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]]>Vodafone mette all’asta il primo SMS al mondo. Due parole, 14 lettere per testare la nuova e rivoluzionaria tecnologia di comunicazione augurando un “Buon Natale”. È questo il primo SMS che Vodafone inviò nel 1992 a Richard Jarvis, dipendente dell’azienda. Oggi, a distanza di 29 anni, quell’SMS diventa un documento storico, grazie agli NFT. Il messaggio sarà messo all’asta il 21 dicembre dall’agenzia francese Aguttes.
Maximilien Aguttes, responsabile della sopracitata casa d’aste, spiega: “Il primo libro stampato, la prima telefonata, la prima email: tutte queste invenzioni hanno cambiato la nostra vita e la nostra comunicazione nel mondo. Questo primo sms ricevuto nel 1992 è una testimonianza storica del progresso umano e tecnologico. Ha trasmesso un messaggio di gioia, ‘Buon Natale’”.
L’acquirente dovrà pagare con la cripto valuta Ethereum, una cifra che possiamo ben immaginare non sarà irrisoria (si pensa come minimo 200 mila dollari). Egli potrà così acquisire la proprietà esclusiva di una replica dettagliata ed unica del “reperto digitale”. L’intero ricavato andrà all’UNHCR, agenzia delle Nazioni Unite che aiuta le famiglie di rifugiati fuggiti da situazioni insostenibili nel proprio Paese.
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]]>L'articolo “Il tuo pacco sta arrivando”, la nuova truffa online: il vademecum per non cascarci proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>In un periodo come questo, in cui troviamo i negozi chiusi a causa delle restrizioni, sempre più spesso facciamo acquisti online. A non lasciarsi sfuggire nulla, gli spietati hacker che tornano con una nuova truffa tutta digitale.
La nuova truffa utilizza anche i canali sms. L’unico per modo per non cascare nella nuova trappola, è quella di non cliccare sul collegamento ipertestuale contenuto nel messaggio. Simile a questo:

Il link vi riporterà ad una pagina che vi invita ad effettuare un pagamento aggiuntivo per sbloccare il pacco e consentirne la consegna. Un gioco da ragazzi per i pirati informatici, che così facendo trovano libero accesso alle informazioni personali degli utenti, soprattutto alla loro carta di credito. La cosa migliore da fare quindi è eliminare il messaggio e bloccare il numero dell’utente.
Stesse istruzioni da seguire nel caso riceviate un’email con lo stesso oggetto dell’sms. Possibile anche che vi si chieda di pagare alcune spese di sdoganamento, molto spesso riduttive, per poter sbloccare il pacco in consegna. Ricordate sempre di controllare l’indirizzo del mandatario e, qualora ci fosse, il numero di spedizione corrispondente. Tenete a mente che nessun corriere ha mai richiesto il pagamento di alcuna somma per sbloccare il tracking.
Se avete acquistato qualcosa da Amazon o da qualsiasi altra piattaforma e-commerce, ricordate che qualsiasi compagnia mette ben in evidenza le proprie credenziali al fine di permettere all’utente di essere sicuro nell’interazione. Se avete ulteriori dubbi, inviate direttamente un’email al gestore interessato o cercate sul relativo sito le informazioni sullo stato di spedizione del vostro pacco. Tenete gli occhi bene aperti e continuerete ad acquistare online in tutta sicurezza!
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