verrebbero così assorbiti dai bambini “costretti” a indossare la mascherina durante le ore di scuola. Il post si presenta come l’ennesima immagine con didascalia senza fonti.

Questa immagine mostra cosa contiene effettivamente una mascherina dopo soli 20 minuti! Immaginate 7/8 ore in una classe, in negozio o alla guida di un autobus? Senza contare le pessime norme igienistiche come l’aprire la finestra raramente. Non scendete a compromessi del genere. Ritirate i vostri fili. Se nessuno più ci va a scuola, saranno costretti a cambiare le regole.

Un piccolo ripasso: le fake news sulla mascherina

Girano anche fakenews nelle quali si riportano fantomatiche dichiarazioni della comunità scientifica contro la credenza (im)popolare secondo la quale, addirittura, l’uso prolungato della mascherina porterebbe alla demenza. Gli stessi medici hanno ricordato a più riprese che per il loro lavoro si ritrovano a indossare le mascherine per giornate intere senza accusare alcuna forma di malessere.

La piastra (o capsula) di Petri

La piastra di Petri è uno strumento utilizzato dai biologi per osservare a occhio nudo le colonie batteriche. Chi – come noi – è digiuno dell’argomento ne ha sentito parlare per la prima volta quando la dottoressa Tasha Sturm aveva pubblicato l’immagine suggestiva di una colonia batteria catturata da una mano umana.

Una piastra vecchia e contaminata

Siamo di fronte allo stesso fenomeno, ma per i condivisori compulsivi si tratta di batteri presenti nelle mascherine. Questa disinformazione arriva dall’estero, e anche a questo giro i mendicanti del web arrivano in ritardo. L’Associated Pressaustraliana ha interpellato Emad El-Omar, docente di Medicina, che ha riferito che la piastra mostrata nella foto è “vecchia e contaminata” in quanto al suo interno sono presenti anche dei funghi generati da “spore presenti nell’aria”.

A rafforzare il parere del professor El-Omar troviamo, nello stesso articolo, il dottor Richard E. Davis, direttore di microbiologia presso il Providence Sacred Heart Medical Center di Washington. Davis aggiunge che nessuno dei microbi presenti nella fotografia può causare malattie.

Sull’immagine che oggi prendiamo in analisi e su altri post virali analoghi è intervenuto anche il servizio di fact checking tedesco Correctiv in questo articoloTruth Or Fiction, invece, ha contattato direttamente alcuni utenti che hanno condiviso istintivamente il post chiedendo loro cosa sapessero della foto, e nessuno di essi è stato in grado di rispondere.

La bufala delle infezioni fungine causata dalle mascherine è già stata smentita durante l’estate da Reuters in questo articolo. Per andare più in fondo, Truth Or Fiction ha raccolto i pareri di diversi scienziati e tutti, in concerto, hanno risposto che ciò che vediamo nella capsula di Petri ampiamente condivisa sui social è il risultato in una coltura intenzionale di batteri, non di un dispositivo tamponato e posto in analisi: “Questa sembra essere una sorta di immagine stock di batteri, muffe e funghi trasportati dall’aria”.

Ciò a cui assistiamo con questo post, in sostanza, è un’opera di insistenza sulla presenza di funghi nelle mascherine: nei mesi precedenti i condivisori compulsivi avevano un’ossessione per la candidosi polmonare causata dalle mascherine, e di questa bufala si erano occupati Facta e gli autori di Giornalettismo.

Conclusioni

Siamo di fronte all’ennesimo post ad alto contenuto virale costruito con la strategia dell’immagine+didascalia ad effetto, ma senza riferimenti scientifici al suo interno. A chi condivide questa bufala è sufficiente il taglio sensazionalistico del post, e la credibilità è così conquistata. I fact checker internazionali hanno contattato diversi scienziati i quali, all’unisono, hanno riferito che ciò che vediamo nell’immagine è una piastra di Petri vecchia sulla quale si trovano batteri e funghi contaminati tra loro per via dell’esposizione all’aria aperta.

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Elezioni presidenziali USA: analisti di politica internazionale e dove trovarli https://www.younipa.it/analisti-di-politica-internazionale-e-dove-trovarli-le-elezioni-presidenziali-usa/ Sat, 07 Nov 2020 10:27:33 +0000 https://www.younipa.it/?p=42643 Le elezioni presidenziali in America tenutesi martedì hanno tentato, in questi giorni, di distrarci dall’emergenza...

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Le elezioni presidenziali in America tenutesi martedì hanno tentato, in questi giorni, di distrarci dall’emergenza globale dovuta al covid-19.

Donald Trump contro Joe Biden. Il presidente uscente contro l’ex vice di Obama. Repubblicani contro democratici. Insomma, due modi apparentemente opposti di vedere gli Stati Uniti.

Elezioni presidenziali: i commenti sui social

Sui social network, l’argomento delle elezioni presidenziali non passa inosservato. Orde di utenti e di politici nazionali bardati di tutto punto (primo su tutti, il senatore leghista Matteo Salvini con la mascherina pro-Trump) prendono posto in uno dei lati della barricata a stelle e strisce. Le casse di risonanza dei social amplificano le più disparate e fantasiose analisi politiche. Il ritardo del conteggio dei voti è frutto di un GomBlotto! E questa è una storia già sentita nel 2000 in occasione della controversa elezione di George Bush Jr. E ancora: i voti dello stato del Michigan risultati decisivi per Biden – questa è bellissima –  grazie al movimento politico di Renzi.

Ma non eravamo un popolo di santi, poeti e navigatori? No, giusto, adesso siamo un popolo di virologi, esperti di esplosivi, balistici e analisti politici. Non eravamo la nazione degli ottomila campanili che si facevano dispetti tra loro? No, giusto, adesso ci preoccupiamo delle elezioni presidenziali e delle altre nazioni.

Cosa ci spinge ad occuparci delle questioni oltreoceano?

Un cittadino statunitense medio, che conosce – anche superficialmente – il proprio sistema politico ed elettorale, ci potrebbe rimproverare dicendo: elezioni a casa nostra, padroni a casa nostra!

E forse potrebbe avere tantissima ragione. Mi chiedo cosa porta un mio concittadino che abita in un paesino sperduto dell’entroterra agrario a pensare di sostenere Trump o Biden e a parlare di elezioni presidenziali, se, in tutta la sua vita, avrà visto altri dieci o venti paesini limitrofi e contigui? Forse lo stesso motivo che porta un milanese, un romano o un palermitano ad interessarsene? Curiosità o semplicemente voglia di viaggiare metaforicamente oltre l’Atlantico. Tutti motivi più che legittimi.

Ecco, però, trovato l’ago nel pagliaio. Manca la responsabilità di informarsi e scrivere sull’argomento in maniera seria e responsabile. Sicuramente non basta un’intera vita negli States per capirli fino in fondo, con tutte le loro sfavillanti bellezze e le impietose contraddizioni.

A volte, pur di non guardare le tremende inefficienze che ha la nostra nazione, ci giriamo coscientemente dall’altra parte dell’oceano per cercare una terra promessa. Pensiamo sempre all’America, per dirla con le parole di Eros Ramazzotti. I nostri nonni e i nostri anziani ci direbbero di adesso che “si va a peggiorare” o che “u munnu sta squagghiannu ghiornu pi ghiornu, figghiu miu!!”. Loro hanno capito tutto, veramente, anche senza i social o senza emigrare all’estero.


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“Voglio dubitare molto più di lui” Quando i complottisti sono vittime di un complotto https://www.younipa.it/voglio-dubitare-molto-piu-di-lui-quando-i-complottisti-sono-vittime-di-un-complotto/ Sat, 03 Oct 2020 05:58:08 +0000 https://www.younipa.it/?p=40062 I complottisti ci ripetono continuamente “Aprite gli occhi”. Questi si concentrano su una tesi che...

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I complottisti ci ripetono continuamente “Aprite gli occhi”. Questi si concentrano su una tesi che possa in qualche modo confermare una loro convinzione e non si porranno più alcun dubbio a riguardo. Qualsiasi tentativo di tenere una conversazione costruttiva fallirà miseramente: è così e non si discute. Non male per chi si vanta di porsi dei dubbi, no?

Certo, a loro dire sono gli unici a questo mondo a porsi dei dubbi, quando in realtà fanno l’esatto contrario: 

Pensate che noi siamo così presi dal fact checking che ci poniamo così tanti dubbi da dubitare anche di come ci chiamiamo. Quando ci inviano degli screenshot di commenti di presunti Analfabeti funzionali, cerchiamo in modo maniacale di capire se si tratti di un troll, e non sempre ci riesce: nel dubbio non lo pubblichiamo e, nonostante la nostra pignoleria, talvolta ci capita di rimanere fregati lo stesso, con la conseguente auto adozione nella nostra stessa pagina.

Con questo articolo, però, vogliamo liberarmi per un attimo di tutti questi vincoli: vogliamo mettermi nei panni di un complottista e andare anche oltre il suo dubitare: voglio dubitare molto più di lui.

Prendiamo ad esempio una delle teorie del complotto più diffuse, riguardanti il cancro:

“La cura definitiva contro il cancro esiste già ma ce la tengono nascosta perché alle case farmaceutiche conviene più curare che guarire”

Beh, sì, lo scopo di ogni azienda è anche quello di fatturare. Strano ma vero.

Partendo da questa teoria, allora mi sono chiesto: siccome alle case farmaceutiche conviene di più che la gente si curi, perché “Big Pharma” dovrebbe preferire un vaccino a una cura, quando con la seconda ci guadagnerebbe molto di più?

Ma soprattutto: perché i complottisti non applicano lo stesso ragionamento che applicano quando si parla della cura dei tumori?

E allora oggi, mettendomi nei panni di un vero complottista, mi chiedo:

“E se le fake news contro i vaccini fossero create proprio dalle case farmaceutiche perché a loro conviene curare piuttosto che prevenire?”

Questa affermazione è ovviamente una provocazione, ma è una domanda che un vero complottista dovrebbe porsi, o sbaglio? Insomma, ci troveremmo di fronte a una sorta di “complotto al quadrato”.

Al di là di questa estrema provocazione, mi è lecito chiedere: chi c’è dietro a tutta questa montagna di fake news? Ci sono degli interessi? Uno degli interessi più ovvi è il ritorno economico immediato da parte di chi le divulga, che sa di poter far presa su un popolo di boccaloni.


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Ci possono essere anche altri interessi, di ben altre dimensioni, oltre all’immediato ritorno economico di un piccolo troll della porta accanto?

Per esempio, ci sono dei sospetti che vanno oltre la semplice supposizione, che la Russia abbia investito ingenti risorse economiche in campagne di trolling tramite social per destabilizzare l’Europa e in generale l’Occidente, appoggiando movimenti sovranisti locali. Molte fake news vengono pubblicate da profili sospetti, specie quelle che riguardano i migranti o quelle che tendono a screditare l’Unione Europea.  Se ne parlava già nel 2017, alla vigilia delle elezioni europee, quando si ipotizzava che ci fosse la manina del Cremlino dietro la diffusione tramite social di notizie atte a favorire la vittoria dei movimenti sovranisti.

Anche durante questa pandemia di Coronavirus c’è chi ha puntato il dito sulla Russia.  Se ne parla, per esempio, in questo articolo de “La Stampa” del 14 Aprile 2020

Il New York Times ha analizzato una vasta mole di post su diversi social, e si è fermato anche su alcuni siti particolari, che sembrano avere la funzione di impiantare storie false o misinformation, tra cui The Russophile. Non importa il singolo sito, che può anche essere piccolo: «Sono un cloud di influencers russi», spiega Linvill, un professore di comunicazione che ha esaminato milioni di post di troll russi. Difficile isolare un nodo in una rete complessa di attori.

Sarà vero? Sarà falso? Certo è che se un anonimo troll, dal proprio sottoscala, è in grado con pochi click di diffondere in poco tempo una fake news a livello globale in cambio del vil denaro, figuriamoci cosa potrebbe fare un Governo anche solo con l’equivalente in denaro, per esempio, di una sola bomba usata per condurre una guerra convenzionale. Ho parlato dei sospetti sulla Russia, ma sono tecniche facilmente implementabili da qualsiasi Governo per plasmare a proprio piacimento l’opinione pubblica.

Devo però ammettere che è stato bello fare il complottista, anche se solo per poche righe.

Concludendo: “Ogni tanto, qualche domanda, fatevela”, ci ripetono i complottisti. Ecco, io  di domande me ne sono fatte più di una. Voi, invece? Non vi siete mai posti il dubbio di essere manipolati da qualcuno?

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Quelli che se la ridono sotto le notizie che parlano di morti https://www.younipa.it/quelli-che-se-la-ridono-sotto-le-notizie-che-parlano-di-morti/ Mon, 28 Sep 2020 13:17:19 +0000 https://www.younipa.it/?p=39738 I prevedibilissimi negazionisti ci hanno abituati a farci assistere a uno squallido spettacolo ovunque si...

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I prevedibilissimi negazionisti ci hanno abituati a farci assistere a uno squallido spettacolo ovunque si parli di Coronavirus.

Sono agguerriti, ma forse fortunatamente non sono poi così tanti come sembrano: i covid-negazionisti non perdono mai occasione di dire la loro sotto ogni post in cui si parli di Covid. Una compargine dalle caratteristiche quasi settarie. Decisamente molto attivi sui social, non perdono occasione per diffondere il loro credo in ogni istante, insultando i cittadini che rispettano le regole. Anzi, che più che rispettare le regole, rispettano semplicemente il prossimo.

Ai più attenti non sarà sfuggita una squallida prassi negazionista: ogni volta che un qualsiasi giornale online (per esempio ANSA, Repubblica, Il Corriere) pubblica un articolo che dà notizia di persone morte a causa di SARS-CoV-2, puntualmente quei post vengono bombardati di “ahah” reactions. Ci si chiede cosa diavolo ci sia da ridere. Se l’intento è quello di sottolineare il tono spesso troppo allarmistico dei giornali, che da mesi ci stanno regalando dei veri e propri “Bait” acchiappaclick (facendo il gioco dei negazionisti), ci sono altri modi per farlo: è più che legittimo esprimere una critica ma, ripetiamo, cosa ca**o c’è da ridere? Beh, certo, chi è convinto che il Covid non esista, sarà anche convinto che non esistano nemmeno i morti di Covid. Da questo punto di vista, va loro riconosciuta una certa coerenza. In queste ore si è tagliato il triste traguardo di un milione di morti nel mondo: una cifra ragguardevole per una malattia che non esiste, no?

E così. dopo la “moda” di ridere sotto le notizie che parlano di migranti annegati in mare, eccone dunque un’altra, non meno deprecabile.

Ecco solo qualche esempio, ma potete verificare anche voi stessi la diffusione di questo squallido fenomeno anche solo scorrendo le vostre home dei canali social

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La Cattedrale di Palermo e le accuse alla Sovrintendenza – LA VERITA’ https://www.younipa.it/la-cattedrale-di-palermo-e-le-accuse-alla-sovrintendenza-la-verita/ Wed, 23 Sep 2020 06:25:17 +0000 https://www.younipa.it/?p=39451 Esiste un genere di disinformazione, come quello che ha colpito la Cattedrale di Palermo, basato...

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Esiste un genere di disinformazione, come quello che ha colpito la Cattedrale di Palermo, basato sul concetto di notizia ad Orologeria.

Sostanzialmente, sui Social ci si rende conto che qualcosa esiste dopo decenni, e ci si ribella come se fosse recente cercando il colpevole nella modernità. Scopriamo che la stampa locale da risalto a questo genere di notizie senza verificarne l’autenticità o semplicemente approfondire l’argomentazione. Già in un nostro recedente articolo avevamo provato a spiegare. Abbiamo pensato che sarebbe stato necessario. un maggior approfondimento.

Se Facebook fosse esistito sin dai tempi dell’antichità, oggi vedremmo la gente protestare per eventi remoti. Chiedere un like per liberare Barabba e una faccina arrabbiata per liberare Gesù, ma pubblicato ieri. Vedremmo gente che chiede di cliccare e condividere perché “con 1000 condivisioni entro il 30 settembre 2020 Cesare si convincerà a passare il Rubicone”, e gente chiedere di presentarsi al Referendum tra Repubblica e Monarchia per dare un calcio alla Kasta.

Oggi ci tocca indignarci per dei misteriosi (che misteriosi non sono) cavi alla Cattedrale di Palermo presenti da oltre 50 anni

La Cattedrale di Palermo e le accuse alla Sovrintendenza - sterili polemiche
La Cattedrale di Palermo e le accuse alla Sovrintendenza – sterili polemiche

E questa è solo una delle molteplici condivisioni, con altre ben più sfacciate pronte a denunciare gli orrori della sovrintendenza.

Ma bastava fare un po’ di ricerche per capire che, anche in questo caso parliamo di cavi installati oltre cinquanta anni fa e di una questione in via di risoluzione anche senza la sommossa popolare.

La Cattedrale di Palermo e le accuse alla Sovrintendenza – sterili polemiche

“E’ una polemica stupida – dice monsignor Filippo Sarullo – Quel cablaggio c’è da i tempi del cardinale Ruffini. I cavi sono lì in una zona nascosta della chiesa e saranno presto rimossi con alcuni lavori che saranno eseguiti nella cattedrale.

Si va a guardare quei cavi e non si dice nulla sul lavoro che ho svolto in questi anni per far rinascere una delle chiese più belle di Palermo con importanti interventi per salvaguardare il prezioso bene architettonico. Anche per me quei cavi sono una ferita.

Chi ha fatto i lavori avrà pensato più all’efficienza che al decoro del monumento. Fortunatamente questa ferita scomparirà, grazie ai lavori conservativi che partiranno a breve. Spero tanto che la grande condivisione mediatica delle pagine social di questa fotografia, sia seguita da altrettanta partecipazione alle tante attività della nostra parrocchia”.

Perché infatti, come riporta ilsicilia.it, in molte parrocchie nel corso degli anni le Torri Campanarie sono state ammodernate. Con nastri e dischi registrati e altoparlanti alle volte, con dei servomeccanismi e motori automatici che rintoccano le campane.

La storia della gestione e del restauro dei beni architettonici negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante, con la Carta del Restauro codificata dal 1972 (mentre il citato Cardinale Ruffini è morto nel 1967, creato Cardinale nel 1946)

Nuove sensibilità hanno richiesto nuove prassi: prima degli anni ’70, come dimostrano i numerosi casi di chiese con le campane sostituite da altoparlanti e registrazioni, si sarebbe invariabilmente scelta la sostanza sulla forma.

Le campane sarebbero state sostituite da altoparlanti o, come in questo caso, le corde ed i batacchi sostituiti da martelli attuati elettricamente e le corde sostituite da cavi elettrici.

Almeno dalla Carta del Restauro in poi si sarebbe scelto, dovendo passare agli attuatori elettromeccanici, quantomeno di occultare i controlli degli stessi.

Cosa che ovviamente nel mezzo secolo passato non è stato fatto, ma che lavori conservativi moderni consentiranno di fare presto.

Le continue scoperte scientifiche porteranno gli operatori a scelte probabilmente molto diverse da quelle attuali. I cambiamenti politici e sociali influenzeranno la critica d’arte a prese di coscienza anche profondamente diverse dalle nostre.

Recita Passionarte: e mezzo secolo e passa, come coscienza sociale e politica si traduce in ere geologiche.

Nuovi tempi, nuove coscienze: non ha tempo incolpare la modernità per una scelta figlia di un passato forse troppo fiero delle sue capacità tecnologiche, che non aveva ancora scoperto quanto fosse insignificante la capacità di suonare le campane con un bottone rispetto ad un corretto restauro conservativo.

Ma adesso lo sappiamo, e potremo provvedere.

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