L'articolo NETFLIX: Addio condivisione account e password, in test un nuovo algoritmo proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Il problema, però, riguarda ancora una volta gli abbonamenti Standard e Premium, vale a dire quelli che consentono di avere su Netflix password condivise. Perchè l’account Netflix condiviso potrebbe diventare a breve un ricordo? Semplicemente perchè non è sostenibile, ma andiamo con calma.
Come riportato da The Streamable: Alcuni abbonati Netflix hanno ricevuto un messaggio di avviso sul fatto che non convivono nella stessa abitazione del titolare dell’account:
“Se non vivi con il proprietario di questo account, hai bisogno del tuo account per continuare a guardare i contenuti“.
Agli utenti viene quindi richiesto di verificare l’account con una e-mail o un codice di verifica testuale, oppure di registrare un nuovo account Netflix.
L’avviso chiede di verificare l’account tramite email o SMS:
La misura è chiaramente blanda, perché con ogni probabilità la condivisione delle password avviene tra amici che hanno la possibilità di condividere anche un messaggio whatsapp del tipo:
“mi mandi il codice che ti sta per arrivare?“.
Al tempo stesso questa modalità affonda tutti quei servizi online che consentono di condividere le password tramite servizi terzi: chi sta lucrando sulla condivisione, insomma, sarà presto messo in fuorigioco.
Netflix muoverà le proprie pedine timidamente perché inibire improvvisamente le password condivise potrebbe rivelare sorprese altrettanto improvvise:
Meglio qualche margine di tolleranza, forse, ma al tempo stesso era chiaramente necessario iniziare ad inibire tutti quei servizi che sulle condivisioni di codici e abbonamenti hanno costruito un vero e proprio business parassita e parallelo. Il primo passo sta per essere smosso e con ogni probabilità sulla stessa scia si avvieranno presto nomi quali Disney+ o DAZN che vivono del medesimo modello di offerta.
Il co-CEO dell’azienda tempo fa dichiarò: “La condivisione della password è un fenomeno con cui dobbiamo convivere. Ci sono molti casi legittimi in cui possa accadere, può essere condivisa fra conviventi, in famiglia, con i propri figli che vivono fuori casa, non c’è una linea di demarcazione troppo netta, ma siamo soddisfatti del nostro lavoro fatto fino a qui.”
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]]>L'articolo WhatsApp. La Polizia postale mette in guardia i cittadini [FURTI ACCOUNT] proviene da Younipa - Università, Lavoro e opportunità.
]]>Pare che siano molti i cittadini ad essere incorsi in un particolare messaggio. Un messaggio che, talvolta, può arrivare anche da un numero che è tra quelli salvati in rubrica, come un amico o un familiare. Il testo, riporterebbe la richiesta di ‘rispedire’ un certo codice numerico inviato per sbaglio.
Rassicurati dal conoscere il mittente del messaggio, molti utenti avrebbero provveduto a fare quanto richiesto, con il risultato di incorrere nel furto del loro stesso account. Analizziamo con chiarezza i dettagli.
Un semplice messaggio ricevuto da un amico o un conoscente potrebbe consentire ai criminali informatici di impossessarsi del nostro account. L’avvertimento arriva direttamente dalla polizia postale.
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Il messaggio in questione è semplice: “Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?”. Nel momento in cui il destinatario esegue quanto richiesto, i truffatori hanno accesso al suo account. A questo punto avrebbero la possibilità di accedere anche al numero di cellulare.
Il mittente, ovviamente, non ha alcuna colpa ma è stata egli stesso vittima della stessa frode. La polizia postale sottolinea che tutti i codici ricevuti tramite sms sono parte di informazioni strettamente personali.
Non bisogna, dunque, mai inviarli a nessuno né tantomeno correre il rischio di cliccare sui link che talvolta accompagnano il messaggio ‘trappola’. In caso si fosse stati vittima della truffa, sarà importante comunicarlo subito ai contatti presenti nella nostra rubrica, per evitare che capiti anche al loro.
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