L'articolo FB, WhatsApp e Instagram down, lunedì nero per Zuckerberg: le perdite e il motivo del disservizio proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Una situazione inedita quella che si è verificata ieri, quando i server di Facebook, WhatsApp e Instagram non hanno più funzionato dalle 18.00 fino a tarda sera. Il protrarsi del disservizio ha generato una perdita pari a 6 miliardi di dollari per Zuckerberg, circa 5,26 miliardi di euro, principalmente a causa del crollo delle azioni. Soltanto ogni ora di Facebook down costa, infatti, al patron del social circa 13 milioni di dollari.
Dopo le primissime ore del “down”, molti hanno gridato al sabotaggio, credendo fosse la causa più verosimile per un evento così disastroso. Ma l’ipotesi di un attacco hacker è stata accantonata quasi subito. I tecnici hanno infatti spiegato che incursioni di questo tipo prendono di mira punti specifici del sistema, e non la sua intera architettura.
Ora dopo ora, mentre l’azienda ammetteva di aver un problema che stava cercando di risolvere, scusandosi con gli utenti per i disagi, si è reso sempre più chiaro il vero motivo. A quante pare, a provocare il “down” mondiale delle piattaforme sarebbero state le modifiche alla configurazione dei router che coordinano il traffico di rete tra i centri dati. Quando è divenuto evidente che, coi sistemi totalmente paralizzati, bisognava necessariamente intervenire manualmente sui server, ci si è resi conto che chi era in grado di farlo era fisicamente lontano, mentre chi era già in azienda non aveva le competenze necessarie. Anche per questo ci sono volute quasi 7 ore prima di poter ricominciare ad attivare le piattaforme in modo molto graduale. Adesso, tutto sembra esser ritornato come prima… tranne il portafoglio di Mark.
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]]>Ma tutto questo fa bene alla coppia? E soprattutto, è opportuno? Quando siamo in coppia, è giusto condividere ogni momento che dovrebbe rimanere intimo e privato? Forse se siete i Ferragnez la risposta è si. Ma se non lo siete provate a riflettere bene prima di sbandierare sui vostri social la vostra intimità di coppia.
Ecco cinque buone ragioni per cui sarebbe meglio riporre il telefono in borsa quando siete con il vostro partner.
I Social Network possono essere dei luoghi meravigliosi di ritrovo e condivisione, ma talvolta si tende a esagerare. Ogni istante prezioso e felice non è più solo “nostro”, bensì di tutti, persino degli sconosciuti a cui abbiamo accettato la richiesta di amicizia. E se da una parte alcuni successi vanno condivisi, dall’altra sarebbe meglio fermarsi a riflettere: è giusto condividere selfie, frasi, dediche o persino regali che si ricevono dal proprio fidanzato o fidanzata? Qualche spunto di riflessione.
Il primo punto da sottolineare è la privacy. Siamo così abituati a condividere quello che mangiamo, cosa vediamo, cosa leggiamo che non esiste più il concetto di intimità nell’era moderna. Ma quando si è in coppia, bisognerebbe rispettare anche le opinioni altrui. Scattare un selfie non è più un ricordo. Diventa un momento da condividere subito su Instagram o Facebook.
Il continuo utilizzo dei Social Network può creare una dipendenza. Ma riflettete attentamente: è necessario correre sui social più famosi per postare il regalo che ti ha fatto in occasione di San Valentino?
Ecco questo è il primo vero motivo di questo consiglio. Pensate alla felicità e siatene ossessivamente gelosi. Codividetela con il vostro partner e non con degli sconosciuti su Facebook. Viviamo semplicemente la relazione?
Innamorarsi è una cosa così bella… godersi le prime settimane o mesi di una relazione è qualcosa di speciale, che non si ripeterà mai più all’interno della coppia. Eppure, sembra proprio che il picco di pubblicazioni di foto e pensieri d’amore avvenga durante le prime fasi di un nuovo legame.
Datevi tempo ragazzi! Concedetevi una tregua dai Social Network. Non sono un lavoro né sono la tua vita. Apprezzate la possibilità di essere felici.
Sembra una sciocchezza, ma in realtà non lo è. Ormai le persone sui Social non hanno più freni. Rispetto al passato, in cui c’era un po’ di timore nel dire la propria opinione e si rifletteva a lungo prima di proferire parola. Oggi basta un rapido commento, due frasi sulla tastiera per rompere gli equilibri più stabili. Pensate ai commenti che potrebbero fare amici o famiglia, o peggio ancora…i vostri haters!
Potrebbe venirne fuori un conclitto di copplia, o attriti e discussioni inutili. Un commento o un apprezzamento potrebbe dar fastidio a te e al tuo lui o lei. Senza contare che la gelosia e le scenate dei più possessivi sono all’ordine del giorno quando si tratta di essere social. Forse, è meglio lasciar perdere, no? Pubblicare solo quanto necessario, una foto ogni tanto, uno scatto simpatico o divertente. Perché i ricordi migliori dovrebbero essere personali, serbati nel cuore e negli occhi di chi ama.
Se la vostra è una relazione appena nata, chiedete sempre al vostro partner prima di postare, se non potrebbe dare fastidio. Se il tuo lui o lei ha una allergia da Social Network, fermatevi e riflettete. Magari per voiè scontato condividere una foto o un vostro video insieme, o fare una storia su Instagram. Le relazioni sui social, però, possono degenerare rapidamente.
La pressione da social esiste, ed è il motivo per cui molte persone o ne sviluppano una dipendenza o ne soffrono. Dipende anche dalla propria personalità, dal carattere riservato o meno, oppure dallo stile più estroverso. Di base, ricorda sempre che non siamo tutti uguali. Abbiamo ognuno delle esigenze diverse. E magari il vstro partner non ama mostrare troppo di sé al mondo.
Last but not list….Sì, avete letto bene! Tutto ciò che mandiamo online, rimane sul web. Anche quando cancelliamo una foto, purtroppo rimarrà in qualche database, lontano dal nostro potere di eliminazione. È il motivo per cui dovrebbe esserci al giorno d’oggi una maggiore attenzione a che cosa carichiamo online, soprattutto quando parliamo di foto e video. E se la storia finisce? Rimarrà per sempre traccia sul web di tutto quello che avete vissuto…i vostri ex saranno lo scheletro nell’armadio dei vostri partner…insomma, un intreccio inutile!
Quindi riflettetet cari amici…magari postate un po’ meno e godetevi un po’ di più quei magici momenti di condivisione (di coppia) e intimità. Certo, qualcosa la si può condividere, soprattutto se abbiamo un’anima social. Basta ricordarsi la giusta via di mezzo. Parte delle emozioni e del vostro vissuto teniamolo per noi, proteggiamolo dagli occhi indiscreti e invidiosi degli altri. Siate social quanto basta per non rovinare la perfetta intimità di una memorabile storia d’amore!
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]]>L'articolo Facebook, furto di dati sensibili: gli utenti italiani tra i più derubati proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>I dati maggiormente sottratti sono il numero di telefono, e l’identificazione del posto e del datore di lavoro.
Egitto, Italia e Stati Uniti sono i paesi più colpiti. I cui utenti sono maggiormente interessati dalla fuga di dati di 533 milioni di profili Facebook. La fuga di dati era tornata alla ribalta qualche giorno fa portando all’apertura di una istruttoria da parte del Garante della privacy. I ricercatori della società Surfshark hanno condotto un’analisi molto approfondita. Sono giunti a questa conclusione: si tratta in media di cinque tipi di dati più derubati per utente. E sono numeri di telefono, ID Facebook, nomi completi, luoghi, date di nascita, biografie e alcuni indirizzi e-mail.
L’Italia risulta essere il secondo Paese più colpito. Al primo posto l’Egitto. Molto colpiti anche gli americani e i sauditi. Nello specifico, secondo l’analisi, sono trapelati i dati di 44.833.547 utenti egiziani, 35.677.377 italiani, 32.315.282 americani e 28.804.686 sauditi. Nel Regno Unito sono interessate 11.522.327 di persone. Gli altri paesi piu’ colpiti sono Francia, Turchia, Marocco, Colombia, Iraq e Sud Africa.
Spiegano i ricercatori che, ad esempio, solo per il 4,76% dei profili c’è stata una esposizione dell’indirzzo email, Invece per ben l’89,01% del proprio numero di cellulare. L’analisi di Surfshark ha rilevato che il set di dati consente anche di abbinare nomi e numeri di telefono con i dati sulla posizione (esposti nel 60,58% dei casi) e i nomi dei datori di lavoro (esposti nel 18,3% dei casi), mettendo le persone a rischio di “spear phishing”, in pratica delle truffe.
Goddy Ray, uno dei ricercatore di Surfshark, ha spiegato: “Questo è un invito agli utenti a essere più guardinghi. Sia si tratti di sms, e-mail o altri mezzi da cui si ricevono messaggi, va controllato sempre mittente, link, file allegati, errori grammaticali, tono di urgenza e le offerte che spesso sono troppo belle per essere vere”. La fuga di dati di Facebook risale al 2019, il database è stato messo in vendita circa due mesi fa e pochi giorni fa è tornato disponibile online, ma gratuitamente. Il Garante della privacy ha invitato le persone a prestare attenzione ad anomalie sul proprio cellulare.
Sappiamo tutti di essere esposti a fughe di dati. E siamo consapevoli che oggi con i social la privacy è davvero messa a rischio. Quindi l’invito è sembpre quello di fare attenzione a quello che condividiamo sul web e, se riscontriamo anomalie ricordiamo sempre di andare a fondo al problema e denunciare eventualmente la cosa agli organi competenti.
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]]>L'articolo Travel Shaming: cos’è e perché sta prendendo piede proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Con il perdurare della difficile situazione pandemica che stiamo attraversando e che non accenna ad arretrare, il tema del viaggio, in particolare di piacere, è oggetto di continui dibattiti. Ma è anche oggetto di continui cambiamenti di regole, cambi di orientamento, cancellazioni di voli, spostamenti di orari, continue polemiche.
In questo clima si fa strada un sentimento particolare, che è stato appellato come “travel shaming”. Perchè oggi si sa, ci piace dare un nome a tutto, anche al biasimo e la condanna assoluta nei confronti di chi ha la possibilità di viaggiare in questo periodo.
Tale reazione ha trovato nei social network la propria cassa di risonanza. Come accade spesso di questi tempi infatti, i social sono ormai lo specchio della nostra realtà. Così per chi viaggia e tende a postare le esperienze sui propri profili sono pronti a piovere una lunga serie di commenti negativi, e talvolta anche insulti.
È accaduto, ad esempio, a Kim Kardashian che ha regalato un viaggio privato in Polinesia Francese a familiari e amici, e a Kylie Jenner dopo un viaggio a Parigi, meta che dovrebbe essere interdetta agli statunitensi.
Alcuni influencer rispondono al “travel shaming” dichiarando che per loro il viaggio è lavoro come nel caso dell’influencer Barbora Ondrackova, o della nostrana Giulia De Lellis.
Ricevere reazioni negative e critiche ai propri post e contenuti, fa parte del rovescio della medaglia del “lavoro” di influencer social. Ma il nuovo fenomeno di biasimo per chi viaggia in questo delicato periodo si estende in realtà a tutte le persone, anche le più comuni.
Amici e conoscenti vengono ora sottoposti al travel shaming se salgono su un volo oppure prendono un treno. Spesso chi li giudica non è nemmeno a conoscenza della vera motivazione del viaggio.
La verità probabilmente è da ricercare nell’esasperazione generale del periodo. Siamo tutti frustrati da questa situazione pandemica e l’incertezza sul futuro e la totale mancanza di programmazione ci fanno diventare più nervosi e rabbiosi. Certo è che ormai nessuno pensa che saremo migliori dopo la pandemia…
E’ vero anche che chi posta foto mentre viaggia in questo periodo, per qualsiasi motivo lo facccia, si espone alle critiche, per forza di cose. Quindi quello che mi chiedo io è questo: è proprio necessario far sapere a tutti quello che si fa in ogni momento? Se qualcuno sente questo impellente bisogno o se lo fa per lavoro allora deve subirsi le conseguenti critiche che ne possono derivare.
Di certo per quanto mi riguarda nei confronti di queste persone più che il biasimo del Travel Shaming io mi sento di provare la sana invidia del travel missing. Perchè personalmente, non appena si potrà, sarò una di quelle che avrà la valigia sempre pronta. Come già facevo prima ma, con la consapevolezza che la cosa che in assoluto mi è più mancata in questo anno sono stati proprio i viaggi.
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]]>L'articolo TikTok, influencer siciliana denunciata per istigazione al suicidio proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La Polizia Postale di Firenze, coordinata dal Procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal Sostituto Procuratore Fabio Di Vizio della Procura fiorentina, ha denunciato una quarantottenne della provincia di Siracusa, per istigazione al suicidio (art. 580 c.p.). La denuncia è avvenuta a seguito di una complessa e delicata attività d’indagine.
Gli investigatori hanno individuato sul social un profilo riconducibile alla siciliana. Nella sua pagina vi era un video in cui due persone si sfidavano, avvolgendosi totalmente il volto.
Il video, “estremamente pericoloso in quanto visibile a tutti gli utenti senza restrizioni, potendo costituire oggetto di emulazione da parte di minorenni, come purtroppo già accaduto nei recenti fatti di cronaca con sfide analoghe”, è stato immediatamente segnalato dal CNCPO del Servizio Polizia Postale di Roma e rimosso dalla piattaforma social.
Nell’ambito dell’attività di monitoraggio è stato accertato che nel tempo l’influencer aveva pubblicato anche altri numerosi “video sfide” dello stesso tenore. Video che le hanno permesso di ottenere popolarità e l’attenzione di ben 731.000 followers di diverse età.
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]]>L'articolo Scoperta falla in TikTok: si poteva accedere ai dati sensibili, compreso il numero di cellulare proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Ad individuare la falla i ricercatori di Check Point Software Technologies nella funzione ‘Trova Amici’ dell’app. Se lasciata senza aggiornamenti, spiegano, “consente di bypassare le protezioni sulla privacy create per difendere gli utenti dell’app, dando la possibilità di costruire un database da utilizzare per attività illecite”. I ricercatori hanno comunicato la falla ai creatori dell’app che hanno rilasciato un aggiornamento per garantire la sicurezza. Il consiglio è quello di aggiornare l’app all’ultima versione.
Gli esperti avvertono che i dettagli del profilo accessibili attraverso questa falla includono il numero di telefono, il nickname, le immagini del profilo e dell’avatar, gli Id utente unici e alcune impostazioni del profilo, come ad esempio quella che consente ad un utente di essere un follower pubblico o anonimo.
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]]>L'articolo Glam Music: il fascino della musica che racconta proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La trasmissione è girata interamente online, dura 30 minuti e va in onda da venerdì 27 Novembre alle ore 18.30 sul canale YouTube. Pubblicizzata e replicata anche su altri social network come Facebook e Instagram.
https://www.youtube.com/channel/UCvRTL4Rqrr9VVl6qK5aBByg
Attraverso lo studio virtuale la conduttrice è collegata da Palermo con il regista Nicola Torregrossa (Milano) e l’artista protagonista della puntata che si trova in un’altra parte d’Italia.
Ogni puntata è dedicata ad un performer diverso che avrà la possibilità di parlare di sé e del suo percorso artistico-musicale attraverso la visione di videoclip ed un’intensa intervista con la conduttrice che tocca sia l’ambito di vita professionale sia quello privato.
Glam Music è un format glamour, musicale e interattivo. Una trasmissione giovane e dinamica che cercherà di valorizzare i musicisti e tutte le professionalità coinvolte nel progetto.
Il pubblico durante la puntata potrà interagire in diretta con i protagonisti attraverso commenti e direct message.
Glam Music è girato all’interno del “BUNKER MOSCATO recording studio”, un vero studio di registrazione musicale ed il jingle della trasmissione è stato ideato e realizzato dal musicista e cantautore Alfonso Moscato.

“Glam Music : il fascino della musica che racconta. Tanta gente lavora alla performance dal vivo e non riesce ad essere prodotta da grandi case discografiche ed avere grande eco mediatico. Tuttavia, vi sono tanti cantanti che si esibiscono nei festival o nei bar della propria città , cercando di arrotondare con fatica tra un lavoro e l’altro e portano in scena tanta passione e tanto amore per quello che fanno. Ci sembrava giusto valorizzarli e raccontarli. I musicisti protagonisti di Glam Music sono per lo più autoprodotti. In un momento delicato e difficile come questo per la live performance e per i lavoratori dello spettacolo, stanno avendo il coraggio di uscire con nuovi progetti pur sapendo che non li potranno portare in scena a breve. Il tutto è confezionato da vestiti meravigliosi di alta moda, tutti realizzati interamente a mano dal fashion designer Davorin Cordone. In questo momento storico è giusto fermarsi a riflettere e stare con i piedi per terra, ma è anche giusto regalare serenità al pubblico e fare sognare grazie a queste meravigliose creazioni”.
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]]>L'articolo Arriva Facebook Dating in Italia. E l’anima gemella ha i minuti contati proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Non si dovrà fare nessuno swipe, nè scaricare un’altra App. Si troverà tutto all’interno di Facebook. L’obiettivo è quello di instradare gli utenti verso relazioni autentiche e profonde, partendo da punti in comune come interessi, eventi e gruppi. Ci sono alcuni trucchetti per capire se puoi interessare ad un’amica/o o all’interno della tua cerchia di contatti. Prima di tutto la funzionalità Passioni Segrete, che ti permette di scoprire potenziali partner tra le persone con cui ha già stretto amicizia su Facebook o Instagram. Si potranno scegliere fino a 9 persone di interesse tra i propri contatti. Se una di queste persone, a sua volta, ti aggiungerà alla sua lista ci sarà il match. Se però uno dei contatti aggiunto alle Passioni segrete non ha un profilo Dating, non ha creato una lista di Passioni segrete o non ci ha inserito nella sua, non saprà mai dell’interesse espresso.
Servirà un profilo Facebook con cui dare il consenso alla creazione di un secondo account. Questo secondo profilo avrà obbligatoriamente lo stesso nome di battesimo e la stessa età. Per poter essere iscritti occorre essere maggiorenni. A tutto il resto penserà il social, il quale sfruttando i famigerati dati personali, che fruttano miliardi di dollari a Facebook, troverà l’anima gemella in base alle tue preferenze. Puoi scegliere di condividere le tue storie Facebook o Instagram, gli eventi a cui partecipi su Facebook e i gruppi ai quali sei iscritto, per farti conoscere meglio dal tuo potenziale partner e dare più informazioni all’algoritmo per ricercare in maniera più dettagliata.
La grande novità di Dating è che non dovrai aspettare qualcuno a cui piaci per avere una prima possibilità. Se sei interessato a qualcuno, puoi commentare direttamente il profilo Dating o toccare il pulsante «Mi piace» per farglielo sapere. Una volta avvenuto il match, puoi chattare in un ambiente privato e sicuro oppure far partire un appuntamento virtuale in videochiamata. Prima di accedere alla videochiamata, la persona riceverà una notifica di invito e, se accetterà, potrete cominciare a conoscervi meglio.
Facebook scrive in un post dedicato al lancio «La ricerca di un partner è qualcosa di estremamente personale, per questo abbiamo progettato Dating mettendo al primo posto la sicurezza e la privacy delle persone. Abbiamo lavorato con esperti in queste aree per fornire, all’interno di Facebook Dating, un accesso veloce ai consigli sulla sicurezza e realizzato meccanismi di protezione, inclusa la possibilità di segnalare e bloccare chiunque». Nell’ultimo anno, Facebook Dating ha registrato nei 20 Paesi in cui è stato sperimentato, più di 1,5 miliardi di match trasformandosi in un comodo alleato per trovare l’anima gemella.
Insomma, il grande paradosso dei social network viene fuori in tutta la sua essenza: nati per facilitare i rapporti tra le persone, hanno finito per eliminare la purezza dei rapporti interpersonali e adesso ne diventano artefici. Sempre in ambiente virtuale. Quindi, donne che attendete un invito a cena o un mazzo di fiori, siete anacronistiche! Gli unici fiori che potrete ricevere sono quelli delle migliaia di gif ed emoticon disponibili on line. E per il primo appuntamento? Tuta e una bella camicetta sopra, magari un filo di trucco….e via, pronte per la videochiamata!
Vedremo che reazione avranno gli italiani a Dating, e se riuscirà a sbaragliare Tinder.
L’unica cosa che mi viene da dire, in maniera del tutto anacronistica lo so, ma una bella passeggiata al mare e un gelato no?
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]]>L'articolo Facebook Campus. La nuova funzionalità pensata per gli studenti universitari proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Una delle principali caratteristiche della nuova funzionalità, che prenderà il nome di Facebook Campus, sarà quella di essere priva di annunci pubblicitari, per “creare una grande esperienza di prodotto libera da inserzioni”.
Parlando del servizio, Facebook ha descritto Campus come un punto di ritrovo in cui gli studenti possono incontrarsi e condividere interessi, lezioni e la vita universitaria, una sorta di ritorno alle origini per il social network, creato nel 2004 per favorire la socializzazione tra gli studenti dell’Ivy League.
Nell’intenzione del social, anche quella di rendere Campus utile per gli studenti che si trovano a seguire le lezioni da casa online, mentre alcune università rimangono per la diffusione del coronavirus.
Un’altra delle novità è che gli studenti avranno la possibilità di creare dei profili separati dai loro account Facebook principali: gli utenti potranno interagire con gli altri compagni di classe, entrare in gruppi privati e partecipare a eventi scolastici. Tra i servizi offerti, vi è anche l’opportunità di usufruire di un feed di notizie specifiche legate al college e di chat room, con i contenuti condivisi su Campus che potranno essere visti soltanto dagli altri utenti iscritti.
Decine di college utilizzeranno Campus al momento del lancio, tra cui la Duke University, l’Università della Pennsylvania e il Vassar College. Facebook ha descritto l’attuale gruppo di scuole come progetti pilota per il programma, che cercherà di espandere nel 2021.
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]]>L'articolo Gaffe di Unipa su twitter, postato per errore link a sito di aste online proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>«Un errore di browser», come spiegato da un dipendente. L’episodio, certamente divertente, invita a seguire ancora i nuovi fiammanti account social. 
(Grazie ad Alessandro per la segnalazione).
L'articolo Gaffe di Unipa su twitter, postato per errore link a sito di aste online proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Università non statali su Facebook: la classifica di giugno proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La classifica è composta da due parametri: il numero dei Mi piace e, novità da questo monitoraggio, la media dei voti (le recensioni: con punteggio da 1 a 5).
Quest’ultima (chiamata valutazione nella graduatoria) è naturalmente da intendersi, in linea generale, non come un voto dato dagli utenti alla qualità della pagina Facebook ma all’Ateneo.
E ora la top 10 (cliccate sull’immagine per ingrandire):
Premesso che la rilevazione è avvenuta nella serata di ieri, lunedì 6 giugno, ecco i più e i meno:
Cliccando qui, infine, potrete visionare l’intera graduatoria (sia quella pubblica che quella privata).
*N.P. sta per non presente.
L'articolo Università non statali su Facebook: la classifica di giugno proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Università statali italiane su Facebook: la classifica di maggio 2016 proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La classifica è composta da due parametri: il numero dei Mi piace e, novità da questo monitoraggio, la media dei voti (le recensioni: con punteggio da 1 a 5).
Quest’ultima (chiamata valutazione nella graduatoria) è naturalmente da intendersi, in linea generale, non come un voto dato dagli utenti alla qualità della pagina Facebook ma all’Ateneo.
E ora la top 20 (cliccate sull’immagine per ingrandire):
Premesso che la rilevazione è avvenuta nel pomeriggio di ieri, domenica 29 maggio, ecco i più e i meno:
Cliccando qui potrete visionare l’intera graduatoria e, in fondo a essa, ci sono quelle università che o non sono presenti su Facebook o non siamo riusciti a trovarle (in tal caso, aiutateci con una segnalazione attraverso la pubblicazione di un commento o una e-mail a [email protected]).
Infine, lunedì prossimo pubblicheremo la graduatoria aggiornata delle Università non statali.
L'articolo Università statali italiane su Facebook: la classifica di maggio 2016 proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo L’Ersu sbarca su Telegram proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’Ersu diventa sempre più social e alla portata di tutti grazie al servizio di messaggistica istantanea che conta oggi oltre 100 milioni di utenti attivi e che cresce ogni giorno di 350 mila iscritti.
Il canale sarà quello di IostudioNews, house organ dell’ente.
Chi vi si iscriverà, riceverà quotidianamente newsgram, brevi messaggi che segnaleranno notizie sui servizi abitativi e di ristorazione dell’Ente, sui pagamenti e sulle borse di studio.
Basterà scaricare la app Telegram e unirsi al canale IostudioNews.
Telegram è disponibile per iOs, Android e Windows Phone, utilizzabile sempre gratis non solo su smartphone, ma anche sul computer dalla seguente pagina.
L'articolo L’Ersu sbarca su Telegram proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Università non statali su Facebook, la classifica di febbraio proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La classifica è composta da due parametri: il numero dei mi piace e il punteggio che LikeAlyzer dà alle pagine.
A proposito di quest’ultimo, si tratta di un tool, ideato da Meltwater, che aiuta ad analizzare e misurare le potenzialità e l’efficacia delle pagine di Facebook attraverso il monitoraggio di diversi elementi, quali – ad esempio – il tasso di engagement, il numero e la tipologia dei post condivisi, l’uso o meno degli hashtag, ecc.
Prima di pubblicare la classifica, una premessa: abbiamo inserito le università non statali promosse da enti pubblici; quelle promosse da soggetti privati; quelle telematiche. Inoltre, siamo riusciti a individuare tutte queste su Facebook eccetto una: l’Università Telematica Leonardo Da Vinci di Torrevecchia Teatina. Nel caso in cui la pagina pubblica ci sia, basta inviare una e-mail a [email protected].
E ora la classifica:

Premesso che la rilevazione è avvenuta nel pomeriggio di ieri, martedì 9 febbraio, ecco i più e i meno:
Cliccando qui, infine, potrete visionare l’intera graduatoria (sia quella pubblica che quella privata).
* N.R. sta per nessuna rilevazione su LikeAlyzer (ciò soprattutto avviene perché gli indirizzi web delle pagine andrebbero sistemati, o meglio semplificati).
L'articolo Università non statali su Facebook, la classifica di febbraio proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Università statali italiane su Facebook: la classifica di febbraio proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Innanzitutto, la classifica è composta da due parametri: il numero dei Mi piace e il punteggio che LikeAlyzer dà alle pagine.
A proposito di quest’ultimo, si tratta di un tool, ideato da Meltwater, che aiuta ad analizzare e misurare le potenzialità e l’efficacia delle pagine di Facebook attraverso il monitoraggio di diversi elementi, quali – ad esempio – il tasso di engagement, il numero e la tipologia dei post condivisi, l’uso o meno degli hashtag, ecc.
E ora la top 20 (cliccate sull’immagine per ingrandire):
Premesso che la rilevazione è avvenuta nel pomeriggio di ieri, lunedì 8 febbraio, ecco i più e i meno:
Cliccando qui potrete visionare l’intera graduatoria e, in fondo a essa, ci sono quelle università che o non sono presenti su Facebook o non siamo riusciti a trovarle (in tal caso, aiutateci con una segnalazione attraverso la pubblicazione di un commento o una e-mail a [email protected]).
Infine, domani pubblicheremo la graduatoria aggiornata delle Università non statali.
L'articolo Università statali italiane su Facebook: la classifica di febbraio proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Oltre 30 mila Mi piace per Unipa su Facebook proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Ieri, infatti, la pagina ufficiale – gestita dallo staff di Younipa – ha superato la soglia dei 30 mila mi piace.
Un bel risultato rafforzato da altri dati che testimoniano lo stato di salute della pagina, come il numero della copertura totale dei post nella settimana dal 18 al 24 novembre (174.167) e dei clic sui contenuti (34.394), capaci di coinvolgere ben 21.478 persone.
Unipa, inoltre, è anche su Twitter, Instagram, LinkedIn e Google Plus.
L'articolo Oltre 30 mila Mi piace per Unipa su Facebook proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Università non statali su Facebook, la classifica di ottobre proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Anche in questo caso la classifica è composta da due parametri: il numero dei mi piace e il punteggio che LikeAlyzer dà alle pagine.
A proposito di quest’ultimo, si tratta di un tool, ideato da Meltwater, che aiuta ad analizzare e misurare le potenzialità e l’efficacia delle pagine di Facebook attraverso il monitoraggio di diversi elementi, quali – ad esempio – il tasso di engagement, il numero e la tipologia dei post condivisi, l’uso o meno degli hashtag, ecc.
Prima di pubblicare la classifica, una premessa: abbiamo inserito le università non statali promosse da enti pubblici; quelle promosse da soggetti privati; quelle telematiche. Inoltre, siamo riusciti a individuare tutte queste su Facebook eccetto una: l’Università Telematica Leonardo Da Vinci di Torrevecchia Teatina. Nel caso in cui la pagina pubblica c’è, basta inviare una e-mail a [email protected].
E ora la classifica:

I confronti, naturalmente, ci saranno dal mese di prossimo. Intanto, come non sottolineare lo ‘strapotere’ della pagina dell’Università Telematica Pegaso di Napoli, con i suoi oltre 110mila fan. Unendo, infatti, la graduatoria ‘pubblica’ con quella “privata”, la differenza con il Politecnico di Milano (“re” tra gli atenei statali) è di quasi 40mila iscritti. Dal punto di vista di LikeAlyzer, tuttavia, la prima posizione spetta alla LUISS Guido Carli di Roma (81). Fanalino di coda, invece, è la IuL – Italian University Line, ateneo telematico con sede a Firenze, fondato nel 2005.
Cliccando qui, infine, potrete visionare l’intera graduatoria (sia quella pubblica che quella privata).
L'articolo Università non statali su Facebook, la classifica di ottobre proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Università statali italiane su Facebook: la classifica di ottobre proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Prima, però, di dare un’occhiata ai dati raccolti ieri, ci piace sottolineare da un lato che questa graduatoria ha riscontrato l’interesse dei social media manager delle università e di alcune testate giornalistiche territoriali; dall’altro che tra pochi giorni, su spinta degli stessi atenei interessati, ci occuperemo anche delle università non statali.
Detto ciò, vi ricordiamo che la classifica, anche per questo mese, è composta da due parametri: il numero dei mi piace e il punteggio che LikeAlyzer dà alle pagine.
A proposito di quest’ultimo, si tratta di un tool, ideato da Meltwater, che aiuta ad analizzare e misurare le potenzialità e l’efficacia delle pagine di Facebook attraverso il monitoraggio di diversi elementi, quali – ad esempio – il tasso di engagement, il numero e la tipologia dei post condivisi, l’uso o meno degli hashtag, ecc.
E ora la top 20 (cliccate sull’immagine per ingrandire):
Rispetto alla classifica di settembre c’è una riga in più, ovvero quella che misura la differenza del punteggio di LikeAlyzer rispetto al mese precedente; inoltre, è stato inserito in graduatoria un nuovo Ateneo, l’Università degli Studi dell’Aquila, che si è subito collocato al 35° posto con 6587 fan e con uno score di 64.
Premesso ciò, sottolineando che la rilevazione è avvenuta nel pomeriggio di ieri, domenica 10 ottobre, ecco i più e i meno:
Cliccando qui potrete visionare l’intera graduatoria e, in fondo a essa, ci sono quelle università che o non sono presenti su Facebook o non siamo riusciti a trovarle (in tal caso, aiutateci con una segnalazione attraverso la pubblicazione di un commento o una e-mail a [email protected]).
Infine, tra pochi giorni, come annunciato, pubblicheremo la graduatoria delle Università non statali.
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]]>Innanzitutto, come promesso, è stato aggiunto un nuovo parametro: il punteggio che LikeAlyzer dà alle pagine.
Si tratta, in sintesi, di un tool, ideato da Meltwater, che aiuta ad analizzare e misurare le potenzialità e l’efficacia delle pagine di Facebook attraverso il monitoraggio di diversi elementi, quali – ad esempio – il tasso di engagement, il numero e la tipologia dei post condivisi, l’uso o meno degli hashtag, ecc.
Detto ciò, ecco subito la top 20:

Rispetto alla classifica di inizio agosto, ci sono tre colonne in più: la differenza del numero dei fan rispetto al mese precedente, il punteggio di LikeAlyzer e quante posizioni sono state perse o guadagnate.
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, è necessario immediatamente sottolineare che il dato è condizionato dall’introduzione in classifica di due atenei non presenti nella graduatoria di agosto: l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti.
Premesso ciò, sottolineando che la rilevazione è avvenuta nella serata dell’8 settembre scorso, le prime posizioni non hanno subito modifiche ma ecco i più e i meno di settembre:
Cliccando qui potrete visionare l’intera graduatoria e, in fondo a essa, ci sono quelle università che o non sono presenti su Facebook o non siamo riusciti a trovarle (in tal caso, aiutateci con una segnalazione attraverso la pubblicazione di un commento o una e-mail a [email protected]).
Per quanto riguarda, invece, la classifica del mese di ottobre, punteremo a inserire un nuovo parametro: il rapporto iscritti – mi piace. Non sarà facile, ma ci proveremo.
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]]>L'articolo Unipa è anche su Instagram proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Da ieri, infatti, è attivo il profilo ufficiale nel popolarissimo social network delle immagini, gestito da Younipa.
E naturalmente è subito pronto l’hashtag con cui taggare le foto condivise su Instagram, visibile anche sulle pagine del blog nella colonna laterale: #unipa.
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