L'articolo Ultim’ora Università: arriva la proroga dell’anno accademico, tutte le info proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Di solito l’anno accademico si conclude il 31 marzo, ma que’anno abbiamo deciso di introdurre una proroga per andare incontro agli studenti.
“Per venire incontro ai ragazzi ed evitare che ci siano costi aggiuntivi- ha affermato il ministro- con grande probabilità prorogheremo l’anno accademico a giugno. Così ci si potrà laureare fino a giugno senza doversi riscrivere all’università”.

Un’altra novità importante annunciata da Manfredi è quella che riguarda le lezioni in presenza. “A metà febbraio il secondo semestre riprenderà in presenza, sempre con attenzione alla sicurezza”.
“Ho invitato i rettori a definire con rapidità i piani di riapertura per informare gli studenti, che così potranno organizzarsi per tempo- ha aggiunto Manfredi- C’è grande disponibilità a tornare in aula in presenza. I docenti sono pronti e le università organizzate. Sono fiducioso che nel secondo semestre si possa tornare in presenza in aula”.




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]]>“Uno dei 23mila ostaggi” così si è firmato un giovane medico che ha sostenuto a settembre il test d’ingresso per la scuola di specializzazione in Medicina.
Il giovane medico ha affidato ad un lungo post sui social il suo personale sfogo, dopo aver assistito all’ennesimo rinvio della pubblicazione della graduatoria dei vincitori.
Personale sfogo che è diventato in poche ore lo sfogo di tanti giovani medici visto che centinaia di colleghi stanno condividendo le sue parole.
I giovani medici pretendono delle scuse da parte del Ministro Manfredi in quanto a distanza di 3 mesi più di 23mila colleghi vivono in apnea per un concorso dove nessuno dei concorrenti ancora conosce in quale scuola e in che città dovrà specializzarsi.
Medici in ostaggio. Riportiamo le parole di Guido Catalano che alla fine del suo sfogo si è firmato come “Uno dei 23000 ostaggi”
Quando il 22 Settembre ho sostenuto il test d’ingresso nella scuola di specializzazione in Medicina (SSM2020 per gli amici) non avrei mai immaginato di stare per diventare, nei mesi a seguire, io insieme ad altri 24000 colleghi, OSTAGGIO dei capricci e dell’inefficienza della macchina politico-burocratica di questo Paese.
Con quello comunicato il 3 Dicembre, siamo al quarto rinvio e ritardo nella tabella di marcia che il ministero dell’università e ricerca (MUR) inizialmente da Bando aveva fissato e che già a partire dal mese di Ottobre prospettava la possibilità per i vincitori di concorso di essere assegnati e immatricolarsi nelle scuole scelte per poi attendere, con serenità e lecito preavviso, il giorno della presa di servizio fissata, sempre da Bando, per il 30 Dicembre.
Ma ad oggi, a 3 mesi da quel test, nessuno dei concorrenti ancora conosce in quale scuola e in che città dovrà specializzarsi e, alla già vergognosamente tarda data del 3 Dicembre, è stato posto come nuovo termine per conoscere la propria assegnazione il 15 Dicembre.
Quindi, ricapitolando, dal 15 al 30 Dicembre, stando alle ultime “rassicurazioni” in merito comunicate, con le festività natalizie di mezzo, si avrà l’apertura della fase di scelta, la sua chiusura, l’apertura delle procedure di immatricolazione presso le varie scuole e in ultimo la presa di servizio.
In 15 giorni. Festivi inclusi.
Cosa stabilisce il Bando come pena per un ritardo dei concorrenti nel rispettare i tempi di queste procedure? Decaduti dalla assegnazione e ci vediamo alla prossima lotteria per il 2021.
Medici in ostaggio. Ma a questo punto è lecito chiedersi quale sia la pena o il contrappasso per il ministro Manfredi e il ministero tutto per non avere rispettato neanche una delle date che si è affannato a comunicare negli ultimi mesi trascinando goffamente la risoluzione di questo concorso dall’autunno al periodo Natalizio.
Nessuna pena o penale, bensì l’emissione a mezzo stampa di un proclama, l’ultimo, sbrodoloso in cui ci si fregia anzi che in un momento così particolare, al netto dell’ulteriore slittamento di date, ci garantiranno comunque la presa di servizio il 30 Dicembre.
Non so se si aspetti, dall’alto del suo scranno, davvero di essere ringraziato per questa pronta puntualizzazione.Ma cosa vuol dire in termini pratici “presa di servizio garantita il 30 Dicembre” e non nell’Iperuranio in cui queste persone fingono di vivere da 3 mesi a questa parte?
Questo vuol dire che in un Paese praticamente bloccato per Natale dai recentissimi decreti del capo del governo, avremo garantito, a detta di Manfredi, il diritto di elemosinare biglietti aerei last minute, a prezzi esorbitanti e introvabili,
Il diritto di affittare praticamente a distanza e a scatola chiusa stanze in affitto da un capo all’altro dell’Italia, traslocare in fretta e furia,
mentre in molti, me compreso, stanno contemporaneamente prestando servizio nei reparti Covid o sul territorio come USCA, in risposta a un’emergenza sanitaria provocata in grossa parte da ulteriore inefficienza e mancanza di lungimiranza politica e sanitaria da parte di questo governo su cui è ormai inutile dilungarsi.
Tutto questo per prendere servizio il 30 Dicembre, unica data che il ministro ci garantisce oggi, ma anche data che paradossalmente sappiamo per certa fin da quando il Bando di concorso è stato pubblicato.
Se certamente è troppo ed è impossibile pretendere dal ministro e il MUR tutto puntualità, date e tempi certi una volta per tutte, quello che almeno mi aspettavo di vedere e che vorrei venisse scritto nelle note ufficiali che nelle ultime settimane si sono accavallate e spesso smentite tra di loro anche a meno di 24h di distanza l’una dall’altra (emblematico come ieri si dava certezza per l’apertura delle scelte oggi), è la parola SCUSA che dalla bocca di questi signori mai è stata pronunciata.
Scuse necessarie per un concorso che è stato concepito fin dall’inizio a prestare il fianco a ricorsi su ricorsi da parte di colleghi concorrenti già MMG e specializzandi e quindi inevitabili ritardi, scuse per domande propinate ambigue, di cui una letteralmente SBAGLIATA, e in un’altra da annullare per la scarsa risoluzione del quadro radiologico mostrato nel quesito;
Scuse per i ritardi, scuse per la mancanza di canali di comunicazione ufficiali (spesso abbiamo ricorso ad informazioni e mezze verità comunicate a mezzo di associazioni intermediarie), scuse per un disagio che va avanti da più di 3 mesi e che più avanti si va più si acuisce piuttosto che risolversi.
Ma in una cosa il ministro Manfredi ha ragione, viviamo in tempi particolari. Vero.
Ma questi tempi avevano bisogno di uomini migliori ai posti di comando e i tempi a venire avranno bisogno di puntualità e competenze che la classe politica attuale non sta mostrando.
In un Paese normale in una situazione particolare come questa, all’emergere di cotanta manifesta incapacità, proprio in virtù di quel che verrà dopo, della ricostruzione che seguirà a questa Pandemia..
Sarebbe doveroso aspettarsi delle dimissioni immediate da parte del Ministro ma siccome non siamo un Paese normale, ed è pur sempre una situazione straordinaria quella che viviamo, da un ministro del genere sarebbero almeno dovute se non gradite delle SCUSE.
Uno dei 23000 ostaggi. Guido Catalano
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]]>L'articolo Lauree Abilitanti: Arriva la svolta. Approvato Disegno di Legge proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il testo del disegno di legge prevede una radicale semplificazione delle modalità di accesso all’esercizio delle professioni regolamentate.
La proposta di legge prevede che odontoiatri, farmacisti, veterinari, psicologi e agrotecnici acquisiranno l’abilitazione alla professione al termine del corso di laurea e non più dopo l’esame di stato
Qualora il testo superasse invariato l’iter parlamentare che nei prossimi mesi dovrà affrontare, per le suddette categorie di studenti il tirocinio diventerebbe abilitante, verrebbe anticipato e svolto in tutti i casi durante il corso di studi e l’esame di laurea diventerebbe anche la sede nella quale espletare l’esame di Stato di abilitazione all’esercizio della professione.
In particolare, il nuovo modello di abilitazione si applicherà alle classi di laurea e alle relative professioni di seguito indicate.
Esse conferiranno infatti l’abilitazione all’esercizio delle professioni, rispettivamente, di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo.
Queste abiliteranno all’esercizio delle professioni, correlate ai singoli corsi di studio, di geometra laureato, agrotecnico laureato, perito agrario laureato e di perito industriale laureato.
Il disegno di legge prevede, infine, che gli ulteriori titoli universitari, conseguiti con il superamento dei corsi di studio che consentono l’accesso agli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni di tecnologo alimentare, di dottore agronomo e dottore forestale, di pianificatore paesaggista e conservatore, assistente sociale, attuario, biologo, chimico e geologo, possano essere resi abilitanti, su richiesta dei consigli degli ordini o dei collegi professionali o delle relative federazioni nazionali, con uno o più regolamenti da adottare su proposta del Ministro dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro vigilante sull’ordine o sul collegio professionale competente.
Con gli stessi regolamenti saranno disciplinati gli esami finali, con lo svolgimento di una prova pratica valutativa per il conseguimento delle lauree abilitanti, prevedendo che i titoli universitari conclusivi dei corsi di studio hanno valore abilitante all’esercizio della professione, dopo il superamento di un tirocinio pratico-valutativo interno ai corsi.
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]]>L'articolo Università. Manfredi: Mascherina obbligatoria agli esami proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Molte università hanno scelto di realizzare un tipo di didattica mista, per consentire un rientro sicuro di studenti e docenti all’interno degli atenei. In questo modo, alcune lezioni si stanno svolgendo con una parte di studenti presenti in aula e una parte di studenti collegata a distanza attraverso strumenti informatici.
Una soluzione di questo tipo era stata preannunciata nelle scorse settimane dal Ministro Manfredi, che aveva dichiarato inoltre che le matricole avrebbero avuto la precedenza per le prenotazioni delle lezioni in presenza.
È chiaro dunque che il ritorno nelle università è stato predisposto nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza vigenti, come quelle che impongono l’uso della mascherina e il distanziamento sociale. Per questo motivo, è previsto un sistema di prenotazioni con posti limitati per assistere alle lezioni in presenza.
Gli esami saranno sostenuti in presenza, indossando sempre la mascherina. Dichiara il ministro: “Tra il 30 e il 50% dei corsi universitari sono in presenza e gli esami sono tutti in presenza. Abbiamo scelto un metodo misto, basato sulla possibilità di prenotare il posto in aula tramite app privilegiando le matricole. Anche gli esami vengono fatti con la mascherina, obbligatoria sia per gli studenti che per i docenti”.
Mentre in questi giorni il dibattito sui contagi nelle scuole è molto acceso dopo che sono stati registrati diversi casi di postivi al Covid-19, la situazione appare invece diversa all’interno degli atenei dove i contagi accertati sono davvero pochi. A parlarne è stato lo stesso Manfredi alla trasmissione radiofonica “Un Giorno da Pecora”. Il Ministro ha sottolineato che due, tra gli studenti risultati positivi al Coronavirus, erano studenti Erasmus a Bologna e a Napoli, i quali avrebbero contratto il virus al di fuori dei rispettivi atenei: “I casi di contagio all’interno delle università sono davvero di poche unità”. Per ora dunque le misure di prevenzione adottate dagli atenei sembrano funzionare bene e non destare eccessive preoccupazioni.
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]]>L'articolo Università. Manfredi:”Le lezioni ripartiranno in aula nel rispetto delle normative antivirus” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi ha parlato proprio, tra le altre cose, della riapertura prossima degli atenei. “Le lezioni ripartiranno in aula – dice il ministro Manfredi – ovviamente nel rispetto delle normative antivirus. Questo significa che verrà adottato un sistema misto, che garantirà a tutti un servizio didattico di qualità: alcuni studenti seguiranno le lezioni in aula, mentre altri seguiranno lezioni online”. Per consentire l’attuazione di questo sistema misto, come annuncia il ministro, le lezioni si terranno anche di sabato.
Il ministro Manfredi parla poi anche dell’importante stanziamento di fondi da parte del Governo, inserito nel Decreto Rilancio, per quanto riguarda la Ricerca. “Ci sono 4.400 posti per i ricercatori che verranno distribuiti grazie a un piano che entrerà in vigore tra settembre e ottobre. Inoltre – sottolinea il ministro dell’Università e della Ricerca – è stato stanziato un altro finanziamento importante: 550 milioni di euro per i Programmi di ricerca di interesse nazionale (Prin), che vanno sommati ad altri 160 milioni che abbiamo recuperato: questo significa che nei prossimi mesi ci sarà un bando di ricerca di 700 milioni, uno dei più grandi, se non il più grande mai realizzato negli ultimi anni”.
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]]>L'articolo Manfredi: “Università del Sud appetibili per gli studenti Nord” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Dobbiamo fare in modo che le università del Sud diventino appetibili per gli studenti del Nord ma anche per gli stranieri”, afferma Manfredi.
Continua io Manfredi: Sinora “mancano i servizi. Gli studenti abituati a viaggiare, sono anche abituati ad un livello di servizi molto alto. In sostanza: dobbiamo creare una rete di alloggi nei campus universitari che possa rispondere a queste esigenze di accoglienza e residenzialità. Dobbiamo puntare sul diritto allo studio per attrarre gli studenti internazionali”.
“I settori altamente qualificati nel Sud, che già esistono e vanno potenziati, sono il digitale e la tecnologia green, il settore automobilistico e l’aerospaziole, i beni culturali e la biomedicina. Oltre al settore dell’agroalimentare”.
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]]>Gli atenei sono pronti per aprire a settembre?
«Sì, la didattica a distanza è andata molto bene mantenendo lo stesso numero di esami e laurea degli scorsi anni, ma bisogna tornare in presenza perché la formazione in aula è molto più efficace. E ci sono fasce di studenti da privilegiare qualora fosse necessario fare turni».
Quali studenti?
«Le matricole: si tratta dei ragazzi che vengono dalla scuola superiore e non entrano in un’aula da marzo. Non hanno mai visto un’aula universitaria e saranno i primi a poter rientrare».
Secondo alcuni dati per il nuovo anno potrebbero iscriversi circa diecimila studenti in meno. Qual è l’obiettivo del suo ministero? “Il mio obiettivo è non perdere neanche uno studente, recuperando quei diecimila che potrebbe non iscriversi”.
Il ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, ne è consapevole: «Perdere diecimila matricole sarebbe un danno gravissimo. Dobbiamo assolutamente evitarlo. Non possiamo permettercelo di nuovo».
Il ministro Manfredi ha mai ‘passato’ i compiti quando era studente?
“Si, passare i compiti può esser anche un modo creare anche un po’ di comunità, le persone che non fanno copiare, alla fine, sono anche molto antipatiche”, ha scherzato il ministro, che ha proseguito, “non è corretto, sono d’accordo, ma tutti siamo stati studenti”.
E alla domanda.. “Lei passava le versioni”?
Il ministro ha risposto: “No, quello no, ma si cercava di parlare con il vicino. Certo bigliettini ed altro non ne ho mai fatti. Comunque, è molto importante – ha concluso il ministro dell’Università Manfredi a Un Giorno da Pecora – avere un comportamento etico e corretto durante gli esami”.
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]]>L'articolo Neolaureati a Ministro Manfredi: “Presto le Lauree Abilitanti.. Ma quando?” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Come abbiamo scritto nei precedenti articoli, i giovani neolaureati nei giorni scorsi sono scesi in piazza in diverse città italiane per chiedere al ministro dell’Università e ricerca Gaetano Manfredi di equiparare il tirocinio professionalizzante non retribuito dopo la laurea all’esame di Stato.
A tornare sull’argomento, tramite il loro canale ufficiale, è il Comitato “Laurea Abilitante Farmacisti”
Si definiscono i “Professionisti della Salute dimenticati”, sono i laureati in Farmacia e Farmacia Industriale che in un momento di piena crisi sanitaria volevano aiutare il nostro Sistema Sanitario Nazionale, ma non ce lo hanno permesso.
“Noi volevamo e vogliamo renderci utili ed aiutare il nostro paese, lavorando per quello per cui abbiamo studiato. Invece siamo tutti completamente bloccati. Bloccati da un test che dobbiamo affrontare dopo 5 anni di studio e 900 ore di tirocinio curriculare” sostengono i giovani laureati.
E’ dal mese di Aprile che il nostro Ministro Gaetano Manfredi dell’Università e Ricerca parla della Laurea Abilitante per Farmacia. Dicendo a noi farmacisti non abilitati di tenerci pronti per aiutare il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Eppure, ad oggi, per le lauree abilitanti non è stato fatto nulla.
Solo promesse. Promesse di un disegno di legge che sarà pronto “fra qualche settimana”. Un disegno di legge che renderà abilitanti i laureati dal prossimo anno. Ma se si vuole renderli abilitanti nel futuro, perchè non farlo da subito?
A noi la laurea abilitante ci serviva durante la crisi e ci serve tuttora. Sentiamo compagni che ricevono offerte di lavoro che non possono accettare. Altri che non possono permettersi di pagare in piena crisi economica quasi 500€ per un “Esame di Stato” di cui ancora, ad un solo mese di distanza, non abbiamo un programma.
Vogliamo smetterla di chiamare questo abominio di risoluzione “Esame di stato”?
Vogliamo dare ai futuri professionisti della salute l’abilitazione? Vogliamo dar loro il diritto al lavoro?
Di seguito gli interventi del Ministro a nostro favore, ma senza nessuna concretezza immediata:
23 Aprile
Università. Manfredi: anche Farmacia e Odontoiatria potranno essere lauree abilitanti
16 Maggio
IL MINISTRO MANFREDI: ‘PRESTO UN DL PER LAUREE ABILITANTI IN FARMACIA, CTF E ODONTOIATRIA’
7 Giugno
Ministro Manfredi a Sky Tg24: “Lauree abilitanti per Odontoiatria, Farmacia e Veterinaria”

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]]>L'articolo Ministro Manfredi su lezioni in presenza, tasse universitarie e Abilitazioni proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“L’esame di Stato per l’accesso alle professioni è previsto dalla costituzione e quindi non si può abolire”.
“Plexiglass nelle aule universitarie? No, non ci stiamo pensando. Pensiamo invece all’allungamento dell’orario per le lezioni e a un maggior numero di aule. Ci sarà dunque una diversa organizzazione”, ha spigeato il ministro. “Da settembre ripartiremo con le lezioni in presenza ma consentiremo anche un’integrazione con una didattica a distanza perché abbiamo il problema di affollamento delle aule, quindi ci saranno delle alternanze, e dall’altro abbiamo il problema degli studenti stranieri e fuori sede che richiederanno la dad. Non dobbiamo lasciare nessuno indietro”.
“Interverremo sulle tasse universitarie allargando la no tax area, fino a 20mila euro di reddito Isee non si pagheranno le tasse. Tra 20mila e 30mila ci saranno degli sconti molto importanti e poi ci saranno interventi specifici gestiti dalle singole università per intercettare le famiglie che hanno subito un calo di reddito improvviso e non fotografato dall’Isee”.
“Abbiamo incrementato il fondo per le borse di studio universitarie per fare in modo che ci sia un allargamento della modalità di accesso. Stiamo lavorando con la conferenza Stato-Regioni. Poi ci saranno dei bonus per colmare il digital divide”. “Sulla ricerca ci sarà inoltre un impegno importante, un grande piano finanziato dal governo”, ha aggiunto.
“Dopo aver cominciato con Medicina stiamo cercando di trasformare le lauree in lauree abilitanti in maniera tale che l’esame di laurea sia contemporaneamente un esame di Stato per l’accesso alla professione. Pensiamo a Odontoiatria, Farmacia e Veterinaria che già prevedono nel loro ordinamento molti tirocini. Presenterò questo disegno di legge nelle prossime settimane in Parlamento ma mi auguro che dal prossimo anno sia una realtà”.
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]]>Il ministro ha parlato a margine della manifestazione per festeggiare i 796 anni dalla fondazione dell’università Federico II di Napoli – che si è svolta oggi, 5 giugno. «L’indirizzo dato a livello governativo è che già da luglio, lì dove possibile, si possa tornare a svolgere sedute di laurea in presenza perché la discussione della tesi in presenza ha un grande valore simbolico, è momento di chiusura di un percorso».
«Certo bisogna farlo con i distanziamenti giusti, con pochi familiari e con meno feste», ha specificato Manfredi. «Ma questa è la direzione verso cui si stanno orientando molti Atenei». L’apertura è comunque all’insegna della flessibilità: gli studenti che non possono raggiungere le Università per difficoltà legate al lockdown e chi vive all’estero potrà comunque svolgerle a distanza. «Dobbiamo essere molto flessibili – ha aggiunto Manfredi – perché è il modo migliore per poter dare risposte alle esigenze di tutti».
Molti atenei si stanno orientando in questa direzione. Per chi non si puo’ muovere, per chi e’ fuori sede resta la possibilita’ di poterlo fare online. Dobbiamo essere molto flessibili che e’ il modo migliore per poter dare una risposta alle esigenze di tutti. A settembre bisogna tornare in aula, con un lavoro fatto con grande attenzione, ma ci sono tutti gli strumenti per farlo“.
Le speranze si sono così riaccese per tutti i laureandi che saranno impegnati nelle sessioni di luglio e che potranno finalmente tornare negli Atenei per la cerimonia, coronamento del loro percorso di studi.
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]]>Ministro, nel decreto rilancio, che prevede 1,4 miliardi di euro per l’università, ci sono fra gli altri fondi per il diritto allo studio e la ricerca. Per quanto riguarda le tasse universitarie qual è la soglia ISEE al momento e se avete pensato ad una autocertificazione relativa alle difficoltà reddituali del 2020?
“Noi metteremo una quota fissa, praticamente stabiliremo un’esenzione fino a 20.000 di ISEE e uno sconto obbligatorio, una riduzione obbligatoria tra 20.000 e 30.000 euro con una tassazione progressiva, poi lasceremo un finanziamento delle singole università per poter intervenire direttamente con delle misure più locali che possono o ampliare queste soglie o praticamente indirizzarsi verso per esempio ragazzi che vengono da famiglie dei settori particolarmente svantaggiati quindi quelli che hanno maggiormente risentito della crisi economica e che possono essere non intercettati dall’ISEE tradizionale. Utilizzeremo l’autocertificazione o lo strumento dell’ISEE corrente”.
Qualche tempo fa lei ha lanciato un invito a tanti ricercatori italiani che lavorano all’estero a tornare. Avete pensato a degli incentivi? Per esempio delle quote riservate per i prossimi concorsi?
“Stiamo valutando la possibilità di dare un incentivo per la chiamata di studenti e di docenti che vengono dall’estero anche eventualmente con un bonus legato a progetti di ricerca o a delle attività complementari, stiamo valutando come fare perché uno degli obiettivi è proprio quello di favorire il rientro dall’estero.”
Nel Paese è in atto un’importante discussione sul capitale umano. Ne ha parlato De Bortoli sul Corriere della Sera insieme ad altri commentatori: in sostanza si evidenzia un preoccupante aumento dell’analfabetismo funzionale, una vera difficoltà dei nostri giovani di essere all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Come correre ai rimedi?
“Chiaramente dare una risposta a questo problema è la vera sfida del Paese perché noi non solo abbiamo bisogno di rafforzare le nostre eccellenze ma anche di avere una qualità media alta perché abbiamo bisogno di una classe dirigente diffusa che sia presente in tutto il territorio e a tutti i livelli dell’attività sociale. Quindi su questo noi pensiamo che sia molto importante migliorare il collegamento scuola – università, migliorando le azioni di orientamento per fare in modo che le scelte degli studenti siano più consapevoli e meglio orientate alle loro abilità.
Fare un rinnovamento con metodi didattici più innovativi riducendo proprio la didattica dalla cattedra cercando di fare una didattica più interattiva per gli studenti, che è uno strumento oggi molto importante per formare questi ragazzi, avere una dimensione più internazionale delle nostre università, perché la presenza di ragazzi che vengono dall’estero aiuta a migliorare anche la qualità della classe.
Insomma l’interazione da parte degli studenti e poi fare anche un rinnovamento dei contenuti che guardano ad alcuni temi che oramai sono diventati fondamentali ad esempio i saperi digitali. Oggi chiunque operi in qualsiasi settore, non solo della tecnologia ma anche nei settori scienze umane e sociali ed in tutti i campi, deve avere delle competenze digitali perché questo rappresenta un pò la sfida del futuro. Queste sono 3 assi su cui stiamo lavorando, su un piano di intervento sull’offerta didattica nazionale.”
“Il presidente Bonomi non risparmia critiche al Governo, nel discorso di insediamento alla presidenza di Confindustria, ha dichiarato che “non si può solo assumere personale, bisogna ripensare cosa l’istruzione pubblica debba garantire rispetto ai tempi odierni e rifondare i profili formativi”. Ecco, l’università è pronta a questa rifondazione?
“Questa è la vera sfida, quella della rifondazione dell’offerta formativa dell’università. Partendo però da una considerazione cioè che noi da un lato dobbiamo mantenere un solido profilo formativo di base perché c’è una grande rapidità poi nell’obsolescenza delle conoscenze questo deve far sì che ci sia quindi un profilo formativo molto solido perché i ragazzi devono saper imparare durante la loro vita, cambiando spesso lavoro o anche aggiornando continuamente le loro competenze, dall’altro poi è naturale ci vuole una maggiore curvatura verso quelle che sono le nuove frontiere delle competenze un esempio è quello delle competenze digitali ma non sono le uniche, guardiamo anche a tutti i temi della sostenibilità e dell’ambiente che è un altro grande tema che è sfida del futuro. Quindi è chiaro che noi oggi abbiamo la necessità di riguardare un pò alla nostra offerta formativa.”
E’ un tema enorme perché una volta che abbiamo anche individuato i profili delle competenze avremo bisogno delle figure professionali che sappiano intercettare queste esigenze di cambiamento sulla formazione.
“Si certo però bisogna dire che anche il sistema delle imprese deve essere poi capace di valorizzare questi nuovi profili formativi cioè questo è un lavoro che deve essere fatto insieme perché da un lato l’università deve seguire quello che è il cambiamento ma anche le aziende devono essere più innovative perché altrimenti non saranno in grado di valorizzare queste nuove competenze.”
Dal primo luglio sarà possibile accedere ai fondi del MES, per l’Italia si tratta di 36 miliardi da spendere per combattere direttamente o indirettamente l’epidemia. Questo potrebbe voler dire fondi addizionali anche per le Facoltà di Medicina e per i policlinici? lei è favorevole all’attivazione dello strumento?
“Noi sicuramente abbiamo già cominciato e ci deve essere un investimento maggiore sulla sanità che significa anche un investimento più ampio sulle specializzazioni cosa che è già cominciata perché noi abbiamo già nel nuovo decreto rilancio abbiamo già 4.200 posti di specializzazione in più che è un primo passo, è chiaro che poi ci vuole anche una rivisitazione della formazione medica. Anche questa si deve aggiornare rispetto a quelle che sono tutte le emergenze, anche le competenze nuove che sono state richieste dall’esperienza della pandemia, per fare questo bisogna fare un grande piano di investimenti nel Paese. L’intenzione del Governo è di guardare a tutto. Innanzitutto al Recovery Fund che è stato ottenuto da questo Governo con un impegno importante e che è un grande risultato per il Paese, guarderemo anche al MES quindi cercheremo quelle che sono le soluzioni migliori nell’interesse del Paese”
Però possiamo dire che lei è favorevole all’adozione di questo tipo di strumento?
“Sono della stessa idea del Presidente Conte, noi dobbiamo guardare tutte le opportunità e scegliere le migliori per l’Italia perché è molto importante in questo momento andare a trovare le soluzioni che sono più favorevoli sia da un punto di vista dei tempi di restituzione, delle condizioni di restituzione, partendo da quelli che sono ovviamente i contributi a fondo perduto perché il MES è un prestito mentre nel Recovery Fund una parte molto importante è a fondo perduto. Quindi noi dobbiamo scegliere il meglio e così verrà fatto dall’esecutivo.”
Articolo di Mariano Berriola di Corriere dell’Università
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]]>Il ministro ha anche spiegato come funzionerà la prova che si svolgerà per le professioni in cui ci si dovrà abilitare. Manfredi spiega che l’esame orale “verterà su tutte le materie previste dalle specifiche normative di riferimento”. Si tratta di un modo per riuscire ad accertare l’acquisizione delle necessarie competenze, nozioni e abilità richieste. Ovviamente, visto che si tratta di decine di professioni per le quali ci si dovrà abilitare, ognuna avrà le proprie competenze da sviscerare. L’unico comun denominatore tra queste professioni, per quanto riguarda l’esame di abilitazione, sarà solo la modalità dello svolgimento dell’esame stesso.
(sole24ore)
Università. SI a lauree ed esami universitari di “presenza” dal 4 Maggio
[pdf id=32390]
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