non bisogna sottovalutare, dunque, tre fattori:
– il rapporto universita-lavoro… gli studenti delle facolta “difficili” sono anche quelli che senza il titolo non possono accedere al corrispondente settore lavorativo… nessuno puo fare il chirurgo senza laurea, ma tutti possono dare lezioni private senza laurea
– il rapporto facolta-didattica… per cui anche una persona meno “preparata” puo proseguire gli studi in corsi di tipo argomentativo-espressivi, se in condizione di servirsi di abilita logiche od estro per trovare soluzioni nuove ai problemi… ma nelle facolta “difficili” invece, le risposte ai quesiti non possono essere date in modo approssimativo, e predomina il nozionismo
– il rapporto corso-studente… per cui le facolta “difficili” hanno un oggettivo bisogno di costringere lo studente all’ obbligo della frequenza, mentre in ambito umanistico i crediti formativi possono essere raggiunti piu facilmente anche con formazione extra-accademica
pertanto non si tratta di difficolta o di facilita delle facolta, bensi di tempistiche differenti per l’ accesso ai titoli finali… vedo medici totalmente spreparati sulle sfide del futuro ed incapaci di agire in settori differenti di quelli della loro specializzazione… io, di ambito umanistico, parlo latino correntemente… quindi risulta possibile non solo trovarsi ad un percorso difficile in ambito umanistico, ma addirittura trovare tra gli umanistici studenti migliori di quelli delle facolta difficili…
[gli accenti sono omessi per comodita di scrittura, ma state tranquilli che so dove vanno apposti!]
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