istruzione Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Fri, 26 Feb 2021 09:59:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp istruzione Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Sicilia, istituiti i Poli universitari penitenziari https://www.younipa.it/sicilia-istituiti-i-primi-poli-universitari-penitenziari/ Fri, 26 Feb 2021 09:59:34 +0000 https://www.younipa.it/?p=54928 Nascono in Sicilia i Poli universitari penitenziari, così da consentire il conseguimento della laurea anche...

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Nascono in Sicilia i Poli universitari penitenziari, così da consentire il conseguimento della laurea anche ai detenuti. A stabilirlo, l’intesa quadri-laterale tra il Garante dei diritti dei detenuti della Sicilia, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, le Università di Palermo, Catania, Messina e la «Kore» di Enna, con l’adesione della Regione tramite l’assessorato dell’Istruzione e della Formazione.

La Sicilia nuovo punto di riferimento

È un evento al quale attribuisco un alto valore morale” questo il commento del Presidente della Regione Siciliana alla conclusione dell’accordo quadro. Il governatore Musumeci, inoltre, dichiara con grande orgoglio come la Regione sia la seconda istituzione locale (dopo la Toscana) ad inserirsi pienamente nel rapporto fra gli Atenei e il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria, diventando un vero punto di riferimento ed ispirazione per il futuro delle altre autonomie locali.

L’istruzione per la rieducazione sociale

Giovanni Fiandaca, il Garante regionale dei diritti dei detenuti, sottolinea l’importanza di garantire ed agevolare l’istruzione universitaria all’interno degli istituti penitenziari. L’ordinamento penitenziario, infatti, “riconosce l’istruzione come primo elemento del trattamento rieducativo” dichiara Fiandaca. Aggiunge che tale obbligo morale vale soprattutto al sud, “dove la popolazione carceraria statisticamente presenta un livello di istruzione e di scolarità più basso” conclude il Garante, individuando nell’istruzione il mezzo più diretto ed idoneo alla rieducazione sociale dei detenuti.

I Poli universitari penitenziari in Italia

Secondo quanto riportato dall’ANSA, sono 80, in Italia, gli istituti penitenziari in cui viene garantita l’istruzione universitaria, con la collaborazione di 37 atenei (di cui 4 siciliani), per un totale di circa 1.000 studenti detenuti iscritti. Di questi, il 60% sono detenuti in regime di media sicurezza, il 34% di alta sicurezza, l’1,5% sono al 41 bis. Un minor dato riguarda le donne. Solo il 2% degli studenti universitari detenuti, infatti, ha una rappresentanza al femminile.

Cosa prevede l’accordo?

I Poli universitari offriranno ai detenuti destinatari vari percorsi formativi utili alla loro riabilitazione e rieducazione sociale. Le attività, finanziate dalla Regione, avranno luogo nelle sedi individuate dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria in accordo con gli Atenei, così da coordinare al meglio le attività didattiche e l’impegno di tutti gli operatori coinvolti (docenti, personale amministrativo, tutor e studenti).Verranno anche dedicate diverse strutture alla svolgimento dei “tirocini curriculari”. Le risorse verranno, ovviamente, anche impiegate per l’acquisto di strumentazioni tecnologiche, materiale didattico o banche dati ai detenuti iscritti. Ogni anno, le Università trasmetteranno alla Regione una relazione sul relativo andamento dei Poli e delle attività erogate.


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In tutta Italia scoppia la protesta contro la Dad. Gli studenti: “Azzolina dimettiti” https://www.younipa.it/in-tutta-italia-scoppia-la-protesta-contro-la-dad-gli-studenti-azzolina-dimettiti/ Thu, 07 Jan 2021 14:20:05 +0000 https://www.younipa.it/?p=48525 Da Milano a Palermo, passando per Brescia, Roma e Napoli decine di altre città, gli studenti si sono mobilitati questa mattina di fronte alle scuole superiori e...

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Da Milano a Palermo, passando per BresciaRoma e Napoli decine di altre città, gli studenti si sono mobilitati questa mattina di fronte alle scuole superiori e gli uffici scolastici regionali con striscioni e megafoni.

“La Dad non può essere il modello”

Scuole aperte, rientro immediato in sicurezza, maggiore investimento sui trasporti, screening periodico del personale scolastico e degli studenti e inserimento dei docenti più fragili nella prima fase del piano vaccinale. Sono le richieste del Comitato Priorità alla scuola che ha promosso un sit-in davanti al Miur, il ministero dell’Istruzione, a Roma. 

“La didattica a distanza non può essere il modello“, dice Leone, al quinto anno di liceo scientifico, che oggi era tra i quaranta studenti del comitato che torna a chiedere l’apertura in presenza e in sicurezza di tutte le scuole.

Una delegazione di studenti è stata ricevuta dai funzionari del ministero che però “non hanno fatto altro che ripetere le stesse rassicurazioni che sentiamo da un anno” racconta ancora Leone che aggiunge “della scuola ci manca la socialità, ma anche l’attenzione dello stare in classe.

Non è un discorso romantico, ma concreto. In questo paese sulla scuola si decide di giorno in giorno. Oggi dovevamo essere in classe e invece è stato rimandato tutto all’11. Ma senza garanzia di un rientro in sicurezza”.

La manifestazione si è conclusa e i ragazzi si sono spostati a piazza Montecitorio

Dove è in corso un sit in dei genitori. In tutta Italia molti gli studenti che hanno organizzato sit in per chiedere di “riaprire le scuole in sicurezza” e aderito alla mobilitazione indetta dal comitato Priorità alla scuola.

Tra le richieste, per quanto riguarda le scuole superiori, chiuse da quasi un anno, si auspica che la riapertura in presenza favorisca l’accoglienza e il recupero scolastico degli studenti fortemente penalizzati dal punto di vista didattico e psicologico a causa della Didattica a Distanza.

Per questo motivo, inoltre, si auspica che l’attività in presenza non sia finalizzata solo alle necessità di valutare l’andamento scolastico degli studenti. Bensì che il tempo sia utilizzato anche per aiutare a ricostruire le relazioni umane tra gli studenti e con i docenti.

Si chiede anche l’annullamento delle prove INVALSI per l’anno scolastico in corso”.  A Brescia gli studenti del liceo Calini si sono portati i banchi sul marciapiede e hanno affisso numerosi cartelli

Pensiero unico tra gli studenti “Oggi dovrei essere a scuola”

A Torino: “Siamo qui perché vogliamo tornare a scuola in sicurezza. L’istruzione dovrebbe essere un diritto. Casa non è scuola”.

Salgono sui banchi in piazza Castello gli studenti delle scuole superiori.

Nel giorno in cui anche le scuole medie sono rientrate in classe in tutta Italia ma non licei e istituti per cui continua la Didattica a distanza. 

Flash mob

Sulle orme del film Attimo fuggente, questa mattina organizzato da Last – Laboratorio Studentesco hanno aderito anche dal movimento Priorità alla Scuola. “È ora di tornare a scuola, la Dad non è scuola – spiegano i manifestanti – si registra il 14,5 per cento di dispersione scolastica”. Chiedono investimenti strutturali sui trasporti e sulla sanità, per procedere con puntuali monitoraggi.

I ragazzi chiedono anche scanner fuori dagli istituti e tamponi per tutti

“Ce lo aspettavamo di restare a casa, finora non sono stati fatti investimenti ma crediamo che non ci sia più tempo da aspettare. Serve una riforma della scuola”, aggiunge Bianca.

“Dannazione Azzolina Dimettiti’

A Milano: manifestazione a sorpresa davanti al provveditorato agli studi.

I ragazzi hanno simbolicamente bloccato gli accessi con il nastro che si usa per i lavori in corso e esibito uno striscione in cui la siglia Dad di didattica a distanza diventa:

“Dannazione Azzolina Dimettiti’ e altri che dicevano ‘Il Miur nuoce gravemente alla sicurezza degli studenti’

Ritorno a scuola in ordine sparso per gli studenti

Dal 7 gennaio si torna in aula nelle scuole elementari e nelle medie, oltre a quelle dell’infanzia (con eccezioni in Calabria, Campania e Puglia); le scuole superiori di secondo grado rivedranno in aula i ragazzi da lunedì 11 gennaio, con presenze al 50%.

Ma non sarà così per tutto il Paese. L’Alto Adige, ha deciso di tentare un ritorno verso la normalità e, da giovedì 7 gennaio, apre anche gli istituti superiori con presenze fino al 75%.

In Piemonte, invece, i ragazzi delle superiori tornano in aula da lunedì 18 gennaio. Friuli Venezia Giulia, Veneto e Marche, già nella giornata di lunedì scorso avevano deciso, con ordinanze, di rinviare a fine gennaio le lezioni in presenza. E di proseguire fino a quella data, al 100%, con la didattica e distanza.

Rivendichiamo un rientro a scuola con misure di sicurezza che in questo momento sono inesistenti – dichiara Fabrizio Russo

“Scenderemo in piazza il 29 gennaio – continua Russo – nella stessa data dello sciopero generale dei lavoratori indetto dai sindacati conflittuali per conquistare ampie misure per la sicurezza delle scuole.

Esprimiamo tutta la nostra contrarietà alle politiche del Governo.

Che gestisce la crisi pandemica per gli interessi delle aziende a scapito di quelli dei lavoratori e, di conseguenza, anche dei figli dei lavoratori, gli studenti.

Nelle prossime settimane le proteste studentesche continueranno”.

Alcune foto:

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Scuola. Azzolina: “La didattica in presenza è necessaria” https://www.younipa.it/scuola/ Sun, 20 Dec 2020 14:05:24 +0000 https://www.younipa.it/?p=46400 Istruzione. Ieri, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è stata ospite a ‘Ripensare l’educazione nel XXI...

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Istruzione. Ieri, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è stata ospite a ‘Ripensare l’educazione nel XXI secolo’, il ciclo di appuntamenti dedicato al presente e al futuro del mondo dell’insegnamento. L’evento inoltre si è inaugurato in apertura con la presenza del Premier Giuseppe Conte e della senatrice Liliana Segre. 

Stiamo lavorando per il ritorno a scuola

“Il lavoro che stiamo svolgendo per portare la scuola fuori emergenza non può impedirci di guardare oltre ed interrogarci sulle nuove sfide da affrontare – ha affermato la Ministra – Lo dobbiamo ai nostri  ragazzi perché il futuro con loro non possiamo metterlo tra parentesi. E la politica se vuole fare bene deve proiettare lo sguardo oltre”.  

Attraverso una diretta Facebook di questi giorni la Ministra ha anche voluto sottolineare la voglia di un ritorno della didattica in presenza. 

Trasporti e tamponi

“Si sta lavorando anche in queste ore insieme alle Regioni, ci sarà a breve un incontro, da un lato per i trasporti, dall’altro lato per tamponi e test rapidi”.

I macro argomenti che portano dello scietticismo sul ritorno tra i banchi di scuola sono i trasporti e gli screening di massa.

“Sono già partiti i tavoli con i prefetti. Se c’è da ragionare sui trasporti non lo si può fare solo dal punto di vista nazionale, ogni territorio ha le sue esigenze, i tavoli con i prefetti ci aiutano a risolvere le criticità. Inoltre come ministero abbiamo chiesto una corsia preferenziale per la scuola per i tamponi”.

L’obiettivo è portare il mondo dello screening nelle scuole. Riusciranno ad aprirsi le porte deel mondo scolastico nel 2021?


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Ministro Azzolina: “Mai pensato di chiudere studenti in gabbie” https://www.younipa.it/ministro-azzolina-mai-pensato-di-chiudere-studenti-in-gabbie/ Tue, 09 Jun 2020 08:29:51 +0000 https://www.younipa.it/?p=34507 “In queste ore si sta chiudendo un anno scolastico del tutto straordinario, che ci ha...

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“In queste ore si sta chiudendo un anno scolastico del tutto straordinario, che ci ha messo alla prova e che certamente ricorderemo nel tempo. Qualcuno oggi sarà riuscito a salutarsi, forse a distanza. Altri lo faranno probabilmente nelle prossime settimane. Le ragazze e i ragazzi delle classi terze del primo grado stanno discutendo in questi giorni i loro elaborati. Il 17 iniziano invece gli Esami del secondo cicloA tutti loro va il mio incoraggiamento“. Lo scrive su Facebook la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, postando anche un messaggio video, per i ragazzi che oggi hanno terminato la scuola e per coloro che si trovano ad affrontare gli esami di Terza Media e di Maturità.

https://www.facebook.com/watch/?ref=external&v=189917652288945

“L’Esame di maturità, in particolare, sarà anche un primo passo verso la riapertura delle scuole. In questi mesi c’è stato un grande dibattito sulla didattica digitale. La cosiddetta Dad. – sottolinea il Ministro Azzolina nel messaggio – È stata una prova molto impegnativa per tutti, ma so che in tanti hanno apprezzato il lavoro fatto. Siamo partiti da zero. Abbiamo costruito un modello che ha permesso di salvare l’anno scolastico. E la scuola si è riscoperta un po’ più digitale. Sono anche convinta che nel tempo sapremo guardare a questo periodo con maggior distacco, e quindi anche con maggior equilibrio. La Dad ci ha aiutato, ma a settembre torneremo alle lezioni in presenza. Siamo al lavoro per questo. Non esistono soluzioni miracolose, ma di buon senso sì. E abbiamo strumenti e risorse per realizzarle”.

“Abbiamo anche le idee chiare sui tempi – dice il Ministro Azzolina -: a breve le linee guida del ministero saranno pronte. Stiamo portando avanti il confronto con le varie parti coinvolte. Intanto abbiamo già iniziato a costituire i tavoli regionali. Perché dovrà essere sui territori che andremo fisicamente a costruire le soluzioni, in modo chirurgico. Nelle singole scuole, che in questo Paese sono molto diverse le une dalle altre. – continua ancora Azzolina – E avremo un monitoraggio costante delle varie situazioni e delle difficoltà da superare. E ce ne saranno, è indubbio. Ma lo ripeto: abbiamo gli strumenti per risolverle”.

“Naturalmente dobbiamo augurarci che la minaccia del virus diventi presto un brutto ricordo, ma saremo comunque pronti ad ogni scenario. Permettetemi di dire anche un’altra cosa: il tema della sicurezza a scuola è molto serio e richiede prudenza, anche nei giudizi e nei commenti. Nessuno del Comitato tecnico-scientifico, e tanto meno qui al ministero, ha mai immaginato di chiudere gli studenti dentro cabine di sicurezza, – prosegue Azzolina – come è stato invece raccontato in queste ore, in maniera quanto meno superficiale. Ho visto immagini surreali di ragazzi chiusi dentro a strutture simili a gabbie“.

“Questa è disinformazione. Nessuno ha mai pensato a cose del genere. Semmai sono due anni che parlo del problema delle classi pollaio. E oggi finalmente tutti si accorgono del numero di alunni nelle classi delle scuole italiane. – Conclude il Ministro Azzolina – Siamo al lavoro, giorno e notte, per riportare gli studenti a scuola con le giuste misure di sicurezza. Senza eccessi, senza forzature. Vogliamo tornare alla normalità e lo faremo trovando il giusto bilanciamento tra due diritti sacrosanti, quello all’istruzione e quello alla salute”. (adkronos)

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Scuola. In Sicilia lezioni in Tv per alunni primaria e secondaria https://www.younipa.it/scuola-in-sicilia-lezioni-in-tv-per-alunni-primaria-e-secondaria/ Fri, 22 May 2020 15:28:24 +0000 https://www.younipa.it/?p=33436 Scuola – L’Assessorato Regionale all’Istruzione ed alla Formazione Professionale, nell’ambito di un protocollo di rete...

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Scuola – L’Assessorato Regionale all’Istruzione ed alla Formazione Professionale, nell’ambito di un protocollo di rete con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, ha predisposto una programmazione didattica da trasmettere attraverso lo strumento televisivo, al fine di raggiungere quanti si trovino in condizioni di particolare disagio economico o, comunque, famiglie sprovviste di un numero di dispositivi informatici individuali sufficiente a garantire a tutti i ragazzi pari opportunità nell’accesso alla didattica a distanza.

La Scuola in TV. Le Video-Lezioni

I contenuti delle video-lezioni sono organizzate secondo un approccio interdisciplinare e destinate agli alunni della scuola primaria, secondaria di I grado e degli istituti superiori che si apprestano a concludere il ciclo di studi.

Le lezioni saranno trasmesse dall’emittente televisiva TRM HD (Canale 513 e 71) dal 25 maggio a martedì 16 giugno, dal lunedì al sabato, dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Gli stessi contenuti saranno inoltre disponibili sulle pagine ufficiali dei principali social network dell’emittente televisiva.

“Grazie ad una tempestiva risposta da parte dell’USR e su iniziativa di questo Assessorato – dichiara l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione Roberto Lagalla – i docenti entreranno nelle case dei nostri studenti anche attraverso la televisione. Si tratta di un ulteriore strumento a sostegno della didattica a distanza che si aggiunge alle numerose iniziative di questo governo che hanno portato alla distribuzione alle scuola di dispositivi informatici individuali e all’acquisto di schede per il traffico dati, da destinare soprattutto agli alunni con maggiori difficoltà economiche. Abbiamo ritenuto, quindi, che fosse necessario poter utilizzare un ulteriore mezzo di comunicazione, presente in ogni casa, per raggiungere in particolare coloro che si accingono a concludere il ciclo di studi. Questi potranno godere di ulteriori lezioni di didattica, utili a ripassare i programmi d’esame, a recuperare competenze o ad approfondire tematiche di base. Una misura che risponde, in modo particolare, alle esigenze delle famiglie più numerose e, magari, con un numero di dispositivi non sufficiente a garantire le diverse e impegnative attività scolastiche a distanza che coinvolgono i loro figli”.

[pdf id=33437]

Scarica QUI il Calendario lezioni in TV

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Diritto allo studio senza soldi, la Run dice la sua https://www.younipa.it/diritto-allo-studio-senza-soldi-la-run-dice-la-sua/ Mon, 20 Jan 2014 23:34:58 +0000 https://www.younipa.it/?p=11558 Pubblichiamo un post della Run Palermo, scritto da Riccardo Aulico, sul diritto allo studio e...

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Pubblichiamo un post della Run Palermo, scritto da Riccardo Aulico, sul diritto allo studio e i tagli all’istruzione:

«Il diritto allo studio in Sicilia continua ad essere maltrattato. Non possiamo che essere sconcertati per le ultime scelte dell’Assessorato all’Istruzione che ha deciso di ridurre ulteriormente il contributo per il funzionamento degli Ersu Siciliani, che passa dai 16,212 milioni di euro del 2013 ai 14,917 per il 2014. Contributo di funzionamento che negli anni ha già subito forti tagli. Solo nel 2010 ammontava a poco più di 23 milioni di euro. Questo non è che l’ennesimo atto che mortifica il diritto allo studio e purtroppo non sebra essere l’ultimo.

Le diverse vicende che tanto hanno fatto discutere, dal mancato rinnovo della rappresentanza studentesca nel mese di maggio del 2013, al nuovo regolamento sul servizio di ristorazione (poi sospeso), fino ad arrivare all’erogazione delle borse di studio con più di 6 mesi di ritardo, non hanno visto la loro fine nell’elezione dei nuovi rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Amministrazione dell’Ersu.

Infatti, gli studenti risultati vincitori nella competizione elettorale conclusasi il 4 dicembre, oltre a non essere stati integrati all’interno del Cda dell’Ente mancando ancora il decreto di nomina da parte dell’Assessore all’Istruzione Nelli Scilabra, non possono esercitare il loro mandato in quanto non sono state rinnovate le altre componenti del Consiglio di Amministrazione, ovvero quella dei docenti e del rappresentante degli studenti dell’Accademia, e soprattutto non è ancora stato nominato il nuovo presidente dell’Ersu di Palermo che consentirà al CdA di ritornare ad operare.

L’Ersu di Palermo inspiegabilmente continua quindi ad essere senza un Consiglio di Amministrazione, senza un presidente, senza un commissario, considerato che la nomina dell’architetto Amodei è scaduta lo scorso 20 dicembre, e senza un bilancio approvato.

Queste le dichiarazioni dei neo eletti al Cda dell’Ersu Dennis Lattuca e Simona Perricone: ‘Non possiamo che essere sconcertati per la scelta dell’assessorato all’Istruzione di ridurre ulteriormente il contributo per il funzionamento degli Ersu Siciliani. In un momento in cui le famiglie fanno difficoltà a sostenere gli studi dei propri figli all’Università, ci saremmo aspettati un aumento del fondo destinato agli Ersu, soprattutto da chi dovrebbe conoscere bene la realtà Universitaria’.

Questo provvedimento mette, invece, in discussione la possibilità di garantire il servizio mensa e di onorare gli impegni con tutti i fornitori utili al mantenimento dei servizi nelle residenze universitarie. Servizi che potrebbero già essere messi in discussione a causa del mancato trasferimento all’ente del contributo di funzionamento da parte della Regione per l’anno 2013.

Sono passati più di 45 giorni dal momento in cui gli studenti hanno scelto i loro rappresentanti, e nonostante tutto, non abbiamo ancora la possibilità di affrontare i loro problemi e discuterne all’interno dell’organo preposto, il Consiglio di Amministrazione. Ciò che fa ancora più rabbia è la mancata nomina del Presidente dell’ente che consentirebbe al Consiglio di Amministrazione di tornare ad operare appieno dopo più un anno. Sono tanti gli atti che gli studenti attendono e che non possono essere emanati a causa della mancata nomina di un Presidente e della consequenziale mancanza di un Consiglio d’Amministrazione che possa operare.

Devono ancora essere completate le operazioni per l’erogazione delle borse di studio dell’anno accademico 2012/2013 che portino ad un ulteriore e definitivo allargamento. E ancora, molti studenti attendono l’erogazione della prima rata della borsa di studio dell’anno accademico 2013/2014, devono essere erogati i sussidi straordinari per gli studenti aventi specifiche difficoltà, devono essere completate le operazioni per l’erogazione del rimborso della tassa regionale e si deve, in una sola frase, dare la possibilità all’ente di emanare tutti quegli atti che garantiscano il buon andamento dell’amministrazione».

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Udu scrive a Letta: “Otto punti per una buona Università” https://www.younipa.it/udu-scrive-a-letta-otto-punti-per-una-buona-universita/ Tue, 04 Jun 2013 03:13:05 +0000 https://www.younipa.it/?p=6949 Il Governo targato Letta ha preso il via lo scorso 28 aprile e sono certamente...

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Il Governo targato Letta ha preso il via lo scorso 28 aprile e sono certamente tante le sfide che la sua squadra dovrà cercare di vincere per conquistare la fiducia dei delusi dalla politica e per far tornare a galla una situazione che rischia di arenare.

Ne è consapevole anche l’associazione Udu, l’Unione degli Universitari, che ha inviato al Governo una lettera con una sorta di vademecum dei punti che i giovani studenti si aspettano che Letta e i suoi ministri portino avanti. Otto i punti che l’associazione suggerisce per cercare di affrontare quella che si caratterizza come una vera emergenza nazionale.

Riportiamo, di seguito, per intero la lettera dell’associazione:

Già dal 2008 gli studenti italiani hanno dato vita ad una mobilitazione larga e consapevole, che partiva proprio dalla piena comprensione di quanto stava accadendo: un grave e pesante attacco alla scuola, all’università e alla ricerca pubblica. Mentre i Ministri dei Governi che si sono succeduti in questi anni ci dicevano che eravamo facinorosi, che non avevamo capito la bontà delle cosiddette “riforme”, noi avevamo pienamente capito e abbiamo continuato a denunciare la gravità dei tagli e dell’attacco in corso.

Oggi, dopo cinque anni in cui gli studenti sono stati isolati e accusati di inutile allarmismo, tutto il mondo accademico sta cominciando a capire la gravità della situazione in cui è stata portata l’Istruzione italiana, partendo dall’improvviso dietrofront dei Rettori. Se proprio la CRUI e i Rettori avessero mostrato la loro consapevolezza già dal 2008, certamente non saremmo arrivati alla situazione in cui oggi siamo. Mentre il Governo tagliava le risorse alle università, gli atenei si rifacevano in gran parte sugli studenti aumentando drasticamente la tassazione studentesca.

Come studenti, con la credibilità di chi ha difeso la scuola e l’università pubbliche sempre, senza intermittenze, riteniamo che si debba mettere in campo una serie di interventi straordinari per affrontare l’emergenza nazionale con cui ci confrontiamo quotidianamente.

  • Istruzione per tutti

La maggioranza assoluta dei corsi di laurea è arrivata per la prima volta ad essere a numero chiuso o programmato. Ogni anno viene negata a migliaia di studenti la possibilità di iscriversi solo perché i Governi continuano a giustificare un investimento nell’università gravemente insufficiente. È necessario superare l’attuale sistema abolendo il numero chiuso.

La tassazione universitaria negli ultimi dieci anni è aumentata del 75% ed è sempre più un elemento di discriminazione economica per gli studenti. È necessario attuare subito una riforma che inserisca un sistema di tassazione progressiva unica nazionale che tenda sempre più verso gli altri Paesi Europei in cui, in molti casi, non sono previste tasse o sono pari a 1/6 delle nostre.

La dispersione scolastica continua a spingere verso l’emarginazione troppi giovani. In Italia il tasso di abbandono scolastico resta oltre il 18%. È necessario portare subito l’obbligo scolastico a 18 anni.

  • Diritto allo studio

In Italia ancora oggi viviamo con la vergogna di avere migliaia di studenti a cui viene riconosciuto il diritto ad avere una borsa, in base a requisiti economici e di merito, ma le borse non vengono erogate per mancanza di fondi. È necessario garantire la copertura di tutte le borse di studio, prevedendo un aumento del numero e dell’importo delle borse di studio verso gli standard europei.

  • Investimento pubblico

I tagli degli ultimi anni si sono abbattuti su un finanziamento già insufficiente. È necessario portare il finanziamento del sistema universitario ai livelli europei, abolire il blocco del turn over del personale. I tagli di questi anni hanno colpito duramente anche il mondo della ricerca universitaria e in particolare i corsi di dottorato. E’ necessario rifinanziare le borse di dottorato di ricerca e abolire i dottorati senza borsa.

  • Basta baronie

Troppo spesso all’interno delle università assistiamo ad una discriminazione fondata solo sulla fascia di docenza dei professori. Una struttura accademia realmente democratica non può che essere fondata sul ruolo unico della docenza universitaria, aprendo le porte della piena rappresentanza anche ai professori associati e ai ricercatori, che in particolare spesso sostengono elevati carichi di lavoro senza avere alcun riconoscimento. È inoltre necessario andare anche a scardinare gli attuali sistemi di accesso alle specialità mediche, una delle più forti attuazioni del potere dei baroni universitari, attivando invece un concorso nazionale per l’accesso alle specialità di medicina.

  • Accesso alla Cultura per tutti

È necessario garantire un pieno accesso alla Cultura, in tutte le sue forme, attivando quindi convenzioni e accordi per rendere gratuito a tutti gli studenti l’accesso a musei, mostre, teatri, spettacoli cinematografici, musicali e tutte le altre forme di cultura. È inoltre necessario estendere la copertura della banda larga in tutto il territorio nazionale, rendendone gratuita la fruizione.

  • Mobilità garantita

I mezzi di trasporto non possono e non devono andare a costituire una ulteriore spesa per gli studenti. È necessario prevedere la gratuità dei trasporti per gli spostamenti da e per la sede universitaria in cui studia e per gli spostamenti collegati alla vita universitaria.

È inoltre necessario proseguire nel potenziamento dei programmi di mobilità internazionale, come l’Erasmus, garantendo sempre più la partecipazione a questi programmi anche degli studenti in condizioni economiche familiari più svantaggiate.

  • Piena cittadinanza

Gli studenti sono spesso visti come un corpo estraneo alla città in cui vivono, nonostante siano cittadini a tutti gli effetti e garantiscano non solo una rilevante fonte di reddito, ma anche una presenza attiva e qualificante dal punto di vista sociale e culturale. È necessario riconoscere la piena cittadinanza degli studenti garantendo il voto amministrativo agli studenti fuori sede. È inoltre necessario attivare degli interventi straordinari per favorire la diffusione di affitti agevolati agli studenti, cancellando gli affitti in nero e impedendo la locazione di case o scantinati degradati.

  •  Stop a generazione precaria

La nostra generazione vede sempre più l’ingresso nel mondo del lavoro come un problema più che un’opportunità. Spesso lo sfruttamento e la precarietà iniziano già nel percorso formativo di un giovane. Ecco perché è assolutamente necessario riconoscere a livello nazionale la figura dello studente lavoratore.

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Che la crisi economica attanaglia il nostro Paese si sapeva. Ma stavolta a dipingere la grave situazione in cui si trovano a vivere gli italiani è Save the Children. Al centro delle indagini dell’organizzazione mondiale che dal 1919 lavora in 119 Stati per migliorare la vita dei bambini, questa volta non è il Terzo Mondo, ma il Bel Paese.

In occasione del lancio della campagna Allarme infanzia e dell’uscita del dossier L’isola che non sarà, che sarà diffuso insieme all’indagine Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani, Save the Children ha fatto un’analisi di quelle che sono considerate quattro ruberie ai danni dei giovani.

Tra queste – oltre al taglio dei fondi per minori e famiglia, la mancanza di risorse indispensabili per una vita dignitosa e il furto di lavoro – il furto d’istruzione. Fino al 5 giugno, infatti, Save the Children denuncerà il grave disagio che si troveranno a vivere le giovani generazioni e chiederà alle istituzioni di scendere in campo per dar vita a interventi in favore del capitale umano preso in esame.

È, infatti, pari al 31% il numero di padri e madri che riferiscono di non poter pagare l’Università dei figli. Cifra che si traduce in un milione e mezzo di giovani senza il necessario per studiare. Questi ultimi, secondo il 22% degli intervistati, si trovano così costretti a cercare un lavoro per contribuire alle spese. Il 9% afferma di dover ricorrere ad un prestito. E nella classifica di Save the Children, l‘Italia si trova al ventiduesimo posto per percentuale di giovani con basso livello d’istruzione e all’ultimo per tasso di laureati.

«È un vero e proprio furto di futuro quello che si sta consumando in Italia ai danni dei bambini, adolescenti e giovani – denuncia l’organizzazione – La povertà nelle sue varie forme, sociale, economica, d’istruzione, di lavoro, li sta colpendo come non mai, derubandoli di prospettive ed opportunità. E con il futuro di chi è giovane oggi, si sta disintegrando il futuro dell’Italia tutta».

E il bilancio risulta ancora più tragico se si pensa che rispetto all’Italia stanno peggio solo i giovani di Grecia e Bulgaria.

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Lagalla: “Opportuno recuperare le premesse per una legge sulla Ricerca” https://www.younipa.it/lagalla-opportuno-recuperare-le-premesse-per-una-legge-sulla-ricerca/ Wed, 09 Jan 2013 02:34:16 +0000 https://www.younipa.it/?p=1368 Come pubblicato ieri qui, l’assessore all’Istruzione e alla Formazione, Nelli Scilabra, ha annunciato una legge...

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Come pubblicato ieri qui, l’assessore all’Istruzione e alla Formazione, Nelli Scilabra, ha annunciato una legge regionale sull’Università e la Ricerca. 

Parole che sono state commentate così dal rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla:

«L’idea di sistematizzare a livello normativo la ricerca in Sicilia è una proposta antica. Infatti, i primi tentativi risalgono agli inizi degli anni 90. L’idea dell’assessore Scilabra di recuperare queste premesse credo siano opportune e sono maturate nel corso dell’incontro, durante il quale l’assessore ha mostrato grande attenzione e disponibilità, anche alla luce della sua militanza nel Senato Accademico verso le problematiche dell’alta formazione e della ricerca».

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Scilabra: “Aumentato il contributo per le borse di studio degli universitari” https://www.younipa.it/scilabra-aumentato-il-contributo-per-le-borse-di-studio-degli-universitari/ Thu, 03 Jan 2013 02:24:46 +0000 https://www.younipa.it/?p=987 Stando alle parole dell’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, in Sicilia si possono dormire sonni...

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Stando alle parole dell’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, in Sicilia si possono dormire sonni tranquilli.

Nelli Scilabra (che – non dimentichiamolo – è anche studentessa in Giurisprudenza) ha, infatti, affermato che «il Governo ha operato sul bilancio con tagli precisi e netti ma ha scelto di non toccare l’Istruzione».
Inoltre, l’assessore ha dichiarato che «l’Istruzione non può essere depotenziata, specialmente in un periodo di crisi economica. Abbiamo salvaguardato il contributo per il funzionamento delle scuole siciliane e abbiamo aumentato quello per le borse di studio degli universitari, erogato agli enti regionali per il Diritto allo Studio, da 15 milioni di euro a 16,8 milioni di euro».
Si tratta, dunque, di un «segnale voluto fortemente» dalla Scilabra, come lei stessa ha affermato commentando il bilancio provvisorio varato dalla Giunta di Rosario Crocetta lo scorso sabato 29 dicembre.

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