palestre Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Sun, 21 Mar 2021 11:02:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp palestre Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Passaporto vaccinale: sì a bar, ristoranti, palestre e viaggi per i vaccinati https://www.younipa.it/passaporto-vaccinale-si-a-bar-ristoranti-palestre-e-viaggi-per-i-vaccinati/ Sun, 21 Mar 2021 11:02:23 +0000 https://www.younipa.it/?p=57855 Sì a bar, ristoranti, palestre e viaggi per chi ha avuto il vaccino. L’immunologa Antonella Viola lancia...

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Sì a bar, ristoranti, palestre e viaggi per chi ha avuto il vaccino. L’immunologa Antonella Viola lancia la sua proposta per un rilancio dell’economia in piena epidemia. Dopo alcuni giorni decisamente complicati che hanno rallentato la campagna vaccinale, si riparte adesso a pieno ritmo, forti anche delle maggiori dosi e dei nuovi vaccini in arrivo. Se fino ad ora il fattore limitante nella vaccinazione della popolazione è stato rappresentato dalla scarsità di dosi, a breve questo problema non ci sarà più.

In questo scenario di ampia disponibilità di dosi e vaccini due problemi potrebbero rallentarci: una strategia inadeguata o la scarsa adesione dei cittadini. Per quanto riguarda il primo punto, il Commissario straordinario per l’emergenza Covid 19 Figliuolo sembra avere le idee chiare e la situazione sotto controllo. La macchina organizzativa dovrebbe riuscire a vaccinare 500 mila persone al giorno a partire dalla seconda metà di aprile. Naturalmente tutti ci auguriamo che le cose andranno esattamente così.

Al momento la situazione è però poco rassicurante, vista la gran parte della popolazione italiana fragile ancora non vaccinata. Un cambio di strategia da questo punto di vista è essenziale:

Se vogliamo ridimensionare questa infezione e renderla compatibile con una ripresa delle nostre abitudini e dell’economia è necessario dare priorità ai più fragili, cosa che finora non abbiamo

Passaporto vaccinale per andare a cena al ristorante e in palestra

E se nel Lazio proprio da ieri è possibile scaricare il certificato vaccinale, documento che attesta il completamento del ciclo vaccinale, sempre da Roma arriva la proposta di poter andare al ristorante a cena o allenarsi in palestra usufruendo della “green card”.

Come spiega Andrea Coia al Messaggero, molte attività sono da tempo alle prese con aperture e chiusure a intermittenza e interi settori sono piegati dalla crisi.

Quella di utilizzare il passaporto vaccinale per andare al ristorante o in palestra è un’ipotesi per dare una mano a molte categorie. Un documento che potrebbe permettere a molte persone di cenare fuori e di allenarsi in totale sicurezza. 

La proposta

Perché quindi non permettere a chi ha completato il ciclo di vaccinazioni di riprendere una vita normale? L’Europa sta pensando a un passaporto vaccinale che consenta a chi è protetto di spostarsi liberamente;

Negli Stati Uniti chi è vaccinato può evitare la quarantena se entra in contatto con positivi. Non deve fare il tampone e può incontrare altre persone senza utilizzare la mascherina (a meno che non incontri persone a rischio o non frequenti luoghi affollati).

Non sarebbe dunque questa la migliore motivazione per spingere gli italiani ad aderire alla campagna di vaccinazione? Rivediamo le regole per chi è vaccinato: basta tamponi e quarantena, libertà di spostamento tra regioni, possibilità di non usare la mascherina all’aria aperta, accesso a musei, bar, ristoranti e palestre. Iniziamo immediatamente a programmare quello che tra poche settimane diventerà un’esigenza, perché saranno proprio i vaccinati a poter rilanciare l’economia del paese”.


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Palestre e piscine verso la riapertura: ecco quali regole si dovranno seguire in zona arancione e gialla https://www.younipa.it/palestre-e-piscine-verso-la-riapertura-ecco-quali-regole-si-dovranno-seguire-in-zona-arancione-e-gialla/ Mon, 08 Feb 2021 15:34:20 +0000 https://www.younipa.it/?p=52916 Tornare in palestra si può, ma occorre rispettare delle regole molto rigide. Come per esempio...

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Tornare in palestra si può, ma occorre rispettare delle regole molto rigide. Come per esempio lezioni individuali o 10 metri quadrati per persona in piscina. Lo ha stabilito il Cts.

“Si valuta con molta preoccupazione, in questa fase dell’epidemia sostenuta – scrivono dal Cts – il riscontro potenziale di aggregazioni tra persone all’interno degli impianti sportivi, soprattutto in ambienti chiusi e confinati. Ma si ritiene particolarmente importante il ritorno alla fruizione delle attività fisiche, soprattutto nei soggetti in età evolutiva e negli individui con patologie croniche e negli anziani, nei quali il benessere psico-fisico acquisisce una dimensione fondamentale sullo stato di salute”.

Riapertura di palestre e piscine, cosa è consentito fare in zona arancione e gialla

Fermo restando l’impossibilità della riapertura di piscine e palestre in zona rossa, ecco quali saranno le regole da rispettare in zona arancione e gialla.

In zona arancione, “oltre alle attività consentite nelle aree ‘zona rossa’ (sport individuali all’aperto, ndr), sono consentite nelle palestre, piscine e tensostrutture le attività sportive di base individuali, anche acquatiche, e le attività sportive dilettantistiche non di squadra o di contatto”.

Sono inoltre consentiti gli allenamenti per le attività sportive di contatto e per gli sport di squadra esclusivamente se svolti in forma individuale, nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento. Consentite le attività sportive e di danza indirizzata ai bambini in età scolare, in coerenza con l’apertura delle scuole.

Nelle regioni gialle, invece, “oltre alle attività consentite nelle aree ‘zona rossa e zona arancione’, sono consentiti gli allenamenti per gli sport da contatto e di squadra dilettantistico e di base”.

Riapertura palestre e piscine, occhio alla distanza interpersonale

Una delle misure da rispettare è la distanza interpersonale che dev’essere almeno di due metri. La distanza può variare tra i 7 e 10 metri in piscina. Tutti gli attrezzi e materiali dovranno essere sanificati “dopo ogni utilizzo da parte dell’utente con opportuno prodotto igienizzante”. Vietato utilizzare le docce e obbligatorio indossare la mascherina per gli operatori.

Inoltre è obbligatorio bere da bicchieri o bottiglie monouso o personalizzate, gettare fazzolettini di carta in appositi contenitori, utilizzare tappetini propri (quando possibile) o igienizzarli prima e dopo l’utilizzo (se condivisi).

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Covid. Testimonianza Primario: “Stiamo facendo una chiamata alle armi. Qui è peggio di marzo” https://www.younipa.it/covid-testimonianza-primario-stiamo-facendo-una-chiamata-alle-armi-qui-e-peggio-di-marzo/ Sun, 18 Oct 2020 18:51:09 +0000 https://www.younipa.it/?p=41104 Covid. Testimonianza Primario – “Stiamo facendo una ‘chiamata alle armi’, dobbiamo richiamare medici e infermieri....

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Covid. Testimonianza Primario – “Stiamo facendo una ‘chiamata alle armi’, dobbiamo richiamare medici e infermieri. Qui è peggio che a marzo”.

Come riporta Ansa, il primario Claudio Micheletto, direttore dell’unità di penumologia dell’Azienda ospedaliera di Verona, parla veloce al telefono dall’azienda ospedaliera dove da ieri è stato riaperto il reparto riservato ai pazienti Covid.

“Sto entrando adesso..- spiega il primario – dobbiamo allargare la disponibilità di posti. Quando parlo di marzo, non dico certo nei numeri, allora avevamo 180 pazienti e 60 terapie intensive in totale in azienda.


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Però il flusso è continuo: adesso a Borgo Trento abbiamo 22 ricoverati in malattie infettive, pieno, e 6 in rianimazione, pieno. Da noi in pneumologia a Borgo Trento, ci sono 20 letti occupati, e dobbiamo allargare. Ne aggiungiamo altri 6, ma il problema non sono i posti, serve il personale”.

“Ieri – ha scritto Micheletto in un post su Facebook – abbiamo riaperto. Siamo rientrati nel padiglione 13, un piccolo Ospedale dedicato solo al Covid 19. Termino una notte allucinante, continui ricoveri, mi sembra di rivedere un film già visto”.

“Temo che questa notte – aggiunge il primario – si sia innescata una pesante recrudescenza: pronti soccorso strapieni, tante persone con sintomi. Non mi ricordo chi ha detto che il virus era clinicamente morto. Dopo 24 ore consecutive di lavoro forse perdo la memoria”.

Il primario aveva scritto il suo ultimo post il 2 giugno, proprio in occasione della cessata emergenza: “Dopo ottanta giorni – diceva – abbiamo chiuso un reparto Covid, stiamo tentando di tornare a vita normale”.


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Si moltiplicano, comunque, gli appelli all’attenzione in questa fase delicata. 

“Serve assoluto rigore, vediamo 50enni che si ammalano gravemente, sono persone che hanno una vita sociale attiva”. Lo dice la presidente della Società Italiana di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), Flavia Petrini alla luce dei dati di questa seconda ondata di Covid.

“Il peso maggiore non e’ ora sulle terapie intensive ma il virus gira in Italia in modo generalizzato e le regioni che erano meno attrezzate lo subiscono di piu’. Oggi abbiamo una contaminazione sociale e familiare e il prossimo dpcm punta ad aumentare la consapevolezza su quanto conta ridurre le interazione sociali. Serve rallentare le attività”. (ansa)


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Oggi riaprono palestre e piscine: le regole https://www.younipa.it/oggi-riaprono-palestre-e-piscine-le-regole/ Mon, 25 May 2020 05:47:57 +0000 https://www.younipa.it/?p=33594 Oggi riaprono palestre e piscine, ma con regole nuove per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Parola d’ordine: distanziamento fisico....

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Oggi riaprono palestre e piscine, ma con regole nuove per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Parola d’ordine: distanziamento fisico. La regola madre da rispettare prima, durante e dopo l’allenamento.

Corsi e lezioni per evitare assembramenti

Le strutture si dovranno però attenere ai protocolli previsti dalle linee guida aggiornate e approvate dalla Conferenza delle Regioni per l’allenamento in sicurezza di clienti e istruttori. Corsi e lezioni dovranno tener conto del distanziamento, per evitare il più possibile gli assembramenti e gestire meglio i nuovi obblighi di legge.

In particolare, le principali novità riguardano le distanze da tenere (almeno 2 metri quando si fanno esercizi in palestra, almeno 7 metri quadrati come superficie di acqua a persona nelle vasche, almeno 1 metro e mezzo per le persone sedute su sdraio e lettini se non sono conviventi); la disinfezione degli attrezzi dopo che ogni cliente li ha usati, altrimenti meglio non usarli (idem per galleggianti, sdraio e lettini in piscina); l’uso di scarpe ‘dedicate’ per chi va in palestra e il ricorso agli spogliatoi ridotto all’osso.

Mascherina: non per l’attività fisica

Spunteranno anche gel disinfettanti ed eventualmente termoscanner per misurare la temperatura corporea, con dati registrati e conservati per 14 giorni. All’interno si accede con la mascherina, che non va usata per l’attività fisica. Mentre gli allenatori dovranno indossare mascherina e guanti

1. Le regole per le palestre

a. Predisporre una adeguata informazione sulle tutte le misure di prevenzione da adottare.
b. Redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (per esempio con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
c. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5 °C.
d. Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando l’accesso agli stessi.
e. Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa).
f. Dotare l’impianto di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei frequentatori, clienti, ospiti in punti ben visibili, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani all’ingresso e in uscita.
g. Dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura assicura la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati.
h. Gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati non devono essere usati.
i. Garantire la frequente pulizia e disinfezione dell’ambiente, di attrezzi e macchine (anche più volte al giorno ad esempio atra un turno di accesso e l’altro), e comunque la disinfezione di spogliatoi (compresi armadietti) a fine giornata.
l. Non condividere borracce, bicchieri e bottiglie e non scambiare con altri utenti oggetti quali asciugamani, accappatoi o altro.
m. Utilizzare in palestra apposite calzature previste esclusivamente a questo scopo.
n. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.
o. Per quanto riguarda il microclima, è fondamentale verificare le caratteristiche di aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor.
p. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti.

2. Le regole per le piscine

Oggi riaprono anche le piscine. Queste linee guida non si applicano alle piscine ad usi speciali di cura, di riabilitazione e termale, e a quelle alimentate ad acqua di mare.Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.

a. I frequentatori devono rispettare rigorosamente le indicazioni impartite dagli istruttori e assistenti ai bagnanti. Il gestore dovrà prevedere opportuna segnaletica, incentivando la divulgazione dei messaggi attraverso monitoro maxi-schermi, per facilitare la gestione dei flussi e la sensibilizzazione riguardo i comportamenti, mediante adeguata segnaletica.
b. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5 °C.
c. Divieto di accesso del pubblico alle tribune. Resta il divieto di manifestazioni, eventi, feste e intrattenimenti.
d. Redigere un programma delle attività il più possibile pianificato in modo da dissuadere eventuali condizioni di aggregazioni e da regolamentare i flussi degli spazi di attesa e nelle varie aree per favorire il rispetto del distanziamento sociale di almeno 1 metro, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Se possibile prevedere percorsi divisi per l’ingresso e l’uscita.
e. Privilegiare l’accesso agli impianti tramite prenotazione e mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
f. Organizzare gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere).
g. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.
h. Dotare l’impianto o la struttura di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani.
i. La densità di affollamento nelle aree solarium e verdi è calcolata con un indice di non meno di 7 mq di superficie di calpestio a persona. La densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Il gestore pertanto è tenuto, in ragione delle aree a disposizioni, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto.
l. Regolamentare la disposizione delle attrezzature (sedie a sdraio, lettino) attraverso percorsi dedicati in modo da garantire il distanziamento sociale di almeno 1,5 m tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare o conviventi.
m. Al fine di assicurare un livello di protezione dall’infezione assicurare l’efficacia della filiera dei trattamenti dell’acqua e il limite del parametro cloro attivo libero in vasca compreso tra 1,0 – 1,5 mg/l; cloro combinato ≤ 0,40 mg/l; pH 6.5 – 7.5. Si fa presente che questi limiti devono rigorosamente essere assicurati in presenza di bagnanti. La frequenza dei controlli sul posto dei parametri di cui sopra è non meno di due ore. Dovranno tempestivamente essere adottate tutte le misure di correzione in caso di non conformità.
n. Prima dell’apertura della vasca dovrà essere confermata l’idoneità dell’acqua alla balneazione a seguito dell’effettuazione delle analisi di tipo chimico e microbiologico dei parametri.
o. Prima di entrare nell’acqua di vasca provvedere ad una accurata doccia saponata su tutto il corpo; è obbligatorio l’uso della cuffia; è vietato sputare, soffiarsi il naso, urinare in acqua; ai bambini molto piccoli far indossare i pannolini contenitivi.
p. Regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, cabine, attrezzature (sdraio, sedie, lettini, incluse attrezzature galleggianti). Le attrezzature come, lettini, sedie a sdraio, ombrelloni, vanno disinfettati ad ogni cambio di persona o nucleo famigliare. Diversamente la disinfezione deve essere garantita ad ogni fine giornata. Evitare l’uso promiscuo di oggetti e biancheria: l’utente dovrà accedere alla piscina munito di tutto l’occorrente.

Le piscine finalizzate a gioco acquatico in virtù della necessità di contrastare la diffusione del virus, vengano convertite in vasche per la balneazione. Nei casi in cui il gestore sia in grado di assicurare i queste regole, garantendo il distanziamento sociale, l’indicatore di affollamento in vasca, i limiti dei parametri nell’acqua, sono consentite le vasche torrente, toboga, scivoli morbidi.
Per piscine ad uso collettivo inserite in strutture già adibite in via principale ad altre attività ricettive (pubblici esercizi, agrituristiche, camping, etc.) valgono le disposizioni del presente documento.
Si raccomanda ai genitori o agli accompagnatori di avere cura di sorvegliare i bambini per il rispetto del distanziamento e delle norme igienico-comportamentali compatibilmente con il loro grado di autonomia e con l’età.
Le vasche che non consentono il rispetto di queste indicazioni devono essere interdette all’uso

Per un approfondimento leggere le linee guida ufficiali

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Coronavirus. Come richiedere il rimborso della palestra https://www.younipa.it/coronavirus-come-richiedere-il-rimborso-della-palestra/ Sat, 11 Apr 2020 08:53:31 +0000 https://www.younipa.it/?p=30677 Causa coronavirus, palestre e centri benessere sono chiusi. Come e quando si può richiedere il...

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Causa coronavirus, palestre e centri benessere sono chiusi. Come e quando si può richiedere il rimborso dell’abbonamento?

Palestre, centri sportivi e SPA sono chiusi ormai da un mese a causa dell’emergenza coronavirus. I clienti si chiedono a questo punto come poter ricevere un rimborso per gli abbonamenti sottoscritti in queste strutture, non più usufruibili a causa del lockdown.

Lo stop ha causato un duro colpo al settore del fitness, che in Italia vanta un giro di affari pari a 10 miliardi di euro all’anno. Per limitare le perdite, in queste settimane molti gestori di palestre e centri benessere hanno deciso di proporre ai propri clienti il congelamento e la sospensione di validità degli abbonamenti sottoscritti fino alla fine dell’isolamento.

Tale soluzione però non offre particolari garanzie. L’Unione Nazionale Consumatori e il Codacons si sono mobilitati per dare risposte agli utenti interessati a capire come richiedere il rimborso dell’abbonamento in palestra e non solo.

Palestre chiuse, come ottenere il rimborso dell’abbonamento

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, si è espresso in merito alla questione:

“Il consumatore ha diritto al rimborso della quota parte di abbonamento del quale non può usufruire”.

A causa dell’emergenza, palestre e centri sportivi e benessere potrebbero essere costretti a chiudere definitivamente a causa della crisi economica. In questo caso il consumatore non avrebbe la possibilità di riscattare il proprio abbonamento alla fine del lockdown. L’opzione di rimborso dunque dovrebbe sempre essere garantita nel caso non fosse conveniente congelare il servizio.

In tal proposito è intervenuto anche il Codacons, pubblicando sul proprio sito un modulo attraverso il quale i consumatori possono richiedere la restituzione di abbonamenti a palestre, piscine e altre attività già pagate. Dalla pagina si legge che per scaricare il modulo è necessario versare una quota virtuale di 2€ “per darci la possibilità di far funzionare le nostre sedi e di mantenere l’operatività nel corso di questo difficile periodo”, si legge.

L’Associazione inoltre mette a disposizione la possibilità di richiedere il rimborso di spese sostenute per viaggi, eventi, manifestazioni sportive, soggiorni e per le rette di asili privati.

Diritto di rimborso abbonamenti: chi può richiederlo

Il diritto a chiedere il rimborso risiede nelle “cause di forza maggiore” derivati dall’emergenza COVID-19. I cittadini infatti non possono fruire dei servizi compresi nel contratto acquistato a causa dei rischi legati all’epidemia. La restituzione della somma pagata per un servizio di cui non è possibile servirsi è prevista dall’articolo 1463 del Codice Civile, che recita:

Art. 1463. (Impossibilità totale).
“Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito”.

Ci sono però delle eccezioni legate all’ottenimento dei rimborsi. Dona ha spiegato che può richiedere la restituzione della quota (parziale) solo chi ha sottoscritto un abbonamento mensileannuale o periodico e ad ingresso libero. In questo caso allora si ha il diritto alla restituzione della quota relativa la parte di abbonamento non utilizzata.

Se invece il contratto prevede un numero limitato di ingressi, senza scadenze temporali “l’utente potrà usare il diritto di accesso a fine emergenza”. Nel caso in cui il pagamento fosse ancora in corso con finanziamento, il versamento delle rate potrebbe essere interrotto per iscritto direttamente tramite la finanziaria, comunicando l’impossibilità di fruire del servizio a causa dell’emergenza. (fonte Money.it)

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