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L’obiettivo di un Sole Urbano che protegge tutti è quello di rendere il mondo un luogo migliore e più sano dove potersi di nuovo avvicinare.

Al tramonto un fascio di luce ha illuminato il ponte Erasmus, nasce un nuovo ‘sole’, che non solo illumina e fa incontrare le persone ma depura l’aria dai virus, incluso quello del Covid. Si tratta di Urban sun del designer olandese Daan Roosegaarde ed è il primo ‘sole urbano’ al mondo.

È apparso un fenomeno urbano caratterizzato da un bagliore nel cielo che emanava un caldo raggio di luce giallo a forma di cono.

Urban Sun: È stato ideato per depurare lo spazio circostante dal coronavirus per incontri più sicuri

È il primo al mondo, nonché l’ultima installazione del designer olandese Daan Roosegaarde. Daan, artista-innovatore super premiato, ha nella luce il suo leit-motiv, da sempre. Si muove tra natura e tecnologia, tra arte e sostenibilità e il successo dei suoi progetti a livello internazionale conferma il carattere visionario e trasformatore delle sue proposte. Tra le sue opere figurano Waterlicht, un’inondazione virtuale che mostra la potenza dell’acqua; Smog Free Project, il più grande depuratore d’aria esterna al mondo che trasforma lo smog in gioielli contemporanei e Smart Higway, strade che si caricano durante il giorno e brillano di notte.

Ma torniamo a Urban Sun per cercare di capire come è nato e come funziona.

L’origine del progetto risale agli inizi del 2019 come iniziativa autofinanziata ma la pandemia provocata dal Covid 19 ne ha accelerato lo sviluppo grazie al lavoro congiunto di un pool di esperti e dipartimenti governativi che ne hanno contribuito alla creazione.

“Abbiamo sognato un sole urbano che galleggiava sopra le nostre città e che potesse migliorare il nostro benessere”, confida Daan. “Il nostro mondo si è improvvisamente riempito di barriere di plastica, dei plexiglass di avvertimento e allontanamento sociale. Mi sono chiesto: ‘Come possiamo ripulire le nostre metropoli dal coronavirus? La luce può ripristinare incontri più sicuri? Possiamo stare insieme senza spaventarci?”.

Il team si è messo a studiare la lunghezza d’onde della luce. Mentre la tradizionale radiazione far-UVC di 254 nm è considerata dannosa, il tipo di luce specifico di 222 nm è sicuro per gli esseri umani e gli animali, non produce ozono né contiene mercurio. È stato testato sui coronavirus HCoV-229E e HCoV-OC43. Pare possa eliminare efficacemente fino al 99,9 % dei virus nell’aria, probabilmente funziona anche con quelli dell’influenza. Così è nato Urban Sun.

Si compone sia di una luce visibile sia di una sorgente lontana di UVC ottenuta dalla luce disponibile in natura. L’area pulita creata è all’interno di un cerchio visibile che ne segna i bordi. Il design include la lunghezza d’onda di 222 nm, seguendo le linee guida sulla sicurezza della Commissione  Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP) e della Conferenza americana degli igienisti governativi per l’uso della luce ultravioletta. Non utilizza più energia di un bollitore (700 Watt). Ha fonti di alimentazione che possono variare in base alla posizione e alla possibilità di installazione. È scalabile, nel senso che la simulazione tecnica mostra un’area di 3.500 m², ma è possibile coprire uno spazio più ampio.

L’installazione sospesa nell’aria è stata sviluppata dal team dello Studio Roosegaarde insieme a scienziati provenienti da Olanda USA, Giappone e Italia che l’hanno validata, tra cui ricercatori della Columbia University e del Dutch Council of Public Health & Society, con una tecnologia che è stata controllata e calibrata dall’Istituto Meteorologico Nazionale dei Paesi Bassi.


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Fabio C.

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