vaccino covid Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità Notizie a voce alta: la tua Tue, 12 Apr 2022 19:52:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://www.younipa.it/wp-content/uploads/2025/03/favicon.webp vaccino covid Archivi - Younipa - Università, Lavoro e opportunità 32 32 Covid, in Sicilia via libera alla quarta dose di vaccino: ecco a chi spetta https://www.younipa.it/covid-in-sicilia-via-libera-alla-quarta-dose-di-vaccino-ecco-a-chi-spetta/ Tue, 12 Apr 2022 19:47:56 +0000 https://www.younipa.it/?p=87225 Via libera in Sicilia alla seconda dose di richiamo (quarta dose) con vaccino a mRna, presso i punti...

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Via libera in Sicilia alla seconda dose di richiamo (quarta dose) con vaccino a mRna, presso i punti vaccinali attivi, a seguito dell’emanazione della circolare ministeriale dell’8 aprile 2022.

Ad averne diritto i soggetti over 80, gli ospiti di Rsa e i soggetti tra i 60 e gli 80 anni con elevata fragilità, purché sia trascorso un intervallo minimo di 120 giorni dalla prima dose di richiamo (terza dose).

Al momento tale indicazione non si applica ai soggetti che abbiano contratto l’infezione da Sars-CoV-2 successivamente alla somministrazione della terza dose.

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“Lei è morto, non può vaccinarsi”. È quello che si è sentito dire all’hub un cittadino forlivese in attesa di ricevere la terza dose, riporta ForlìToday. “Neanche una conoscenza fra i dottori, che ha garantito fosse proprio lui, ha potuto evitare di dover andare a casa senza il vaccino fatto – ha scritto – In più gli è stato detto che dovrà essere lui a ricontattare dopo qualche giorno il servizio sanitario per capire se il disguido è stato risolto”.

L’Ausl romagnola, dopo l’inoltro da parte della famiglia della documentazione necessaria, ha infatti preso in carico la problematica. Il processo di soluzione del problema, spiegano fonti dell’Ausl, era stato infatti già attivato prima che la segnalazione venisse resa nota.

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Jovanotti positivo al Covid: “Io vaccinato, ma sto male: tamponi rapidi poco efficaci” – VIDEO https://www.younipa.it/jovanotti-positivo-al-covid-io-vaccinato-ma-sto-male-tamponi-rapidi-poco-efficaci-video/ Sun, 26 Dec 2021 17:52:55 +0000 https://www.younipa.it/?p=80848 “Buongiorno da me e dal mio virus che circola. Natale è passato e passerà anche...

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“Buongiorno da me e dal mio virus che circola. Natale è passato e passerà anche il virus, dai”. Così Lorenzo Jovanotti annuncia con una serie di storie su Tik Tok di avere contratto il Covid. ”Ieri avevo 38 di febbre, oggi 37,2. Non è che questi tamponi rapidi siano così efficaci. Dai va bene, poi sono vaccinato“.

https://www.youtube.com/watch?v=GSRvRkQUQ94&t=3s

E aggiunge nelle varie storie in pigiama natalizio tartan a quadri rossi e blu in varie zone della casa: “È un’influenza di quelle toste“. “Vai via dai, ci sono posti migliori”, dice al virus lanciando pugni nell’aria. Però lamenta “mal di gola pazzesco , male di muscoli, tutto”.

“Passerà non è che questi tamponi rapidi siano così efficaci nonostante tutte le precauzioni. Infatti poi la sera mi ha chiamato Nicola Savino e mi ha detto: ‘Stamattina ero negativo poi mi sono fatto il molecolare e sono positivo”.

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Palermo, il vaccino anti-Covid anche dal parrucchiere: tutte le info https://www.younipa.it/palermo-il-vaccino-anti-covid-anche-dal-parrucchiere-tutte-le-info/ Tue, 30 Nov 2021 16:45:04 +0000 https://www.younipa.it/?p=79211 In venti per il vaccino dal coiffeur. Prende corpo l’idea lanciata dal parrucchiere palermitano Nunzio...

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In venti per il vaccino dal coiffeur. Prende corpo l’idea lanciata dal parrucchiere palermitano Nunzio Reina, responsabile area produzione e benessere di Confesercenti Sicilia. Si parte giovedì. I medici della squadra di Renato Costa, il commissario per l’emergenza Covid della provincia di Palermo, si recheranno in via XX Settembre, dove Reina ha il suo salone di bellezza, per dare inizio alle inoculazioni.

Per loro e per i clienti, l’imprenditore ha preparato una stanza sanificata, cosi’ come gli altri ambienti, con un lettino, una scrivania e un computer. “Da quando ho lanciato l’iniziativa – dice Reina – ho ricevuto tante telefonate. È solo l’inizio. Sono stato contattato da molti colleghi che vogliono aderire alla campagna completamente gratuita. L’idea piace, ed è dimostrato dal numero crescente di ora in ora delle prenotazioni per le prime, seconde o terze dosi”.

“L’obiettivo – conclude – è vaccinare tante persone. A volte, gli anziani hanno difficoltà a recarsi negli hub o non possono sostenere lunghe attese. Da noi invece, un numero limitato di persone, trova tutte le comodità e, nell’attesa, si dedica al benessere personale”. 

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Covid, in Italia i non vaccinati nelle terapie intensive sono 12 volte di più dei vaccinati https://www.younipa.it/covid-in-italia-i-non-vaccinati-nelle-terapie-intensive-sono-12-volte-di-piu-dei-vaccinati/ Sat, 27 Nov 2021 10:26:00 +0000 https://www.younipa.it/?p=79004 Continua a restare alto il livello di protezione da parte del vaccino contro la malattia...

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Continua a restare alto il livello di protezione da parte del vaccino contro la malattia grave da Covid: nell’ultimo mese il tasso di terapie intensive nei non vaccinati in Italia è a 6,7 per centomila, mentre nei vaccinati da meno di sei mesi è a 0,54 per centomila, ossia 12 volte più basso. Lo rileva l’Iss nel suo report esteso sull’andamento epidemiologico che integra il monitoraggio settimanale.

“Negli ultimi 30 giorni sono stati notificati 61.908 casi (37,7%) fra i non vaccinati, 4.260 casi (2.6%) fra i vaccinati con ciclo incompleto, 81.740 casi (49,7%) fra i vaccinati con ciclo completo entro sei mesi, 15.519 (9,4%) fra i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi e 969 casi (0,6%) fra i vaccinati con ciclo completo con dose aggiuntiva/booster. Il 49,1% delle ospedalizzazioni, il 64,2% dei ricoveri in terapia intensiva e il 44% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino”.

“Dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale, scende dal 72% al 40% l’efficacia nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di COVID-19 rispetto ai non vaccinati” ma resta alta l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa. Per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi e’ pari al 91% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all’81% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati. Lo si legge nel Report esteso dell’Iss che integra il monitoraggio settimana sul Covid. 

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Covid, anche i Maori contro i No-Vax: “Niente Haka se non siete vaccinati” https://www.younipa.it/covid-anche-i-maori-contro-i-no-vax-niente-haka-se-non-siete-vaccinati/ Mon, 15 Nov 2021 18:20:20 +0000 https://www.younipa.it/?p=78053 Giù le mani dalla Haka, non vogliamo sia usata contro i vaccini anti covid. La tribù...

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Giù le mani dalla Haka, non vogliamo sia usata contro i vaccini anti covid. La tribù maori che detiene la proprietà intellettuale della famosa danza di guerra diffida i no vax dall’usarla nelle manifestazioni, come è avvenuto la settimana scorsa a Auckland. “È assolutamente chiaro che il vaccino è la miglior protezione disponibile per noi, siamo impegnati a far sì che la nostra whanau si vaccini il più presto possibile”, ha detto Helmut Modlik, portavoce della tribù Ngati Toa, chiedendo che l’uso della “ka mate Haka” per le manifestazioni no vax “cessi immediatamente”.

La ferma richiesta della tribù Ngati Toa, spiega il Guardian, arriva mentre cresce il timore che i movimenti sovranisti maori vengano co-optati dai no vax. La campagna vaccinale è stata descritto come “una moderna forma di colonialismo” e fra i manifestanti no vax la settimana scorsa si sono viste bandiere dei sovranisti maori accanto a quello del movimento QAnon.


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Ma proprio il passato coloniale suona come un monito per i maori, che ricordano come i loro ‘tupuna’ (antenati) siano stati decimati dalle malattie portare in Nuova Zelanda dai coloni bianchi. “Molti dei nostri tupuna hanno perso la vita in precedenti pandemie, la nostra iwi (tribù) ne ha sofferto molto”, sottolinea Modlik.

Per ora il tasso di vaccinazione dei maori è più basso rispetto al resto del paese: il 77% degli over 12 anni ha ricevuto una dose e il 61% anche la seconda, mentre in tutta al Nuova Zelanda le percentuali sono rispettivamente del 90% e l’81%. Anche per questo le tribù vogliono tenere lontano dal movimento no vax la Haka, considerata dai maori una taonga (tesoro culturale) e diventata famosa in tutto il mondo come performance della nazionale neozelandese di rugby.

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Covid, dopo 6 mesi dalla seconda dose di vaccino la protezione crolla: ecco di quanto https://www.younipa.it/covid-dopo-6-mesi-dalla-seconda-dose-di-vaccino-la-protezione-crolla-ecco-di-quanto/ Sat, 13 Nov 2021 13:37:44 +0000 https://www.younipa.it/?p=77886 Dopo i 6 mesi dalla seconda dose di vaccino “si osserva una forte diminuzione dell’efficacia...

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Dopo i 6 mesi dalla seconda dose di vaccino “si osserva una forte diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età. In generale, su tutta la popolazione, l’efficacia vaccinale passa dal 76% nei vaccinati con ciclo completo entro i sei mesi rispetto ai non vaccinati, al 50% nei vaccinati con ciclo completo oltre i sei mesi rispetto ai non vaccinati”. Lo rileva l’Istituto Superiore di Sanità nel report settimanale esteso pubblicato oggi. 

Sempre in calo, ma meno evidente, la protezione dopo 6 mesi dalla malattia severa: “Si osserva, infatti, una decrescita dell’efficacia vaccinale di circa 10 punti percentuali, in quanto l’efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi è pari al 92% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all’82% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati”.

Quanto ai ricoveri, quelli tra i non vaccinati sono 7 volte più alti rispetto ai vaccinati da meno di sei mesi e 6 volte più alti rispetto ai vaccinati oltre sei mesi. Tra gli over 80, infine, i decessi tra i non vaccinati sono 10 volte più alti contro i vaccinati entro sei mesi e 6 volte più alti contro i vaccinati da più di 6 mesi. 

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Il Covid resterà per anni, l’Aifa: “Probabile che servirà un richiamo del vaccino all’anno” https://www.younipa.it/il-covid-restera-per-anni-laifa-probabile-che-servira-un-richiamo-del-vaccino-allanno/ Sun, 08 Aug 2021 07:03:49 +0000 https://www.younipa.it/?p=71746 L’obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione sarà raggiunto entro il 30 settembre ma col...

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L’obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione sarà raggiunto entro il 30 settembre ma col virus “dovremo convivere a lungo” e dunque “verosimilmente” sarà necessario fare un richiamo anti-Covid “ogni anno”. Lo dice Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, in un’intervista al Corriere. Tuttavia “parlare in modo generico di terza dose è un messaggio che confonde.

Un richiamo anticipato non sarà per tutti, solo per gli immunodepressi come trapiantati, pazienti oncologici o coloro che fanno specifiche terapie immunosoppressive che è stato dimostrato beneficiano di una terza dose per raggiungere una buona immunità. Le persone che non appartengono a queste categorie possono stare tranquille: le due dosi già ricevute garantiscono una eccellente protezione”. Mentre la decisione di Israele di procedere alla terza dose per tutti “credo sia un eccesso di prudenza”.


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E infatti, guardando l’andamento della curva epidemiologica, “lo scenario ora è decisamente migliore grazie al vaccino e al green pass, fermo restando che bisognerà continuare a rispettare le regole di igiene e distanziamento”. Perchè in ogni caso “dovremo convivere a lungo con questo virus, per anni. Il fatto però che la crescita dei contagi, se guardiamo i dati della Gran Bretagna o di Israele, non abbia comportato un aumento dei ricoveri – aggiunge – ci porta a vedere positivo. Continuiamo a puntare sui vaccini”.

Ancora, secondo il dg dell’Agenzia italiana del farmaco, “se Unione europea, Usa e Nord del mondo l’hanno governata” la pandemia, “si arriverà al controllo globale grazie ad una politica di redistribuzione dei vaccini. Noi siamo al 70% della copertura, in molte parti del Sud del mondo non raggiungono il 10%. Di questo ci occuperemo nel prossimo G20”.

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Covid, Brusaferro sui vaccini: “Alta efficacia contro variante Delta, bene il Green Pass” https://www.younipa.it/covid-brusaferro-sui-vaccini-alta-efficacia-contro-variante-delta-bene-il-green-pass/ Sun, 25 Jul 2021 06:35:45 +0000 https://www.younipa.it/?p=70919 “Dobbiamo affrontare la pandemia con metodo scientifico. Far vedere che il vaccino funziona e che...

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“Dobbiamo affrontare la pandemia con metodo scientifico. Far vedere che il vaccino funziona e che le misure attuali – non particolarmente restrittive – sono possibili proprio perché il vaccino funziona”. Così Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Cts, in un’intervista a Repubblica in cui ribadisce che “l’efficacia dei vaccini è altissima, oltre il 95% per ospedalizzazioni e decessi. La stragrande maggioranza delle persone che finiscono in ospedale e in terapia intensiva non ha ricevuto neanche una dose. Dobbiamo compiere tutti gli sforzi possibili affinché sia coperta la larghissima parte della popolazione”.Dopo le piazze dei no vax, l’arma migliore è sempre la stessa, torna a ribadire il numero uno dell’Iss: “Per dirla in modo più chiaro: la vaccinazione è la nostra via d’uscita”. “L’efficacia nella riduzione dell’infezione che è superiore all’ottanta per cento, in Italia la scorsa settimana stimata pari all’88%. È un dato straordinario”, ricorda ancora il professore.

Le parole durissime di Draghi contro chi non si vaccina sono supportate dalla scienza. “La vaccinazione è la strada che ci consente di salvare moltissime vite e di evitare altrettante sofferenze, soprattutto dei fragili e malati: non farlo vuol dire pagare un prezzo altissimo”, dice Brusaferro che ricorda “milioni di italiani sopra i 60 anni che non hanno neanche una prima dose: di fronte a una variante come la Delta che si trasmette molto più efficacemente, rischiano un’infezione con sintomi importanti, di finire in terapia intensiva e purtroppo di morire. Il dato scientifico ci dice che se sei vaccinato hai invece una protezione enorme: sono i dati scientifici a parlare”.


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Il Green pass “garantisce spazi di libertà. Utilizzarlo e promuoverlo ci fa sentire più sicuri, questo è lo spirito con cui va interpretato. Va spinto per favorire la possibilità di mantenere aperte le attività. Credo sia importante valorizzarlo al meglio”. Sulla questione se estenderlo o meno ai trasporti, Brusaferro ricorda “che è stato messo a punto a livello di Unione europea ed è nato per favorire la libera circolazione tra Paesi. Ha nel suo dna l’aspirazione a garantire la possibilità di muoversi”.

Sulla presenza della variante Delta “stiamo valutandone l’impatto in Italia e grazie ai dati internazionali. E possiamo dire che il vaccino è efficace anche per la Delta”. “È molto importante mantenere le raccomandazioni – ricorda ancora il professore – Oggi all’aperto si può stare senza mascherina, ma se ci assembriamo, anche all’aria aperta è meglio utilizzarla. Valuteremo giorno per giorno l’andamento della pandemia – anche guardando l’evoluzione negli altri Paesi – e dell’impatto sui servizi sanitari. Con la vaccinazione, ci auguriamo che resti minimo. Dobbiamo restare ottimisti, ma rigorosi nei comportamenti”. 

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Un altro no vax muore contraendo il Covid, l’appello della sorella: “Solo il vaccino può salvarci” https://www.younipa.it/covid-un-altro-no-vax-muore-contraendo-il-virus-lappello-della-sorella-solo-il-vaccino-puo-salvarci/ Sat, 17 Jul 2021 13:42:58 +0000 https://www.younipa.it/?p=70350 Alan aveva 54 anni ed era un no vax. Prima di morire ha passato 17...

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Alan aveva 54 anni ed era un no vax. Prima di morire ha passato 17 giorni attaccato ad un ventilatore. Alla sorella aveva detto di aver rischiato il contagio sul lavoro.

Adesso lei, Lisa Adler, che vive in California, lancia un appello disperato: “Vaccinatevi e salvatevi la vita”.

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Il fratello, Alan Scott Lanoix, texano e pade di tre figli, diceva che il vaccino è solo “veleno”, prima di morire per aver contratto il virus. Lisa ha deciso così di lanciare il suo appello raccontando tutta la storia alla Cbs di New Orleans.

L’appello della sorella

“Al suo funerale, celebrato il giorno della Festa del Papà, c’erano sua moglie e i suoi tre bambini – racconta la sorella -. Alan temeva le conseguenze del vaccino e so che ci sono molte persone che la pensano come lui. Invito tutte quelle persone ad assumere il vaccino in memoria di mio fratello. Alan era eccezionale”. 

Poi ricorda la telefonata con lui a maggio, per fargli gli auguri di compleanno: “Mi ha detto di aver rischiato il contagio sul lavoro e io gli ho consigliato di vaccinarsi. ‘Con l’immunità andrà tutto bene’, gli ho detto. Ma lui mi aveva risposto che, qualunque cosa gli fosse accaduta, sarebbe stato felice della sua vita perché amava la sua famiglia”.  Così è arrivato il contagio in forma grave, con i 17 giorni in ventilazione assistita e poi la morte. “Sono riuscita solo a dirgli addio via chat prima che morisse – ricorda ancora Lisa -. E’ difficile credere che una sola decisione possa cambiare tutta la tua vita. Ma per mio fratello è stato così. Quindi dico a tutti: vaccinatevi”. 

Solo il vaccino può salvarci dalla pandemia

Questa è solo una delle tantissime storie che abbiamo sentito e raccontato da quando è arrivata la pandemia. Prima i no mask, poi i no vax. E molto spesso sono stati proprio questi personaggi a contrarre il virus e morire. Alcuni si sono pentiti delle loro estreme posizioni in punto di morte, altri sono sopravvissuti e hanno cambiato idea. Ancora oggi purtroppo molti non riescono a comprendere l’importanza di vaccinarsi, per se stessi ma soprattutto per gli altri, per l’intera umanità che ha bisogno di tornare a vivere. Il senso civico dovrebbe prevalere si tutto. E invece, purtroppo, ancora oggi, troviamo gli scettici e i reticenti.

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Due dosi di vaccino bastano contro il Covid? Brusaferro (Iss): “No, serviranno richiami” https://www.younipa.it/due-dosi-di-vaccino-bastano-contro-il-covid-brusaferro-iss-no-serviranno-richiami/ Mon, 24 May 2021 06:56:54 +0000 https://www.younipa.it/?p=65875 “Fino a che non sarà immunizzata la maggior parte della popolazione contro il Covid, è...

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“Fino a che non sarà immunizzata la maggior parte della popolazione contro il Covid, è importante rispettare le regole note, cioè indossare la mascherina, evitare il più possibile assembramenti. C’è un piano di riaperture graduale ogni settimana che fa guadagnare nuove attività”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Repubblica il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

“Dobbiamo tendere al dato più alto possibile e per esempio già vaccinando la maggioranza della popolazione generale avremo come risultato una circolazione più limitata del virus. Ovviamente da subito dobbiamo avere percentuali più alte nelle fasce più fragili. Anche la popolazione giovane andrà protetta, perché la fascia 20-40 anni è quella che sostiene più di altre la circolazione”, spiega Brusaferro.


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Alla domanda su quando potremo smettere di usare la mascherina, risponde: “Si tratta di uno strumento che riduce la possibilità di circolazione del virus. È chiaro che questa cala con l’aumento delle persone immunizzate, così è possibile in certi contesti poter togliere la mascherina. Con la velocità che ha preso la campagna vaccinale è facile che nei prossimi due mesi avremo coperture ancora più rassicuranti. Così si potrà pensare di rilasciare progressivamente le mascherine, partendo dai contesti all’aperto”.

“È opinione diffusa a livello globale che stiamo andando verso una fase di endemia, cioè con una continua e diffusa circolazione del virus ma anche, grazie alle vaccinazione, meno intensa. Poi sappiamo che esiste il fenomeno delle varianti – sottolinea il presidente dell’Iss -. La possibilità che emerga una variante che ancora non conosciamo e renda meno efficaci i vaccini non si può escludere. Per questo vanno fatti i sequenziamenti dei casi ed è anche importante tenere bassa l’incidenza”. E per i vaccini “è molto probabile che si debbano rifare dei richiami”.

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Richiamo Pfizer-Moderna – E’ “raccomandabile” un prolungamento nella somministrazione della seconda dose dei vaccini a mRNA Pfizer-BioNtech e Moderna “nella sesta settimana dalla prima dose”.

Lo prevede la circolare del ministero della Salute con cui si trasmette il parere del Cts in merito all’estensione dell’intervallo tra le due dosi dei vaccini a mRNA.

Il Cts rimarca che “rimane una quota significativa di soggetti non vaccinati che, per connotazioni anagrafiche o patologie concomitanti, sono a elevato rischio di sviluppare forme di COVID-19 gravi o fatali”.

Sulla scorta di ciò, il Cts raccomanda un prolungamento nella somministrazione della seconda dose del richiamo Pfizer-Moderna

I soggetti che hanno ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca senza sviluppare eventi di trombosi rare “non presentano controindicazione per una seconda somministrazione del medesimo tipo di vaccino”.

Così il parere del Cts trasmesso con una nuova circolare del ministero della Salute.


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Le trombosi rare risultano infatti essersi verificate solo dopo la prima dose. Tale posizione, afferma il Cts, “potrà essere eventualmente rivista se dovessero emergere evidenze diverse nelle settimane prossime derivanti in particolare dall’analisi del profilo di sicurezza del vaccino nei soggetti che in UK hanno ricevuto la 2/a dose”

Nella riunione con i sindaci delle isole minori si è trattato il tema della campagna vaccinale, secondo quanto si apprende dal Commissariato all’emergenza, ed in tale ambito si procederà con le vaccinazioni di massa con il supporto della Difesa e della Protezione civile.

Il criterio di priorità è quello di vaccinare progressivamente partendo dalle isole che hanno maggiori fragilità in termini di rischio epidemiologico e carenza di adeguati presidi sanitari, viene sottolineato.

L’incontro con i sindaci delle isole minori “è stata anche l’occasione per ribadire il rispetto assoluto delle priorità vaccinali, categorie fragili e over 80, ma la campagna prosegue spedita, 15 milioni di italiani hanno avuto almeno una dose di vaccino, è molto importante.

Contiamo in due settimane di completare la vaccinazione delle categorie più fragili”. Così il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini all’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24. 
   
Il governo Draghi ha dettato “regole ferree per la vaccinazione delle categorie più fragili, nella stragrande maggioranza dei casi le stanno rispettando, chi decide di operare diversamente lo fa in maniera arbitraria. Dobbiamo correre tutti nella stessa direzione”.


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C’è poi il capitolo delle residenze per anziani.

“Sarà sicuramente un’ordinanza che arriverà nel giro delle prossime ore il provvedimento che sbloccherà il nodo della riapertura delle Rsa, assicurando la possibilità di visita da parte dei familiari, nel rispetto delle norme di sicurezza e come è oggi possibile solo in pochissime strutture”.

Ad annunciarlo all’ANSA è Sandra Zampa, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza e responsabile Salute del Pd.

“Il Ministero – aggiunge – ha scelto di predisporre un’ordinanza su cui si sta lavorando in queste ore, affinché entri in vigore immediatamente”.

Intanto l’Aula di palazzo Madama ha approvato con 202 sì, 28 no e 5 astenuti la conversione in legge del decreto Covid. Il provvedimento prevede misure urgenti per fronteggiare la diffusione del Covid-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in dad o in quarantena. (ansa)


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Chi ha meno di 60 anni può ricevere AstraZeneca? E le regole valgono sia per gli uomini che per le donne? A dare una risposta a questo quesito è Giorgio Palù, presidente dell’Aifa e virologo del Comitato tecnico scientifico, in un’intervista al Corriere della Sera.

Palù ha spiegato che non c’è mai stato un divieto di assunzione per gli under 60, ma solo un’indicazione da parte dell’Aifa, mentre l’Ema non ha posto alcuna restrizione.

” Il suggerimento è stato interpretato come regola, ma non è così. Tanto che Aifa suggerisce di fare la seconda dose con AZ a chi ha già fatto la prima con lo stesso vaccino, indipendentemente dall’età”. “Se ne discuterà di nuovo – continua Palù – per meglio specificare questo punto ed evitare che per una irragionevole valutazione del rischio molti saltino gli appuntamenti e perdano opportunità di proteggere sè e gli altri”.

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Astrazeneca sotto i 60 anni? Non per tutti. Il rischio di effetti collaterali gravi è raro ma maggiore nelle donne giovani. Vacciniamo allora tutti gli uomini e teniamo fermo il limite di età nelle donne. Basta con la medicina che non considera il nostro sesso”. Lo scrive su Twitter l’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola dopo che ieri il commissario all’emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, ha aperto, man mano che la campagna vaccinale proseguirà, all’uso del vaccino di Astrazeneca anche per la fascia under 60.

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Tutti si chiedono quando arriverà il loro momento per essere vaccinati. Dopo i soggetto fragili e le persone più anziane, si iniziano a fare le prime stuime di quando sarà il turno degli altri siciliani per la vaccinazione.

Gli obiettivi dichiarati dal governo

Volendo fare il punto sull’organizzazione del piano Vaccini anti Covid, il Ministro della Salute Speranza ha ribadito neri giorni scorsi come l’obiettivo principale sarebbe quello di somministrare la prima dose al target degli over 60 entro giugno. Parallelamente nelle prossime settimane, ha detto Speranza, si dovrà nsomministrare almeno la prima dose a over 80, over 70 e soggetti fragili per terminare la vaccinazione di queste categorie.

Il commissario per l’emergenza Figliuolo punta a vaccinare, almeno con la prima dose, tutti gli ultrasessantenni entro la fine del mese di maggio. A quel punto, raggiunto quell’obiettivo, saranno le regioni a scegliere come procedere per le vaccinazioni della popolazione fra i 30 e i 59 anni.


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Quale criterio sceglierà la Sicilia?

Ancora non è chiaro quale criterio sceglierà di seguire la Sicilia. Tra gli scenari possibili c’è quello di vaccinare per prime le popolazioni delle piccole isole per renderle covid free e quindi idonee ad ospitare i turisti in assoluta sicurezza.

In Sicilia sono molti coloroche nelle ultime settimane hanno rinunciato al vaccino Astrazeneca, a causa della paura ingenerata dagli ultimi casi di cronaca. Il risultato dalla campagna di terrore mediatico è stato che 8 siciliani su 10 sembrerebbero voler rinunciare. Anche se l’open day AstraZeneca voloto da Musumeci ha riscosso degli ottimi risultati.

Al momento però la campagna di vaccinazione resta ancora lenta e la Sicilia. Siamo al 19° posto in Italia per percentuale di dosi somministrate rispetto a quelle consegnate, secondo i dati del Ministero della Salute.

Secondo i calcoli di LAB24-Sole24Ore, considerando l’ultima media mobile a 7 giorni di dosi somministrate ogni giorno in Sicilia ( 19.676) ci vorrebbero 9 mesi e 23 giorni per coprire il 70% della popolazione dell’Isola. L’obiettivo, tenendo questi ritmi sarebbe raggiunto il giorno 4 febbraio 2022 contro la previsione del governo ad agosto 2021.

Il Quotididiano di Sicilia ha fatto una stima ragionando sui numeri attuali di popolazione, vaccini e andamento vaccinazioni. Partendo dal fatto che la popolazione residente in Sicilia è di circa 4,9 milioni di abitanti e ipotizzando una velocità di vaccinazione di 20.000 somministrazioni al giorno.

Il tutto dando per assodato che i vaccini siano sempre disponibili.

Gli ultimi dati Istat del 2019 dicono che in Sicilia sono 4.900.000 i residenti. Di cui 309.000 gli ultraottantenni, 450.148 gli appartenenti alla fascia d’età 70-79 anni; 595.583 quelli rientranti nella fascia 60-69 anni; 725.933 i 50-59enni; 713.334 gli appartenenti alla fascia d’età 40-49 anni, 600.758 i 30-39enni, 573.972 nella fascia 20-29 anni, 939.480 la fascia di popolazione dai 19 anni in giù.

Quando si completeranno le vaccinazioni degli ultraottantenni

Secondo gli ultimi dati dell’osservatorio sui vaccini del ministero della Salute, in Sicilia avrebbero ricevuto almeno una dose di vaccino 299.023 residenti in Sicilia ultraottantenni. Secondo gli ultimi dati Gimbe di pochi giorni fa, il 52% di questi avrebbe ricevuto le due dosi. Resterebbero così da vaccinare circa 140.000 appartenenti a questa categoria. Ipotizzando ventimila somministrazioni al giorno e considerando che molti ancora devono ricevere la prima dose, si può ipotizzare che in 7/10 giorni gli ultraottantenni sarebbero messi in sicurezza.

Dunque, dal 28 di aprile si potrebbe procedere e completare la vaccinazione dei 70-79enni. Ad oggi 177.106 hanno ricevuto almeno una dose, il 5,4% anche la seconda (9.563). Resterebbero dunque da vaccinare circa 150.000 cittadini ultrasettantenni con la seconda dose (in 8 giorni), più 295.000 con entrambe le dosi. Sempre considerando un ritmo di 20.000 somministrazioni al giorno, servirebbero 14/15 giorni per dare loro la prima somministrazione e via via completare la seconda.

Saranno le Regioni è stato detto a decidere quando vaccinare i 30-59enni. Non essendo ancora chiari i criteri che adotterà la Sicilia, QdS ha provato a immaginare un ordine di somministrazione per decade.

Stime della vaccinazione dei 50-59enni

Nella seconda metà del mese di giugno dovrebbero poter essere vaccinati i cittadini di età compresa tra i 50 e i 59 anni (che sono in Sicilia 725.000 circa). Per dare una dose a tutti loro sarebbero necessari circa 36 giorni. Senza considerare gli opportuni richiami.

Stime della vaccinazione dei 40-49enni

Arriveremmo così a fine luglio per iniziare le somministrazioni ai 40-49enni, che sono poco più di 710.000. Questi potrebbero ricevere la prima dose (contemporaneamente si completerebbe il richiamo per le fasce d’età superiori, ipotizzando sempre che le somministrazioni siano arrivate almeno a 30.000 al giorno) in 35 giorni.

Stime della vaccinazione dei 30-39enni

Si arriverebbe così ai primi di settembre per completare la vaccinazione dei 40enni e iniziare la somministrazione ai 30enni. Verosimilmente a metà ottobre e mese di novembre per i 20-29enni. La strada indubbiamente è ancora molto lunga. E sicuramente non è libera da ostacoli.

Di certo se ci fosse una reale accelerazione delle dosi giornaliere, questa previsione stimata da QdS potrebbe rivelarsi attendibile.

Una cosa, in ogni caso è certa. La situazione è ancora molto delicata e non ci possiamo permettere di abbassare la guardia. Soprattutto adesso che l’estate è alle porte e che si è tanto stanchi di queste restrizioni. Sicuramente il sole non potrà portare un “liberi tutti”, ma tutti auspichiamo che con i vaccini, un po’ di buonsenso e anche un pizzico di fortuna, si possa raggiungere prima possibile la tanto agognata “immunità di gregge”.

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Johnson&Johnson ha annunciato che ritarderà le consegne dei suoi vaccini in Europa. “Siamo a conoscenza degli estremamente rari” problemi avuti da “un piccolo numero di persone che hanno ricevuto il nostro vaccino. Il Cdc e la Fda stanno rivedendo i dati relativi a sei casi negli Stati Uniti su oltre 6,8 milioni di dosi somministrate. Per precauzione, il Cdc e la Fda hanno raccomandato una pausa nell’uso del nostro vaccino”, afferma Johnson&Johnson in una nota. “Stiamo rivedendo questi casi con le autorita’ europee e abbiamo deciso in via proattiva di ritardare le consegne all’Europa”, osserva Johnson&Johnson.

J&J: la situazione in Italia e negli USA

Erano in arrivo 184 mila dosi del vaccino Johnson & Johnson della casa farmaceutica Janssen all’hub della Difesa di Pratica di Mare. “Si tratta del primo lotto del vaccino statunitense che giunge in Italia”, così dichiara il Generale Francesco Paolo Figliuolo. Nello stesso momento, il New York Times dà notizia dello stop alla somministrazione del vaccino negli Stati Uniti.


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Usa: stop alla somministrazione

Sospendere immediatamente l’uso del vaccino monodose Johnson&Johnson dopo che sei pazienti hanno manifestato rare forme di trombosi a due mesi dalla somministrazione. È questa la decisione della Fda, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici. Tutti i casi riguardano donne tra i 18 e i 48 anni di età. Una di loro è deceduta, mentre un’altra è ricoverata in condizione critiche.

J&J: il vaccino monodose

Il vaccino Johnson & Johnson è il quarto approvato dall’Ema dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca.  Vaccino a vettore virale, come AstraZeneca, il monodose J&J ha registrato negli USA simili problematiche con rari casi di trombosi. Secondo l’Ema, non può definirsi accertata la correlazione tra i casi avvenuti in America e la somministrazione della monodose. Prosegue nelle indagini. Intanto, Armando Genazzani, membro del Committee for Medicinal Products for Human Use di Ema, sul Johnson&Johson dichiara: «Non sappiamo quanto duri, potrebbe benissimo essere che serva un richiamo in seguito, ci sono degli studi che lo stanno valutando. Intanto possiamo cominciare a vaccinare».

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Prendere un aereo ha un rischio di trombosi superiore rispetto che fare il vaccino “Astrazeneca” contro l’infezione da Sars-Cov-2 e gli Stati che ne hanno bloccato la somministrazione lo hanno fatto per motivi ad ora non sostenuti da dati scientifici.

A dirlo a Buongiorno, su Sky Tg24 e’ Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia dell’Università di Padova. “Penso che Astrazeneca sia un vaccino sicuro, anzi tra i più sicuri. Su 35 milioni di persone immunizzate abbiamo una sessantina di casi di reazioni avverse, di cui forse dieci con decessi – spiega Crisanti – E’ un vaccino che ha una complicazione grave ogni 2 milioni e mezzo di casi, difficilmente si raggiungono livelli di sicurezza come questo”.

Crisanti su Astrazeneca: “Prendere l’aereo ha un rischio cento volte superiore di fare il vaccino”

“Ci preoccupiamo tanto – aggiunge – di un caso ogni 2 milioni e mezzo di eventi trombotici, ma prima di questa pandemia in Italia c’erano 200 milioni di persone che prendevano l’aereo, con una probabilità di 100 su un milione di sviluppare complicazioni trombotiche, non mi pare che ci siamo stracciati le vesti. Prendere l’aereo ha un rischio cento volte superiore di fare il vaccino, non lo dico io, lo dicono le statistiche”.


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Manderebbe una figlia di 40 anni a fare il vaccino? “A questa domanda il microbiologo risponde cosi’: “Sicuramente, non avrei dubbi. Non penso che ci sia un rischio più elevato che fare altre attività”. Per Crisanti, le complicazioni tromboemboliche “sono scatenate da un parte dal processo infiammatorio che causa il virus, ma sicuramente anche da alcune proteine e componenti che il virus sintetizza. Non è da escludere che la proteina spike possa essere parte di questo meccanismo. Sarà molto difficile, se questo è il caso, disgiungere l’effetto protettivo del vaccino da una possibilità di rare complicazioni collaterali”.

Per Crisanti i Paesi che hanno bloccato la somministrazione di Astrazeneca “rispondono alle sensibilità, le percezioni e i sentimenti dei loro elettori. Ad esempio Germania, Paesi Bassi e Usa hanno una percentuale di persone contrarie ai vaccini estremamente elevata, in questi Paesi c’è anche tutta una storia di contenziosi sui vaccini, molto probabilmente non vogliono correre nessun rischio su questo. E’ una decisone politica, non ancora suffragata da dati scientifici”.

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Un’app che permetterà di partecipare a eventi, senza più privarsi della libertà di uscire e andare al cinema o al bar, di vedersi con un amico o di andare a fare shopping. Lanciato il primo passaporto vaccinale. Eh no, non è successo in Italia ma a New York, che diventa così il primo paese a ideare il primo passaporto per i vaccinati.

A New York il primo passaporto vaccinale per partecipare agli eventi

New York lancia il primo ‘passaporto vaccinale’ americano. Si chiama Excelsior Pass ed è una app che consentirà di mostrare che si è stati vaccinati per il Covid o si è risultati negativi al test. L’app consentirà l’accesso a eventi, dalle partite all’intrattenimento, fornendo una codice QR che può essere facilmente scannerizzato. Il sistema è realizzato su una piattaforma di IBM ma si basata su tecnologia blockchain.


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Tra i primi a utilizzare questo strumento sarà il Madison Square Garden, ma varrà anche per cinema, negozi e sale concerti. La tecnologia e’ blockchain per garantire la sicurezza e la protezione dei dati. “I newyorkesi – ha commentato il governatore dello Stato, Andrew Cuomo – hanno dimostrato di saper seguire le indicazioni guida per combattere la pandemia. Questa app e’ uno strumento in più per muoversi e riprendere a vivere in maggiore sicurezza”.


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E’ stata eseguita a Trapani l’autopsia sul corpo di Giuseppe Mansicalco. Il militare di 54 anni morto a Trapani pochi giorni fa, poco dopo avere ricevuto il vaccino AstraZeneca.

E’ quello che ha stabilito l’autopsia eseguita a Trapani. La Procura aveva aperto nei giorni scorsi un’inchiesta sulla morte del militare, dopo la denuncia dei familiari. Il vice comandante della sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura di Trapani aveva avuto un malore dopo la somministrazione del vaccino ed era morto.

Ma l’Asp di Trapani sta verificando ugualmente se la dose del vaccino utilizzato sia dello stesso lotto sequestrato oggi.

E’ normale che ci sia una psicosi tra i vaccinati adesso ma è fondamentale mantenere la calma e la lucidità, e non saltare a conclusioni troppo affrettate, se prima non si hanno dati scientifici a supporto.

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L’Università di Oxford ritiene che un singolo richiamo della vaccinazione anti Covid possa essere sufficiente a immunizzare gli individui già vaccinati contro le varianti brasiliana e sudafricana. Il team di ricerca dell’Università infatti starebbe lavorando allo sviluppo di un vaccino leggermente modificato che permetta di garantire l’immunità contro diverse varianti in una sola iniezione, in modo che i sistemi sanitari non debbano sviluppare un nuovo vaccino ogni volta che una nuova variante si presenti.

Covid, un solo richiamo utile contro le varianti

Andrew Pollard, capo del team di ricerca, ha commentato con soddisfazione gli “incredibili” risultati secondo cui una singola dose di vaccino Astrazeneca o Pfizer garantiscano una riduzione del tasso di ospedalizzazione degli over 65 dell’80 per cento: “I Paesi europei dovrebbero riconsiderare la propria decisione di non somministrare il preparato Astrazeneca agli over 65”.

Secondo Pollard “i dati ancora incompleti mostrerebbero che vi è la possibilità che l’immunizzazione possa non solo limitare i sintomi, ma anche azzerare la possibilità di trasmissione del virus, rendendo l’allentamento delle restrizioni ‘veloce e permanente'”.

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E’ uno strumento non ufficiale ma è stato creato per calcolare i tempi di attesasi per ricevere il vaccino, sulla base di indicatori come età, stato di salute e lavoro.

Il portale omnicalculator.com infatti consente di avere una stima del tempo da attendere per ricevere il siero anti Covid. Soprattutto per chi non rientra nelle fasce deboli come operatori sanitari, anziani o persone affette da patologie particolari.

Covid, le stime dei tempi di attesa per il vaccino– strumento nn ufficiale

Il calcolatore per l’attesa per il vaccino contro il Covid è stato realizzato da Anna Szczepanek e Anna Wójcicka. E’ estremamente semplice da usare. Basta infatti inserire la propria età e altri dati come professione e stato di salute per arrivare ad una data. Alla fine viene fornita una stima del periodo durante il quale si potrebbe ricevere la prima e la seconda dose del vaccino. Chiaramente, non trattandosi di uno strumento ufficiale, il risultato va preso con le pinze. Il calcolatore ci consente però di avere un’idea approssimativa dei tempi da attendere per l’immunizzazione dal Covid.


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