Roberto Burioni Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Sat, 29 Jul 2023 19:04:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp Roberto Burioni Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Covid. Ecco quando fa effetto il vaccino. https://www.younipa.it/covid-ecco-quando-fa-effetto-il-vaccino/ Sun, 03 Jan 2021 19:31:31 +0000 https://www.younipa.it/?p=48012 Proviamo a fare un po’ di chiarezza, una volta per tutte, su quando fa effetto...

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Proviamo a fare un po’ di chiarezza, una volta per tutte, su quando fa effetto il vaccino anti covid che in Italia si sta somministrando in questi giorni.

Le dichiarazioni del medico siracusano positivo dopo il vaccino

Dopo la notizia della sua positività, a pochi giorni dalla somministrazione del vaccino anticovid, parla la dottoressa Antonella Franco, direttrice del reparto di Malattie Infettive dell’Umberto I di Siracusa. “Vi assicuro che prima di fare il vaccino avevo eseguito più di un tampone ma il virus molto probabilmente era ancora in incubazione”. 

Lei stessa ha voluto chiarire la vicenda ai media, per non prestare il fianco a possibili speculazioni. “Sono pronta a fare il richiamo ” Assicura la Franco. Non solo. Si dice contenta di aver fatto il vaccino e afferma:

“Sono risultata positiva al Covid ma rifarei il vaccino e farò il richiamo che rappresenta l’unica grande opportunità che abbiamo per vincere questa battaglia. Se non l’avessi fatto il virus indisturbato mi avrebbe arrecato magari un danno irreversibile. Proprio il vaccino, che produce una proteina spike che aiuta a formare gli anticorpi anticoronavirus e blocca la progressione virulenta del virus, contribuirà a bloccare la replicazione virale e a contenere gli effetti patogeni del virus. ”.

Le dichiarazioni di Franco Locatelli, presidente CSS

La protezione immunitaria dall’infezione da virus SarsCoV-2 è completa solo dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino anti Covid-19: lo ribadisce ancora una volta il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli:

Negli articoli scientifici – osserva -è chiaramente riportato che anche negli studi clinici si sono infettate persone dopo la prima dose proprio perché la risposta immunitaria non è ancora completamente protettiva. E lo diventa soltanto dopo la seconda dose. Questa è una delle ragioni per non abbandonare comportamenti responsabili dopo essere stati vaccinati

L’appello del virologo Burioni

Roberto Burioni, dalla pagina Facebook di Medical facts, scrive un post per chiarire, ancora una volta, come funziona il vaccino anti-covid Pfitzer-BioNtech. Prima di 14 giorni dalla prima somministrazione, è impossibile che il vaccino possa produrre qualsiasi effetto di protezione.

Per questo motivo, si legge nel suo post “se una persona appena vaccinata si infetta, non c’è nessuna notizia, e riportando il fatto irrilevante – amici giornalisti- generate solo confusione. E la confusione è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questa battaglia all’ultimo sangue con il virus che ci ha rovinato la vita.

Alla gogna il giornalismo d’assalto che ha voluto cavalcare l’onda della paura e della confusione, generando notizie false e pretenziose.

Il processo di somministrazione del vaccino

Di seguito riportiamo uno schema esplicito sul processo di somministrazione del vaccino Pfizer/BioNTechdel:


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Il CEO della multinazionale Pfizer annuncia che, se non ci saranno inconvenienti presenterà una richiesta di autorizzazione del vaccino contro il covid entro la terza settimana di novembre 2020.

Vaccino anti-Covid: La lettera aperta del CEO della multinazionale Pfizer, Albert Bourla

In una lettera aperta (vedi qui) Bourla parla direttamente a miliardi di persone, a milioni di aziende e centinaia di governi in tutto il mondo che stanno riponendo le loro speranze in un vaccino anti COVID sicuro ed efficace per superare questa pandemia.

Albert Bourla, CEO vorrebbe fare maggiore chiarezza sulle tempistiche di sviluppo per Pfizer e per il vaccino COVID-19 del partner BioNTech.

Ci sono tre aree chiave in cui, come per tutti i vaccini, bisogna dimostrare di avere successo per ottenere l’approvazione per l’uso pubblico.

In primo luogo, il vaccino deve essere dimostrato efficace, il che significa che deve aiutare a prevenire la malattia COVID-19 in almeno la maggior parte dei pazienti vaccinati.

In secondo luogo e altrettanto importante, il vaccino deve essere dimostrato sicuro, con dati di sicurezza affidabili generati da migliaia di pazienti.

Infine, bisogna dimostrare che il vaccino può essere costantemente prodotto secondo i più alti standard di qualità.

Bourla dice che potranno sapere se il loro vaccino è efficace o meno entro la fine di ottobre.

Un comitato di scienziati indipendenti esaminerà i dati completi e informerà l’azienda sulla efficace o meno del vaccino sulla base di criteri predeterminati. Pfizer condividerà con il pubblico qualsiasi lettura conclusiva (positiva o negativa) non appena possibile.

Le parole di Albert Bourla

“Un punto chiave che vorrei chiarire – dice il CEO- è che l’efficacia soddisferà solo uno dei tre requisiti e, da sola, non sarebbe sufficiente per richiederne l’approvazione per uso pubblico”

Il secondo requisito è dimostrare che il vaccino è sicuro.

La FDA richiede che le aziende forniscano due mesi di dati di sicurezza su metà dei partecipanti alla sperimentazione dopo la dose finale del vaccino. Pfizer stima di raggiungere questo traguardo nella terza settimana di novembre.

Infine, se si ottiene una lettura positiva dell’efficacia e della sicurezza, l’ultimo requisito sarà la presentazione dei dati di produzione che dimostrino la qualità e la coerenza del vaccino che verrà prodotto.

Quindi Pfizer richiederà l’uso dell’autorizzazione di emergenza negli Stati Uniti subito dopo il raggiungimento della pietra miliare della sicurezza nella terza settimana di novembre.

Da 171 anni Pfizer è nota per gli standard di alta qualità. “Lo scopo della nostra multinazionale- dichiara il suo CEO- è fare scoperte che cambiano la vita dei pazienti. Non riesco a pensare a una svolta che sarebbe più significativa per un numero maggiore di persone di un vaccino COVID-19 efficace e sicuro”.


Il tweet di Roberto Burioni


Ci auguriamo che i test sul vaccino possano andare bene e che le tempistiche possano essere rispettate. Nel frattempo incrociamo le dita e…indossiamo le mascherine!

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Burioni: “Le cose cominciano a mettersi peggio” https://www.younipa.it/burioni-le-cose-cominciano-a-mettersi-peggio/ Thu, 01 Oct 2020 17:28:34 +0000 https://www.younipa.it/?p=39995 Roberto Burioni lancia l’allarme su Twitter dopo la nuova impennata di contagi nel nostro Paese....

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Roberto Burioni lancia l’allarme su Twitter dopo la nuova impennata di contagi nel nostro Paese. “Le cose cominciano a mettersi peggio. Vi prego, state attenti, mantenete le distanze, portate le mascherine, evitate luoghi affollati al chiuso, lavatevi le mani“, scrive il virologo che poi aggiunge: “Il virus è lì fuori, infettivo e nocivo come nella scorsa primavera. Dipende tutto da noi“.


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Poco prima che venissero resi noti i dati dell’ultimo bollettino Burioni aveva postato sul suo sito «Medical facts» un messaggio decisamente più ottimistico sul fronte vaccino : “È come l’Italia ai Mondiali del 2006: ha superato la Germania in semifinale giocando una magnifica partita. Adesso si va in finale dove c’è la squadra più forte del mondo. Certo, il risultato non è al sicuro: ma se si è in finale significa che si può vincere, chi ha perso in semifinale è già a casa. Noi siamo invece in campo. Incrociamo le dita e prendiamo tutte le precauzioni: ci serve ancora qualche settimana o mese per sapere se il vaccino funziona o meno. E se funziona per il virus saranno guai”..

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Coronavirus. Burioni: Quando usciremo di casa dovremo portare tutti una mascherina https://www.younipa.it/coronavirus-burioni-quando-usciremo-di-casa-dovremo-portare-tutti-una-mascherina/ Mon, 30 Mar 2020 07:43:11 +0000 https://www.younipa.it/?p=29715 Il virologo Roberto Burioni fa il punto dell’epidemia di Covid-19 ospite di Che tempo che fa.”I numeri cominciano a...

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Il virologo Roberto Burioni fa il punto dell’epidemia di Covid-19 ospite di Che tempo che fa.”I numeri cominciano a essere meno negativi e in un’epidemia significa positivi. Stiamo raccogliendo i frutti del nostro comportamento, come prima raccoglievamo i frutti della nostra irresponsabilità. Dobbiamo perseverare con i nostri sacrifici. Non possiamo predire il futuro, ma sembra che le cose stiano rallentando”.

“Stiamo inoltre guadagnando tempo che viene sfruttato dagli ospedali per organizzarsi, dallo Stato per elaborare nuove procedure e dalla ricerca che ovunque sta andando avanti e cercando di fare qualcosa”, ha aggiunto.

“Stanno calando gli accessi ai pronto soccorso e questo è un segno importante. Ci stiamo avviando verso il giorno in cui usciremo di casa, anche se non tutti e non fra dieci giorni. Ma quel giorno tutti dovremo portare una mascherina e quindi devono esserci. E una mascherina ogni quattro ore”.

In più “dobbiamo metterci in condizione di fare i test, non solo per dimostrare la presenza del virus, ma anche per vedere quante persone hanno contratto questa malattia”.

Burioni: “Buone notizie dalla ricerca, farmaci sono promettenti”

“Buone notizie stanno arrivando anche dal campo dei farmaci. C’è un farmaco che viene utilizzato come antiinfiammatorio in malattie come l’artite e che sembra essere efficace e i dati sono abbastanza promettenti. C’è poi una sopresa strana di un farmaco degli anni Cinquanta e che si usava per la malaria, che si chiama Plaquenil, che fu valutato nel 2005 come molto efficace per inibire la replicazione del coronavirus della Sars. La cosa passò nel dimenticatoio. Ora si è provato a usarlo clinicamente e a sperimentarlo. Ci sono diversi studi in atto, lo abbiamo fatto anche noi al San Raffaele”.

Inoltre, ha continuato Burioni, “sembra sia stato fatto un passo avanti nella diagnostica. Un’azienda statunitense serissima ha annunciato di avere a disposizione un test che viene fatto in 15 minuti. Un’altra notizia molto buona è legata” ad uno studio relativo “all’utilizzo del plasma dei guariti che può migliorare le condizioni di chi sta male”.

Il virologo ha spiegato che “prendere il sangue dai guariti non è semplice, ma significa che gli anticorpi dei guariti possono avere un effetto benefico: gli anticorpi monoclonali si possono produrre artificialmente e se il dato è confermato tra un anno e qualcosa avremo anticorpi monoclonali da somministrare. Inoltre, se il plasma ha effetto benefico e il dato è confermato, chi ha gli anticorpi avrebbe un certo grado di protezione”.

Il mondo si è fermato: più del 40% della popolazione mondiale è chiusa in casa o sottoposte a limitazioni di movimento o isolamento sociale nella lotta alla pandemia di coronavirus Sars-Cov-2. Gli Stati Uniti sono ormai il paese con più casi al mondo, l’Italia quello con più vittime. Una tragedia senza fine. E gli occhi sono puntati alla curva dei contagi, aspettando una flessione, per capire o almeno iniziare a pensare a un ritorno alla normalità. Intanto è già certo che le misure previste dal dpcm saranno prorogate oltre il 3 aprile.

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Quanto resiste il coronavirus sulle superfici? https://www.younipa.it/28766/ Tue, 17 Mar 2020 20:24:13 +0000 https://www.younipa.it/?p=28766 In questi giorni, si sono rincorse notizie più o meno verificate su quanto può resistere...

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In questi giorni, si sono rincorse notizie più o meno verificate su quanto può resistere in Covid-19 sulle diverse superfici. A darci una risposta, da un punto di vista scientifico, è il virologo e divulgatore scientifico Roberto Burioni che sul suo portale Medical Facts ha citato una serie di test preliminari eseguiti da scienziati americani su quattro superfici (rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica).

Il nuovo studio americano ha valutato non solo la capacità del virus di permanere nel tempo su varie tipologie di superfici ma, cosa ancora più importante, ne hanno valutato la conseguente capacità di infettare. Questo è molto importante, in quanto confermerebbe come un modo importante di trasmissione del virus sia quello “indiretto” attraverso le nostre mani. Tocchiamo superfici contaminate e, inavvertitamente, ci infettiamo portando le mani alla bocca, nel naso o negli occhi

La trasmissione indiretta

La ricerca, pubblicata pochi giorni fa, conferma “come un modo importante di trasmissione del virus sia quello indiretto, attraverso le nostre mani. Tocchiamo superfici contaminate e, inavvertitamente, ci infettiamo portando le mani alla bocca, nel naso o negli occhi”. Ed è anche questo uno dei motivi perché ormai in tutti i vademecum per difendersi dal contagio viene consigliato di lavare spesso le mani e di cercare di non toccarsi il viso se queste non sono state adeguatamente pulite con acqua e sapone.

Quattro superfici

Per avviare i loro test, gli esperti hanno messo una determinata quantità di virus su differenti tipologie di superfici. Sono state quattro in tutto quelle utilizzate, ovvero rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica. Nella loro osservazione, gli specialisti hanno poi verificato come la capacità infettante del virus si modificasse col trascorrere del tempo ed in condizioni ambientali molto simili a quelle delle nostre case, con una temperatura ambiente, a 21-23 gradi e con un’umidità relativa del 40%.

I dati emersi dai test

I test effettuati hanno dimostrati che le superfici più ostiche per il virus sono il rame e il cartone, materiali sui quali si è verificato “un dimezzamento della capacità infettiva” in meno di due ore per il rame ed entro cinque ore nel caso del cartone. La totale mancanza di infettività del virus è stata osservata dopo quattro ore per il rame e dopo ventiquattro ore per il cartone. Per quanto riguarda invece acciaio inossidabile e plastica, la persistenza del virus su tali superfici si è dimostrata più lunga nel tempo. Sull’acciaio inossidabile l’infettività del virus risultava dimezzata solo dopo circa sei ore, mentre ne sono servite circa sette perché lo stesso processo avvenisse sulla plastica. Il completo azzeramento dell’infettività, di conseguenza, si è verificato in tempistiche più lunghe rispetto a rame e cartone: almeno 48 ore per l’acciaio e 72 per la plastica. “Il rischio, quindi, diminuisce notevolmente al passare delle ore ma non si annulla se non dopo qualche giorno”, si legge su Medical Facts.

L’importanza dell’igiene

Si tratta, scrive il medico e divulgatore scientifico, di un esperimento certamente importante, ma ancora da confermare con altri test specifici sul tema. Di base, comunque viene confermato come sia assolutamente indispensabile una corretta igiene delle mani e delle superfici, attraverso acqua e sapone o altri detergenti, evitiamo di toccarsi il viso.

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