L'articolo <strong>Covid Sicilia, chiusa l’inchiesta sui falsi dati: Razza indagato</strong> proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Secondo l’accusa, sulle piattaforme informatiche regionali e ministeriali, nei mesi scorsi, sarebbero stati caricati dati falsi sul monitoraggio dell’epidemia Covid in Sicilia. Quando fu pubblicata la notizia dell’apertura dell’inchiesta, fece molto scalpore la frase dell’assessore Razza intercettato mentre consigliava di “spalmare” nei giorni “I dati sui morti di Covid“. Alla luce delle errate comunicazioni inviate dalla Regione, il ministero della Sanità e l’Istituto superiore di Sanità classificarono la Sicilia a rischio basso e non moderato nella settimana dal 14 al 20 dicembre. Cadute invece le contestazioni relative ai dati falsi sui decessi in quanto prive di rilievo penale.
Oltre all’assessore Razza, tra gli indagati configurano: l’ex dirigente generale del Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) Maria Letizia Di Liberti; il direttore del servizio quattro del Dasoe, Mario Palermo; Salvatore Cusimano, dipendente dell’assessorato regionale all’Industria e nipote di Di Liberti, da lei chiamato a lavorare al suo fianco; Emilio Madonia, dipendente di una società privata che si occupava della gestione del flusso dei dati sul Covid; Roberto Gambino, dipendente dell’Asp di Palermo e distaccato al Dasoe.
“L’avviso di conclusione delle indagini è un atto a garanzia della difesa. Da una prima lettura delle contestazioni sembrerebbe che le indagini abbiano consentito di accertare che non c’è mai stata una valutazione erronea sulla fascia di collocazione della nostra Regione da parte del Ministero, come originariamente ipotizzato, che nessuna “zona rossa” è stata rinviata e occultata”. Così commenta l’assessore alla Salute della Regione Siciliana. “Oggi vengono in evidenza – aggiunge Razza – alcune discrasie sul ‘form giornaliero’ che, come mi è sempre stato spiegato, venivano recuperate settimanalmente e che, pertanto, non hanno determinato alcuna incidenza sul quadro epidemiologico. Su queste lavoreremo con i consulenti tecnici anche perché permane una divergente valutazione con l’Ufficio del Pubblico ministero sul computo dei dati, che non potevano a nostro avviso essere considerati a cadenza giornaliera, come previsto e come nei fatti operato da tutte le altre Regioni”.
“Speriamo – chiosa l’assessore Razza – di poterlo adesso ulteriormente chiarire nel corso della fase di difesa che si apre con l’avviso notificato, mantenendo la stessa ottica di rispetto dell’attività degli inquirenti e di confronto tra tesi giuridiche divergenti che abbiamo seguito sino ad ora”. (ANSA).
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]]>L'articolo Corsi OSS in Sicilia, la Regione avvia ispezione dopo il servizio di Striscia la Notizia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Secondo quanto evidenziato dall’inviata palermitana di Striscia la Notizia, Stefania Petyx, la Regione Sicilia finanzierebbe milioni di euro per la formazione professionale e il contrasto alla disoccupazione. Peccato che alcuni enti permetterebbero l’ottenimento di attestati senza neanche effettuare un tirocinio o studiare.
Come già anticipato dallo stesso assessore alla Salute, Ruggero Razza, nel corso dell’intervista rilasciata all’inviata del Tg satirico, è stata avviata una attività ispettiva da parte del dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico per ogni accertamento sulla vicenda. Richiesto, inoltre, un approfondimento sulla gestione e sull’organizzazione di tutti i corsi di formazione per operatori socio-sanitari, così da valutare eventuali ulteriori iniziative.
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]]>L'articolo Sicilia, Razza torna assessore alla Sanità: la nomina è (di nuovo) ufficiale proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha nominato Ruggero Razza assessore regionale della Sanità. Di nuovo. Quello dell’avvocato Razza è, infatti, un ritorno a distanza di due mesi dalle sue dimissioni, rassegnate il 30 marzo. Motivo delle stesse, l’inchiesta sui falsi dati dei contagi e dei decessi Covid, per cui Razza è tuttora indagato per falso.
“In queste settimane di interim ho potuto toccare da vicino la qualità degli operatori della sanità siciliana. Non mi hanno meravigliato gli appelli rivolti da molti operatori e rappresentanze sindacali, certamente non tacciabili di vicinanza con il nostro governo, che hanno chiesto di riprendere il percorso amministrativo avviato con l’assessore”. Così il governatore siciliano, Nello Musumeci, spiega la nuova nomina di Razza. E sulla questione relativa all’inchiesta che lo vedo ancora coinvolto, dichiara: “Dal primo momento ho detto che le indagini giudiziarie e le responsabilità politiche devono essere separate, nel pieno rispetto per il lavoro della magistratura e dei princìpi che regolano la nostra vita democratica. Ho fiducia che questa scelta possa contribuire positivamente a concludere un percorso amministrativo avviato in questi anni con i risultati che tutti conoscono”.
A sostenere la scelta di Musumeci, il gruppo parlamentare Diventerà Bellissima. “Il ritorno di Ruggero Razza alla guida dell’assessorato regionale alla Salute è certamente una buona notizia, non a caso auspicata in queste settimane da sindacati e operatori del settore“, dichiara il capogruppo del gruppo, Alessandro Aricò. “Ciò consentirà, infatti, di portare a compimento il percorso di riqualificazione e potenziamento della Sanità siciliana che dal suo insediamento ha già raggiunto tappe fondamentali e notevoli risultati nel contrasto a una terribile emergenza globale come il Coronavirus”.
A non esser affatto contenti della scelta del governatore siciliano, i componenti dell’opposizione. Dal Pd al Movimento 5 stelle. Anthony Barbagallo, segretario generale del Partito Democratico, commenta: “il delfino è tornato sulla tolda di comando dell’assessorato alla Salute dopo settimane di sussurri e campagne social abilmente orchestrate. È solo una questione di potere e poltrone: la Sicilia affonda ma con ritorno di Razza Musumeci è contento, tutto il resto non conta”. Non si risparmia il Movimento 5 Stelle: “La rinomina di Razza? Indecente: l’ennesimo atto di egoismo di Musumeci che mette in primo piano i propri interessi e quelli della sua ricandidatura davanti a quelli della salute pubblica e dei siciliani. Questo suo atto di arroganza conferma, ove ce ne fosse bisogno, che quando il presidente si muove fa solo danni. Ci verrebbe da dire, meglio quando è in catalessi, come al solito”, afferma il capogruppo del partito, Giovanni Di Caro.
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]]>L'articolo Sicilia, a volte ritornano: Razza tornerà all’Assessorato alla Salute proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Lo ha dichiarato il presidente della regione Nello Musumeci. “Avevo detto che l’inizio del mio interim non sarebbe durato pochi giorni, ma neppure molti mesi. Avevo detto pubblicamente- continua Musumeci-, che avevo chiesto fin dall’inizio all’avvocato Razza, che non essendo destinatario di alcun provvedimento personale, di non presentare le sue dimissioni. Lui ha insistito perche’ riteneva, da penalista e da uomo onesto, di volere prima parlare con l’autorita’ giudiziaria senza intaccare il governo”.
“Io ho rispettato quella sua scelta.- continua Musumeci. Il lavoro svolto in tre anni dall’assessorato alla Salute e’ sotto gli occhi di tutti ed e’ stato diffusamente apprezzato, persino dagli oppositori piu’ leali. Sulla vicenda giudiziaria ho espresso subito due considerazioni: il rispetto per la magistratura e la consapevolezza che in Sicilia non abbiamo mai ritardato decisioni per contenere la pandemia. Non intendo aggiungere altro, per il momento”.
Quindi stando quanto ha dichiarato il Presidente della Regione, fra qualche giorno o al massimo settimana, provvederà a riconfermare Razza all’assessorato alla salute.
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]]>L'articolo Bufera sulla Sanità in Sicilia, parte il totonomi per il dopo-Razza: ecco i papabili proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Di certo la volontà del governatore è adesso quella di cercare di voltare pagina quanto prima anche per allentare la pressione mediatica sulla sua giunta. La bufera giudiziaria di ieri ha infatti portato all’arresto di tre persone, tra cui la dirigente generale del dipartimento Salute Letizia Di Liberti, e all’avviso di garanzia nei confronti dell’assessore Ruggero Razza, che ha poi rassegnato le dimissioni.
Musumeci, intervenuto ieri in Aula all’Ars per comunicare le dimissioni di Razza, ha assunto contestualmente il ruolo di assessore alla Salute ad interim, come già avvenuto due anni fa dopo la tragica scomparsa dell’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa avvenuta a seguito di un incidente aereo. In quella circostanza Musumeci mantenne il ruolo per oltre un anno, finché non fu individuato il nome di Alberto Samonà. Ma è uno scenario che molto difficilmente potrà ripetersi, in tempo di pandemia, con l’assessorato alla Salute.
Ed ecco che iniziano a circolare i primi nomi. Tra i più “caldi” c’è quello di Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di #Diventeràbellissima con un passato da assessore nel governo Lombardo. A seguire Giusy Savarino, presidente della Commissione territorio ambiente e mobilità all’Ars. In pista anche Gino Ioppolo, da sempre fedelissimo di Musumeci che per assumere la carica dovrebbe però lasciare la poltrona di sindaco di Caltagirone.

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]]>L'articolo “I morti? Spalmiamoli un poco…”: le intercettazioni shock che indignano la Sicilia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Un vero e proprio “contenimento matematico”. Così definiscono gli inquirenti il piano adottato dai dirigenti per evitare, o cercare di ritardare, il passaggio della Sicilia in “zona rossa”, con tutte le dovute restrizioni che questa comporta.
Sembra quasi una partita decisa a tavolino. È questo ciò che emerge dalle intercettazioni tra l’assessore regionale alla Salute e la dirigente Di Liberti per camuffare i decessi di Biancavilla. Nell’arretrato da smaltire, il 4 novembre scorso, i due discutono sui decessi Covid della regione. Sono 7 quelli registrati a Biancavilla (CT). “I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?”, domanda la Di Liberti all’assessore. “Ma sono veri?”, chiede Razza. “Si, solo che sono di 3 giorni fa”. L’assessore dà l’ok: “Spalmiamoli un poco”.
Un passaggio particolarmente critico è quello individuato tra il 4 e il 5 novembre, intervallo di tempo che segna per la Regione il ritorno in zona arancione. Forti polemiche si innalzano soprattutto dalla politica regionale, che arriva persino ad ipotizzare assurde ipotesi complottiste: “Tutte le zone penalizzate appartengono al centrodestra”, così commentavano i dati il Presidente Musumeci e Razza. L’assessore alla Salute, al telefono con la Di Liberti, si lascia andare poi a ragionamenti di altro tenore: “inutile Letizia… c’è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa gravissima sottovalutazione è scritto in quegli indicatori, poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero… E chissà da quanto”.
Il 27 dicembre, la Di Liberti chiama nuovamente Razza per informarlo di avere verificato che i ricoveri sono aumentati di ben 40 unità. Non sapendo cosa fare, chiede consiglio all’assessore, il quale risponde: “Vediamo… semmai, stringiamo ‘na picca… vediamo… va…”. La dirigente lo informa che “poi martedì… ti faccio vedere… sono tutti i positivi… da recuperare… poi li vediamo insieme. Va bene?”. “Ma quanti sono?”, chiedeva Razza. La risposta della Di Liberti: “Assai. Poi te li faccio vedere…poi te li faccio vedere… va bo?”. E l’assessore: “Va bene…”.
A questi, si aggiunge anche il caso di Palermo. La città, il 19 marzo scorso, rischiava di diventare zona rossa per l’alto numero dei contagi. In quei giorni, 228 erano i positivi registrati soltanto all’ospedale Cervello. Il funzionario Cusimano riepiloga al telefono i dati regionali: “…508 Palermo…”. Lo interrompe subito la Di Liberti: “Ma che dici? Ma che dici? No, scusa non può essere, se sono quei i dati definitivi, Palermo va in zona rossa subito, subito”. Poi chiede: “Ma li avete messi i dati del Cervello?”. “No, no, no, senza Cervello, senza Cervello”, risponde Cusimano. Poco dopo, la dirigente richiama il suo collaboratore, ed attua il suo piano: “A questo punto io scenderei sotto i 400 su Palermo. Ho parlato con Ruggero e facciamo il punto domani”. “Di queste cose qua?”, chiede Cusimano . “Sì, sì, sì, quindi 506 lo portiamo a 370… che ne so una cosa di queste… sono numeri esageratissimi… E ci aggiungiamo 1.000 tamponi”, risponde la dirigente. Un vergognoso ed orribile modo per falsare il tasso di incidenza e scansare così nuove restrizioni.
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]]>L'articolo Astrazeneca, lo stop del vaccino e le conseguenze in Italia: qual è la situazione in Sicilia? proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le conseguenze sarebbero chiare e immediate se si considerano le decine di migliaia di prenotazioni per la somministrazione di AstraZeneca saltate.
Senza contare l’effetto psicosi che le notizie di questi giorni – tra decessi sospetti e intervento cautelativo dei principali Paesi europei – potrebbe ingenerare nella popolazione anche in caso di ripresa dell’uso.
Per ora si fanno i conti con le cancellazioni delle prenotazioni di cittadini ai quali era destinato AstraZeneca, passato dall’uso nella fascia 18-55 anni in quella fino a 65 anni e infine anche per gli over 65.
“Proseguiremo con la vaccinazione, dobbiamo però attendere la giornata di oggi”, ha detto l’assessore regionale alla Salute Razza in conferenza stampa. “Ho firmato la sospensione delle vaccinazioni in attesa delle decisioni che dovrebbero essere assunte dall’Ema – ha aggiunto -. Quello che sta accadendo in queste giornate è il segnale che il fenomeno della farmacovigilanza funziona in maniera tempestiva immediata e nell’interesse dei cittadini”.
“In Sicilia fino ad oggi sono oltre 115 mila i cittadini che hanno ricevuto un vaccino Astrazeneca e deve essere chiaro, a loro soprattutto, che le evidenze scientifiche indicano con chiarezza che il vaccino è un vaccino sicuro ed è stato fino ad oggi somministrato in milioni di dosi in tutto il mondo”.
“Fa male quello che sta succedendo in queste ore, c’era grande entusiasmo da parte di centinaia di migliaia di siciliani – ha proseguito -. L’Oms ha ribadito ulteriormente che il vaccino è assolutamente sicuro, questo ho il dovere di dirlo perché in Sicilia sono oltre 115 mila i cittadini che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca, e le evidenze scientifiche chiarite da Aifa ed Ema indicano con chiarezza che il vaccino è sicuro. Lo stop dell’Aifa arriva per un motivo di precauzione, anche per rassicurare i tanti cittadini preoccupati”.
Nei prossimi giorni saranno consegnate meno dosi di vaccino AstraZeneca. Lo ha detto l’assessore siciliano alla salute Ruggero Razza nel corso di una conferenza stampa sulla sospensione del vaccino Astrazeneca.
“Si è verificato un calo di 40 mila unità di AstraZeneca, ne attendevamo 50 mila nelle prossime settimane. Pfizer nella prima settimana di aprile doveva consegnare circa 50 mila dosi ma ne arriveranno 100 mila. La campagna deve potere superare questo momento difficile”.
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]]>L'articolo Vaccino Covid. In Sicilia nessun rischio per richiami proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>A livello nazionale si è ipotizzata un’azione legale, la Sicilia la sosterrà, la sosterranno tutte le Regioni italiane”. Lo dice l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza.
“Intanto – aggiunge – chiediamo all’Ema e alle istituzioni comunitarie di fare presto. I cittadini europei non possono accettare l’idea che in altri Paesi del mondo si possano utilizzare vaccini che da noi non sono autorizzati.
Da questo punto di vista sosteniamo l’azione del ministro Speranza: sicurezza e regole rispettate nella certificazione dei farmaci, ma servono anche rapidità e velocità. I cittadini vogliono vedere la luce in fondo al tunnel, ma non vogliono che sia un miraggio”. (ansa)


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]]>L'articolo Covid. Razza: “Stop a viaggi e luoghi pubblici per chi non fa il vaccino” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Una delle tematiche più discusse di queste ore è quella legata al vaccino e alla futura vaccinazione di tutte e fasce della popolazione.
Molti stanno esaminando la questione da diversi punti di vista, in primis quello giuridico, legato alla costituzionalità di eventuali leggi che possano rendere il vaccino obbligatorio per tutta la popolazione.
L’interrogativo è sempre lo stesso: Vaccino anti-Covid obbligatorio o no? L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, è intervenuto sulla questione, in un’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia in cui confessa che lui avrebbe “osato di più. Ma avevo fatto un decreto, qualche tempo fa, che imponeva la vaccinazione antinfluenzale e sono stato costretto a ritirarlo perché è stato considerato contrario all’ordinamento”.
Per Razza l’obbligo di vaccinarsi “può essere introdotto solo da una norma costituzionale” ed essendo un percorso lungo mette sul tappeto la proposta della Sicilia. Ma…”Si possono introdurre limitazioni di alcune attività per chi non è vaccinato. Questa è una mossa ragionevole e ha già avuto successo con i vaccini per i bambini. Si può limitare l’accesso a luoghi come palestre, piscine, stadi oppure si può impedire di viaggiare, entrare in uffici o a bordo di mezzi pubblici a chi non dimostrerà di essere immune. Mi auguro che non siano necessarie misure più stringenti”.
L’assessore dichiara di avere già parlato della questione con il ministro della Salute, Roberto Speranza.
L’obiettivo è creare un modello di azione valido in tutta Italia: “Non deve accadere che una Regione cambi regole o priorità nella vaccinazione”, e la svolta potrebbe essere non l’introduzione di un obbligo ma la limitazione di alcune attività.
Seguiremo il dibattito regionale e nazionale nelle prossime settimane, per capire quale sarà la linea comune che stato e regioni adotteranno relativamente a questa tematica.
Intanto entro marzo dovrebbe concludersi il primo step di vaccinazioni dedicato a operatori sanitari e soggetti deboli.
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]]>L'articolo Variante Covid. In Sicilia individuati 1.115 passeggeri dalla Gran Bretagna. Razza: “Adesso misure specifiche” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>A renderlo noto l’Organizzazione Mondiale della Sanità
Il ministro della Sanità britannico, Matt Hancock, ha riferito, parlando a Sky News, che la nuova variante individuata nel Regno Unito è “fuori controllo”.
Mentre viene dichiarato lo stop ai voli dal Regno Unito, l’Assessore Razza fa sapere che in Sicilia dal 14 dicembre sono 1.115 i cittadini che hanno fatto ingresso sull’isola provenendo dalla Gran Bretagna.
Di questi 1115 – continua Razza – 636 hanno già effettuato il tampone molecolare (ovviamente negativo) prima di arrivare nell’Isola.
I dati sono stati estratti dagli uffici dell’assessorato regionale alla Salute e sono già nella disponibilità dei Dipartimenti di prevenzione delle Asp
per tutte le misure del caso contenute nella nuova ordinanza del ministro Roberto Speranza.
Queste le parole dell’assessore alla Salute Razza che conclude dicendo che in Sicilia siamo in attesa dell’ultimo volo proveniente da Londra e diretto a Palermo
Il volo è decollato poco prima della ratifica dell’ordinanza del ministro Speranza
Per il volo in arrivo dal Regno Unito – afferma l’assessore – sono state già predisposte misure adeguate in un’area diversa da quella normalmente adoperata per i test ai cittadini provenienti da altre località.

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]]>L'articolo ESCLUSIVA. Deportati pazienti oncologici della Breast Unit dell’Ospedale Cervello proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Chiude la Breast Unit, il centro regionale di Senologia e di Chirurgia Oncoplastica della mammella presso l’Ospedale Cervello di Palermo, per far spazio ad altri posti letto destinati ai malati covid.
Preoccupazione, incertezza e sconforto sono i sentimenti che si respirano in reparto stamattina. Domenica Trapani, presidente dell’associazione di volontariato Breast Club Palermo, fa un accorato appello alle istituzioni.
“Abbiamo raccolto il grido di aiuto delle tante donne affette da cancro alla mammella e che oggi vedono crollarsi il mondo addosso”
dice la Trapani. “Ci rivolgiamo alle istituzioni affinché in questo periodo di Pandemia non vengano dimenticati gli altri malati. Soprattutto quelli oncologici, che ogni giorno combattono una difficile battaglia e che adesso più che mai si sentono soli e abbandonati.”
Oggi, infatti, presso il padiglione A dell’Ospedale Cervello di Palermo sono iniziati i lavori per la realizzazione di ulteriori 10 posti letto di Terapia Intensiva (Uti) al quinto piano. Altri 40 posti di terapia intensiva respiratoria (Utir) arriveranno al sesto piano dello stesso padiglione.
Ed è proprio al sesto piano che ha sede il centro di senologia e chirurgia oncoplastica alla mammella.
Ci chiediamo, quindi, che fine farà la Breast Unit?
Che fine farà l’assistenza, la diagnosi e le cure alle donne affette da carcinoma mammario? Durante tutte le fasi dell’emergenza Covid-19 il reparto, presso cui ha sede l’Associazione di Volontariato, pur adeguandosi ai provvedimenti restrittivi dettati dal governo per il contenimento dell’emergenza Covid-19, ha continuato a fornire alle pazienti affette da cancro della mammella tutta l’assistenza sanitaria necessaria per cercare di guarire da una malattia che se lasciata alla sua storia naturale porta inevitabilmente alla morte.
“Ogni giorno raccogliamo, telefonate angoscianti da parte delle pazienti in attesa di un intervento che non arriva, di follow-up che vengono rinviati, di medicazioni postoperatorie che non possono più essere garantite, di mammografie bloccate, di microbiopsie rimaste sospese. Il disagio emotivo e il distress nella gestione di quello che è il proprio percorso terapeutico è stato ulteriormente aggravato dallo smistamento del reparto in due presidi differenti Cervello e Villa Sofia.
Alle pazienti non è più offerto l’opportunità di poter svolgere tutte le indagini cliniche-diagnostiche in un’unica struttura ma si ritrovano ad essere inviate da un reparto all’altro per eseguire tutti gli esami, medicazioni e cure necessarie per il proprio percorso clinico-terapeutico. Esponendole cosi ad un rischio maggiore di poter contrarre l’infezione Covid-19”.
Noi di Younipa e io in particolare, che in quella Breast Unit sono stata operata e ho avuto salvata la vita, ci uniamo all’appello dell’Associazione e delle pazienti oncologiche del reparto. Ci rivolgiamo all’Assessore Razza per chiedergli: quale tutela verrà garantita alle pazienti oncologiche?
Oggi le pazienti della Breast-Unit, oltre alle forti ripercussioni psicologiche legate alla pandemia Covid-19, come la paura di contrarre il virus e di poter avere un rischio maggiore di sviluppare complicanze di un eventuale contagio, rischiano che la propria paura di non ricevere più le cure oncologiche necessarie si realizzi. Non è chiaro ancora dove andremo, dove ci trasferiremo.
Ciò genera un forte dispiacere nel vedere vanificati quelli che sono stati, per anni, gli obiettivi, le cure e l’assistenza garantita e fornita secondo standard di qualità, eccellenza e sicurezza per la salute delle donne che afferiscono presso la Breast-Unit del Cervello. Come possiamo spiegare oggi che il loro diritto alla salute non può essere più garantito e tutelato?
La pandemia non può far diventare i malati non covid pazienti di serie B. La gente muore a causa dei tumori. E la mortalità per patologie oncologiche aumenta sempre più. Siamo perdendo la bussola, la direzione, il senno. Vogliamo risposte concrete e tempestive. Non possiamo essere noi a pagare con la nostra stessa vita una emergenza che oggi non lo è più. A marzo eravamo tutti impreparati. Ma adesso? Cosa si è fatto in questi lunghi 8 mesi per prepararsi ad una seconda ondata, da sempre preannunciata? Noi non ci stiamo. E faremo sentire il nostro grido di protesta.
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]]>L'articolo Sicilia. Razza: “Entro oggi provvedimenti contenitivi per territori con più contagi” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.
Inoltre, saranno adottate alcune misure di attuazione della disposizione impartita dal presidente della Regione sullo screening diagnostico su un campione significativo della popolazione:
“Entriamo in una fase dell’epidemia che deve ancora di più caratterizzarsi per la rapidità delle decisioni”, aggiunge Razza.
“Ai cittadini – prosegue l’assessore alla Salute – , mai come in queste ore, chiediamo di contribuire con la propria adesione ai protocolli di prevenzione del contagio. In una fase diversa della pandemia, siamo stati la regione che, attraverso la sua compostezza, ha sorpreso l’Italia. Non possiamo sbagliare adesso, perché nessuno vuole tornare ad una serrata che metterebbe in ginocchio la già fragile economia del nostro territorio”. (ANSA).
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]]>L'articolo Sicilia. Covid, Musumeci firmerà nuova ordinanza: altre zone rosse e limitazioni proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il Governo regionale sta studiando una nuova ordinanza che introdurrà particolari restrizioni, questa volta però limitate a piccole porzioni di territorio.
In provincia di Palermo sono già numerosi i Comuni che hanno chiuso scuole e imposto restrizioni. C’è il caso di Corleone, quello di San Giuseppe Jato è quello di Piana degli Albanesi. La regione ha già istituito una zona rossa nelle 4 strutture di Biagio Conte a Palermo ma potrebbe istituita anche in questi paesi dell’entroterra palermitano.
Italia esempio nel contrasto alla pandemia. A dirlo è l’OMS
Qui i sindaci stanno affrontando un’emergenza che nemmeno nel corso del lockdown di marzo era sopraggiunta. Per questo sono in studio nuove ordinanze, nuove aree isolate e forse anche nuove regole comportamentali per contenere la diffusione del Coronavirus.
Il 30 settembre scade l’ordinanza di Musumeci sulla gestione sanitaria. L’ordinanza sarà rinnovata ma sarà contenuta la possibilità, in presenza di alcune condizioni, di attivare zone rosse in modo da circoscrivere la possibilità di movimento di chi risulta contagiato. Il provvedimento non riguarderà interi Comuni con molta probabilità ma quartieri e strade, sopratutto se si parla di grandi centri urbani. Sembrano essere escluse, quindi, ampie zone rosse.
Scempio a Palermo. Deturpata la Cattedrale. Le Foto
La nuova ordinanza, che verrà emessa dopo un confronto con gli altri presidenti di Regione, potrebbe prevedere invece nuove misure comportamentali per cercare di arginare il più possibile la veicolazione del virus.
L’assessore alla Salute Razza intanto manifesta un cauto ottimismo sulle prossime settimane. “Attualmente c’è un problema solo a Palermo, dove contiamo il 60% dei ricoverati. Per il resto il tasso di ospedalizzazione resta basso, sotto controllo. Direi che molto inferiore a quello che si registrava durante i mesi di lockdown. Dunque avanti così. Certo, se la situazione dovesse peggiorare come è accaduto in Francia o Spagna….”.
Tutto in divenire quindi, si vive alla giornata e si spera di scongiurare situaIoni drastiche come quelle vissute nei mesi del lockdown.
Facciamo appello al buonsenso e al senso di responsabilità di tutti nell’adottare comportamenti adeguati a proteggere se stessi e gli altri da un possibile contagio.
Affluenza Referendum: In Sicilia il dato più basso d’Italia. E’ Record negativo
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]]>L'articolo Palermo. “Istituire zona rossa”. La lettera di Orlando al Governo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Coronavirus. Adesso è il SUD a preoccupare. L’8% dei degenti è in terapia intensiva
“Ho ritenuto di sollecitare tutte le istituzioni, tenuto conto delle procedure di legge che attribuiscono al Governo nazionale in via esclusiva il potere di istituire eventuali “zone rosse”. – ha detto Orlando -. Per quanto di sua competenza, il Comune ha organizzato di fornire viveri e pasti pronti alla Missione e da oggi, in collaborazione con ASP, la presenza dei mediatori culturali”.
Come è noto, nella città di Palermo opera da diversi anni la “Missione di Speranza e Carità”, struttura di accoglienza rivolta a soggetti fragili, uomini e donne, italiani e stranieri, giovani e anziani.
La struttura opera su quattro diverse sedi nella città, in base alla tipologia di cittadini accolti, in totale circa 900, in immobili messi a disposizione da amministrazioni pubbliche.
Nei giorni scorsi sono stati segnalati 4 casi di positività al Covid-19, a seguito dei quali, le autorità sanitarie regionali, in raccordo e contatto con tutte le istituzioni locali e la Prefettura, hanno avviato una massiccia campagna di screening e tracciamento.
La situazione emersa è, in particolare nella struttura più grande, che ospita circa 600 cittadini stranieri, particolarmente seria, con un tasso di positività oltre il 60% dei tamponi effettuati, aggravata dalla condizione di difficile se non impossibile rispetto distanziamento e ancor meno isolamento dei positivi asintomatici. In atto i positivi accertati sono 32 sui 50 tamponi di cui si è avuto l’esito.
La particolare condizione di fragilità e promiscuità della situazione, aggravata dal rifiuto di lasciare la struttura per recarsi presso l’albergo Covid-19 da parte di numerosi positivi, rischia di determinare una situazione di grave rischio sanitario e sociale per l’intera comunità locale.
Credo necessario, nel confermare la piena collaborazione da parte della Amministrazione comunale per quanto di propria competenza, un intervento del Governo nazionale e/o comunque da parte di tutte le Autorità comunque e diversamente competenti, sì da scongiurare il grave rischio accennato.
Le quattro strutture della “Missione Speranza e Carità” di Biagio Conte, a Palermo, diventano da oggi “zona rossa” per contrastare la diffusione del Coronavirus. Lo ha stabilito il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, con una propria ordinanza, dopo i 37 casi di positività accertati fra gli ospiti del centro.
La decisione è stata adottata dopo un vertice con l’assessore alla Salute Ruggero Razza e il direttore generale dell’Asp di Palermo Daniela Faraoni, che hanno esaminato l’andamento del contagio e la pericolosa promiscuità all’interno delle strutture. Ad accentuare la situazione di criticità è stato il rifiuto della quasi totalità dei soggetti ospitati a farsi condurre al Covid-Hotel San Paolo per la quarantena obbligatoria.
Nei centri, adesso, potranno entrare e uscire solo gli operatori sanitari e socio-sanitari ed il personale impegnato nella assistenza alle attività inerenti l’emergenza. A garantire la effettività dell’ordinanza di Musumeci, adottata ai sensi dell’articolo 3 del Dl 25 marzo 2020 n.19, dovranno essere le forze dell’ordine, all’esterno delle strutture.
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“La Sicilia – ha spiegato Razza – ha ordinato 2 milioni di tamponi rapidi, la metà della fornitura sarà a disposizione della Regione dopodomani, il resto la prossima settimana. Il test col tampone rapido ci consente di potere evidenziare in pochi minuti i casi positivi e valutare le azioni territoriali di screening“, ha spiegato Razza. I 2 milioni di tamponi saranno stoccati nei depositi della Protezione civile a Palermo e a Dittaino e, ha aggiunto, l’assessore “saranno distribuiti alle aziende sanitarie in base ai fabbisogni del territorio”.
“Siamo tra i primi ad avere questa tipologia di tamponi – ha detto Razza – Abbiamo innanzitutto pensato alle scuole un genitore non può aspettare 24 ore per avere una risposta su un tampone fatto al figlio“.
L’assessore Razza ha spiegato inoltre che in Sicilia fino ad oggi sono stati effettuati 170.800 test sierologici. I tamponi effettuati sono invece 402.836.
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]]>Sul tavolo dell’assessore Razza è arrivato ieri il report su quanto accaduto in Sicilia dal 4 maggio a Ferragosto. E induce l’assessore all’ottimismo: “Durante il picco di aprile i positivi che poi finivano ricoverati in ospedale erano il 30% mediamente, oggi siamo intorno al 10%. Vuol dire che siamo in grado di intercettare i contagiati in tempo, evitando che contagino a loro volta e che si aggravino le loro condizioni di salute prima di intervenire con le cure”. Dunque per Razza serve solo il rispetto delle regole.
“Degli attuali 722 positivi ben 241 sono migranti sbarcati sulle nostre coste. In più ci sono 54 persone arrivate da Malta, uno dei centri più a rischio, e altre 40 persone rientrate da varie mete estere. In pratica, i positivi non sono siciliani. Si può dire che i guai per noi arrivano da fuori. I casi di siciliani che hanno contratto il virus qui sono la minima parte”.
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]]>L'articolo Mascherina. Non è obbligatorio l’uso ma è obbligatorio averla sempre con sé proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Uso delle mascherine in spazi aperti.
Si è fatta molta confusione sull’articolo 23 dell’ordinanza del 17 maggio del presidente della Regione, che recita testualmente:
Ferme le specifiche disposizioni sull’uso di dispositivi di protezione individuale e del distanziamento, è obbligatorio nei luoghi pubblici e aperti al pubblico l’utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca. Il dispositivo protettivo deve, comunque, essere sempre nella disponibilità del cittadino nella eventualità in cui ne sia necessario l’utilizzo.
Non sono soggetti all’obbligo di utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso.
Per coloro che svolgono attività motoria non è obbligatorio l’uso di mascherina o copertura durante l’attività fisica stessa, mantenendo il distanziamento di metri due, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività medesima.
Come avevamo anche noi registrato in un articolo questa mattina, la confusione sull’interpretazione dell’ordinanza è apparsa subito palese e, in una nota l’assessore alla salute Ruggero Razza prova a fare chiarezza: “L’uso della mascherina, oltre che un dispositivo di protezione personale, è un segno di rispetto per le persone che ci circondano. Portarla sempre con sé, anche nei luoghi all’aperto, e indossarla quando non si può garantire una distanza interpersonale idonea a proteggere dal rischio del contagio, è un obbligo». Lo precisa l’assessorato regionale alla Salute in merito all’utilizzo in esterna della mascherina previsto dall’ordinanza emanata ieri dal presidente della Regione.
In particolare, viene sottolineato che l’impiego della mascherina è previsto nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico: ad esempio nei mercati, strade affollate o in qualsiasi spazio in cui – così come si legge anche all’art. 3 Dpcm del 17 maggio – «non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza» interpersonale. A titolo esemplificativo, va quindi specificato, che qualora un cittadino si trovasse per strada da solo o comunque ben distanziato da altri soggetti, l’uso del dispositivo di protezione non è obbligatorio, ma resta l’obbligo di averlo sempre con sé.
Come è noto l’ordinanza rileva inoltre che «per coloro che svolgono attività motoria non è obbligatorio l’uso di mascherina o copertura durante l’attività fisica stessa, mantenendo il distanziamento di metri due, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività medesima»: ovviamente qualora si rendesse necessario. Va infine ricordato che l’utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca non è obbligatorio per i bambini al di sotto dei sei anni e per le persone con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso.
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]]>L'articolo Mancata nomina del dirigente del policlinico Giaccone. Botta e risposta tra il rettore e l’assessore Razza sulla proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Dal Policlinico universitario dipende la formazione dei futuri medici. Il Rettore si era rivolto all’assessore denunciando la mancanza di attenzioni da parte dell’assessore al ramo e denunciando ingiustificabili ritardi della Regione sulla nomina del dirigente.
Razza, non aveva tardato a rispondere a Micari dichiarando: “Non replico al Rettore dell’Università di Palermo, anche se ogni tanto decide di rimettere i panni del candidato sconfitto alle elezioni che non riesce a fare rimarginare la ferita. Eppure, in merito alla designazione del direttore generale del Policlinico ‘Giaccone’, egli dimentica di aver fornito una rosa di nomi che comprende due direttori generali oggi in carica e uno non nominabile commissario, avendo superato i 65 anni di età. Quindi sa meglio di tutti che in questa fase di emergenza sanitaria il compito della Regione, nell’interesse della comunità, non poteva che essere prioritariamente finalizzato a garantire a tutte le strutture dell’Isola una forte assistenza del livello di governo, che non è mai mancata al Policlinico di Palermo. Al direttore generale penseremo nelle prossime giornate e nel rispetto di una valutazione complessiva e di sistema. Non per pressioni fortemente interessate che paiono, ma spero di sbagliare, dettate dall’insorgere di altre priorità”.
Oggi il rettore ritorna sulla questione, e lo fa con una nota nella quale si legge: “Non intendo entrare nel merito delle considerazioni di natura personale esternate dall’Assessore Razza, cui evidentemente sfugge la gravità della situazione di vuoto determinata dalla sua prolungata inerzia. L’Assessore infatti, piuttosto che replicare al Rettore, dovrebbe rispondere alla collettività del territorio di riferimento che subisce, senza ragioni evidenti, la non scelta dell’Amministrazione regionale che non consente di dotare il Policlinico Universitario di un vertice aziendale che garantisca sotto ogni profilo stabilità gestionale e continuità dell’azione amministrativa, con evidente pregiudizio per i servizi assistenziali cui il Policlinico è istituzionalmente deputato. Circa poi la rosa di nomi cui l’Assessore fa confusamente riferimento, ricordo che la stessa è stata fornita dall’Assessore e tratta da un precedente elenco prodotto dallo stesso Assessore.
Nell’ambito della terna proposta dall’Assessore Razza, responsabilmente e con senso delle Istituzioni, ho da tempo risalente espresso la mia condivisione manifestando l’intesa in ordine ad uno dei candidati proposti.
Non posso quindi – continua Micari – che augurarmi che il proposito dell’Assessore di “pensare al direttore generale nelle prossime giornate”, che pure costituisce un importante passo in avanti rispetto al prolungato silenzio che fino ad oggi ha deciso di riservare alla collettività, costituisca un impegno serio e responsabile e si traduca nel completamento della procedura di nomina del Direttore Generale dell’AOUP “P. Giaccone”, dando seguito all’intesa”.
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]]>Il Rettore, segnala quella che suo avviso ritiene una situazione divenuta insostenibile e si dispiace peraltro per l’assordante silenzio da parte dell’Assessorato, segno evidente della mancanza di rispetto istituzionale.
Come segnalato già sul finire dello scorso anno, con le dimissioni del dott. Carlo Picco dall’incarico di Direttore Generale dell’AOUP “Paolo Giaccone”, il Policlinico universitario di Palermo è privo del massimo Organo di vertice della governance aziendale dal 19 dicembre 2019.
La situazione è divenuta pressoché insostenibile quando anche il dott. Fabrizio di Bella, Direttore Amministrativo dell’azienda, cui il Direttore Generale uscente aveva delegato le sue funzioni, è decaduto dall’incarico per intervenuta scadenza dello stesso; ciò avveniva in data 29 febbraio 2020, un mese dopo l’intervenuto stato di emergenza nazionale dichiarato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.Non si ritiene possa essere messa in dubbio la funzione strategica che l’A.O.U.P. “Paolo Giaccone” ha svolto e svolge nel drammatico contesto determinato dall’emergenza sanitaria. Spiace dovere constatare che tale funzione sia stata svolta da un’Azienda acefala, la cui gestione è stata nei fatti affidata al Direttore Sanitario pro – tempore coadiuvato, giusta delega conferita dal Direttore Sanitario medesimo, dal Direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza, prof. A. Giarratano, per il coordinamento delle attività inerenti la criticità legata all’emergenza epidemiologica da COVID – 19.
Allo stato attuale, con l’emanazione del DPCM del 26 aprile 2020 e l’avvio della c.d. “Fase 2”, la gestione dell’emergenza sanitaria, certamente non conclusa, si accompagna alla necessità di riavviare le prestazioni assistenziali “ordinarie” la cui erogazione è stata sospesa e/o rallentata per far fronte alla pandemia, ciò che a maggior ragione richiede un assetto stabile e completo degli organi di governo aziendali.
Il quadro di riferimento sopra descritto rende assolutamente ingiustificabile la scelta dell’Amministrazione Regionale di non procedere alla nomina del Direttore Generale dell’AOUP, nonostante il raggiungimento dell’intesa, prevista dalla normativa vigente e dal Protocollo d’Intesa stipulato tra Regione e Università il 4 febbraio 2020, sul nominativo del dott. Gaetano Sirna, proposto dalla Regione in data 28 febbraio 2020 e condiviso dall’Università di Palermo il 3 marzo 2020.Dispiace peraltro che alle ripetute note inviate in tal senso da questa Amministrazione, l’ultima in data 24 marzo, sia corrisposto un assordante silenzio da parte dell’Assessorato, segno evidente della mancanza di rispetto istituzionale.
L’accorata necessità di scongiurare la paralisi dell’Azienda è stata più volte manifestata anche dalle Organizzazioni Sindacali, anch’esse private dell’interlocutore istituzionale a causa della prolungata ed ingiustificabile inerzia dell’Amministrazione Regionale, e alle quali questo Ateneo, suo malgrado, non ha potuto fornire alcuna soluzione alternativa non annoverando tra le attribuzioni proprie poteri sostitutivi in materia.
Non resta quindi che ricordare i rilevanti profili di responsabilità dei soggetti coinvolti in questa annosa vicenda nei confronti della popolazione cittadina e della Sicilia occidentale, fare appello ad un auspicabile ritrovato senso delle Istituzioni e ribadire con forza, in ragione dell’urgenza dettata dalle circostanze sin qui rappresentate, l’esigenza indifferibile di procedere alla suddetta nomina attraverso la definizione dell’iter procedurale di esclusivo appannaggio regionale (cfr. art. 4, comma 1 del Protocollo d’Intesa del 4 febbraio 2020) che di seguito si riporta:
– Proposta dell’Assessore regionale per la Salute;
– Deliberazione della Giunta regionale;
– Decreto del Presidente della Regione Siciliana.
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