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Oggi, i figli e gli eredi dei boss mafiosi studiano nelle migliori Università e si impegnano per agire nell’alta finanza.

I gruppi criminali organizzati allevano e sfruttano i giovani, nuova linfa vitale per la sopravvivenza del sistema mafioso. Le reclute rappresentano il futuro delle mafie, in continua evoluzione. E allo stesso modo, sono loro a doversi adattare al “nuovo mondo”.

I cadetti della mafia

Riscuotere le estorsioni, lavorare nei laboratori di cocaina per poi spacciarla nelle piazze, sono questi i ruoli principali per cui i giovani cadetti della mafia vengono assoldati. Molti di loro, vengono addestrati fin da piccoli all’uso delle armi da fuoco con un brutale test d’iniziazione, pass d’ingresso per entrare a far parte della “famiglia”, come quella di Cosa nostra.

I figli dei boss mafiosi

Chi invece può godere di una vita più agevole, senza sentirsi continuamente sotto pressione, sono i figli dei boss mafiosi. Sono loro che oggigiorno frequentano le migliori università al mondo, con la finalità di assumere un giorno il comando dell’organizzazione criminale ereditata dal genitore. Ci sono ovviamente anche quelli che non hanno intenzione di proseguire gli studi, preferendo la via più facile della violenza. Ma si tratta di una “mafia di secondo livello”, che non ha niente a che vedere con la moderna cultura mafiosa, mercatistica e corruttrice.


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Le nuove mafie

Oggi, si assiste a un ringiovanimento delle nuove mafie. Le nuove leve, per mezzo anche dei propri studi, hanno creato una rete economica-finanziaria che tende ad infiltrare i maggiori luoghi del potere decisionale. In questo modo, garantiscono l’accesso ai singoli clan per stringere le loro alleanze, finalizzate all’ottenimento di precisi obiettivi. L’atteggiamento violento resta, ma è inteso solo come extrema ratio solo, qualora vengano minacciati i loro interessi.

“Meno violenza e più affari”

Le nuove mafie sono proiettate alla contaminazione dell’economia legale, imponendo il monopolio di interi settori, come quello sanitario o quello edilizio e immobiliare. La loro principale strategia è quella di riciclare e reimpiegare capitali illeciti, utilizzando tecniche di occultamento sempre più sofisticate. “Meno violenza e più affari”, è questo lo slogan della nuova generazione mafiosa. Una nuova strada che porta ad una nuova riflessione sulla lotta alle nuove mafie.

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Università Siciliane contro le mafie https://www.younipa.it/universita-siciliane-contro-le-mafie/ https://www.younipa.it/universita-siciliane-contro-le-mafie/#comments Wed, 20 May 2020 08:48:56 +0000 https://www.younipa.it/?p=33273 L’Università scende in campo contro le mafie. E parte dalla SiciliaSabato 23 maggio in diretta...

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L’Università scende in campo contro le mafie. E parte dalla Sicilia
Sabato 23 maggio in diretta streaming una seduta pubblica dell’assemblea dei rettori siciliani in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, aperta a personalità istituzionali e della società civile

E’ convocata per sabato 23 maggio alle ore 10,30, una seduta telematica della CRUS, Conferenza dei Rettori delle Università Siciliane, insieme alla Rappresentanza degli Studenti dei quattro Atenei siciliani e la Crui. La seduta sarà aperta e l’occasione sarà la ricorrenza dell’anniversario della strage di Capaci, nella quale sono stati uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli Agenti della loro scorta.

L’evento sarà trasmesso in streaming su Microsoft Teams: QUI

Per la prima volta l’assemblea istituzionale delle quattro università della Sicilia, pienamente rappresentate da studenti e docenti, si apre non solo ai territori di riferimento, alle famiglie, al mondo del lavoro, alla società civile, alla magistratura, alle forze dell’ordine, alle autorità, ai siciliani, ma al Paese intero. Ciò per testimoniare loro la ferma volontà del sistema universitario di ribadire una convinzione: ogni processo educativo e formativo deve puntare allo sviluppo di una coscienza critica delle giovani generazioni, determinata a sostenere ogni azione volta a combattere e sconfiggere qualunque attività o organizzazione mafiosa, senza riserve e senza tentennamenti.

“Se la mafia, come sosteneva Falcone, è un’organizzazione criminale che, come qualunque altra, avrà prima o poi una fine – ha dichiarato Giovanni Puglisi, Presidente della Conferenza dei Rettori Siciliani e Rettore di Enna – allora l’impegno dell’università siciliana, di tutta l’università italiana, è fare in modo che la sua fine sia quanto più vicina possibile, favorendo la crescita sempre più ampia e convinta della coscienza civile contro ogni forma di criminalità mafiosa”.

Per aiutare studenti e docenti universitari a fare sentire alta e forte la loro voce interverranno alla seduta e daranno una loro testimonianza molte personalità del mondo delle istituzioni.

Interverranno durante l’evento:

Gaetano Manfredi (Ministro dell’Università e della Ricerca), Pietro Grasso (ex Presidente del Senato), Nello Musumeci (Presidente della Regione Siciliana), Giovanni Grasso (Portavoce del Presidente della Repubblica), Salvatore Gristina (Presidente della Conferenza Episcopale siciliana e Arcivescovo di Catania), Salvatore Di Vitale (Presidente del Tribunale di Palermo), Franco Lo Voi (Procuratore Capo di Palermo), Giusi Scaduto (Prefetto di Siracusa), Teo Luzi  (Capo di Stato Maggiore dell’Arma dei Carabinieri), Massimo Bray (Direttore generale della Treccani ed ex Ministro dei Beni culturali), Renato Cortese (Questore di Palermo), Salvatore Cardinale (Presidente emerito della Corte di Appello di Caltanissetta), Ferruccio Resta (Presidente della CRUI e Rettore del Politecnico di Milano), Domenico Surdi (Sindaco di Alcamo), Maria Falcone (Presidente della Fondazione Giovanni Falcone), Marcello Sorgi (Editorialista La Stampa).

A loro si aggiungeranno esponenti della società civile che, insieme ai Rettori Salvatore Cuzzocrea, Fabrizio Micari e Francesco Priolo, e ai rappresentanti degli studenti, daranno una esemplare dimostrazione della forza della coralità delle donne e degli uomini liberi e onesti contro ogni organizzazione mafiosa. Il dibattito partirà dal ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, e di tutti gli eroi che hanno dato la vita per tutelare e garantire le libertà fondamentali dei cittadini.


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