il sondaggio tra gli strumenti unipa Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Wed, 08 Sep 2021 06:26:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp il sondaggio tra gli strumenti unipa Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Dad o in presenza: gli studenti Unipa hanno deciso, ecco cosa preferiscono https://www.younipa.it/dad-o-in-presenza-gli-studenti-unipa-hanno-deciso-ecco-cosa-preferiscono/ Wed, 08 Sep 2021 05:57:13 +0000 https://www.younipa.it/?p=73321 Sulla nostra pagina Instagram abbiamo lanciato un sondaggio per raccogliere l’opinione degli studenti sulla modalità...

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Sulla nostra pagina Instagram abbiamo lanciato un sondaggio per raccogliere l’opinione degli studenti sulla modalità di insegnamento che preferiscono.

Si pensava non dovessero esserci dubbi. Dopo quasi due anni di lezioni a distanza, di assenza di socializzazione, di contatto umano, di azzeramento della vita da studente. Tutti ci saremmo aspettati che i ragazzi non vedessero l’ora di tornare ad affollare (sempre con l’adeguato distanziamento!) le aule universitarie e i viali della cittadella di viale delle Scienze.

Leggi anche: Gli atenei tornano in presenza, ma gli universitari chiedono la Dad: “Rimanga per sempre”

Ecco cosa è emerso dal sondaggio su Instagram

Ma il sondaggio ha sorpeso anche noi. Alla domanda “voi cosa preferite tra lezioni in presenza e dad?” il 52 % dei nostri follower di Instagram ha risposto che preferisce la Dad.

Sarà che forse ci siamo troppo impigriti e abituati a starcene comodamente seduti nelle nostre stanze, magari in pigiama a seguire le lezioni, più o meno attentamente. Ma non riesco a credere che gli studenti di oggi davvero rinuncerebbero alle emozioni coinvolgenti delle lezioni frontali. C’è tutta una fenomenologia meravigliosa dello studente universitario. Che va dalla corsa ad accaparrarsi il posto migliore, alla possibilità di interagire con il docente, di assaporare quel trasferimento di conoscenze e di sapere, di divorare l’esperienza di chi ti sta trasmettendo concetti che ti aiuteranno ad affrontare la vita, a cercare un lavoro, a crearti una posizione.

Sono daccordo sul fatto che la Dad come modalità di insegnamento integrativa è molto utile per coloro che, materialmente, sono impossibilitati a frequetare le lezioni in presenza. Studenti lavoratori, diversamente abili, mamme impegnate con i bambini, studenti che a vario titolo non potrebbero presenziare alle lezioni.

Dad come metodo integrativo, ma l’università cos’è senza le lezioni frontali?

In questo senso penso che tutti possiamo concordare nel dire che la pandemia ha sdoganato il concetto di Dad e lo ha reso un metodo di insegnamento inclusivo. La Dad in alcuni casi ha davvero favorito e rafforzato il concetto di diritto allo studio. Ma in generale, a mio avviso, non può essere considerata alternativa all’insegnamento frontale.

In questi due anni l’innesto della didattica a distanza ha riavvicinato parecchi studenti, anche fuori corso, all’università, portando alcuni addirittura a fare lo sprint finale per la propria laurea. E queste sono le motivazioni che nel mondo universitario animano coloro che vogliono la Dad come strumento permanente. Con questa motivazione, ad esempio, prosegue anche la battaglia del gruppo “Universitari per la Dad integrata”. Da mesi vari gruppi sui social e in rete hanno combattuto a gran voce per portare avanti la loro richiesta.

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Ma devo dire che il sondaggio mi ha stupita. Sarà che nella mia vita da studente universitario le lezioni sono state parte integrante del vissuto di quegli anni. E che la socialità universitaria per me è stata propedeutica a quello che poi mi ha fatto affrontare la vita, il lavoro, i rapporti sociali. Sarà per tutte queste motivazioni ma oggi quello che mi sento di dire agli studenti del post pandemia è: godetevi questi anni e assaporatene il lato più bello!

Seguite le lezioni, siate avidi di conoscenza, fate amicizia con i vostri colleghi, associatevi ai movimenti studenteschi, vivete la cittadella universitaria come fosse il vostro mondo. Ne trarrete giovamento e insegnamento e vi porterete questo bagliaglio di conoscenze, amicizie, emozioni ed esperienze per tutta la vita!

Fermo restando che per chi non può fare tutto questo la Dad è un’ottimo strumento. Io comunque spero diventi l’eccezione per includere gli studenti impossibilitati a partecipare alle lezioni, e non una regola.

Io, se fossi in voi (ah, quanto mi piacerebbe tornare ad essere uno studente universitario!) non starei nelle pelle all’idea al pensiero di tornare tra i banchi!

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Green Pass obbligatorio: favorevoli o contrari? Ecco cosa ne pensano gli studenti Unipa https://www.younipa.it/green-pass-obbligatorio-favorevoli-o-contrari-ecco-cosa-ne-pensano-gli-studenti-unipa/ Sun, 29 Aug 2021 17:41:29 +0000 https://www.younipa.it/?p=72813 Green Pass obbligatori nelle Università. Sulla nostra Pagina Instagram abbiamo voluto lanciare un sondaggio per...

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Green Pass obbligatori nelle Università. Sulla nostra Pagina Instagram abbiamo voluto lanciare un sondaggio per capire quale sia la posizione degli studenti sull’argomento alla ribalta delle cronache universitarie degli ultimi giorni.

Leggi anche: “Il green pass è un marchio della dittatura, addio”: professore scrive agli studenti

L’obbligatorietà della certificazione verde

La ministra Messa ha voluto che l’università facesse da apripista nel dare l’esempio. Secondo la ministra bisogna dare importanza all’attività didattica e formativa in presenza e farlo in sicurezza. E il mondo della ricerca, che ha messo a punto anche i vaccini, non può non promuove l’utilizzo del green pass.

Gli studenti italiani sono un milione e 800mila, tra i 19 e i 25 anni. E proprio a loro è chiesto di dare un esempio alla nostra società, di come la responsabilità dei nostri giovani sia forte e di come possa essere messa in evidenza in positivo.

Chi non avrà il green pass per qualsiasi motivo potrà usufruire della didattica a distanza. Ma nei luoghi di formazione e socializzazione sarà obbligatorio per tutti.

Le posizioni del mondo dei docenti

Strano a dirsi ma anche tra i professori universitari ci sono tantissimi contrari al vaccino, che stanno contestando la decisione dell’obbligatorietà del green pass. Alcuni addirittura si sono dimessi o hanno minacciato di farlo se le regole non dovessero cambiare. Una posizione a dir poco estrema se si pensa che i professori, i promotori della cultura e della ricerca, non credono nella scienza. Un uomo di cultura che ha scelto la ricerca come strumento per dare il suo contributo alla società non può negarne la validità!

Altri docenti, però, difendono fermamente l’introduzione di questa regola. Il prossimo prorettore dell’Università di Palermo, prof. Enrico Napoli, questa mattina su Facebook ha chiaramente espresso il suo pensiero in un lungo post.

“Sebbene il vaccino non escluda la possibilità di contrarre il COVID19, né quella di sviluppare complicanze che richiedano il ricovero ospedaliero o persino il ricorso alla terapia intensiva, la probabilità che ciò avvenga è estremamente più bassa di quanto non avvenga per un soggetto non vaccinato. Alla luce di ciò, la scelta di non vaccinarsi, oltre ad essere penalizzante al limite dell’autolesionismo per chi la esercita, è fortemente dannosa per l’intera collettività”.

Nel suo lungo post, il Prof. Napoli ha fatto una disamina della situazione, e ha parlato anche di responsabilità di tutti verso l’intera collettività:

“…L’aumento del numero dei ricoveri inoltre determina per l’intera popolazione l’applicazione di restrizioni (zona gialla, arancione, rossa) che penalizzano l’attività sociale ed economica, con pesantissime ricadute in primo luogo per chi non può contare su redditi garantiti. Queste considerazioni impediscono di considerare una scelta esclusivamente “privata” quella di non accettare o di rimandare il vaccino. Chi la esercita deve essere quindi consapevole del rischio cui sottopone la collettività e, conseguentemente, accettare le restrizioni delle proprie libertà cui potrà essere sottoposto per limitare i danni potenzialmente arrecati a tutti gli altri”.

E gli studenti di Unipa che ne pensano?

Abbiamo voluto lanciare un sondaggio dalla nostra pagina Instagram per sapere cosa pensano del Green Pass obbligatorio gli studenti dell’Ateneo Palermitano. Dal sondaggio risulta che 9 studenti su 10 sono favorevoli all’introduzione dell’obbligatorietà del green pass.

Perchè si è contrari al green pass negli atenei?

A chi ha risposto di essere contrario, abbiamo chiesto il perchè. Vi riportiamo alcuni stralci delle risposte:

Io sono contraria non al Green Pass, ma al fatto di rendere “obbligatorio” il green pass; viviamo in un paese libero, dove ognuno ha il diritto e la libertà di scegliere cosa voler e cosa non voler fare, diritto che con l’obbligatorietà viene vincolato. Senza dilungarmi però, ritengo che in una Università ci sono persone intelligenti e diligenti, che quindi capiscono e rispettino le regole sanitarie, quindi non vedo il motivo per cui si deve imporre una cosa che potrebbe anche essere lasciata una libera scelta.

Io sono contraria al Green Pass e quindi sotto inteso alla vaccinazione obbligatoria, perché voglio essere libera di scegliere per me se sottopormi al vaccino o meno.
Purtroppo a vent’anni però mi guardò avanti e vedo solo restrizioni.
Ci sono troppe domande alle quali non abbiamo risposte.
Purtroppo ormai penso male riguardo questa situazione , perché osservando le situazioni di altri paesi , non vedo le stesse restrizioni che abbiamo qui da ormai mesi.
Il green pass non è obbligatorio ad esempio in Germania.
È facoltativo, il cittadino può scegliere se vaccinarsi o meno.
Per me è corretto così, perché devo essere costretta a farmi inoculare questo esperimento ?
Se ci fosse un vaccino valido e senza tutti questi effetti collaterali, lo farei.

Non sono contraria al vaccino, anzi penso che sia l’unica via di salvezza, sono contraria semplicemente al fatto di obbligare la gente a vaccinarsi limitando la libertà di taluno di autodeterminarsi, inoltre con il green pass si si sta facendo passare l’idea dell’assenza di covid, ma sappiamo bene che non è cosi. Molte persone, forti del possesso del green pass, continuano a non rispettare le regole uscendo senza mascherina e comportandosi in modo certamente fin troppo leggero non curandosi della possibilità di infettare taluno e di arrecare comunque pregiudizio al prossimo. Io sono assolutamente favorevole al vaccino, è la “costrizione” che mi fa pensare. Ognuno dovrebbe essere libero di scegliere. In ogni caso, penso che la “paura” sul vaccino sia stata determinata da un sistema che non è stato in grado di dare fiducia ai cittadini, diffondendo notizie talvolta contraddittorie, poco precise e poco chiare.

Guardiamo i dati….

A conclusione di questo pezzo, vorrei farvi attenzionare un grafico che ha posto all’attenzione di tutti, dalla sua pagina Facebook, un mio amico medico. E’ un grafico dell‘Istituto Superiore di Sanità.

In questo grafico dell’ISS viene rappresentato come all’aumentare della copertura vaccinale, l’incidenza per 100.000 abitanti nel mese di agosto nelle regioni tende in media a diminuire. Se guardiamo la posizione della Sicilia, viene lo sconforto. Siamo gli ultimi per percentuale di vaccinazioni, e i primi per contagi. E da domani entriamo nuovamente in zona gialla, con tutte le conseguenze che ne derivano per il nostro tessuto economico e sociale, già fortemente provato dalla pandemia. E dobbiamo sperare di non passare dal giallo all’arancio!

Le conseguenze di un mondo di tuttologi!

Purtroppo esistono i no vax perchè viviamo in un mondo in cui la situazione informativa sta sfuggendo di mano. Tutti sanno tutto. Ognuno è virologo, medico, allenatore di calcio, nutrizionista, scienziato…in base all’argomento alla ribalta delle cronache! E le informazioni che circolano sono spesso distorte e possono diventare potenzialmente letali quando sono assimilate da menti poco inclini al ragionamento e che rifulgono l’approfondimento.
Altrimenti non dovremmo ancora sentire di gente che pensa che con il vaccino ci iniettano un microchip per controllarci tutti (invece gli smartphone che praticamente ci studiano e geolocalizzano in ogni luogo e in ogni momento?!).

Ingeriamo quotidianamente farmaci che ci fanno stare meglio. Ma cosa ne sappiamo di cosa ci sia dentro? Qualcuno si è mai chiesto di che sostanze siano fatti, ad esempio, gli antibiotici o le pillole anticoncezionali? Con tutto quello che consumiamo in massa, dovrebbero cambiarci il DNA proprio con un vaccino?

E quelli che dicono che “Fra qualche anno moriremo tutti”, ne vogliamo parlare? Io dico che qui, se non corriamo ai ripari, moriremo molto prima, di stenti e di fame. Perché il tessuto economico della nostra terra e del nostro pianeta è fortemente provato da due anni di pandemia.

La scienza e il progresso ci hanno donato in pochissimo tempo un’arma che ci permette di far crollare il rischio e di neutralizzare gli effetti devastanti del covid. Invece di fare i complottisti cerchiamo di usare la testa: Vacciniamoci!

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