metodo di studio Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Mon, 25 Mar 2024 13:06:58 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp metodo di studio Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Le migliori APP per l’università https://www.younipa.it/le-migliori-app-per-luniversita/ Mon, 25 Mar 2024 13:00:00 +0000 https://www.younipa.it/?p=34808 Quali sono le APP più utili per uno studente universitario? Ricordiamoci che Lo strumento senza...

L'articolo Le migliori APP per l’università proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Quali sono le APP più utili per uno studente universitario? Ricordiamoci che Lo strumento senza il metodo è inutile. 

APP Casa
APP Casa- fonte web

Trovare le giuste applicazioni che ci possano supportare nel nostro studio e, più in generale, nel nostro percorso universitario è fondamentale.

Grades – Tieni traccia dei tuoi esami

grades

La prima applicazione che ci sentiamo di consigliare è Grades. Un’applicazione semplice e intuitiva che ti permette di tenere in ogni momento traccia del tuo andamento universitario. 

Molto semplicemente nella tab materie, hai la possibilità di registrare un esame già sostenuto o da sostenere (utile per fare proiezioni di voti). Nella seconda tab invece hai mostrate tutte le statistiche di riferimento per capire in tempo reale:

  • Media minima e massima
  • Base di laurea minima e massima
  • Andamento voti e media.

La terza tab, chiamata previsioni, svolge più o meno la funzione della seconda.

Infine, l’ultima tab è veramente utile. All’interno potrai segnare eventuali note, oppure gli orari delle lezioni del semestre e impostare i promemoria per le rate universitarie da pagare.

Si tratta quindi di un piccolo pannello di controllo universitario. Puoi scaricarla sia per Ios che per Play Store. 

Un’applicazione simile a quella già descritta è “Uniwhere”. Ha più o meno le stesse funzioni.

Focus to do

time management

Siamo un po’ fissati con la concentrazione e la pianificazione, lo ammettiamo.

Rappresenta sicuramente una delle basi più solide per costruire un apprendimento di qualità.

Per questo motivo la seconda app che ti presentiamo è “Focus-to-do” un’applicazione che ricalca la famosa tecnica del pomodoro, ovvero la tecnica che ti permette di rimanere concentrato/a nello studio, alternando 25 minuti (circa) di studio e 5 minuti di pausa. 

“Ma è un semplice timer da cucina?”

Se ti stessi ponendo questa domanda… fortunatamente no! E’ molto di più.

Su quest’app potrai inserire tutte le attività che ti sei riproposta/o di fare durante la giornata.

Diventa quasi un calendario delle attività di studio personale e in più offre la funzione di timer.

Nello specifico ecco le sezioni che puoi utilizzare:

  • Pianificazione in base ai giorni: oggi, domani, prossimamente, un giorno (in cui stabilirai un giorno preciso per l’attività)
  • La tabella “completati”, nella quale verranno inserite tutte le attività marcate
  • La tabella inbox, che racchiude tutti gli imprevisti che puoi gestire in un secondo momento.

Per i più nerd c’è anche una sezione “report”, nella quale puoi tracciare gli andamenti dei tuoi pomodori e controllare le attività svolte.

Google Drive

google drive

Google Drive è la suite di Google che ti consente di gestire i tuoi documenti in cartelle in cloud (non sul tuo pc). Attraverso Google Drive puoi organizzare al meglio il materiale che ti interessa per l’università. Ad esempio io dividevo le cartelle per:

  • Documenti/tasse
  • Anni universitari/Anno specifico/Materie

Puoi sbizzarrirti e trovare l’organizzazione che più ti interessa.

Ma Google Drive non è solo questo. Oltre a quanto sopra, offre anche i suoi strumenti che svolgono le stesse identiche funzioni di excel, word e powerpoint. Con Google Drive potrai gestire presentazioni, fogli per appunti, fogli di calcolo e tanto altro!

Camscanner

camscanner

Cosa centra un’app per scannerizzare documenti con l’università? “Ehhhhh, lascia fa :)”

Camscam è un’app che ho cominciato ad utilizzare da quando ero all’università e che utilizzo tutt’ora. 

Senza annoiarti in spiegazioni lunghe e complesse:

Devi scannerizzare un documento per l’università? Può farlo e salvarlo in formato immagine/pdf o come vuoi. 

Devi fare foto a più riassunti ma vuoi che la foto si veda bene? Puoi farlo e modificare l’immagine per renderla vivida.

Una funzione bellissima di questa applicazione è che riconosce in automatico le forme dell’oggetto fotogragato e permette quindi un facile e pratico ritaglio. 

Evernote – Il miglior modo di prendere appunti al pc

Non so se sei una persona che prende appunti dal computer ma, a mio parere, Evernote in questi casi è il top. 

Si tratta di un blocco note evoluto che ti permette di formattare il testo come vuoi:

  • Titoli
  • inserire immagini
  • inserire allegati
  • evidenziare il testo
  • inserire degli elenchi puntati. 

Passando invece alla gestione delle note vere e proprie, esistono 2 grandi contenitori dei tuoi appunti.

  • I taccuini, ovvero le categorie in cui inserirai le note. Potresti ad esempio dividere i taccuini per meterie.
  • Le note, ovvero gli appunti veri e propri. 

Puoi decidere di utilizzare 1 nota a lezione, oppure scrivere tutte le lezioni, separate da titolo, in un’unica nota. A te la scelta!

Instapaper

instapaper

Si tratta di un’applicazione utilissima se vogliamo consultare delle pagine web per approfondire cosa stiamo studiando senza per forza accendere la connessione e perdere la concentrazione. 

In pratica, scaricando l’applicazione sul cellulare e scaricando la pagina di tuo interesse (il procedimento è semplicissimo), te la ritroverai sul tuo smartphone anche da online e potrai consultarla anche senza connessione attiva.

X-Mind – Mappe mentali facili

Xmind, Strumento per creare mappe mentali

X-mind è lo strumento principe per creare mappe mentali. Si tratta sicuramente di una delle applicazioni per studiare a cui non farei a meno. In realtà più che un’app è un programma scaricabile da pc (sia windows che macbook). L’utilizzo è veramente intuitivo  e semplice.

Google Meet, Skype, Zoom e app simili

strumenti chiamate online

Non voglio mettere il dito nella piaga ma dallo scoppio del COVID-19 in poi le applicazioni per fare videochiamate saranno sempre più importanti per: lezioni, esami, ricevimenti online, ripassare con i compagni. Per questo motivo non dovrebbero mai mancare nel tuo pool di strumenti. 

Poche ma buone

Come hai potuto notare in questa lista sono presenti solo le applicazioni veramente importanti per il tuo studio universitario. Tutto ciò che è superfluo o non serve non lo abbiamo inserito. Crediamo fermamente che le applicazioni giuste, abbinate al giusto metodo di studio e alla giusta mentalità possano aiutarti a vivere un’esperienza universitaria più piacevole e che ti regali grandi soddisfazioni!

Leggi anche:

Lezioni Online. le 10 regole per seguirle al meglio

Vuoi diventare imprenditore online? Dieci buoni consigli agli studenti palermitani

L'articolo Le migliori APP per l’università proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Sessione invernale alle porte? Ecco quanto studiare al giorno https://www.younipa.it/sessione-invernale-alle-porte-ecco-quanto-studiare-al-giorno/ Sun, 26 Dec 2021 17:41:42 +0000 https://www.younipa.it/?p=80842 Proseguono i giorni delle festività natalizie, e con loro si avvicina la fatidica Sessione invernale....

L'articolo Sessione invernale alle porte? Ecco quanto studiare al giorno proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Proseguono i giorni delle festività natalizie, e con loro si avvicina la fatidica Sessione invernale. Tra il classico “abbiocco” post pranzo delle Feste ed una partitella a tombola in famiglia, pensate di non riuscire a trovare il tempo per studiare? Non preoccupatevi, vi diamo qualche dritta su come gestire il tempo a disposizione in questi giorni!

Quante ore studiare al giorno

Innanzitutto, è sempre bene partire da un concetto base: Nulla è impossibile. Perciò non iniziate a disperarvi in vista della mole di studio da affrontare. Ciò che risulta fondamentale è la pianificazione del proprio percorso di studio.

Dimenticate le full immersion ormai a ridosso dell’esame: servono ben poco (se non affatto) e finiscono soltanto per crearvi ancor più confusione. L’ideale, invece, è dividere le ore di studio nel corso dell’intera giornata, preferibilmente tra la mattina e il primo pomeriggio. Ottimo sarebbe studiare 5 ore al giorno (ad esempio, 3 ore la mattina e 2 dopo pranzo), così da esser poi più liberi in serata. Attenzione! Mai accorpare tutto lo studio in un unico momento, come ad esempio la notte fonda.

Pausa e…ricaricate!

Ricordatevi sempre di fare una pausa di 10 minuti tra un’ora e l’altra: staccare la mente vi servirà per ripartire con più carica. Ottima anche l’idea di fare uno spuntino, così da ricaricare per bene le energie. Magari con una buona fetta di pandoro o panettone.


Leggi anche: I consigli per studiare durante le festività


Il metodo del calcolo dei CFU

Tra i metodi di studio più utilizzati dagli universitari, c’è poi quello che si basa sul calcolo dei CFU per materia. Prendendo come riferimento i Crediti formativi, dovrai prevedere circa 10-15 ore di studio per ogni CFU.

Ad esempio, nel caso di un esame da 12 CFU, sarebbe opportuno dedicare tra le 100 e le 180 ore di studio complessivo per arrivare al giorno dell’esame con un’ottima preparazione. Un buon metodo, sì, ma anche qui dobbiamo fare una precisazione. Sappiamo bene che alcuni esami da 6 CFU possono rivelarsi ben più complessi rispetto ad uno con più Crediti. Dunque, tutto cambia in base al proprio approccio nei confronti della materia da studiare. Non mollate!

Il messaggio del Papa agli studenti: “L’università apre la mente, non lasciatevi rubare la speranza”

Università: ecco quale sarà il prossimo corso di laurea abilitante

L'articolo Sessione invernale alle porte? Ecco quanto studiare al giorno proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Come costruire un metodo di studio perfetto https://www.younipa.it/come-costruire-un-metodo-di-studio-perfetto/ Tue, 02 Feb 2021 09:39:20 +0000 https://www.younipa.it/?p=52218 Hai mai sentito, o forse addirittura pronunciato in prima persona, la frase “Ma io ho...

L'articolo Come costruire un metodo di studio perfetto proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Hai mai sentito, o forse addirittura pronunciato in prima persona, la frase “Ma io ho il MIO metodo di studio”?

Ho sempre pensato che fosse un intento nobile quello di costruire un metodo di studio personale, ritagliato su di sé, ma purtroppo c’è un problema. A tutti noi piace pensare di essere unici, diversi, speciali, e in parte certamente lo siamo… ma siamo molto più uguali di quanto non siamo diversi.

Il cervello fa il suo lavoro e lo fa in modo tremendamente simile per me, per te, per il professore, persino per il tizio che ieri sera mentre ero in macchina mi ha sorpassato a destra in curva porc*******a che se lo ritrovo guarda. Ecco, magari per quel tizio il cervello funziona in modo diverso, ma torniamo sul discorso. 

Siamo più uguali che diversi. E questo significa che un metodo di studio che si basi sui processi cognitivi che abbiamo qui dentro tenderà per forza di cose ad avere una struttura standard.

Se vogliamo davvero fare un salto di qualità e costruire un metodo di studio perfetto, dobbiamo conoscere quella struttura. Approfondirla e poi, solo dopo che ci siamo assicurati di padroneggiarla, cominciare a personalizzare.

Oggi vi parlo proprio di quella struttura.

L’acronimo del metodo di studio perfetto

Gli anglofoni hanno una passione quasi morbosa per gli acronimi e nonostante la mia avversione per la perfida Albione e il suo impero coloniale, devo ammettere che talvolta sono uno strumento utile.

 Ho deciso quindi di convertirmi anch’io e creare una sigla, un acronimo che racchiuda in sé i 6 step fondamentali del metodo di studio perfetto: PACRAR.

Sì, lo ammetto, non è che suoni benissimo, però che vi devo dire, di meglio non ho saputo fare.

Pacrar sta per Pianificazione, Acquisizione, Comprensione, Rielaborazione, Applicazione, Ricordo,le sei fasi del metodo di studio.

La cosa interessante di queste sei fasi è che siete costretti ad attraversarle se volete imparare qualcosa davvero. Non potete evitarle, a prescindere da quale metodo di studio vogliate adottare. Se non seguite il PACRAR state già fallendo, e ora vi dimostro il perché, andando fase per fase.

Pianificazione

A dirla tutta questa prima fase non appartiene davvero al processo cognitivo dell’apprendimento. E’ più una questione organizzativa che una necessità della mente, nondimeno resta obbligatoria. Se non avete un piano, se non siete strutturati, se non sapete esattamente cosa dovete fare, quando dovete farlo e come dovete farlo partite già malissimo.

Lo studio è un’attività complessa, stressante e prolungata nel tempo, come tale necessita di essere organizzata. Potete essere i migliori studenti del mondo ma se procedete a caso il risultato sarà l’esaurimento, la procrastinazione o il semplice fallimento dei vostri obiettivi.

In questa fase rientra la pianificazione vera e propria, le tecniche di organizzazione come il Masterplan,di cui vi ho parlato mille volte, la gestione dei cicli di studio e pause, la gestione dell’ambiente di studio, la raccolta di informazioni sull’esame. Insomma tutto quello che viene prima dello studio vero e proprio, ma che rende possibile svolgere in scioltezza tutto il resto del processo.

Acquisizione

Il primo step vero e proprio del processo di studio.

La fase di acquisizione è il momento in cui entrate in contatto per la prima volta con le informazioni che dovete imparare. È un momento critico e spesso in realtà trascurato dagli studenti di ogni età e contesto, perché si tende a vederlo come poco più di una premessa.

Errore

Assicurarsi di acquisire le informazioni in modo corretto e già con un occhio rivolto alle fasi successive è cruciale per la rapidità e l’efficacia del vostro metodo di studio.

Il focus in questa fase deve essere orientato sul porre basi solide, sull’essere attenti e focalizzati, sul selezionare le informazioni più importanti, preparare il terreno per una comprensione vera e profonda, sul non perdere nemmeno un dettaglio. Non è importante invece in questa fase impuntarsi sulla memoria. Non è ancora il momento di incavolarsi se non vi ricordate tutto, siete appena all’inizio.

Fanno parte della fase di acquisizione due momenti specifici: la lettura efficace, di cui vi ho parlato tante volte, recuperate il mio manuale gratuito Leggere per Sapere, e la costruzione di appunti.

Chi ben comincia, e a metà dell’opera.

Comprensione

 La fase di comprensione è direttamente successiva a quella di applicazione, anzi, nel 90% dei casi si svolgono in contemporanea. Ricordatevi che qui suddividiamo le varie fasi per ragioni didattiche e per poter comprendere meglio cosa accade nella nostra mente, ma la realtà è che queste fasi sono fluide e sfumano l’una nell’altra.

La comprensione è il primo grande obiettivo di studio. Ed è il fondamento su cui potete costruire un ricordo stabile nel tempo che vi faccia prendere 30 all’esame ma soprattutto vi resti anche dopo.

Non cadete nel clamoroso errore di dare priorità al ricordarsi le cose invece che al capirle. La velocità vera nello studio è proprio quella di comprendere il prima possibile a fondo quello che state assimilando. 

Se avete compreso bene, memorizzare sarà uno scherzo. Il contrario, purtroppo non è altrettanto vero.

È in questa fase che si innestano metodi di sintesi e selezione come l’individuazione di parole chiave e strategie di potenziamento della comprensione. Come la famosa tecnica di Feynman, che prevede di spiegare in parole semplici (come se si parlasse ad un bambino) argomenti complessi per chiarirli anche nella nostra mente.

Terminato di comprendere, siamo al punto in cui possediamo le informazioni di cui abbiamo bisogno, sono state depositate nel nostro cervello, messe in ordine, classificate. E si può procedere.

Rielaborazione

Io adoro la rielaborazione, credo sia il mio step preferito del Pacrar. La rielaborazione è la fase in cui prendiamo tutte queste informazioni che abbiamo acquisito e compreso e le trasformiamo in qualcosa di nostro.

Passiamo dall’essere dei contenitori a dei produttori. Filtriamo quello che abbiamo imparato, lo trasformiamo e lo ritiriamo fuori rendendolo davvero parte della nostra persona, mettendoci del nostro.

Tanti, tantissimi, troppi studenti saltano a piè pari questo passaggio, e io ogni volta soffro fisicamente. Perché senza rielaborazione non siamo che dei vasi in cui infilare a forza le informazioni che arrivano da un libro o dal professore. Mi vengono sempre in mente gli animali impagliati, riempiti di paglia ma immobili, inerti, inutili, morti.

Questo non è studiare, studiare è interagire con le informazioni, porsi problemi, risolverli, creare persino.

Nel metodo di studio, lo strumento numero uno della rielaborazione è lo schema. Ne ho parlato in mille video per cui non lo approfondirò oggi, ma in definitiva non è tanto importante che stile di schema adottiate, schema lineare, a flusso, a cascata, mappa mentale, mappa concettuale, tabella, schema complementare, diagramma ecc. ecc. L’importante è che ci sia uno sforzo rielaborativo, personale e, in qualche modo, creativo persino.

Applicazione

Dopo aver rielaborato il nostro studio galoppa verso le fasi finali, ed è il momento di mettersi alla prova. Come diceva Protagora: “la pratica senza teoria è cieca, come cieca è la teoria senza pratica”. 

Esercizi, test, quiz, simulazioni d’esame. Pratica, pratica, pratica. In psicologia cognitiva si parla del cosiddetto “testing effect”, l’effetto testing, per il quale il modo migliore di consolidare quanto imparato è mettersi alla prova, sforzarsi, sfidarsi. Senza fatica, sforzo, impegno concreto, non c’è studio.

Finita la fase di applicazione, quando vi siete accertati di saper rispondere, svolgere esercizi, simulare, termina quello che possiamo definire “studio” in senso proprio e si passa al…

Ricordo

Che non è altro che una combinazione di due passaggi: il ripasso e la memorizzazione dei dettagli tecnici finali.

Quanto al ripasso bé, si apre un mondo, ne ho parlato tante volte e lo farò ancora, ma in sostanza dovete assicurarvi di ripassare a cadenze precise, le cosiddette “spaced repetitions” o ripetizioni programmate. E potete ripassare riguardando i vostri schemi e svolgendo altre volte esercizi, test, quiz e compagnia bella. Il ripasso va tenuto costante e rapido e portato avanti durante tutto il periodo di studio, in modo da non perdere le informazioni che abbiamo acquisito con tanta fatica.

Per quanto riguarda i dettagli tecnici da memorizzare, invece, c’è la buona e vecchia ripetizione ossessiva o, se volete ascoltare il mio consiglio, le tecniche di memoria…

 Ed ecco qua, finito, abbiamo studiato.

O pacrar, o fallimento

O Pacrar, o morte… ok no, forse così è esagerato ma il concetto si spiega da solo. Non potete saltare nessuna di queste fasi né alterarne l’ordine.

Se saltate la pianificazione procedete alla cieca, e il risultato sarà casuale, se saltate l’acquisizione bè, significa che neanche avete aperto il libro né frequentato una lezione, quindi lo studio non inizia nemmeno.Se saltate la comprensione rimanete dei pappagalli, e invece che il 30 all’esame al massimo rimarrete a lisciarvi le piume colorate su un ramo.

Ma se manca la rielaborazione rimanete superficiali e magari andate anche avanti, ma non avete studiato davvero: sapete solo ripetere quanto letto, ma non sapete aggiungerci il vostro punto di vista, non possedete davvero quanto fatto, non siete in grado di fare collegamenti originali, e inoltre ricordare sarà più difficile.

Se saltate l’applicazione siete costretti alla ripetizione ossessiva e soprattutto fate i sapientoni che poi però di fronte a una domanda concreta a bruciapelo o a un esercizio crollano miseramente. Infine, se saltate il ricordo, dimenticate quanto imparato o non imparate mai gli elementi tecnici.

Non potete scappare, il Pacrar è la strada da seguire, che lo vogliate o meno.

Mettere insieme i pezzi

Ovviamente, come dicevo anche prima, questa suddivisione è artificiale e costruita a scopo didattico, per farvi capire come funziona, ma in realtà la cosa migliore è rendere il processo armonico, in cui ogni fase è coerente con le precedenti e le successive, propedeutica, e si passa in modo fluido da una all’altra senza soluzione di continuità.

Ora sapete da dove partire, non vi resta che approfondire ogni singola fase e il gioco è fatto.

 E se volete una mano in questo, continuate a seguire i miei articoli e i miei video e date un occhio al mio videocorso completo di metodo di studio Sistema ADC, che è costruito apposta per guidarvi nel creare un metodo perfetto passo dopo passo.


Potrebbe interessarti:

Metodo di studio: l’ERRORE fatale degli studenti mediocri


L'articolo Come costruire un metodo di studio perfetto proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Metodo di studio: l’ERRORE fatale degli studenti mediocri https://www.younipa.it/metodo-di-studio-lerrore-fatale-degli-studenti-mediocri/ Fri, 22 May 2020 06:03:00 +0000 https://www.younipa.it/?p=33375 Se vuoi arrivare all’agognata laurea DEVI avere un metodo di studio universitario, se però il tuo attuale...

L'articolo Metodo di studio: l’ERRORE fatale degli studenti mediocri proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Se vuoi arrivare all’agognata laurea DEVI avere un metodo di studio universitario, se però il tuo attuale “metodo” prevede questa attività, stai commettendo un errore fatale.

metodo di studio universitario

Guarda attentamente la foto all’inizio di questo articolo. Ad uno sguardo superficiale potresti vedere un semplice studente intento a scegliere un libro da uno scaffale della biblioteca.

Ora osservalo meglio.

Io già me lo immagino questo poveraccio: è una matricola e dopo aver preso mazzate alle prime sessioni d’esame, si è rifugiato in questa biblioteca di periferia e continua a far finta di leggere copertine di libri, pur di non dover tornare nelle aule universitarie! 😀

Naturalmente sto scherzando, eppure per molti studenti il primo impatto con l’università è spesso traumatico: abituati infatti agli standard delle scuole superiori, la maggior parte di loro varca le aule della propria facoltà senza avere uno straccio di metodo di studio universitario.

Chi un minimo di metodo ce l’ha invece, spesso commette un errore fatale che lo condannerà inevitabilmente a sessioni di studio estenuanti e risultati spesso mediocri.

Continua a leggere. Nei prossimi minuti ti spiegherò esattamente qual è questo errore fatale e cosa fare in alternativa per sviluppare un metodo di studio universitario davvero efficace.

Come studiano gli universitari mediocri

EconomiaMedicinaIngegneriaGiurisprudenza, poco importa quale sia la Facoltà, la maggior parte degli studenti, quando si tratta di preparare un esame universitario, commette immancabilmente lo stesso maledetto errore.

Recuperano appunti, slides, testi di riferimento, le risposte al test a risposta multipla dell’ultima sessione, e poi iniziano a leggere e rileggere questo materiale fino allo sfinimento. Stop.

Ecco, questo è il geniale metodo di studio adottato dal 97,2% degli studenti universitari (dati ISTATgram): mettersi davanti ad un libro e sfogliarlo svogliatamente più e più volte nella speranza che qualcosa rimanga attaccato ai propri neuroni annoiati.

Se questo è anche il TUO metodo di studio universitario, lascia che te lo dica chiaramente: scordati di laurearti in tempo e scordati il 110 e lode.

Sperare di apprendere le nozioni di un esame in questo modo è come sperare che una pallina da tennis rimanga attaccata ad una parete a forza di tiracela addosso.

Un metodo di studio universitario efficace

Non è certo immaginabile trattare tutti gli aspetti di un metodo di studio completo in un post da 1.500-2.000 parole.

Quello che farò nei prossimi paragrafi però sarà darti finalmente un’alternativa efficace al metodo “pallina da tennis contro il muro😉

Vediamo allora nel dettaglio cosa non funziona nel metodo d’esame che hai utilizzato finora e cosa dovresti iniziare a fare da oggi stesso.

Fase di LETTURA

metodo-di-studio-universitario-efficace1

DA NON FARE: rileggere fino alla nausea quel maledetto materiale d’esame!

Ci sono aule studio universitarie che sembrano monasteri post-moderni pieni di studenti-monaci che borbottano a bassa voce le loro litanie davanti ad un libro-sacro di testo.

Lascia che te lo ripeta: leggere (e rileggere) in silenzio un libro di testo è il modo più inefficiente che tu possa utilizzare per preparare un esame. Questo è legato a due fattori:

  1. Leggere in silenzio attiva unicamente la nostra memoria visiva a breve termine. Tradotto: se ti limiti a leggere e lo fai solo con gli “occhi”, dopo mezz’ora avrai dimenticato già l’80% di quanto visto.
  2. Studiare e memorizzare sono due cose completamente diverse! Studi davvero solo nel momento in cui rielabori il materiale letto. La memorizzazione è solo l’ultima fase dell’apprendimento e neanche la più importante.

Ecco cosa dovresti fare in alternativa.

DA FARE: alternare lettura veloce e lettura ad alta voce

Fermi tutti! Mi starai mica suggerendo di leggere ad alta voce?! André, ma che ti sei fumato oggi?!

In uno studio del 2010 pubblicato sul Journal of Experimental Psychology è stato dimostrato che leggere ad alta voce alcune parti di un testo migliora la nostra memoria.

Prima di saltare a conclusioni sbagliate, rileggi bene quanto ho scritto:

“Leggere ad alta voce alcune parti di un testo ne migliora la memorizzazione.”

Nell’esperimento sono stati messi a confronto tre gruppi di persone, a cui è stata fornita una lista da memorizzare:

  • Il primo gruppo doveva memorizzare la lista leggendo i singoli punti a bassa voce.
  • Il secondo gruppo doveva memorizzarla leggendola ad alta voce.
  • Il terzo gruppo doveva memorizzarla leggendone metà a bassa voce e metà ad alta voce.

I primi due gruppi hanno ottenuto risultati molto simili (e piuttosto scarsi), mentre il terzo gruppo ha battuto di gran lunga tutti gli altri.

Leggere ad alta voce, di per sé, non migliora le tue prestazioni, anzi, come ti ho spiegato per anni rallenta la tua lettura.

Quindi, continua pure ad allenarti con le tecniche di lettura veloce che ti ho sempre suggerito. Quello che puoi fare in più, è soffermarti sui passaggi chiave del tuo materiale di testo e ripeterli ad alta voce.

BONUS: adotta la tecnica sniper

Se vuoi diventare un ninja dell’apprendimento, non solo dovresti leggere alternando lettura veloce e lettura ad alta voce, ma dovresti leggere come se avessi un’unica possibilità per visionare quel materiale.

Questo trucchetto prende il nome di tecnica sniper.

Chiusa la disputa sulla lettura, vediamo cosa conta davvero per iniziare a migliorare il tuo metodo di studio universitario…

Fase di RIELABORAZIONE

metodo-di-studio-universitario-efficace2

Come abbiamo visto, limitarsi a leggere e rileggere il materiale di studio è l’errore fatale commesso dagli studenti mediocri. Se infatti vuoi far davvero tua una materia devi necessariamente rielaborare le informazioni che stai acquisendo.

Ecco come farlo rapidamente.

1. Individua i punti chiave e poi…

La sintesi è uno degli strumenti di rielaborazione più efficaci a disposizione del nostro cervello. Ogni volta che leggi un capitolo di un libro, i tuoi appunti o delle slides, chiediti: “ok, quali sono i 3-5 punti chiave che devo assolutamente ricordare?

Scrivili su un foglio lasciando dello spazio vuoto tra un punto e l’altro.

2. … scrivi un “tweet” per ogni punto chiave.

Utilizza lo spazio vuoto per mettere una breve descrizione del punto chiave, e quando dico breve, intendo… breve, diciamo non più di 140 caratteri, insomma la lunghezza di un tweet.

Crea queste liste di punti chiave o nelle 24 ore successive alla lezione o subito dopo aver completato un capitolo. Nel prossimo paragrafo ti spiegherò come utilizzarle in fase di ripasso.

Ps. sì, questo metodo si applica anche alle materie scientifiche. Smettiamola con questa storiella che per studiare Analisi serva un metodo astruso: se non sei in grado di capire quali sono i passaggi chiave della dimostrazione del Teorema di Lagrange e non sei in grado di descriverne il significato in 140 caratteri, da ingegnere a studente di ingegneria, posso dirti che non c’hai capito una sega 😀

Pps. Le “liste di punti chiave” sono una tecnica che suggerisco ai principianti, ovvero a chi non ha mai adottato un metodo di studio. Naturalmente c’è poi un livello avanzato di rielaborazione, che prevede tecniche più sofisticate, tra cui le mappe concettuali.

Fase di RIPETIZIONE

metodo-di-studio-universitario-efficace3

Ok, abbiamo imparato a leggere il nostro materiale di studio, abbiamo imparato a rielaborarlo e adesso dobbiamo essere in grado di affrontare l’ultima fase: la ripetizione.

1. Spiega le “liste di punti chiave”

Riprendi in mano le liste di punti chiave che hai preparato per il tuo esame, leggi i punti chiave e i relativi “tweet” di un capitolo e poi metti via gli appunti ed inizia a spiegare a voce alta tutto ciò che hai capito e che ricordi di questo capitolo, come se dovessi tenere una lezione davanti ad un’aula.

Se la prima lista riesci a padroneggiarla bene, passa alla successiva, se invece sei esitante, metti un puntino rosso su questo foglio e passa a quello successivo.

2. Rivedi le liste “problematiche”

Rivedi rapidamente il materiale delle liste “problematiche” (quelle col puntino rosso) e poi prova a ripetere nuovamente tutto ciò che hai capito/memorizzato.

Ripeti ciclicamente il punto 1 e 2 finché non sarà rimasto alcun foglio di liste di punti chiave da ripetere. That’s it!

Bere birra fa bene agli studenti

L'articolo Metodo di studio: l’ERRORE fatale degli studenti mediocri proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Metodo di studio: scopri quello più efficace per te https://www.younipa.it/metodo-di-studio-scopri-quello-piu-efficace-per-te/ Thu, 21 May 2020 14:59:44 +0000 https://www.younipa.it/?p=33380 Sei alla ricerca di consigli pratici per sviluppare un metodo di studio che sia efficace per te? Sei...

L'articolo Metodo di studio: scopri quello più efficace per te proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Sei alla ricerca di consigli pratici per sviluppare un metodo di studio che sia efficace per te? Sei arrivato nel posto giusto.

Prova per un momento ad immaginare questa scena:

la sessione di esami si avvicina, invece della solita ansia, sei pervaso da una totale serenità: sai esattamente cosa devi fare, come devi farlo e quando devi farlo.

Non c’è materia o professore che ti spaventi.

Il tuo libretto è pieno di una “noiosa” sfilza di 30 ed ogni ora che dedichi allo studio è estremamente produttiva.

Insomma, hai dalla tua parte un alleato invincibile per superare qualsiasi ostacolo universitario.

Il suo nome è Metodo… Metodo di Studio.

Ok, se questa immagine si avvicina molto alla tua realtà, non ha senso perdere altro tempo: puoi sempre farti un giro nell’archivio del Blog per trovare qualche altro articolo interessante.

Ma… se la tua realtà è un tantino diversa… questo articolo è esattamente quello che stavi cercando.

Ti spiegherò infatti 3 punti essenziali del metodo di studio efficace che ha aiutato migliaia di studenti universitari a superare brillantemente i loro esami universitari.

Il mio metodo di studio si basa su 4 pilastri fondamentali: in questo articolo approfondiremo 3 aspetti del pilastro relativo all’organizzazione dello studio.

Nello specifico:

  • le lezioni.
  • lo studio a casa (o in biblioteca).
  • il giorno dell’esame.

1. Le lezioni: queste sconosciute…

Un metodo di studio efficace si inizia ad applicare molto prima della data dell’esame: per la precisione, lo si inizia ad applicare durante le lezioni.

Se speravi in un metodo di studio che ti permettesse di cazzeggiare bellamente, mi spiace deluderti di nuovo: questo non è l’articolo che fa per te!

Se al contrario, hai deciso di affrontare il tuo percorso di studi con serietà, ecco i punti chiave da tenere a mente nel periodo delle lezioni:

  • Segui le lezioni. Banale, ma efficace.

Se hai appena iniziato il tuo percorso universitario e magari sei uno studente fuori sede, sono certo che sarai travolto dalla libertà a tua disposizione.

Nessuna giustificazione da portare ai professori per le tue assenze, nessun genitore che ti obblighi ad alzarti la mattina, insomma nessun limite!

Eppure i limiti a volte sono i tuoi migliori alleati.

Non cadere nella vecchia trappola dell’università, dimostra di essere una persona matura: segui le lezioni.

  • Impara a prendere appunti

Alzarsi la mattina per andare a lezione non basta, devi fare un passettino in più: accendi il cervello.

Ormai hai abbandonato il caldo abbraccio del piumone, perché vanificare questo “enorme” sacrificio?!

Metti a frutto il tempo che passi sui banchi universitari. Il modo migliore per farlo?

Impara a prendere appunti in modo efficace.

  • Liberati dai dubbi.

Non importa che tu riesca a memorizzare immediatamente tutto ciò che viene detto durante una lezione universitaria, ma è fondamentale che alla fine del corso tu non abbia dubbi sugli argomenti trattati.

Approfitta delle lezioni in aula, dei giorni di ricevimento dei tuoi professori e dei gruppi di studio per chiarire qualsiasi dubbio sul tuo esame.

Non avere paura di fare la figura del fesso: fidati…

“tutti hanno dei dubbi, ma solo le persone intelligenti hanno il coraggio di chiarirseli.”

Seguire attivamente le lezioni è importante, ma un metodo di studio che si rispetti ti darà i migliori frutti nelle settimane di preparazione che precedono la sessione di esami.

Ecco allora alcuni consigli pratici per affrontare al meglio il tuo periodo di studio:

  • Organizza il tuo studio.

Un metodo di studio per essere efficace deve avere innanzitutto… metodo!

Un metodo è un insieme di regole che ti permettono di affrontare qualsiasi situazione con la certezza di ottenere il miglior risultato possibile.

Ecco alcune delle “regole”

Ignorale a tuo rischio e pericolo! 😀

  • Stabilisci in anticipo quanto tempo dedicherai ad ogni esame.

Che tu decida di studiare 50 ore o 5.000 ore, non ti sentirai mai preparato a sufficienza: tranquillo, ci siamo passati tutti.

Devi però essere abbastanza intelligente da capire quando un’ora di studio in più non serve più nulla.

Se pensi che dovresti studiare tutto il tempo necessario, ti consiglio di darti una letta alla Legge di Parkinson.

Decidi prima di iniziare a studiare, quanto tempo dedicherai alla preparazione del tuo esame. Non ne hai idea? Prova a moltiplicare per 10/15 ore i CFU (crediti formativi universitari) del tuo esame.

  • Fai backward planning.

Back… che?!

Il backward planning è un metodo di gestione di progetti complessi. Ecco come puoi applicarlo alla preparazione dei tuoi esami universitari:

  • Prendi un calendario e segna la data del tuo esame.
  • Decidi quanto tempo al giorno dedicherai alla preparazione di questo esame.
  • Dividi il tempo complessivo di preparazione dell’esame, che hai stabilito al punto precedente, per il numero di ore di studio giornaliere, ottenendo così il numero di giorni di cui hai bisogno per preparare il tuo esame.
  • Partendo dalla data del tuo esame, vai a ritroso sul tuo calendario per il numero di giorni appena trovato.

Bingo! Hai appena pianificato lo studio del tuo esame, con una data di partenza e di fine.

Se vuoi maggiori dettagli su questo metodo di pianificazione degli esami, ho creato un report gratuito in cui lo spiego passo passo (si, spiego anche come pianifica più esami contemporaneamente).

Puoi scaricare il report cliccando il bottone qui sotto:

Torniamo a come organizzare lo studio durante la preparazione dei tuoi esami.

  • Prepara il materiale di studio.

Ok, hai stabilito per quanto tempo studiare, quando iniziare e quando finire… ma… che cavolo devi studiare ora?!

Ogni esame è una storia a sé.

Per alcuni esami è utile studiare su un libro di testo, per altri è fondamentale avere dei buoni appunti e per altri ancora dovrai fare pratica con l’eserciziario.

Il modo migliore per capire su quale materiale dovrai studiare è fare una chiacchierata con chi quell’esame lo ha già superato brillantemente.

Una volta capito su cosa dovrai studiare, dovrai iniziare a leggere e rielaborare il materiale di studio, creando sintesi, o ancor meglio (se hai uno stile cognitivo visuale) delle mappe concettuali: ecco un articolo di approfondimento sulle mappe concettuali.

Non importa ricordare ogni singolo dettaglio… lascia da parte il perfezionismo e concentrati sui concetti chiave: se avrai fatto delle buone mappe concettuali, i dettagli emergeranno da soli al momento giusto.

  • Memorizza il materiale.

Ora che hai sintetizzato e mappato tutto il materiale di studio, non ti resta che memorizzarlo al meglio per il tuo esame.

Naturalmente il miglior metodo per memorizzare un concetto è comprenderlo, ma se hai seguito il metodo questo problema dovresti averlo già affrontato durante le lezioni.

Provane alcune e concentrati su quella che ti darà i migliori risultati.

3. L’esame: è arrivato il grande giorno!

Nonostante tutti i tuoi sforzi: le lezioni seguite una ad una, le mappe concettuali e le innumerevoli ore di studio, arriva il giorno dell’esame e fallisci miseramente! Cos’è che non ha funzionato?! Perché il metodo di studio non ha funzionato?!

La realtà è che sei stato tu a non funzionare e non il tuo metodo. Ma non preoccuparti, per ogni problema esiste una soluzione.

Il giorno dell’esame entrano spesso in gioco fattori irrazionali.

Un’ansia ingiustificata, la paura del fallimento o l’incapacità di comunicare efficacemente durante un esame orale.

Ognuno di noi ha le sue aree di miglioramento, ma posso garantirti che esistono metodi pratici per superare ognuno di questi ostacoli.

Tutto quello di cui avrai bisogno per avere un metodo di studio davvero a prova di bomba è individuare la tua area di miglioramento e seguire questi 3 semplici passi: (1) pratica, (2) pratica, (3) pratica 😉

Ma bando alle ciance, ecco alcune tecniche pratiche per superare le principali paure legate al fatidico giorno dell’esame:

  • Ritrova la serenità con un respiro. Le tecniche di respirazione sono tra le più efficaci per combattere l’ansia da esame. In questo articolo troverai la spiegazione passo passo per rilassarti respirando: “Tecniche di respirazione: ritrovare il benessere con un respiro“.
  • Arriva all’esame pieno di energia. Mente e corpo sono indissolubilmente legati: se mangi male e non fai attività sportiva, non ne risente solo il tuo corpo, ma anche la tua mente e di conseguenza le tue performance universitarie.
  • Supera la paura del fallimento. Viviamo in una società che ha demonizzato il fallimento, ecco perché siamo così terrorizzati dall’idea dell’insuccesso. Ma come ti sentiresti se ti dicessi che è impossibile fallire? Che qualsiasi cosa accada sarai infallibile? Che addirittura il fallimento è necessario per raggiungere il tuo successo? Non ne sei convinto?! Prova a leggerti “Perché dovresti fallire più spesso… per avere successo“.
  • Impara a parlare in pubblico. Che si tratti di una folla sterminata o del tuo arcigno prof., parlare in pubblico può essere terrorizzante. Eccoti allora “I consigli di Obama per superare la paura di parlare in pubblico“.

Le tecniche di cui ti ho parlato in questo post sono state parte integrante del mio metodo di studio e mi hanno consentito di  laurearmi in ingegneria in meno di 5 anni e con il massimo dei voti.

Eppure, come ti ho anticipato all’inizio dell’articolo, l’organizzazione dello studio è solo uno dei 4 pilastri di cui hai bisogno per eccellere all’università.

Esistono altri 3 elementi essenziali per il tuo successo accademico: la motivazione, l’apprendimento e la memorizzazione.

Unipa e lo studio sulle abitudini quotidiane ai tempi del COVID-19

L'articolo Metodo di studio: scopri quello più efficace per te proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Migliorare la qualità dell’apprendimento, l’infografica di Docsity https://www.younipa.it/migliorare-la-qualita-dellapprendimento-linfografica-di-docsity/ Wed, 25 May 2016 00:28:06 +0000 https://www.younipa.it/?p=24401 Un metodo di studio definitivo scelto da migliaia di studenti italiani. Un modo per migliorare...

L'articolo Migliorare la qualità dell’apprendimento, l’infografica di Docsity proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Un metodo di studio definitivo scelto da migliaia di studenti italiani.

Un modo per migliorare la qualità del lavoro e rendere più facile l’apprendimento.

È quanto sperimentato da Docsity.com che ha dato vita a un progetto con tre linee guida per aiutare tutti gli studenti alle prese con libri e dispense.

Nel punto 1 si evidenzia l’importanza del contesto. In primis quello psicologico, per il quale Docsity consiglia: «Approccia lo studio con entusiasmo. Respira e libera la mente prima di iniziare». Poi c’è quello organizzativo: «Struttura il tuo studio in base a obiettivi da completare». Poi quello ambientale: «Scegli il luogo più adatto: tranquillo e senza distrazioni».

Il punto 2 spiega l’importanza di non dimenticare le pause. A riguardo si consiglia: «Scrivi i tuoi obiettivi. Imposta il timer a 25 minuti e cerca di raggiungere l’obiettivo prima che suoni la sveglia. Fai una spunta vicino all’obiettivo che hai raggiunto. Prenditi 5 minuti di pausa poi riparti. Fai una pausa di due ore ogni due ore».

Terzo punto riguarda il metodo ideale. Innanzitutto il primo consiglio è: «Leggi. Assicurati di essere concentrato quando cominci a leggere, ti aiuterà a comprendere meglio il testo». Il secondo è «Sottolinea. Usa colori diversi in funzione del contenuto del testo. Non farlo sovrappensiero». Terzo consiglio è «Schematizza. Costruisci uno schema grafico utilizzando parole chiave». Il quarto e ultimo: «Ripeti. Ripetere è fondamentale per trattenere le informazioni…meglio se in compagnia».

Ecco l’infografica:

infografica

L'articolo Migliorare la qualità dell’apprendimento, l’infografica di Docsity proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Gestire il tempo: la tecnica del pomodoro https://www.younipa.it/gestire-il-tempo-la-tecnica-del-pomodoro/ https://www.younipa.it/gestire-il-tempo-la-tecnica-del-pomodoro/#comments Mon, 01 Feb 2016 07:40:57 +0000 https://www.younipa.it/?p=22520 Un buon metodo di studio è fondamentale per superare con successo un esame e ogni...

L'articolo Gestire il tempo: la tecnica del pomodoro proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
Un buon metodo di studio è fondamentale per superare con successo un esame e ogni studente ha il proprio: c’è chi calendarizza un tot di pagine al giorno, chi preferisce la full immersion a poche settimane dall’appello, ecc.

Vuoi o non vuoi, comunque, l’assillo di ogni universitario è la gestione del tempo e di metodi più o meno fantasiosi ce ne sono tanti in giro.

Uno di questi prende il nome di tecnica del pomodoro, inventato, alla fine degli anni 80, da Francesco Cirillo, imprenditore e sviluppatore di software, che fu ispirato dal timer a forma di pomodoro che si usa nelle cucine per gestire i tempi di cottura.

In sintesi, questa tecnica conta cinque step:

  1. Individuazione dell’attività da compiere.
  2. Impostazione del timer a 25 minuti.
  3. Lavorazione dell’attività in quel determinato periodo di tempo, non facendosi distrarre da null’altro.
  4. Pausa di cinque minuti ogni pomodoro lavorato.
  5. Pausa di venticinque minuti ogni quattro pomodori lavorati.

Il “trucco” per far funzionare questa tecnica, apparentemente banale, è la concentrazione su un’unica attività in venticinque minuti, lasciando perdere tutto il resto (non accedendo a Facebook, non messaggiando su WhatsApp ecc.).

Ma non solo, perché allo scattare del 25° minuto, bisogna interrompere l’attività seduta stante, anche se la lavorazione non è stata ultimata del tutto: la pausa è fondamentale per rilassarsi, andare in bagno, rispondere ai messaggi sui social media, dare da mangiare al cane…

Ora, per potere testare questo metodo, non bisogna avere con sé un timer da cucina ma, credeteci, esistono varie applicazioni, gratis o a pagamento, sia per iOS che per Android. Due esempi: cliccate qui e qui.

Due domande, infine, sono d’obbligo: chi di voi ha mai provato questa tecnica? E ne conoscete altre? 

L'articolo Gestire il tempo: la tecnica del pomodoro proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.

]]>
https://www.younipa.it/gestire-il-tempo-la-tecnica-del-pomodoro/feed/ 2