L'articolo Scuola in Sicilia e Pnrr, Lagalla annuncia 87 milioni per riqualificare gli edifici – IL PIANO proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>In aggiunta, la Regione Siciliana finanzia, con ulteriori 20 milioni di euro, la realizzazione di indagini geognostiche per misurare il coefficiente di vulnerabilità sismica di oltre mille plessi scolastici, sui quali, sulla base dei risultati ottenuti, potranno essere realizzati eventuali interventi di consolidamento. Al fine di rendere più rapide le procedure, i Comuni avranno la possibilità di ottenere tali risorse tramite una semplice manifestazione di interesse, indicando gli edifici destinatari degli interventi. Sarà poi l’assessorato, per il tramite di un operatore tecnico individuato attraverso gara, ad effettuare direttamente, in ogni provincia, le attività necessarie.
“I 67 milioni di euro del Pnrr serviranno ad accrescere il numero di interventi di riqualificazione degli immobili, consistenti in opere di adeguamento strutturale ed impiantistica, rimozione di barriere architettoniche e interventi di manutenzione straordinaria, nell’ambito della più generale programmazione triennale dell’edilizia scolastica che, dal 2018 ad oggi, ha promosso oltre 1500 iniziative, con un investimento di circa 500 milioni di euro – ha affermato l’assessore regionale all’Istruzione Robeto Lagalla”.
“Inoltre, procederemo speditamente all’esecuzione delle indagini di vulnerabilità sismica negli edifici sui quali non sono ancora stati effettuati tali accertamenti, con l’obiettivo di garantire agli studenti e agli operatori scolastici adeguate condizioni di sicurezza. Con questo ulteriore investimento – continua – il governo Musumeci completerà il processo di verifica del livello di resistenza sismica degli istituti scolastici, dei quali 3.000 sono già stati analizzati e circa 1.000 rimangono in attesa di indagine”.


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]]>L'articolo Unipa, l’indiscrezione: si candida come hub di ricerca sulla biodiversità con fondi Pnrr proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’indiscrezione è stata pubblicata dal quotidiano ‘Milano Finanza Sicilia’, secondo cui l’Ateneo del capoluogo siciliano potrebbe diventare “uno dei cinque centri nazionali” di ricerca previsti dal Pnrr che stanzia per il settore 1,6 miliardi di euro.
Gli uffici e i docenti incaricati dall’Università di Palermo, guidata dal neo rettore Massimo Midiri, sono al lavoro per presentare la manifestazione di interesse, la cui domanda scade a metà febbraio.


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]]>L'articolo Assunzioni PNRR per 1000 nuovi posti, stipendi da 108 mila €: bando e come candidarsi | SCADENZA IMMINENTE proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Si tratta di 1.000 incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti per accompagnare le amministrazioni territoriali nelle semplificazioni indicate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
I 1.000 professionisti ed esperti, destinati per il 40% alle Regioni del Sud e per il 60% al Centro Nord, per tre anni supporteranno Regioni e Province autonome, che provvederanno ad allocarne le attività presso le amministrazioni del territorio
(uffici regionali, amministrazioni comunali e provinciali) per la gestione delle procedure più complesse, nel recupero dell’arretrato e nel miglioramento dei tempi effettivi di conclusione delle procedure.
La task force contribuirà a snellire le procedure di accesso ai fondi, il recupero dell’arretrato e a ottimizzare i tempi effettivi di conclusione delle procedure
Le risorse destinate alla copertura economica ammontano complessivamente ad oltre 320 milioni di euro a favore delle Regioni e delle Province autonome .
I settori di interesse sono: ambiente, rifiuti, energie rinnovabili, edilizia e urbanistica, appalti, infrastrutture digitali. In particolare sono richiesti:
Potranno iscriversi all’elenco del portale reclutamento PA per gli incarichi di collaborazione PNRR soggetti in possesso dei seguenti requisiti:
Il PNRR prevede uno strumento di assistenza tecnica di durata triennale, equivalente alla creazione di un pool di 1.000 esperti, finalizzato a supportare le amministrazioni territoriali nella gestione delle procedure, con particolare riferimento a quelle che prevedono l’intervento di una pluralità di soggetti.
Parliamo ovvero delle procedure complesse, per favorire l’implementazione delle attività di semplificazione. Il PNRR prevede che i pool operino con il coordinamento delle amministrazioni regionali, che provvederanno, ad allocarne le attività presso le amministrazioni del territorio (Uffici Regionali, amministrazioni comunali e provinciali).
Gli esperti dovranno svolgere i seguenti compiti:
L’intervento mira quindi ad accrescere la capacità amministrativa degli Enti che agiscono sul territorio, in modo da garantire la concreta attuazione delle azioni di riforma in materia di semplificazione e la velocizzazione delle procedure amministrative propedeutiche all’implementazione dei progetti previsti PNRR.
Successivamente, il portale inPA genererà gli elenchi dei professionisti ed esperti con profilo coerente con quello degli avvisi, elenchi che saranno inviati alle Regioni dal Dipartimento della Funzione pubblica,
in base ai fabbisogni indicati nei Piani territoriali approvati oggi dal Dipartimento. Entro il 31 dicembre 2021 le Regioni individueranno i professionisti cui conferire l’incarico.
Il riparto delle risorse (320,3 milioni di euro) a favore delle Regioni e delle Province autonome per il conferimento degli incarichi è stabilito con Dpcm 12 novembre 2021, pubblicato sulla GU Serie Generale n.284 del 29-11-2021.
Il provvedimento, inoltre, affida la governance del progetto a 21 cabine di regia regionali, costituite da rappresentanti della Regione o Provincia autonoma e delle Anci e Upi territoriali, incaricate della pianificazione, gestione e verifica delle attività dei professionisti ed esperti.
A Palazzo Vidoni, inoltre, è istituito un Tavolo di coordinamento, che si è già riunito sei volte, composto da rappresentanti del Dipartimento Funzione pubblica, Regioni, Anci e Upi con funzioni di indirizzo e verifica, incaricato, tra l’altro, della raccolta delle indicazioni dei pool territoriali sui colli di bottiglia che richiedono interventi normativi o organizzativi di carattere generale da segnalare alla cabina di regia del Pnrr.
Da oggi, in concomitanza con la pubblicazione dei primi avvisi, è partita anche la campagna di comunicazione istituzionale di inPA. A questo link lo spot realizzato in collaborazione con il Dipartimento dell’informazione e dell’editoria e diffuso sulle reti Rai e sui canali del Dipartimento della Funzione pubblica.
Le Regioni e gli Enti locali potranno selezionare professionisti ed esperti a cui affidare gli incarichi di collaborazione PNRR tramite il portale inPA per il reclutamento. All’interno dello stesso vi è disponibile un apposito elenco, a cui esperti e professionisti potranno iscriversi, per il conferimento di collaborazioni con contratto di lavoro autonomo.
ALTRE INFO:



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]]>L'articolo Opportunità per ingegneri e geologi al Ministero Infrastrutture: 120 posti a tempo indeterminato proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le assunzioni oggetto del bando saranno effettuale anche per dare seguito alle attività previste dal PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Per partecipare al concorso è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti generali:
È inoltre necessario, in base al profilo, essere in possesso dei seguenti requisiti specifici:
L’iter concorsuale si svolgerà tramite la valutazione di titoli e una prova scritta (che verrà condotta in modalità informatica).
Le domande di partecipazione alle selezioni possono essere inviate, secondo le modalità indicate nel bando, entro e non oltre le ore 23:59:59 del 30 agosto 2021.
Per consultare il bando completo: vai qui alla pagina della Gazzetta Ufficiale relativa al concorso
Per inviare la domanda di partecipazione: vai qui al portale Step-One 2019
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]]>L'articolo Il PNRR approvato a pieni voti: l’Italia ispirazione per l’Europa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il presidente del Consiglio ha indicato l’obiettivo di un paese «più competitivo e giusto» attraverso le riforme indicate dal piano, a cominciare da giustizia e fisco.
La valutazione della Commissione Ue del Pnrr italiano prevede tutte A, ossia il massimo voto, e una sola B alla voce «costi». Nella sua valutazione, la Commissione dà anche il via libera al 13% di pre-finanziamento all’Italia.
Subito in arrivo 25 miliardi. «I soldi del Recovery devono essere spesi tutti, ma soprattutto spesi bene, in maniera efficiente, efficace, ma anche con onestà.
Nelle ultime settimane abbiamo già fatto importanti passi sulle prime riforme, come governance e semplificazioni», ha aggiunto Draghi. «Il luogo scelto per questa cerimonia è molto simbolico. Qui negli anni del dopoguerra il nostro cinema raccontava la vita delle famiglie italiane, prima gli stenti, poi il lavoro e infine l’entusiasmo. Oggi celebriamo qui con l’approvazione del Pnrr quella che io speso sia l’alba della ripresa. Siamo fiduciosi che con questi cambiamenti adottati nei recenti provvedimenti e anche con le riforme che continueremo a fare, ce la faremo. Ci vuole la volontà e l’impegno politico di tutti.
“Se l’attuazione del Pnrr va in porto sono certo che alcune parti dello sforzo fatto dai Paesi Ue e dalla commissione rimarranno strutturali. È una grande responsabilità che abbiamo», ha sottolineato ancora il presidente del consiglio, che ha spiegato: «Entro giugno prevediamo il ddl delega per la riforma degli appalti e delle concessioni. Nel mese di luglio la legge sulla concorrenza mentre la riforma della giustizia dovrebbe andare a giorni in Consiglio dei ministri. Questi sono i primi blocchi. L’idea è procedere alla massima velocità».
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]]>L'articolo Università e Ricerca, dal Recovery pioggia di miliardi e riforme: sarà una rivoluzione? proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Per i dottorati sono destinati 1,51 miliardi di euro: 430 milioni di euro per l’estensione del numero di dottorati di ricerca, inclusi anche i dottorati per la pubblica amministrazione e per i beni culturali, 600 milioni per quelli innovativi che rispondono ai fabbisogni segnalati dal mondo delle imprese e 480 milioni da fondi REACT-EU per dottorati green e digita. A questi fondi potrebbero, inoltre, aggiungersi ulteriori co-finanziamenti da parte di privati sulla formazione di dottorati. Oltre 5,7 miliardi di euro, sono dedicati a progetti di ricerca fondamentale e applicata con quote specifiche per finanziare proposte di giovani ricercatori, progetti di ricerca collaborativi e partenariati di universita’ e centri di ricerca, estesi alle imprese. In questa voce rientrano anche le misure, attuate dal MiSE, degli investimenti IPCEI e dei partenariati per la ricerca e l’innovazione nel quadro del programma Horizon Europe.
Quasi 3 miliardi sono le risorse destinate al potenziamento e alla creazione di Centri di Ricerca ed ecosistemi dell’innovazione. In particolare, i Centri di Ricerca nazionali verranno selezionati con procedure competitive, in grado di raggiungere, attraverso la collaborazione di università, centri di ricerca e imprese, una soglia critica di capacità di ricerca e innovazione che renda sempre più competitivo il nostro Paese. Elementi essenziali di ogni centro nazionale dovranno essere, infatti, la capacita’ di creare e rinnovare rilevanti strutture di ricerca, di coinvolgere soggetti privati nella realizzazione e attuazione dei progetti di ricerca, supportare start-up e la generazione di spin off. Apposite procedure competitive con particolare attenzione alla capacità di promuovere progetti di sostenibilità sociale verranno seguite anche per selezionare i “campioni territoriali di R&S”. Ogni progetto dovrà presentare attività formative innovative condotte in sinergia dalle Università, dagli enti e dalle imprese e finalizzate a ridurre il divario tra competenze richieste dalle imprese e competenze fornite dalle università, nonché dottorati industriali, attività di ricerca condotte e/o infrastrutture di ricerca realizzate congiuntamente dalle Università e dalle imprese, in particolare le PMI, operanti sul territorio, supporto alle start-up, coinvolgimento delle comunità locale sulle tematiche dell’innovazione e della sostenibilità.
Per la realizzazione e l’implementazione delle infrastrutture di ricerca e innovazione, di centri di trasferimento tecnologico e start up sono destinati oltre 2,2 miliardi di euro, comprendendo in questa voce anche le misure, attuate dal MiSE, per il potenziamento e l’estensione tematica e territoriale dei centri di trasferimento tecnologico per segmenti di industria e il finanziamento di start up. Accanto agli investimenti, l’altro aspetto centrale del PNRR dedicato a “Istruzione e ricerca” riguarda riforme e semplificazioni. Propedeutica per le misure previste nella componente “dalla ricerca all’impresa” sarà la riforma a supporto della ricerca e sviluppo, implementata dal MUR e dal MiSE attraverso la creazione di una cabina di regia interministeriale e l’emanazione di 2 decreti ministeriali: uno in ambito mobilita’, per aumentare e sostenere la mobilita’ reciproca (attraverso incentivi) di figure di alto profilo (es. ricercatori e manager) tra Università, infrastrutture di ricerca e aziende, l’altro in ambito semplificazione della gestione dei fondi per la ricerca. Altre riforme riguarderanno le classi di laurea e alcune lauree abilitanti; la revisione dell’attuale normativa in merito alla costruzione degli alloggi per studenti con l’obiettivo di incentivare, da parte dei soggetti privati, la realizzazione di nuove strutture di edilizia universitaria; la riforma dei dottorati, semplificando le procedure per il coinvolgimento di imprese e centri di ricerca e per rafforzare le misure dedicate alla costruzione di percorsi di dottorato non finalizzati solamente alla carriera accademica.
Per il coordinamento delle misure della componente “dalla ricerca all’impresa” in capo al Ministero dell’Università e della Ricerca è prevista la creazione di un apposito Supervisory Board. “Il PNRR rappresenta per noi tutti una straordinaria opportunità di investimento sul capitale umano, la ricerca e l’innovazione. Per la prima volta, infatti, grazie a importanti investimenti avremo l’opportunità di recuperare ritardi e superare divari che rallentano la crescita e aumentano la marginalizzazione. È l’occasione per avere, su un medio e lungo periodo, un Paese più innovativo, internazionale, oltre che un Paese anche per giovani e donne” dice il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa. “Allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare che il PNRR è una “piattaforma temporanea” che va integrata, in un’ottica di sistema, con tutti gli altri strumenti e le risorse di cui disponiamo e che il Ministero sta già pianificando per il futuro. Ora si apre un’importante stagione di riforme normative e di semplificazione delle procedure, per rendere attuative, nel tempo, le azioni che daranno il via a un circolo virtuoso. Lo sguardo non e’ solo a oggi, ma anche al Paese del domani”.


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]]>L'articolo Recovery Plan, altro triste primato per l’Italia: siamo i peggiori in UE per risorse destinate ai giovani, come rimediare? proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Sicuramente uno dei principali banchi di prova del Governo Draghi consisterà nella capacità di riprogettare il Recovery Plan. Le considerazioni politiche partono da un’analisi comparata con altri Paesi europei, che individua diverse carenze nella bozza del precedente governo sul fronte delle politiche per le future generazioni. E indica alcune linee guida utili a cogliere le sollecitazioni delle istituzioni europee.
Nelle discorso del suo insediamento il Premier Mario Draghi ha fatto un riferimento alle “risorse straordinarie” del programma europeo Next Generation Eu. Aggiungendo subito dopo: “Abbiamo l’occasione di fare molto per il nostro Paese, con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni”. Si tratta dell’ennesima conferma di un’attenzione che Draghi ha sempre dedicato al tema dei giovani e dell’importanza del loro capitale umano per una società che abbia per obiettivo lo sviluppo, non solo economico.
Adesso bisogna capire se i suoi proclami corrisponderanno ad un impegno concreto in tale direzione.
Per compiere una valutazione preliminare dell’operato dell’attuale esecutivo, occorre innanzitutto ribadire che gran parte delle risorse europee saranno comunque ottenuta “a debito”. Appesantendo un fardello debitorio non indifferente che già grava sulle spalle delle future generazioni. Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, il debito pubblico dell’Italia è salito dal 134,6% del Pil nel 2019 al 157,5% del 2020. Quest’anno crescerà ancora arrivando a toccare il 159,7%. Facendo anche peggio delle stime dello scorso ottobre dello stesso Fmi.
Vi ricordiamo che la bozza del Piano italiano di Ripresa e Resilienza (PNRR), varata il 12 gennaio 2021 dal Governo Conte II, non teneva in dovuta considerazione l’obiettivo delle politiche giovanili. Tale bozza è stata elaborata prima della pubblicazione della versione aggiornata delle linee guida predisposte da Bruxelles il successivo 22 gennaio e prima dell’approvazione del Regolamento (UE) 2021/241 del 12 febbraio 2021 che ha disciplinato il nuovo dispositivo di Ripresa e Resilienza.
Per valutare la concretezza di un eventuale e auspicabile cambio di rotta del Governo Draghi su Next Generation Eu sarà bene guardare alle voci di spesa associate a ogni capitolo del PNRR. In particolare sulle politiche giovanili, al di là delle promesse retoriche e di una necessaria riformulazione contenutistica del PNRR, .
A che punto siamo oggi? Da alcune stime elaborate dall’Osservatorio sulle Politiche giovanili, emerge che le risorse dedicate ai giovani all’interno della bozza del PNRR del precedente esecutivo siano pari a 16,31 miliardi di euro. Di questi, 15,52 miliardi a valere sul Recovery and Resilience Plan e 0,79 miliardi sul fondo REACT-EU.
L‘incidenza di tali risorse sulla dotazione complessiva di Next Generation EU – prevista nella bozza PNRR di gennaio a 223,91 miliardi di euro, è pari al 7,28%. In queste risorse, a saldi complessivi invariati, la Proposta del Consiglio Nazionale Giovani (CNG) è di includere anche quote di impegno stimate, per interventi specifici da destinare ai giovani, pari a 12,41 miliardi, rilevabili nelle missioni 1, 4, 5 e 6 “Salute”. Le risorse di Next Generation Eu da destinare ai giovani raggiungerebbero così 28,72 miliardi di euro.
Il CNG è l’organo consultivo cui è demandata la rappresentanza dei giovani nella interlocuzione con le Istituzioni per ogni confronto sulle politiche che riguardano il mondo giovanile, istituito con la legge n. 145/2018.
Sulla base dell’attuale bozza di PNRR, dunque, l’Italia scivolerebbe dietro la Germania. Nonostante per i tedeschi la situazione giovanile sia ben più rosea che da noi. Ipotizzando invece che il governo faccia propria la proposta del Consiglio Nazionale Giovani, l’Italia tornerebbe in linea con la Spagna. Paese che condivide con il nostro un alto tasso di disoccupazione giovanile e una significativa presenza di Neet (giovani che non studiano né lavorano).
Per compiere una valutazione maggiormente ponderata e realistica dell’efficacia del PNRR, si possono inoltre mettere in relazione le risorse stanziate da una parte e la condizione giovanile nei vari Paesi dall’altra.
Come si può vedere nella figura 2, i Paesi virtuosi (come la Germania) si posizionano nel quadrante II in altro a sinistra (risorse proporzionate al basso tasso di disoccupazione giovanile), mentre nel quadrante IV (risorse non proporzionate al tasso di disoccupazione giovanile) si collocano i Paesi meno virtuosi (Italia e Grecia). Adottando la proposta del Consiglio Nazionale Giovani, invece, il nostro Paese andrebbe a posizionarsi nel quadrante I con la Spagna (paesi virtuosi con risorse proporzionate all’alto tasso di disoccupazione giovanile).

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