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Media ponderata uguale voto di laurea: quale media bisogna avere per presentarsi senza paura davanti la commissione? Facciamo un po’ di chiarezza su come si calcola la media ponderata.
Se state cercando come si calcola la media ponderata, vuol dire che siete molto (speriamo!) vicino la laurea. Innanzitutto auguri!Ora ecco cosa dovete fare per calcolare il voto di laurea.
Per calcolare il voto di laurea di base è necessario fare un calcolo della propria meta ponderata, ossia la media dei voti in base al numero di CFU per ciascun esame.
Bisogna moltiplicare ogni voto (in trentesimi) per il numero di CFU previsti per l’esame corrispondente; tutti i valori così ottenuti vengono sommati e poi divisi per il numero complessivo dei crediti maturati. Vi consiglio di non fare a mente tutti questi calcoli, è facilissimo sbagliare a causa di tutti i dati, perciò mi raccomando, calcolatrice alla mano!
Per fare un esempio, la formula per la media ponderata di due esami è la seguente:
Calcolare la media di laurea è molto semplice: è sufficiente moltiplicare la media ponderata x 110 (cioè il punteggio massimo ottenibile per la laurea) e dividere il risultato per 30 (il punteggio massimo ottenibile per un esame universitario).
Ecco dunque la formula per il calcolo del voto di laurea:
Tale media, normalizzata ai due decimali, è riportata sullo “statino di laurea” ed è la base di partenza per le valutazioni da parte dei componenti della commissione di laurea.
La commissione di laurea, ai fini della determinazione del voto finale aggiunge dei punti (tipicamente da 3 a 9) in relazione ad alcune regole che variano a seconda dell’ateneo. Di solito ricevono un riconoscimento maggiore gli studenti che si laureano in corso, gli ex-erasmus e quelli, ovviamente, che realizzano un buon elaborato finale.
In ogni caso ci sono 3 elementi fondamentali da tenere in considerazione oltre alla media ponderata:
1. Una buona media
2. Una tesi interessante
3. Una chiara esposizione della tesi anche mediante una presentazione in Power Point!
Non ci resta che farvi un grosso in bocca al lupo!
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]]>L'articolo Università, studente tifoso si laurea in autogrill: “Non potevo perdermi la trasferta” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Massimo, che ormai da 30 anni vive a Roma, è partito dalla capitale intorno alle 11.00 del mattino insieme ad altri suoi amici tifosi del gruppo “La Bari Capitale”. Fermatosi in un autogrill, ha collegato il suo smartphone alla rete Wifi del posto e ha discusso la sua tesi di laurea in “Monete complementari nei mercati moderni”.
Con 82/110, ha poi festeggiato il traguardo stappando una bottiglia di champagne! Ma senza perder tempo. Un’importante partita lo aspettava e nonostante la sconfitta finale per il Bari, nessun malumore ha potuto caratterizzare la giornata!


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]]>L'articolo Giulia dedica la sua tesi di laurea agli studenti che non ce l’hanno fatta: “Non siete un voto” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>23 anni ed una laurea in Lettere Antiche dopo tanti sacrifici e il timore di non farcela. Giulia, sentendosi uguale a molti altri ragazzi della sua età, combattuti tra ansie ed aspettative, ha voluto dedicare il suo traguardo proprio a chi, per un motivo o per un altro, ha desistito nel farlo.
“Il giorno della mia laurea non ho postato alcuna foto, né ho repostato nessuna storia. Ma ora voglio parlarne un po’ – scrive Giulia sui suoi social – Ho dedicato la mia tesi agli studenti universitari che sentono, o sentivano, di non farcela. A quelli che non ce l’hanno fatta. Perché ogni giorno sentiamo notizie riguardanti studenti che si laureano in tempo record, di ragazzi che frequentano due facoltà, e chi più ne ha più ne metta. Io invece ho voluto dedicare tutti i miei sforzi, e solo chi mi ha accompagnata in questo percorso sa quanto a volte sia stato difficile, a quelle persone che hanno preferito rinunciare, che sono state soffocate dall’ansia, che sono arrivate a preferire la morte piuttosto che a dover dire di non riuscire ad affrontare l’università italiana. Perché nessuno parla mai di loro. Perché nessuno pensa mai a chi non ce la fa più, a chi si porta quell’esame dietro per anni e non perché non studia, ma perché qualcuno ha deciso che quella domanda sulla nota a piè di pagina di uno dei tre libri da 500 pagine a cui non ha saputo rispondere, vale la bocciatura“
“La mia tesi, la mia laurea, tutti i miei sacrifici, li ho dedicati a chi ha passato notti intere a piangere, notti insonne a domandarsi: “Ne vale davvero la pena?”, giornate a studiare sui libri per poi sentirsi dire che non era abbastanza. Ma non è così. – Continua Giulia – Non siete l’opinione di uno sconosciuto. Non siete il voto che vi dà un docente che arriva stanco alla fine dell’appello e vuole tornare a casa. Non siete la performance che date all’ultimo appello di luglio, dopo aver atteso 10 ore il vostro turno“
“Voi siete quel pezzo di focaccia barese che avete bramato per così tanto. Siete quei fiori che i vostri cari vi danno in mano. Siete i sorrisi dei vostri amici. Siete i vecchietti che vi fermano per strada per farvi gli auguri. Siete il profumo di alloro che sentirete per giorni.
Siete la sensazione di libertà che provate quando vedete l’ultimo esame convalidato sul libretto. Siete l’ultimo sguardo che date a quel posto che per anni è stato il vostro incubo.
Siete tante cose, ma non siete quel fallimento che vi fanno pensare di essere. Perché la colpa non è sempre dello studente. E un bravo docente sa anche questo“, conclude.


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]]>L'articolo Giuseppe dedica la tesi al suo donatore di rene: “A te che non ho mai conosciuto, grazie” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Per Giuseppe i problemi di salute iniziano da neonato. “Durante la gravidanza – racconta al sito di Repubblica – mia mamma ha scoperto che avevo una malformazione. Durante la mia vita ho fatto diverse terapie anche sperimentali e varie operazioni. A giugno del 2006 sono entrato in dialisi perché il mio rene non funzionava più. Il 5 gennaio del 2007 mi hanno operato per il trapianto, sempre al Bambino Gesù di Roma”.
L’adolescenza del giovane casertano poi è proseguita con normalità: prima il diploma e adesso la laurea. Le due tesi hanno entrambe una dedica speciale a chi gli ha permesso di avere un futuro. “Per la triennale ho ringraziato il Bambino Gesù, in particolare il dottor Luca Dello Strologo, responsabile dell’Unità Operativa Follow-up del Trapianto renale, e tutto il reparto di nefrologia“.
E prosegue: “La tesi della laurea magistrale invece l’ho dedicata a una persona che non ho conosciuto, ma che mi ha permesso di arrivare a questo traguardo“. Un donatore che ha cambiato la vita a più persone e che Giuseppe immagina come un suo coetaneo.
Ora Giuseppe si prepara a costruire il suo futuro. Tutto merito del gesto di una persona mai conosciuta, ma che come una retta parallela lo segnerà per sempre. “Non conoscerò mai e che vorrei ringraziare. La donazione d’organi – conclude Giuseppe – è un gesto importante. È un gesto che dà vita e speranza agli altri. Chi dona anche se non c’è più dà un futuro a quelle persone che un futuro non se lo aspettano o non se lo immaginano”, conclude al giornale.

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]]>L'articolo Fa la tesi di laurea sul reddito di cittadinanza e la invia a Draghi: la risposta inaspettata proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Due settimane prima aveva inviato una pec al premier Draghi. E aveva inoltre caricato in allegato le 70 pagine di tesi di laurea con cui nel 2019 ha conseguito il titolo alla Triennale di Economia e Management. “Gli ho scritto che volevo rendermi utile mandando il mio lavoro di analisi degli strumenti simili al reddito di cittadinanza corredato di simulazioni, statistiche e dati”.
Quelle settanta pagine sono arrivate al mittente e sul tavolo del Presidente del Consiglio che ci ha tenuto a rispondere a Marco Liati, studente di Cassano Magnago, in provincia di Varese, che ora frequenta un corso di laurea magistrale in Finanza all’Università degli Studi dell’Insubria.
“Caro dott. Liati, la ringrazio per la lettera. Come Lei evidenza nella tesi il Reddito di Cittadinanza è il più recente in una lunga serie di interventi volti a sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione in Italia. È ispirato a valori costituzionali come l’eguaglianza e la solidarietà politica, economica e sociale. Tuttavia, si tratta di uno strumento che, come lei sottolinea, ha alcuni limiti soprattutto per quanto riguarda le politiche attive del lavoro. La ringrazio nuovamente per aver condiviso le Sue osservazioni con noi. Con i migliori auguri per i Suoi studi”. Firmato Mario Draghi.
Il titolo completo della tesi in Scienza della finanze è questo: “Dalla Commissione Onofri al Reddito di Cittadinanza: analisi e valutazione degli strumenti nazionali di sostegno al reddito”. Voto finale: 101 su 110. È un’analisi che evidenzia i difetti del reddito partendo dallo studio dei sussidi precedenti che avevano, già questi, limiti visibili, secondo il neolaureato Marco.
“Ero convinto di aver fatto un buon lavoro di ricerca e quando è rispuntato il tema all’inizio di settembre ho detto: “Magari si riesce a imparare dal passato”. Non mi aspettavo di certo una risposta, però”, racconta Marco che ha pubblicato con molto orgoglio la mail arrivata da quel mittente così importante.
“Io ho semplicemente inviato una Pec ([email protected]) e in allegato ho caricato la tesi”, riferisce ancora emozionato. E poi cosa è successo dopo l’invio? «Il 20 settembre mi è arrivata una mail alla casella di posta universitaria e ho pensato: “Che bella soddisfazione!”. Perché? Perché ci ho messo un po’ a farla, non sono trenta pagine come spesso fanno i colleghi“, dice fiero. “Mi sono arrivati un sacco di complimenti, sono stato sommerso ed è stato molto bello”.

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]]>L'articolo Unipa. Segreteria piena di lavoro. Rettore boccia proposta studenti proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>A distanza di qualche giorno la Senatrice Accademica Giardina fa sapere che il Rettore Prof. Fabrizio Micari ha risposto alla richiesta inoltrata dalla rappresentante non accogliendola favorevolmente.
Il Rettore tramite la risposta alla rappresentante fa sapere che pur comprendendo le regioni dell’istanza dettata dall’attuale situazione emergenziale, spiace comunicare che la richiesta non può trovare accoglimento in quanto incompatibile con i tempi necessari per definire le correlate procedure amministrative da parte degli Uffici.
Appresa la risposta, la Senatrice Accademica Giardina e i membri dell’Associazione Intesa Universitaria tramite i propri canali social oltre a comunicare con dispiacere alla popolazione studentesca il non accoglimento della richiesta, lamentano il fatto che per Unipa è più importante non sovraccaricare il lavoro degli uffici, che mettere gli studenti (che pagano le tasse) nelle condizioni di laurearsi serenamente.
Concludono ricordando agli studenti che il caricamento della tesi deve essere effettuato 15 giorni prima dell’inizio della sessione di laurea.
VIOLENZA AD UNIPA: PICCHIATO RAGAZZO ERASMUS IN UNA RESIDENZA
Le migliori università in Italia e nel mondo. Classifica delle Italiane.
Caricamento Tesi Laureandi di Ottobre: La Senatrice Giardina chiede proroga scadenza
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]]>L'articolo Tesi di laurea: l’errore da non commettere! proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Sappiamo che ti starai chiedendo di che errore si tratta: ecco perché, andando dritti al punto, vogliamo parlartene in questo articolo, in modo tale da mettertene in guardia una volta per tutte ed evitarti uno scivolone proprio sulla linea di questa percorso tanto impegnativo.
Andiamo!
L’errore in questione è banale quanto bastardo.
Ed è: passare alla scrittura, immediatamente!
Molti studenti universitari, quello che fanno, è arrivare alla scelta del relatore e, una volta scelto, passare subito alla scrittura.
Per cui preparano fogli di carta per appunti, con un bel titolone scritto in alto al foglio (cioè, l’argomento di cui tratterà la tesi di laurea), e mettersi davanti al loro PC con un terrificante word bianco su cui scrivere.
E…
… fissare per ore quella barretta che si illumina ad intermittenza, senza avere un ceppo di idea che possa avere senso.
I primi 10 minuti lo studente universitario in questione pensa: “Beh, ci sta… è normale. È qualcosa di totalmente nuovo per me, è chiaro che non so bene come iniziare”.
Dopo la prima ora passata in bianco, si fanno sentire i primi segni di sconforto.
E allora si iniziano lunghe camminate per casa, intorno al tavolo in cui sta quel PC, così analitico e minaccioso, alternate a telefonate ai colleghi già laureati e consigli degli amici.
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Per poco, dopo un paio d’ore, ripiombare su quella tastiera così fredda e insensibile, che non è in grado in nessun modo di aiutarti.
Ora, è necessario chiarire una questione…
La tesi di laurea va scritta.
Ed è quindi necessario utilizzare il PC.
Ma NON è in assoluto il primo passo da compiere DOPO la scelta del relatore e dell’argomento.
In sequenza esatta, infatti, gli step da compiere sono questi:
Come vedi, la scrittura viene DOPO tutta una serie di passaggi fondamentali. Scrivere IMMEDIATAMENTE è un errore perché 1) non sai bene quale struttura avrà il lavoro, 2) sei portato a pensare che devi inventarti la ruota, quando il tuo compito è soltanto quello di citare delle fonti, presentare una tesi e confutarla con un’altra e infine 3) lo stress e la confusione ti fanno produrre una qualità bassissima dei contenuti, tanto da rischiare di prendere un voto basso in sede di commissione d’esame.
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]]>L'articolo Come scrivere la tesi di Laurea. La Guida proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Come se non fossero bastati gli esami, compresi gli inevitabili appelli impossibili da superare, il momento forse più difficile e che richiede maggiore impegno e dedizione nel corso della carriera universitaria è proprio al termine, quando bisogna scrivere un elaborato originale da discutere poi alla laurea: la celeberrima tesi. Spauracchio e timore di molti studenti, la tesi di laurea può in realtà risultare anche motivo di soddisfazione per uno studente, chiamato magari per la prima volta a redigere uno scritto articolato di propria mano. Ma perché ciò avvenga, sarà bene tenere presente qualche utile consiglio che indirizzi il vostro lavoro, perché la soddisfazione arriva logicamente da un lavoro ben fatto e, magari, svolto con una certa cognizione di causa.
Il primo passaggio è quanto di più ovvio ci possa essere: scegliere che cosa trattare nella propria tesi. Ovvio sì, ma non banale, perché sarà bene tenere presente alcuni alcuni aspetti: in primis si dovrà scegliere un argomento che interessa e che piacerebbe approfondire, in quanto sarà un lavoro impegnativo ed è dunque importante che risulti coinvolgente, ed inoltre una tematica gradita porterà a un atteggiamento più dinamico e propositivo anche con il vostro relatore. Contemporaneamente però dovrete considerare le competenze che possedete per affrontare l’argomento stesso, e quanto siano reperibili e accessibili i materiali per svolgere il lavoro.
Una volta trovato un settore che rispetti questi requisiti (interesse e accessibilità in senso lato), bisognerà cercare di focalizzarsi su un aspetto particolare dell’ambito stesso, magari meno trattato o approfondito, al fine di creare un lavoro il più possibile originale e allo stesso tempo non generico o dispersivo.
Una volta scelta la tematica su cui sviluppare il vostro elaborato bisognerà procurarsi il materiale da cui attingere. Un aiuto fondamentale in tal senso dovrebbe darlo il relatore, che può indicarvi alcuni materiali di sua conoscenza; ma se vorrete ampliare la vostra bibliografia, non esitate a cercare nei cataloghi di biblioteche ed emeroteche (dove troverete le riviste specializzate, generalmente più aggiornate delle monografie), o anche archivi in caso di necessità di documentazione storica (i quali spesso però richiedono formale richiesta d’accesso). Un ottimo trucco per scovare testi utili è anche quello di spulciare la bibliografia dei manuali di ordine generale per trovare qualche lavoro più specifico, oppure, usando mezzi più tecnologici, cercare sui cataloghi online: utilissimo l’OPAC (acronimo di Online Public Access Catalog), il catalogo informatizzato delle biblioteche che consente una ricerca secondo più criteri, comprese parole chiave e soggetti dei testi. In questo modo potreste trovare testi insospettabili che potrebbero rivelarsi utilissimi alla vostra causa.
La bibliografia dovrà quindi comprendere parecchie voci, librarie o digitali che siano. Attenzione però a non esagerare: i testi presenti andranno in qualche modo utilizzati o citati e, oltre all’aumento della mole di lavoro, il rischio è quello di allargare troppo il campo e andare fuori tema.
Dopo aver raccolto la bibliografia, che comunque potrà essere sempre ampliata a lavoro in corso, occorrerà iniziare a spulciarla: segnatevi in questa fase le parti più importanti per il lavoro che avete in mente, i passaggi da citare o quelli da cui attingere per sviluppare il vostro discorso. Segnatevi tutto a parte, comprese le informazioni bibliografiche da riportare nelle note (autore, titolo, editore, anno e luogo di pubblicazione, pagina della citazione se riportata letteralmente): sarà un lavoro un po’ lento, ma tornerà utilissimo durante la stesura.
Una volta approfondito il vostro argomento con tutto il materiale, iniziate a pensare a una possibile strutturazione del vostro lavoro, organizzando una scaletta in cui sviluppare i vari concetti e in cui inserire il materiale estrapolato dalle fonti.
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Tesi di laurea accatastate in bagno…ma la polemica non c’è
A questo punto sarete pronti per iniziare a buttare giù le idee che avete sviluppato. Nonostante la tesi sia un elaborato personale e originale, da sviluppare un po’ come meglio si crede seppur in accordo con le indicazioni del relatore, è bene tenere a mente alcune parti strutturali più o meno fisse che dovranno essere presenti nella vostra tesi. Esse sono:
Essendo un testo di livello universitario, è chiaro come a essere valutata non sarà solo l’originalità e le argomentazioni della tematica, ma anche la forma. Tenete dunque presente le norme elementari di scrittura e impostazione del testo (margini giustificati, norme di punteggiatura, virgolette per menzioni e citazioni, corsivo per i titoli dei testi citati o le parole o espressioni in lingue straniere o non usuali). Pur non rispondendo a regole fisse, è da curare anche il formato e il paragrafo, in modo da rendere più leggibile il testo (interlinea, bordi, titoli e sottotitoli ecc.). Per quanto riguarda lo stile, è consigliabile usarne uno il più possibile chiaro e formale, senza inutili digressioni o figure retoriche ardite; da evitare anche i luoghi comuni e le ripetizioni, a meno di termini tecnici. Il vostro stile insomma dovrà essere accademico e curato, senza però cadere nelle eccessive enfatizzazioni.
Non è necessario presentare chissà quale corposo lavoro: sarà anzi preferibile presentare un testo meno lungo ma più coerente nei propri propositi, senza eccessive dilungazioni che lo rendano magari inconcludente. Ovviamente però la profondità del lavoro svolto sarà legata al tipo di tesi da presentare (triennale o magistrale) e all’argomento più o meno vasto.
Insomma, la tesi è sicuramente un lavoro impegnativo che richiederà tempo ed energie, ma tenendo presente queste indicazioni dovreste riuscire a organizzare molto meglio il vostro elaborato. Ora starà a voi, con la parte più “creativa” del lavoro, applicare questi semplici consigli per creare una tesi coi colpisca la commissione e, soprattutto, vi renda soddisfatti del vostro operato. (fonte: SOSStudenti)
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]]>L'articolo Quando una tesi si considera copiata. cosa si rischia e come riconoscere il plagio proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
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Scrivere la tesi di laurea è un lavoro lungo e faticoso. Richiede molti mesi e non sempre gli sforzi sono ricompensati. Per questo molti laureandi cedono alla tentazione di copiare l’elaborato. Si tratta però di una condotta vietata sia dagli atenei che dalla normativa nazionale ed integra il reato di plagio.
Attenzione quindi ed evitare il copia e incolla di frasi, considerazioni o, nei casi peggiori, dell’intera tesi di laurea altrui, poiché si può rischiare anche il carcere.
Qui di seguito il punto della situazione sul plagio della tesi di laurea, le conseguenze e come fanno gli Atenei a verificare se una tesi è copiata oppure no.
Le condotte illustrate nel paragrafo precedente sono senza dubbio riconducibili al reato di plagio. Questo è disciplinato dalla legge 475 del 19 aprile 1925 sulla Repressione della falsa attribuzione di lavori altrui da parte di aspiranti al conferimento di lauree, diplomi, uffici, titoli e dignità pubbliche. All’articolo 1 viene stabilito che:
“Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento ed all’esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno.
La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito.”
Oltre alla reclusione c’è anche la pena accessoria della revoca del titolo di laurea.
Quanto abbiamo detto sopra non vale se dei testi copiati e incollati o delle considerazioni personali altrui vengono citati opportunamente i nomi degli autori e delle fonti da cui sono state prese, con indicazione del titolo del libro/manuale, della tesi di laurea e della pagina da cui il testo è stato estrapolato.
Quindi niente panico: basta citare l’autore per scongiurare il rischio di cadere nel reato di plagio.
Per la corretta redazione delle note in cui devono essere inserite testi e autori citati bisogna verificare il vademecum della propria Università, infatti queste regole cambiano da ateneo a ateneo.
Cadere nella tentazione di copiare la tesi o anche solo parte di essa è facile. Lo sanno bene gli Atenei italiani che anno dopo anno stanno affinando i metodi per verificare se il contenuto è originale oppure è un plagio. Per questa ragione molti atenei effettuano una verifica del testo della tesi tramite appositi software anti plagio, capaci di rilevare se e in che misura l’elaborato sia stato copiato da altre tesi di laurea o da libri e manuali.
Tuttavia, ciò non è possibile in ogni occasione, in particolare quando ci si avvale di internet, dove i testi circolano senza alcun controllo e, spesso, senza fonte. Uno studente, così, può essere convinto di non aver copiato nulla, quando in realtà lo sta facendo, andando incontro alle logiche conseguenze. Per questo motivo, sia le università che gli stessi docenti, stanno provando a mettere un freno al fenomeno del plagio, grazie soprattutto a specifici software in grado di individuare ogni caso, reale o presunto che sia. Sul mercato se ne trovano diversi, ma uno dei più efficaci è NoPlagio, un software online in grado di comparare il testo caricato con oltre quattordicimila miliardi di documenti presenti in rete. In caso vengano trovate parti copiate, il programma in questione ne indica la percentuale, spingendo così lo studente a intervenire. Inoltre, il software permette di creare copie di backup online e corregge anche eventuali problemi di impaginazione e formattazione. Al momento, è lo strumento più efficace contro il rischio di plagio, grazie al quale ogni studente potrà dormire sonni tranquilli anche alla vigilia della discussione della propria tesi.
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]]>Per individuare l’argomento, la strategia è una sola. Ripensate al più bell’esame che avete studiato, non il più facile probabilmente, ma quello che vi è pesato meno o che vi ha intrigato di più. Badate però anche alla figura del relatore: oltre ad intendersene abbastanza dell’argomento deve essere reperibile e realmente disposto a seguirvi nel corso della stesura.
Se il professore del vostro corso non vi sembra particolarmente attento ai suoi studenti, non esitate a chiedere la tesi al professore di un corso diverso. Questa opportunità è contemplata dalle università, che richiedono solitamente non più che la compilazione di un modulo per “tesi interdisciplinare”.
Scegliete poi se sviluppare una tesi compilativa o sperimentale. Se vi state laureando in triennale, probabilmente la prima scelta è più indicata. La tesi compilativa consiste infatti nel rielaborare, commentare e analizzare ricerche e studi svolti da altri.
Individuato l’argomento e individuato il professore, non rimane che iniziare ad impostare il lavoro.
1) Il primo step consiste nel svolgere una prima ricerca bibliografica attraverso cataloghi, banche dati, riviste specializzate e la biblioteca della vostra università. In questa fase è importante controllare la bibliografia di ogni libro, rivista, pubblicazione ecc., vi sarà utile per trovare altri testi interessanti e per riuscire a dare un taglio specifico al vostro elaborato.
2) Con una bibliografia di partenza, potete iniziare a stilare un indice provvisorio. L’indice è fondamentale per definire l’organizzazione e lo sviluppo della tesi e in relazione ad ogni capitolo è utile appuntarsi qualche indicazione su come lo si intende sviluppare.
Nel corso della stesura della tesi l’indice subirà diverse modifiche che seguiranno l’evoluzione dell’elaborato.
3) Nonostante sia il punto di partenza, l’introduzione va scritta dopo aver concluso la tesi.
L’introduzione serve per fornire una panoramica generale sull’argomento scelto, illustrare l’obiettivo che si che si vuole raggiungere e gli strumenti utilizzati.
4) Capitoli, paragrafi e sottoparagrafi: il corpo della tesi deve avere una struttura ben definita e seguire una numerazione progressiva per rendere scorrevole la lettura. Il numero di capitoli è assolutamente variabile, spesso le tesi magistrali sono più corpose e richiedono quindi un elaborato più lungo.
5) La tesi termina con le conclusioni, una sorta di “bilancio” di quanto è stato illustrato in precedenza che servono per dare una risposta all’ipotesi iniziale. In questo ultimo capitolo è importante riportare osservazioni e commenti sui risultati ottenuti.
6) La bibliografia segue le conclusioni ed è un elenco delle fonti consultate per sviluppare l’elaborato. Devono essere riportate le informazioni necessarie per individuare e i documenti indicati.
Adoperate, durante la stesura, la funzione Bibliografia di Word: in questo modo, una volta terminato il lavoro, non dovrete risistemarla manualmente. Ad alcuni sembrerà un’informazione inutile, eppure molti studenti non ne sono a conoscenza.
Una volta terminato di scrivere il contenuto della tesi, un consiglio utile è quello di ricontrollare sempre l’introduzione. Il lavoro di tesi prende corpo mano mano e subisce piccole o grandi modifiche in corso d’opera. Verificate quindi che l’introduzione sia coerente con i contenuti dell’elaborato, che tutto il testo sia giustificato e che in tutte le sue parti l’interlinea sia la stessa.
Quando inserite i ringraziamenti, ricordate che è buona regola menzionare per primi relatore e correlatore di tesi.
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]]>L'articolo 600 docenti lanciano l’allarme: “Gli studenti non sanno l’italiano” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>I docenti nelle tesi e nella didattica riscontrano problemi legati a nozioni che si imparano anche in terza elementare e hanno riportato una serie di casi di strafalcioni e difficoltà a comprendere parole semplici.
L'articolo 600 docenti lanciano l’allarme: “Gli studenti non sanno l’italiano” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Breve guida per la preparazione della tesi di laurea proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La realizzazione è stata curata dai Servizi bibliotecari di Ateneo.
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]]>L'articolo Il mercato nero delle tesi di laurea proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il giornalista, Alessandro Sarcinelli, anticipando il servizio scrive: «Prezzi dagli 800 euro in su, ma per le tesi specialistiche si arriva anche a 2000 euro. Sono queste le tariffe del mercato nero degli elaborati di laurea. Le bacheche di tutte le università sono piene di annunci di società di consulenza per studenti che offrono pacchetti completi: i laureandi non devono scrivere neanche una riga. Ma questo tipo di attività è un reato punito con pene fino a tre anni di reclusione. Per questo, chi gestisce questo business illegale prende delle precauzioni: pagamenti in nero e passaggi degli elaborati tramite chiavette usb. Il lavoro è redditizio è poco rischioso: c’è chi lo fa da oltre 20 anni senza essere mai stato scoperto».
Ecco il servizio:
L'articolo Il mercato nero delle tesi di laurea proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Consegna tesi di laurea? Direttamente online, dalla sessione estiva proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Aprite le orecchie cari e giovani accademici in procinto di concludere la carriera universitaria: non sarà più necessario presentare la domanda cartacea di laurea e il libretto universitario.
Il senato accademico, lo scorso 18 marzo, ha deliberato in materia e stabilito che gli studenti dovranno inserire la tesi di laurea in formato elettronico dal portale studenti firmata digitalmente sia dal candidato che dal relatore.
Il libretto universitario, che dovrà essere esibito al personale di segreteria solo su richiesta, potrà invece essere custodito dallo studente. Un’opportunità ghiotta che renderà di certo gli studenti felici, risparmiando loro ore e lunghe code in segreteria e un dolce ricordo degli anni universitaria con la custodia del mitico libretto blu, sede di gioie e dolori.
Permane tuttavia l’obbligo della compilazione informatica e del pagamento del MAV nei periodi fissati dal cronoprogramma: 1-20 gennaio per la sessione straordinaria; 1-20 maggio per la sessione estiva; 1-20 luglio per la sessione autunnale.
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]]>L'articolo Errori da non commettere in una tesi di laurea proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Molti studenti la considerano una passeggiata, per altri è invece l’inizio di un incubo. Dopo aver scelto l’argomento su cui incentrare il proprio elaborato la parte più ostica è quella della presentazione e della battitura della tesi. “non ho mai fatto nulla di simile, come faccio a conoscere alla perfezione regole e trucchi del mestiere?” Niente paura vediamo insieme le principali accortezze da osservare nel corso della stesura.
Partiamo dalla formattazione:
E quando si parla invece degli errori più comuni commessi dai laureandi? … Basta poco per evitare sviste e colpi d’occhio.
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]]>Per questo, Rotary International e Aica, con il patrocinio della Fondazione Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) promuovono un concorso per l’assegnazione di premi per tesi di laurea o di dottorato sviluppate nell’area Computer Ethics.
Si tratta della terza edizione del bando, per l’assegnazione di tre premi di 3 mila euro ciascuno, per tesi di laurea o di dottorato discusse presso università italiane nel periodo 1 maggio 2012 – 31 marzo 2013.
La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro il 20 aprile per via telematica sul sito di Aica al seguente link.
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]]>La prova scritta si svolgerà 30 giorni prima della data d’inizio della sessione di laurea. Lo studente dovrà presentare apposita domanda, presso la Segreteria Didattica della Presidenza di Facoltà/Corso di studio, almeno 60 giorni prima della data fissata per l’inizio della sessione di Laurea. Qualora lo studente voglia invece cimentarsi nell’elaborato breve, per i Corsi di Laurea che lo prevedono, sarà necessario fare domanda ad un docente del proprio Corso di Laurea, che assumerà il ruolo di relatore. La domanda dovrà essere presentata all’inizio dell’ultimo anno di corso e almeno 4-6 mesi prima della presumibile sessione di Laurea.
Anche per il calcolo del voto finale, ci saranno novità. Ogni lode avrà la valenza di 0,5 e la votazione iniziale derivante dalla carriera dello studente sarà determinata attraverso la media ponderata dei voti conseguiti negli esami. Ciascun insegnamento avrà, quindi, un peso diverso in base al numero dei crediti. La commissione, infine, potrà attribuire fino a un massimo di 7 punti all’elaborato.
Per gli studenti della specialistica, invece, sarà sempre necessario lo svolgimento della consueta tesi. Lo studente dovrà presentare domanda di tesi di laurea magistrale o a ciclo unico ad un docente 6-9 mesi prima della sessione di laurea. Anche in questo caso la determinazione del voto di ammissione alla prova finale avverrà attraverso il metodo della media ponderata. La commissione potrà attribuire fino a un massimo di 11 punti all’esame di laurea.
Tra gli studenti è subito dibattito. Se alcuni hanno accolto positivamente la novità, per altri la possibilità di fare un test scritto potrebbe precludere, in caso di non superamento, il conseguimento della laurea. Un bel colpo dopo tanti anni di sacrifici.
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