Chi salva vite non fa rumore: il lavoro invisibile della Protezione Civile

C’è una parte delle Istituzioni che non fa conferenze stampa, non sceglie il calendario e non può...

C’è una parte delle Istituzioni che non fa conferenze stampa, non sceglie il calendario e non può permettersi errori.
È la Protezione Civile. Ed è diventata, di fatto, il cuscinetto silenzioso di tutte le fragilità del Paese.

Incendi, alluvioni, dissesti idrogeologici, ondate di calore, emergenze migratorie, crisi idrica.
La lista cresce, le emergenze si accavallano, ma la risposta è sempre la stessa: esserci. Subito. Ovunque.

Il problema è politico, prima ancora che operativo: l’emergenza è diventata la normalità, ma la politica continua a trattarla come un’eccezione.
Si invocano uomini e mezzi quando il disastro è già in corso, salvo poi dimenticarli appena l’attenzione mediatica cala.

La Protezione Civile lavora prima, durante e dopo.

Prima, quando pianifica e viene ignorata.
Durante, quando decide in pochi minuti assumendosi responsabilità enormi.
Dopo, quando resta sola a gestire le conseguenze, mentre riparte il solito carosello di dichiarazioni.

Dietro ogni ordinanza, ogni evacuazione preventiva contestata “per eccesso di prudenza”, ogni allerta meteo derisa sui social, c’è una scelta tecnica fatta per salvare vite, non per piacere.
Eppure, chi prende decisioni difficili è spesso il primo a finire sotto accusa.

In questo sistema che regge per inerzia, il volontariato è la vera infrastruttura invisibile.
Donne e uomini formati, competenti, che lasciano lavoro e famiglia senza chiedere nulla in cambio.
Sempre pronti. Sempre presenti. Sempre sottovalutati.

La verità è scomoda:
se oggi molte emergenze non diventano tragedie, non è grazie ai proclami, ma a un sistema che tiene nonostante tutto, non perché supportato davvero.

La Protezione Civile non ha bisogno di applausi post-evento.

Ha bisogno di rispetto istituzionale, risorse stabili, prevenzione vera e scelte politiche meno miopi.

Perché la sicurezza non è uno slogan da campagna elettorale.
È una costruzione quotidiana.
E ignorarla, prima o poi, presenta il conto.

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La Protezione Civile non è fatta di slogan.
È fatta di competenze, di scelte difficili, di notti insonni.
È fatta di persone che sanno che prevenire è più importante che intervenire tardi, e che ogni minuto guadagnato può significare una vita salvata.

Questa è la vera morale di ogni emergenza:
la sicurezza non nasce per caso.
Si costruisce ogni giorno, anche quando nessuno guarda.

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