L'articolo Cannes, tutte le spese per l’evento di 920 mila euro per allestire Casa Sicilia in un hotel proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Tra le spese che saltano all’occhio ci sarebbero 920 mila euro per l’affitto e le decorazioni del salone dell’Hotel Barriere Majestic, uno dei più lussuosi alberghi a 5 stelle di Cannes, in cui dovrebbe essere allestita Casa Sicilia, all’interno della quale «sarà realizzata una sala vip destinata a ricevere, in un contesto di maggiore riservatezza e tranquillità, gli artisti che si avvarranno degli spazi della Regione Siciliana per le conferenze stampa, le presentazioni dei film in concorso e per i correlati eventi conviviali», così come si legge nel decreto.
Ma non è tutto, anzi. Altri 511 mila sono stanziati per le animazioni e la conferenza stampa. Oltre 311 mila euro servono per lo shooting fotografico da realizzare in Sicilia. Circa 306 mila euro sono destinati ai pannelli pubblicitari e 790 mila euro è il compenso stimato per la manodopera. Poco meno di 30 mila euro sarebbero stati approntati per «coccolare» gli ospiti della Regione che andranno a Cannes mentre l’Agency Fee, ovvero la commissione spettante all’Absolute Blue, generalmente calcolata in base al budget complessivo, si aggira attorno ai 227 mila euro.
È il secondo anno che la Regione si rivolge all’agenzia lussemburghese che – secondo le banche dati – sarebbe stata costituita con un sistema di scatole cinesi, in forma anonima, con un capitale di 31 mila euro e con soli tre dipendenti all’attivo: nel 2022 l’investimento per il festival del cinema di Cannes era stato di 2,2 milioni di euro, adesso è lievitato e ha raggiunto quota 3,7 milioni dopo una contrattazione con il Rup (responsabile unico del procedimento, ndr) Nicola Tarantino, responsabile della Sicilia Film Commission.
Per l’assessore regionale al Turismo Francesco Scarpinato non ci sarebbe stata nessuna anomalia sull’affidamento senza gara all’Absolute Blue, dello stesso avviso anche il suo precedessore, Manlio Messina, oggi deputato nazionale di Fratelli d’Italia ed esponente di spicco del partito, vicino al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, cognato del premier Giorgia Meloni: «L’anno scorso, quando abbiamo dato via libera al progetto, non abbiamo scelto un bel niente – ha spiegato – è stata Cannes a imporre l’Absolute Blue. L’azienda di Patrick Nassogne, infatti, ha l’esclusiva per la kermesse francese, quantomeno per la realizzazione di certi eventi, come quello proposto alla Sicilia. Un progetto, tra l’altro, che era stato offerto anche ad altre regioni, non capisco dove sia lo scandalo».
L'articolo Cannes, tutte le spese per l’evento di 920 mila euro per allestire Casa Sicilia in un hotel proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Catanzaro: “Buon lavoro all’Aica per un futuro migliore del servizio idrico in provincia di Agrigento” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Facendomi interprete della legittima soddisfazione delle tante associazioni e movimenti che in questi anni hanno lottato con tutte le loro forze in difesa dell’acqua come bene primario ed essenziale che non può e non deve essere oggetto di business, esprimo il mio compiacimento per l’esito positivo del complesso iter che oggi segna un momento storico per la provincia di Agrigento”.
“Un percorso con tanti ostacoli nel corso del quale l’ATI ha sempre seguito la stella polare dell’acqua vista come risorsa primaria per il nostro territorio, come lo è per ogni attività umana. L’ATI, e poi l’AICA, come riconosciuto dalle organizzazioni sindacali, hanno mantenuto gli impegni assunti con i cittadini e con i lavoratori, i sindaci hanno dimostrato determinazione ed equilibrio in ogni momento, anche quando c’era il rischio di compromettere gli obiettivi prefissati”.
L'articolo Catanzaro: “Buon lavoro all’Aica per un futuro migliore del servizio idrico in provincia di Agrigento” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Sicilia. Catanzaro: se a Sciacca ci fossero i cavalli le Terme sarebbero aperte proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Se c’erano ancora dei dubbi sull’approssimazione del governo regionale nella gestione di una questione importante come le Terme Siciliane, adesso ogni tipo di incertezza è stata cancellata. Non ce l’ho con l’Ecomuseo dei 5 Sensi, di cui considero positiva e meritevole l’azione svolta in favore della città di Sciacca. Tuttavia, – aggiunge il parlamentare regionale del Pd – non deve sfuggire il fatto che insieme a questo prezioso affidamento, Nello Musumeci deve ancora dire alla città di Sciacca quale sia la sua idea sul futuro delle Terme. Il governatore vuole distrarre l’attenzione e continua a disattendere le attese di una comunità stanca di aspettare. Musumeci – osserva Catanzaro – non può continuare ad ignorare le richieste di un incontro da svolgersi a Sciacca”.
Forse il vero motivo di tanta incertezza e approssimazione è da collegarsi a importanti questioni di natura tecnica che – dice – impediscono la stesura dei bandi e ogni tipo di altra procedura. E tra queste procedure c’è anche la questione del Centro di accumulo acque sulfuree che risulta tuttora di proprietà della Terme di Sciacca Spa. Un impianto non ancora riunificato tra i beni disponibili della Regione. Cosa che è possibile solo pagando al commissario Turriciano circa 350 mila euro. C’è poi l’altra questione dell’atteso ricongiungimento dell’usufrutto alla nuda proprietà.
Musumeci sembra un ‘mago’ alle prese con i suoi ‘trucchi’. Appare chiaro come il sole che l’affidamento diretto delle Grotte vaporose rientra in un pacchetto che definirei ‘poco nobile’ di ringraziamenti e regalie a chi apre nuove prospettive di consenso, scavalcando e travolgendo ogni problema di carattere burocratico e amministrativo. Atteggiamenti – conclude – frutto di un modo vecchio e clientelare di fare politica. Se questo è il criterio per aiutare la Sicilia a crescere, se le decisioni debbono calare dal cielo in modo improvviso e nel silenzio di tutti, allora per le Terme Siciliane il futuro sarà nero fino a quando ci sarà in carica questo governo”.








L'articolo Sicilia. Catanzaro: se a Sciacca ci fossero i cavalli le Terme sarebbero aperte proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Pesca, Catanzaro: norme europee e ritardi regione affondano l’intero settore proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il comparto ittico è di certo uno dei maggiori e principali motori della Sicilia. Lo sa bene Catanzaro, che da sempre sostiene i lavoratori dell’intero settore. “Quello delle marinerie è un comparto di vitale importanza per l’economia dell’Isola, che per decenni ha atteso il rilancio ponendo tutte le aspettative su una legge approvata due anni fa dal parlamento regionale ma di fatto mai attuata”, afferma il deputato. “Le norme su acquacoltura, tradizioni del mare, fondo di solidarietà, integrazione al reddito dei pescatori, arrivate dopo 18 anni di attesa, – aggiunge Catanzaro, relatore della legge – avrebbero dato ossigeno al settore in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo, ma in realtà sono rimaste solo sulla carta”.
“Adesso, la mannaia dell’Unione Europea si abbatte in maniera inesorabile sul settore mettendo seriamente a rischio migliaia di imbarcazioni dei nostri pescatori, impossibilitati a raggiungere la sostenibilità economica. Il Presidente della Regione, Nello Musumeci, si faccia portavoce del malessere del comparto pesca, impegnato oggi in una giornata di lotta nazionale e si attivi in maniera fattiva per sostenere i pescatori e la loro protesta per garantire la sopravvivenza del settore”, così conclude il deputato.
L'articolo Pesca, Catanzaro: norme europee e ritardi regione affondano l’intero settore proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Marcia per le Terme, Catanzaro: “Esperienza entusiasmante, ora attendiamo Musumeci a Sciacca” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Musumeci ha perso una grande occasione nei confronti di un intero territorio”. Così il parlamentare regionale del Pd Michele Catanzaro commenta l’assenza del Presidente della Regione Siciliana all’arrivo dei manifestanti in piazza Indipendenza. Dal 2018 Catanzaro si occupa costantemente della problematica Terme e ha sostenuto da subito l’iniziativa del sindaco di Sciacca Francesca Valenti. Ieri mattina non c’era Musumeci, all’arrivo a Palermo del folto gruppo di cittadini che in quattro giorni hanno attraversato a piedi i territori di due province. Il tutto per sensibilizzare il governo regionale ad affrontare in modo costante il rilancio di una grande risorsa siciliana.
“Io avrei fatto di tutto per essere presente ed illustrare alla città di Sciacca le iniziative del governo regionale per le Terme, e in generale per lo sviluppo termale in Sicilia – aggiunge Catanzaro – ed avrei meglio chiarito i contorni dell’annuncio ad effetto di 10 giorni fa. L’ennesimo che fa e che purtroppo non si concretizza, volto ad impegnare risorse regionali per riqualificare le Terme di Sciacca e Acireale che sono in stato di abbandono totale. Al termine di una giornata storica di democrazia e libertà, il sindaco Valenti ha lasciato davanti la sede del governo un alberello di ulivo come segno di grande disponibilità a dialogare nell’interesse di tutti. Ora attendiamo Musumeci a Sciacca. Ci dovrà dire qual’è la sua idea, ma con i fatti, sul futuro del termalismo siciliano”.
“La marcia per le Terme è stata un’esperienza entusiasmante – dice ancora Catanzaro al termine della marcia a piedi che lui ha personalmente fatto. Stare in mezzo alla gente ti consente di conoscere i loro problemi e toccare con mano i loro sentimenti. Siamo stati accolti in un clima di piena solidarietà in tutti i Comuni attraversati. I sindaci hanno dimostrato di essere a conoscenza delle motivazioni dell’iniziativa e di quanto sia grave la stortura delle Terme ancora chiuse. C’è una Sicilia con un cuore pulsante che tutta la politica è chiamata ad ascoltare”.
L'articolo Marcia per le Terme, Catanzaro: “Esperienza entusiasmante, ora attendiamo Musumeci a Sciacca” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Parte la marcia per le Terme di Sciacca, Catanzaro a Musumeci: “Basta annunci” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Dopo il raduno nel piazzale delle Terme, il programma prevede il trasferimento a San Marco davanti all’ex Stazione- Venerdì il sit in a Palermo davanti al palazzo della Regione. La marcia arriva a 6 anni di distanza dalla chiusura del del Grand hotel e delle stufe vaporose, decisa dall’allora esecutivo guidato da Rosario Crocetta. Da allora – ricostruisce l’Ansa – sono stati diversi i tentativi dell’assessorato all’Economia di individuare un imprenditore privato a cui affidare i beni in concessione, attraverso bandi pubblici che, tuttavia, sono andati regolarmente deserti.
Recentemente il governatore Musumeci ha provato a coinvolgere l’Inail, nella speranza di riuscire a promuovere un investimento sul patrimonio termale. Nel 2004, il patrimonio regionale è confluito all’interno di una società per azioni. Ed oggi, 17 anni dopo, la “Terme di Sciacca Spa” esiste ancora anche se con una liquidazione tuttora in corso.
“Apprendiamo dalla stampa che il Presidente della Regione Nello Musumeci, dopo l’annuncio della marcia di protesta su Palermo, ha deciso di prevedere un corposo finanziamento per il recupero del patrimonio termale di Sciacca che oggi si trova in stato di degrado. La città di Sciacca e la Sicilia sono stanchi degli annunci e dei riferimenti ad un passato dove tutto non funzionava”. È il commento del deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro.
“I siciliani ricordano bene che quando si è candidato, Musumeci proclamava che la Sicilia con il suo governo sarebbe diventata ‘bellissima’ e che le Terme siciliane sarebbero state fiore all’occhiello dell’Isola – continua Catanzaro – Sia a Sciacca che ad Acireale sono invece nel più totale abbandono. Quando la prossima settimana, al termine della marcia su Palermo, saremo ricevuti da Musumeci, la comunità tutta pretenderà una relazione completa sulla situazione delle Terme di Sciacca, sull’attività svolta dalla Regione fino ad oggi, la concreta programmazione in atto, i tempi previsti e tanta chiarezza e trasparenza”.

L'articolo Parte la marcia per le Terme di Sciacca, Catanzaro a Musumeci: “Basta annunci” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Terme, Catanzaro: Musumeci ha tradito la città di Sciacca, marceremo su Palermo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Lo dice Michele Catanzaro, parlamentare regionale del PD e vicepresidente della commissione Attività Produttive all’Ars. Iin questi anni attraverso diversi atti parlamentari Catanzaro ha più volte richiamato il governo regionale alle sue responsabilità.
“L’incontro dei giorni scorsi a Roma con i vertici Inail e un successivo colloquio con l’Assessore Armao ci hanno confermato – dice Catanzaro – che sulle Terme c’è ancora una situazione di stallo e confusione. E questo non è più accettabile. Ecco perchè ritengo sia pienamente legittimo adottare iniziative forti e clamorose. Nel solco di quanto io stesso sostenevo alcuni anni fa quando il governo Musumeci si insediava. Ero pronto a mettere le tende davanti la sede del governo regionale per sollecitare un intervento urgente che permettesse alla città di riappropriarsi dello straordinario patrimonio termale. Ma con atteggiamento democratico e per rispetto istituzionale ho voluto attendere”.
“Oggi – conclude Catanzaro – non è più il tempo dell’attesa ma dell’azione, in difesa della comunità saccense e del futuro delle nuove generazioni. Invito pertanto tutti, colleghi parlamentari, associazioni e comitati compresi, a partecipare a questo momento di forte protesta democratica”
Leggi anche:
L'articolo Terme, Catanzaro: Musumeci ha tradito la città di Sciacca, marceremo su Palermo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Sicilia, isole minori Covid free. Catanzaro: “Bene, lo chiedevo da febbraio” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Finalmente l’avvio della campagna vaccinale di massa nelle isole minori. E’ dallo scorso mese di febbraio che spingo il governo regionale verso questa direzione, l’unica a disposizione per alleviare la sofferenza del settore turistico (indotto compreso) e creare aree sicure entro la prossima estate”.
E’ quanto afferma oggi il deputato regionale del Pd Michele Catanzaro, che prima ancora che i contagi diminuissero, pensava in prospettiva a questo intervento per salvare la stagione turistica siciliana e in particolare quella delle isole minori, come si è fatto con scelte più coraggiose e determinate in altre regioni italiane.
“Dicevo inascoltato che il governo regionale aveva l’obbligo politico e morale di valutare le richieste di aiuto che arrivavano dai settori produttivi, trovare delle soluzioni e cercare l’applicabilità delle proposte – dice Catanzaro – ma sembra che ogni suggerimento per il governatore diventi un fastidio. La vaccinazione di massa nelle isole era una strada da seguire con ampio anticipo, ma purtroppo in Sicilia si continua ad andare avanti con la solita e preoccupante improvvisazione. Speriamo che non sia adesso troppo tardi per recuperare una stagione turistica che in parte è purtroppo già compromessa”.






L'articolo Sicilia, isole minori Covid free. Catanzaro: “Bene, lo chiedevo da febbraio” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Sicilia, la Castelvetrano-Gela ignorata dal governo nelle priorità del Recovery, Catanzaro (PD): “Atto Irresponsabile” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il parlamentare regionale PD Michele Catanzaro, da sempre impegnato nella battaglia per rimuovere il divario infrastrutturale di una parte da molti dimenticata della Sicilia, dichiara: “Non inserire il completamento dell’anello autostradale siciliano nel programma delle infrastrutture da realizzare con le risorse Recovery Plan, significherebbe relegare ancora alla marginalità, ed in modo premeditato, un ampio territorio di Sicilia”.
L’On. Catanzaro è da tempo impegnato sul tema dei problemi infrastrutturali di una fetta di territorio che abbraccia le province di Trapani, Agrigento e Caltanissetta. “Quella del Recovery Fund- continua- è una grande opportunità per creare infrastrutture viarie, efficienti e moderne. E per aiutare tantissime imprese siciliane a puntare su turismo e cultura. Uno degli elementi di sviluppo caratterizzanti per uscire da una crisi sociale che con l’emergenza sanitaria rischia di avere conseguenze drammatiche”.
“Se, come sembra, la realizzazione della Castelvetrano-Gela non fa parte dell’elenco delle priorità segnalate dalla Regione e in queste ore all’esame del Ministero delle Infrastrutture – conclude Catanzaro – è chiara la volontà politica di lasciare la Sicilia sud occidentale in difficoltà e non tenere conto di tante legittime istanze. L’intero governo regionale, con in testa il presidente Musumeci, ha il dovere di ascoltare gli appelli dei sindaci mettendo in campo tutte le azioni necessarie per evitare l’esclusione dell’importante opera dall’elenco dei progetti che verranno realizzati grazie alle risorse del Ricovery fund”.
L'articolo Sicilia, la Castelvetrano-Gela ignorata dal governo nelle priorità del Recovery, Catanzaro (PD): “Atto Irresponsabile” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Rilancio del turismo italiano attraverso le isole covid free: la strategia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, a Omibus, su La7, è intervenuto sulla questione isole covid-free anche in Italia, prendendo spunto da quanto stanno facendo altri paesi europei, come la Grecia. “La Grecia ha tante isole piccole e per quello si sta muovendo in quella direzione, noi potremmo farlo. Il punto è creare meccanismi per cui sia semplice circolare. La direzione mi sembra abbastanza chiara”. Queste le parole del ministro del Turismo,Rendere le isole Covid-free in Italia sembra essere uno degli scopi che si è imposto il governo nazionale.
Il Ministro Garavaglia ha inoltre dichiarato che bisogna intervenire subito nella programmazione delle attività turistiche: “Non si può programmare dopo. Ci sono attività che si possono aprire dall’oggi al domani come il barbiere. Altre no, come i grandi alberghi. Bisogna monitorare i dati e sulla base dei dati aprire il prima possibile. Abbiamo bisogno di programmare per essere veloci, altrimenti gli altri ci superano”.
Si parla della data del 2 giugno, il giorno della nostra festa nazionale, come data possibile delle riaperture in Italia. “Vanno date risposte vanno date anche risposte economiche, nel breve, ma anche una prospettiva e una programmazione” continua il Ministro. “Isole covid-free? Possiamo farlo”
La Sicilia e le tante isole di cui è ricca sono in primo piano per il rilancio del settore. Da Pantelleria, a Lampedusa, alle Isole Egadi, alle Eolie, si sta studiando il piano per portare più turisti possibili.
L’ipotesi era già stata avanzata da alcuni politici della nostra regione. Già a Febbraio, l’Onorevole Michele Catanzaro (PD) aveva sottolineato come il ritmo attuale delle vaccinazioni anticovid poteva rischiare di pregiudicare per il secondo anno consecutivo la stagione turistica in Sicilia. Catanzaro aveva suggerito di intraprendere la stessa strada di quella avviata in Grecia, ovvero quella della vaccinazione prioritaria e di massa.
Successivamente si è parlato di avviare questa strategia nelle isole di Lampedusa e Linosa. Anche l’assessore al Turismo, Manlio Messina, aveva rilanciato il suo appello nei giorni scorsi. “Covid-free è la parola d’ordine per aiutare veramente l’economia delle nostre isole minori. Vaccinare subito la popolazione delle isole siciliane significa dare la possibilità a questi territori di uscire dalla crisi con le loro mani combattendo ad armi pari con la concorrenza della Grecia che sta già immunizzando gli abitanti delle isole più turistiche”.
A livello europeo si sta discutendo anche del green pass. Un lasciapassare, che prevede tre condizioni: vaccino, anticorpi o tampone negativo. Nulla di discriminatorio. C’è un tavolo aperto per avere modalità di circolazione sicura nel paese.
Attendiamo di capire quali saranno gli sviluppi di questa strategia e se realmente si può vedere una luce in fondo al tunnel, di questo 2021 su cui tutti riponevano grandi speranza ma che, fino ad oggi, ha dato solo deluzioni.
L'articolo Rilancio del turismo italiano attraverso le isole covid free: la strategia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Sicilia, Catanzaro: “Risultato storico”, ai giovani siciliani 5 milioni di euro proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La Regione di fatto sancisce con questo stanziamento, un passo avanti importante per contribuire a creare coesione sociale e solidarietà tra i giovani e tra le diverse generazioni.
“5 milioni di Euro destinati a centri di aggregazione giovanile è il risultato più bello che abbiamo raggiunto. 5 milioni di speranze e sogni di ragazze e ragazzi che possono trovare un sostegno e un appoggio. Prima l’approvazione delle legge regionali sui giovani, con vergognoso ritardo sul resto d’Italia, poi i giochetti perché restasse lettera morta, poi le battaglie e finalmente la resa dei conti. I giovani siciliani – il nostro futuro, insomma – da ieri sera “esistono” anche per la Regione Siciliana. Per la prima volta, in Sicilia, grazie alla caparbietà dell’On.le Michele Catanzaro che ha fatto estremamente sua questa battaglia, smettono di essere un serbatoio di voti da cercare in campagna elettorale, ma hanno la possibilità di diventare protagonisti della vita sociale ed economica. È un bel risultato certo, uno straordinario punto di partenza per progetti, idee, sogni che abbiamo – si, anch’io sono giovane ed entusiasta di questa novità legislativa – il dovere morale di cogliere per dare voce anche a tutti quei giovani che non l’hanno avuta e ancora non ce l’hanno.
La Regione in tal modo intende riconoscere il valore sociale dei beni pubblici e comuni. Promuovendone il loro sviluppo in luoghi polifunzionali di incontro e di co-working.
Saranno anche luoghi incubatori di impresa, finalizzati a creare occasioni di scambio di esperienze e competenze attraverso processi di cittadinanza attiva. Luoghi di sperimentazione e realizzazione di attività educative, artistiche, culturali, sportive, ricreative e multiculturali, attuate senza fini di lucro. Saranno caratterizzati dalla continuità e dalla libertà di partecipazione, senza discriminazioni.
“Ho sempre ritenuto- continua Catanzaro- che lo strumento per misurare la credibilità e l’affidabilità di una classe politica e dirigente, sia quella di accorciare le distanze fra il palazzo e i bisogni reali delle categorie sociali più deboli, più importanti da salvaguardare e più bisognose. Una di queste categorie è certamente costituita dall’universo giovanile. Perché ai giovani la classe politica ha il compito di dare risposte concrete ed efficaci”.
“Oggi dunque- conclude l’onorevole- è stata posta una pietra importante nella costruzione di politiche giovanili concrete ed efficaci. Un tema che mi sta particolarmente a cuore perché da li passa il futuro della nostra terra. Che oggi sta perdendo purtroppo le sue migliori intelligenze e rischiando di recidere violentemente le radici di tantissimi giovani siciliani, costretti ad emigrare per andare alla ricerca di opportunità e di giusti riconoscimenti delle proprie intelligenze”.








L'articolo Sicilia, Catanzaro: “Risultato storico”, ai giovani siciliani 5 milioni di euro proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Catanzaro: “Vaccinazione di massa Lampedusa e Linosa: orgoglioso che la mia idea stia avendo seguito” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Nelle due perle della nostra Sicilia, sarà avviata una campagna di vaccinazione di massa su tutta la popolazione over 18. Le isole, una volta diventate covid free, saranno mete ancora più affascinanti per tutti i turisti. Con effetti positivi sull’indotto del settore che è la principale fonte di economia delle isole.
Se tutto procederà senza intoppi dunque, Lampedusa e Linosa potranno affrontare la prossima estate con il sorriso e rappresentare un luogo ideale dove recarsi a trascorrere qualche giorno di vacanza.
Naturalmente la vaccinazione non esclude del tutto il rischio di contagio. Bisognerà comunque continuare ad osservare le norme di sicurezza. Sarà anche necessario prevedere dei protocolli specifici per chi arriverà nelle isole. Per fare in modo che le vacanze si svolgano in sicurezza e che il virus non venga portato all’interno di quelli che, per allora, si spera saranno paradisi di salute.
In Sicilia a lanciare la proposta era stato, un paio di settimane, fa il deputato regionale PD Michele Catanzaro.
Catanzaro aveva proposto l’idea di un progetto analogo a quello che sta portando avanti la Grecia. Per dare risposte ai tantissimi imprenditori del turismo, grandi e piccoli, che sono seriamente preoccupati e che invocano l’aiuto delle Istituzioni. E chiedono soprattuto che questo aiuto non sia limitato ai piccoli ristori. “Sono felice che la mia proposta del 28 febbraio scorso abbia avuto un seguito- afferma Catanzaro- . Avevo sottolineato come il ritmo attuale delle vaccinazioni anticovid stia rischiando di pregiudicare per il secondo anno consecutivo la stagione turistica in Sicilia, e che la strada da intraprendere doveva essere identica a quella avviata in Grecia, ovvero quella della vaccinazione prioritaria e di massa”.

L’auspicio di Catanzaro adesso è che quanto previsto per Lampedusa e Linosa, possa anche essere esteso alle altre isoli minori della nostra Sicilia. “Spero che altrettanto possano fare le altre isole minori della nostra regione, dalle Egadi alle Eolie- ha affermato catanzaro- perchè il turismo in questi siti è la principale fonte economica e per alleviare la sofferenza del settore bisogna creare aree sicure entro le prossime settimane, quando ci auguriamo arriveranno i vacanzieri”.
L'articolo Catanzaro: “Vaccinazione di massa Lampedusa e Linosa: orgoglioso che la mia idea stia avendo seguito” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo “SICILY INTERNATIONAL TRIATHLON”, CATANZARO (PD): “SPORT E TURISMO PER RIPARTIRE”, proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Così commenta il deputato regionale Michele Catanzaro l’avvio del countdown del “Sicily International Triathlon”, la manifestazione sportiva che si svolgerà a fine Marzo a Sciacca, un evento che rappresenta un perfetto connubio tra sport e turismo in una fase storica in cui la nostra terra ha bisogno di recuperare il terreno perduto a causa della pandemia.

Il “Sicily International Triathlon”, in programma il 26 e 27 marzo, è la prima occasione per il rilancio turistico e commerciale dell’intera area, da Sciacca a Menfi, passando da Selinunte e dal parco di Sciaccamare. Sarà un momento di sollievo per gli operatori del ramo turistico e gastronomico tanto provati in questo periodo. La rivalutazione della nostra terra non può più aspettare tempi o secoli migliori, dobbiamo avere il coraggio di metterci in gioco, di misurarci con sfide logistiche e organizzative che richiedono serietà e determinazione. Ecco, sono convinto che con la Siciliy International Triathlon, siamo partiti con il piede giusto”.
“E’ un evento al quale con Biagio Maglienti e Marcello Mangia lavoriamo con particolare determinazione da parecchio tempo – dice Catanzaro – non è stato facile superare tanti ostacoli, ma alla fine ci siamo riusciti, convinti della grande opportunità che questa manifestazione può rappresentare per la nostra terra”.
Si tratta della gara di riferimento per l’apertura di stagione di questa affascinante disciplina, inserita dal Coni tra gli eventi di preminente interesse nazionale, dunque autorizzate in base alla normativa vigente. per le quali è consentito lo spostamento al di fuori del territorio di residenza.




IRENE CACIOPPO 3 MARZO 2021 IN EVIDENZA, NEWS, SICILIA


L'articolo “SICILY INTERNATIONAL TRIATHLON”, CATANZARO (PD): “SPORT E TURISMO PER RIPARTIRE”, proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Sicilia, la proposta: Isole minori “Covid free” con vaccinazione di massa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Un modo per alleviare la sofferenza del settore turistico (indotto compreso) c’è, ed è quello che nei giorni scorsi hanno lanciato in Grecia, terra dove sorgono una miriade di isole nelle quali si vive soprattutto di turismo: una campagna di vaccinazione per tutti i residenti allo scopo di creare aree sicure entro la prossima estate, quando arriveranno i vacanzieri.

In Sicilia a lanciare un progetto analogo a quello che si sta facendo in Grecia, è Michele Catanzaro, deputato regionale del PD, animato dalla volontà di dare risposte ai tantissimi imprenditori del turismo, grandi e piccoli, che sono seriamente preoccupati e che nel lanciare ogni giorno allarmi sui gravissimi rischi a cui anche per il 2021 si potrebbe andare incontro, invocano l’aiuto delle Istituzioni, che non sia limitato ai piccoli ristori.
“Nel premettere che mi auguro vivamente in un’accelerazione delle campagne di immunizzazione – dice Catanzaro – chiederò immediatamente al governo regionale di valutare la possibilità di programmare una campagna vaccinale nelle isole minori della Sicilia, quei luoghi noti in tutto il mondo come mete turistiche di eccellenza, siti dove l’economia è tutta improntata sul turismo. Il numero di persone residenti in queste isole è tale che a mio parere non provocherebbe criticità al programma prioritario di vaccinazione in atto in questo momento in Sicilia”.
“In molte di queste isole il coronavirus non è stato particolarmente aggressivo – continua Catanzaro – se si riuscisse in modo prioritario ad immunizzare tutti i residenti nelle prossime settimane, avremmo aree sicure entro l’estate. L’etichetta di “Isola Covid free” avrebbe in questo modo maggiore appeal sui turisti che intendono programmare la loro vacanza in Sicilia. Il governo regionale ha l’obbligo politico e morale di ascoltare le richieste di aiuto che arrivano dai settori produttivi, trovare delle soluzioni e valutare l’applicabilità delle proposte.









L'articolo Sicilia, la proposta: Isole minori “Covid free” con vaccinazione di massa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo SCORIE RADIOATTIVE IN SICILIA: CATANZARO: MUSUMECI RISPETTI MOZIONE ARS CONTRO REALIZZAZIONE DI INFRASTRUTTURE NELL’ISOLA proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Il governo regionale ci dica che posizione intende assumere rispetto alla individuazione di siti siciliani come possibile deposito nazionale di rifiuti radioattivi e come intende attivarsi nei confronti del governo nazionale affinché si escluda la possibilità che la Sicilia venga ritenuta idonea ad accogliere il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito”.
E’ quanto chiede il Deputato Regionale Michele Catanzaro in una urgente interrogazione al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Nel raccogliere prontamente le legittime preoccupazioni di cittadini e associazioni, Catanzaro si dice nettamente contrario all’ipotesi di realizzare centri di stoccaggio nelle Madonie, nel trapanese e nella provincia di Caltanissetta. “Sono territori che nel caso delle Madonie sono impegnati in una battaglia per l’istituzione delle zone franche montane, che da tempo chiedono altro tipo di attenzione dopo interventi discutibili scempi ambientali. Ma sono anche territori, come le aree interne della Sicilia, che hanno bisogno di investimenti, non dei rifiuti radioattivi. Oppure zone vocate al turismo e di assoluto pregio paesaggistico e archeoligico, come nel caso di quelle del trapanese”.
“Non si può umiliare la Sicilia con una scelta simile – dice Catanzaro – la trasformazione di queste aree in discariche radioattive è semplicemente irricevibile perché offensivo e mortificante per queste comunità e per la Sicilia intera”.
“Sappiamo che c’è stato un intenso lavoro dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare su un tema, sul tema delicato della gestione dei rifiuti radioattivi, che comporta anche per il Paese una procedura di infrazione europea – aggiunge Catanzaro – ma ora bisogna fare un’analisi bilanciata e verificare tutto con cura prima di decidere. La Sicilia sta puntando su turismo ed agricoltura, sullo sviluppo dell’alta velocità e della rete stradale, non può assolutamente diventare discarica di rifiuti radioattivi”.
Nell’interrogazione, Michele Catanzaro ricorda al Presidente Musumeci che nel luglio del 2018 il Parlamemtao regionale aveva approvato all’unanimità una mozione con la quale si impegna il Presidente della Regione, Nello Musumeci, ad opporsi alla costruzione di ogni infrastruttura destinata ad ospitare scorie radioattive.
L’interrogazione è stata condivisa dai colleghi parlamentari Gucciardi, Dipasquale e Arancio







L'articolo SCORIE RADIOATTIVE IN SICILIA: CATANZARO: MUSUMECI RISPETTI MOZIONE ARS CONTRO REALIZZAZIONE DI INFRASTRUTTURE NELL’ISOLA proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Sicilia. Catanzaro: ‘Plastic Free’ è legge, adesso cambiamo le nostre abitudini proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“L’approvazione di questo ddl – aggiunge Catanzaro – è un tassello di un mosaico più ampio di norme ed indicazioni che devono spingere in direzione di nuove forme di educazione al rispetto ed alla tutela dell’ambiente: Un percorso che il Pd sta portando avanti in Sicilia cosi come a livello nazionale. Adesso le norme ci sono – conclude – tocca tutti noi cittadini abituarci a ambiare in meglio le nostre abitudini.
L'articolo Sicilia. Catanzaro: ‘Plastic Free’ è legge, adesso cambiamo le nostre abitudini proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo L’idea del Pd: «Sicilia tax free per 10 anni per imprese che investono proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>
«Le imprese che decidono di investire in Sicilia, contribuendo a rilanciare economia ed occupazione, siano esentate dal pagamento delle imposte per 10 anni» – ci dice il deputato Dem Michele Catanzaro vice presidente della commissione attività produttive. «Chiediamo al governo regionale di avviare un dialogo con il governo nazionale e, nel pieno rispetto delle nuove regole comunitarie da definire sugli aiuti di Stato, attuare misure che possano attrarre investimenti in Sicilia per creare sviluppo e lavoro produttivo. Anche alla luce delle norme all’esame del Ministero per il Sud – ha proseguito Catanzaro – siamo convinti che l’esenzione dalle imposte per un periodo di 10 anni per le imprese che intendono investire in Sicilia sia l’incentivo più significativo da potere attivare, naturalmente a condizione che le imprese beneficiarie rispettino una serie di parametri indicati dalla Regione».
«Rendendo la Sicilia attrattiva dal punto di vista fiscale – ha concluso Catanzaro – potremo colmare il divario che ci distanzia dal Nord del Paese, ed essere dunque competitivi sul percorso di crescita che abbiamo il dovere di attivare per la ripartenza dopo l’emergenza Covid19, che ha paralizzato imprese e lavoro».
L'articolo L’idea del Pd: «Sicilia tax free per 10 anni per imprese che investono proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo “Fateci tornare a casa”, la mobilitazione e gli appelli disperati LETTERE E VIDEO proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Petizioni, appelli, video e lettere al Presidente della Regione siciliana per chiedergli di poter tornare a casa. Lavoratori e studenti siciliani rimasti bloccati in varie parti d’Italia si rivolgono a Musumeci e lo fanno in tutte le forme possibili.
“Il DPCM del 26 aprile prevede espressamente la possibilità “di rientrare in ogni caso presso il proprio domicilio, residenza o abitazioni”. Tradotto, significa che tutti gli italiani che NON sono fuggiti, a marzo, irresponsabilmente, dai luoghi in cui si trovavano, possono farlo adesso, dopo quasi due mesi, in sicurezza, per poter finalmente riabbracciare i propri cari. Musumeci, però, ha detto di no. I siciliani a casa non possono tornare. Se, in barba a tutte le direttive, sei tornato a marzo, ormai resti a casa, se, invece, ti sei comportato bene e adesso vuoi comprensibilmente rientrare in Sicilia, rispettando le misure di quarantena, non puoi. Per universitari e giovani lavoratori siciliani costretti in monocali, con atenei chiusi e lavoro che scarseggia, ogni giorno lontano da casa è una sfida, ma questo il governatore non lo sa. Troppo facile riempirsi la bocca di giovani solo in campagna elettorale”. Questo il contenuto di un messaggio che ci arriva da Sabrina, studentessa Palermitana al Politecnico di Torino, e che sintetizza lo stato d’animo di migliaia di giovani studenti e lavoratori che non possono far rientro in Sicilia. Infatti, in Sicilia è stato limitato l’accesso non consentendo un facile rientro.
Sono diverse le petizioni che sono nate in queste ore per supportare la causa. La prima è stata lanciata dai deputati regionali del Partito Democratico Michele Catanzaro e Nello Dipasquale. Fondamentalmente si chiede al Presidente della Regione Sicilia di affrontare la situazione dei residenti in Sicilia, momentaneamente fuori regione, dopo 2 mesi di quarantena, di poter rientrare in Sicilia. I firmatari chiedono “coerenza e soprattutto solidarietà nei confronti dei Siciliani”, e ricordano “che potevamo essere in quei treni stracolmi dell’8 marzo e invece per il bene della nostra terra, abbiamo rispettato le indicazioni e siamo rimasti al Nord, al centro Italia, all’estero”.
La disperazione dei tanti appelli sono sintetizzati in un video da tanti studenti e lavoratori che si trovano nella stessa condizione. Prima lo guardiamo e poi lo descriviamo.
L’obiettivo è arrivare proprio nei palazzi palermitani, e di portare fin sulla scrivania del Presidente l’hashtag #fatecitornare. Su change.org è partita una petizione, su Facebook e Instagram si moltiplicano post e appelli, e su Telegram è stato creato un gruppo che conta decine di ragazzi che non possono e non vogliono più aspettare. C’è chi ha perso il lavoro, chi non può pagare l’affitto, chi non riprenderà le lezioni e i genitori non ce la fanno più a mantenerli. Lo hanno fatto per due mesi, adesso sono stremati. “Invece di premiarci per la scelta responsabile di rimanere, due mesi fa, ci stanno punendo. Ci sentiamo presi in giro, – dicono – e siamo costretti a pensare che chi è scappato, sprezzante delle regole, sia stato più furbo di noi e abbia fatto bene”. Sono migliaia, e alcuni di loro, per non rimanere solo voci, hanno deciso di metterci anche la faccia, con un video (vedi sotto) che arriva dritto al cuore, perché chi gli dovrà ribadire che davvero non possono ancora rientrare dovrà farlo dopo averli guardati negli occhi. Come Marinella Vanini, vittoriese di 20 anni e studentessa al 2^ anno in Biotecnologie, a Ferrara; come Martina Patti, l’autrice del video, 21enne nativa di Palermo e studentessa di Scienze Infermieristiche, bloccata anche lei a Ferrara da gennaio. E’ per aiutare pure loro che Nicolò Beneventi, 20enne ferrarese studente di Ingegneria Meccanica, ha inviato una mail con una lettera sia a Musumeci che all’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla. “Lei non può voltargli le spalle, chiudendo le Frontiere della loro Sicilia – scrive Nicolò – non può cancellare tutti i treni, tutti i voli, tutte le navi, e non può impedire a questi poveri ragazzi di tornare a casa. Adesso che abbiamo imparato come limitare il contagio e l’andamento della curva epidemica è in netta discesa, le chiedo, con tutto il mio cuore, di prendersi cura di questi suoi conterranei e di dar loro la possibilità di esercitare i propri diritti, perché questo è un loro sacrosanto diritto”. Jessica Salamone ha 20 anni e da due studia a Bologna, alla facoltà di Scienze della Formazione Primaria. Anche lei l’8 marzo ha deciso di rimanere.”Ho scrupolosamente seguito tutte le disposizioni, ho passato il mio periodo di quarantena e ho aspettato con ansia che mi dessero di nuovo la possibilità di rientrare a casa. Mi preme scendere giù poiché i miei genitori fanno dei sacrifici per mantenermi, e siamo in difficoltà. Inoltre, essendo una studentessa, ho degli esami da sostenere e mi serve una buona connessione ad internet che nella casa di Bologna non ho. Ho bisogno di rivedere i miei genitori, di raggiungere la mia casa e rasserenarmi psicologicamente, ma anche di poter esercitare il mio diritto allo studio”. Martina Failla, invece, è trapanese, spegnerà 27 candeline a luglio e vive a Milano. A dicembre ha conseguito la laurea in Fotografia e Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera e la pandemia l’ha sorpresa proprio in quella fase in cui, ultimati gli studi, si deve decidere cosa fare ‘da grande’, ma c’è pure un altro problema: Martina ha il diabete di tipo 1, rientra nelle categorie a rischio e ha, quindi, tutto il diritto di tornare, ma non ci sono i mezzi e ora che i suoi coinquilini stanno ricominciando a lavorare e a stare a contatto con altre persone vive con l’ansia del contagio. “Sono in quarantena dal 27 febbraio – racconta – e sono andata avanti grazie a qualche soldo messo da parte e agli aiuti dei miei, ma adesso ho l’esigenza di rientrare. Subito, non tra un mese. Ho organizzato tutto, c’è una casa vuota che mi aspetta per la quarantena, sono stata responsabile fino ad oggi e non mi metterò a far festa domani”. Martina vive fuori da anni, è abituata, e il suo pensiero in questo momento così delicato è soprattutto per chi è fuorisede da pochi mesi. E’ stata lei, che su Instagram ha un profilo da 18mila followers, a creare un gruppo su Telegram che, in due giorni appena, ha raccolto oltre 80 ragazzi nella stessa situazione. “Avevo percepito fin da subito il pericolo, – continua – mentre ancora altri consideravano il mio un ‘panico esagerato’ e il virus una ‘normale influenza’. Quel fatidico sabato in cui in tanti decisero di tornare al sud, io non sono scesa. Mi sono detta: Perché rischiare? La situazione è che, dopo 60 giorni, mi trovo senza lavoro, perché in Italia l’arte viene sempre per ultima, un affitto da pagare e le bollette. Invece di chiamarlo ‘nuovo esodo’ e farci sentire appestati, perché non ci aiutate a tornare in sicurezza? Voi non potete nemmeno lontanamente immaginare lo stato d’animo di chi si trova fuori”. Infine, un messaggio diretto al Presidente Nello Musumeci: “Proteggere i siciliani è il suo compito, no? Bene. Siamo siciliani anche noi!” “Tornare a casa è un mio diritto” le fa eco Erika. Anche lei è rimasta in Lombardia mentre tutti fuggivano, per non mettere a rischio i propri cari qualora fosse stata asintomatica. “Non è stata una scelta facile, lontana dalla mia famiglia, con un affitto da pagare, un lavoro da precaria e il terrore causato dalla situazione. Dopo 60 giorni i nervi iniziano a crollare, i nostri appartamenti sono diventati delle gabbie e il senso di solitudine si fa sempre più grande. Sono disposta a farmi anche altri 60 giorni di quarantena, ma li voglio fare a casa mia, nella terra in cui sono nata e cresciuta, nel luogo in cui mi sento sicura, nella terra che oggi non mi vuole perché per il Presidente Nello Musumeci ‘non possiamo spalancare le porte della Sicilia a chi viene dal resto d’Italia, non è ancora il momento’. Allora mi chiedo, caro Presidente, quando sarà il momento? Questa è una grandissima ingiustizia! – conclude – e proprio in questo momento di difficoltà lei dovrebbe aiutarci e non abbandonarci!”. Chiede aiuto anche una madre che preferisce restare anonima e che, da febbraio, si trova da sola con suo figlio in provincia di Treviso. “Io sono felice di avere mio figlio, è la mia gioia, ma se dovesse accadermi qualcosa, se mi dovessi ammalare, lui resterebbe solo! Se avessi la possibilità di tornare giù, mio figlio per lo meno avrebbe qualcuno con cui stare. Non sono solo gli studenti fuori sede a reclamare il rientro, ci siamo anche mamme, papà e lavoratori che vorrebbero tornare dalle proprie famiglie e ognuno ha una storia personale. La situazione è molto pesante dal punto di vista psicologico”. Infine c’è Claudia, 22enne di Trapani che vive a Rimini e studia marketing. Anche lei ha scritto una lettera nella quale afferma di far parte “di quel grande gruppo di persone che, all’inizio dell’emergenza, ha scelto di agire con responsabilità e cognizione di causa”. “Siamo rimasti al Nord – aggiunge – perché era giusto. È stato un bene per la nostra salute, per quella dei nostri familiari, per quella dell’intera comunità Siciliana e del nostro sistema sanitario. È da mesi che siamo presso i nostri domicili, in totale isolamento, in situazioni più o meno difficoltose. Abbiamo stretto i denti, noi e le nostre famiglie, ma in tanti ora si ritrovano senza alcuna possibilità di incrementare il proprio reddito. Molto persone sono figlie di genitori che hanno perso il posto di lavoro e che non sono più in grado di pagare un ulteriore canone di locazione (con i prezzi del Nord Italia, peraltro!). Dopo tutti questi mesi, finalmente, il Presidente del Consiglio ci dà la possibilità di tornare presso le nostre residenze, ma, sempre perché ad essere onesti a quanto pare si sbaglia, il governatore Musumeci ha scelto di blindare la Sicilia e non esiste la possibilità di acquistare viaggi mediante trasporto aereo, stradale, ferroviario e marittimo. Sappiamo quali sono le misure che dobbiamo adottare una volta raggiunta la nostra Regione. Siamo coscienti e totalmente d’accordo! Ma non siamo tutelati, ci stanno privando di ogni diritto”.
Innanzitutto mi presento, sono una studentessa Siciliana che vive a Ferrara da circa tre anni, precisamente da quando ho deciso di intraprendere il mio percorso di studi al di fuori della mia amata Sicilia; a malincuore e con tanto coraggio ho deciso di lasciare i miei cari, i miei affetti, per cercare di coronare il sogno che ho sempre avuto sin da bambina, sogno che mi ha portata ad iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza di Ferrara.
Nessuno, purtroppo, poteva mai immaginare che un virus, così piccolo fuori, ma tanto grande dentro, sarebbe riuscito a scombinare un intero sistema, nessuno di noi avrebbe mai immaginato le conseguenze e le ripercussioni che avrebbe generato, lo scompiglio che avrebbe portato, sia alla società che nelle nostre vite, ma nonostante ciò, noi tutti studenti fuori sede, abbiamo provato a non buttarci giù, abbiamo provato ad avere fiducia nel sistema e in lei, siamo rimasti qui, al nord, lontani da casa; abbiamo cercato di far prevalere il buon senso, la ragione, mettendo da parte il cuore, gli affetti, i sentimenti( e come lei ben sa, per noi Siciliani è difficile mettere da parte il cuore o gli affetti), abbiamo cercato di dare, nel nostro piccolo, il nostro contributo, consapevoli che non sarebbe stato giusto ritornare a casa in quel preciso momento, consapevoli che potevamo essere considerati fonte di contagio, pur essendo sani, pensando ai nostri nonni, alle persone più anziane, mettendo al primo posto la loro salute anziché la nostra. Abbiamo aspettato, e non le nego che abbiamo sofferto tanto per questo, perché sa, quando si aspettano solo le vacanze per tornare a riabbracciare i nostri cari, per tornare a sentire il profumo della nostra terra, negare ciò è come togliere ad un bambino il giocattolo a lui più caro e prezioso, ma noi siamo stati forti e ci abbiamo creduto. Pochi giorni fa, così come noi tutti sappiamo, il nostro presidente del Consiglio, ha emanato un nuovo decreto, in vigore dal 4 Maggio, annunciando a tutti gli Italiani l’inizio della così detta fase due.
Lei non sa, caro presidente, che felicità abbiamo provato nel sentire quelle parole, nel sentire che finalmente potevamo tornare nella nostra residenza, nelle nostre case, rispettando ovviamente tutte le misure di precauzione necessarie, così come abbiamo fatto fino ad ora, per essere totalmente immuni da ogni rischio, pericolo, tutelando noi stessi, le nostre famiglie, la nostra Regione; è come se finalmente, dopo tanto buio , fossimo riusciti a vedere un po’ di luce, ma questa luce però è durata ben poco, perché è stato proprio lei a togliercela, dal momento in cui ha annunciato di non avere alcuna intenzione di farci rientrare. Poi però, dal decreto da lei emanato, leggo che, tutte quelle famiglie che hanno una seconda casa nella nostra amata Sicilia, hanno la possibilità di farvi ritorno purché vi rimangano fino alla fine della stagione estiva. E allora noi, caro presidente, ci chiediamo, noi che abbiamo la nostra prima casa giù, perché non possiamo tornare?
È come se in un qual senso, fossimo le “pecore nere” del gregge. Perché non possiamo ritornare nella nostra terra, nelle nostre case, com’è nostro diritto, seguendo, come le ho detto sopra, tutte le direttive necessarie? Perché? Sa, ci sono tanti perché e tante domande che continuano a perseguitarci, domande alle quali, ad oggi, non abbiamo alcuna risposta. D’altro canto, penso che lei sia anche consapevole del periodo in cui ci troviamo noi studenti universitari; siamo a Maggio, e come lei ben sa, fra meno di un mese ci saranno gli esami, perché quelli giustamente non sono bloccati, e ripeto giustamente, ma come si possono preparare degli esami se non c’è un minimo di serenità fra noi, se il nostro pensiero fisso è ritornare a casa, adesso, prima che la situazione possa degenerare nuovamente. La prego di riflettere e di fare tutto ciò che è in suo potere fare, al fine di farci ritornare semplicemente a casa, non chiediamo altro, non abbiamo pretese irragionevoli. Ogni individuo, come lei meglio di me sa, e così come afferma “La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, ha diritto di tornare nel proprio paese, e noi, ora più che mai, dobbiamo godere di un diritto che ci spetta, e ci spetterà sempre. Abbiamo bisogno del suo contributo, abbiamo bisogno di continuare a sperare e a credere che avere buon senso non significhi essere penalizzati, abbiamo bisogno di continuare a credere nel sistema, in lei, ora più che mai. Sono certa che queste saranno solo parole, prive di rilevanza, di una studentessa disperata, che non chiede altro di poter tornare a casa, ma, voglio continuare a crederci, parlando a nome di tutti quelli che si trovano nella mia stessa posizione, voglio continuare a sperare che ci aiuterà, che non sarà invisibile ai nostri occhi.
Valentina, insegnante, siciliana si rivolge a Musumeci in una lettera aperta/appello che pubblichiamo interamente:
Sono un’insegnante siciliana che da settembre lavora al nord.
Dall’entrata in vigore del DPCM, che ha sancito le misure restrittive per tutta l’Italia, disponendo la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, ogni mattina con grande senso di dovere, svolgo il mio lavoro in modalità Smart Working, attività che potrei benissimo svolgere dalla mia residenza andando a risparmiare sulle spese di vitto, alloggio e perfino di sussistenza personale che come è facile immaginare, qui sono molto elevate.Tuttavia, ci tengo a sottolineare che vista la mia giovane età, non sono un’insegnante di ruolo e come me anche a tanti precari, chi a maggio e chi a giugno, scadrà il contratto. Cosa farà la Regione Sicilia nel momento in cui non avremo più un lavoro e dovremo continuare a stare qua pagando i costi elevati d’affitto, perché al sud non ci sarà consentito rientrare? Avrà ancora intenzione di ripudiare e di nutrire pregiudizi e perfino un senso di disprezzo verso tutti i lavoratori che dal nord rientrano al sud? Oppure tornerà a credere nei valori che da sempre contraddistinguono e accomunano la nostra terra, quali: la solidarietà, il calore umano e l’accoglienza verso chiunque fino ad oggi è giunto in Sicilia?
Ritengo che una categoria sociale di così ampio spessore come la nostra che ogni anno, spinta da un forte impegno e forza di volontà, sceglie di spostarsi al nord nella speranza di poter lavorare, sia da ammirare e che dunque meriti un po’ più di ascolto e comprensione e non di essere DIMENTICATA DA TUTTO E DA TUTTI!
L'articolo “Fateci tornare a casa”, la mobilitazione e gli appelli disperati LETTERE E VIDEO proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo In Sicilia non entra nessuno”. La rabbia dei fuorisede: «Tornare a casa non è un capriccio» proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La Sicilia si prepara ad una parziale riapertura a partire dal 4 maggio e il presidente della Regione Siciliana, che ha firmato l’ultima ordinanza lo scorso 30 aprile, torna a ribadire che l’Isola resta chiusa, per quanto concerne gli spostamenti, a nuovi eventuali arrivi.
“Un nuovo esodo dopo il 4 maggio? Non li faccio entrare, come ho fatto in queste cinque settimane. Chi vuole venire in Sicilia sa che deve rimandare di qualche settimana. Attualmente non può entrare e non potrà entrare, questa la proposta che faremo al governo”. “Chiediamo di restare chiusi e blindati”, ha aggiunto. “Se potessi farei entrare in milioni, specie i turisti. La Sicilia è terra di accoglienza”, ha aggiunto, “credo che maggio debba servire a monitorare la situazione, speriamo di arrivare a contagio zero. Io ritengo che la blindatura debba restare per tutto il mese di maggio anche se alcuni accessi sono consentiti. Dopo maggio, se il dato epidemiologico, ce lo consentirà noi riapriremo”.
Alcuni studenti o lavoratori, bloccati al Nord da Lockdown, chiedono di ritornare dalle famiglie da cui sono lontani da settimane. Una studentessa fa sapere che, e in questi giorni «le ha provate tutte», «si sente presa in giro» e parla di una situazione «drammatica». «Dopo la conferenza di Conte ho comprato un volo Pisa-Catania, operato da Ryanair. Poi però è stato cancellato senza motivo».
«Sul sito Alitalia – continua – puoi prenotare da Pisa o Firenze solo a partire da giugno, Easyjet scomparso, Trenitalia non le dà tratte Pisa-Catania fino a giugno». Ha anche provato «vari incroci di treni, autobus e aerei ma fino al 17 maggio non c’è modo di rientrare». «Nessuno ha speso una parola per i fuorisede, il nostro diritto a rientrare a casa è considerato un capriccio», tuona. In Sicilia si può rientrare «solo a nuoto o a piedi. Non ci sono voli e non ci sono treni», ironizza.
Non sono un “mammone”, chiedo un rientro organizzato al Sud. Non una fuga, ma la possibilità di tornare a casa per risparmiare su affitto, bollette e spesa». A parlare è Francesco La Spina, 23 anni, siciliano, originario di Caltagirone, ma da cinque anni a Torino per studiare alla scuola di economia e management. L’ennesimo fuorisede, l’ennesimo giovane che lascia la sua terra per trasferirsi altrove. Ora Francesco si trova nel suo appartamento, costretto a stare a casa – così come prevedono i decreti per contenere la diffusione del Coronavirus in Italia – senza poter andare all’università e soprattutto senza poter lavorare.
Critici contro questa presa di posizione, i deputati regionali Nello Dipasquale e Michele Catanzaro del Partito Democratico. QUI le loro dichiarazioni e la raccolte firme lanciata.
L'articolo In Sicilia non entra nessuno”. La rabbia dei fuorisede: «Tornare a casa non è un capriccio» proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>