studiare Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Mon, 15 Nov 2021 18:29:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp studiare Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Studiare meglio e più velocemente: ecco 10 consigli utili e semplici https://www.younipa.it/studiare-meglio-e-piu-velocemente-ecco-10-consigli-utili-e-semplici/ Mon, 15 Nov 2021 18:15:00 +0000 https://www.younipa.it/?p=26955   Car* Collegh* avete mai riflettuto a fondo e con senso critico se il modo...

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Car* Collegh* avete mai riflettuto a fondo e con senso critico se il modo con cui studiate solitamente è quello più corretto?

Se non ve lo siete mai chiesti o se non lo avete ancora fatto, con l’avvicinarsi della prossima sessione di esami, forse forse è giunto il momento adatto per farsi due domande e perchè no, provare a migliorare il metodo di apprendimento fin ora utilizzato. 

Ecco, quindi, qualche consiglio per studiare meglio e più velocemente:

 

  1. Condurre uno stile di vita sano
    Dormire a sufficienza e consumare cibo sano sono due aspetti fondamentali per la routine di studio. Cibi che migliorano la memoria e il rendimento sono pesce, noci, semi, yogurt e mirtilli ad esempio. Anche bere molta acqua e mantenersi idratati non va dimenticato.
  2. Essere positivi
    Immaginare un esito positivo dell’esame e concentrarsi su come fare a rendere questo desiderio realtà. Essere ottimisti e pensare di farcela porta a farcela davvero. 
  3. Fissare degli obiettivi
    Darsi degli obiettivi come le date per finire i capitoli in cui si è suddiviso un libro può aiutare e incoraggiare. Si può anche stabilire anche un piccolo premio per ogni obiettivo. Bisogna sempre essere certi di fissare obiettivi raggiungibili e lavorare duramente per riuscirci, anche con qualche sacrificio.
  4. Scegliere un posto adeguato per studiare
    Un luogo silenzioso e senza distrazioni è ideale. Se si studia in casa si può provare a cambiare posto ogni giorno finché non si trova il luogo ottimale. Se si studia in biblioteca trovare il proprio posto preferito occupato non deve diventare un dramma ma un’opportunità di testare qualcosa di diverso. Ah: il telefonino distrae, assolutamente sì.
  5. Sforzarsi di comprendere più che di memorizzare
    Quando si comprende qualcosa la memorizzazione segue natualmente. Ok, non va bene per tutto.
  6. Fare proprio il contenuto
    Evidenziare con diversi colori o realizzare degli schemi può aiutare a introiettare meglio i contenuti.
  7. Fare delle pause
    Può sembrare banale ma fare delle pause aiuta a rendere meglio. La concentrazione cala naturalmente dopo un certo tempo e riposarsi migliora i risultati. Una passeggiata di una decina di minuti, una telefonata a un amico o prepararsi un caffè o una tisana possono essere delle idee.
  8. Farsi delle domande e mettersi alla prova
    Immaginare le domande che verranno poste all’esame sarà utile a fare calare la tensione quando ci si siederà. Esercitarsi per iscritto è un’altra buona prassi. Riuscire a recuperare le domande delle sessioni precedenti o assistere di persona è un suggerimento prezioso.
  9. Studiare con i colleghi
    Motivarsi reciprocamente aiuta a combattere i cali di motivazione che ciascuno studente affronta naturalmente. Quando si è sufficientemente preparati ci si può interrogare a vicenda.
  10. Parlare con i docenti
    Andare a ricevimento, soffermarsi dopo le lezioni, fare domande sugli esami e discutere temi chiave può aiutare a migliorare il rapporto con i docenti e a mostrare un’attitudine positiva verso la materia.

Ci teniamo a precisare che questi sono solo alcuni consigli pratici e di immediata e semplice attuazione. Per il resto è risaputo che per arrivare al tanto agognato traguardo della laurea è necessario tanto impegno quotidiano, una buona dose di ambizione e un pizzico di fortuna in più (che non guasta mai). Buono studio e in bocca al lupo per il vostro prossimo esame!


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Preferite studiare sui libri o provare a studiare su e-book e tablet? https://www.younipa.it/preferite-studiare-sui-libri-o-provare-a-studiare-su-e-book-e-tablet/ Fri, 12 Sep 2014 00:19:02 +0000 https://www.younipa.it/?p=15416 «Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, quello con la...

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«Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la biro, quello con la pistola è un uomo morto».

Cito Roberto Benigni, non solo perché adoro la sua lingua biforcuta, ma anche e soprattutto perché questo detto contiene tra le righe dell’ironia una verità fondamentale. La scrittura è vita, la scrittura è bellezza, la scrittura è arte.

Sono finiti da un po’ i tempi romantici dello scrivere su carta – forse non del tutto, perché c’è ancora qualche anima buona che non rinuncia all’odore di un foglio bianco in cui creare dal nulla segni, simboli, fantasia (tipo me) – ma, che se ne dica bene o male, che dispiaccia o no, la carta è stata sormontatata dalla scure dell’innovazione.

Se ciascuno di voi fa caso alla propria esperienza quotidiana, deve ammettere che usa molto di più la tastiera della penna o della matita. O no? Certo, avete ragione. Volete mettere il tempo che si risparmia digitando alcuni tasti su un pc rispetto alla “fatica” che concerne l’uso di carta e inchiostro? Tutto giusto. Lo faccio anch’io ammetto. Per risparmiare tempo ma soprattutto perché odio la mia calligrafia e, diciamocela tutta, rileggere un testo su uno schermo è molto più semplice e chiaro. Quante volte scrivendo di fretta o prendendo appunti vi capita di non capire qualche termine (le m sono delle m, non si confondono con le n, le u o altro).

Sì sì sì, tutto corretto. E giusto, ripeto.

Ma vedete, l’altro giorno, girovagando sul web, sono incappata in una notizia che mi ha fatto rizzare i peli del braccio: In Corea del Sud vogliono eliminare i libri scolastici entro il 2015. Già proprio così, basterà un tablet: subito eBook e libri elettronici.

Ora questa concezione – come ben sapete e com’è già successo in altri casi – potrebbe diffondersi e divenire reale in tutto il resto del mondo. Ma – mi chiedo – una scuola dove non esiste più la scrittura è davvero una scuola?

Tra i pro c’è sicuramente la riduzione dei costi. Pensate ad esempio se, nella vostra università, da un giorno all’altro non si dovessero più comprare manuali giganti o fotocopiare pagine su pagine di dispense. Tutto online. Allettante no?

Ma, indagando i contro, non posso fare a meno di pensare a ciò che si perde. L’odore di una pagina mista a caratteri neri, il vento che si solleva dal semplice gesto di sfogliare una pagina e che accarezza il viso. E tante altre piccole sfumature che – chi ha letto almeno un libro nella sua vita – conosce e saprebbe descrivere alla perfezione.

La calligrafia inoltre – tanto amata o odiata – è un esercizio che allena la mente e la mano. In altre parole, esercitarsi a scrivere, nei bambini, forma la loro mente e la loro capacità trasformativa della realtà.

Vogliamo davvero perdere tutto questo?

Che ne pensate? Preferite studiare sui libri o provare a studiare su e-book e tablet?

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Come si può studiare e non pensare a Facebook (e compagnia bella)? https://www.younipa.it/come-si-puo-studiare-e-non-pensare-a-facebook-e-compagnia-bella/ Tue, 02 Sep 2014 22:39:09 +0000 https://www.younipa.it/?p=15274 È davvero difficile essere studenti nell’era del web 2.0. Facebook, Twitter, Google +, Instagram, Foursquare...

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È davvero difficile essere studenti nell’era del web 2.0.

Facebook, Twitter, Google +, Instagram, Foursquare e chi più ne ha più ne metta… Distrazioni sempre a portata di mano, anzi di click, perché per essere sul web non basta solo essere davanti al computer ma anche davanti a dei tablet e degli smartphone che si accendono ad ogni notifica ricevuta.

Insomma, è un guaio.

Come si fa, quindi, a prevenire gli effetti del “social addicted“?

Si potrebbe facilmente dire che è necessaria la volontà. Basta spegnere il computer, dedicare anima e corpo ai libri e il gioco è fatto. Al contempo, però, bisogna anche disattivare le connessioni 3G/4G e Wi-Fi da iPad, iPhone e simili. E, se proprio si vuole essere rigidi con se stessi, perfino spegnere il cellulare. Sì, ci vorrebbe l’isolamento.

Una condizione non così assurda se si pensa che prima di tutte queste “invenzioni” che hanno sviluppato (e “drogato”) la comunicazione, si poteva tranquillamente chiudere i ponti con il mondo circostante, guardando il meno possibile al di là della finestra, soprattutto in estate.

Eppure, se il nostro metro di giudizio è esclusivamente il presente, fare a meno di quanto detto sembrerebbe impossibile, roba da depressione improvvisa. Non essere connessi, infatti, equivale ormai a non respirare. Non ce la possiamo fare.

E allora occorre ricorrere ai software. Sì, a strumenti terzi che letteralmente bloccano le possibilità di fuga del cervello.

Ed ecco che, prendendo spunto da quest’interessante articolo, potrebbero fare al caso vostro due APP: da un lato “Focus Lock” per mettere il lucchetto agli smartphone con sistema operativo Android; dall’altro “Focal Filter” per fare altrettanto con i computer Windows.

E di software simili ce ne sono tanti, di sicuro anche in ambiente Apple per gli appassionati di tutto ciò che comincia con la lettera “i”.

Ma lo strumento ideale per non distrarsi dovrebbe essere uno ed uno soltanto: la forza di volontà. Anche perché, com’è che si dice? Prima l’utile, poi il dilettevole… e non tentare di fare entrambe le cose: tempo perso, ve l’assicuro.

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Come memorizzare 150 pagine in 40 minuti https://www.younipa.it/come-memorizzare-150-pagine-in-40-minuti/ Tue, 22 Jul 2014 23:13:48 +0000 https://www.younipa.it/?p=14656 Hai un esame imminente e sei in piena crisi di panico? Passi ore e ore...

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Hai un esame imminente e sei in piena crisi di panico? Passi ore e ore sui libri, leggi, rileggi ma non riesci a far entrare in testa neppure mezzo rigo?

Niente paura in questo post ti illustreremo alcune tecniche di memorizzazione veloce, ovvero come riuscire ad immagazzinare una mole vastissima di informazioni, poniamo 150 pagine, in pochissimo tempo, poniamo 40 minuti.

Sembra un’utopia, vero? Sappiate che non lo è affatto, basta solo applicare una serie di metodi scientificamente provati che aiutano tutti coloro che li mettono in atto a riuscire a ricordare in pochissimo tempo pagine e pagine di nozioni.

Ma veniamo a noi…

Innanzitutto bisogna catalogare le idee. Non ci vuole poi molto. Basta utilizzare il cervello e soprattutto a tenerlo ordinato: il disordine mentale, infatti, è ciò che ci impedisce di ricordare fatti, date, nomi, nozioni, formule.

Non dovete pensare di aver perso per sempre un’informazione che non riuscite a ricordare. Sbagliato. Il cervello non butta via niente, immagazzina tutto, immaginatelo come un grande armadio pieno zeppo di vestiti.

Come prima cosa potete taggare i concetti. Pensate al mondo del web: cosa utilizzano i social network, i siti internet, i blog per far sì che un determinato articolo o post venga trovato dagli utenti? Bravi, sì, lo taggano. Utilizzano, quindi, delle parole chiave che una volta digitate dall’utente permettono di visualizzare tutti i post e le immagini correlate.

Stessa cosa dovete fare con le nozioni che cercate di memorizzare. Come? Basta seguire tre step.

  • Primo passo: taggare l’origine del concetto. Ad esempio, se stiamo parlando di un esame universitario, l’origine sarà il nome del professore e la materia d’esame. Sembra una cosa stupida, ma per fare ordine è importante.
  • Secondo passo: troviamo tutte le keywords da attribuire all’esame e creiamo delle tag per ogni capitolo da studiare. Facciamo un esempio: esame di storia dell’arte moderna. Tag generali: arte moderna, Rinascimento, Umanesimo, Firenze, Manierismo, Barocco, ecc. Tag per capitolo. Capitolo sul Rinascimento fiorentino: Firenze, 1401, porta del Battistero, Ghiberti, Brunelleschi, cupola duomo, Leon Battista Alberti, ecc. Non è poi così difficile no?
  • Terzo passo: associare le tag dell’origine a quelle dell’oggetto. Esempio: supponiamo che il vostro professore si chiami prof. Mirto. Ecco cosa potreste fare: un gruppo di 1401 giovani del Nord beve del Mirto davanti alla porta del Battistero di Firenze mentre c’è un concorso in corso. Cosa è successo? Avete associato la lezione del prof. Mirto all’anno del concorso (1401) per la porta Nord del Battistero di Firenze. Forte, eh?

Adesso, puoi passare ad associare un’immagine a ciascun concetto che hai taggato, riferendoti alla storiella che hai inventato prima.

Ad esempio, il bicchiere di Mirto può essere il Campanile di Giotto, il gruppo di amici può essere la Cattedrale e così via. Forse questi ultimi consigli ti sembrano un po’ strani, ma ti assicuriamo che sono molto utili perché, sia creando la “storiella” di prima, sia associando un’immagine a un concetto, stimoli la memoria emotiva, che è molto utile per ricordarsi le cose velocemente.

Un altro segreto per memorizzare velocemente – e che vale anche quando dobbiamo ricordarci qualcosa ma non abbiamo la possibilità di scriverlo – è credere in se stessi. È necessario, infatti, convincere se stessi che quella determinata cosa ce la ricorderemo anche a distanza di tempo.

Questo concetto equivale un po’ al premere il pulsante “registra”.

Per rafforzare la tua capacità mnemonica devi convincerti che desideri ricordarti una determinata cosa. Quindi, prima devi dire a te stesso che puoi ricordarti una nozione, ma questo deve essere accompagnato da un forte desiderio di ricordartela per davvero.

Infine, per far sì che ciò che avete studiato rimanga nella vostra mente anche a distanza di anni, utilizzate questa tecnica di ripasso mentale:

  • Ogni mezz’ora di studio fate un elenco dei 5 punti salienti che avete studiato fino ad allora e ripassateli per 5 minuti.
  • Prima di andare a dormire, rileggete l’elenco creato durante la giornata per almeno 5 minuti.
  • Dopo tre giorni, rileggete l’elenco e ripassatelo per almeno 5 minuti.

Questo è tutto. In bocca al lupo!

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Studiare al Parco, qual è la vostra “oasi” preferita? https://www.younipa.it/studiare-al-parco-qual-e-la-vostra-oasi-preferita/ Mon, 05 May 2014 23:18:12 +0000 https://www.younipa.it/?p=13357 Il sole che distribuisce timidamente i suoi raggi sul volto, sui capelli, sugli occhi. Il...

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Il sole che distribuisce timidamente i suoi raggi sul volto, sui capelli, sugli occhi. Il profumo degli alberi in fiore, l’aria pulita, verde tutto intorno. Non c’è che dire: il parco sembra essere una delle mete preferite degli studenti durante la stagione primaverile.

La sessione di giugno è alle porte e così sono in tanti coloro che, dovendo passare ore su libri e appunti, apprendere nozioni fondamentali in poco più di un mese, stilare mappe, dividere i concetti fondamentali da quelli superflui, abbozzare schemi, preferiscono trascorrere le loro intense giornate all’aria aperta. Luoghi tranquilli, sereni, polmoni d’ossigeno in mezzo al caos cittadino che aiutano la mente a distendersi e e la preparano all’apprendimento.

Grazie alla sua posizione estremamente favorevole, protetta da una cinta di monti alle spalle e mitigata dalla brezza del mare davanti, Palermo è sempre stata una città giardino.

Una condizione ideale per i giovani accademici che proprio in questi giorni d’inizio maggio raggiungono le aree verdi per immergersi nelle proprie letture personali o nei propri studi.

C’è Villa Trabia, il giardino di via Salinas munito di statue e fontane artistiche; c’è Villa Giulia – all’incrocio tra via Lincoln e il Foro Italico – aperta dall’alba al tramonto (8-20); c’è il Giardino Inglese nella signorile via Libertà; c’è il Parco Uditore, sito nell’omonimo quartiere preso d’assalto ogni giorno da grandi e piccini e c’è – o meglio c’era fino a qualche settimana fa – l’immenso polmone verde di via Ernesto Basile, il Parco Ninni Cassarà, chiuso al momento per la “accertata presenza di amianto”.

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Chi studia per sé fa per tre… https://www.younipa.it/chi-studia-per-se-fa-per-tre/ https://www.younipa.it/chi-studia-per-se-fa-per-tre/#comments Mon, 21 Apr 2014 22:33:08 +0000 https://www.younipa.it/?p=13114 Il 10 aprile scorso ho pubblicato un articolo sulla possibilità di “prendere in giro il tempo”...

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Il 10 aprile scorso ho pubblicato un articolo sulla possibilità di “prendere in giro il tempo” al fine di potere pianificare il proprio studio rispettando tempi tecnici utili per laurearsi. Alla fine dell’articolo però facevo notare che il discorso fatto valeva al fine di “darsi le materie” perché altra cosa era studiare per sé.

Ebbene, a tal proposito, voglio raccontare la mia esperienza universitaria e soprattutto post universitaria. Partiamo dai risultati universitari, che credo siano stati più che soddisfacenti: laurea nei tempi più o meno previsti all’età di 24 anni appena compiuti, votazione finale di 110/110 e materie date con svariati 30 e 30 e lode. Nonostante questo curriculum discreto, vi confesso che il vero studio è iniziato dopo la laurea dato che durante il periodo universitario mi ero concentrato solo ed esclusivamente sul “dare le materie”, non studiando per me, ma per la laurea.

Io ritengo che studiare per la laurea sia certo importante ma credo che ogni studente debba avere la capacità e la forza di volontà per guardare oltre lo studio universitario. Per carità, lo confesso, se non fossi finito dietro una cattedra probabilmente mi sarebbe bastato quello che avevo appreso nel corso di laurea di filosofia, ma il confronto poi con i miei studenti nei licei mi ha posto dinnanzi la necessità di riprendere in mano tutti i miei studi. Attenzione, chiaramente parlo da laureato in filosofia che insegna storia e filosofia nei licei quindi il mio punto di vista è chiaramente soggettivo, ma nonostante questo, io sono convinto che se all’università, oltre allo studio “per le materie”, mi fossi dilettato (perché di questo si trattava) ad approfondire, analizzare più accuratamente determinate cose, sicuramente non me ne sarei pentito.

Fortunatamente di tutto ciò mi sono accorto subito dopo la laurea avendo quindi il tempo di recuperare il tempo “perduto”. Il fine dell’articolo vuole essere duplice: da un lato voglio sottolineare l’importanza dello studio personale che trascenda quello fatto per le materie, dall’altro il fatto di non cullarsi sulla base delle materie date, dei voti presi o addirittura del voto di laurea massimo, in quanto, anche un ottimo curriculum universitario non necessariamente corrisponde ad un ottimo livello di preparazione. Studiare per sé è tutta un’altra storia e davvero la crescita culturale di una persona ne ha giovamento; Aristotele parlava, a proposito della nascita della filosofia del “thaumazestai”, ossia del meravigliarsi ed io credo, prendendo spunto dal termine dello stagirita che “meravigliarsi” dovrebbe essere all’origine del nostro desiderio di conoscenza. Se mi stupisco dinnanzi ciò che mi circonda nasce in me la curiosità della conoscenza e credo che proprio la curiosità, sia la scintilla che fa esplodere in noi il desiderio di conoscere.

Impariamo a stupirci dinnanzi al mondo, impariamo ad incuriosirci dinnanzi ad esso e scopriremo di volere conoscere. Un ultima riflessione però “mi sento in dovere di fare” (e sembra stia diventando un “vizio” come nello scorso articolo) e riguarda la condizione senza cui, tutto quello di cui abbiamo parlato sarebbe in noi irrealizzabile: mi riferisco alla necessità innanzi tutto di conoscere noi stessi, mi riferisco al nostro essere “umili” , al nostro avere consapevolezza che ciò che conosciamo è solo una piccola, piccolissima parte di quello che potremmo conoscere.

Dobbiamo conoscere noi stessi, dobbiamo conoscere i nostri limiti per potere avere la voglia di spingerci oltre. Se non assumiamo quest’atteggiamento penseremo già di conoscere e non saremo stimolati a spingerci oltre, ci illuderemo che le materie che abbiamo studiato siano il completamento del tutto, non cogliendo che invece sono solo l’inizio di un percorso molto più lungo e complesso di quanto non possa essere l’università. Conoscere noi stessi per conoscere a 360°… tema interessante vero? Come porci nei confronti di noi stessi? Come rapportarci col mondo che ci circonda? Beh, questo potrebbe essere un ottimo spunto da approfondire in un prossimo venturo articolo.

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Per programmare lo studio “prendiamo in giro il tempo” https://www.younipa.it/per-programmare-lo-studio-prendiamo-in-giro-il-tempo/ https://www.younipa.it/per-programmare-lo-studio-prendiamo-in-giro-il-tempo/#comments Wed, 09 Apr 2014 23:43:07 +0000 https://www.younipa.it/?p=12935 Qualche settimana fa,  Giada Lo Porto, pubblicava un articolo su Younipa circa il modo di...

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Qualche settimana fa,  Giada Lo Porto, pubblicava un articolo su Younipa circa il modo di prendere appunti e devo dire che l’ho letto con molto interesse, anche perché mi rendo conto, da docente di liceo, che c’è una difficoltà oggettiva nel fare questo da parte degli studenti.

Tutto ciò è dimostrato dal fatto che spesso oltre le domande circa i concetti spiegati, mi ritrovo a “dettare” proprio quei concetti per dare la possibilità a tutti di poterli appuntare sul quaderno. Al di la però del prendere appunti, un’esigenza prioritaria per lo studente universitario è quella di organizzare e pianificare il proprio lavoro.

All’università non ci sono più le verifiche quadrimestrali né tanto meno i professori che “inseguono” gli alunni per potere avere una valuatazione, ma lo studente è lasciato solo, allo sbando dato che rischia di perdere del tempo prezioso che comincerebbe a fargli accumulare “crediti” per uscire fuori corso.

La soluzione? Sono convinto che ognuno conosca bene la risposta alla questione, ma le distrazioni quotidiane e le belle giornate che questa nostra terra offe già a partire da questo periodo, non sono di grande aiuto. Posso consigliare però una cosa, forse sembrerà stupida, ma mi permetteva, quando frequentavo la Facoltà di Filosofia, di essere sempre in anticipo sui tempi che io stesso mi ero dato… come facevo? Beh in realtà prendevo in giro il tempo stesso… tranquilli, non è un concetto filosoficamente astratto quello che vi propongo, ma si tratta di procedere così: solitamente uno studente pianifica il proprio lavoro preventivando correttamente i tempi ma non gli imprevisti.

A questo punto entra in gioco la “presa in giro del tempo” facendo in modo che la progettualità si fondi su tempi che sicuramente io non solo rispetterò, ma anticiperò. Cerco di spiegarmi meglio… invece di programmare in 5 giorni la lettura di 10 capitoli di un testo (traguardo che io reputo magari alla mia portata), ne programmo solamente 5.

Qualcuno mi dirà che i tempi così si allungano e io rispondo che in realtà si abbreviano, dato che io sono consapevole e convinto che giornalmente posso fare più di un solo capitolo. Quando il primo giorno e il secondo giorno del mio studio io non avrò rispettato il programma in quanto avrò fatto magari 3 capitoli invece di 2 sarò già in vantaggio sulla tabella di marcia, quindi se incontrerò qualche imprevisto che rallenterà il mio studio, come dire, sarà già stato preventivato e non mi troverò con l’acqua alla gola. Tutto ciò sembra banale e forse lo è, ma vi posso assicurare che speciale mete all’inizio del percorso universitario può funzionare.

Spero di essere stato chiaro e se qualcuno giustamente dirà che si tratta di una sorta di “auto presa” in giro, beh che dire, se questo può servire ad anticipare i tempi che ben venga. Dunque cari ragazzi, agende alla mano (a proposito, si usano ancora ?) e pianificazione “per difetto” della vostra tabella di marcia.

Un’ultima riflessione però mi sento in dovere di fare e riguarda il tipo di consiglio che ho dato; si tratta di un consiglio relativo ad un tipo di studio finalizzato esclusivamente a “dare la materia” però ricordate che lo studio universitario non può e non deve limitarsi a quello.

Io dico sempre ai miei alunni che una cosa è studiare per dare le materie, mentre altro è studiare per se stessi. Lo studio per se stessi non può essere pianificato né tanto meno progettato sui fogli di un’agenda. Lo studio per sé e la propria persona è fondativo ed è un tipo di studio continuo, si fa di giorno come di notte e non può avere dei tempi tecnici da rispettare perché dovrà durare tutta la vita.

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Quant’è difficile studiare dopo le vacanze, non è vero? https://www.younipa.it/quante-difficile-studiare-dopo-le-vacanze-non-e-vero/ https://www.younipa.it/quante-difficile-studiare-dopo-le-vacanze-non-e-vero/#comments Fri, 23 Aug 2013 02:25:03 +0000 https://www.younipa.it/?p=9011 «Voglia di studiare saltami addosso!»…Alzi la mano chi non ha mai gridato in preda alla...

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«Voglia di studiare saltami addosso!»…Alzi la mano chi non ha mai gridato in preda alla nevrosi o sussurrato a fior di labbra questa fatidica frase. Ogni studente che si rispetti nel corso della sua carriera universitaria ha implorato la divina volontà di impossessarsi del proprio corpo facendo apparire come per magia, dal cappello di un improvvisato giocoliere, la capacità di studiare tutta d’un fiato la sfilza di libri ormai impolverati sopra la scrivania.

La bella stagione è ormai giunta al termine e con essa la pazienza dei giovani accademici che, in queste ore, stanno facendo il conto alla rovescia dei giorni che mancano alla tanto temuta sessione di settembre. Dopo la mini vacanza tra sole, lidi, cocktail e relax la mente sembra proprio non voler riprendere il classico “tragitto” verso la retta via. Acqua cristallina, sonno pieno e abbronzatura doc sono “lussi” difficili da dimenticare in un batter di ciglia e così per ritrovare la motivazione perduta bisogna utilizzare qualche piccolo stratagemma.

Innanzitutto bisogna tener presente che il motto «chi fa da sé fa per tre» non vale sempre e meno che mai nello studio. Molti infatti per orgoglio cercano di riuscire nell’ardua impresa facendo tutto da soli (e la sottoscritta ne sa qualcosa!) non rendendosi conto che quella che intraprendono non è un’impresa da supereroi….ma da perditempo.

L’unico metodo sicuro e collaudato per risparmiare ore e ore di tempo è senza dubbio quello di riunirsi in gruppi di studio. Mini ovviamente: quattro ad esempio è il numero perfetto in questi casi. Studiando in compagnia si impara a cooperare, a condividere la conoscenza e confrontarsi con i colleghi. Una ricerca sui neuroni specchio dimostra inoltre che i benefici dello studio di gruppo sono presenti anche e soprattutto se i componenti hanno un livello diverso di conoscenza.

Se il vostro tempo ve lo permette (prima di riunirvi in gruppo) cercate di leggere sommariamente il capitolo o dispensa che dovete studiare. Questo vi servirà a darvi un’idea generale degli argomenti che andrete ad apprendere, ad avere un primo impatto e a capire quali saranno gli argomenti più facili e quelli più complessi.

Il luogo in cui studiate poi dovrebbe essere calmo e rilassante: un posto dove poter raggiungere il massimo della concentrazione. Un tavolo ampio, fogli per creare della mappe mentali, matite e pennarelli colorati per sottolineare i concetti fondamentali sono senza dubbio alcuni elementi essenziali per svolgere al meglio il proprio dovere.

Se riuscite a crearvi una routine di studio efficace, riuscirete anche a trarre il massimo profitto dalle sessioni di apprendimento. Molti studenti, infatti, riescono a superare brillantemente gli esami proprio perché hanno dato una routine alla propria vita per tutto il periodo di studi.

Un altro trucchetto detto e ridetto ma assolutamente non banale è quello di studiare sempre e solo con la mente riposata. Se il cervello è affaticato da altre attività o pensieri, non aspettatevi che il vostro rendimento sia elevato! Con una mente fresca, invece, riuscirete a trattenere e ad elaborare molte più informazioni dimezzando i tempi di apprendimento! Ad esempio, studiare al mattino presto è sempre un’ottima idea, ma se si è riposato almeno otto ore e dopo aver fatto un’abbondante colazione per rifocillare anima e corpo.

Suddividete lo studio in cicli da un’ora. La mente umana, dopo un certo periodo di tempo, avrà obbligatoriamente un calo di rendimento. Non siamo mica parenti dell’uomo bicentenario eh … L’ideale sarebbe studiare al massimo dell’intensità per 60 minuti: trascorso tale tempo, bisognerebbe farne 20 di pausa e nei 5 minuti successivi (prima di riprendere con i nuovi argomenti) si dovrebbe fare un “check” degli argomenti appresi nell’ora precedente.

Allontanate le distrazioni. Al bando Facebook, Twitter, Google plus e compagnia bella: due ore al giorno sono consentite ma cronometratevi. Non dovete chiudervi in casa certo e neppure estraniarvi dal mondo ma auto motivatevi, stabilite degli obiettivi e dei premi per il loro raggiungimento. Se fate i bravi e rimanete concentrati, il premio perfetto potrebbe essere ad esempio un’uscita con gli amici, una passeggiata in centro tra shopping e gelato o una serata “ballerina”.

Dovete infine sapere che il cervello umano “gradisce” alcuni cibi più degli altri. Quindi, se lo fate felice, apportando vitamine e proteine al vostro corpo, esso vi garantirà prestazioni maggiori e riuscirete ad imparare di più. Evitate di mangiare troppo cibi grassi ed eliminate (o limitate) il consumo di alcolici. Con quelli ci sarà tempo di festeggiare dopo la sessione ‘criminale’.

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Lo stress da studio – o da non studio – colpisce in modo più o meno invasivo tutti gli studenti. Soprattutto dopo i bagordi delle festività e l’inevitabile pausa da vacanze, ricominciare a studiare sembra un’impresa impossibile.

E se il cioccolato può essere un compagno infallibile per l’umore, esistono dei cibi che aiutano a ricordare quanto si studia. Le lenticchie, prime tra tutti i legumi, grazie alla vitamina B1 utile per migliorare l’apprendimento, risulteranno essere un alimento indispensabile per il pranzo dei campioni.. dello studio.

Ma anche dolci e frutta secca contengono questa vitamina. Niente paura, quindi, se nelle ultime settimane avete esagerato con noci, nocciole e dolcetti vari. Legumi, frutta secca e agrumi contengono, inoltre, sostanze utili a proteggerci dalla preoccupazione per gli esami. Una sorta di ansiolitico naturale.

Praticare un’alimentazione corretta può essere, tuttavia, fondamentale non solo durante le settimane, giorni o ore di studio ma durante gli esami.

E allora cosa mangiare?

È importante seguire delle regole da considerare necessarie per godere di una buona memoria. Il sito benessere.com ha stilato quattro punti da considerare fondamentali:

  • non esagerare con le calorie e mantenere un peso corretto;
  • non eccedere con grassi animali e zuccheri semplici;
  • privilegiare i carboidrati integrali e determinati grassi come quelli del pesce;
  • seguire una dieta variata, ricca di frutta e verdura, per assicurare un buon introito quotidiano di sostanze antiossidanti.

A proteggere le cellule nervose intervengono, invece, una serie di vitamine e minerali presenti per lo più negli alimenti vegetali. Da sfatare il mito del pesce come fonte indispensabile di fosforo.

Le vitamine dalle proprietà antiossidanti sono la E, la A (o betacarotene nei vegetali) e la C, che avendo un’azione benefica sui vasi sanguigni permette una buona circolazione a livello cerebrale. Le vitamine del gruppo B permettono di far funzionare correttamente il sistema nervoso.

Segni tipici della loro carenza sono sintomi generali quali affaticamento, svogliatezza, sbalzi d’umore e disturbi gastrointestinali. C’è chi consiglia di assumere integratori di vitamine B nei periodi di maggiore necessità, che essendo per fortuna idrosolubili come la C, hanno il vantaggio di non accumularsi nell’organismo ma di essere eliminati con le urine.

Cosa mangiare. Sempre sul sito Benessere.com è stata stilato un elenco di nutrienti per la memoria.

  • Vitamina A. Albicocche, anguria, asparagi, broccoli, carote, cachi, cavolo, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi, pomodori, spinaci, zucca.
  • Vitamina C. Agrumi, broccoli, cavoli, fragole, kiwi, lamponi, mango, papaia, peperoni, pomodori, ribes nero, spinaci.
  • Vitamina E. Oli vegetali (girasole, mais, oliva), avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi.
  • Vitamine gruppo B. Fonti vegetali: cereali integrali, semi oleosi, frutta secca, legumi (soia in particolare), ortaggi (cavoli, radicchio, asparagi, spinaci). Fonti animali: fegato. La B12, quasi assente nel mondo vegetale, si trova anche in pesce, uova e latticini.
  • Omega 3 e DHA. Sono presenti in tutti i pesci, in particolare in quelli grassi (non di allevamento) come salmone, tonno, aringhe, sardine, sgombri.
  • Selenio. Fonti vegetali: aglio, broccoli, cavolo, cetrioli, cereali (specie se integrali), cipolle, funghi, sedano. Fonti animali: carne (agnello, anatra, maiale, pollo), formaggi stagionati, pesce (crostacei, frutti di mare, sardine, tonno), tuorlo d’uovo.
  • Zinco. Fonti vegetali: tutti i cereali e i legumi, frutta oleosa. Tra gli ortaggi: carote, cavolo verde, sedano, spinaci. Fonti animali: carne e pesce in generale (acciughe, polipo, seppie, ostriche).
  • Ferro. Fonti vegetali: Legumi, pomodori essiccati, radicchio verde, rucola, tarassaco, spinaci, foglie di rapa, germe di frumento, muesli, fiocchi d’avena, semi oleosi e frutta secca. Fonti animali: Fegato, carne in generale, pesce (ostrica, cozza, mormora, scorfano, pagello).
  • Magnesio. Fonti vegetali: Cereali integrali, legumi, semi oleosi, bieta, spinaci, carciofi, zucchine, banane. Fonti animali: Formaggi stagionati (grana, pecorino), pollo, tacchino, bresaola, uova.
  • Colina. Verdure (in particolare lattuga e cavolfiore); come lecitina si trova nel tuorlo d’uovo (ricco inoltre di fosfatidilserina, utile per la memoria), cereali e legumi (soia).
  • Inositolo. Agrumi, cereali integrali, noci, semi oleosi e legumi.

E se, nel seguire un’alimentazione equilibrata e ricca di sostanze nutritive si trova pure il tempo per studiare, il risultato è garantito.

 

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Canzoni natalizie alla radio, strade illuminate, il negozio vicino casa con l’insegna lampeggiante “Buon Natale”, sono piccoli segnali lanciati nel mese di dicembre dal mondo intero per ricordare allo studente medio un’angosciante verità: «Devi studiare».

Occorre, per iniziare, puntualizzare che questo non accade per tutti. Esistono, infatti, pochi eletti, chiamati anch’essi studenti, che organizzandosi per tempo arrivano alle vacanze natalizie avendo già concluso studio, ripasso e aver iniziato pure una materia del semestre successivo. Mezzi uomini, mezzi libri si vocifera saranno citati direttamente nel secondo tweet del Papa.

Se voi non siete tra questi, se fate grandi organizzazioni di giornate di studio al minuto che non rispettate, promesse fatti a colleghi, amici e parenti in cui con serietà e convinzione affermate «Da domani inizio a studiare seriamente», allora siete tutti fregati, esattamente come me.

Arrivati alle fatidiche vacanze natalizie le possibilità non sono molte, ma riusciamo ugualmente ad inventarci di tutto.

Le feste, che siano natalizie, estive, pasquali o inventate, presentano, infatti, quasi sempre gli stessi caratteri. La maggior parte degli studenti passa varie fasi, che vanno dal rifiuto, all’accettazione, alla rassegnazione, alla disperazione.

Sicuramente la mia preferita, oltre quella per cui improvvisamente sei assalita da dubbi del “perché mi sono iscritta all’università?” e “che studiamo a fare se oggi finisce il mondo?”, è sicuramente l’improvvisa voglia di fare tutto.

Quel momento di rifiuto totale verso lo studio per cui, poiché oziando ci sentiremmo irrimediabilmente in colpa, la soluzione è fare TUTTO. Ti svegli la mattina con una voglia incredibile di pulire la stanza, di fare il cambio di stagione nell’armadio, di portare la macchina a lavare e perché no anche una revisione, di portare il cane dal veterinario così per una visita di controllo, imparare a dipingere.

Quell’improvvisa voglia di accompagnare la propria madre a fare la spesa, mica la puoi lasciare andare sola, eh! Si dia il caso che sono 5 mesi che pensi «Eppure dovrei rivedermi tutta la saga del Signore degli Anelli» e quale miglior momento se non in prossimità degli esami? Volevi iniziare a vedere Lost o Grey’s Anatomy perché ne parlano tutti, quale miglior momento per spararsi nove serie di telefilm? “l’ultimo episodio e poi basta” non è reale! Non succede mai! Credetemi!

Dopo aver passato questa fase (e c’è chi non la passa mai), c’è l’accettazione, quando ti rendi conto che devi studiare e devi farlo per forza. Allora organizzi giornate di studio, punti la sveglia alle 8 del mattino e armato di caffè ti piazzi davanti al libro, fissandolo, per ore. Se sei fortunato riesci a sottolineare qualcosa, non disperarti è un grande traguardo!

C’è chi poi, per disperazione, vista l’aria di vacanza in casa, affronta fredde giornate, piogge e grandini per raggiungere la biblioteca dell’ università, brulicante di studenti in preda alla disperazione proprio come te, per sentirti un po’ meno disperato. Per coloro che non hanno bisogno di solidarietà di gruppo poi, c’è lo studio con un “amico” o un “collega”, con la variante che se l’amico è di un’altra facoltà dovrai sorbirti anche la sua di disperazione per materie che sconosci e di cui non te ne frega nulla! Nella variante col collega invece, c’è il rischio di iniziare congetture sul libro inutile, scritto male, sul professore ignorante, sulla difficoltà della materia, di quelle passate e di quelle future. Quando arriverete a fare battute con quello che studiate: FERMATEVI. Dovete fare una pausa.

Insomma, bisogna aggiungere che cenoni, panettoni, l’acquisto dei regali, case piene di parenti che vanno e vengono, giocate con amici, uscite, la serata organizzata dall’ateneo e la festa dell’amico del cugino del tuo vicino di casa che non ti puoi mica perdere, non aiuta di certo!

Arrivati alla fase finale rimane solo una cosa: la disperazione.

Quando, dopo la nottata di Capodanno, balli e baci sotto il vischio, preso dalla paura di non riuscire a passare l’esame ti chiudi in casa, come un eremita, maledicendo tutti quelli che escono e si divertono.

Insomma, che fine ha fatto la solidarietà? È Natale! Bisogna essere solidali a Natale!

Quindi tu, proprio tu, smettila di uscire tutte le sere per raccontarci quanto ti sei divertito e ubriacato, e smettila di dirci quanto shopping hai fatto questo pomeriggio e quanto hai vinto alle pokerate con amici.

Quest’anno sostieni uno studente universitario: This Christmas, stay at home!

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