scontro ue astrazeneca Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Sun, 11 Apr 2021 16:24:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp scontro ue astrazeneca Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 L’UE invia ultimatum ad AstraZeneca: ecco la lettera mandata all’azienda https://www.younipa.it/lue-invia-ultimatum-ad-astrazeneca-ecco-la-lettera-mandata-allazienda/ Sun, 11 Apr 2021 16:03:12 +0000 https://www.younipa.it/?p=60907 La lettera che contiene l’ultimatum della UE ad AstraZeneca è stata inviata il 19 marzo....

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La lettera che contiene l’ultimatum della UE ad AstraZeneca è stata inviata il 19 marzo. Era stato dato tempo all’azienda di rispondere e provvedere in 20 giorni. La società avrebbe dovuto consegnare fra i 30 e 40 milioni di dosi del vaccino entro la fine del 2020. E fra 80 e 100 milioni nei primi tre mesi di quest’anno e il resto dei 300 milioni previsti entro la fine di giugno. Ma i dati ci dicono che, a fine marzo, l’azienda aveva fornito solo 30,12 milioni di dosi.

L’ultimatum UE ad AstraZeneca

Adesso il tempo è scaduto. Almeno formalmente. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la lettera del 19 marzo che Bruxelles ha inviato a Iskra Reic, vicepresidente esecutiva per l’Europa e il deputy General Councel, legale aziendale, Mariam Koohdari conteneva l’elenco delle mancanze e delle violazioni del contratto firmato.


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Le violazioni dell’azienda AstraZeneca

“A seguito di un’analisi dettagliata di tutte le informazioni – si legge nel documento – siamo giunti alla conclusione che AstraZeneca ha violato e continua a violare le sue obbligazioni contrattuali sulla produzione e la fornitura delle 300 milioni di dosi iniziali per l’Europa“. Quando fu firmato il documento l’azienda, guidata dal francese Pascal Soriot, emerse che era stato espresso nero su bianco il concetto che l’azienda non aveva contratti e obblighi verso altri e che l’azienda si impegnava a produrre il vaccino anche fuori dell’Europa.

Ora sono trascorsi i venti giorni di tempi dati ad AstraZeneca per “porre rimedio alle sostanziali violazioni contrattuali”. Ed è evidente che non sono stati recuperati i ritardi che adesso potrebbero implicare una richiesta di danni. Anche perché nella letterasi ricorda che “la sostanziale violazione dell’accordo di acquisto da parte dell’azienda può portare a conseguenze drammatiche per la vita, la salute e la libertà di milioni di cittadini europei nella crisi Covid-19″.

Gli impegni disattesi di AstraZeneca

Astrazeneca avrebbe dovuto consegnare fra i 30 e 40 milioni di dosi del vaccino entro la fine del 2020. Tra 80 e 100 milioni nei primi tre mesi di quest’anno. E il resto dei 300 milioni previsti entro la fine di giugno. Ma a fine marzo l’azienda aveva fornito solo un quarto del totale che era previsto, solo 30,12 milioni di dosi.

Inoltre, l’azienda avrebbe anche ritardato la richiesta di autorizzazione all’Ema. Proprio per prendere tempo a causa dei suoi problemi di produzione di dosi. La sperimentazione del vaccino di Oxford era quella partita prima di tutti. Nella lettera – pubblicata per la prima volta dal quotidiano francese Les Ecos – viene ricordato che la Commissione aveva pagato una prima rata di 227 milioni subito dopo la firma del contratto di agosto, ma che in autunno è stata sospesa la seconda rata di 112 milioni per “mancanza delle rendicontazione richiesta”. Senza contare il sospetto che parte delle dosi europee siano andate alla Gran Bretagna.


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La Commissione europea furiosa con l’azienda farmaceutica AstraZeneca. E’ il primo contrasto aperto dell’Ue con una delle case farmaceutiche con cui sono stati firmati contratti per la fornitura dei vaccini anti-covid. Ma forse in questo conflitto c’è insito qualcosa in più. Infatti Astrazenenca rappresenta anche un’azienda londinese, post Brexit. L’increscioso sospetto, confermato ancora oggi dalla Commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides, è che Astrazeneca abbia destinato al Regno Unito le fiale prodotte negli stabilimenti europei di Belgio e Germania, sottraendole al carico destinato all’Ue.

La Kyriakides in conferenza stampa ha dichiarato: “Le case farmaceutiche non si facciano illusioni: noi abbiamo i mezzi per capire cosa succede, sappiamo dove vengono prodotte le dosi e se sono state mandate da qualche parte”.

La spinosa questione delle dosi mancate

La casa farmaceutica avrebbe stipulato un contratto che prevedeva il coinvolgimento di alcuni diversi stabilimenti nella fornitura delle dosi vaccinali. Quattro per la precisione. Si tratterebbe di stabilimenti certificati per la produzione di vaccini, di cui due in Gran Bretagna, due in Europa e uno in India da utilizzare solo in caso di emergenza. L’Ue tuona “Non possono dirci che le dosi ce le hanno ma sono lontane. Proprio non si capiscono le loro spiegazioni, non sono chiare, non sono nemmeno delle spiegazioni, ma delle allusioni”.

L’umore è nero in Commissione, per la beffa ma anche per la figuraccia. E’ la prima vera scivolata dopo il grande sforzo di gestire in maniera comune la campagna vaccinale, per non lasciare che ogni Stato decidesse per sé. Ma la clausola di riservatezza dei contratti imposta dalle case farmaceutiche, clausola che la Commissione Ue ha accettato senza battere ciglio e anzi difendendola rispetto alle critiche, ora si sta rivoltando contro i suoi stessi autori.

La Commissione ha chiesto ad AstraZeneca di poter pubblicare il contratto, ma la causa farmaceutica non ne vuole sapere. Dalla Commissione insistono per difendere le ragioni dell’Europa contro un’azienda che, secondo loro, sta facendo gli interessi della madrepatria, la Gran Bretagna. Naturalmente, l’azienda britannica nega di aver preferito la Gran Bretagna al mercato europeo, allude a problemi di produzione non ben specificati: Ma in fondo – come rivela l’intervista del CEO Soriot – difende la scelta di privilegiare il mercato britannico: Downing Street ha firmato il contratto prima dell’Ue, è la loro spiegazione. Che trova conferma nella reazione del governo Johnson: “Gli stabilimenti sul suolo britannico devono fornire prima noi”.

La commissione: Non può funzionare come dal macellaio…

Ma a Bruxelles ribattono e dicono che le cose non stanno così. E comunque “rigettiamo la logica del primo arrivato primo servito”, avanzata da AstraZeneca, che “può funzionare dal macellaio di quartiere”, ma “non certamente in un contratto e tantomeno nei nostri contratti di acquisto anticipato” dei vaccini, continua la Commissaria.

Ma all’atto pratico adesso che succede? In Commissione sperano di poter deporre le armi e arrivare ad una soluzione. “I vaccini servono ora, non tra due anni. Puntiamo ad una soluzione”, sottolineano. E fanno anche sapere che stanno aspettando che l’azienda proponga loro una soluzione.

In serata si tiene un ennesimo incontro tra il Commissario europeo alla Salute Stella Kyriakides e il Ceo dell’azienda. Appuntamento che a un certo punto in giornata era stato annullato dalla stessa casa farmaceutica, indisponibile a trattare. Poi le pressioni europee hanno avuto la meglio. L’incontro è in agenda. “Anche con Biontech/Pfizer abbiamo avuto problemi, ma, parlando, li abbiamo risolti – frena Kyriakides – Chiedo lo stesso ad AstraZeneca”.


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L’azienda questo pomeriggio dovrebbe partecipare alla riunione del comitato direttivo Ue sui vaccini in programma nel pomeriggio.

L’Europa chiede che l’azienda di rispettare il contratto, proponendone anche la pubblicazione. La risposta dell’azienda è stata molto risentita. Il vaccino, intanto, è in attesa di approvazione.

Lo scorso venerdì, AstraZeneca aveva annunciato una riduzione del 60 per cento delle consegne nel primo trimestre del 2021. Taglio che renderebbe enormemente più complicato, per i Paesi Ue, arrivare rapidamente a una vaccinazione di massa.

L’incontro con il comitato direttivo europeo di questo pomeriggio riguarderà proprio la consegna delle dosi. Si rincorrono intanto smentite e conferme su un presunto rifiuto di AstraZeneca nel voler partecipare al vertice di questa sera. Un giallo che arriva dopo che l’UE aveva contrastato il Ceo dell’azienda, Pascal Soriot in merito alle presunte inadempienze della casa farmaceutica nei confronti dell’europa.

Bruxelles contesta le dichiarazioni del Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, e chiede lo svincolo dalla clausola di segretezza per poter pubblicare il contratto. Le fonti chiariscono che non è previsto che la produzione delle dosi per l’Ue debba essere limitata alla fabbrica in Belgio, ma può avvenire anche nel Regno Unito. Oggi l’incontro del comitato direttivo sui vaccini Ue è previsto per le 18.30 con AstraZeneca. Attendiamo gli esiti dell’incontro per capire come si risolverà la questione.


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