Scozia Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Wed, 26 Jan 2022 18:32:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp Scozia Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Ritrovata in Norvegia una lettera in bottiglia inviata dalla Scozia 25 anni prima – I DETTAGLI https://www.younipa.it/ritrovata-in-norvegia-una-lettera-in-bottiglia-inviata-dalla-scozia-25-anni-prima-i-dettagli/ Wed, 26 Jan 2022 18:26:59 +0000 https://www.younipa.it/?p=82781 Una lettera in una bottiglia inviato da una ragazzina in Scozia è stato trovato in Norvegia 25...

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Una lettera in una bottiglia inviato da una ragazzina in Scozia è stato trovato in Norvegia 25 anni dopo. Joanna Buchan – racconta la Bbc – aveva otto anni quando lasciò cadere la bottiglia da un peschereccio al largo di Peterhead nel 1996 per un progetto scolastico. Nella lettera rivelava l’amore per i dolci e per il suo cane e l’antipatia per l’altro sesso.

“A proposito, odio i ragazzi”, era la conclusione. Nell’estate del 2020 la bottiglia è stata trovata a quasi 1.300 chilometri di distanza, in particolare a Gasvaer, nel nord della Norvegia, da Elena Andreassen Haga, che ha rintracciato Joanna sui social media.

Ed ha raccontato che anche sua padre aveva trovato un messaggio in una bottiglia quando aveva circa cinque anni, nella stessa zona. “Ricordo vagamente di aver scritto un messaggio alla Peterhead Central School nel 1996″, ha spiegato poi l’ex studentessa scozzese, riconoscendo comunque che quella fosse la sua calligrafia.

E quando l’ha riletto è “morta dal ridere”, perché “ci sono delle battute davvero adorabili, su ciò che era importante per me in quel momento. Vorrei poterlo dire ai miei insegnanti dell’epoca”. “Ha chiaramente fatto il suo tempo nel Mare del Nord”.

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Ciclo mestruale-Diritto di sostenibilità https://www.younipa.it/ciclo-mestruale-diritto-di-sotenibilita/ Wed, 25 Nov 2020 12:50:09 +0000 https://www.younipa.it/?p=44200 La sostenibilità, economica e pisicologica del ciclo mestruale per le donne, è un argomento che...

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La sostenibilità, economica e pisicologica del ciclo mestruale per le donne, è un argomento che è stato molto dibattuto in questi anni, senza arrivare purtroppo al raggiungimento di risultati concreti.

La lettera delle dirigenti PD

Au­ro­ra Fer­re­ri e Glo­ria di Mi­ce­li, dirigenti del Partito Democratico Siciliano, hanno annunciato l’in­vio di una let­te­ra a Fa­bri­zio Mi­ca­ri, Ret­to­re del­l’U­ni­ver­si­tà di Pa­ler­mo, per richiedere di intallare distributori di assorbenti nelle sedi dell’Ateneo.

«In cor­ri­spon­den­za del­l’i­ni­zio del­la Con­fe­ren­za sul Bi­lan­cio di Ge­ne­re pre­vi­sta per que­sta set­ti­ma­na- affermano-  ab­bia­mo scrit­to al Ret­to­re di Pa­ler­mo, prof. Fa­bri­zio Mi­ca­ri, per chie­de­re che an­che l’a­te­neo pa­ler­mi­ta­no, dopo l’U­ni­ver­si­tà Sta­ta­le di Mi­la­no, pos­sa do­tar­si di di­stri­bu­to­ri di as­sor­ben­ti a prez­zo cal­mie­ra­to, come pas­so con­cre­to ver­so la lot­ta con­tro le di­spa­ri­tà di ge­ne­re. »

Si tratta di una battaglia simbolica, per vincere il tabù del ciclo mestruale delle donne e per fare un passo avanti in più nella lotta contro la disparità di genere.

« Da di­ver­si anni- scri­vo­no nel­la let­te­ra le due dirigenti PD- si por­ta avan­ti una lot­ta per l’e­li­mi­na­zio­ne del­la Tam­pon Tax, che vuo­le gli as­sor­ben­ti fem­mi­ni­li equi­pa­ra­ti ai beni di lus­so, con un’I­va pari al 22%. Si trat­ta di una que­stio­ne di giu­sti­zia so­cia­le, che an­dreb­be ad aiu­ta­re le tan­te ra­gaz­ze pre­sen­ti nel­la no­stra Uni­ver­si­tà, che sia­mo cer­te ver­rà spo­sa­ta dal Ma­gni­fi­co Ret­to­re che già in pas­sa­to ha di­mo­stra­to gran­de sen­si­bi­li­tà ri­spet­to alle po­li­ti­che di ge­ne­re.»

La tassazione sugli assorbenti

La tassazione sugli assorbenti è un argomento molto dibattuto ovunque. Non sempre però con risultati ottimali. In questo senso la situazione italiana appare una delle più problematiche, con la sua Iva al 22% sugli assorbenti, di fatto considerati dei beni non primari. Eppure gli assorbenti non sono un lusso e le mestruazioni non sono una scelta per nessuna donna, ecco perché il resto d’Europa si sta adeguando e sta venendo incontro alle donne. Francia e Inghilterra hanno abbassato l’imposta al 5,5%, l’Olanda al 6% mentre il Canada e l’Irlanda l’hanno addirittura abolita.

Il caso della Scozia

La notizia più positiva arriva anche Scozia, che sarà addirittura il primo Paese a fornire gratuitamente gli assorbenti. E’ la Scozia infatti il primo paese ad approvare una legge legata alla distribuzione di assorbenti. Saranno gratis per tutte le donne.

Il provvedimento di legge approvato all’unanimità, si deve alla parlamentare Monica Lennon. Si intende garantire che chiunque nel Paese possa ottenere questi prodotti gratuitamente, facilmente e nel pieno rispetto della privacy. Si tratta del Period Product (Free Provision) Bill. La proposta di legge era stata avanzata dalla Lennon, che era rimasta stupita nell’apprendere quanti soldi vengano di mese in mese spesi dalle donne per l’acquisto di prodotti che non sono certo un lusso.

Una donna può arrivare a sborsare anche nove euro al mese, per portare a casa tutto il necessario per i giorni del ciclo. Perché di necessario, appunto, si tratta: non è qualcosa di cui si può fare a meno. E nove euro al mese su scala annuale e moltiplicati poi per i diversi decenni in cui ogni individuo di sesso femminile deve provvedere a comprare assorbenti, diventa una somma notevole.

Il governo scozzese era avanti su questa tematica, aveva già deciso di distribuire assorbenti gratis nelle scuole e nelle università. Il passo successivo arriva con questo provvedimento, che mette a disposizione di società sportive, associazioni di beneficenza e autorità locali 9,2 milioni di sterline (oltre 10 milioni di euro). Ciascuna divisione amministrativa scozzese potrà poi autonomamente decidere come procedere per attuare la legge e far sì che gli assorbenti siano forniti gratuitamente a tutte le donne che ne facciano richiesta. Con un procedimento snello e nella massima discrezione. Si potrà scegliere se ritirare personalmente i prodotti o farseli consegnare. L’aspetto della privacy è importante, visto che oggi molte donne ancora vivono con imbarazzo gli argomenti legati alle mestruazioni. Ci auguriamo che la decisione “rivoluzionaria” del parlamento scozzese possa essere un passo avanti per superare il tabù del ciclo mestruale e avere agevolazioni per l’acquisto di prodotti necessari alle donne, per natura.

Noi ci auguriamo che gli altri stati europei possano seguire l’esempio della Scozia e, soprattutto, che le donne di ogni stato e continente, possano iniziare a vivere serenamente questo aspetto della loro femminilità, senza vergogna e imbarazzo e senza che la società in primis lo faccia percepire come un tabù.


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La studentessa che inventa le borsette fatte di trippa https://www.younipa.it/la-studentessa-che-inventa-le-borsette-fatte-di-trippa/ https://www.younipa.it/la-studentessa-che-inventa-le-borsette-fatte-di-trippa/#comments Tue, 25 Mar 2014 09:00:14 +0000 https://www.younipa.it/?p=12634 Novità sul fronte trendy del momento. Ragazze aprite bene le orecchie e strabuzzate gli occhi....

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Novità sul fronte trendy del momento. Ragazze aprite bene le orecchie e strabuzzate gli occhi. Ecco a voi le borsette fatte di trippa, cioè la parte che coincide con lo stomaco della mucca. Non guardate lo schermo inorridite, no no. Ad inventare l’accessorio del momento è stata una studentessa scozzese 23enne di design, Jocelyn Mather.

«Il mio professore continuava a dire che starebbero bene a Lady Gaga», ha dichiarato la giovane. La sua collezione di borse cucite a mano varia dalle piccole clutch alle borse con manici, usando la trippa come rivestimento o come copertura. Anche i fissaggi sono stati fatti usando parti della mucca come ad esempio le corna, per le quali ha subito una perquisizione da parte dei funzionari della fauna selvatica.

«Il mio agente immobiliare ha fatto un controllo del mio appartamento e si è imbattuto in un paio di corna», ha detto la studentessa. Ha pensato che fossero zanne d’avorio e ha chiamato la polizia. «Ero terrificata ma gli agenti si sono messi a ridere quando hanno visto le corna».

Le borse, quattro per l’esattezza, sono state addirittura esposte alla mostra della Edinburgh Napier University.

Arte o follia?

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