L'articolo Lunga camminata attraverso il gelo del futuro – #DilloSuYounipa proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Nessuno sa come sarà, eppure nei primi pensieri mattutini pare già di vederlo con tutti i suoi contorni indefiniti, un groviglio di speranze, sacrifici, sogni, andati a finire nella matassa di un call center o qualsivoglia lavoro sottopagato.
Le gambe vanno sole, guidate verso il lontano edificio che racchiude il mio mondo universitario. Una vecchia cabina telefonica mi da il benvenuto, e poi un’altra ancora, quasi a voler ricordarmi che con il passato è difficile tagliare i fili del tutto.
Qualche passo ancora e la vista è spettacolo: mentre qualcuno sta ancora crogiolandosi nel suo letto di sogni e pensieri felici, lungo la strada principale della infinita città universitaria, piccoli puntini si muovono tutti in una sola direzione. Studenti che vanno incontro al loro futuro, non si arrestano dinanzi al freddo, ai km fatti per arrivare in città, ai disagi dei trasporti pubblici, al letto che li ha invitati a restare.
In lontananza appare a tratti ben distinti la scritta “INGEGNERIA”. Qualcuno mi diceva di seguire questa strada, perigliosa ma “sicura”, ma nel difficile cammino verso la maturità sogni di bambina hanno preso il sopravvento sul raziocinio più scontato.
Il futuro non appartiene forse a tutti? Da quando in qua progettare edifici conta più di progettare idee, formule matematiche, educazione, e così via? Procedo ancora, mancano soltanto poche centinaia di metri all’arrivo in facoltà.
Sulla strada mi imbatto in coriandoli rossi sparsi sull’asfalto. Il primo ricordo è alla laurea, che presto arriverà con tutto il suo carico di aspettative: qualcuno la chiama “garanzia” per il domani, per altri è solo un semplice pezzo di carta da affiggere al muro.
Per me, semplicemente il simbolo di questi anni trascorsi sui libri e del viso stanco dei miei genitori, un simbolo che sancisce la fatica e l’impegno di tanti, non un’assicurazione su ciò che mi aspetterà. Metto piede in facoltà e mi riscalda un’atmosfera giovane e spensierata.
Forse avrei fatto meglio a riflettere sul pranzo o sulla prossima uscita tra amici. Discorsi troppo grandi di me hanno preso il sopravvento. Ripensando ai tempi sui banchi di scuola, un verso mi giunge alla mente “chi vuol esser lieto, sia: del doman non c’è certezza”.
Non cercate la razionalità nel mio post: nel lungo divagare tra futuro, teste coronate d’alloro e gelo del mattino, bricioli di ragionevolezza si sono persi per strada come leggeri coriandoli rossi
La gelatina che cammina da sola
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Esami di maturità e poi…”guida sicura”!
L’università del futuro sarà online?
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]]>L'articolo L’appello di una giovane studentessa “Voglio ritornare a vivere…Vaccinatevi!” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Cara Redazione Younipa,
vi scrivo perché volevo condividere con voi e con tutti i vostri lettori, i miei pensieri e le mie emozioni di questo periodo. Vorrei dare un messaggio di speranza a molti miei coetanei che si trovano a vivere chiusi a casa, da più di un anno. E vorrei anche lanciare un messaggio a tutta la popolazione italiana.
Io mi chiamo Ilaria e ho 20 anni. Avevo da poco assaporato il fermento dell’Università (Unipa nello specifico), delle lezioni, delle associazioni studentesche…quando è arrivata la pandemia e hanno chiuso tutto. Ho trascorso questi mesi vivendo momenti di grande sconforto alternati a momenti più positivi di speranza…Mi sono concentrata sulle lezioni, sugli esami. E devo dire che sono riuscita anche a mantenere una buona media. In alcuni momenti ho pensato di non farcela, ho avuto crisi e momenti bui. Ma ci sono state due cose che mi hanno aiutato: scrivere e sperare.
Sono due cose che consiglio a tutti. La prima è terapeutica e aiuta a scaricare le emozioni negative, la seconda è l’essenza stessa della vita e aiuta ad andare avanti nei momenti più difficili.
La speranza in me è stata sempre più grande da quando in Italia è partita la campagna vaccinale. Ricordo ancora l’emozione di quel giorno. Mi sono commossa davanti alle immagini in tv, dei primi vaccinati in Italia ed ho sentito dentro che da li sarebbe iniziata la svolta verso la rinascita. So che da allora non è stato tutto rose e fiori, ma è la campagna vaccinale che ci aiuterà a superare la pandemia. Ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi mesi sui vaccini. Le polemiche, le paure, le titubanze. Io ho 19 anni e fortunatamente sono in salute, quindi chissà quando sarà il mio turno per potermi vaccinare. Ma non so dirvi cosa darei per poterlo fare adesso. Attendo con ansia quel giorno, perché so che sarà un momento importante. E non riesco proprio a capire tutti quelli che oggi rifiutano di vaccinarsi.
Oggi il mio appello va a tutte le persone che hanno diritto alla vaccinazione, per età e categoria. VACCINATEVI! Se solo si guardassero bene i dati degli effetti collaterali dei vaccini, si capirebbe che davvero sono minimi rispetto a quelli di molti altri farmaci che comunemente utilizziamo. La stampa non ha certo aiutato a superare le paure e la cattiva informazione, e si è creato un circolo vizioso di disinformazione e paura. Ma l’Italia merita di ritornare a vivere e a essere una nazione attiva e piena di fermento, come da sempre è stata. Quinidi fatelo per voi, per i vostri figli e per i vostri nipoti: VACCINATEVI E NON ABBIATE PAURA. Dobbiamo affidarci alla scienza per andare avanti. Il progresso dell’uomo passa anche da questo. E la nostra nazione non può essere da meno rispetto a tutti i paesi del mondo che stanno pian piano tornando a vivere.
Ai miei coetani dico, torneremo, prestissimo! Utilizziamo questo tempo per dedicarci alla riflessione e alla lettura. E quando andremo nuovamente ad affollare le aulee unviersitarie capiremo davvero il privilegio che abbiamo nello stare insieme, nel poter apprendere, confrontarci, condividere.
Spero possiate pubblicare questo mio messaggio. Grazie a Younipa che ci da sempre voce.
In bocca al lupo a noi!
Ilaria“
Come sempre siamo qui per dare voce ai vostri pensieri e per accogliere le vostre istanze. Chi come Ilaria volesse scriverci o segnalarci qualcosa, può farlo attraverso tutti i nostri canali. Younipà sempre al vostro fianco!
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]]>L'articolo Covid, Speranza: “Sarà un’estate diversa, ma non sia liberi tutti. Ad aprile ancora sacrifici” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Abbiamo già invertito la tendenza. Da oggi 30 milioni di persone passeranno dal rosso all’arancione. Un processo inverso rispetto a marzo – sottolinea il ministro -. A maggio, a seconda dei parametri del contagio e della capacita’ di vaccinare i fragili – un nuovo fondamentale criterio che abbiamo fissato – ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive come quelle della zona gialla. Però voglio essere chiaro. Dobbiamo avere grande cautela e prudenza. Continuare con un percorso di gradualità, l’unico che ci consente di governare la curva e non vanificare i sacrifici fatti. Cosi’ potremo rilasciare progressivamente le misure restrittive”. “Io non voglio mai fare polemica con nessuno – prosegue Speranza -. Detto questo, tutti sanno che le scelte fatte dal governo sono sempre passate dal Cdm e approvate all’unanimità. Su Salvini dico solo che trovo incomprensibile l’atteggiamento di chi sta al governo e si comporta come se fosse all’opposizione, con l’obiettivo mal celato di raccattare qualche voto sulle difficoltà vere di tante persone. A quelle persone non dobbiamo vendere illusioni, ma dare risposte concrete: significa sostegni e costruzione di un percorso di graduale riapertura”.
Quanto al ritmo delle vaccinazioni, il ministro spiega che per gli over 80 saranno completate “entro aprile. Poi credo che entro il trimestre – quindi entro fine giugno – si possono mettere in sicurezza tutti gli over 60, che sono altri 18 milioni circa”. E sui richiami evidenzia: “Aifa ha già espresso un parere in cui dà la possibilità di una seconda dose al 42esimo giorno. Si recuperano due o tre settimane e può essere utile in questa fase. È un passo avanti. Anche se ribadisco che la vera svolta è avere più vaccini: avere 50 milioni permetterà la vera accelerazione”.


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]]>L'articolo Covid, domani cambiano i colori delle regioni: decisione a sorpresa per la Sicilia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia del 2 aprile 2021, ha firmato due nuove ordinanze che entreranno in vigore a partire da domani prossimo. La prima conferma per ulteriori quindici giorni la permanenza in zona rossa per le Regioni Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.
La seconda dispone il passaggio in area arancione per le Regioni Marche, Veneto e Provincia Autonoma di Trento. Inoltre, per effetto del Decreto Legge del 1 aprile 2021, alle Regioni in zona gialla si applicano fino al 30 aprile le stesse misure della zona arancione.
Eventuali misure più restrittive già adottate sui territori restano in ogni caso in vigore. Complessivamente, dunque, la ripartizione delle Regioni e Province autonome da domani prevede in area rossa Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Val d’Aosta. Le restanti sono in zona arancione.

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]]>L'articolo Esodo di Pasqua all’estero, Speranza firma l’ordinanza: doppio tampone e quarantena proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Una decisione che arriva sulla scia delle polemiche nate dopo il boom di prenotazioni avvenute nei giorni scorsi per i viaggi all’estero e per la disparità di trattamento riservato al turismo interno: lo stop agli spostamenti tra le regioni, in Italia, ferma turisti e viaggiatori, con le ordinanze regionali che spesso impediscono anche di raggiungere le seconde case, circostanza prevista dalle misure nazionali.
Eppure i viaggi all’estero sono consentiti, come confermato da una circolare del Ministero dell’Interno che chiarisce la possibilità di raggiungere gli aeroporti anche in zona rossa per poter viaggiare fuori dall’Italia.
La comunicazione del Viminale ha scatenato un vespaio di polemiche: per Federalberghi si tratta di “incoerenza”, mentre la Fiavet, che raggruppa i tour operator, parla di “una sperimentazione anche in vista dell’estate, non un liberi tutti”. Intanto lo scorso 27 marzo è partito il primo volo, destinazione Canarie, con a bordo circa 190 passeggeri pronti a qualche giorno di relax.
Una situazione paradossale che aveva ‘unito nelle polemiche’ maggioranza e opposizione: per l’ex ministro degli Affari regionali Francesco Boccia consentire i viaggi all’estero “è concorrenza sleale”.
Parla di “turismo distrutto” invece Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che in un tweet ha scritto: “Da una parte costringono alberghi, ristoranti e operatori del turismo a non lavorare, dall’altra permettono di muoversi fuori confine. Se vogliono distruggere definitivamente il turismo in Italia questa è la strada giusta”

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]]>L'articolo Covid, Speranza: “Sistema a colori anche dopo il 6 aprile, l’Ema si sbrighi su Sputnik” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il ministro ha confermato che la scelta del sistema a colori resterà anche dopo il 6 aprile alla scadenza del dpcm che lo ha reiterato. “La scelta è stata confermata dagli ultimi decreti del governo e credo sia la più efficace a rendere le misure proporzionali alla differente situazione epidemiologica dei territori. Per cui sì, sarà confermata”. Sulla possibilità di tornare a spostarsi liberamente tra le regioni, il responsabile della Salute ha dichiarato che “dipenderà dal quadro epidemiologico, ma i nostri scienziati confidano che le misure adottate e il numero sempre più ampio di persone immunizzate possano migliorare la situazione in tempi non troppo lunghi”.
Se uno rifiuta dobbiamo darlo immediatamente ad altri. Fuori dalle indicazioni delle autorita’ sanitarie non ha senso scegliere il vaccino perché sono tutti sicuri ed efficaci. E soprattutto sono tutti capaci di proteggere dalle forme gravi di malattia”, aggiunge Speranza sul vaccino AstraZeneca. “Le primissime reazioni sono di fiducia – ha detto il ministro parlando dei giorni in cui la somministrazione del vaccino di Oxford è stato sospeso – Servirà ancora qualche giorno per capire come va, ma gli italiani sono consapevoli che il vaccino è l’arma più efficace per uscire da questa stagione così difficile, che vede ancora la maggior parte della popolazione dover fare i conti con le restrizioni delle aree rosse”.
Sulla decisione dell’Europa di esportare 33 milioni di dosi, scelta che Usa e Gran Bretagna non hanno seguito secondo un principio di reciprocità, Speranza commenta: “L’Europa si è ispirata sempre al principio di solidarietà promuovendo acquisti unitariamente. Personalmente non credo che la guerra Paese contro altro Paese per gli acquisti avrebbe prodotto risultati migliori. In queste ore siamo i primi a chiedere alla Commissione Ue di essere rigorosa nel far osservare alle aziende i contratti”. “Con chi non rispetta i termini di consegna dobbiamo adottare una linea dura perché ogni vaccino somministrato prima può salvare una vita”.
“Abbiamo già bloccato l’export di chi non rispetta i patti e siamo pronti a farlo ancora”, ha aggiunto Speranza. A proposito della cancelliera tedesca Merkel, che ha annunciato che acquisterà Sputnik anche senza l’ok di Ema, il responsabile italiano della Salute ha detto: “Resto convinto che non conti la nazionalità degli scienziati che hanno permesso la scoperta di un vaccino quanto la sua sicurezza ed efficacia. Cose che solo le nostre Agenzie regolatorie possono accertare. Mi aspetto comunque che Ema sia rapida nel decidere su Sputnik come sugli altri vaccini in arrivo”.
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]]>L'articolo Covid, Sardegna e Molise arancioni: la decisione di Speranza sulla Sicilia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Passano in area arancione le regioni Sardegna e Molise. Viene prorogata l’ordinanza in scadenza relativa all’area rossa in Campania. La Sicilia dovrebbe restare arancione.
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]]>L'articolo I vaccini e la guerra al Covid, Speranza: “Sono la nostra vera arma, massima fiducia in AstraZeneca” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>‘Il Governo – ha proseguito Speranza – considera i vaccini la prima vera chiave per chiudere la stagione così difficile che stiamo vivendo. Quanto accaduto non incrina assolutamente la nostra fiducia nei vaccini, nell’Ema e nella nostra agenzia regolatoria Aifa e i vaccini sono l’arma che abbiamo a disposizione per uscire da questo anno così difficile”. “Nel secondo trimestre avremo in arrivo oltre 50 milioni di dosi e nel terzo trimestre avremo 80 milioni di dosi attese, questo significa che potremo avere una accelerazione molto significativa”. “Nelle prossime ore stiamo lavorando a due interventi normativi: uno per favorire gli l’impegno di farmacie e di infermieri nella campagna di vaccinazioni per favorirne l’accelerazione”.
Speranza fa quindi il punto della situazione sull’andamento dei contagi in Italia: “La situazione non è semplice e questo per le varianti: la Uk si trasmette più velocemente del 35-40% e ha toccato il 54% della totalità dei casi. Sono presenti anche varianti sudafricana, soprattutto nell’area di Bolzano, e quella brasiliana soprattutto nel Centro Italia. Con il criterio di 250 casi per 100mila per l’ingresso in zona rossa speriamo di piegare la curva. Quindi una situazione non semplice che richiede la massima cautela con l’impegno di tutte le istituzioni”. “Il primo asse riguarda il potenziamento dei servizi territoriali per garantire l’esigibilità dei Lea. Implementare una assistenza di prossimità significa mitigare la povertà sanitaria. Altro punto del primo asse è la casa di comunità che sarà presidio della salute per dare risposte: un ecg, un consulto sulla salute sui bambini, sarà una rete che riorganizzerà strutture frammentate ora sul territorio”.
“A coordinare l’assistenza ci saranno le centrali operative territoriali che avranno la funzione di punto di riferimento sia per l’accesso alle cure sia per gli operatori e per integrare l’assistenza e il territorio. Inoltre ci saranno i centri territoriali contro la povertà sanitaria con equipe multidisciplinari – continua Speranza -. Il secondo asse è il one health che lega salute, ambiente e clima. Bisogna rafforzare le strutture del paese per l’igiene pubblica. bisogna inoltre sviluppare un rapporto più organico tra scuola e sanità. Bisogna cioè superare una concezione parcellizzata della salute, includendo anche l’area della protezione dell’ambiente e del clima”. “Saranno attuate opere di ammodernamento della rete ospedaliera con interventi per la sanità digitale. Va avviata anche una transizione urgente verso la sostenibilità ecologica. Inoltre l’ospedale deve diventare sempre più flessibile. Bisogna prevedere percorsi separati di accesso e pre triage, oltre che servizi di telemedicina”.
“Investire nella trasformazione digitale del nostro ssn è una priorità ed è un lavoro che deve cominciare dal cuore stesso del sistema. Ciò che serve è una centrale di calcolo per elaborare la grande quantità di dati disponibili, anche per la costruzione di scenari. Questi mesi ci hanno insegnato l’importanza dei modelli predittivi, pertanto è necessario costruire un modello unico”. Il fascicolo sanitario elettronico “rimane uno strumento essenziale in questa ottica: oggi siamo a 32 milioni di fascicoli”.
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]]>L'articolo «Zona rossa rafforzata»: Il governo studia un nuovo lockdown nazionale, ecco le ipotesi proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm, il primo del governo Draghi, con la curva dei contagi coronavirus che sale sulla spinta dell’accelerazione della variante inglese e l’aumento del carico sulle terapie intensive si delinea una nuova stretta. Nel pomeriggio, intorno alle 17, dovrebbe riunirsi la cabina di regia per definire le nuove misure, che potrebbero scattare già da venerdì. Una nuova stretta che potrebbe essere caratterizzata da soluzioni quali il recupero del “modello Natale” (ovvero fascia rossa per tutti nei giorni festivi e arancione in quelli feriali) o il coprifuoco anticipato alle 19, almeno per questo mese. O ancora la chiusura dei negozi laddove sono già chiuse le scuole, per evitare che i ragazzi passino dalle lezioni in dad al mattino agli assembramenti nel pomeriggio.
Pesano quelle parole che nell’ultima riunione il Comitato tecnico scientifico ha fatto mettere a verbale: la «grande preoccupazione» per l’evoluzione della pandemia, è il messaggio lanciato dagli esperti in quell’occasione, richiede «l’innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale» e la «riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità». E pesa la considerazione del ministro della Salute Speranza, il quale ha posto l’accento sul fatto che «le prossime ore non saranno facili, serve prudenza».
Allo studio del governo ci sarebbe la possibilità di dare vita a una super zona rossa con anticipo del coprifuoco con un lockdown nazionale e totale di almeno tre settimane per cercare di frenare l’indata dei contagi. Sono tante le opzioni sul tavolo del governo che al suo interno ha posizioni molto eterogenee ed è diviso tra rigoristi e posizioni più aperturiste.
Le opzioni che al momento sembrano essere presenti sul tavolo del governo sarebbero le seguenti:
Entro la giornata di venerdì si dovrà prendere una decisione. Il Comitato Tecnico Scientifico ha emesso un verbale che è presente sulla scrivania del presidente del Consiglio Mario Draghi in cui si sottolinea la necessità di arrivare ad una riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità e un rafforzamento delle misure su tutto il territorio nazionale. Il Cts invita anche a riflettere su scuole, centri commerciali e altri luoghi di assembramento.
Come detto la composita maggioranza che sostiene il Governo Draghi non ha posizioni univoche sul tema. Occorrerà trovare la giusta sintesi tra aperturisti e rigoristi. La zona rossa nazionale potrebbe essere per un periodo di 3 o massimo 4 settimane e interesserebbe tutto il territorio nazionale. In questa maniera ci sarebbe uniformità e non sarebbero i presidenti di Regione a dovere decidere dove e come chiudere. Questo fatto avrebbe l’obiettivo di limitare la diffusione del virus e allo stesso tempo rafforzare la campagna di vaccinazione.
Se si optasse per una zona arancione scura rafforzata magari anche con coprifuoco anticipato rispetto alle 22 attuale potrebbe durare sempre tre o quattro settimane ma in questo caso si potrebbero chiudere tutte le scuole ad eccezione di quelle dell’infanzia.
L’ipotesi di lockdown e zona rossa solo nei fine settimana consentirebbe di neutralizzare le giornate in cui si effettuano più assembramenti e le strade si riempiono.
Sulla base dei dati che arriveranno in questi giorni l’esecutivo prenderà la decisione finale. Entro il 12 marzo con ogni probabilità ci sarà un nuovo provvedimento che entrerà in vigore da lunedì 15 marzo.
Sono in programma riunioni continue poi il premier Draghi insieme a utte le forze di maggioranza prenderà la decisione finale. E’ chiaro che se zona rossa nazionale sarà occorrerà in parallelo dare un’accelerata enorme al piano di vaccinazione.
Il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto al programma di Lucia Annunziata su Rai 3. Speranza nel corso della trasmissione ha detto di “escludere il lockdown perchè ci sono differenze importanti nella diffusione dell’epidemia in tutto il territorio nazionale”.
Ma ritiene inevitabile una nuova normativa all’insegna delle limitazioni soprattutto per la presenze delle varianti. Con, in particolar modo, quella inglese che si diffonde a grande velocità. Speranza sarebbe per un monitoraggio della curva e per dare vita a misure più adeguate alle crescite nelle varie zone.
Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post su Facebook:
In questo momento il problema numero uno per tutti deve essere la pandemia. Nelle ultime 24 ore in Italia abbiamo registrato oltre 20.000 nuovi casi, con un tasso di positività che sale al 7,6%. Servono misure più rigide come sta chiedendo anche il comitato tecnico scientifico. Purtroppo, come stiamo vedendo anche in questa nuova fase politica, non ci sono alternative a misure più rigide, perché se è vero che ci siamo abituati alla convivenza con il virus, è altrettanto vero che questa ondata è provocata da nuove varianti che stanno preoccupando tutta Europa e vanno contenute.
Ha preso la parola su Facebook anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Emilia Romagna regione con situazioni molto diversificate tra loro con molte zone rosse, alcune realtà in arancione scuro e alcune province in arancione.
“La prossima settimana – scrive Bonaccini – arriveremo a 500mila dosi somministrate in Emilia-Romagna. Ad oggi 150mila persone sono state vaccinate definitivamente e altre 300mila sono in attesa della seconda dose. Ad aprile dunque supereremo il mezzo milione di persone vaccinate con seconda dose in regione. Ma la nostra organizzazione può arrivare a somministrare oltre un milione di dosi a mese, se soltanto queste fossero a disposizione. Dall’incontro che ieri abbiamo avuto come Conferenza delle Regioni con i ministri Gelmini e Speranza, il capo della Protezione Civile, Curcio, e il nuovo commissario per l’emergenza, il generale Figliuolo, è uscito rafforzato l’impegno del governo per una decisa accelerazione della campagna vaccinale, da attuare in tempi rapidi”.
“E abbiamo invitato il Governo a percorrere tutte le strade per autorizzare nuovi vaccini da affiancare a quelli già utilizzati, nel rispetto ovvio dei parametri di sicurezza. Il virus ha rialzato la testa, attraverso le cosiddette varianti, molto più aggressive e gli ospedali registrano un numero molto alto di ricoverati in pochissimi giorni. Dunque non c’è un minuto da perdere. Servono certezze sulle forniture e sulla loro distribuzione. Nuovi tagli unilaterali non sarebbero accettabili e bene ha fatto il presidente Draghi a imporsi per bloccare l’esportazione dall’Italia ad altri Paesi di dosi AstraZeneca.
Abbiamo poi rinnovato la richiesta affinché si verifichi la reale fattibilità di produrre in Italia vaccini già autorizzati ed esplorare la possibilità di acquistarne di nuovi: come quello di Johnson & Johnson, per cui c’è bisogno di velocizzare le procedure di validazione. E’ fondamentale anche chiarire una volta per tutte le modalità di ulteriore utilizzo di AstraZeneca, e quali siano le fasce di popolazione o le categorie che vanno vaccinate prioritariamente, compito specifico e urgente in capo dello Stato.”
L’infettivologo del Sacco Massimo Galli sostiene che le regioni che non sono ancora in zona rossa ci finiranno presto. Per Galli la situazione si sta facendo sempre più complicata e siamo sempre all’inseguimento del virus che corre. “È da dicembre che parliamo della variante inglese. Le scuole e i ritrovi di giovani sono stati un volano per la terza ondata. I ragazzi si ammalano meno degli adulti, ma con le varianti si contagiano di più e portano il virus a genitori e nonni. La catena del contagio sta arrivando ai più fragili”.
Si fanno sempre più insistenti le voci che chiedono di chiudere in un lockdown e sarebbe l’ultima volta, usando bene questo tempo per poterci vaccinare tutti. Lockdown rigoroso e campagnia vaccinale massiccia è la voce che arriva da parte di diversi esponenti della comunità scientifica.
L’Italia intanto da oggi 8 marzo ha cambiato alcuni colori. La Campania è passata in rosso e si aggiunge così a Basilicata e Molise. Friuli-Venezia Giulia e Veneto, poi, passano in arancione dove trovano Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Umbria, Toscana e le province di Bolzano e Trento.
Anche se alcune zone di Emilia Romagna, Toscana e Marche sono in rosso. Lazio e Liguria restano gialli, (anche se nella prima regione ci sono Comuni in zona rossa), come Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. La Sardegna è unica regione italiana in zona bianca.
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]]>Inoltre, Speranza, aggiunge: “Dad in zona rossa? Perché c’è un fatto nuovo legato alla capacità d’impatto della variante inglese sulle generazioni più giovani. Non si trasforma in sintomatologia grave, ma diffonde il contagio. I più giovani possono portare il virus nelle case ai genitori e nonni e aumentare la velocità della curva. Noi continueremo ad analizzare i dati, verificare quello che avviene nel nostro Paese e valuteremo anche passo dopo passo se c’è necessità di aggiornare le misure sulla base dell’andamento della curva epidemiologica”.








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]]>In Italia la situazione non è delle migliori, complici anche i ritardi delle aziende nella consegna delle dosi di vaccino.
La regione Trentino Alto Adige tornerà in lockdown da lunedì prossimo, 8 febbraio. I contagi sono alti e, nonostante i controlli, i numeri non scendono. Inoltre è stato anche individuato il primo cado di covid con variante inglese, quella più aggressiva.
“Non è facile adottare misure più restrittive. Lo si fa nella consapevolezza che per ogni cittadino ci sono delle difficoltà ma puntiamo a porre le basi per uscire da questa situazione”
L’Alto Adige da lunedì 8 febbraio torna in lockdown. Chiusi i negozi, didattica a distanza nelle scuole, divieto di spostamento dai Comuni.
Nonostante la strategia di effettuare test a tappeto su tutto il territorio per cercare di interrompere la catena dei contagi.
Si legge in una nota: non accenna a calare il numero di persone positive al Sars-Cov2 in Alto Adige, ed è già stato registrato anche il primo caso di mutazione del Coronavirus. Per questo motivo, la Giunta provinciale si è riunita ieri sera e ha deciso l’inasprimento delle misure attualmente in vigore.
Sarebbero risultati positivi alle varianti brasiliana o similari del virus SarsCov2 la gran parte dei 42 campioni di soggetti positivi inviati dalla regione Umbria all’Istituto superiore di sanità.
E le varianti avrebbero colpito anche in Abruzzo :
“Stimiamo che il 40% dei casi di coronavirus emersi a Pescara negli ultimi giorni sia dovuto ad una variante, molto probabilmente quella inglese. Sta circolando rapidamente sul territorio, potrebbe essere questa la spiegazione della crescita dei numeri”
dice il direttore del laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’Università di Chieti, Liborio Stuppia, a proposito dell’incremento dei contagi nell’area metropolitana. “La variante inglese è più contagiosa: tutto questo non deve portare al panico, ma all’estrema prudenza”, aggiunge.
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]]>Con l’entrata in vigore delle ordinanze firmate dal ministro della Salute Speranza, oggi sono cambiate le aree di rischio di contagio da Covid-19: quella con le maggiori restrizioni. Gran parte delle attività commerciali saranno chiuse, come tutto il reparto della ristorazione, ma altre potranno tenere aperto.
Bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie e locali sono chiusi, ma in Lombardia, Sicilia e nella provincia autonoma di Bolzano altre attività rimangono aperte. Per esempio i supermercati, le farmacie e le edicole:

Tutto il reparto ristorazione, dai bar ai ristoranti, deve rimanere chiuso, ma può continuare ad effettuare servizio d’asporto fino alle 18 (i bar) e fino alle 22 (ristoranti e pizzerie). È sempre consentita, invece, la consegna a domicilio
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]]>Il passaggio in zona arancione per molte Regioni italiane era stato già preannunciato negli scorsi giorni, anche dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che aveva parlato di un’Italia quasi tutta arancione.
A passare in zona arancione con la nuova ordinanza sono: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta.
In zona rossa, invece, ci saranno la provincia di Bolzano, la Lombardia e la Sicilia.
Restano in zona gialla Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana e la provincia autonoma di Trento. Mentre restano in zona arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.
Per le Regioni che entreranno in zona arancione ci saranno regole più stringenti. Al di là del coprifuoco alle 22, valido per tutto il territorio nazionale indipendentemente dalle fasce, vengono vietati gli spostamenti fuori dal proprio comune se non per motivi di necessità, lavoro e salute o per il ritorno alla propria residenza. Sono chiusi bar e ristoranti, mentre vengono consentite le consegne a domicilio e l’asporto (ma con limitazioni per i bar dopo le 18). Aperti i negozi, mentre sono chiuse piscine e palestre, così come i cinema.
Per la zona rossa le regole sono ancora più stringenti. Sono vietati tutti gli spostamenti, anche all’interno del proprio comune, fatta eccezione per quelli dettati da motivi di lavoro, studio, necessità e salute. Chiusi sia i bar che i ristoranti, con la possibilità delle consegne a domicilio e dell’asporto, ma con limitazioni per i bar dopo le 18. Al contrario della zona arancione, sono chiusi anche i negozi, fatta eccezione per supermercati, rivenditori di generi alimentari e farmacie. Aperti barbieri e parrucchieri, così come le edicole. Sono chiusi, invece, teatri, cinema, palestre e piscine. Gli spostamenti per far visita a parenti e amici sono consentiti solamente una volta al giorno verso una sola abitazione privata, per un massimo di due persone.






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]]>L'articolo Conte: “È arrivata una nuova impennata dei contagi: non è facile, ancora sacrifici” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il governo intanto ha anche incontrato le Regioni in vista delle nuove misure e conferma di voler introdurre nel Dpcm il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18.
Nel corso della riunione con le regioni sono state anche illustrate le altre nuove misure. Si conferma per tutte le zone la regola che consente a massimo due persone di andare a trovare a casa parenti e amici. Stop alla mobilità tra le regioni, anche tra quelle gialle, istituzione di una zona bianca, per “dare un segnale” del lavoro che si sta facendo e che consentirà di entrare in una fase diversa in tempi però più lunghi. L‘introduzione di una zona bianca prevede una zona dove, virus permettendo, si possa cominciare un lento ritorno alla normalità”.
Il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione tra governo e Regioni avrebbe anche proposto di intervenire sugli indici di rischio per facilitare gli ingressi in zona arancione delle regioni a rischio alto. Speranza ha anche ribadito che sarà mantenuto il modello delle fasce e che sarà confermato nel nuovo Dpcm l’abbassamento della soglia dell’Rt: con 1 si va in arancione e con 1,25 in zona rossa.
Il divieto di ospitare a casa più di due parenti e amici, continua il Ministro, “si è dimostrato una norma ragionevole che ha funzionato nel periodo natalizio. Credo che avrebbe senso confermarla”.
“Domani sarà il Parlamento ad esprimersi ed entro giovedì venerdì avremo un testo definitivo. La situazione epidemiologica non è da sottovalutare, l’epidemia è ancora molto forte e per questo – ha ribadito – servono ancora restrizioni e comportamenti corretti”.
Alle aziende che gestiscono i trasporti pubblici urbani ed extaurbani che hanno messo o metteranno in campo servizi aggiuntivi per gli studenti, deve essere riconosciuto un ristoro per i mancati ricavi dalla vendita dei biglietti e degli abbonamenti dovuti alla riduzione della presenza degli altri passeggeri. E’ quanto avrebbe chiesto, secondo quanto si apprende, il presidente dell’Anci Antonio Decaro nel corso della riunione con le Regioni e il governo. Altrimenti, avrebbe aggiunto, “non ci si può aspettare che quelle aziende garantiscano i servizi aggiuntivi indispensabili ad assicurare il distanziamento per gli studenti”.
Tutte le attività che rimarranno chiuse “saranno ristorate”. E’ quanto ha garantito il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia alle Regioni nel corso della riunione di oggi. Il ministro ha ribadito la validità del sistema a fasce – “ci ha salvato due volte da un nuovo lockdown” – e ha riconvocato le Regioni per una nuova riunione giovedì, dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza avrà illustrato le misure in Parlamento.
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]]>L'articolo “Un messaggio di rinascita” L’aurora boreale forma una fenice nei cieli islandesi proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Invece lo è eccome. A volte basta trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Il fotografo Hallgrimur P. Helgason lo era alle 3.30 del mattino, non lontano dalla capitale islandese Reykjavík.
Qui, mentre fotografava il cielo e le aurore boreali, ha notato a un tratto una strana formazione. Altro che fuochi d’artificio: le particelle cariche provenienti dal sole, a contatto con la nostra atmosfera, hanno dato vita a un’aurora che ricordava una fenice.
L’immagine non poteva passare inosservata. A notarla è stata anche la Nasa che l’ha eletta “Foto del giorno” del 3 gennaio. A raccontare la splendida esperienza è stato lo stesso fotografo, Hallgrimur P. Helgason:
“Tutti gli altri osservatori dell’aurora boreale erano tornati a casa. Alle 3:30 del mattino in Islanda, in una tranquilla notte di settembre, gran parte delle aurore di quella notte si erano spente. All’improvviso, inaspettatamente, una nuova raffica di particelle è scesa dallo spazio, illuminando di nuovo l’atmosfera terrestre. Questa volta, sorprendentemente, la notte si è illuminata con una forma sorprendente che ricorda una fenice gigante. Con l’attrezzatura fotografica pronta, sono state scattate due veloci immagini del cielo, seguite immediatamente da una terza”.
La montagna che vediamo sullo sfondo è Helgafell, mentre il piccolo fiume in primo piano si chiama Kaldá, entrambi situati a circa 30 chilometri a nord della capitale islandese Reykjavík.


https://www.facebook.com/147511511950985/posts/3612947035407398/
Sembra quasi un messaggio di speranza e di rinascita che il cielo vuole inviarci, dopo un anno di incertezza.
Fonti di riferimento: Apod/Nasa, Facebook/hallgrimur.p.helgason
Protesta degli studenti del Margherita. “Non entreremo a scuola senza sicurezze”
“Sportinvilla”: a Villa Filippina, sport per giovani e adulti
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]]>L'articolo Lotta al covid: i “Senza nome” esprimono messaggi di conforto e speranza proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>I ragazzi “Senza nome” esprimono positività e coraggio con con frasi estrapolate dalla Bibbia e affisse su lunghi striscioni telati messi in mostra negli spazi antistanti l’ingresso alle strutture di Villa Sofia e Ospedale Cervello, Ospedale dei Bambini e Ingrassia, Ospedale Civico e Policlinico e all’interno della Fiera del Mediterraneo.
“Vogliamo portare un messaggio di speranza”, racconta uno dei ragazzi dei “Senza nome”, che fanno parte della chiesa La Parola della Grazia di Palermo. “È un desiderio nato dal cuore di Dio – spiega Salvo, uno dei promotori dell’iniziativa. E continua così: “Non vogliamo prenderci un brevetto già nato nel cielo. Gesù sta tornando e ama le persone. Gesù non si è dimenticato di loro. Ed è questo che vogliamo fare sapere. Questo è il messaggio per la nostra città in un momento così triste. Vogliamo incoraggiare chi è malato e stanco, confortare e dare sostegno a chi ha il cuore spezzato e non ce la fa. A loro vogliamo dire: non siete soli. C’è una chiesa che prega per voi”.
Alla Fiera del Mediterraneo di Palermo, Salvo e i “Senza nome” hanno incontrato i medici e gli infermieri in trincea per la lotta contro il Coronavirus. Ragazzi che con professionalità e passione svolgono il loro lavoro a fianco dei loro colleghi più anziani, a servizio della comunità.
“Durante queste notti Dio mi ha svegliato mettendo nel mio cuore un desiderio folle – racconta ancora Salvo – il desiderio di girare per la città in modo coraggioso e portare un messaggio di speranza rivoluzionario in un momento così buio come quello che stiamo vivendo”.
“La verità è che amiamo tanto la nostra città – sostiene Valeria, una dei ragazzi “Senza nome”. Ci muoviamo nel rispetto delle normative anti Covid-19 e non facciamo niente per creare qualsiasi tipo di rivolta o di disagio. La nostra è una lettera d’amore per Palermo”.
Allora i ragazzi concludono rivolgendosi ai medici delle strutture ospedaliere: “Per chi ogni giorno è in corsia, grazie per i vostri sacrifici. A chi sta spendendo professionalmente il proprio talento, ai pazienti, a chi è malato e stanco: siamo con voi. Non siete soli”.
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]]>Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a ‘Live Non è la D’Urso’. “Penso proprio di sì”. Così Roberto Speranza rispondendo sul coprifuoco dalle 22 alle 6 anche il 24 dicembre e a Capodanno.
“È una norma già vigente e penso che vada confermata ancora. È una delle norme che ci ha consentito in queste settimane di inziare quel percorso graduale e faticoso che ci consentiraà di piegare la curva. Quindi io penso proprio di sì”. E sulla Messa di Natale: “È chiaro che se c’è un corpifuoco penso che vada rispettato per tutti. Se c’è un coprifuoco c’è un coprifuoco”.
“La nostra impostazione non sarà di obbligatorietà”, ma “partiremo con una grande campagna di persuasione poi vedremo dove si arriverà ma io sono convinto che gli italiani anche in questa partita daranno una risposta all’altezza della sfida che stiamo giocando”.
E’ chiara che dobbiamo raggiungere la prevista immunita’ di gregge. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, a ‘Live Non è la D’Urso’ su Canale5.
“Quando arriverà il vaccino – spiega Speranza – sarà di poche dosi, quindi non si porrà il tema obbligo o non obbligo, anzi saremo noi a scegliere a chi dare quelle poche dosi, è chiaro che noi partiremo dai soggetti più sulla frontiera di questa battaglia”.
“Non ripetere gli errori dell’estate: il virus circola ancora, e in maniera molto più forte rispetto all’estate, quando uscivamo da due mesi di lockdown totale.
Continuiamo a limitare gli spostamenti a quelli necessari e a rispettare le misure igieniche di prevenzione”.
E l’appello del presidente della Federazione degli Ordini dei medici Filippo Anelli, che ha appena avuto un’interlocuzione informale con il ministro della Salute Roberto Speranza. (ansa)
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]]>Lo ha detto il ministro della salute Roberto Speranza a Siena per una visita all’incubatore biomedicale Toscana Lifes Sciences.
“Il rischio che i giovani possano trasmettere il virus ai loro genitori e nonni c’è ed esiste – ha concluso Speranza parlando con i cronisti – Ai giovani italiani continuiamo a chiedere il rispetto delle norme fondamentali a partire dall’utilizzo delle mascherine e dal distanziamento di almeno un metro”.
“Vanno bene i soldi del Recovery fund, del Mes, del bilancio dello Stato. Purché i soldi arrivino al sistema sanitario nazionale io sono contento e spingo esattamente in questa direzione” aggiunge Speranza.
“Occorre chiudere con la stagione dei tagli e aprire una nuova stagione di grandi investimenti – ha aggiunto – Tra questi chiaramente ci sono quelli della ricerca”. “Nel decreto agosto – ha concluso – abbiamo voluto indicare una posta che verrà gestita appena avremo le condizioni per farlo, ma che impegna già 80 milioni di euro per quest’anno sugli anticorpi clonali e 300 milioni di euro per il 2021”.
“Non bisogna dare nulla per scontato. Com’è noto il Covid continua ad avere numeri significativi, quindi guai ad abbassare la guardia” ha sottolineato Speranza a Siena. “Abbiamo mesi in cui dobbiamo ancor resistere in vista di un vaccino sicuro e cure sicure come quelle che ci auguriamo possano partire propria dalla ricerca fatta in questo palazzo”.
E per oggi è attesa la firma da parte del presidente del Consiglio Conte del nuovo dpcm sulla fase 3 che dovrebbe ricalcare le indicazioni di quello in scadenza con alcune aggiunte sul trasporto scolastico (80% della capienza) e le linee guida dell’Iss sulla scuola. Lo si apprende da fonti di governo. (ansa)
Il Premier Conte interviene su nuovo Lockdown, Discoteche e riapertura Stadi
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]]>DATI ITALIA – “I numeri ci illustrano lo scenario in maniera più semplice e lineare. Gli Ecdc hanno indicato il tasso di incidenza del virus di tutti i Paesi europei nelle ultime due settimane rispetto a 100mila abitanti: Spagna 205, Francia 88, Croazia 87, Romania 84, Italia a 23. Quest’ultimo è un dato molto simile a quello della Germania e che ad oggi è tra i migliori dati del contesto europeo”. “I numeri ci dicono alcune cose – ha aggiunto il ministro – in primi che il lockdown in Italia ha funzionato. E che il comportamento degli italiani e le misure del Governo e delle Regioni sono riuscite a piegare la curva e ci consentono un significativo vantaggio rispetto alla maggioranza dei Paesi Ue”. Quello ottenuto nel contenimento del coronavirus Sars-CoV-2 “non è un risultato del Governo o delle Regioni, ma di tutte le nostre istituzioni repubblicane e della nostra comunità nazionale, dentro una prova durissima chiaramente non ancora vinta, in una situazione ancora in costante evoluzione. Mi sia permesso di riconoscere questo” risultato “in primis alla forza, alla qualità e alla resilienza del nostro Servizio sanitario nazionale e in modo particolare agli uomini e alle donne che vi operano ai quali va e andrà sempre la nostra più sentita gratitudine”.
L’APPELLO AI GIOVANI – Si registra un “fortissimo abbassamento dell’età media. Questo è il dato più notevole” per quanto riguarda gli ultimi elementi sul coronovarus, e non solo in Italia. Il ministro ha ricordato che l’età media dei nuovi contagi è ora scesa a 29 anni. A tutti ma in particolare ai giovani, sottolinea il ministro Speranza, “continuo a chiedere con tutta la forza di cui dispongo il rispetto delle tre regole fondamentali” anti-contagio “che confermeremo anche nel prossimo Dpcm”, essendo “l’ultimo in scadenza il 7 di settembre: sono l’uso corretto delle mascherine, il distanziamento di almeno un metro e il rispetto di norme igieniche fondamentali a partire dal lavaggio delle mani”. “C’è una novità sostanziale nei numeri che stiamo analizzando nelle ultime settimane: è il fortissimo abbassamento dell’età media delle persone contagiate – fa notare Speranza – Credo che questo sia il vero fatto nuovo, il più significativo e notevole rispetto alla stagione più drammatica che abbiamo vissuto nei mesi di marzo-aprile. Il nostro sistema di monitoraggio ha segnalato negli ultimi 7 giorni una media d’età dei contagiati di 29 anni. E’ un dato su cui dobbiamo riflettere anche rispetto alle misure che dobbiamo mettere in campo. Mi preme segnalare che non è solo un dato italiano, è un dato europeo e internazionale che spiega almeno parzialmente anche la ragione per cui la pressione sulle strutture sanitarie, non solo in Italia ma anche in altri Paesi è comunque molto significativamente inferiore rispetto a quella che abbiamo visto nel passato”. Anche in Francia e Spagna con numeri molto più alti “la pressione è ancora sostenibile”, ribadisce il ministro. “Si è discusso molto nelle settimane estive di questo dato, dei giovani del nostro Paese. Io più volte anche pubblicamente ho chiesto una mano ai nostri ragazzi. Lungi da noi ogni forma di demonizzazione che non avrebbe alcun senso ma è vero che dobbiamo chiedere soprattuto ai nostri giovani di darci una mano”. “E’ senz’altro vero – prosegue Speranza – che il virus nelle generazioni più giovani fa meno male rispetto all’impatto che ha più avanti negli anni ma è altrettanto vero che continuano a essere comunque uno strumento di diffusione del virus e questo può essere pericoloso qualora dovesse estendersi in modo particolare ai genitori e ai nonni, che pagherebbero un prezzo molto più significativo”. “Alla luce di questo quadro allora io continuo a chiedere con tutta la forza di cui dispongo il rispetto delle tre regole fondamentali” anti-contagio. “Sono tre pilastri veri e propri – conclude il ministro – su cui tutta comunita scientifica è d’accordo. La mia opinione è che su questo non dobbiamo dividerci, non è una materia di contesa politica, sono tre regole essenziali”.
L’EUROPA E IL MONDO – “E’ un passaggio delicato dell’evoluzione epidemiologica del nostro Paese, in Europa e nel mondo”. “Rispetto al mio ultimo passaggio in quest’Aula, avvenuto il 10 agosto, il quadro epidemiologico europeo si è fatto ogni giorno significativamente deteriorato. E anche nel nostro Paese purtroppo, pur se in un quadro lontano dai Paesi europei che hanno riscontrato maggiori difficoltà, abbiamo rilevato una graduale salita del numero dei contagi”, ha aggiunto il ministro. “La nostra proposta è di costruire un meccanismo di reciprocità tra i Paesi”. “E’ una proposta che come governo italiano stiamo portando all’attenzione di tutti gli altri Paesi europei, e parte da un’idea molto semplice: quando assumiamo una misura di maggiore controllo dei nostri confini, degli arrivi nel nostro Paese – ha precisato – non compiamo mai un atto ostile nei confronti” di un particolare Paese. “E’ un atto che vuole semplicemente aumentare il livello di sicurezza”. “La nostra proposta la porterò in modo particolare il 4 settembre alla riunione dei ministri della Salute dell’Unione europea: è che si possa costituire un meccanismo di reciprocità tra i Paesi – ha spiegato il ministro – proprio per togliere dal tavolo questo elemento di ostilità che in alcuni casi viene così interpretato nelle relazioni fra i Paesi. Credo che la cosa più intelligente sia condividere un meccanismo di reciprocità”. “Dobbiamo convivere con questo virus ancora per un tempo significativo. Stiamo investendo sul vaccino e sulle cure con tutte le forze che abbiamo, ma di fronte a noi abbiamo nella migliore delle ipotesi ancora alcuni mesi di convivenza. E, proprio se non vogliamo correre il rischio di arrivare a ulteriori momenti di riduzione della mobilità fra i Paesi, l’idea di fare test nei principali aeroporti del nostro continente ci sembra un’idea giusta, in uno spirito collaborativo”.
SCUOLA – “La priorità assoluta è la riapertura delle scuole” e per farlo “abbiamo impegnato tutte le nostre energie” ha detto il ministro della Salute. “Tutte le scuole riapriranno nel mese di settembre e riapriranno in sicurezza”, ha aggiunto il ministro. “Tutti i sacrifici che stiamo tenendo in piedi – ha ricordato Speranza – hanno come obiettivo fondamentale la riapertura. Chiudere le scuole è stata la nostra scelta più difficile e riaprirle ora è davvero la nostra priorità assoluta”, per la quale “stiamo impiegando per questo tutte le nostre energie. Stiamo parlando di un grande tema mondiale. Sono stati 190 i Paesi nel mondo che hanno sospeso le attività, 1 miliardo e 700mila milioni di studenti”. “In caso di positivi a scuola interverranno le aziende sanitarie”, ha aggiunto Speranza. “I problemi della scuola vengono da stagioni precedenti, ma non nascondiamo cosa stiamo facendo: 2,9 miliardi di euro per la ripartenza, 97 mila assunzioni e 2,4 milioni di nuovi banchi – ha proseguito – Dobbiamo lavorare insieme per ritrovare lo spirito che abbiamo avuto nei momenti più difficili, serve un nuovo patto che coinvolga tutti. Questa è una sfida che si vince solo uniti”.
“Le mascherine a scuola sono obbligatorie, proprio perché sono fondamentali” ribadisce il ministro della Salute anche che “siamo l’unico Paese che metterà a disposizione come istituzioni pubbliche 11 milioni di mascherine per ciascuno dei nostri studenti e per tutto il personale scolastico. Saranno mascherine chirurgiche distribuite gratuitamente e per questo ringrazio il lavoro del nostro commissario straordinario Domenico Arcuri”. “Nelle ultime ore il Comitato tecnico scientifico ha discusso di un tema di particolare importanza, che ha toccato una preoccupazione diffusa fra le famiglie, e cioè la necessità di avere un corretto utilizzo delle mascherine – ha spiegato – Come ho già detto, sono uno strumento fondamentale che dovremo tenere in questa fase di convivenza e il Cts nelle ultime ore ha definito alcune raccomandazioni sull’utilizzo corretto a scuola”.
Quindi, ha illustrato il ministro, “a scuola si va con la mascherina. Ma poi dividiamo due momenti: i momenti dinamici dove ci sono rischi concreti per i nostri studenti di poter avere contatti più ristretti a meno di un metro di distanza, e momenti invece statici, cioè in cui lo studente è fermo, penso per esempio ad una lezione, ascolta il docente, ha una distanza di almeno un metro dagli altri studenti. In quel momento statico la mascherina che è obbligatoria negli altri momenti può essere naturalmente abbassata”. Questa misura, ha proseguito, “può essere rivista nel caso di situazioni epidemiologiche particolarmente delicate ma saranno solo le autorità sanitarie a disporlo e valutarlo in modo corretto”.
DISCOTECHE – “Voglio utilizzare questo passaggio in Parlamento per chiarire che il Governo nazionale, nei suoi provvedimenti formali, non aveva mai autorizzato la riapertura delle discoteche. Ma com’è noto, dal 16 di maggio le Regioni hanno la facoltà non solo di misure più restrittive – facoltà che era già presente nella fase più drammatica dell’emergenza – ma anche di mettere in campo misure meno restrittive, e dentro quest’ambito alcune Regioni hanno utilizzato queste facoltà”.”La seconda ordinanza che ho firmato durante queste settimane, il 16 di agosto – ha ricordato – riguarda la sospensione delle attività di ballo non sono nelle discoteche, ma anche in luoghi affini, e l’utilizzo obbligatorio delle mascherine all’aperto dopo le 18 nei luoghi dove c’è il rischio di assembramento”. Il ministro ha sottolineato che “ogni ordinanza comporta evidentemente un sacrificio, un costo per il nostro Paese. Ma io ritengo che queste ordinanze siano state giuste e opportune – ha rivendicato – e ci consentono di conservare il vantaggio” guadagnato “rispetto ad Paesi”.
VERBALI CTS – “Lo voglio dire su indicazione di tutto il Governo, lo avevo già detto e lo voglio riconfermare: molto a breve saranno pubblicati tutti i verbali del Cts”, il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus.”La linea del Governo – ha precisato – è stata fin dall’inizio quella della massima trasparenza”. Quindi “stiamo lavorando perché questi verbali, dove non c’è nulla che non possa essere reso noto all’opinione pubblica, possano essere pubblicati”.
VACCINO CONTRO L’INFLUENZA – “Sul vaccino antinfluenzale abbiamo la necessità di costruire, quest’anno, una campagna più forte rispetto a quella fatta negli anni passati. Proprio perché i sintomi sono simili al Covid-19 e questo potrebbe arrecare difficoltà al Ssn. Le Regioni tutte hanno fortemente irrobustito la loro offerta del vaccino e ieri è stata fatta una riunione aprendo un tavolo con i farmacisti italiani esattamente su questa materia”.
RICONGIUNGIMENTI – “Abbiamo probabilmente trovato una soluzione alla richiesta di ricongiungimento delle coppie binazionali. E spero che dentro al prossimo Dpcm si possa arrivare una risposta positiva a questa richiesta, legittima, che arriva da tante coppie che vivono il prezzo di una divisione da molto tempo”. “Stiamo lavorando a qualche passo avanti – ha precisato Speranza – e ci lavoreremo ancora in questi giorni. Ma io sono ottimista che nel prossimo Dpcm ci possa essere una soluzione”.
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]]>È giusto che sui treni restino in vigore le regole di sicurezza applicate finora. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato un’ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha di fatto messo fine alle polemiche scoppiate ieri dopo l’annuncio di Trenitalia e Italo che avrebbero ripreso a viaggiare con i convogli dell’Alta Velocità pieni. “Questi sono i due principi essenziali che, assieme al lavaggio frequente delle mani, dobbiamo conservare nella fase di convivenza con il virus”, ha concluso Speranza, che ha così accolto i dubbi degli esperti che avevano definito “preoccupante” la fine del distanziamento tra i passeggeri.
Già questa mattina la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, aveva inviato una lettera alle compagnie per “tornare alle misure precedenti”. Da ieri, infatti, sui treni Italo e sui Frecciarossa e Frecciargento di Trenitalia e sulle lunghe percorrenze si sarebbe potuto viaggiare anche vicini, indossando la mascherina, perché si sarebbero realizzate le condizioni poste dal Dpcm del 14 luglio che permettono di attuare le deroghe al distanziamento previste nelle linee guida del ministero sui Trasporti, ovvero: la misurazione della temperatura dei viaggiatori prima di salire, l’autodichiarazione dei passeggeri con la quale certifichino di non aver avuto contatti con persone contagiate dal Covid, né sintomi influenzali, l’obbligo della mascherina con la sostituzione dopo 4 ore. Sin da subito, tuttavia, sono state espresse perplessità soprattutto dal Comitato tecnico scientifico, che si è detto “preoccupato” per questa decisione, in un momento delicato, in cui la curva dei contagi sta lentamente risalendo nel nostro Paese e l’indice Rt ha superato la soglia di guardia di 1 in ben 8 regioni.
Tra i primi ad esprimere parere contrario sulla questione c’è stato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore della Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico. “Stupisce un po’, per non dire che sconcerta, la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni. Il Comitato tecnico scientifico non è mai stato investito del problema, e non posso non dire che questa decisione desta preoccupazione e perplessità, in un momento in cui i nuovi casi di Covid-19 stanno crescendo, come mostrano i dati. C’è il rischio concreto che i viaggi in treno possano contribuire alla ripresa dell’andamento epidemico” ha detto all’Adnkronos Salute, aggiungendo: “Credo che su questo tema vada aperta una riflessione”.
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