L'articolo Covid, tre nuove Zone Arancioni in Sicilia: l’ordinanza di Musumeci proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Sono in aumento i casi Covid in Sicilia. Dai 5.286 di ieri, il bollettino del Ministero della Salute ne registra oggi 5.594 con 35.259 tamponi processati, determinando così un tasso di positività del 15,8%. Lieve decremento dei decessi, 34 (-2). I guariti sono 6.845, gli attuali positivi scendono di 1.179 a 250.096. Il numero dei pazienti ricoverati nei reparti ordinari è pari a 1.200 (-39), 97 (-7) sono ricoverati nelle terapie intensive con 2 nuovi ingressi. In isolamento si trovano in 248.779 .


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]]>Cinquantotto nel Messinese: oltre al capoluogo, anche Acquedolci, Alì Terme, Capri Leone, Caronia, Castell’Umberto, Castroreale, Cesarò, Falcone, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Furnari, Gaggi, Giardini Naxos, Gioiosa Marea, Gualtieri Sicaminò, Letojanni, Librizzi, Lipari, Mazzarrà Sant’Andrea, Merì, Milazzo, Militello Rosmarino, Monforte San Giorgio, Montalbano Elicona, Naso, Nizza di Sicilia, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Pagliara, Patti, Roccalumera, Roccavaldina, Rodì Milici, Rometta, Santa Lucia del Mela, Savoca, San Filippo del Mela, San Fratello, San Teodoro, Sant’Agata di Militello, Santa Teresa di Riva, Santo Stefano di Camastra, Saponara, Scaletta Zanclea, Sinagra, Spadafora, Taormina, Terme Vigliatore, Torregrotta, Tortorici, Tusa, Venetico e Villafranca Tirrena.
Ventiquattro in provincia di Trapani: oltre al capoluogo, anche Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi Segesta, Campobello di Mazara, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Custonaci, Erice, Favignana, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Paceco, Pantelleria, Partanna, Petrosino, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, San Vito Lo Capo, Santa Ninfa, Valderice e Vita. Uno in provincia di Catania: Misterbianco. Salgono così a 138 i Comuni siciliani nei quali sono previste misure restrittive.


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]]>La stessa ordinanza ha inoltre disposto la proroga della “zona arancione” nel Comune di Ribera, in provincia di Agrigento, fino a mercoledì 19 gennaio (compreso). Salgono così a 46 i Comuni in “zona arancione” in Sicilia.
Le misure restrittive anti Covid sono infatti in vigore, fino al 19 gennaio, anche nei seguenti territori: nella provincia di Agrigento, Canicattì e Palma di Montechiaro; nella provincia di Caltanissetta, il Comune di Caltanissetta e Gela; nella provincia di Enna, ad Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Enna, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa; nella provincia di Messina, Capizzi; nella provincia di Siracusa, ad Augusta, Avola, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino. Per tutte le informazioni in merito alle misure previste è possibile consultare le Faq diffuse dal ministero della Salute.


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]]>Le misure restrittive anti-Covid saranno in vigore nei seguenti territori: nella provincia di Agrigento, Canicattì e Palma di Montechiaro; nella provincia di Caltanissetta, il Comune di Caltanissetta e Gela; nella provincia di Enna, ad Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Enna, Gagliano Castelferrato, Leonforte, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Regalbuto, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa; nella provincia di Messina, Capizzi; nella provincia di Siracusa, ad Augusta, Avola, Canicattini Bagni, Carlentini, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino.
La “zona arancione” è attualmente in vigore fino al 12 gennaio anche in altri quattro Comuni: Caronia e Santa Lucia del Mela nel Messinese; Ribera nell’Agrigentino; Gravina nel Catanese. L’ordinanza ha inoltre disposto che, esclusivamente nei territori dichiarati “zona rossa” o “arancione” e in circostanze di eccezionale e straordinaria necessita’, il sindaco può adottare provvedimenti di sospensione, totale o parziale, delle attività didattiche, con conseguente adozione della Didattica a distanza, secondo i protocolli in vigore, per un periodo non superiore a dieci giorni.


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]]>Continua a preoccupare l’impennata dei nuovi positivi e dei pazienti ricoverati nei reparti Covid nell’Isola. Solo ieri, 6.415 nuovi contagi in 24 ore, più di 1000 ricoverati, 40 i decessi. Mai così tanti da inizio pandemia.
Secondo quanto riportato da Repubblica, gli esperti starebbero valutando due possibili date per il cambio colore: quella del 17 o del 24 gennaio. A chiedere il passaggio in zona arancione, anche lo stesso presidente della Regione, Nello Musumeci: “Con questa tendenza, la zona arancione sarà inevitabile. Ma con i nuovi parametri chi si è già vaccinato e ha avuto anche la terza dose potrà muoversi senza restare recluso tra le mura domestiche”.
Ricordiamo che le nuove regole prevedono che la Zona arancione scatti quando l’incidenza dei contagi è uguale o maggiore a 150 casi settimanali ogni 100mila abitanti (parametro già abbondantemente superato, con 174 nuovi casi settimanali su ogni 100mila abitanti), i posti letto in area medica occupati dai pazienti Covid siano superiori al 30% e quelli di terapia intensiva al 20%. Quest’ultimi, sono valori al limite, così come spiegato dal Professor Vito Muggeo, professore del dipartimento di Scienze economiche, statistiche e aziendali a Palermo: Con l’attuale incidenza delle ultime settimane, arriveremo ad un aumento del 27% dei posti letto occupati in area medica e del 30% in Terapia intensiva “.
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]]>Le misure restrittive anti Covid sono attualmente in vigore anche in altri otto Comuni: fino al 5 gennaio a Gravina di Catania, Marianopoli (Caltanissetta), Terme Vigliatore e Scaletta Zanclea (Messina). Fino a domani, 31 dicembre, a Butera (Caltanissetta), Fiumedinisi, Milazzo e San Filippo del Mela (Messina).
L’ordinanza ha inoltre disposto la proroga dell’efficacia di alcune misure adottate in precedenza, tra le quali quelle che prevedono l’esecuzione di un tampone in porti e aeroporti dell’Isola per chi arriva dai seguenti Stati: Malta, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Usa, Germania, Regno Unito, Sudafrica, Botswana, Hong Kong, Israele, Egitto e Turchia. Per tutte le informazioni in merito alle misure previste è possibile consultare le Faq diffuse dal ministero della Salute.


L'articolo Ultim’ora, tre nuovi Comuni in Zona Arancione: l’ordinanza proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Covid Sicilia, da domani al 31 dicembre altri 6 comuni in Zona Arancione: l’ordinanza proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le misure restrittive tanti Covid sono attualmente in vigore (fino al 27 dicembre) anche a Castrofilippo (Agrigento), Marianopoli (Caltanissetta), Motta Sant’Anastasia (Catania), Terme Vigliatore e Scaletta Zanclea (Messina).


L'articolo Covid Sicilia, da domani al 31 dicembre altri 6 comuni in Zona Arancione: l’ordinanza proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>L'articolo Ultim’ora, due nuove Zone Arancioni in Sicilia: l’ordinanza dopo il boom di contagi proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Disposta anche la prosecuzione delle misure restrittive anti-Covid (sempre fino al 20 dicembre) per un altro comune etneo: Militello in Val di Catania. Il provvedimento è stato preso a causa dell’alto numero di positivi in rapporto ai vaccinati.


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]]>L'articolo Ultim’ora, due nuovi comuni Zona Arancione in Sicilia: cosa prevede l’ordinanza proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le misure restrittive anti Covid, a causa dell’alto numero di positivi in rapporto ai vaccinati, saranno in vigore fino a mercoledì 24 novembre (compreso). Resta comunque consentita la ristorazione e la somministrazione di alimenti e bevande mantenendo, però, sempre il limite di quattro persone al tavolo (a eccezione dei conviventi).
Per tutte le informazioni in merito alle misure previste è possibile consultare le Faq diffuse dall’assessorato regionale alla Salute.


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]]>L'articolo Ultim’ora Sicilia, due comuni passano in Zona Arancione: l’ordinanza proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Le misure restrittive anti Covid, a causa dell’alto numero di positivi in rapporto ai vaccinati, saranno in vigore fino a giovedì 11 novembre. Nei due Comuni è consentita la ristorazione e la somministrazione di alimenti e bevande mantenendo, però, sempre il limite di quattro persone al tavolo (a eccezione dei conviventi). Per tutte le informazioni in merito alle misure previste e’ possibile consultare le Faq diffuse dall’assessorato regionale alla Salute.


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]]>Ma non è finita qui. Sarà vietata, almeno per ora, la tintarella in spiaggia nonostante il passaggio dalla zona rossa in arancione deciso ieri. Fino al prossimo 2 maggio compreso è stato disposto, per l’intera giornata, il divieto di stazionamento in tutte le spiagge del litorale che va da Sferracavallo e Mondello fino ad Acqua dei Corsari, e all’interno del Parco della Favorita, il polmone verde del capoluogo siciliano che si estende circa 400 ettari, e nel prato del Foro Umberto I, dalla Cala a Villa Giulia.
L’ordinanza, che riguarda “misure per il contrasto e il contenimento sul territorio comunale del diffondersi del virus Covid-19”, era stata firmata dal sindaco Leoluca Orlando quando Palermo si trovava in zona rossa, ma con il passaggio di colore ad arancione restera’ tutto immutato.
Dunque, in vista del weekend del primo maggio non si potrà sostare nelle spiagge, nonostante la primavera sia già arrivata in Sicilia con temperature previste che dovrebbero addirittura raggiungere i 30 gradi, e non si potrà andare a fare scampagnate nel Parco della Favorita.


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]]>Di seguito una sintesi sulla normativa che da domani tornerà operativa in città:
Resta consentito spostarsi per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, nonché per il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, comprese le seconde case. Possono entrare e uscire dai comuni e dalle province tutti coloro che saranno muniti delle “certificazioni verdi Covid 19”: quella di avvenuta vaccinazione o di guarigione, entrambe valide 6 mesi, o l’esito di un tampone antigenico o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti. Torna possibile, all’interno del comune, andare a trovare una sola volta al giorno parenti e amici, in massimo 4 persone oltre ai minori conviventi.
È possibile svolgere attività sportiva all’aperto in forma individuale ma non sono consentiti né gli sport di contatto né quelli di squadra. Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.
È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli.
Per la scuola, valgono le stesse regole delle zone gialle: è assicurato in presenza lo svolgimento di nidi e micronidi, scuola dell’infanzia (materna), elementari e scuole medie. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado garantiscono l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca, mentre la restante parte si avvale della didattica a distanza. All’Università esami e tesi di laurea in presenza.
Confermato il divieto di consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze.
Dalle 5 alle 22 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue:
La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.
Riaprono negozi d’abbigliamento, parrucchieri e barbieri. Resta comunque obbligatorio tenere conto delle misure anti-Covid, dunque obbligo di mascherine, distanziamento interpersonale di almeno un metro, ingressi contingentati, dispenser con gel igienizzanti, la pulizia e l’igiene ambientale almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura, nonché la garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria.
È inoltre obbligatorio far rispettare le altre misure anti-contagio, come l’ingresso uno alla volta negli esercizi di vicinato (fino a 40 metri quadrati), oltre a un massimo di due operatori e l’accesso regolamentato e scaglionato, in proporzione alla relativa superficie aperta al pubblico, nelle medie e grandi strutture di vendita, differenziando, ove possibile, percorsi di entrata e di uscita. A tal fine, è obbligatorio esporre un cartello che indichi il numero massimo di persone che possono essere contemporaneamente presenti all’interno dei locali.
Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.


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]]>Cerchiamo di capire qual’è il panorama nazionale.
Molte Regioni sperano di poter entrare nella fascia color sole. Significherà riaprire bar, ristoranti, cinema, teatri e musei. Bisognerà capire però in base a quali criteri le regioni potrnno avere il colore tanto agognato. L’ipotesi avanzata al momento è quello di avere una soglia minima di over 80 già vaccinati per entrare in zona gialla e questo limite potrebbe essere del 70% o dell’80%. Molte altre regioni rimarranno in zona rossa e arancione.
Ad oggi in zona rossa ci sono solamente Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta, mentre la Campania è appena passata in zona arancione. Queste quattro Regioni, quindi, quasi certamente non possono sperare di diventare gialle il 26.
Considerando che prima di passare in una fascia di minor rischio servono almeno due settimane di permanenza – con dati positivi – nella fascia superiore. Ma il passaggio in giallo è tutt’altro che scontato anche per altre Regioni, a partire da Sicilia e Calabria. A rischio anche Basilicata e Toscana e, nel caso in cui si considerino anche le vaccinazioni, sarebbero anche altre le Regioni che potrebbero restare in arancione.
Il primo indicatore da considerare è l’indice Rt. Per entrare in zona gialla deve essere inferiore a 1. Valore che dovrebbe essere mantenuto per almeno due settimane. Nell’ultimo report settimanale molte Regioni hanno registrato un Rt vicino al valore di 1. La Basilicata è a 1,08, la Calabria vicina al limite con 0,9, Campania e Liguria sono a 1, mentre Marche (0,89), Bolzano (0,87) e Puglia (0,89) non si discostano molto dal limite. Ancora, al di sopra di 1 troviamo Sardegna (1,38), Sicilia (1,03), Toscana (1,01) e Valle d’Aosta (1,26).
Intanto la valutazione d’impatto, che è alta per molte Regioni: Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trento, Puglia, Toscana, Valle e d’Aosta. La Calabria ha anche una classificazione complessiva di rischio definita alta, mentre è moderata ma ad altra probabilità di progressione per Molise, Sicilia, Toscana e Valle d’Aosta. Altro valore da monitorare è quello che riguarda l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva. Al di sopra della soglia d’allerta del 30% ci sono: Emilia-Romagna 44%, Friuli-Venezia Giulia 43%, Lazio 42%, Liguria 38%, Lombardia 56%, Marche 51%, Molise 38%, Piemonte 50%, Trento 41%, Puglia 45%, Toscana 45%, Umbria 31%, Valle d’Aosta 40%.
Non c’è ancora, come detto, un criterio per stabilire l’impatto delle vaccinazioni sull’ingresso in zona gialla. Tra le ipotesi c’è quella di considerare soprattutto la quota di over 80 immunizzati. I dati dell’ultimo report pubblicato da Palazzo Chigi mostrano una media del 76,09% di persone con più di 80 anni che hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino anti-Covid. Scendendo al di sotto della media e del valore del 70% – potrebbe essere questa la soglia minima – troviamo alcune Regioni in evidente difficoltà: Abruzzo 65,82%, Calabria 53,70%, Campania 67,61%, Liguria 65,89%, Sardegna 65,44%, Sicilia 50,62%. Andando a vedere anche le somministrazioni della prima dose agli over 70, la media italiana è del 30,14% e ben al di sotto di questa soglia troviamo: Abruzzo 22,57%, Basilicata 7,38%, Calabria 16,51%, Lombardia 15,98%, Puglia 20,45%. Molte di queste Regioni – Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia su tutte – sono anche tra quelle con i dati peggiori dal punto di vista epidemiologico. Motivo per cui il loro ritorno in zona gialla dal 26 aprile sembra difficile.
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]]>A restare rosse sarebbero però quasi sicuramente Calabria, Campania, Puglia e Valle d’Aosta a cui rischia di aggiungersi la Sardegna. Per la Sicilia nessuna novità: l’isola dovrebbe rimanere in zona arancione, anche se sono decine ormai i comuni in zona rossa.
Secondo Matteo Salvini almeno 6 Regioni potrebbero tornare in giallo. “E’ un dovere riaprire la seconda metà di aprile, se i dati lo permetteranno. Non si può stare in rosso a vita”, spiega il leader del Carroccio dopo un incontro a Palazzo Chigi con il premier. “Con Draghi abbiamo parlato di dati: dove è tranquillo è un dovere ripartire. Draghi lo ha condiviso”.
Anche per Draghi è il momento di ripartire per dare una boccata d’ossigeno all’economia. “Voglio vedere nelle prossime settimane di riaprire in sicurezza a partire dalle scuole, obiettivo è un mese di presenza”. Intanto il premier pensa anche ad “un piano di riapertura delle fiere e degli eventi” per guardare “al futuro delle prossime settimane”.
Continuano in diverse città – da Cagliari a Napoli, passando per Roma – le proteste di ristoratori, ambulanti e lavoratori del settore dei gioco legale. In alcune regioni si pensa invece già alle prossime vacanze degli italiani e ai concerti.
I presidenti delle due Regioni, Christian Solinas e Nello Musumeci, chiedono al Governo Draghi di “avere il coraggio” di andare oltre la proposta di vaccinazione delle sole isole minori del Paese, puntando su Sardegna e Sicilia. In questo senso un assist arriva dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia: “la Grecia ha tante isole e per quello si sta muovendo in quella direzione, noi potremmo farlo. Il punto è creare meccanismi per cui sia semplice circolare. La direzione mi sembra abbastanza chiara”.


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]]>REGOLE VALIDE IN TUTTA ITALIA – È vietato uscire di casa dalle 22 alle 5. Il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità. Bar e ristoranti restano chiusi: possibile solo l’asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti (in caso di ripristino delle zone gialle, bar e ristoranti potrebbero riaprire a pranzo). I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto.
SPOSTAMENTI – Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.
SECONDE CASE – Sarà sempre possibile raggiungere le seconde case, anche in zona rossa, a patto che non ci siano però ordinanze dei presidenti di Regione che impongono regole più restrittive.
VIAGGI – È possibile viaggiare in Europa, ma almeno fino alla fine del mese sono previste limitazioni per tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei quattordici giorni antecedenti all’ingresso in Italia in uno o più Stati e territori Ue: tra questi, da come si legge nel nuovo elenco di Paesi presenti nell’allegato, viene invece inclusa dal 7 aprile anche l’Austria, Israele, il Regno Unito e l’Irlanda del Nord, dove dunque sarà possibile viaggiare senza motivazioni specifiche, così come avviene per gli altri Paesi dell’Europa. Chi rientra in Italia da uno di questi Paesi o da quelli Ue dovrà comunque obbligatoriamente sottoporsi a tampone (molecolare o antigenico) effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia e il cui risultato sia negativo, sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad isolamento fiduciario per cinque giorni e al termine dell’isolamento effettuare un altro test.
REGIONI IN ZONA ROSSA – (Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta e Campania) – In queste regioni è consentito spostarsi soltanto per motivi di lavoro, salute o necessità e non è concesso andare a trovare parenti o amici.
È invece sempre possibile svolgere attività motoria, ma solo in prossimità della propria abitazione, e attività sportiva all’aperto in forma individuale. Le scuole sono in presenza fino alla prima media mentre è prevista la didattica a distanza per gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori. Sono chiusi barbieri, parrucchieri, centri estetici, negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie.
Restano aperti i negozi di generi alimentari, tabaccherie, edicole, farmacie, parafarmacie, lavanderie, ottici, profumerie, erboristerie, cartolerie, negozi di intimo e di biancheria per la casa, ferramenta. Aperti anche i negozi per bambini, dai giocattoli all’abbigliamento. Prosegue l’attività dei mercati che vendono esclusivamente generi alimentari. I centri commerciali sono chiusi nel fine settimana.
REGIONI IN ZONA ARANCIONE – (Veneto, Marche, provincia di Trento, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, SICILIA, Molise, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano) – Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, sono consentite all’interno del Comune di residenza. Sono vietati gli spostamenti al di fuori del proprio Comune. Per quei territori con meno di 5mila abitanti è consentito spostarsi entro i 30 km dal confine del proprio Comune, con il divieto però di recarsi verso i capoluoghi di Provincia. Scuole in presenza fino alla prima media. Saranno in classe anche gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma al 50%. Tutti i negozi sono aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, mentre i centri commerciali restano chiusi nel fine settimana.


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]]>Dalla mezzanotte è scattata la zona rossa in Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia di Trento, Puglia, e Veneto. In arancione Abruzzo, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, e Umbria. Arancioni anche le ex gialle Sicilia, Calabria, Liguria, Valle d’Aosta.
Da oggi al 2 aprile e nella giornata del 6 aprile, in tutte le zone gialle si applicano le disposizioni previste per le zone arancioni. Nei giorni di Pasqua – il 3, 4 e 5 aprile – su tutto il territorio nazionale (tranne che nelle zone bianche), si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse.
Dati alla mano, l’ultima volta che la Sicilia è stata arancione si registravano contagi molto più alti di ora. Nell’ultima settimana i contagi giornalieri sono stati meno di 700, mentre ieri 613. Eppure il governo nazionale ha preso la decisione per evitare di far crescere i numeri.
Intanto Musumeci ha ribadito la necessità di misure di sostegno. “Conciliamo la misura delle chiusure e le misure del sostegno. Ho chiesto al governo nazionale di accelerare questo processo. Siamo pronti per fare partire la gigantesca macchina della vaccinazione , presto il peggio sarà alle spalle”.
Spostamenti – Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona arancione salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. In ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle già conviventi, oltre ai minori di 14 anni.
Mostre e musei– Sospesi mostre e servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche i cui servizi siano offerti su prenotazione e degli archivi. Sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto.
Ristoranti – Sospese le attività dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti. Permessa la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonchè fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
Scuola – L’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale comunica che, ai sensi del DPCM 2 marzo 2021, ciò non determina alcuna variazione dell’attuale assetto organizzativo. Resta ovviamente sospesa l’attività didattica in presenza nei Comuni individuati come zona rossa o dove il rapporto tra contagi e popolazione ecceda il rapporto 250:100.000. Prosegue il monitoraggio sanitario della popolazione scolastica e la vaccinazione del personale docente e non docente”.
Sport – L’attività sportiva o motoria all”aperto è consentita, anche presso aree attrezzate o parchi pubblici”. “Purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. Restano sospese le attività di palestre e piscine. Non sono consentiti gli sport di contatto. Restano consentiti gli eventi e le competizioni, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dal Cip, riguardanti gli sport individuali e di squadra.
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]]>L'articolo Sicilia in zona arancione, torna l’autocertificazione: il modulo da scaricare proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Come si evince dal modulo, è necessario i dati anagrafici, un documento di identificazione con relativi estremi, un numero telefonico e la dichiarazione, sotto la propria responsabilità di essere a conoscenza di misure, limitazioni e sanzioni previste per legge in merito all’emergenza coronavirus.
Bisognerà ovviamente anche compilare il campo dedicato alla motivazione dello spostamento con l’indicazione degli indirizzi del luogo di partenza e destinazione. Il modulo deve essere sempre firmato dal dichiarante.
In Sicilia il modulo è indispensabile per potersi recare fuori dal proprio comune di residenza (solo motivi di lavoro, salute o necessità) e per far visita ai congiunti o ai familiari.
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]]>Per domani è prevista l’ordinanza del ministro per la salute Roberto Speranza. Si passerà automaticamente in zona rossa con un’incidenza settimanale superiore a 250 casi per 100.000 abitanti. È stato il comitato tecnico scientifico nazionale a suggerire al governo di abolire la zona gialla le cui restrizioni sono giudicate inefficaci per contenere l’epidemia.
SPOSTAMENTI – Dal 15 marzo al 2 aprile e nella giornata del 6 aprile, per gli spostamenti, nelle regioni in zona arancione sono permessi in ambito comunale verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, tra le 5 e le 22. Il limite massimo è di due persone oltre a quelle conviventi. I minori di 14 anni non si contano e quindi possono aggiungersi ad esempio ai genitori che visitano i nonni cosi’ come i disabili o non autosufficienti conviventi. Questi movimenti non sono autorizzati in zona rossa.
RISTORANTI – Da lunedì prossimo vietato consumare all’interno di bar, ristoranti e centri commerciali, anche a pranzo ma resta consentito l’asporto fino alle 22. Per i bar concesso l’asporto di bevande fino alle 18 e stop alle consumazioni nei pressi delle attività. Nessun limite per la consegna a domicilio.
NEGOZI – Sono aperti i negozi al dettaglio, chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, coprifuoco dalle 22 alle 5. Il 3, il 4 e il 5 aprile tutta Italia sarà zona rossa, ad esclusione di aree in zona bianca. Nelle regioni ci si potrà spostare rispettando le regole per le zone arancioni: è una deroga alla regola generale delle zone rosse dettata dalle feste pasquali.
SCUOLE – Nelle zone rosse viene sospesa anche la didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le lezioni si fanno in Dad e possono frequentare gli istituti solo gli alunni disabili o che hanno bisogni educativi speciali. Rimangono aperti anche i laboratori degli istituti tecnici e professionali. Nelle zone gialle e arancioni le scuole sono aperte, a meno che i governatori – che possono indicare misure più restrittive – non decidano diversamente. Le scuole superiori non sono aperte in maniera completa, ma la frequenza è limitata: si va da un minimo del 50% in presenza (il resto in Dad, cioè si va a scuola a giorni o a settimane alterne) a un massimo del 75% (ma molte scuole hanno deciso di rimanere al 50%. Gli alunni di scuole medie ed elementari invece frequentano regolarmente in presenza ma hanno l’obbligo del distanziamento e dell’uso della mascherina per tutto il tempo.
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]]>L'articolo L’Italia sempre più rossa, nuove regole e restrizioni da lunedì 15 marzo: la Sicilia cambia di nuovo colore proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il peggioramento dell’indice nazionale e quello delle regioni infatti impone una svolta drammatica, con la richiesta ai cittadini italiani di affrontare nuovi sacrifici.
Dentro quindi il parametro del 250 casi per 100 mila abitanti, che fa scattare autonomamente la zona rossa. Nel provvedimento sarà inoltre prevista una zona rossa nazionale per tutte le festività pasquali. In pratica con la nuova regola – che inasprisce il sistema di passaggio tra le fasce di rischio- le regioni che sono in giallo passeranno in arancione e quelle in arancione in rosso.
Da lunedì 15 marzo, e fino al 6 aprile, tutte le regione attualmente con una colorazione di rischio gialla passeranno in fascia arancione. E’ questa una delle indicazioni emerse, secondo quanto si apprende, nel corso della riunione di questa mattina fra governo ed enti locali a cui hanno partecipato anche i rappresentati del Comitato tecnico scientifico.
Il Nord della penisola, da lunedì, dovrebbe diventare una grande macchia rossa con Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, le province di Trento e Bolzano, Marche, Basilicata, Campania e Molise. Resterebbero arancioni Umbria, Abruzzo, Veneto e la Toscana, quest’ultima osservato speciale. Anche la Sardegna, che ha registrato un aumento dei casi, potrebbe lasciare la fascia bianca e entrare in arancione facendo compagnia alla Sicilia.
Da lunedì la maggior parte delle Regioni sarà in lockdown, con scuole di ogni ordine e grado in DAD. Molti bar e ristoranti saranno costretti a richiudere e sarà possibile uscire da casa solo per reali esigenze.
Prima delle ordinanze, il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, il ministro della Salute Roberto Speranza e il Cts (presenti anche Miozzo, Brusaferro e Locatelli) incontreranno venerdì alle 9:30 le Regioni assieme ai rappresentanti di Comuni e Province.
La riunione servirà per illustrare le misure che dovrebbero essere approvate questa mattina.
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]]>Il monitoraggio delle varianti resta comunque costante e il governo concentra la sua attenzione in particolare sulla scuola, dove nelle ultime settimane sono esplosi i casi, e sui trasporti, da sempre possibile luogo di contagio.
Se la crescita della curva non si arrestasse potrebbero rendersi necessarie nuove misure come un anticipo del coprifuoco rispetto alle 22 o di una stretta ulteriore su weekend e spostamenti.
Oggi il ministero della Salute dopo il monitoraggio settimanale stringerà le misure su diverse regioni, tra cui la Lombardia, che ha proclamato da mezzanotte l’arancione scuro e ha registrato oltre 5 mila tamponi positivi in 24 ore.
In bilico anche Campania, Emilia Romagna e Abruzzo, che potrebbero aggiungersi in rosso a Molise e Basilicata. Calabria – che chiuderà tutte le scuole -, Friuli Venezia Giulia e Veneto vanno verso l’arancione, mentre il Lazio resta fino all’ultimo tra giallo e arancione.
In Sicilia la situazione è stabile e si prepara a essere gialla per la quarta settimana consecutiva. I contagi sono più o meno invariati, cosa ben diversa in provincia di Palermo dove i numeri preoccupano.
Il bollettino quotidiano del ministero della Salute dice che in 24 ore i test positivi sono stati quasi 23 mila, un livello mai toccato da gennaio, duemila più di ieri, nonostante meno tamponi.
Di fronte all’escalation dei contagi il governo Draghi per ora punta su sempre più zone rosse o arancione scuro locali per arginare l’ondata. Ma nell’esecutivo e nella maggioranza alcune voci non escludono che se le misure adottate non riuscissero a frenare la curva si debba poi tornare a intervenire.
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