L'articolo Vaccinati Covid, lo studio: anticorpi nel 99% dei casi con la prima dose proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>I test sono stati effettuati sui sanitari che si sono vaccinati. Dopo una settimana dalla somministrazione della prima dose di vaccino, è stato riscontrato un incremento delle cellule B di memoria nell’80% dei casi. La risposta si attesta al 100% dopo 7 giorni dalla somministrazione della seconda dose.
A 21 giorni dalla somministrazione della prima dose del vaccino Pfitzer infatti, risulta che il 99% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi neutralizzanti controil Sars-Cov 2.
Sono questi i risultati del primo monitoraggio realizzato tra gli operatori sanitari della struttura, dall’équipe medica della Medicina del lavoro e della struttura complessa di Microbiologia.
Il campione analizzato è significativo, si tratta di quasi 3mila sanitari negativi, e quindi mai entrati in contatto con il virus. La seconda dose è stata invece somministrata a 1.425 persone, ed è in continuo aggiornamento.
Il monitoraggio ha dato dunque risultati molto incoraggianti. A tre settimane dalla prima dose – la finestra a partire dalla quale va effettuato il richiamo per Pfizer-Biontech, per il vaccino Moderna sono invece 28 giorni – aver rilevato una risposta anticorpale positiva nel 99% dei vaccinati esaminati, è davvero un ottimo risultato. E in più è stata rilevata la produzione di una quantità di anticorpi specifici (titolo anticorpale) 50 volte superiore alla soglia di negatività. Sette giorni dopo la seconda dose inoltre, gli anticorpi sono stati sviluppati dal 100% dei vaccinati finora valutati.
In questo caso con un titolo anticorpale di circa 1.000 volte superiore alla soglia di negatività, indice di elevato tasso di potenziale protezione.
Il vaccino Pfizer, insomma, funziona. E lo sapevamo. E anche verso le varianti, il siero sembra continuare ad avere la meglio. Sebbene con una leggera perdita di efficacia rispetto alla variante sudafricana.
Dati positivi dei test del Bambin Gesù anche sul fronte immunologico. Dopo 7 giorni dalla prima somministrazione si è registrato un incremento delle cellule B di memoria (quelle che mantengono la produzione di anticorpi nel tempo, riattivandola a contatto con l’antigene) nell’80% dei casi e un incremento significativo delle cellule T di memoria (che coordinano l’intera risposta immunitaria contro il virus) nel 64% delle persone vaccinate.
L’Istituto esprime soddisfazione in una nota: «I risultati sembrano supportare pienamente i dati epidemiologici a partire dal 14esimo giorno dalla prima dose, cioè successivamente alla comparsa degli anticorpi protettivi e della memoria immunitaria, finora non è stato infatti registrato alcun caso di infezione tra gli operatori sanitari vaccinati. Solo 7 persone hanno sviluppato l’infezione da covid, ma tutte entro il 14esimo giorno dalla prima somministrazione del vaccino, con lievi sintomi e senza necessità di ricovero ospedaliero».
Il dott. Perno, responsabile di Microbiologia e diagnostica di Immunologia, sui risultati dello studio dichiara: “Sono evidenze che ampliano le nostre conoscenze e suggeriscono che gli anticorpi prodotti dalla vaccinazione hanno una persistenza nell’organismo alquanto duratura. Sarà ora necessario ampliare le osservazioni e prolungarle nel tempo”.
Intanto incassiamo la buona notizia e andiamo avanti con fiducia. Visto che le evidenze scientifiche ci dicono che l’utilità delle vaccinazione è finora confermata. E i risultati, mantenendo questo trend, sembrano davvero promettenti.
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]]>L'articolo Via libera dell’EMA al vaccino AstraZeneca proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’Ema dichiara di aver «raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il vaccino», per le «persone a partire dai 18 anni di età».
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]]>L'articolo Vaccino Covid, è scontro tra UE e AstraZeneca proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L’Europa chiede che l’azienda di rispettare il contratto, proponendone anche la pubblicazione. La risposta dell’azienda è stata molto risentita. Il vaccino, intanto, è in attesa di approvazione.
Lo scorso venerdì, AstraZeneca aveva annunciato una riduzione del 60 per cento delle consegne nel primo trimestre del 2021. Taglio che renderebbe enormemente più complicato, per i Paesi Ue, arrivare rapidamente a una vaccinazione di massa.
L’incontro con il comitato direttivo europeo di questo pomeriggio riguarderà proprio la consegna delle dosi. Si rincorrono intanto smentite e conferme su un presunto rifiuto di AstraZeneca nel voler partecipare al vertice di questa sera. Un giallo che arriva dopo che l’UE aveva contrastato il Ceo dell’azienda, Pascal Soriot in merito alle presunte inadempienze della casa farmaceutica nei confronti dell’europa.
Bruxelles contesta le dichiarazioni del Ceo di AstraZeneca, Pascal Soriot, e chiede lo svincolo dalla clausola di segretezza per poter pubblicare il contratto. Le fonti chiariscono che non è previsto che la produzione delle dosi per l’Ue debba essere limitata alla fabbrica in Belgio, ma può avvenire anche nel Regno Unito. Oggi l’incontro del comitato direttivo sui vaccini Ue è previsto per le 18.30 con AstraZeneca. Attendiamo gli esiti dell’incontro per capire come si risolverà la questione.
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]]>L'articolo Conte: “Arrivano notizie preoccupanti su Vaccino anti Covid” proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le ultime notizie che ci arrivano dalle aziende produttrici dei vaccini anti-Covid sono preoccupanti.
Dapprima Pfizer-Biontech ha comunicato un rallentamento della distribuzione ai Paesi europei delle dosi di vaccino già programmate e questo sta penalizzando proprio i Paesi che, come l’Italia, stanno correndo più velocemente:
le Regioni italiane sono costrette a rallentare le nuove somministrazioni per assicurare il richiamo alle persone già vaccinate.
Ma ancora più preoccupanti sono le notizie di ieri diffuse da AstraZeneca, il cui vaccino è in attesa di essere presto distribuito anche nell’Unione Europea.
Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni.
Questa mattina il ministro Speranza e il commissario Arcuri hanno incontrato con urgenza i vertici di Astrazeneca Italia, che però hanno confermato il ridimensionamento della capacità produttiva.
Tutto questo è inaccettabile. Il nostro piano vaccinale, approvato dal Parlamento italiano e ratificato anche in Conferenza Stato-Regioni,
E’ stato elaborato sulla base di impegni contrattuali liberamente assunti e sottoscritti dalle aziende farmaceutiche con la Commissione Europea.
Questi rallentamenti delle consegne costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all’Italia e agli altri Paesi europei, con ricadute dirette sulla vita e la salute dei cittadini e sul nostro tessuto economico-sociale già fortemente provato da un anno di pandemia.
Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale.



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]]>L'articolo Vaccino anti Covid in gravidanza, i medici: «Nessuna controindicazione» proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>«Il vaccino anti Covid-19 è un vaccino nuovo», spiega la presidente di AOGOI dott.ssa Elsa Viora, . «È quindi ovvio che non ci siano dati al momento, si tratta però di di ragionare sul rischio di contrarre l’infezione e il vantaggio del vaccino, quindi valutare i benefici e i rischi, anziché dire tout court le donne gravide non vanno vaccinate».
Il documento è stato redatto sulla base dei dati offerti dalla letteratura scientifica internazionale e dall’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulla sorveglianza ostetrica.
«È un documento rivolto a tutti», continua la dott.ssa Vlora. «Ai medici, agli operatori sanitari, a tutte le figure che possono essere direttamente coinvolte. Riteniamo corretto che questa informazione ci sia e sia trasmessa in modo chiaro ed esaustivo». Trattandosi di un vaccino con mRNA, cioè non di un vaccino a virus vivo, si legge nel paper, ed in cui le particelle di mRNA vengono rapidamente degradate, si ritiene che possano essere considerati sufficientemente sicuri nelle donne in gravidanza.
In particolare, il documento diffuso, evidenzia alcune indicazioni su come procedere, rivolte sia alle donne in gravidanza, sia agli operatori sanitari.
«Le donne gravide che non hanno una storia recente di infezione da Covid19 e che hanno specifici fattori di rischio aggiuntivi, possono considerare favorevolmente di ricevere il vaccino Covid19, che è eseguibile in qualsiasi epoca di gravidanza».
«Non vi sono controindicazioni all’esecuzione delle altre vaccinazioni – antinfluenzale ed antipertosse – raccomandate in gravidanza. A scopo prudenziale, in assenza di evidenze, si raccomanda di mantenere un intervallo di almeno 14 giorni tra i vaccini. Nello specifico: in prossimità del picco epidemico influenzale, a prescindere dall’epoca di gravidanza, le donne possono ricevere anche il vaccino anti-influenzale; in prossimità della 28asettimana, epoca in cui è raccomandato il vaccino anti-pertosse, possono ricevere anche tale vaccino».
«Le donne che allattano e non riportano una storia recente di infezione da Covid19, possono considerare favorevolmente di ricevere il vaccino».
«Le donne gravide che hanno riportato una storia recente di infezione da Covid19, possono comunque considerare di scegliere di essere vaccinate. Poiché le evidenze disponibili indicano che una reinfezione è altamente improbabile nei 90 giorni successivi all’inizio dell’infezione, si suggerisce di differire la vaccinazione fino alla fine di questo periodo».
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]]>L'articolo Vaccino anti Covid italiano. Basta una dose, ecco come funziona proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>A spiegare come funziona il siero, e le reazioni rispetto agli altri vaccini già approvati come Pfizer e Moderna, è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Inmi.
“Abbiamo iniziato la sperimentazione del vaccino il 24 agosto e a 21 giorni non è stato osservato nessun evento avverso.
Ci sono stati effetti indesiderati nel sito di iniezione – ha detto -, ma assolutamente rientrati senza la necessità di intervento medico e minori rispetto ai vaccini di Pfizer e Moderna.
Il vaccino produce anticorpi neutralizzanti” rilevabili nel 92% delle persone vaccinate e “usato in emergenza basta una sola dose“.
“Il vaccino induce anticorpi e dai dati preliminari protegge dall’infezione ed è ben tollerato.
Questi studi ci hanno consegnato la sperimentazione clinica e serviranno a consolidare i dati della sicurezza”, ha sottolineato quindi Antonella Folgori, presidente ReiThera, nel suo intervento alla presentazione allo Spallanzani.
“Puntiamo a sviluppare 100 milioni di dosi di vaccino per anno”, ha aggiunto, precisando: “Il vaccino è stabile ad una temperatura tra 2 e 8 gradi“.


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]]>L'articolo Infermiera fa il vaccino ma è positiva dopo 24 ore. E’ una Bufala proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>La notizia circolata ieri pomeriggio sull’infermiera spagnola positiva 24 ore dopo aver ricevuto il vaccino si è rivelata una bufala. Anche noi ne avevamo scritto. L’origine dell’equivoco parte da una cattiva traduzione dell’articolo del giornale spagnolo El Pais.
La traduzione errata della notizia: Il problema è stato che alcune testate, e Fanpage ha ammesso l’errore, hanno inizialmente tradotto “l’infermiera che ha vaccinato” con “l’infermiera che è stata vaccinata”, scombinando quindi l’analisi logica del periodo e ribaltandone del tutto il senso.
Un’infermiera spagnola è risultata positiva al coronavirus 24 ore dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino di Pfizer/BioNTech. Lo riporta El Pais. E la notizia sta facendo il giro del mondo.
La donna fa parte della squadra di vaccinatori che ha iniziato domenica scorsa a iniettare il siero ai residenti di una casa di riposo a Lleida, in Catalogna.
Un test per il coronavirus effettuato il giorno successivo ha dato esito positivo. Le altre quattro infermiere dell’equipe e i 66 ospiti della struttura sono stati posti in isolamento precauzionale. Un’altra infermiera impiegata nella casa di riposo è risultata positiva ieri ma il dipartimento della Salute catalano ha spiegato che non c’è relazione tra i due casi.
Le autorità non sanno spiegare cosa abbia originato il contagio. Le infermiere indossavano tute, guanti e doppia mascherina e non erano state a contatto con gli anziani per i 15 minuti che i protocolli medici definiscono contatto stretto con un positivo.
E’ anche vero che l’immunità al Covid si ha ad un mese dalla seconda somministrazione del vaccino. Sicuramente la fortuna non ha assistito questa infermiera spagnola. E probabilmente alimenterà le polemiche dei No-Vax.
Ma è giusto precisare che il vaccino Pfizer/BioNTech prevede due somministrazioni a distanza di tempo. E solo dopo un mese dall’ultima somministrazione ci si immunizza dal virus.
Ci auguriamo che l’episodio non presti il fianco a chi sta alimentando le polemiche sul vaccino.

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]]>L'articolo No-Vax. Quindi fatemi capire…eravate sempre voi… proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Quindi fatemi capire….eravate sempre voi…
Quando avete avuto un episodio di vomito e siete ricorsi al Plasil in siringa senza chiedervi che principio attivo fosse, né a cosa servisse, ma pretendevate di averlo senza ricetta perché “mia zia quando vomita prende sempre questo”.
Quando avete avuto la cistite e siete corsi in farmacia a prendere il Monuril perché “il mese scorso mi è successo di nuovo e con il Monuril ho risolto”.
Quando avete sentito pizzicare la gola e avete preso un Augmentin perché “una volta l’ho preso e mi è passato subito”
Quando avete avuto la cistite e siete corsi in farmacia a prendere il Monuril perché “il mese scorso mi è successo di nuovo e con il Monuril ho risolto”.
Quando prendete 4 o 5 Tachipirina da 1000mg perché “eh ma la febbre non scende”.
Quando pretendete di avere Xanax perché “la mia amica lo usa per dormire”
E così potremmo continuare all’infinito….. nessuno si è mai chiesto cosa sono tutte queste scatoline colorate, a cosa servono realmente, perché si usano, gli effetti collaterali che potrebbero avere, le conseguenze nel lungo periodo, ecc ecc.
Ve li ha consigliati un amica, ve li a somministrati la mamma, li avete visti a casa di vostra zia, ne hanno parlato in tv… Tutta gente senza un minimo di competenza scientifica.
Poi un team mondiale di ricercatori studia e sperimenta un vaccino per una pandemia globale, ma “io non me lo faccio perché chissà cosa c’è dentro”.




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]]>L'articolo V-day. Il giorno della speranza. I primi vaccinati in Italia proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Già effettuate le prime tre somministrazioni allo Spallanzani di Roma (VIDEO). Sono stati vaccinati alle ore 7.20 di questa mattina, la professoressa Maria Rosaria Capobianchi, l’infermiera Claudia Alivernini e l’operatore sociosanitario Omar Altobelli. I primi in Italia a ricevere il vaccino anti-Covid.
Presenti nell’Istituto il commissario straordinario per l’emergenza covid Domenico Arcuri, il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio d’Amato e il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia.
”Oggi è soltanto un giorno che serve a dare l’idea di una bella Europa che ha comprato i vaccini per tutti e che ha organizzato la distribuzione.
Dalla prossima settimana comincerà la vaccinazione di massa”, ha detto Arcuri, aggiungendo: ”Facciamo il tifo perché anche gli quattro altri vaccini che l’Unione Europea ha sottoscritto possano essere autorizzati”.
“Non è la fine, è ancora lunga ma è l’inizio della fine. Passo dopo passo, grazie agli operatori sanitari, è l’inizio della fine”, ha commentato Zingaretti, continuando: “Oggi è una giornata di speranza, un giornata simbolica. Ma non dobbiamo abbassare la guardia, ci aspettano mesi di dura battaglia in una fase nuova”.
L’infettivologa: “Vaccinata, mi sento privilegiata”
La virologa vaccinata: “Orgogliosa”
A Roma il primo vaccinato d’Italia: “Emozione unica”
Le dosi consegnate a tutti i Paesi europei per il ‘Vaccine-day’ sono in numero ‘simbolico’ 9.750, la distribuzione vera e propria inizierà dalla settimana che inizia domani e, fa sapere il ministero della Salute, all’Italia arriveranno circa 470mila dosi ogni settimana.
Il carico di vaccini, arrivato la notte scorsa all’aeroporto di Palermo, è stato consegnato all’ospedale Civico del capoluogo siciliano. Alle 11.30, sarà somministrata la prima dose di vaccino al primario del Pronto soccorso Massimo Geraci e poi ad altri operatori. Saranno presenti il Governatore Nello Musumeci e l’assessore alla Salute Ruggero Razza.
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]]>L'articolo Vaccino al coronavirus. Ci si potrà rifiutare senza essere licenziati? proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>A questi interrogativi, cerano di dare risposta vari esperti di legge. Perché a breve la questione si porrà in maniera seria. E bisognerà capire quale sarà la linea da dottare.
In questi giorni, a parlare di vaccino e obbligatorietà è stato il magistrato e giurista italiano Raffaele Guariniello. Il vaccino “non è un’indicazione morale, è ciò che prevede la legge”, spiega il giudice al Fatto Quotidiano.
Il vaccino contro il coronavirus non è obbligatorio, ma secondo il giurista manca poco. Pertanto, il mancato rispetto di un obbligo prevede sanzioni come il licenziamento. “Il principio per cui nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge è previsto dalla Costituzione – prosegue –. L’art. 279 del Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro impone al datore di lavoro di mettere a disposizione ‘vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico, da somministrare a cura del medico competente’”.
In caso contrario, la stessa norma parla chiaro: “Al datore di lavoro è imposto ‘l’allontanamento temporaneo del lavoratore’”. Questo però solo in caso di inidoneità alla mansione su indicazione del medico competente. Da qui la domanda che sorge spontanea: “E come può il medico – si chiede Guariniello – non esprimere un giudizio di inidoneità se il datore di lavoro, proprio su parere del medico competente, ha messo a disposizione il vaccino, poi rifiutato dal lavoratore?”.
In sostanza, “la legge prevede l’obbligo di allontanare il lavoratore e di adibirlo ad altra mansione, ma solo ‘ove possibile'”. Nel caso in cui non lo fosse il lavoratore sarà messo alla porta.
A questo punto qualcuno potrebbe lamentare la violazione della volontà personale di non sottoporsi al vaccino. L’articolo 32 della costituzione infatti, così recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Quindi Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Quando l’art. 32 dice “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, intendeva in origine proteggere il cittadino da trattamenti sanitari obbligatori e arbitrari. Nel corso degli ultimi anni però questa norma ha assunto però un valore diverso. Man mano che nella società è andato diffondendosi il principio secondo cui un malato terminale ha il diritto di decidere del proprio destino, l’art. 32 è stato invocato per legittimare l’eutanasia, ossia la morte indotta al malato o la sospensione delle cure per sua volontà.
In Italia l’eutanasia non è legale.
Nel caso del coronavirus il contesto è noto: una pandemia che ha fatto decine di migliaia di morti solo nel nostro Paese, lo ha fermato del tutto per mesi. E ancora oggi impone notevolissime restrizioni alle più elementari libertà. Cambiando radicalmente la vita di tutti e rischiando di abbatterne il sistema economico.
In una simile situazione, converremo tutti eccezionale, diamo per assodati un certo numero di presupposti.
Anzitutto che la comunità scientifica nel suo complesso debba garantire, un vaccino, adeguatamente testato, che può giocare una parte importante nel superamento dell’emergenza.
In secondo luogo, che vi sia una campagna di informazione capillare e adeguata a convincere della ragionevolezza della scelta di vaccinarsi. Una campagna che spieghi i (remoti) rischi per chi si vaccina e i (certi) vantaggi per chiunque, soprattutto per le persone più deboli.
A queste condizioni, si pensa che potrà essere disposto, dal Parlamento e con legge, una sorta di obbligo rispetto a un trattamento sanitario in grado di contribuire a debellare la pandemia.
Ma come potrebbe declinarsi un simile obbligo? Certo, non immaginiamo scenari di altri tempi e altri luoghi, con le forze dell’ordine che, casa per casa, somministrino coattivamente il vaccino. Pare invece concepibile un sistema di imposizioni per alcune categorie. E di oneri e incentivi per tutti gli altri.
La profilassi potrebbe essere requisito indispensabile per l’esercizio della professione medica o infermieristica e per chiunque lavori nelle residenze per anziani, per l’inevitabile contatto dei sanitari con persone affette da altre patologie o in là con gli anni.
Così come sembra quasi scontato che possa esserci un obbligo di vaccinazione per il corpo docente e non docente delle scuole, per i rappresentanti delle forze dell’ordine e per tutti i soggetti che per lavoro hanno un contatto frequente e diretto con un numero elevato di persone, soprattutto se fanno parte della pubblica amministrazione.
Chi non esercita queste professioni non sarebbe così soggetto ad alcuna imposizione.
Certo è che la questione è ancora spinosa, e non sarà semplice trovare la quadra legislativa.
Quindi anche stavolta ci si dovrà affidare anche al buonsenso e alla sensibilità degli individui. In attesa di una legge certa e univoca.
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]]>L'articolo COVID-19: L’immunità dura almeno 8 mesi: Lunga protezione per i vaccini proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Un team di ricerca australiano guidato da scienziati dell’Università Monash ha dimostrato che l’immunità contro la COVID-19 dura almeno per otto mesi.
I vaccini, dunque, potrebbero offrire una protezione decisamente prolungata.
L’infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, ha una durata di almeno otto mesi.
Essa è dunque significativamente più duratura rispetto a quanto si sospettasse in precedenza, a causa di studi che avevano rilevato un rapido crollo nella concentrazione degli anticorpi neutralizzanti.
Si tratta di una splendida notizia anche nell’ottica della campagna vaccinale.
Già avviata nel Regno Unito e negli Stati Uniti e in procinto di partire anche nei 27 Paesi dell’Unione Europea.
Dal 27 dicembre inizieranno infatti le prime somministrazioni del vaccino “BNT162b2” sviluppato dalla casa farmaceutica Pfizer in collaborazione con la società biotecnologica BioNTech;
A determinare che l’immunità contro l’infezione da coronavirus SARS-CoV-2 dura almeno per otto mesi è stato un team di ricerca australiano guidato da scienziati della Central Clinical School dell’Università Monash di Melbourne.
Gli scienziati, coordinati dal professor Menno C. van Zelm, docente presso il Dipartimento di Immunologia e Patologia dell’ateneo australiano.
Sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sottoposto ad approfonditi esami di laboratorio i campioni di sangue di pazienti convalescenti e guariti dalla COVID-19.
Nei quali non sono solo andati a caccia degli anticorpi, ma anche di altre cellule legate alla risposta immunitaria, ovvero delle “cellule della memoria B” e dei linfociti T. I test sono stati condotti a partire dal quarto giorno dalla comparsa dei sintomi fino al 242esimo.
Benché la conta delle immunoglobuline (o anticorpi) ha iniziato a diminuire a 20 giorni dalla manifestazione sintomatologica, come rilevato anche da altre indagini, le cellule B hanno continuato ad aumentare fino al 150esimo giorno, restando poi stabili nei mesi successivi.
– nello specifico il coronavirus SARS-CoV-2 – e sono pronte a dar vita a un esercito di anticorpi neutralizzanti non appena essi si presentano nuovamente.
In pratica, sono sentinelle fondamentali nel proteggerci dall’esposizione ai virus e ad altri patogeni.
Le cellule B identificate da Menno C. van Zelm e colleghi erano specifiche contro il nucleocapside e la proteina S o Spike del coronavirus, quella che il patogeno sfrutta per legarsi al recettore ACE-2 delle cellule umane, rompere la parete cellulare.
Inserire all’interno l’RNA virale e dar vita al processo di replicazione, che è alla base dell’infezione (COVID-19).

“Questi risultati sono importanti perché mostrano, in modo definitivo, che i pazienti infettati dal virus COVID-19 mantengono in realtà l’immunità contro il virus e la malattia”,
La durata limitata dell’immunità è stata “una nuvola nera che incombeva sulla potenziale protezione che sarebbe stata offerta da qualsiasi vaccino contro la COVID-19”,
– ha aggiunto van Zelm, ma questi risultati danno la speranza che i vaccini “forniranno protezione a lungo termine”.
Secondo un recente studio condotto da scienziati del La Jolla Institute for Immunology essa potrebbe durare per anni, se non addirittura decenni.
I dettagli della ricerca australiana “Rapid generation of durable B cell memory to SARS-CoV-2 spike and nucleocapsid proteins in COVID-19 and convalescence” sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Science Immunology.
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]]>L'articolo Sicilia. Chi è il medico che farà il vaccino anti-Covid per primo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>“Aver vissuto in prima linea la drammaticità di tante storie mi ha spinto subito ad accettare e spero che tanti altri miei colleghi la pensino come me e poi toccherà ai cittadini vaccinarsi per uscire dal tunnel – ha dichiarato -. Ho vissuto storie particolari, drammatiche, briutte e credo che il vaccino sia l’unica arma per sconfiggere il virus. Il fatto di avere visto i colleghi colpiti dalla malattia mi ha molto colpito a livello personale”.
“Aver avuto anche 36 operatori contagiati tra ottobre e novembre è stato un aspetto emotivo che mi ha spinto ad accettare subito – ha rivelato -. Questa seconda ondata è stata molto provante sia dal punto di vista professionale che umano. Soltanto al pronto soccorso abbiamo avuto 28 morti e la domanda terribile che ho sentito più frequentemente è stata ‘Dottore sto morendo?’ Davanti a tutto ciò non bisogna stare fermi ma vaccinarsi e spero che la gente lo capisca davvero che per uscire dall’incubo occorre sottoporsi alla vaccinazione”. (GdS)





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]]>L'articolo Elena, la prima italiana vaccinata contro il Covid proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
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Si chiama Elena Baraldi ed è una infermiera modenese di 30 anni la prima italiana ad essere stata vaccinata contro il virus Sars-Cov-2. A Londra da 6 anni, ha ricevuto il vaccino anti Covid della Pfizer-BioNtech nell’ambito del piano di vaccinazioni avviato nel Regno Unito.
la modenese ha ricevuto il vaccino nella giornata di mercoledì proprio per il suo lavoro, in prima linea nella lotta al coronavirus. Stando a stretto contatto con i pazienti Covid più gravi, la 30enne rientra nella categoria degli operatori ad alto rischio occupazionale, nonostante la giovane età.
“Sto benissimo, per ora nessun effetto collaterale a parte il braccio un po’ indolenzito”, ha detto Baraldi in una intervista al quotidiano Il Resto del Carlino. “Non ho avuto dubbi e sono contenta di essermi vaccinata, sia per proteggere me stessa sia per non diventare un veicolo di contagio verso pazienti, amici e familiari”.
L’infermiera ha spiegato che non vede la famiglia dall’estate e che molto probabilmente non riuscirà a tornare a casa per Natale: “La mia città mi manca molto, so che anche lì la situazione è drammatica e i miei colleghi stanno facendo l’impossibile”.
Baraldi ha raccontato come sta affrontando la pandemia il Regno Unito: “A differenza dell’Italia qui non c’è mai stato un vero lockdown e nella prima fase devo dire che il governo inglese, guardando anche all’Italia, avrebbe potuto fare meglio. Ho visto morire tanta gente, anche giovane, tra i quali un mio collega di trent’anni che non aveva patologie, almeno conosciute”.
La 30enne inoltre ha sottolineato le differenze a livello professionale: “Qui a Londra mi sento realizzata, la mia professionalità è appagata anche sotto il profilo economico. Riesco a mantenermi in un appartamento da sola a Londra e a mettere da parte qualche risparmio”.
“Qui la nostra figura professionale è valorizzata sia a livello istituzionale sia tra i cittadini. Ho diritti che in Italia mi sognerei“.
“Non avrei mai pensato – ha spiegato Elena – di lasciare il mio Paese. Quando parlo con i miei colleghi italiani, di Modena, mi raccontano di come, malgrado stiano rischiando la vita, spesso non venga riconosciuta la loro professionalità e mi dispiace”





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]]>L'articolo COVID. Buone notizie, nuovo vaccino efficace al 94,5% proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il vaccino in questione dovrebbe rimanere stabile a temperature standard di refrigerazione tra 2° e 8°C per 30 giorni. Inoltre si prevedono condizioni di trasporto e conservazione a lungo termine a temperature di -20°C per sei mesi. Il vaccino Moderna non dovrebbe essere disponibile al di fuori degli Stati Uniti fino al prossimo anno. L’azienda ha detto che avrà 20 milioni di dosi pronte per essere spedite negli Usa prima della fine del 2020 e spera di produrre da 500 milioni a un miliardo di dosi a livello globale l’anno prossimo.
Buone notizie dalla ricerca sul vaccino anti-Covid-19 Moderna. Il candidato sviluppato dalla biotech americana mRna-1273 “ha raggiunto il parametro primario di efficacia nella prima analisi preliminare dello studio Cove di Fase 3”. Lo fa sapere l’azienda in una nota, annunciando che lo studio della fase 3 mostra “un’efficacia del vaccino del 94,5%“. La prima analisi preliminare ha visto 95 partecipanti con casi confermati di Covid-19. La notizia arriva nel giorno dell’avvio della revisione accelerata sul vaccino da parte dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco.
Il lavoro illustrato oggi ha analizzato anche i casi gravi di Covid-19: sono stati inclusi in particolare 11 casi gravi (come definiti nel protocollo di studio) in questa prima analisi ad interim. “Tutti gli 11 casi si sono verificati nel gruppo trattato con placebo e nessuno nel gruppo vaccinato con mRna-1273″. I 95 casi di Covid-19 includevano 15 over 65 e 20 partecipanti appartenenti a minoranze. Sulla base di questi dati, Moderna intende presentare la richiesta d’autorizzazione all’uso d’emergenza alla Food and Drug Administration Usa “nelle prossime settimane”.
“Questo è un momento cruciale per lo sviluppo del nostro candidato al vaccino contro il Covid-19. Dall’inizio di gennaio, abbiamo inseguito questo virus con l’intento di proteggere il maggior numero possibile di persone in tutto il mondo. Da sempre sappiamo che ogni giorno è importante. Questa analisi preliminare del nostro studio di Fase 3 ci ha dato la prima conferma clinica che il nostro vaccino può prevenire Covid-19, incluse le forme gravi“, ha dichiarato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. (adnkronos)
Ritardi nella raccolta rifiuti prodotti dai positivi Covid
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]]>L’ondata di pensiero più diffusa e anche la più ovvia è quella che questi vaccini, appunto, possano in qualche misura ridurre drasticamente il virus, portando in tempi più brevi la popolazione mondiale verso la ripresa totale della normalità. L’Oms parla addirittura di una possibile riduzione nel contrarre la malattia di almeno il 50%, ma è un dato probabilistico.
Considerando che Donald Trump è stato uno tra i privilegiati, ci si aspetta che questo fantomatico vaccino sia elitario. Dia cioè priorità a personaggi illustri della politica, del mondo della cultura o spettacolo, e poi, se ne rimarrà, spetterà a noi comuni mortali. Gli studiosi ipotizzano però una misura diversa: non potendo ambire, almeno in un primo momento, ad un’immunità di gregge, sicuramente si concederà una sorta di pass esclusivo alle persone ad alto rischio di malattia o addirittura mortalità.
Considerando che, secondo i dati attuali, al momento soltanto circa il 60/80% della popolazione mondiale ha bisogno di essere vaccinata per raggiungere l’immunità di gregge, si prospetta una sorta di scenario apocalittico: una rincorsa all’accaparramento. Per far sì che questo non avvenga e che gran parte della popolazione rimanga esclusa, la sfida per la sanità è quella di valutare strategie parallele alla diffusione sul mercato del vaccino. Strategie di contenimento del contagio a medio-lungo termine.
In conclusione, non basterà il vaccino a salvarci se non saremo noi abbastanza responsabili nell’adottare un comportamento altrettanto responsabile. Perchè bisognerà convivere con questo virus fino a quando non ci sarà una soluzione massiva per tutti. È ovvio che se e quando uscirà il vaccino, non sarà disponibile al 100% e non subito per tutti. Allora cosa fare? Aspettare e vedere cosa succederà? No, noi possiamo fare sempre la nostra parte, anzi dobbiamo: adottando nel tempo tutte le misure di prevenzione e sicurezza per limitare il rischio da contagio e diffusione del virus e convivendo con questo, in modo responsabile, da cittadini responsabile. Solo così potremmo essere una pedina della sanità che insieme ad altre misure, ci aiuterà a debellare nel tempo il COvid e fare finalmente Scacco matto!
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]]>Lo ha annunciato il numero 1 della Pfizer, Albert Bourla. Se i risultati fossero confermati si tratta di un livello di protezione che lo renderebbe un vaccino di grande efficacia equivalente a certi vaccini infantili contro malattie come il morbillo.
Quasi due milioni di italiani potranno già averlo a gennaio 2021 grazie a un piano del governo, secondo quanto riporta Repubblica, che è stato discusso pochi giorni fa, il 29 ottobre, in un vertice riservato in teleconferenza tra il ministro della Salute, Roberto Speranza, e dirigenti dell’azienda americana. Nell’incontro in video-conferenza sarebbero state pianificate tempistica e logistica per avviare una prima fase della vaccinazione di massa in Italia a partire dalla seconda metà di gennaio 2021.
La produzione del vaccino è già iniziata. Si prevede che il farmaco potrebbe ricevere il nulla osta da parte dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, tra fine dicembre e la prima metà del prossimo anno. Dopodiché prenderebbero il via le operazioni della campagna di vaccinazione.
Il contratto per la fornitura del vaccino Pfizer è europeo e nei prossimi giorni verrà messo a punto il piano per la distribuzione tra i Paesi membri dell’Ue. La presidente della commissione, Von der Leyen, aveva annunciato che il contratto con Pfizer/BioNtech prevede l’acquisto di 200 milioni di dosi, con opzione per altri 100 milioni. È il sesto contatto predisposto con altrettante aziende in corsa col proprio candidato vaccino.
Ogni Paese deve organizzare un piano di distribuzione delle dosi individuando le fasce di popolazione da sottoporre a profilassi in via prioritaria e la rete di centri per la somministrazione. Saranno i governi a indicare quali categorie potranno accedere alle prime vaccinazioni, in genere personale sanitario, personale impegnato in prima linea per le emergenze, soggetti più vulnerabili. All’Italia dovrebbe arrivare il 13,5% della prima fornitura ovvero 3,4 milioni di dosi per una copertura di circa 1,7 milioni di persone dal momento che il vaccino ha bisogno di due somministrazioni. La prima fornitura sarà destinata agli operatori sanitari e a buona parte della popolazione anziana ospite delle Rsa.
Ad occuparsi della logistica sarà il commissario all’emergenza Domenico Arcuri. Il vaccino di Pfizer/Biontech deve essere conservato a -80 gradi (sotto zero). È uno dei problemi per la distribuzione, e a quanto pare c’è da provvedere una filiera del freddo. In Italia gli unici due aeroporti certificati per ricevere farmaci sono Fiumicino e Malpensa, ma non sono attrezzati con frigo a così basse temperature. In genere i vaccini per altre malattie, vengono conservati a -2/-8 gradi.
La catena del freddo deve essere assicurata dal momento in cui il farmaco esce dal sito produttivo fin quando la dose viene somministrata. È probabile sarà coinvolto anche l’esercito, che si occuperà del trasporto e forse anche di allestire alcune strutture per la campagna di somministrazione del vaccino. Si tratta di un vaccino Rna, molto diverso dai tradizionali, perché utilizza le informazioni contenute nel nucleo del Sars-CoV-2 relative alla proteina Spike di cui il virus si serve per agganciare le cellule umane e penetrarle.
Una volta inoculato stimola la produzione di anticorpi. Il BNT162b2, il vaccino messo a punto da Pfizer e dalla biotecnologica tedesca BioNTech, dovrebbe costare negli Usa attorno ai 20 dollari. Tra gennaio e febbraio potrebbe essere pronto anche il vaccino sviluppato da AstraZeneca con la Irbm di Pomezia (in provincia di Roma) e l’Istituto Jenner di Oxford e l’Italia potrebbe quindi vaccinare un altro milione e mezzo di persone.
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]]>I lavori sono iniziati a gennaio con la decifrazione del genoma di SARS-CoV-2 . I primi test sulla sicurezza dei vaccini sugli esseri umani sono iniziati a marzo e ora in 10 hanno raggiunto le fasi finali dei test.
Alcune di queste prove falliranno e altre potrebbero terminare senza un risultato chiaro. Alcuni vaccini potrebbero riuscire a stimolare il sistema immunitario e a produrre anticorpi efficaci contro il virus.

Ecco lo stato di tutti i vaccini che hanno raggiunto la sperimentazione sugli esseri umani, insieme a una selezione di vaccini promettenti ancora in fase di sperimentazione sugli animali.
Sebbene questi vaccini possano potenzialmente prevenire l’infezione, non possono curare la malattia.
FASE 1
Testare la sicurezza e il dosaggio del vaccino
FASE 2
Prova di sicurezza del vaccino in espanso
FASE 3
Test di efficacia del vaccino in larga scala
LIMITATO
Vaccino approvato per l’inizio della somministrazione limitata ad alcuni soggetti
COMPLETATO
Vaccino approvato

Il ciclo di sviluppo di un vaccino, dal laboratorio alla clinica.

Gli scienziati testano un nuovo vaccino sulle cellule e poi lo somministrano ad animali come topi o scimmie per vedere se produce una risposta immunitaria. Abbiamo confermato 88 vaccini preclinici in sviluppo attivo.
Gli scienziati somministrano il vaccino a un numero limitato di persone per testarne la sicurezza e il dosaggio, nonché per confermare che stimola il sistema immunitario.
Gli scienziati danno il vaccino a centinaia di persone divise in gruppi, come bambini e anziani, per vedere se il vaccino agisce in modo diverso in loro. Questi studi testano ulteriormente la sicurezza del vaccino e la capacità di stimolare il sistema immunitario.
Gli scienziati danno il vaccino a migliaia di persone e aspettano di vedere quante ne vengono infettate, rispetto ai volontari che hanno ricevuto un placebo. Questi studi possono determinare se il vaccino protegge dal coronavirus. A giugno, la FDA ha informato i produttori di vaccini che avrebbero voluto vedere le prove che i vaccini possono proteggere almeno il 50% di coloro che li ricevono . Inoltre, gli studi di fase 3 sono abbastanza grandi da rivelare prove di effetti collaterali relativamente rari che potrebbero essere trascurati negli studi precedenti.
Cina e Russia hanno approvato i vaccini senza attendere i risultati degli studi di Fase 3. Gli esperti dicono che il processo affrettato presenta seri rischi .
Le autorità di regolamentazione di ogni paese esaminano i risultati della sperimentazione e decidono se approvare o meno il vaccino. Durante una pandemia, un vaccino può ricevere l’autorizzazione all’uso di emergenza prima di ottenere l’approvazione formale. Una volta che un vaccino è stato autorizzato, i ricercatori continuano a monitorare le persone che lo ricevono per assicurarsi che sia sicuro ed efficace.
un modo per accelerare lo sviluppo del vaccino è combinare le fasi. Alcuni vaccini contro il coronavirus sono ora in fase di sperimentazione 1/2, ad esempio, in cui vengono testati per la prima volta su centinaia di persone. (Tieni presente che il nostro tracker conta una prova combinata di Fase 1/2 sia come Fase 1 che come Fase 2.)
se gli investigatori osservano sintomi preoccupanti nei volontari, possono mettere in pausa un processo . Dopo un’indagine, il processo può riprendere o essere abbandonato.

Vaccini che rilasciano uno o più geni del coronavirus nelle nostre cellule per provocare una risposta immunitaria.

Moderna sviluppa vaccini basati sull’RNA messaggero (mRNA) per produrre proteine virali nel corpo. Non ne hanno ancora portato uno sul mercato. A gennaio, hanno iniziato a sviluppare un vaccino per il coronavirus e da allora il governo ha finanziato gli sforzi di Moderna, fornendo quasi 1 miliardo di dollari a sostegno. In collaborazione con National Institutes of Health , hanno scoperto che il vaccino protegge le scimmie dal coronavirus. A marzo, la società ha inserito il primo vaccino Covid-19 in studi sull’uomo , che hanno prodotto risultati promettenti . Il vaccino è passato alla fase 3 dei test, iniziati il 27 luglio.
Ad ottobre, la società ha annunciato che avevano finito di reclutare tutti i 30.000 partecipanti allo studio, comprese 7.000 persone di 65 anni o più. Il protocollo di sperimentazione di Moderna, che la società ha condiviso a settembre, indica che aspetterà fino a quando un numero significativo di volontari si ammalerà prima di vedere quanti di loro sono stati vaccinati. Osservano anche se qualche partecipante soffre di eventi avversi, indagando su casi gravi per vedere se il vaccino era la causa o solo una coincidenza. Se i loro risultati soddisfano i parametri di riferimento della FDA, Moderna potrebbe potenzialmente richiedere un’autorizzazione per l’uso di emergenza entro la fine del 2020.
Dal punto di vista commerciale, Moderna ha perso una controversia sui brevetti a luglio su alcune delle loro tecnologie di vaccino. Il mese successivo, ha dichiarato l’azienda che non poteva essere certo che fosse il primo a fare le invenzioni rivendicate nei loro brevetti, compreso il suo vaccino contro il coronavirus. Nel frattempo, l’azienda ha stipulato accordi con diversi paesi per fornire il vaccino se approvato. L’11 agosto, il governo degli Stati Uniti ha assegnato alla società un ulteriore $ 1,5 miliardi in cambio di 100 milioni di dosi se il vaccino si dimostra sicuro ed efficace. Moderna ha stretto accordi simili con Canada , Giappone e Qatar .
L’azienda tedesca BioNTech ha stretto collaborazioni con Pfizer , con sede a New York, e il produttore cinese di farmaci Fosun Pharma per sviluppare un vaccino mRNA da somministrare in due dosi. A maggio hanno lanciato una sperimentazione di fase 1/2 su due versioni del vaccino. Hanno scoperto che entrambe le versioni inducono i volontari a produrre anticorpi contro SARS-CoV-2, oltre a cellule immunitarie chiamate cellule T che rispondono al virus.
Hanno scoperto che una versione, chiamata BNT162b2, produceva un numero significativamente inferiore di effetti collaterali, come febbre e affaticamento, e quindi l’hanno scelta per passare alle prove di fase 2/3. Il 27 luglio le società hanno annunciato il lanciodi uno studio di fase 2/3 con 30.000 volontari negli Stati Uniti e in altri paesi, tra cui Argentina, Brasile e Germania. In uno studio ad interim, le aziende hanno riferito che dopo aver assunto la prima dose, i volontari sperimentano effetti collaterali per lo più da lievi a moderati. Il 12 settembre, Pfizer e BioNTech hanno annunciato che avrebbero cercato di espandere la loro sperimentazione negli Stati Uniti a 43.000 partecipanti. Il mese successivo, hanno ottenuto il permesso di iniziare a testare il vaccino su bambini di 12 anni, il primo studio americano a farlo.
A settembre, ha dichiarato il dottor Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer lo studio di Fase 3 avrebbe fornito risultati sufficienti già a ottobre per mostrare se il vaccino funzionava o meno. Il presidente Trump ha pubblicizzato i loro progressi, suggerendo che un vaccino sarebbe stato disponibile prima delle elezioni. Ma il 27 ottobre, il dottor Bourla ha annunciato che i volontari nella sperimentazione non avevano ancora avuto abbastanza casi di Covid-19 per determinare se i vaccini funzionavano.
Il vaccino di Pfizer e BioNTech, come quasi tutti gli altri negli studi clinici, richiede due dosi. In estate, le società hanno iniziato a concludere accordi per consegnare ordini di grandi dimensioni a paesi di tutto il mondo. L’amministrazione Trump ha assegnato un contratto da 1,9 miliardi di dollari a luglio per la consegna di 100 milioni di dosi entro dicembre e l’opzione per acquisire 500 milioni di dosi in più. Nel frattempo, il Giappone ha fatto un accordoper 120 milioni di dosi e l’Unione Europea ha disposto l’acquisto di 200 milioni di dosi. Se il loro vaccino sarà autorizzato, Pfizer e BioNTech prevedono di produrre oltre 1,3 miliardi di dosi del loro vaccino in tutto il mondo entro la fine del 2021.
E’ di oggi la notizia anunciata da Pfizer, che il vaccino realizzato con il partner tedesco BioNTech, ha avuto un tasso di efficacia superiore al 90%, sette giorni dopo la seconda dose. Ciò significa che significa che la protezione si ottiene 28 giorni dopo che una persona inizia la vaccinazione. Il vaccino richiede due dosi. In un’intervista alla CNN, il CEO della Pfizer Albert Bourla ha definito il vaccino Covid-19 “il più grande progresso medico” degli ultimi cento anni.
A luglio, il produttore indiano di vaccini Zydus Cadila ha iniziato a testare un vaccino a base di DNA fornito da un cerotto. Hanno lanciato una prova di fase 2 il 6 agosto.
A marzo, l’amministrazione Trump ha tentato invano di invogliare CureVac a spostare la sua ricerca su un vaccino a mRNA dalla Germania agli Stati Uniti. L’azienda è andata avanti con il suo lavoro in Germania e ha trovato risposte promettenti nei topi . A luglio, hanno lanciato una sperimentazione clinica di fase 1, seguita da uno studio di fase 2 a settembre. Se quella sperimentazione genera buoni risultati, la società lancerà una sperimentazione di fase 3 entro la fine del 2020.
In un’intervista di settembre, l’amministratore delegato di CureVac ha affermato che la società produrrà 100 milioni di dosi entro la fine del 2020 e spera di ottenere l’approvazione qualche tempo nel 2021. CureVac ha collaboratocon la società Tesla di Elon Musk sulla creazione di “micro-fabbriche” di mRNA, che potrebbero essere potenzialmente impiegate in tutto il mondo per produrre miliardi di dosi del vaccino.
I ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno sviluppato un vaccino a RNA “autoamplificante” , che aumenta la produzione di una proteina virale per stimolare il sistema immunitario. Hanno iniziato i test di Fase 1/2 il 15 giugno e hanno collaborato con Morningside Ventures per produrre e distribuire il vaccino attraverso una nuova società chiamata VacEquity Global Health. I ricercatori si aspettano di sapere se il vaccino sarà efficace entro la fine dell’anno .
Il 30 giugno, la società di biotecnologia giapponese AnGes ha annunciato di aver avviato le sperimentazioni di fase 1 su un vaccino a base di DNA, sviluppato in collaborazione con l’ Università di Osaka e Takara Bio . L’azienda presenterà i primi risultati delle sperimentazioni a novembre e sta pianificando una sperimentazione di fase 3 entro la fine dell’anno.
L’azienda californiana Arcturus Therapeutics e la Duke-NUS Medical School di Singapore hanno sviluppato un vaccino a mRNA. Ha un design “autoreplicante” che porta ad una maggiore produzione di proteine virali. I test sugli animali hanno dimostrato che li proteggeva dalle infezioni. Ad agosto, Arcturus ha avviato una sperimentazione di fase 1/2 presso il Singapore General Hospital.
La società americana Inovio ha sviluppato vaccini a base di DNA che vengono immessi nella pelle con impulsi elettrici da un dispositivo portatile. Hanno vaccini in studi clinici per una serie di malattie e in giugno hanno annunciato i dati provvisori di uno studio di fase 1 sul Covid-19 . Non hanno riscontrato effetti avversi gravi e hanno misurato una risposta immunitaria in 34 volontari su 36. Inovio deve ancora pubblicare i risultati dettagliati di questi studi, tuttavia, ed è coinvolto in diverse cause legali con gli azionisti e un partner dell’azienda. Il 28 settembre, hanno annunciato che la FDA aveva messo il vaccino in una sospensione clinica parziale a causa di domande sul dispositivo di somministrazione.
La società coreana Genexine ha iniziato a testare la sicurezza di un vaccino a base di DNA a giugno. Prevedono di passare alle prove di fase 2 in autunno.
A giugno, i ricercatori cinesi dell’Accademia delle scienze mediche militari , Suzhou Abogen Biosciences e Walvax Biotechnology hanno annunciato che avrebbero avviato i primi test di sicurezza del loro paese su un vaccino a base di mRNA, chiamato ARCoV. Secondo quanto riferito, studi precedenti sulle scimmie hanno mostrato effetti protettivi.
I ricercatori della Chulalongkorn University thailandese hanno sviluppato diversi potenziali vaccini per il coronavirus. Il più lontano è un vaccino a base di mRNA noto come ChulaCov19. Il 29 settembre, il Chula Vaccine Research Center ha registrato uno studio di fase 1 per testarlo sugli esseri umani. In un’intervista al Bangkok Post, il leader del progetto ha affermato che potrebbero essere prodotte fino a 30 milioni di dosi per la Thailandia e altri sei paesi asiatici se il vaccino si dimostrasse sicuro ed efficace.
La società canadese Entos Pharmaceuticals ha creato un vaccino a DNA per il coronavirus. La maggior parte degli altri vaccini genetici portano il gene per la proteina spike sulla superficie del virus. Entos ha invece scelto il gene per il nucleocapside, una proteina che si trova all’interno della membrana del virus. Stanno scommettendo che possa offrire un’immunità duratura. A ottobre, Entos ha lanciato una sperimentazione di fase 1 in Canada per il suo vaccino, chiamato Covigenix VAX-001.
L’azienda farmaceutica francese Sanofi sta sviluppando un vaccino mRNA in collaborazione con Translate Bio . Hanno scoperto che produce una forte risposta anticorpale nei topi e nelle scimmie e stanno pianificando di iniziare le sperimentazioni di Fase 1 entro dicembre. Sarebbe diventato il secondo candidato vaccino contro il Covid-19 di Sanofi negli studi clinici, insieme al loro vaccino a base di proteine.
Altri vaccini genetici in sviluppo preclinico attivo includono vaccini da: Applied DNA Sciences, EvviVax e Takis Biotech; DIOSynVax; Elixirgen Therapeutics; ETheRNA; HDT Bio; Istituto di ricerca sulle malattie infettive e Amyris; Mediphage Bioceuticals; i Consorzi OPENCORONA; Scancell; il Centro nazionale spagnolo di biotecnologia e il Consiglio nazionale delle ricerche spagnolo.
Vaccini che contengono virus progettati per trasportare i geni del coronavirus. Alcuni vaccini virali vettoriali entrano nelle cellule e inducono a produrre proteine virali. Altri vettori virali si replicano lentamente, trasportando le proteine del coronavirus sulla loro superficie.

La società cinese CanSino Biologics ha sviluppato un vaccino basato su un adenovirus chiamato Ad5, in collaborazione con l’Istituto di biologia presso l’ Accademia delle scienze mediche militari del paese . A maggio, hanno pubblicato risultati promettenti di uno studio sulla sicurezza di Fase 1, e a luglio hanno riferito che i loro studi di Fase 2 hanno dimostrato che il vaccino produceva una forte risposta immunitaria. Con una mossa senza precedenti, l’esercito cinese ha approvato il vaccino il 25 giugno per un anno come “farmaco particolarmente necessario”. CanSino non direbbe se la vaccinazione sarebbe obbligatoria o facoltativa per i soldati. A partire da agosto, CanSino ha iniziato a eseguire prove di Fase 3 in diversi paesi, inclusa l’ Arabia Saudita, Pakistan e Russia .
Il Gamaleya Research Institute , parte del Ministero della Salute russo, ha lanciato a giugno sperimentazioni cliniche su un vaccino chiamato Gam-Covid-Vac. È una combinazione di due adenovirus, Ad5 e Ad26, entrambi progettati con un gene del coronavirus.
L’11 agosto, il presidente Vladimir V. Putin ha annunciato che un regolatore sanitario russo aveva approvato il vaccino , ribattezzato Sputnik V, prima ancora che le sperimentazioni di fase 3 fossero iniziate. Gli esperti di vaccini hanno denunciato la mossa come rischiosa e la Russia in seguito ha ritirato l’annuncio, affermando che l’approvazione era un “certificato di registrazione condizionale”, che dipenderà dai risultati positivi delle prove di Fase 3. Quelle prove, inizialmente pianificate per soli 2.000 volontari,sono stati ampliati a 40.000 . Oltre alla Russia, sono stati reclutati volontari in Bielorussia, Emirati Arabi Uniti e Venezuela. Il 17 ottobre è stata avviata in India una sperimentazione di fase 2/3 .
Il 4 settembre, tre settimane dopo l’annuncio di Putin, i ricercatori Gamaleya pubblicato i risultati di loro fase 1/2 di prova . In un piccolo studio, hanno scoperto che Sputnik ha prodotto anticorpi contro il coronavirus e lievi effetti collaterali. Nel frattempo, la Russia ha negoziato accordi per fornire il vaccino a paesi come Brasile, Messico e India .
Un decennio fa, i ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston hanno sviluppato un metodo per produrre vaccini da un virus chiamato Adenovirus 26 , o Ad26 in breve. Johnson & Johnson ha sviluppato vaccini per Ebola e altre malattie con Ad26 e ora ne ha creato uno per il coronavirus. A marzo hanno ricevuto 456 milioni di dollari dal governo degli Stati Uniti per sostenere il loro passaggio alla produzione. Il vaccino ha fornito protezione negli esperimenti sulle scimmie . Johnson & Johnson ha iniziato le prove di fase 1/2 a luglio e ha lanciato una sperimentazione di fase 3con un massimo di 60.000 partecipanti a settembre. A differenza di altri vaccini negli studi di fase 3, il loro richiede solo una dose invece di due.
Ad agosto, il governo federale ha accettato di pagare 1 miliardo di dollari per 100 milioni di dosi se il vaccino fosse approvato. L’ Unione Europea ha raggiunto un accordo simile l’8 ottobre per 200 milioni di dosi. L’azienda punta alla produzione di almeno un miliardo di dosi nel 2021.
Il 12 ottobre, Johnson & Johnson ha annunciato di aver messo in pausa il suo processo per indagare su una reazione avversa in un volontario . Il processo riprese undici giorni dopo. Nonostante il ritardo, l’azienda prevede di ottenere risultati entro la fine dell’anno.
La società britannico-svedese AstraZeneca e l’ Università di Oxford hanno sviluppato un vaccino basato su un adenovirus scimpanzé chiamato ChAdOx1. A maggio, gli Stati Uniti hanno assegnato al progetto 1,2 miliardi di dollari a sostegno di 300 milioni di dosi nel caso in cui il vaccino si dimostrasse efficace. Uno studio sulle scimmie ha scoperto che il vaccino proteggeva gli animali dalla malattia . In uno studio di fase 1/2, gli sviluppatori del vaccino non hanno rilevatoeventuali effetti collaterali gravi. Hanno scoperto che il vaccino generava anticorpi contro il coronavirus e altre difese immunitarie. Il vaccino ha iniziato i test di fase 2/3 in Inghilterra e India (dove è noto come Covishield). Inoltre, AstraZeneca ha avviato le sperimentazioni di fase 3 in Brasile, Sud Africa e Stati Uniti .
Ad agosto l’Unione Europea ha raggiunto un accordo per AstraZeneca per la consegna di 400 milioni di dosi se le prove danno risultati positivi. L’azienda ha detto che la loro capacità di produzione totale per il vaccino, se approvato, è di due miliardi di dosi. Il Serum Institute indiano ha già prodotto milioni di dosi da utilizzare nelle prove.
Il 6 settembre AstraZeneca ha interrotto le sperimentazioni globalidel vaccino per indagare su un volontario, che ha sviluppato una forma di infiammazione chiamata mielite trasversa. Entro una settimana, le prove iniziarono in tutti i paesi tranne gli Stati Uniti. Nel frattempo, un quotidiano brasiliano ha riferito il 21 ottobre che un volontario nel processo lì è morto di Covid-19. Sebbene AstraZeneca non abbia commentato il caso, il processo non è stato interrotto, il che ha portato esperti esterni a concludere che il volontario doveva aver ricevuto un placebo. Il 23 ottobre, la FDA ha autorizzato il riavvio del processo.
L’azienda italiana di biotecnologie ReiThera ha sviluppato un vaccino Covid-19, chiamato GRAd-COV2, che si basa su un adenovirus che infetta i gorilla. Lavorando in collaborazione con l’ Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, a fine luglio hanno avviato una sperimentazione di Fase 1 .
Mentre molti vaccini vengono somministrati come iniezioni, alcuni possono essere presi come una pillola. I vaccini orali sono stati approvati per malattie tra cui poliomielite, colera e febbre tifoide. La piccola azienda di San Francisco Vaxart è specializzata nello sviluppo di vaccini orali. Hanno creato e testato pillole per l’ influenza e altre malattie. All’inizio di quest’anno, Vaxart ha iniziato a lavorare su un vaccino orale per Covid-19. Contiene un adenovirus chiamato Ad5 (lo stesso vettore virale nel vaccino di CanSinoBio e nello Sputnik V russo).
Quando Vaxart ha somministrato la pillola ai topi , hanno prodotto anticorpi contro il coronavirus. I topi non soffrono di sintomi di Covid-19, tuttavia, quindi i ricercatori sono passati ai criceti, che lo fanno. Neluno studio inedito , hanno scoperto che il vaccino proteggeva i criceti da due importanti sintomi della malattia: perdita di peso e gonfiore dei polmoni. A ottobre, l’azienda ha iniziato a somministrare la pillola ai volontari in uno studio clinico di fase 1 .
Sebbene nessuno dei vaccini di Vaxart sia ancora stato concesso in licenza, il prezzo delle azioni della società è aumentato del 3,600% nella prima metà del 2020. A giugno, ha riferito il New York Times , un hedge fund che controllava in parte la società ha venduto la maggior parte delle sue azioni, compensando $ 200 milioni di profitti. Sulla scia di tale segnalazione, il Dipartimento di Giustizia ha iniziato a indagare sulla società, mentre una serie di azioni legali sono state intentate contro Vaxart, i suoi dirigenti e il suo consiglio di amministrazione.
La società americana Merck ha acquisito l’azienda austriaca Themis Bioscience a giugno e sta lavorando a un vaccino originariamente sviluppato presso l’ Institut Pasteur . Il vaccino utilizza un virus del morbillo indebolito che trasporta un gene per la proteina spike del coronavirus. I ricercatori hanno lanciato una sperimentazione di fase 1 ad agosto.
Nel 2019, i ricercatori dell’Università di Hong Kong e della Xiamen University hanno creato un vaccino spray nasale per l’influenza basato su una forma geneticamente indebolita del virus dell’influenza. All’inizio di quest’anno, hanno progettato il vaccino per produrre anche parte della proteina del coronavirus. Il 9 settembre, hanno ricevuto l’ approvazione per iniziare le sperimentazioni cliniche in collaborazione con la Beijing Wantai Biological Pharmacy.
Tre decenni fa, il Centro tedesco per la ricerca sulle infezioni ha sviluppato un vaccino contro il vaiolo da un virus innocuo chiamato Vaccinia Ankara modificato, o MVA in breve. Negli ultimi anni l’hanno adattato per creare un vaccino per la MERS, una malattia causata da un altro coronavirus. Questa primavera, hanno prodotto un vaccino a base di MVA per SARS-CoV-2, il coronavirus che sta causando la pandemia di Covid-19. Trasporta il gene per la proteina spike, che viene prodotta all’interno delle cellule che invade. Il 29 settembre, il centro e un consorzio di università tedesche hanno registrato una sperimentazione di fase 1 . Il vaccino dovrebbe essere pronto per l’approvazione entro la fine del 2021.
Oltre al suo progetto con Themis, Merck sta collaborando con IAVI per un secondo vaccino vettore virale. Si basa sui virus della stomatite vescicolare, lo stesso approccio utilizzato con successo da Merck per produrre il primo vaccino approvato per l’Ebola . Hanno progettato il loro vaccino contro il coronavirus come una pillola, che potrebbe potenzialmente renderlo più facile da distribuire rispetto alle siringhe per iniezioni. Merck e IAVI hanno ricevuto 38 milioni di dollari dal governo degli Stati Uniti per sostenere la loro ricerca e il 30 settembre hanno registrato una sperimentazione di fase 1 .
La società californiana ImmunityBio ha lanciato una sperimentazione di fase 1 di un vaccino Covid-19 a ottobre. Il vaccino utilizza l’adenovirus Ad5, lo stesso utilizzato da CanSinBio e dall’Istituto Gamelaya in Russia. ImmunityBio ha progettato il virus Ad5 per trasportare i geni di due geni del coronavirus. Oltre alla proteina spike, trasporta anche il gene per una proteina chiamata nucleocapside. L’azienda spera che questa combinazione provochi una forte risposta immunitaria al virus. Il presidente e CEO di ImmunityBio è il miliardario Patrick Soon-Shiong , proprietario del Los Angeles Times.
In primavera, l’ Istituto israeliano per la ricerca biologica ha iniziato a lavorare su un vaccino contro il coronavirus basato sui virus della stomatite vescicolare. Hanno progettato i virus per trasportare il gene per la proteina spike del coronavirus. Il 25 ottobre, il governo israeliano ha annunciato che il vaccino, chiamato Brilife , sarebbe entrato in fase di sperimentazione 1. Se il vaccino ha successo nelle sperimentazioni di Fase 1 e Fase 2, i ricercatori sperano di iniziare le sperimentazioni di Fase 3 nella primavera del 2021.
La società svizzera Novartis produrrà un vaccino basato su un trattamento di terapia genica sviluppato dal Massachusetts Eye and Ear Hospital, dal Massachusetts General Hospital e dal Gene Therapy Program presso l’Università della Pennsylvania. Un virus chiamato virus adeno-associato trasporta frammenti del gene del coronavirus nelle cellule. Le prove di fase 1 inizieranno alla fine del 2020.
Altri vaccini virali vettoriali in fase di sviluppo preclinico attivo includono vaccini da: Altimmune; Icahn School of Medicine al Monte Sinai; Intravacc; KU Leuven; Vaccini di Meissa; il Centro nazionale spagnolo di biotecnologia e il Consiglio nazionale spagnolo delle ricerche; Thomas Jefferson University e Bharat Biotechnology; Tonix Pharmaceuticals; Università di Pittsburgh; Vivaldi Biosciences; Washington University.
Vaccini che contengono proteine del coronavirus ma nessun materiale genetico. Alcuni vaccini contengono proteine intere e alcuni ne contengono frammenti. Alcuni impacchettano molte di queste molecole su nanoparticelle.

Novavax, con sede nel Maryland, produce vaccini attaccando le proteine su particelle microscopiche. In questo modo hanno preso una serie di malattie diverse; il loro vaccino antinfluenzale ha terminato le prove di fase 3 a marzo. La società ha avviato le sperimentazioni per un vaccino Covid-19 a maggio e la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations ha investito 384 milioni di dollari nel vaccino. A luglio il governo degli Stati Uniti ha assegnato 1,6 miliardi di dollari per sostenere le sperimentazioni cliniche e la produzione del vaccino .
Dopo aver ottenuto promettenti risultati degli studi preliminari nelle scimmie e gli esseri umani, Novavax ha lanciato una fase 2 di provain Sud Africa ad agosto. Lo studio in cieco controllato con placebo su 2.900 persone misurerà non solo la sicurezza del vaccino ma anche la sua efficacia. Il mese successivo, Novavax ha lanciato uno studio di fase 3 di prova di iscriversi fino a 15.000 volontari nel Regno Unito. Potrebbe potenzialmente fornire risultati entro l’inizio del 2021. Una più ampia sperimentazione di fase 3 è in fase di sviluppo da lanciare negli Stati Uniti entro la fine di novembre.
Se le prove avranno successo, Novavax prevede di fornire 100 milioni di dosi da utilizzare negli Stati Uniti entro il primo trimestre del 2021. A settembre Novavax ha raggiunto un accordo con il Serum Institute of India, un importante produttore di vaccini, che, secondo loro, avrebbe permesso loro di producono fino a 2 miliardi di dosi all’anno.
A luglio, la società cinese Anhui Zhifei Longcom ha avviato i test di Fase 2 per un vaccino che è una combinazione di proteine virali e un adiuvante che stimola il sistema immunitario. L’azienda fa parte di Chongqing Zhifei Biological Products e ha collaborato con l’ Accademia cinese delle scienze mediche .
Il 18 agosto, il capo dell’epidemiologia del ministero della salute pubblica di Cuba ha annunciato che il Finlay Vaccine Institute dell’Avana avrebbe avviato una sperimentazione clinica su un vaccino per Covid-19. Il vaccino, chiamato Soberana 1 , contiene una parte della proteina spike, chiamata RBD, insieme a due ingredienti extra: proteine di un batterio e idrossido di alluminio. Questi ingredienti, noti come adiuvanti, potenziano la risposta del sistema immunitario al coronavirus RBD.
Il 26 agosto, il Vector Institute , un centro di ricerca biologica russo, ha registrato uno studio di fase 1/2 per un vaccino contro il coronavirus che chiamano EpiVacCorona. Il vaccino contiene piccole porzioni di proteine virali, note come peptidi. Secondo quanto riportato dai giornali , i processi EpiVacCorona erano già iniziati a quel punto. Il 14 ottobre , Vladimir Putin ha annunciato che la Russia ha concesso l’approvazione normativa a EpiVacCorona, rendendolo il secondo vaccino a ricevere quella designazione dopo il vaccino Sputnik V dell’Istituto Gamelaya. Come il vaccino Sputnik, EpiVacCorona ha ricevuto l’approvazione prima di una sperimentazione di fase 3 per dimostrare che era sicuro ed efficace. Il processo dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno.
Oltre al vaccino mRNA, Sanofi ha sviluppato un vaccino Covid-19 basato su proteine virali. Hanno prodotto le proteine con virus ingegnerizzati che crescono all’interno delle cellule degli insetti. GSK ha integrato queste proteine con adiuvanti che stimolano il sistema immunitario. Il vaccino si basa sullo stesso design utilizzato da Sanofi per creare Flublok , un vaccino approvato per l’influenza. Le aziende hanno lanciato una sperimentazione clinica di fase 1/2 a settembre. Hanno in programma di avviare una sperimentazione di fase 3 a dicembre e sperano di sapere se il vaccino sarà sicuro ed efficace entro la metà del 2021.
A partire da prima dell’inizio delle sperimentazioni cliniche, Sanofi ha negoziato diversi importanti accordi per la fornitura del vaccino, tra cui unAccordo da 2,1 miliardi di dollari con gli Stati Uniti per fornire 100 milioni di dosi. Il 18 settembre hanno concluso un altro accordo con l’Unione Europea per 300 milioni di dosi per una quantità non specificata, e successivamente hanno raggiunto un accordo con il Canada per un massimo di 72 milioni di dosi. Inoltre, Sanofi ha accettato di fornire 200 milioni di dosi a COVAX, una collaborazione internazionale per distribuire equamente il vaccino in tutto il mondo. Hanno in programma di preparare fino a un miliardo di dosi nel 2021.
SpyBiotech , una società scorporata dall’Università di Oxford, ha annunciato a settembre che i primi volontari di uno studio australiano di fase 1/2 stavano ricevendo il loro vaccino Covid-19. I ricercatori hanno creato il vaccino da una miscela di proteine. Alcune delle proteine, dai virus dell’epatite B , si assemblano in gusci cavi. I ricercatori hanno decorato questi gusci con parte della proteina del coronavirus. Il Serum Institute of India, che ha concesso in licenza la tecnologia a SpyBiotech, sta conducendo le prove.
Clover Biopharmaceuticals ha sviluppato un vaccino contenente la proteina spike dei coronavirus. Per stimolare ulteriormente il sistema immunitario, il vaccino viene somministrato in combinazione con i cosiddetti adiuvanti prodotti dal produttore britannico GSK e dalla società americana Dynavax . Gli investimenti di CEPI sosterranno lo sviluppo della produzione che potrebbe portare alla produzione di centinaia di milioni di dosi all’anno.
Clover ha lanciato una prova di fase 1 a giugno. A settembre la società ha annunciato che stava espandendo la sperimentazione e prevedeva di iniziare una sperimentazione di fase 2 entro la fine del 2020.
Un vaccino dell’Università australiana del Queensland fornisce proteine virali alterate per attirare una risposta immunitaria più forte. Esperimenti sui criceti hanno dimostrato che il vaccino li ha protetti dal coronavirus. L’università ha avviato le prove di Fase 1 a luglio, combinando le proteine con un adiuvante prodotto da CSL . Se i risultati sono positivi, CSL farà avanzare le sperimentazioni cliniche in fase avanzata entro la fine del 2020. A settembre i produttori di vaccini hanno raggiunto un accordo con il governo australiano per fornire 51 milioni di dosi se le prove forniranno risultati positivi. Si aspettavano che la loro prima fornitura di vaccini sarebbe stata pronta a metà del 2021.
Medicago , con sede in Canada , finanziato in parte dal produttore di sigarette Philip Morris, utilizza una specie di tabacco per produrre vaccini. Trasportano i geni del virus nelle foglie e le cellule vegetali creano quindi gusci proteici che imitano i virus. A luglio, Medicago ha lanciato gli studi di Fase 1 su un vaccino Covid-19 a base vegetale in combinazione con adiuvanti dei produttori di farmaci GSK e Dynavax . Il 23 ottobre, la società ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il governo del Canada per fornire 76 milioni di dosi.
L’azienda australiana Vaxine ha sviluppato un vaccino che combina proteine virali con un adiuvante che stimola il sistema immunitario. Una sperimentazione di fase 1 è iniziata durante l’estate e le prove di fase 2 dovrebbero iniziare entro la fine dell’anno.
Un secondo vaccino a base di tabacco è in fase di sviluppo presso Kentucky BioProcessing , una filiale americana di British American Tobacco, il produttore di Lucky Strike e altre sigarette. Come Medicago, Kentucky BioProcessing progetta una specie di tabacco chiamata Nicotiana benthamiana per produrre proteine virali. L’azienda in precedenza utilizzava questa tecnica per produrre un farmaco chiamato Zmapp per l’Ebola. Dopo i test preclinici in primavera, hanno registrato una sperimentazione di fase 1 per il loro vaccino contro il coronavirus a luglio. Il processo dovrebbe iniziare a novembre.
Il produttore di vaccini con sede a Taiwan Medigen sta producendo un vaccino composto da una combinazione di proteine spike e un adiuvante di Dynavax . Dopo una serie di promettenti esperimenti su animali, hanno iniziato l’iniezione di volontari per un trial di fase 1 in primi di ottobre .
Il produttore di vaccini con sede a Taiwan Adimmune ha ottenuto il permesso di lanciare una sperimentazione di fase 1 il 20 agosto. Il vaccino contiene la sezione RBD della proteina spike del virus.
A luglio, i ricercatori del West China Hospital della Sichuan University hanno pubblicato uno studio su Nature che descrive un vaccino prodotto dalla regione RBD della proteina spike che potrebbe proteggere topi e scimmie dal coronavirus. Il 24 agosto hanno ottenuto l’ approvazione per eseguire una sperimentazione di fase 1. Per produrre il vaccino, i ricercatori codificano la regione RBD in un gene, che inseriscono in un virus. Quindi infettano le cellule degli insetti con il virus, inducendole a produrre la molecola in enormi quantità.
COVAXX con sede a New York , una sussidiaria di United Biomedical, ha creato un vaccino contenente parti di diverse proteine virali. L’11 settembre hanno registrato uno studio di fase 1 a Taiwan. Hanno raggiunto un accordo con le autorità brasiliane per eseguire lì la loro sperimentazione di fase 2/3.
In primavera, i ricercatori dell’Università di Tubinga in Germania hanno creato un vaccino composto da otto parti di due proteine virali, insieme a un adiuvante immunostimolante. A settembre hanno lanciato una sperimentazione di fase 1.
A ottobre, il Finlay Vaccine Institute di Cuba ha avviato studi clinici sul loro secondo vaccino sperimentale per il coronavirus. Conosciuto come Sovereign 2 , contiene la parte RBD della proteina spike del coronavirus. Il frammento RBD è fuso con un vaccino antitetanico standard, che lo rende stabile. Utilizza anche idrossido di alluminio.
Il 18 luglio, la Commissione statale per la scienza e la tecnologia della Corea del Nord ha annunciato sul proprio sito web di aver avviato le sperimentazioni cliniche su un vaccino basato su parte della proteina del coronavirus. È difficile determinare in modo indipendente quanta verità ci sia nell’affermazione della dittatura isolata. La commissione ha affermato di aver testato il vaccino sugli animali, ma non ha fornito dati. Inoltre, ha affermato che le prove di efficacia dovrebbero essere condotte in un altro paese “poiché non vi è alcun caso di Covid-19 nella Corea del Nord”. Questa è un’affermazione che gli esperti esterni trovano altamente dubbia .
Dopo l’epidemia di SARS nel 2002, i ricercatori del Baylor College of Medicine hanno iniziato a sviluppare un vaccino in grado di prevenire una nuova epidemia. Nonostante i primi risultati promettenti, il sostegno alla ricerca è scomparso. Poiché i coronavirus che causano la SARS e il Covid-19 sono molto simili, i ricercatori hanno rilanciato il progetto in collaborazione con il Texas Children’s Hospital . I ricercatori hanno scoperto che il vaccino Covid-19 produce anticorpi nei topi. Ad agosto, la società indiana Biological E lo ha concesso in licenza , dicendo che potenzialmente potrebbero produrre un miliardo di dosi all’anno. Le sperimentazioni cliniche dovrebbero iniziare ad ottobre.
Un vaccino in fase di sviluppo dall’Università di Pittsburgh , chiamato PittCoVacc, è un cerotto sulla pelle con punte di 400 minuscoli aghi di zucchero. Quando vengono posizionati sulla pelle, gli aghi si dissolvono e rilasciano proteine virali nel corpo. I suoi creatori stanno pianificando di iniziare le sperimentazioni cliniche alla fine del 2020.
Altri vaccini a base di proteine nello sviluppo preclinico attivo includono vaccini da: Adaptive Phage Therapeutics; AdaptVac e Bavarian Nordic; Istituto di biotecnologie applicate; Artes Biotech; Axon Neuroscience; BiOMVis e Università di Trento; City College di New York e TechnoVax; EpiVax; GeoVax; Heat Biologics; IBio e CC-Pharming; Icosavax e Università di Washington; Anticorpi ImmunoPrecise; IMV; Instituto Butantan; Intravacc; IrsiCaixa; Izmir Biomedicine and Genome Center; Università Nazionale Autonoma del Messico; Navarrabiomed; NidoVax; OncoGen; Oragenics; OSE Immunotherapeutics; Osivax; PDS Biotechnology; Pontificia Università Cattolica del Cile; Saiba; SK Bioscience; Symvivo; Università di Alberta; della Georgia e EpiVax; di Saskatchewan e VIDO-InterVac; della Virginia; UNSAM-CONICET; Vaxform; Vaxil-Bio; Vaccini VBI; Verndari; VIDO-InterVac; Voltron Therapeutics; Walter Reed Army Institute of Research; Wyss Institute e Harvard University; Yisheng Biopharma.
Vaccini creati da coronavirus indeboliti o coronavirus uccisi con sostanze chimiche.

L’ Istituto di prodotti biologici di Wuhan ha sviluppato un vaccino virale inattivato, che la società statale cinese Sinopharm ha inserito nei test clinici. Lo studio di fase 1/2 ha mostrato che il vaccino ha prodotto anticorpi in volontari, alcuni dei quali hanno manifestato febbre e altri effetti collaterali. Hanno avviato le sperimentazioni di Fase 3 negli Emirati Arabi Uniti a luglio e in Perù e Marocco il mese successivo. Durante l’estate, ha poi affermato la società , il governo ha approvato l’iniezione di centinaia di migliaia di persone con i suoi due vaccini sperimentali. Il 14 settembre, gli Emirati Arabi Uniti hanno datoapprovazione di emergenza per il vaccino di Sinopharm da utilizzare sugli operatori sanitari.
Sinopharm ha anche iniziato a testare un secondo vaccino virale inattivato, sviluppato dall’Istituto di prodotti biologici di Pechino . Dopo aver eseguito i primi studi clinici in Cina, hanno avviato gli studi di fase 3 negli Emirati Arabi Uniti e in Argentina . Durante l’estate, ha poi affermato la società , il governo ha approvato l’iniezione di centinaia di migliaia di persone con i suoi due vaccini sperimentali. Il 14 settembre, gli Emirati Arabi Uniti hanno dato l’approvazione di emergenza per il vaccino di Sinopharm da utilizzare sugli operatori sanitari prima che Sinopharm condividesse i dati che indicavano che era sicuro ed efficace. Nel mese di ottobre, il presidente del Sinopharm dettola società stava preparando la produzione dei loro due vaccini, con piani per la produzione di un miliardo di dosi all’anno.
La società privata cinese Sinovac Biotech sta testando un vaccino inattivato chiamato CoronaVac. A giugno la società ha annunciato che gli studi di fase 1/2 su 743 volontari non hanno riscontrato effetti avversi gravi e hanno prodotto una risposta immunitaria. Sinovac ha quindi avviato una sperimentazione di fase 3 in Brasile a luglio, seguita da altre in Indonesia e Turchia . Il 16 settembre, hanno registrato una sperimentazione di fase 1/2 del vaccino per bambini . Mentre Sinovac deve ancora rilasciare i dati di prova in fase avanzata, il 19 ottobre i funzionari in Brasile hanno affermato che era il più sicuro dei cinque vaccini che stavano testando nelle prove di fase 3.
Reuters ha riferitoche il governo cinese ha dato al vaccino Sinovac un’approvazione di emergenza per un uso limitato a luglio. A ottobre, le autorità della città cinese orientale di Jiaxing hanno annunciato che stavano dando CoronVac a persone con lavori ad alto rischio, tra cui operatori sanitari, ispettori portuali e personale di servizio pubblico.
Nel frattempo, Sinovac si sta preparando a produrre il vaccino per la distribuzione globale, raggiungendo un accordo per fornire all’Indonesia almeno 40 milioni di dosi entro marzo 2021. A settembre , Yin Weidong, CEO di Sinovac, ha detto che la società ha pianificato la distribuzione mondiale del vaccino all’inizio del 2021, compresi gli Stati Uniti.
In collaborazione con l’ Indian Council of Medical Research e il National Institute of Virology , la società indiana Bharat Biotech ha progettato un vaccino chiamato Covaxin basato su una forma inattivata del coronavirus. Studi su scimmie e criceti hanno scoperto che forniva protezione contro le infezioni. Quando la società ha avviato le sperimentazioni cliniche a luglio, sono circolate notizie secondo cui il vaccino sarebbe stato pronto entro il 15 agosto. Ma il CEO di Bharat ha detto ai giornalisti che sarebbe stato disponibile non prima dell’inizio del 2021. Il 23 ottobre, la società ha annunciato che stavano iniziando uno studio di Fase 3.
I ricercatori dell’Istituto di biologia medica dell’Accademia cinese delle scienze mediche , che ha inventato vaccini per la poliomielite e l’epatite A, hanno avviato una sperimentazione di fase 2 su un vaccino con virus inattivato a giugno.
Il Centro Chumakov presso l’ Accademia Russa delle Scienze ha sviluppato un vaccino inattivato coronavirus. Il 14 ottobre, l’agenzia di stampa TASS ha riferito che le sperimentazioni cliniche del vaccino sarebbero iniziate a Kirov e San Pietroburgo il 19 ottobre. Sul suo sito web, il centro ha dichiarato che avrebbe terminato la prima fase dei test il mese successivo.
La nazione dell’Asia centrale del Kazakistan ha iniziato la ricerca su un vaccino a base di coronavirus inattivati durante l’estate. Il 28 agosto, il loro Istituto di ricerca per i problemi di sicurezza biologica ha registrato una sperimentazione di fase 1 sul vaccino, noto come QazCovid.
Shenzhen Kangtai Biological Products è un’azienda cinese che produce vaccini per malattie come l’epatite B e il morbillo. Ad agosto, AstraZeneca ha raggiunto un accordo con loro per fornire alla Cina il loro vaccino mRNA. A ottobre Shenzen Kangtai ha lanciato una sperimentazione di fase 1 su 180 volontari del proprio vaccino, basato su coronavirus inattivati.
Altri vaccini contro il coronavirus inattivati o attenuati in fase di sviluppo preclinico attivo includono i vaccini di: Codagenix; Valneva; Vivaldi Biosciences; Washington University; Western University.
Vaccini già in uso per altre malattie che possono anche proteggere dal Covid-19. I vaccini riutilizzati non sono inclusi nel nostro conteggio dei vaccini.
Il vaccino Bacillus Calmette-Guerin è stato sviluppato all’inizio del 1900 come protezione contro la tubercolosi. Il Murdoch Children’s Research Institute in Australia sta conducendo uno studio di fase 3 chiamato BRACE per vedere se il vaccino protegge parzialmente dal coronavirus.
Altri vaccini riutilizzati sono in sperimentazione clinica condotta da: Bandim Health Project; Crown Coronation (Washington University e università partner); Hôpitaux de Paris; Louisiana State University Health Sciences Center di New Orleans; lo studio BADAS (Texas A&M University, Baylor College of Medicine, MD Anderson Cancer Center e Cedars-Sinai Medical Center); Istituto nazionale indiano per la ricerca sulla tubercolosi; BCG-CORONA (UMC Utrecht e Radboud University); Università di Campinas; University Health Network, Serum Institute of India, Max Planck Institute for Infection Biology e Verity Pharmaceuticals; Oklahoma Medical Research Foundation e l’Università dell’Oklahoma; Vakzine Projekt Management.
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]]>“La situazione – ha aggiunto la presidente della Commissione europea – è molto grave, nessun Paese è risparmiato dalla seconda ondata e i casi di Covid confermati la scorsa settimana in Europa sono 1,1 milioni: possiamo aspettarci che i numeri aumenteranno ulteriormente nelle prossime 2 o 3 settimane”.
Bruxelles ora propone test rapidi di massa, app di tracciamento che funzionino in tutti i Paesi, uniformità delle quarantene e soprattutto preparazione delle campagne per la vaccinazione contro il coronavirus in modo che i singoli Paesi si trovino pronti appena il vaccino sarà autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema), probabilmente tra fine gennaio e inizio febbraio, come ha spiegato in un’intervista a Repubblica il suo direttore esecutivo, Guido Rasi.

Grazie ai contratti stipulati negli ultimi mesi, “l’Ue potrà contare dalle 20 alle 50 milioni di dosi di vaccino al mese a partire da aprile”, ha detto Von der Leyen. “Nella migliore delle ipotesi l’Ue potrà vaccinare fino a 700 milioni di persone” potendo così “fare delle donazioni ai Paesi più bisognosi”, ha sottolineato. Le proposte messe sul tavolo oggi da Bruxelles saranno discusse domani dai capi di Stato e di governo in un video summit convocato per il pomeriggio da Charles Michel, presidente del Consiglio europeo.
Nello specifico, la Commissione Ue chiede ai governi di intensificare il numero di test rapidi, considerati fondamentali per prendere decisioni politiche con la maggior conoscenza possibile della pandemia e per contrastare la diffusione del virus. Per questa ragione, l’esecutivo comunitario stanzia subito 100 milioni di euro per aiutare le scorte delle capitali.
La Commissione quindi lancerà appalti Ue ai quali i governi potranno aggregarsi per acquisti di massa dei tamponi. Dovranno essere usati negli aeroporti per tutti i viaggiatori per non bloccare gli spostamenti all’interno dell’Unione. Per questa ragione, Bruxelles chiede il mutuo riconoscimento dei tamponi tra partner Ue. Bruxelles invita i governi a usarli nel maggior numero di contesti possibile, a partire da ospedali e case di cura. L’obiettivo sarebbe quello di testare la fetta di popolazione più ampia possibile, ma in caso di penuria di test bisognerebbe privilegiare i sintomatici. La Commissione chiede alle capitali di presentare un piano per i test rapidi entro metà ottobre.
Oltre ad essere necessario armonizzare la durata della quarantena in tutti i Paesi europei, per facilitare i viaggi ed evitare la rottura totale di Schengen come avvenuto la scorsa primavera, la Commissione chiede a tutti i Paesi di dotarsi di app di tracciamento e di metterle in contatto tra loro, in modo che funzionino ovunque un cittadino si trovi in Europa. Intanto Bruxelles lancerà “Re-open Eu”, la mappa interattiva delle restrizioni di viaggio anti-Covid in Europa in costante aggiornamento in modo che le persone sappiano sempre dove e come possono recarsi.
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]]>“Il lavoro di Arcuri sui tamponi è formidabile. Negli ultimi giorni di tamponi molecolari siamo arrivati a oltre 150 mila. E l’ Italia è uno dei Paesi che fa più tamponi al mondo. In questo momento c’è anche la disponibilità dei test rapidi antigenici. Però più che di numeri parlerei di strategie perché diventerebbe una corsa che andrebbe ad autosostenersi e sposterebbe l’asticella sempre più in alto”.
Lo ha affermato il presidente del Consiglio superiore di sanità e Componente del Cts, Franco Locatelli, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. “Dire ‘facciamo più tamponi’ è facile mentre più complesso e articolato il discorso sull’elaborazione di una strategia in termini di sistema Paese per dar corso alla realizzazione di questi tamponi”, ha affermato. “Dobbiamo rendere più efficienti i percorsi e soprattutto diamo un ruolo importante ai medici di medicina generale”, ha sottolineato Locatelli. “La situazione attuale – ha quindi spiegato – è ben diversa rispetto a quella di marzo dove il carico di patologia che gravava era significativamente maggiore rispetto ad oggi. Basta andare a vedere il numero delle terapie intensive e delle persone che hanno perso la vita. Certamente c’è stata un’accelerazione importante del numero dei contagiati ma ci sono significative differenze”. (Ansa)
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]]>In Russia il candidato vaccino del Gamaleya Institute di Mosca, prima di completare la sperimentazione umana, ha ricevuto l’approvazione dell’ente regolatorio.
Ma attualmente, secondo i rilevamenti effettuati dall’Oms, dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine e dal Nih i candidati vaccini sono in totale 249: 19 basati su Dna, 32 su Rna, 52 su vettore virale, 18 su virus attenuato o inattivato, 77 su proteine, 15 su particelle simil-virus, e 36 che utilizzano altre piattaforme o per i quali non si hanno dettagli.
Lo precisa in un focus l’Istituto Nazionale Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzani’.
Sono 48, inoltre, i candidati in fase clinica e 9 quelli arrivati alla fase 3 o 2/3 di sperimentazione sull’uomo.
Lo stesso Spallanzani collabora con le società italiane ReiThera e Takis, che stanno lavorando su due diverse piattaforme alla realizzazione di altrettanti vaccini.
I primi test sull’uomo del vaccino italiano GRAd-Cov2 prodotto da ReiThera, sostenuto dal ministero della Ricerca con il Cnr e dalla Regione Lazio, sono iniziati nel mese di agosto presso lo Spallanzani ed il Centro Ricerche Cliniche di Verona.
Mentre l’Oms ha lanciato un trial randomizzato internazionale dei candidati vaccini, denominato Solidarity, con l’obiettivo di coordinare per i candidati in fase di sviluppo la valutazione di sicurezza ed efficacia, in un’ottica di cooperazione internazionale e di equità di accesso.
Sulla base delle informazioni al momento disponibili e dell’esperienza precedente sui tempi di sviluppo dei vaccini, l’Agenzia europea del farmaco (Ema) stima che potrebbe essere necessario almeno un anno prima che un vaccino contro Covid- 19 sia pronto per essere approvato e sia disponibile in quantità sufficienti per consentirne un utilizzo diffuso.
D’altra parte negli Stati Uniti il Governo Federale ha annunciato un progetto, denominato ‘Operation Warp Speed’, finalizzato a ridurre drasticamente i tempi di sviluppo di un nuovo vaccino, in modo da averne a disposizione per tutti i cittadini americani (circa 300 milioni di dosi) entro la fine dell’anno o all’inizio del 2021.
In attesa che si arrivi ad un vaccino specifico, si stanno infine testando vaccini vecchi di decenni, realizzati con virus vivi attenuati, sulla base dell’ipotesi che questi possano influenzare il sistema immunitario al di là della risposta al patogeno specifico per il quale sono stati realizzati, e fornire una protezione ad ampio spettro contro le malattie infettive.
Il primo di questi vaccini è il Bcg (Bacillus Calmette–Guérin), che esiste da 100 anni ed è tuttora il vaccino base contro la tubercolosi;
Sono oltre 20 i centri di ricerca e le università in tutto il mondo che stanno testando proprio questo vaccino come possibilità per ridurre il rischio di contrarre il Covid-19.
In Sud Africa è stato avviato un trial clinico su un campione di 500 operatori sanitari, a metà dei quali verrà somministrato il vaccino Bcg ed all’altra metà un placebo.
E in Germania in uno dei test su nuovo candidato vaccino contro la tubercolosi, denominato VPM1002 e basato sul Bcg, si sta verificando la sua potenziale efficacia contro il Sars-CoV-2.
Negli Stati Uniti invece un gruppo di ricerca guidato da Robert Gallo, uno degli scopritori del virus Hiv, prevede di verificare l’efficacia contro il coronavirus del vaccino orale Opv contro la poliomielite, messo a punto da Albert Sabin nel 1957.
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