L'articolo Università. Fuorisede: “Disposta l’erogazione del bonus affitto” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La Federazione dei Giovani Socialisti comunica con enorme soddisfazione di aver vinto una propria battaglia.
Nel tardo pomeriggio di martedì 20 ottobre l’assessore Roberto Lagalla ha comunicato, replicando al documento politico mandato dalla Federazione, che è stata finalmente disposta l’erogazione, tramite Ersu, del bonus affitto per un ammontare complessivo di 7 milioni.
A riprova di ciò è giunto il comunicato del presidente Ersu Palermo, Giuseppe Di Miceli, che ha confermato che i bonus sono in fase di erogazione. “Una vittoria di civiltà e di solidarietà – commenta il segretario della FGS palermitana Mattia Carramusa – prima che politica. Ci siamo, come si dice qui, attaccati a camurria in queste settimane ma finalmente abbiamo ottenuto un risultato importantissimo a tutela di famiglie siciliane e studenti fuorisede. Nessun’altra giovanile politica e nessun altro partito si è occupato di questa battaglia, che noi seguiamo da giugno. Il merito di questo successo – conclude Carramusa – lo condividiamo principalmente con Udu Palermo con cui ci siamo confrontati spesso e abbiamo valutato ogni possibilità”.
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]]>Almeno per quest’anno, ad esempio, si va assottigliando una delle rappresentanze più consistenti di universitari: i fuori sede. Non solo parecchi ragazzi rinunciano a immatricolarsi lontano dalla propria città. Ma tanti altri impostano il navigatore in direzione opposta, verso casa.
Secondo una ricerca del portale Skuola.net – che ha coinvolto circa 2.000 studenti che durante lo scorso anno accademico erano fuori sede – quasi 1 su 5 abbandonerà la città che l’ha ospitato sinora per fare ritorno nel luogo di residenza. Non pochi, sia in termini percentuali che assoluti. Soprattutto se pensiamo che gli studenti immatricolati in una regione diversa da quella di residenza lo scorso anno accademico ammontavano a circa 340.000 unità.
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Questo, però, non vuol dire che si rinuncerà con la stessa facilità a inseguire il sogno di laurearsi nell’ateneo o nel corso di laurea preferito. La platea dei cervelli di ritorno, infatti, qui si divide: circa 2 su 3 effettivamente si iscriveranno in una sede universitaria più a portata di mano, chiudendo definitivamente col passato; i restanti 1 su 3 al contrario continueranno a essere formalmente iscritti nello stesso ateneo, pur proseguendo la carriera ‘a distanza’. Cosa accomuna i due emisferi? Le motivazioni del cambio di rotta: nella maggior parte dei casi c’è lo zampino del Covid-19.
Le difficoltà economiche in cui versa la famiglia in seguito al lockdown, che impediscono di garantire al figlio vitto e alloggio fuori da casa, la spinta maggiore per tornare: la mette in cima alla lista il 45% di quelli che si sposteranno definitivamente e il 32% di quelli che, almeno per il momento, continueranno a essere fuori sede solo sulla carta. Anche le difficoltà negli spostamenti che le misure di contenimento del virus hanno generato, però, sono temute da molti: la paura di rimanere bloccato distante dai propri cari per troppo tempo, specie se dovessero esserci nuove chiusure, è stata la molla decisiva per circa 1 su 10. Interessante notare che la campagna di incentivi messa in campo da alcuni atenei per attrarre nuovi iscritti dai territori circostanti non ha avuto un impatto così significativo: solo il 3% è stato “riportato a casa” grazie a queste politiche.
Mentre, tra chi ha mantenuto la ‘matricola’ nell’università in cui era iscritto lo scorso anno, quasi 1 su 4 ha scelto di tornare dopo aver fatto un bilancio della ‘didattica a distanza’ allestita dal suo ateneo negli ultimi mesi. I risultati sono stati buoni così e, visto che anche nel prossimo anno accademico si proseguirà con una formula “blended” (un po’ in presenza e un po’ online), ne ha approfittato per risparmiare sulle spese che inevitabilmente pesano sui fuori sede.
Qualcuno che rimane, comunque, c’è: sono circa l’80% dei fuori sede di vecchia data (a cui vanno aggiunte le matricole). Ma anche loro sembrano confusi. Basti pensare che, alla fine di agosto, più 1 su 2 ancora non ha un alloggio per il prossimo anno e, tra questi, circa la metà è indeciso su quale soluzione sia migliore (appartamento o stanza in una casa condivisa?). Le variabili da considerare sono molteplici, molte della quali ancora una volta ruotano attorno all’emergenza sanitaria: dall’opportunità di condividere spazi con degli sconosciuti alla crisi del mercato degli affitti.
Valutazioni che hanno fatto persino quelli che, apparentemente, sembrano avere le idee chiare: tra chi ha già provveduto alla sistemazione per settembre, il 15% ha cambiato casa. Cosa ha condizionato la loro scelta? In 6 casi su 10 è stato proprio il Covid-19: il 27%, per ovvi motivi, ha cercato un appartamento assieme ad amici fidati o parenti, il 20% ha approfittato delle maggiori offerte proposte dal mercato (vista la crisi) per ‘allargarsi’, il 13% ha puntato una casa da solo o con pochi coinquilini per avere meno gente possibile con cui dover entrare in contatto e limitare così le occasioni di contagio.
Partendo da queste premesse è facile immaginare perché, analizzando le scelte abitative dei “decisi” e confrontandole con quelle di dodici mesi fa, si assista a un vero e proprio boom per gli appartamenti interi e a una leggera flessione per le coabitazioni. A parte quelli che per motivi economici sono “costretti” alla convivenza, in generale la necessità di distanziamento sociale unita alle favorevoli condizioni di mercato ha fatto crescere il ricorso agli appartamenti del 70% rispetto a dodici mesi fa: il 27%, infatti, ha puntato sulla casa da solo (nel 2019, di questi periodi, il dato si fermava al 16%); mentre le stanze in case condivise finora hanno attirato il 60% dell’utenza (un anno fa erano il 66%); dimezzato l’appeal di collegi e convitti (dal 10% al 5%), stabile quello degli studentati (8%).
I costi? Il 44% prevede di spendere tra i 200 e i 400 euro al mese, il 23% anche di più (tra i 400 e i 600 euro al mese), il 13% pensa addirittura che sforerà questo tetto, solo 1 su 5 crede di riuscire a contenere le uscite per l’affitto nei 200 euro mensili. Spese che, in quasi la metà dei casi (46%), saranno a carico esclusivo dei genitori; il 13%, al contrario, cercherà di lavorare per rendersi indipendente anche dal punto di vista economico; l’11% farà a metà con la famiglia, il 23% chiederà (oppure ha già) una borsa di studio.
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]]>L'articolo Università. Nel Decreto Agosto novità per borse di studio e fuorisede proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La novità per le università italiane che riguarda maggiore flessibilità per le borse di studio e deroghe ad alcune regole che riguardano i fuorisede.
Quello per le università è un articolo che si aggiunge nel capitolo scuola, la quale riceve nuovi fondi con il decreto Agosto, almeno un miliardo.
Vediamo cosa dice il testo del decreto Agosto e quali sono le novità per l’università in materia di borse di studio e fuorisede.
Per le università le novità sono contenute nell’articolo 33 – Misure urgenti per la continuità del sistema della formazione superiore e le prime riguardano proprio le borse di studio.
Il testo dell’articolo del decreto Agosto stabilisce che le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e le università sono autorizzate a rimodulare, nei limiti delle risorse disponibili, l’entità delle borse di studio destinate agli studenti fuorisede.
Questa misura, in una situazione singolare e di emergenza come quella che il COVID impone, darebbe agli studenti fuorisede la possibilità di non subire troppi disagi ulteriori.
Il destino dell’attività degli atenei a partire da settembre e ancora incerta laddove durante il lockdown e nei periodi successivi si è proceduto sempre con lezioni ed esami anche e soprattutto da remoto. Vediamo ora qual è l’ulteriore novità del testo del decreto Agosto per l’Università.
Per il mondo delle università ci sono altre novità nel decreto e che riguardano sempre gli studenti fuorisede.
In particolare stabilisce il decreto Agosto che in deroga a quanto stabilito dall’articolo 4, comma 8, lettera c del decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 9 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.172 del 26 luglio 2001, si può considerare fuorisede lo studente che frequenta un corso presso l’università lontana dal luogo di residenza a titolo oneroso, usufruendo di residenze pubbliche, private o anche enti anche per un periodo inferiore ai 10 mesi purché non inferiore ai 4 mesi.
Limitatamente all’anno accademico 2020/2021, le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano e le università, per gli interventi di rispettiva competenza, possono rimodulare, nei limiti delle risorse disponibili, l’entità delle borse di studio destinate agli studenti fuori sede e, in deroga all’articolo 4, comma 8, lettera c), del decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 9 aprile 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio 2001, considerare come fuori sede lo studente residente in un luogo distante dalla sede del corso frequentato e che per tale motivo prende alloggio a titolo oneroso nei pressi di tale sede, utilizzando le strutture residenziali pubbliche o altri alloggi di privati o enti, anche per un periodo inferiore a dieci mesi, purché non inferiore a quattro mesi. Le disposizioni di cui al presente comma trovano applicazione, ove possibile, anche per l’anno accademico 2019/2020
Una buona notizia per i molti fuorisede che pur avendo iniziato a seguire i corsi universitari tra settembre e ottobre sono stati in alcuni casi costretti ad abbandonare l’alloggio per il lockdown.
Con l’entrata in vigore del decreto Agosto le misure per università e studenti fuorisede diventano operative.
Adesso si rimane in attesa di comprendere come le università intendano agevolare gli studenti fuori sede in virtù delle novità introdotte.
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]]>L'articolo FAQ Contributo per studenti fuori sede (800 euro) Le domande più frequenti proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
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Ecco le domande più frequenti con le relative risposte:
Domande e risposte sui destinatari del contributo economico
1. Sono residente a Messina da poco meno di un anno (prima ero residente in Calabria) e frequento l’Università di Reggio Calabria. Posso partecipare al concorso?
No, chi risiede in Sicilia da meno di un anno dalla data di pubblicazione del bando, non può richiedere il contributo.
2. Sono un* student* iscritt* alla LUMSA di Roma con sede di didattica decentrata a Palermo. Frequento le lezioni presso la sede di Palermo. Posso partecipare al concorso?
No, chi frequenta corsi di laurea con sede didattica in Sicilia non può richiedere il contributo.
3. Sono iscritt* all’UNIMI in un corso di dottorato di ricerca con borsa. Posso partecipare al concorso?
NO, chi è iscritt* in un corso di dottorato di ricerca o di scuola di specializzazione, con borsa, non può partecipare al concorso.
4. Sono iscritt* in un corso di dottorato di ricerca, senza borsa, ad una Università estera. Posso partecipare al concorso?
NO, chi è iscritt* all’estero in un corso di dottorato di ricerca o di scuola di specializzazione attivato da una Istituzione Universitaria fuori dal territorio nazionale, anche se è senza borsa, non può partecipare al concorso.
5. Sono iscritt* all’UNITO e frequento un Master. Posso partecipare al concorso?
NO, chi è iscritt* ad un Master non può partecipare al concorso.
6. Ho conseguito una laurea magistrale quest’a.a. 2019/20 e mi sono iscritt*, fuori Regione, ad un corso di laurea triennale. Posso partecipare al concorso?
NO, chi è già in possesso di un titolo pari o superiore a quello di iscrizione a.a. 2019/20 non può partecipare al concorso.
7. Sono un* student* di Agrigento, iscritt* all’UNIBO ma mi trovo a Strasburgo in ERASMUS. Sono rimasto bloccato in Francia e non sono potuto rientrare in Sicilia. Posso partecipare al concorso? Se SI, a quale categoria appartengo e qual è l’Ente di riferimento per fare la richiesta?
Si, chi si trova “fuori regione” appartiene alla CATEGORIA 1 e chi è iscritt* in un corso di laurea attivato da Università Italiane, per fare la richiesta contributo, deve accedere all’applicazione online disponibile sul sito dell’ERSU di Palermo.
8. Sono un* student* UNIPA in ERASMUS all’estero. Sono rimasto bloccato e non sono potuto rientrare in Sicilia. Posso partecipare al concorso?
No, gli studenti UNIPA, anche se in questo momento sono all’estero, non possono partecipare al concorso.
9. Sono un* student* UNIPI, non assegnatari* di borsa di studio che beneficia di un contributo per l’alloggio erogato dall’Ente per il dsu (sono in affitto in un appartamento). Posso partecipare al concorso?
No, gli studenti che beneficiano di un contributo per l’alloggio, anche se non sono assegnatari di borsa di studio, non possono partecipare al concorso.
10. Sono un* student* UNIGE, non assegnatari* di borsa di studio ma assegnatario di posto letto in una residenza universitaria. Posso partecipare al concorso?
No, gli studenti assegnatari di posto letto che alloggiano in una residenza universitaria, non possono partecipare al concorso.
11. Sono un* student* UNIGE, assegnatari* di borsa di studio che non usufruisce del posto letto presso R.U., sono in una casa in affitto e non ricevo contributi per l’affitto. Posso partecipare al concorso?
Si, possono richiedere il contributo chi non alloggia in una residenza universitaria e non beneficia, neanche, di rimborso/contributo alloggio.
Domande e risposte sui requisiti di ammissione al concorso
1. Il mio ISEE supera di 0,01 euro il limite previsto dal bando. Posso partecipare al concorso?
NO, chi ha un ISEE superiore al limite è escluso dal concorso.
2. Sono impossibilitat* a recarmi presso un CAF per presentare la DSU ai fini del rilascio dell’Attestazione ISEE 2020. Posso partecipare al concorso? Se SI, come posso fare?
SI, in considerazione dello stato di emergenza, è possibile dichiarare l’ISEE utilizzato per la iscrizione a.a. 2019/20…… l’importante è che l’attestazione Isee sia valida per le prestazioni per il diritto allo studio universitario e sia priva di annotazioni relative alle omissioni/difformità rilevate dall’Agenzia delle Entrate.
3. Cosa significa “… essere in possesso del Requisito di domicilio”?
Il “Requisito di domicilio” è uno dei requisiti di ammissione al concorso. Significa essere presenti o essere stati presenti nelle altre regioni italiane o all’estero durante lo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 ()). Al tal proposito, il bando individua due categorie di student*:
4. Prima che fosse stato dichiarato lo stato di emergenza, sono rientrat* in Sicilia. Posso partecipare al concorso?
No, chi è rientrat* in Sicilia prima del 31.1.2020 è escluso dal concorso.
5. Come posso dimostrare di essere rientrat* in Sicilia dopo il 31 gennaio 2020?
E’ tutto in autocertificazione ed inoltre saranno controllati gli elenchi nominativi della Protezione Civile dei flussi in ingresso nel territorio siciliano. Ad ogni modo, per agevolare l’attività istruttoria delle richieste, non è obbligatorio, si può allegare alla richiesta contributo, per esempio, copia del biglietto del viaggio di ritorno.
Domande e risposte sulle modalita’ di partecipazione al concorso
1. Dove lo posso trovare il modulo per richiedere il contributo? C’è differenza tra chi studia nelle altre regioni italiane e chi studia all’estero?
Gli/Le iscritt* nelle altre regioni italiane, per richiedere il contributo economico devono utilizzare il modulo online reso disponibile a partire dalle ore 9:00 del 30 aprile 2020 nel sito istituzionale dell’ERSU di Palermo, raggiungibile al seguente link: www.ersupalermo.it;
Gli/Le iscritt* all’estero, invece, per richiedere il contributo economico devono utilizzare l’apposita applicazione online è resa disponibile a partire dalle ore 9:00 del 30 aprile 2020 nel sito istituzionale dell’ERSU di Catania, raggiungibile al seguente link: www.ersucatania.it.
2. Quando scade il concorso?
Il bando prevede due scadenze:
“Invio online” significa fare l’upload della documentazione concorsuale scannerizzata in un unico file pdf della dimensione max di 2MB; ovvero, caricare, tramite l’apposita applicazione online, il file pdf della documentazione concorsuale scannerizzata.
3. Sono iscritt* all’UNIPI, come posso presentare la richiesta contributo?
4. Sono iscritt* in una Università all’estero, come posso presentare la richiesta contributo?
5. Dopo il caricamento non mi è arrivata l’email con la ricevuta dell’avvenuta protocollazione. E’ un problema?
Può capitare… ad ogni modo, è possibile avere conferma contattando gli ERSU.
6. Ho riletto la richiesta contributo e mi sono accort* di avere commesso un errore. Come posso rettificare il dato?
Per rettificare i dati di una domanda già inoltrata, è necessario annullarla e ripetere l’intera procedura con le modalità e nei termini, sopra descritti, previsti dal bando. L’ultima domanda inoltrata sarà quella ritenuta valida ai fini del concorso.
7. Posso inviare con una pec la richiesta contributo?
NO, chi invia la richiesta con modalità diverse da quelle indicate dal bando sono esclus* dal concorso.
8. Ho caricato la documentazione concorsuale priva del documento d’identità. L’applicazione online è stata disattivata. Cosa succede adesso?
Le richieste contributo prive anche di un solo documento sono escluse dal concorso.
9. Sono impossibilitat* a caricare il file pdf contenente la richiesta contributo. A chi posso rivolgermi?
Fino alla chiusura della procedura concorsuale, è garantita l’assistenza tecnica (durante la procedura sarà attivo un link che indirizza al modulo online di assistenza tecnica…basterà cliccare sul link, descrivere il problema ed inviare).
10 Durante la compilazione della richiesta contributo, ho necessità di avere dei chiarimenti sul bando. A chi posso rivolgermi?
Fino alle ore 13:00 del 13 maggio 2020 saranno garantite le risposte ai quesiti inviati per email (durante la procedura sarà attivo un link che indirizza al modulo online di info e chiarimenti…basterà cliccare sul link, formulare il quesito ed inviare).
Domande e risposte sul servizio informazioni
1. A chi devo rivolgermi per avere informazioni sul bando?
Tutti gli ERSU Siciliani forniscono chiarimenti o informazioni al bando.
L’ERSU di Palermo è l’Ente di riferimento per chi studia nelle altre regioni italiane.
L’ERSU di Catania è l’Ente di riferimento per chi studia all’estero.
2. Quali sono i contatti di ciascun ERSU siciliano?
ERSU di Palermo
ERSU di Catania
ERSU di Messina
ERSU di Enna
ATTENZIONE: PER QUANTO NON SINTETICAMENTE RIPORTATO IN QUESTE FAQ, RACCOMANDIAMO UN’ATTENTA LETTURA DEL BANDO.
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