Monitoraggio Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Fri, 30 Apr 2021 16:17:35 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp Monitoraggio Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Sicilia, il giallo resta un miraggio: ecco i nuovi colori delle regioni https://www.younipa.it/sicilia-il-giallo-resta-un-miraggio-ecco-i-nuovi-colori-delle-regioni/ Fri, 30 Apr 2021 16:15:00 +0000 https://www.younipa.it/?p=63383 Per la Sicilia si preannuncia una nuova, estenuante settimana d’attesa prima di potere riassaporare le...

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Per la Sicilia si preannuncia una nuova, estenuante settimana d’attesa prima di potere riassaporare le gioie delle riaperture. Secondo il report settimanale dell’Iss, infatti, la Sicilia ha un Rt maggiore di 1 e «una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2»: in parole povere resterà arancione almeno sino al prossimo 9 maggio.

È in area rossa la regione Valle D’Aosta, mentre le regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna saranno arancioni. Tutte le altre regioni e province autonome sono in area gialla. Nell’ultima settimana, in Italia «si conferma la lenta discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati, ma il quadro complessivo resta ancora ad un livello molto impegnativo», si legge nella bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss


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Questa settimana si osserva ancora una diminuzione della incidenza settimanale, scesa a 146,3 per 100.000 abitanti contro 157,4 per 100.000 abitanti della settimana precedente. “L’incidenza è in lenta diminuzione ma ancora molto elevata per consentire sull’intero territorio nazionale una gestione basata sul contenimento ovvero sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti – avvertono i tecnici -. Di conseguenza, è necessario continuare a ridurre il numero di casi anche attraverso le misure di mitigazione volte a ridurre la possibilità di aggregazione interpersonale”.

“La ormai prevalente circolazione in Italia di una variante virale caratterizzata da una trasmissibilità notevolmente maggiore richiede di continuare a mantenere particolare cautela e gradualità nella gestione dell’epidemia». Per questo «è fondamentale che la popolazione continui a rispettare tutte le misure raccomandate di protezione individuale e distanziamento in tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo per ridurre il rischio di contagio”.

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Piano di ripresa e resilienza, se mettessimo studenti e associazioni a controllare le spese? https://www.younipa.it/piano-di-ripresa-e-resilienza-se-mettessimo-studenti-e-associazioni-a-controllare-le-spese/ Fri, 30 Apr 2021 10:30:10 +0000 https://www.younipa.it/?p=63385 Piano di ripresa e resilienza: il sito Wired, affronta un interessante argomento. Il monitoraggio civico...

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Piano di ripresa e resilienza: il sito Wired, affronta un interessante argomento. Il monitoraggio civico di Monithon supervisiona i fondi europei che arrivano in Italia. La sua rete potrebbe aiutare a sorvegliare l’uso del Pnrr, specie da parte delle piccole amministrazioni.

Fare le pulci al sistema, andando a vedere delibera dopo delibera come le amministrazioni locali spendono i fondi europei. 

Non un gioco da ragazzi, ma fatto in gran parte da studenti che ogni anno aderiscono al progetto di Monithon. Per osservare da vicino l’evoluzione delle più grandi spese finanziate da Bruxelles a suon di milioni. 

“Siamo partiti nel 2013, oggi monitoriamo l’investimento di 10 miliardi di euro non solo Italia”. Racconta Luigi Reggi, presidente e fondatore dell’associazione indipendente che promuove il monitoraggio civico mettendo a disposizione metodo e strumenti. 

Con l’arrivo dei 191,5 miliardi del Next generation Ue (248 quelli complessivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza – Pnrr). Saper leggere e interpretare i dati potrà aiutare ad uscire prima dalle secche della crisi economica; “perché tutte le 300 pagine del piano diventeranno vive solo quando saranno implementate a livello locale”. E se c’è qualcuno che guarda è più facile evitare pasticci. 

La ‘monitoring marathon’ dei fondi europei

Per entrare a far parte della famiglia Monithon – crasi di monitoring marathon (maratona di monitoraggio) –

bisogna scegliere un progetto europeo da osservare pescando dal portale governativo Open Coesione o dalla app desktop sviluppata dalla stessa associazione (Project finder). Una volta selezionato il progetto serve organizzare una squadra disposta a lavorare per controllare che non ci siano sprechi di risorse pubbliche.

“Sono prevalentemente le scuole superiori che scelgono di far partire il monitoraggio civico, ma ci sono anche associazioni e cittadini che sfruttano la nostra guida per orientarsi tra decisioni politiche e amministrative.

Dopo aver individuato il progetto – racconta Reggi – si fanno le analisi sul campo, con interviste, studio dei dati, Swot analysis (che evidenzia punti di forza e debolezza, ndr) per fotografare punti di forza, minacce e suggerimenti”, che finiscono nei report pubblicati sulla piattaforma.

Oggi ci sono 950 monitoraggi attivi, con oltre 30mila ragazzi che sono stati coinvolti negli anni grazie al programma ‘A scuola di Open Coesione’. Nel 2020 sono stati creati 125 nuovi report, per un totale di 709 documenti che fotografano l’avanzamento dei lavori delle opere pubbliche finanziate dall’Unione europea sul territorio.

Piano di ripresa e resilienza

Chi viene monitorato da Monithon (Infografica Monithon ottobre 2020)

Per il 70% dei casi sono grandi infrastrutture di trasporto come ferrovie e linee metropolitane. Il 62% dei progetti ottiene un giudizio complessivamente positivo. Non mancano però piani inefficienti (10%), bloccati nel bel mezzo dell’attuazione (8%) o che che sono in corso ma presentano qualche problema (15%). I problemi, rileva Monithon, riguardano questioni amministrative o legate all’avvio del progetto (11%), problemi tecnici (11%) o di efficacia (2,8%). In certi casi, il progetto richiede ulteriori interventi per essere utile alla comunità (3,2%).

L’effetto immediato del monitoraggio è l’apertura di un dibattito pubblico, che stimola la conoscenza e pungola i decisori a sbagliare meno. “L’idea è portare la pubblica amministrazione a confrontarsi apertamente con le persone, per poter offrire i correttivi giusti quando servono.

Vogliamo stimolare l’intelligenza collettiva e mettere a contatto i cittadini con l’amministrazione che programma i fondi e disegna gli interventi da fare sul territorio”, dice Reggi.

E quando si trova “un progetto bloccato o qualcosa da valorizzare i gruppi civici organizzano degli eventi pubblici in cui il sindaco è chiamato a rispondere alle domande con un vero dibattito. Anche con dei bei risultati in questi anni”, chiosa.

Il monitoraggio sui fondi del Pnrr

Con i miliardi del Next generation Eu pronti ad atterrare in Italia la necessità di un monitoraggio civico capillare e attento si fa via via più impellente. 

“La speranza – ragiona Reggi – è che per il Recovery Plan si segua la trasparenza utilizzata per i fondi europei: molti dettagli, dati su varie dimensioni del progetto con soggetti, pagamenti, procedure di attivazioni del piano. C’è bisogno di questo tipo di dati per capire come vanno i lavori:

Se il Recovery queste modalità di monitoraggio la prima cosa da fare sarà inserire tutto nei nostri dataset”

Al di là delle intenzioni, sottolinea Reggi, 

“il Recovery plan si gioca nell’attuazione delle politiche:

Le 300 pagine del documento presentato al Parlamento dal governo prevedono delle misure per ogni azione, ma è a livello locale che si faranno le cose.

Non a Roma. In base al piano – spiega – la maggior parte degli enti attuatori è rappresentata dai Comuni, un livello decisamente locale al quale spesso associazioni nazionali o enti capaci di controllare non riescono nemmeno ad arrivare”.

Così entrano in gioco le squadre del monitoraggio civico di Monithon che, sfruttando le guide e l’esperienza dell’associazione, possono prendere in mano i dati e decrittare le informazioni ripulendole dal burocratese.

 “I problemi – chiosa Reggi – si risolvono mettendo il sindaco a parlare con le associazioni locali e con gli altri protagonisti del territorio”.

Che in team lavorano per controllare l’evoluzione dei progetti e ne chiedono conto all’amministrazione. 


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Covid, l’indice Rt nazionale scende a 0,81: oggi i nuovi colori delle regioni https://www.younipa.it/covid-lindice-rt-nazionale-scende-a-081-oggi-i-nuovi-colori-delle-regioni/ Fri, 23 Apr 2021 08:09:56 +0000 https://www.younipa.it/?p=62463 L’indice Rt nazionale di contagio del Covid in Italia scende ancora e raggiunge quota 0,81 rispetto...

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L’indice Rt nazionale di contagio del Covid in Italia scende ancora e raggiunge quota 0,81 rispetto allo 0,85 della scorsa settimana. È quanto emerge, secondo quanto si apprende, dall’ultimo monitoraggio settimanale del Ministero della Salute-Iss sull’andamento dell’epidemia per il periodo 12-18 aprile.

L’Italia procede quindi a passo spedito verso il giallo. Alcune regioni presentano dati in netto miglioramento, come Lazio e Liguria. Ma il giallo sembra comunque garantito anche per Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Veneto – oltre alle province di Trento e Bolzano. Si tratta di territori che possono vantare un valore inferiore sotto l’1 e un rischio basso o moderato, compatibile con uno ‘scenario 1’.


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Niente da fare per Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Toscana, che dovrebbero restare in arancione, avendo un Rt vicino a 1 e un’incidenza sopra 200. Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta, invece, dovrebbero restare rosse.

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Ordinanza di Speranza del 16 aprile: le regioni che possono cambiare colore https://www.younipa.it/ordinanza-di-speranza-del-16-aprile-le-regioni-che-possono-cambiare-colore/ Fri, 16 Apr 2021 08:13:48 +0000 https://www.younipa.it/?p=61517 Come sempre ogni venerdì oggi l’Istituto superiore di sanità renderà pubblici i dati dell’ultimo monitoraggio...

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Come sempre ogni venerdì oggi l’Istituto superiore di sanità renderà pubblici i dati dell’ultimo monitoraggio settimanale.

Ed è già noto il più importante dei 21 parametri, l’indice di trasmissibilità Rt nazionale che scende ancora: questa settimana è a 0.85 (sette giorni fa era 0.92). Poi, dopo la riunione della cabina di regia il ministro della salute Roberto Speranza firmerà le eventuali ordinanze con i cambi di colore.

È probabile che dalla prossima settimana avremo un’Italia ancora più arancione, anche se in alcune Regioni la situazione rimane critica. Nessuna però andrà in zona gialla, sospesa dall’ultimo decreto Covid fino al 30 aprile.


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Zona rossa e arancione: l’ordinanza del ministro speranza

Al momento l’Italia è divisa tra zona arancione, nella quale si trovano quindici regioni e due province autonome, e zona rossa con le misure più restrittive, in cui ci sono le altre quattro. Ecco la situazione attuale nelle regioni italiane:

  • regioni in zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sicilia, Umbria, Veneto, province autonome di Bolzano e Trento, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana e Calabria;
  • regioni in zona rossa: Campania, Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta.

Due regioni ora nella fascia di rischio più elevata, Puglia e Campania, sperano nella zona arancione, mentre sarà più difficile che questo accada per la Valle d’Aosta. La Sardegna con tutta probabilità continuerà ad avere le restrizioni maggiori. Tutte le altre regioni – tranne una – dovrebbero restare arancioni, ma ci sono alcune aree che puntano alla zona gialla: Lazio, Umbria, Abruzzo e Alto Adige. Da ricordare, però, che come stabilito con le ultime regole del governo Draghi, non ci saranno zone gialle fino al 30 aprile. Ecco una panoramica aggiornata con la situazione regione per regione, in attesa del monitoraggio di domani che sarà decisivo per definire la nuova mappa dell’Italia.

  • Sono 2.153 i nuovi positivi in Lombardia, con il tasso di positività in calo al 4,2%. Continua il calo dei ricoverati sia in terapia intensiva (-6, 781) che negli altri reparti (-138, 5.589). La regione, passata in zona arancione da una settimana, rimarrà in questa fascia di rischio.
  • Secondo l’ultimo bollettino, in Veneto sono stati registrati 1.081 nuovi contagi covid. I pazienti con covid ricoverati sono complessivamente 2.013 (-63), sotto il picco di ricoveri registrato a fine marzo (2.068). La regione dovrebbe rimanere in zona arancione.
  • Prosegue il calo dei ricoverati covid negli ospedali del Piemonte: -5 in terapia intensiva, -97 negli altri reparti. I nuovi casi positivi sono 1.439, con un tasso del 6,5%. Anche questa regione dovrebbe rimanere in zona arancione.
  • Il 14 aprile sono risultate positive 226 persone in Friuli-Venezia Giulia. Diminuiscono i ricoveri nelle terapie intensive, 72 (-3), e negli altri reparti, 471 (-22). La regione dovrebbe rimanere in fascia arancione.
  • Sono 60 i nuovi contagi da coronavirus in Valle d’Aosta. Sono 66 i ricoverati in ospedale, 12 in terapia intensiva e 1.064 in isolamento domiciliare. La regione dovrebbe rimanere in zona rossa anche nel prossimo monitoraggio.
  • L’Alto Adige al 14 aprile ha registrato 92 nuovi casi covid. Continua a calare il numero di pazienti in terapia intensiva che ora sono 16. La provincia autonoma di Bolzano punta ad avere indicatori da zona gialla nelle prossime settimane. Nella provincia autonoma di Trento i nuovi contagi rilevati da circa 2.500 tamponi sono 133. Scendono ancora i pazienti ricoverati che attualmente sono 172, di cui 37 in rianimazione. Il territorio dovrebbe rimanere in fascia arancione.
  • In Liguria sono 410 i nuovi casi rilevati. I ricoverati in ospedale sono 717, di cui 84 in terapia intensiva, mentre in isolamento domiciliare ci sono 6.477 persone. La regione dovrebbe rimanere in fascia arancione.
  • Sono 859 i nuovi contagi di coronavirus in Emilia-Romagna. Continua il calo dei ricoverati in atto negli ultimi giorni: i pazienti in terapia intensiva sono 317 (-14), 2.590 quelli negli altri reparti Covid (-64). “L’indice Rt attuale è 0,77, continua a calare, ampiamente sotto l’1. L’incidenza dal 5 all’11 aprile per 100mila abitanti, ultima disponibile, è di 165. Quindi siamo abbondantemente sotto il livello precedente”, ha spiegato Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute. La regione è in zona arancione e dovrebbe rimanervi.
  • In Toscana 1.168 nuovi casi. Stabili i numeri dei ricoveri in terapia intensiva e nei reparti ordinari. La regione dovrebbe rimanere in zona arancione.
  • Sono 415 i nuovi positivi nelle Marche, dove calano i ricoveri (-73). Anche questa regione dovrebbe rimanere arancione.
  • In Umbria sono 137 i nuovi casi covid su 7.428 tamponi effettuati, per una percentuale di positivi pari all’1,80%. Si stabilizza verso il basso la situazione nella regione che potrebbe avere indicatori da zona gialla, ma rimarrà in zona arancione.
  • Sono 264 i nuovi casi di coronavirus accertati nelle ultime ore in Abruzzo. In lieve aumento i ricoveri, anche se il tasso di occupazione dei posti letto è al di sotto delle soglie di allarme sia per le terapie intensive sia per l’area non critica. La regione potrebbe avere indicatori da zona gialla nel prossimo monitoraggio, che però – ribadiamo – è sospesa per decreto fino a fine mese.
  • Anche la regione Lazio potrebbe avere indicatori da zona gialla. I dati sull’andamento della pandemia a livello regionale infatti sono positivi, anche grazie alla campagna vaccinale che procede spedita. Si registrano 1.230 casi positivi. Diminuiscono i ricoveri ospedalieri. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 6%.
  • In Molise continuano a salire i casi di positività al Covid-19. Il 14 aprile si sono registrati 59 casi. La regione dovrebbe rimanere in zona arancione.
  • In Basilicata nelle ultime ore 213 persone sono risultate positive al coronavirus. Rimane stabile il numero delle persone ricoverate negli ospedali lucani, delle quali solo 12 in terapia intensiva. Anche questa regione dovrebbe rimanere in zona arancione.
  • La Campania è una delle quattro regioni in zona rossa secondo lo scorso monitoraggio e spera ora di cambiare fascia e passare all’arancione, con misure covid allentate. Resta molto alto però il numero dei nuovi positivi: 2.212. Il tasso di incidenza relativo è del 10,44%. Si allenta la pressione sugli ospedali: i posti occupati in terapia intensiva sono 127 (-6), quelli in degenza 1.585 (-7).
  • Anche la Puglia si trova al momento in fascia rossa e spera di passare in arancione. Dopo alcuni giorni di flessione della curva epidemiologica, però, c’è stato un nuovo aumento dei contagi, mentre negli ospedali il numero di pazienti covid resta sopra i 2.000. Ma è nelle terapie intensive che la pressione continua a crescere. Il 14 aprile si è registrato il picco di pazienti da inizio pandemia: 270, con 29 nuovi ingressi.
  • In Calabria i contagi giornalieri sono sempre sopra quota 500: ieri sono stati registrati 540 nuovi casi con 3.785 tamponi. In crescita i ricoverati con 5 ingressi in area medica (476) e uno in terapia intensiva (44). La regione dovrebbe rimanere nella fascia arancione.
  • La Sicilia rischia di finire in zona rossa. Altri 1.542 nuovi positivi nell’isola su 29.503 tamponi processati, con un’incidenza del 5,2%, decisamente più alta della media nazionale al 4,8%. La regione è ancora al terzo posto dopo Campania e Lombardia per numero di contagi giornalieri e sembra indirizzarsi verso la zona rossa che peraltro è già stata decretata in numerosi comuni siciliani e in tutta la provincia di Palermo.
  • La Sardegna rimarrà con tutta probabilità in zona rossa. Nuova impennata di contagi: nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 502 nuovi casi. Per trovare numeri simili bisogna tornare a fine novembre dello scorso anno, in piena seconda ondata pandemica.

Le riaperture da maggio con il piano del governo Draghi in arrivo

E poi cosa succede? L’ipotesi di riaperture progressive a partire dal mese di maggio – con la possibilità di premiare già dal 26 aprile gli enti locali che avranno i dati epidemiologici migliori – rilancia le speranze delle regioni. Con ogni probabilità si inizierà con bar e ristoranti nelle zone gialle: dalla prima metà del mese solo a pranzo mentre dalla seconda metà anche a cena, con un allentamento del coprifuoco che dovrebbe slittare verso la mezzanotte. Poi con il via agli Europei dell’11 giugno, allo stadio di Roma, anche palestre e piscine potrebbero alzare le saracinesche. Sarà la cabina di regia convocata dal premier Mario Draghi a delineare il percorso, sul quale peserà la curva dei contagi e l’andamento della campagna vaccinale.

Oggi il ministro della Salute Roberto Speranza, nell’informativa alla Camera in merito all’aggiornamento della campagna vaccinale anti covid, ha detto: “Voglio dare un messaggio di determinazione e fiducia: non sottovaluto le difficoltà ma ci sono le condizioni per guardare con fiducia alla fase che si sta aprendo. Finalmente ci sono le condizioni per raccogliere i primi concreti risultati del lavoro che svolgiamo da mesi grazie alle vaccinazioni. Tra aprile e giugno riceveremo oltre il triplo delle dosi di vaccino”, ha concluso Speranza.

Cosa cambia tra zona arancione e rossa

Le differenze principali tra zona rossa e arancione sono che nella seconda gli spostamenti, dalle 5 alle 22, sono liberi all’interno del comune; inoltre riaprono negozi, parrucchieri, centri estetici; tornano a scuola anche gli alunni di seconda e terza media, mentre quelli delle superiori sono in presenza – a rotazione – per almeno il 50% e fino a un massimo del 75%; sono permesse le visite all’interno del comune a una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno tra le 5 e le 22, in massimo due persone (oltre a under 14 e persone disabili o non autosufficienti). Ma vediamo nel dettaglio tutte le regole, quali sono le differenze tra le due zone e cosa si può fare (e cosa no) in zona arancione e in zona rossa.

Nelle regioni in zona rossa:

  • gli spostamenti sono consentiti solo per ragioni di lavoro, salute, necessità e tra questi rientra l’assistenza ad una persona non autosufficiente; si può rientrare nella propria residenza, nel domicilio o nell’abitazione in cui ci si ritrova abitualmente con il partner e anche nelle seconde case; si può andare a fare la spesa e a messa oltre che in farmacia e dal tabaccaio;
  • il coprifuoco è in vigore dalle 22 alle 5;
  • non ci si può recare a casa di altre persone; è permesso il ricongiungimento con i partner che vivono in un’altra provincia. Resta la possibilità di andare nella propria seconda casa, anche se ci si muove o si va verso una regione in zona rossa (a meno che non sia esplicitamente vietato in quella regione); 
  • bar e ristoranti sono chiusi: è consentito solo il servizio a domicilio o l’asporto entro le 22. Restano aperti gli autogrill lungo le autostrade e i bar in stazioni e aeroporti;
  • restano chiusi i negozi “non essenziali”; sono aperti le farmacie, i tabaccai, le edicole e altri punti vendita come i negozi di informatica e di abbigliamento intimo, nonché le profumerie; sono ancora chiusi parrucchieri, barbieri e tutti i centri estetici;
  • i negozi aperti sono: supermercati, alimentari, tabaccai, farmacie, parafarmacie, librerie, edicole, fiorai, negozi di giocattoli e abbigliamento sportivo, tabacchi e ferramenta, lavanderie e negozi per animali; 
  • le attività sportive di base si possono svolgere solo nei pressi della propria abitazione, dalle 5 alle 22, in forma individuale e all’aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri.

Nelle regioni in zona arancione:

  • è vietato circolare dalle 22 alle 5 salvo che per motivi di lavoro, salute o urgenza e necessità, da comprovare tramite il modulo di autocertificazione;
  • sono vietati gli spostamenti da un comune all’altro e da una regione all’altra; 
  • ci si può muovere liberamente e senza obbligo di autocertificazione all’interno del proprio comune; 
  • si può usare la deroga per fare visita, una volta al giorno, ad amici e parenti nel comune: ci si può muovere in due persone (con figli under 14 al seguito); 
  • i negozi sono aperti, i bar e i ristoranti sono chiusi (è consentito solo il servizio a domicilio o l’asporto entro le 22); aperti parrucchieri e barbieri;
  • le passeggiate, i giri in bicicletta e la corsa possono spaziare su tutto il territorio comunale e possono essere realizzati anche in aree attrezzate e parchi pubblici;
  • restano chiuse le palestre e le piscine.

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Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 12 Aprile. Passano in arancione le Regioni Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana. Lo comunica il ministero della Salute. Zona rossa, invece, per la Regione Sardegna. 

Il valore dell’Rt nazionale scende a 0,92, la scorsa settimana era a 0,98. In calo anche il valore dell’incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti che arriva a 185 dai 232 della scorsa settimana.

Secondo la bozza del monitoraggio ISS/Ministero, si osserva una diminuzione del livello generale del rischio, con quattro Regioni (Liguria, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta) che hanno un livello di rischio alto. Quindici Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui quattro ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e una Regione (Veneto) e una Provincia Autonoma (Bolzano) che hanno una classificazione di rischio basso. 


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Otto Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Sardegna e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. Sei Regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno, secondo quanto evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e ministero della Salute. 

Rimane alto il numero di Regioni e di province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e in aree mediche sopra la soglia critica (15 contro le 14 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica (41%). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in lieve aumento da 3.716 (30/03/2021) a 3.743 (06/04/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche sopra la soglia critica (44%) con un lieve aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 29.231 (30/03/2021) a 29.337 (06/04/2021). La bozza del monitoraggio settimanale evidenzia inoltre che  “il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l’incidenza ancora troppo elevata e l’ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità richiedono l’applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio”. 

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Oggi è il grande giorno della cabina di regia sull’emergenza Coronavirus. Si discuterà del nuovo decreto Covid che dovrà confrontarsi con quasi 24 mila tamponi positivi e 460 morti nelle ultime 24 ore. Numeri drammatici che condizionano le nuove aperture dopo Pasqua. Il decreto legge dovrebbe arrivare martedì: in ballo ci sono il ritorno a scuola, che il premier e alcuni ministri vorrebbero anche in zona rossa, il ripristino del sistema originario dei colori – compreso il giallo sospeso in questo periodo -, con le decisioni sugli spostamenti tra regioni e sulle attività produttive.

La speranza per ora è che nei 12 giorni che mancano al 6 aprile la curva dei contagi inizi a raffreddarsi, ma dopo qualche timido segnale incoraggiante negli ultimi giorni, ieri e oggi c’è stata la doccia fredda con quasi mille morti e 45 mila positivi.


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Bollettino Covid, numeri da incubo in Sicilia: nuovo boom dei contagi


I ministri più prudenti vorrebbero prolungare le attuali restrizioni oltre Pasqua. Nel centrodestra di governo c’è chi spinge per allentamenti, spingendo per una ripartenza anche nel commercio. In pressing sull’esecutivo Matteo Salvini. “Lavoriamo perchè aprile sia il mese della rinascita, delle riaperture, del rilancio – dice il leader della Lega -. Il sostegno più efficace è il ritorno al lavoro: gli italiani hanno tenuto duro un anno, si meritano il ritorno alla vita”.

I “rigoristi” invece vorrebbero riaprire solo le scuole in presenza fino alla prima media, anche in zona rossa, già da dopo Pasqua e per il resto mantenere le restrizioni attuali, a quanto trapela, per tutto aprile e magari fino al 3 maggio, dopo il ponte della Festa dei lavoratori.

Il monitoraggio di oggi: cosa si deciderà

Il monitoraggio di oggi dovrebbe permettere il passaggio alla fascia arancione del Lazio. In bilico il Veneto, la Lombardia dovrebbe restare nella zona rossa mentre la Toscana spera di uscire dall’area di massima restrizione. In Valle d’Aosta, invece, si ipotizza di anticipare la zona rossa già da sabato.


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